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Pietre nelle PS dei rally: ecco l’incidente di Venanzio Aiezza a Pico

Il copilota lo dice subito, perché sa bene che la “questione pietre” nelle PS dei rally può fare nascere polemiche oltre le righe. Non vuole creare un dibattito, ma semplicemente sensibilizzare sul delicato argomento: la pericolosità delle pietre sui percorsi dei rally. Questa volta è toccato a loro. Venanzio Aiezza, che navigava Massimiliano Laudati, ci ha rimesso solo soldi, ma per fortuna è uscito illeso dalla vettura con il suo pilota.

A gara finita, resta la paura per un incidente causato e non da un errore del pilota o del copilota. L’amarezza di non aver potuto disputare tutta la gara di casa, che aspettavano da mesi. Il tutto per delle pietre centrate in PS, che hanno causato il loro incidente. Non si sono fatti male, vero, ma potevano lasciarci la pelle o farsi molto male.

“E’ accaduto a nella PS di Pico”, scrive sul suo profilo social il copilota di Laudati. E pubblica anche un video e alcuni fermi immagine. “Non voglio dare inizio a sterili polemiche, ma solo redarguire chi in modo molto leggero tende a sminuire la gravità della cosa. Io e il mio pilota ringraziamo Dio per come è andata”.

Pietre nelle PS dei rally: ecco l'incidente di Venanzio Aiezza
Pietre nelle PS dei rally: ecco l’incidente di Venanzio Aiezza

“Inutile rimbalzare le accuse, tanto sappiamo benissimo di chi sono le responsabilità. Noi facciamo le gare per divertirci, e questo divertimento ci costa tempo, soldi sacrifici e altro, non andiamo certo per ammazzarci. A quei bastardi che hanno causato tutto questo, chiedo: vi siete divertiti?” E poi, sfogandosi, chiude con un: “Infami”.

Fabio Carnevale e Mirko Liburdi si impongono a Pico

È ancora una volta una una Skoda Fabia R5 a vincere il Rally di Pico. Per il terzo anno consecutivo una vettura ceca monopolizza la competizione laziale che si è disputata all’ombra del Rally Roma Capitale. L’edizione numero 42 della gara è stata vinta da Fabio Carnevale e Mirko Liburdi. Una gara dominata in ogni prova speciale: Carnevale-Liburdi hanno vinto quattro delle cinque prove in programma, mentre la PS3 di Pico è stata cancellata per incidente.

Il rally valido per la Coppa di Zona è scattato con la PS Pico-Greci, con Carnevale subito vincitore con soli 3″5 sull’altra Skoda Fabia R5, quella guidata da Carmine Tribuzio. Poi, sul tratto di Roccasecca, Carnevale ha concesso il bis con 2″3 su Gravante (Skoda Fabia R5). Due vittorie che hanno consegnato tranquillità e serenità già a metà gara. Tribuzio ha pagato 17″1 e Gravante 22″4.

A questo punto, Carnevale, pur potendo iniziare a gestire la gara, sulla PS4 di Pico si è consacrato, vincendo con 9″1 su Tribuzio, mentre Gravante era costretto al ritiro con Laganà (Skoda Fabia R5) che balzava in terza posizione. L’ultima prova, la Roccasecca di 14 chilometri, è stata una vera e propria passerella con Carnevale che ha calato il poker vincendo la gara su Tribuzio, che ha accusato un distacco di 40″9, e su Laganà, lontano 2’32″6.

A ridosso del podio conclude la gara picana la Mitsubishi Lancer Evo IX Gass Racing R4 di Luca Santoro e Carmen Grandi. Buon quinto posto e successo tra le due ruote motrici per Mario Trotta e Marco Lepore, su Peugeot 106 Gruppo A, autori di una gara determinata sugli asfalti della provincia di Frosinone. Con il sesto posto l’equipaggio Project Team formato da Mario Francesco Tuzzolino e Alessandro Falasca si è aggiudicato il primato nella classe R2B con la Peugeot 208.

Il Rally di Pico omaggia la memoria di Battista Giammasi

Il 42° Rally di Pico 2020, valido per la Coppa Rally di Settima Zona assegnerà quest’anno il Memorial Battista Giammasi per ricordare un giovane navigatore scomparso nel marzo scorso. Il Memorial è stato voluto dai collaboratori picani di Motorsport Italia e da piloti locali tra i quali Gianni Gravante, che ha condiviso con Battista l’abitacolo in molte gare.

Battista Giammasi, 38 anni di San Giovanni Incarico, cittadina della Ciociaria, era un valido navigatore rally e aveva alle spalle la partecipazione a numerosissime gare nei confini regionali e non solo. Era l’amico di tutti in campo rallystico e con la sua professionalità alle note aveva guadagnato la fiducia di molti piloti locali e non.

Il Memorial andrà a chi, tra gli equipaggi partecipanti al Rally di Pico, realizzerà il miglior crono sommando i tempi delle tre prove speciali “Pico-Greci”. Per i tanti suoi amici e “colleghi” sarà doloroso non vederlo ai nastri di partenza, ma grazie a questa iniziativa sarà come portarlo ancora una volta in prova speciale. Ad omaggiarlo sarà anche il fratello Luigi che quest’anno prenderà parte alla gara.

“Credo che l’iniziativa voluta dal mondo del motorsport – Max Rendina, organizzatore dal Rally di Roma Capitale, – sia davvero lodevole. Battista era uno di noi, è stato anche il mio navigatore per una gara, era un amico, era uno che passava le notti a studiarsi le note, a preparare meticolosamente le gare e il Rally di Pico era la sua gara di casa, quella alla quale non sarebbe mancato per nulla al mondo. Tutti i suoi amici del mondo del motorsport hanno voluto questo Memorial che ci permetterà di averlo con noi anche quest’anno”.