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Battistolli vs Riolo: a Radio Rally memorie di Historic Rally Vallate Aretine

Di tutto e di più nell’appuntamento inaugurale del Campionato Italiano Rally Auto Storiche. La cavalcata di Lucky, le sgomitate degli inseguitori, la soddisfazione, nonostante tutto, di poter gioire della prestazione del figlio lasciando un ruolo decisamente marginale alle recriminazioni. L’Historic Rally Vallate Aretine – primo appuntamento del Tricolore storico – ha riservato agli appassionati un finale al cardiopalma. Bellezza all’ennesima potenza, con i Depeche Mode a fare da colonna sonora ad esemplari che continuano a scrivere storia e che hanno amplificato le caratteristiche di uno scenario da favola.

Arezzo e le sue vallate hanno accolto nel modo migliore l’appuntamento più sentito dagli amanti del vintage. Lucky, Totò Riolo ed Alberto Battistolli. Rigorosamente nell’ordine a sole due speciali dai saluti. A tradire il leader è stata l’idroguida della sua Lancia Delta Integrale, appesantita fino alla resa nei confronti di Totò Riolo, fin troppo arrendevole nelle dichiarazioni rilasciate nel corso del riordinamento di Castiglion Fiorentino ma divenuto “primattore” nei chilometri conclusivi della gara, con la sua Subaru Legacy a conquistare la palma nel 4° Raggruppamento ed a regalarsi la “Prima” tricolore.

A sorprendere, è stato Alberto Battistolli. Perché, oltre a garantire al marchio di famiglia il podio, con il padre sul secondo gradino, al volante della Lancia Delta Integrale il ragazzo ha regalato diversi acuti, uno servito a regolare – in una prova speciale – persino il padre. Una cronaca che ha puntato i riflettori sulle sensazioni espresse dai protagonisti a due speciali dall’ultima fotocellula, dove la logica è stata ben presto accantonata dalle variabili dei chilometri conclusivi. Alla fine, è cambiato l’ordine di arrivo dei due protagonisti principali, con il pilota siciliano a gioire in terra toscana.

Il battesimo rallystico di Gabriel Di Pietro in Franciacorta

Sarà la gara bresciana in programma sabato 16 e domenica 17 febbraio 2019 all’Autodromo di Franciancorta il battesimo nei rallystico per Gabriel Di Pietro, il diciassettenne pilota di Craveggia che da anni è protagonista nelle gare di rallycross del Campionato Italiano e vincitore della categoria Under 18 di Aci Rally Italia Talent dello scorso anno.

Il giovane ossolano parteciperà alla gara con al suo fianco l’esperto navigatore Gigi Pirollo, che lo aveva già seguito anche in occasione del Supercorso federale di AciSport che si è svolto in Sardegna a fine novembre. Grazie al sostegno di alcune aziende locali, e alla preziosa collaborazione con Twister Corse, Freem, la Scuola Federale Aci Sport e Piero Longhi, correrà la gara a bordo della Peugeot 207 Super 2000 della scuderia novarese di Sergio Terrini.

Grande entusiasmo all’interno del team Di Pietro per essere riusciti a coprire il budget occorrente per questa nuova esperienza, che lo vedrà per ora partecipare ai rally in circuito in quanto fino a settembre non compirà i 18 anni, e non può ottenere la patente di guida per le gare su strada. Un 2019 di scalpitante attesa per Gabriel che comunque conferma anche la sua partecipazione al campionato RX Italia 2019 sempre in qualità di pilota ufficiale della casa francese Planet Kart Cross.

Francesco Fanari suona la carica con la Skoda Fabia R5 in Val d’Orcia

E’ pronto a riprendere in mano il volante di una vettura da rally, Francesco Fanari, ad indossare casco e tuta per avviare le sfide di una stagione che si annuncia avvincente, ricca di argomenti tecnici e sportivi di spessore. Il pilota di rally più rappresentativo dell’Umbria, uno dei maggiori specialisti in Italia delle gare su fondo sterrato, questo fine settimana sarà dunque al via del primo impegno stagionale, il 10° Rally della Val d’Orcia, in terra senese, con base a Radicofani, terza prova del Challenge Raceday Rally Terra 2018-2019, in cui saranno presenti molti piloti di spessore, a cominciare da Renato Travaglia, Jacopo Trevisani, Andrea De Luna e Luca Hoelbing

Fanari, portacolori della scuderia Project Team, sarà affiancato dal copilota sammarinese Silvio Stefanelli, a bordo della Skoda Fabia R5 della squadra romana Step-Five, con la quale vi è da tempo un importante rapporto di fiducia e reciproca stima. Fanari e Stefanelli ripartono per l’avventura del campionato “Raceday” dal quinto posto provvisorio in classifica del raggruppamento B, avendo un solo risultato utile, quello del Rally delle Marche (è stato invece assente alla seconda del “Prealpi Master Show”).

