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Confronti fraterni a Radio Rally: Gabriele Michi vs Daniele Michi

Un’intervista fuori dal comune, dove i limiti dell’ordinario sono messi a dura prova. Risate e goliardia fanno da cornice alla chiacchierata più impegnativa, quella che ti pone davanti a tuo fratello. Reduce dal Rally MonteCarlo, affrontato sette volte, Daniele Michi racconta senza filtri – incalzato impietosamente dal cronista – l’ennesimo impegno al fianco di Manuel Villa. Una puntata esilarante, dove i risultati e le esperienze vissute in prova speciale fanno soltanto da contorno.

Le prospettive nel WRC2, i ricordi legati all’esperienza vissuta per due edizioni consecutive al Rally dei Faraoni, il Campionato Italiano Rally vissuto al fianco di Leopoldo Maestrini ed il lavoro, quello che lo ha portato a vivere in Piemonte, a Monforte d’Alba, nelle Langhe. Le strade, il vino, i rally. Elementi ricorrenti che lasciano spazio a “colpi di scena” e sfottò, improvvisazioni e richieste di “tagli” caduti nel vuoto. Perché se c’è un elemento sul quale si è risparmiato, è la censura.

Dieci anni fa, il secondo posto tra le due ruote motrici dell’Intercontinental Rally Challenge. Un’esperienza vissuta ancora con Manuel Villa, dove le immagini della Punto S1600 si sposano con paesaggi mozzafiato. Ricordi dal quel emerge la recriminazione di aver compromesso il risultato proprio nell’appuntamento di casa, il Rallye Sanremo ma anche la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza formativa con il pilota ligure. Una puntata da non perdere, un “Michi vs Michi”. Tutt’altro che scontato.

Clamoroso: Metior Sport porta Craig Breen nel Cir 2019

Un fulmine a ciel sereno, il team Metior Sport, una delle squadre che insieme a DP Autosport si contendeva il programma di Giandomenico Basso nel Cir 2019, ha chiuso un accordo con Craig Breen per disputare il Campionato Italiano Rally 2019. Il pilota irlandese guiderà nel Cir 2019 la Skoda Fabia R5 Evo gommata Michelin. L’obiettivo è quello di contrastare l’avanzata di Citroen con la C3 ufficiale e Luca Rossetti verso il titolo tricolore e a questo punto l’oramai quasi certa scalata del forte pilota veneto con la Skoda Fabia R5 della DP Autosport e con il supporto di Loran.

Craig Breen nasce a Waterford, una bella cittadina dell’Irlanda, il 2 febbraio nel 1990. Inizia la sua carriera nel Campionato Europeo Rally per la Peugeot Rally Academy. È stato il vincitore della S2000 nel WRC, dove ha vinto Rally MonteCarlo, Rally GallesRally Francia e Rally Spagna. Breen è stato anche il campione WRC Academy nel 2011, vincendo il suo primo evento nel 2011 al Rally di Germania. dal 2017 è pilota ufficiale della Citroen con cui guida una C3 WRC nel WRC 2017 e anche nella stagione successiva ma non in tutte le gare alternandosi con Loeb. Metior Sport non ha in programma di disputare tutti gli eventi, ma non si sa mai visto che l’appetito vien correndo…

“Sono davvero felice di poter annunciare che prenderò parte al Campionato Italiano Rally in questa stagione insieme al team Metior Sport, così come avvenuto negli eventi a cui ho preso parte in Irlanda. Mi interessa davvero il Campionato Italiano Rally 2019, è una sfida che mi appassiona molto e, cosa molto più importante, è che quando non correrò mangerò bene, perché in Italia si mangia bene“, ha detto un ironico Craig Breen letteralmente preso per la gola dalla Penisola.

MonteCarlo: più Italia che in Italia

Italianamente parlando, il dato forse più eclatante del Rally MonteCarlo 2019 è la consistenza della rappresentanza dei nostri piloti: ben 21. Più dei 14 che hanno preso parte alla scorsa edizione del Rally. Con solo tre (Enrico Brazzoli, Carlo Covi, e Fabrizio Arengi Bentivoglio) ad aver preso parte ad entrambe le competizioni. Mentre altri limitano da qualche anno la loro attività stagionale alla presenza a questa gara o poco più (Matteo Gamba, Marco Blanc, Manuel Villa). E scorrendo i nomi dei 21 azzurri, ci si rende conto come l’avventura sia stata privilegio quasi esclusivo dei quarantenni ed oltre.

Sorprendente? Assolutamente no. La vicinanza di Monaco – in fondo più vicina che la Sardegna per i piloti del nord – e l’asfalto sono un richiamo irresistibile per chi ha il budget per affrontare questo rally mitico. Il fatto poi che undici (più una WRC) delle ventuno auto impiegate dai ‘nostri’ siano state delle R5, replica puntualmente il momento del nostro rallysmo. Chi può preferisce correre meno ma con vetture più affascinanti o modaiole.

