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Rally Bacau: Stefano Marrini, storia di un italiano in Romania

L’immagine è fugace, il momento è solenne. Un semplice frame di un broadcast sfocato, pixelato, ma che blocca l’attimo in cui tutto può accadere. E dopo anni ed anni (e … danni) di gare, tutto è finalmente accaduto, è successo. Stefano Marrini conquista il gruppo RC2N al Raliul Moldovei Bacau 2019. All’ultimo breve Service Area prima del palco d’arrivo, Marrini è un fiume in piena.

“Sono troppo felice ed emozionarmi così dopo tutti questi anni autoalimenta ancora ed ancora la mia passione. Ne ho fatte di follie, ne ho pensate di sfide. Nella mia Vita ho perso e vinto tanto. Ho vinto ogni volta che ho fatto una tirata e tagliato un traguardo con le mie biciclette. A prescindere dalla classifica. Ho vinto ogni volta che sono riuscito a raggiungere una vetta, una qualsiasi tappa che mi ero prefissato, letteralmente e metaforicamente. Nel motorsport, ho disputato gare in pista in Asia, rally in ogni angolo del mondo, ho preso parte finora a cinque Dakar. Però, strano ma vero e non mi vergogno ad ammetterlo, in tutti questi anni sono spesso arrivato ad un pelo dal successo. Troppe volte ho dovuto accettare l’amarezza di un ritiro prematuro oppure a 100 metri dalla meta. Sono arrivato terzo, secondo ma questa è la mia prima vittoria in assoluto! Pazzesco…”, racconta Stefano Marrini.

Felice come un bambino, Stefano Marrini ripercorre come un flash la sua carriera, caratterizzata da un testardo romanticismo sempre più raro, che va via via scomparendo. Quello cioè di costruirsi letteralmente le auto nel garage di casa per poi porsi dei traguardi apparentemente impossibili. Garage di casa che nel tempo si è organizzato in una officina completa, un atelier e una rete di collaborazioni di primo livello fin dai tempi della frequentazione costante del WRC, dei campionati rally Asiatici e delle prime Dakar.

“La mia Lancer è sempre quella, sostanzialmente la stessa che condividevo con Tiziana nello JWRC. Ma con Beppe Fanetti la curiamo e la teniamo sempre aggiornata – aggiunge Stefano Marrini -. In tanti mi chiedono come mai non pensi di provare a cimentarmi con qualcosa di più recente, di più competitivo. Certo che ci penso e non è detto che ci provi anzi, credo succederà anche questo prima o poi. Però l’apparente downgrade con la partecipazione a rally dove con questo “pacchetto” posso ancora dire la mia rappresenta un equilibrio essenziale in questa fase della mia vita, della mia passione per lo sport, per il motorsport. Ed oggi ho colto, abbiamo colto il frutto (finalmente) di tutto questo impegno. La passione è ancora forte e c’è ancora tempo, cc’è sempre tempo e voglia per nuove sfide, per nuovi debutti. Come quello con Davide Bianchi al mio fianco, che è stato fenomenale, professionale e con cui abbiamo trovato subito un feeling ottimale. Adesso festeggiamo assieme questa vittoria, poi penseremo al futuro!”.

Una vittoria maturata fin dalla prima prova speciale, con Marrini e Bianchi subito al comando della classifica di gruppo. Una leadership mantenuta fino al traguardo e mai ceduta agli agguerriti inseguitori, sempre vicinissimi con le loro altre quattro Mitsubishi Lancer, gemelle di quella di Marrini. Unico problema ieri sera sulla prova speciale numero 4, la breve Super Prova Spettacolo sull’asfalto della cittadina di Onesti, dove un problema nella gestione elettronica del differenziale posteriore ha rischiato di vanificare la trasferta del team. E dopo la prova di chiusura della prima giornata, alla ripartenza con la seconda tappa di oggi in realtà la leadership era momentaneamente passata di mano ai locali Razvan Trisnevschi e Dan Magos.

Ma mentre questa mattina tutti i concorrenti erano impegnati con il primo passaggio sul trittico di prove odierne, la Direzione Gara pubblicava un bollettino che ratificava la classifica della Prova Spettacolo. Ben sei equipaggi infatti (rei in buona fede) erano incappati nello stesso errore di interpretazione della “gymkana” cittadina, saltando completamente una delle sei inversioni previste. Tra questi equipaggi anche quello di Trisnevschi e Magos. Applicate le penalità previste dal regolamento, le varie classifiche venivano corrette restituendo così a Marrini e Bianchi una leadership di categoria che nel frattempo i due avevano comunque già riconquistato sul campo, al cronometro.

La giornata poi è proseguita al cardiopalma, con un gap quasi costantemente in crescita per la vettura numero 503, fino al punto di sicurezza oltre il quale Stefano Marrini ha iniziato ad amministrare il vantaggio. Fino all’arrivo finale, fino a quell’immagine fugace, fino a quel momento solenne.

“Non è stato né semplice né rilassante. Il fantasma già vissuto troppe volte del ritiro a 100 metri dalla fine aleggiava continuamente in abitacolo. Il Moldovei è un rally molto bello ma tosto, di quelli che piacciono a me. E negli ultimi chilometri di prova rumori e rumorini da ogni angolo della macchina continuavano ad aumentare esponenzialmente. Arrivare al controllo stop dell’ultima prova è stata una vera liberazione. Realizzare di aver vinto mi ha scatenato lacrime di pura gioia. Dedico ovviamente questo successo a tutti quelli che mi hanno sostenuto in passato e che continuano a sostenermi. Ai nostri sponsor tutti, a Tiziana e alla nostra Annina, a Beppe Fanetti e Giorgio Collato che sono stati il nostro team in trasferta qua in Romania”, prosegue Marrini.

“Grazie a Roberto Mometti, che mi ha fatto conoscere Davide. Grazie a chi ci ha seguiti da casa, a Silvio Valentini per tutte le avventure passate assieme, grazie a Massimo Squarcialupi reduce dal WRC in Sardegna per il sostegno, grazie a Stivi che doveva essere qua con noi e che invece come sempre ci ha assistiti da Fuerteventura. Grazie a Maurizio Nassi con cui 12 mesi fa abbiamo preso le misure a questo rally. Grazie a Pirelli e a Marco Braga, che prima o poi riesco a riportare in macchina con me ma che in questo weekend mi è stato prezioso consulente a distanza dal Giappone. Grazie a tutti ma proprio tutti, a quelli che sicuramente dimentico e sono tanti… Adesso festeggiamo e poi ci prepariamo per la prossima sfida, presto!”, conclude il driver italiano.