Un appuntamento, quello di Radicofani, con un doppio senso, per Fanari: da una parte la voglia di riscatto verso una competizione che pur esaltandolo non gli ha mai regalato grandi soddisfazioni, con tre ritiri e due soli arrivi nella top ten (sesto nel 2016 e settimo nel 2015) e dall’altra il tentativo di agguantare il podio per acquisire quanti più punti possibili per l’economia di campionato.

“Finalmente si riparte, siamo stati troppo tempo in letargo – ha detto Francesco Fanari -. Si riparte con una gara che ho sempre apprezzato e che mi ha dato anche forti sensazioni ma altro lato della medaglia dall’anche non troppe soddisfazioni, per cui oltre all’obiettivo di centrare quanti più punti possibili per il campionato Raceday c’è tanta voglia di riscatto. L’ultima partecipazione sfociò con un ritiro, e sotto la bandiera a scacchi non ho mai fatto meglio del sesto posto, quindi sarà caccia alla top five e, perché no, al podio! Sarà un impegno ostico, le due prove previste sono per quanto bellissime assai diverse tra loro, servirà ritmo e concentrazione, la conoscenza del mezzo sarà determinante e, non ultimo avremo da duellare con avversari annunciati di alto livello. Sarà comunque esaltante!”.

Il Rally Val d’Orcia avrà il format della scorsa edizione, con la disputa di due prove speciali da ripetere tre volte. Sarà riproposta la PS di Radicofani con partenza da Ponte a Rigo, salendo sino a Radicofani, per poi tuffarsi nell’ultimo tratto in discesa fino a Caseltesta in un totale di 12,610 chilometri altamente spettacolari. Poi, al classico appuntamento con il cronometro all’ombra della Rocca di Ghino di Tacco sarà di nuovo abbinata la prova di San Casciano dei Bagni, su una strada molto stretta, che metterà a dura prova la guida per 6,480 chilometri. Ad ogni giro sarà previsto un riordino a San Casciano dei Bagni a cui seguirà un Parco Assistenza invece nella Z.I. di Val di Paglia.

Sabato 9 febbraio alle ore 19.01 avrà luogo la cerimonia di partenza ufficiale della gara dalla suggestiva Piazza S. Pietro di Radicofani, cui seguirà il riordino notturno previsto a San Casciano dei Bagni. Domenica 10 febbraio la gara, con le due PS ripetute per tre occasioni ed arrivo finale, sempre a Radicofani, dalle ore 16.20.

La Stratos tra passato e presente

‘L’epopea della Regina dei Rally torna protagonista a Torino, la sua città, ad Automotoretrò. Della storia che iniziò nel Reparto Corse Lancia in Borgo San Paolo, ripercorreremo alcuni tratti attraverso i racconti dei protagonisti che la Lancia Stratos l’hanno progettata, costruita e portata alla vittoria, ieri e oggi. Una leggenda che continua a vivere attraverso la monumentale opera libraria di Gianni Tonti, Emanuele Sanfront, Sergio Remondino e Thomas Popper ed edita dai fratelli Paolo ed Enrico Borgogno’, così il giornalista piemontese Enzo Branda presentava il convegno che avrebbe moderato. Non un convegno normale. Non la presentazione di un libro. Cioè, non di un semplice libro.

Chiariamo subito un punto: ‘Reparto Corse Lancia: la Stratos tra passato e presente‘ è la Bibbia della Lancia Stratos. L’opera omnia. Il lavoro di due veterani del giornalismo dell’auto e del motorsport e del direttore tecnico di Reparto Corse Lancia, reso possibile dalla lungimiranza e dalla serietà della casa editrice monegasca Ephedis Edizioni, dei fratelli Borgogno, giovani, motivati e spinti dalla passione verso i rally (Paolo Borgogno sta organizzando anche il Lancia Stratos World Meeting 2019, che sarà una delle maggiori attrazioni del prossimo Rallye Sanremo). Reparto Corse Lancia è un libro che crea un dibattito.