Chi non può privilegia la partecipazione a più gare locali ma meno importanti. Due facce della stessa medaglia che ha come conseguenza il calo delle partecipazioni in assoluto e in particolare di quelle ai rally tricolori di casa optando per più rallyday o ronde o per meno rally ma con vetture top. Colpa di vari fattori come i costi sostanzialmente fissi indipendenti dal tipo di vettura usata (trasferta dei piloti e dei team, tasse di iscrizione differenziate in modo non proporzionale ai prezzi delle vetture, ecc.), ma anche dell’appiattimento verso il basso dei prezzi dei noleggi dovuti alla concorrenza (in Italia ci sono almeno una sessantina di R5), anche se con tutti i rischi del caso sul piano dell’affidabilità o della competitività.

Ed ovviamente della maggiore disponibilità economica (mentre per loro il tempo spesso scarseggia) di chi è già professionalmente affermato in altri campi. Cioè i cosiddetti gentleman driver normalmente non giovani. Quindi nessuna sorpresa neppure del fatto che siano trascorsi più di vent’anni dall’ultima vittoria in una gara iridata di un italiano. Di certo prendere parte ad una gara del mondiale – qualunque essa sia – è una esperienza indimenticabile e senza pari che un rallysta dovrebbe fare almeno una volta nella carriera. Come il pellegrinaggio alla Mecca per un musulmano, che spesso deve risparmiare per una vita per poterci riuscire.

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Quatto chiacchiere a tutto campo con Andrea Nucita: Hyundai, gomme, MonteCarlo…

A poco più di una settimana di distanza dall’arrivo monegasco dell’87° Rallye Automobile de Monte-Carlo 2019 abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Andrea Nucita recentemente impegnato col team Bernini Rally ad Automotoretrò di Torino. Inevitabilmente, l’argomento principe è stato il recente Rally di MonteCarlo. Il suo Rally di MonteCarlo.

Per Andrea Nucita non è la prima esperienza al Monte. Lo scorso anno infatti il pilota siciliano navigato da Marco Vozzo aveva affrontato la competizione a bordo della Fiat 124 Abath R-GT, ottenendo uno strepitoso “crono” nella PS9 Agnières-en-Dévoluy-Corps 1 di 29,16 chilometri, quando i due riuscirono a piazzare la loro due ruote motrici gommata DMack a trazione posteriore, al quarto posto assoluto, dietro solo a Mikkelsen-Jaeger (Hyundai i20 WRC), Ogier-Ingrassia (Ford Fiesta WRC) e Latvala-Antilla (Toyota Yaris WRC).

Purtroppo però furono costretti al ritiro a causa di problemi elettrici durante la PS11 Agnières-en-Dévoluy-Corps 2 di 29.16 km. Quest’anno Andrea Nucita e Giuseppe Princiotto si sono presentati allo “start” di Gap con la Hyundai i20 R5 “New Generation” (Bernini Rally), gommata Pirelli, pronti a dare battaglia per le posizioni che contano del WRC2, anche se una serie di episodi li ha costretti a rincorrere fin dalla giornata di Venerdì.

Rientrati in gara al sabato con la formula del Super Rally ma penalizzati dall’ordine di partenza, sono tuttavia riusciti a compiere una rimonta pazzesca, superando di prova in prova anche 3-4 vetture, con conseguente perdita di tempo ma riuscendo a terminare la corsa con tenacia e determinazione in trentasettesima posizione assoluta, recuperando ben trentaquattro posizioni (dalla settantunesima posizione della PS7 alla trentasettesima finale appunto). Ripercorriamo questa avventura di Andrea Nucita e Giuseppe Princiotto al “Monte” anche attraverso le immagini di Alberto Pettenello, Marco Roncaglia, Francesco di Stefano, Gianluca Badaracco e Michele Carloni.

Andrea, c’è una differenza sostanziale in termini di performance tra la Hyundai i20 dello scorso anno e la New Generation, ultima nata in casa Hyundai?

“La Hyundai i20 R5 che ho avuto la possibilità di guidare nella scorsa stagione e che ci ha consentito di centrare risultati importanti tra i quali certamente il più importante della mia carriera ovvero la vittoria alla Targa Florio, era già una vettura molto performante. Lo step “New Generation” ha sicuramente reso questa vettura ancora più veloce ma soprattutto semplice ed intuitiva da guidare, grazie a migliorie sul motore, telaio ed assetto”.

Lo scorso anno hai utilizzato per tutta la stagione pneumatici Michelin. Quest’anno invece già dalla gara di esordio, abbiamo visto la tua Hyundai gommata Pirelli. Perché la scelta è ricaduta su Pirelli?