Testimonianze e aneddoti sulla Regina dei rally, raccontati da Gianni Tonti, direttore del team di tecnici di Borgo San Paolo che diede vita alla Lancia Stratos con l’obiettivo di creare una vettura vincente nei rally e, appunto, coautore del libro ‘Stratos il mito diventa leggenda’. Branda è un gran conoscitore delle vicende e delle leggende che circondano il marchio Lancia. E quando si parla di storia si lascia coinvolgere e moderando riesce a creare delle trame molto interessanti. Terribilmente interessanti, se si considera poi lo spessore storico-culturale dei tre relatori, Gianni Tonti, Erik Comas e Tony Carello.

Peccato che il maltempo abbia impedito la presenza del giornalista Sergio Remondino e abbia fatto arrivare in ritardo Emanuele Sanfront, entrambi autori dell’opera insieme a Tonti. Con la collaborazione di Aci Storico, nella vetrina della manifestazione torinese, ‘Reparto Corse Lancia: la Stratos tra passato e presente‘ è stato al centro di un intenso e appassionante dibattito culturale di alto livello in cui sono state raccontate e sviscerate leggende e curiosità che orbitano attorno alla storia della gloriosa Stratos, la Regina dei rally. Sì, con la R maiuscola e non rotacistica (la famosa erre moscia), come sarebbe tipico a Torino. A rendere più intenso finale del convegno, ha contribuito anche il nostro direttore, Gianni Cogni, intervenuto lanciando il cuore oltre l’ostacolo della passione e tessendo un’interessante chiacchierata sulla tecnica e le prestazioni di un bolide come la Stratos.

In ‘Reparto Corse Lancia: la Stratos tra passato e presente’ si parte dai primi disegni, per poi passare alla presentazione al Salone di Torino, alla lunga trattativa per i motori, alla realizzazione dei primi prototipi, al mistero sulla produzione dei cinquecento esemplari per l’omologazione, alla prima uscita ufficiale al Tour de Corse 1972 e a tutte le gare che l’hanno vista partecipe quale protagonista indiscussa. Un libro affascinante, dettagliato negli aspetti tecnici, che non può che appassionare ogni singolo lettore. La storia della Stratos scritta da chi ha vissuto in prima persona l’evoluzione della “Regina dei rally”, dagli albori sino alla fine della sua carriera agonistica.

Una storia italiana che inizia ufficialmente come Stratos Zero, presentata come Prototipo Zero, una dream car esposta per la prima volta come prototipo al Salone dell’automobile di Torino del 1970 dalla carrozzeria Bertone. Nel suo Dna non era prevista la possibilità di essere una semplice auto sportiva a motore centrale, quello di una Lancia Fulvia recuperato in una demolizione, di concezione avveniristica per quei tempi. Il design, per quanto non ancora definitivo, dovuto a Marcello Gandini, lo stesso che disegnò auto come la Fiat X1/9 e la Lamborghini Countach, suscitò subito grande interesse da parte dei vertici della squadra corse della Lancia, guidata da Cesare Fiorio, in cerca della sostituta della Lancia Fulvia nei rally. Una storia romantica che si chiama Stratos HF (sigla di High Fidelity), la prima vera auto di serie specificamente progettata per i rally. Per essere la Regina dei rally.

‘Reparto Corse Lancia: La Stratos tra passato e presente’ è disponibile nella versione classica, ovvero un libro contenente la storia della Regina dei Rally, oppure una versione numerata formata da ben cinque libri e un volume di sei dvd. Come per l’edizione limited edition sulla Fulvia HF, andata esaurita in pochissimo tempo, ‘Stratos, il mito diventa leggenda’, sta avendo un buon successo. Il progetto editoriale ha richiesto ben tre anni di lavoro, ricerche, reperimento fotografie e varia documentazione unica ed originale. L’opera costituita da sei volumi, cinque di testo ed uno di filmati, viene stampata in una sola edizione con tiratura limitata e numerata.