“Ritengo gli pneumatici Pirelli molto performanti che si adattano alla perfezione al mio stile di guida ma anche alla vettura di quest’anno. E’ stato anche molto costruttivo ed interessante il colloquio costante e lo scambio di informazioni e pareri che abbiamo avuto con i tecnici Pirelli, sempre molto preparati e professionali”.

Ma veniamo al Rally di MonteCarlo. Siete partiti subito fortissimo, sempre a ridosso dei top ten del WRC 2, poi a causa di una serie di eventi, tra cui il traffico, siete stati costretti ad inseguire. Trentasettesima posizione finale. Una rimonta comunque bella…

“Effettivamente a causa delle disavventure avute nei primi due giorni siamo stati costretti ad inseguire e non è stato affatto semplice, anche perché in prova raggiungevamo costantemente 3-4 vetture che ci precedevano, con conseguente perdita di secondi preziosi. Sono soddisfatto però della reazione che abbiamo avuto noi ed il Team Bernini Rally e del passo tenuto soprattutto nella giornata di Domenica quando siamo quasi sempre riusciti a stare tra le prime quattro vetture del WRC 2 ed a ridosso della top ten assoluta. Da non dimenticare che per me è stata la prima volta in una gara del Campionato del Mondo WRC 2. Esperienza molto importante sia per me che per tutto il team Bernini Rally”.

Cosa ti è rimasto umanamente e professionalmente di questo Monte?

Sinceramente è rimasto un po’ di amaro in bocca per come si è concluso dopo aver visto che eravamo in grado di competere per le posizioni che contano del WRC 2. Ci rimane però la consapevolezza di avere comunque avuto un grande ritmo e di avere un “pacchetto” estremamente competitivo per poter ambire a posizioni di classifica importanti nel WRC 2 ma il risultato purtroppo non ha rispecchiato tutto questo, quindi assieme al team Bernini Rally e ad i nostri partners dobbiamo continuare a lavorare per acquisire ulteriore esperienza e migliorarci al fine di rendere realtà le nostre aspettative e quelle dei tifosi.

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RS e oltre: il numero di febbraio 2019

E’ disponibile presso tutte le migliori edicole il numero di RS e oltre di febbraio. Tanti gli approfondimenti che troverete sulla rivista. Immancabile il reportage dal Rally MonteCarlo del nostro inviato Gabriele Cogni con le splendide immagini di Magnano Foto. Troverete tante pagine dedicate a tutti gli equipaggi italiani che hanno preso parte alla grande sfida monegasca. Di ciascuno, immagini e commenti esclusivi. Ma non solo, parliamo di Cir 2019 e di mercato piloti. Ma anche di trofei di marca, come i Trofei Peugeot e quelli Suzuki.

Il nostro direttore, Gianni Cogni, ha ben pensato di rendere pubbliche le sue statistiche, raccolte rally per rally, e di assegnare gli Oscar di RS, coinvolgendo tutto il corpo redazionale. Non è stato facile stabilire a chi assegnare gli Oscar 2018 di RS, ma abbiamo adottato un metodo meritocratico, per cui alla fine abbiamo deciso che il premio Top Driver della nostra rivista venisse assegnato a Luca Rossetti, con sul podio anche Stefano Albertini e Alessandro Gino. Ovviamente, abbiamo assegnato ancora tanti premi e continueremo a farlo anche sul numero di marzo: gli Oscar di Rs e oltre sono una lunga festa…

Ci piace l’idea di parlare con gli appassionati del settore e di capire cosa succede intorno a noi e questo ci ha portato a ricercare delle storie curiose, uniche. Storie di sport, in cui la passione vince sempre. Su RS di febbraio c’è la storia di Maurizio Stivi Tiveron, un cervello fuggito all’estero, e quella di tre rallysti, due uomini e una donna, malati di sclerosi multipla. Loro ci hanno raccontato come i rally li aiutano a fronteggiare il disagio della loro malattia, facendoci comprendere ancor di più l’importanza dello sport e della sportività.

M non solo. Siamo andati a scoprire il nuovo simulatore Sim-Rally che si trova nella Etabeta Rally Academy. Massimo ‘Freem’ Foffano e Federico Bologni, che hanno scelto Giandomenico Basso, Renato Travaglia, Gigi Pirollo, Simone Scattolin e Piero Longhi, hanno fatto un lavoro straordinario e sono davvero riusciti a mettere la tecnologia al servizio dei rally moderni. Come sempre, infine, servizi sulle gare del Campionato Italiano Velocità su Ghiaccio, Campionato Italiano Velocità Montagna, Campionato Italiano Slalom e così via. Obiettività e indipendenza rendono imperdibile anche questo numero di RS e oltre!

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