Di queste, una buona parte sono destinate prioritariamente ai proprietari delle Stratos originali costruite. Su ogni volume, infatti, è riportata la targhetta Lancia dove verrà scritto il numero di telaio dell’auto. Le restanti copie saranno disponibili per gli appassionati ed i numerosissimi personaggi che hanno collaborato per realizzare l’opera. Ecco l’opera descritta più nel dettaglio. Il primo volume, di 444 pagine, scritto da Gianni Tonti (direttore tecnico del Reparto Corse Lancia) con la collaborazione di Emanuele Sanfront, racconta la storia della Stratos, dalla sua nascita fino alla fine della sua carriera sportiva ufficiale.

Il secondo volume, a firma di Gianni Tonti e Thomas Popper, contiene il racconto dei protagonisti e le foto, molte esclusive, delle prove e dei test che le Lancia Stratos hanno effettuato tra un rally e l’altro e quelle che fanno rivivere il clima e i personaggi che hanno lavorato e vissuto a Borgo San Paolo nei locali del mitico Reparto Corse. Un “archivio di famiglia”, un cimelio storico in cui vengono risaltate le capacità dei meccanici, dei tecnici e degli uomini e donne Lancia.

In altri tre volumi, sempre di 444 pagine ciascuno, Emanuele Sanfront, Sergio Remondino e le testimonianze dei protagonisti raccontano le Stratos ufficiali e la loro storia agonistica. Ecco svelate, per ognuna delle quasi duecento gare, le emozioni di chi ha vissuto l’evento: un mix di attimi divertenti, di panico, di sconforto, ma anche e soprattutto di passione e di entusiasmo. Completa l’opera un cofanetto libro contenente otto ore di video, riportate in sei dvd-rom, con le registrazioni di prove-test e di rally, divise per anno e quindi per livrea (Marlboro, Alitalia, Pirelli, Chardonnet, Aseptogyl…).

Immagini uniche che fanno rivivere momenti memorabili e risentire il suono inconfondibile del mitico motore Dino Ferrari. I sei libri, duemila e duecentoventi pagine, e il cofanetto, possono essere acquistate al prezzo di 985 euro sul sito Reparto Corse Lancia. Invece, il libro singolo, corrispondente al primo volume del cofanetto è in vendita, oltre che sul sito Reparto Corse Lancia, anche nelle migliori librerie di settore ad un prezzo di 165 euro.

David Castiglioni si racconta a Radio Rally

“Sono arrivato a 500 gare e, da quel momento, ho smesso di contarle”. La quinta puntata di Radio Rally inizia così, con David Castiglioni entusiasta del ruolo di recordman e delle nuova veste di papà. Anzi, di “babbo”, come usa dire in Toscana. A pochi metri da lui, dietro la telecamera, Matias e Marisol assistono alla chiacchierata in religioso silenzio, salvo poi esprimere eccitazione quando viene toccato l’argomento Rally di Roma Capitale, teatro che ha visto il copilota lucchese dettare le note a Paolo Andreucci. Con il pluridecorato campione garfagnino, David Castiglioni aveva vinto – nel 1994 – il Campionato Italiano 2 litri. La vettura, la Clio Williams dell’Autorel, fa sfoggio in una manciata di fotografie, rispolverate per l’occasione.

La chiamata di “Ucci”, il bagaglio professionale, la vita quotidiana, gli amici… C’è tutto in questa bella chiacchierata con uno degli esponenti del sedile destro: un tuffo in un mondo dove la gavetta, quella vera, ha garantito chiamate su sedili “pesanti” ed amicizie durature. Dagli esordi, anno 1993, sulla Peugeot 309 condivisa alla seconda gara in carriera con Paolo Andreucci al legame instaurato con piloti al centro di programmazioni di alto livello. David Castiglioni, 500 gare all’attivo, si racconta davanti ai microfoni di “RS e oltre” regalando agli spettatori una golosa anteprima: il suo 2019 sarà al fianco di uno dei migliori interpreti del panorama rallistico giovanile.

Un confronto schietto dal quale emerge l’alto profilo di quello che, in Toscana, definiscono un “anti personaggio”. “Il 2019? Negli ultimi anni non sono stato molto fortunato con le programmazioni, per questo non sto lasciando niente al caso” . La stagione prenderà il via sulle strade del Ciocco, orfane da questa stagione di Paolo Andreucci. “Mi spiacerebbe anche dell’assenza di Scandola, spero che a breve possa smuoversi qualcosa. Sarebbe un vero peccato altrimenti”. Venti minuti che fanno leva sull’emozione, elemento distintivo di una puntata da non perdere.