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Anteprima: Michele Tedaldi racconta il Rally del Taro

Bandelle, chilometri di bandelle. E qualche migliaio di picchetti piantati nel terreno a limitare la carreggiata laddove la tentazione di mettere almeno due ruote oltre l’asfalto sarebbe troppo forte. E svariate centinaia di balle di paglia imbustate e di pneumatici legati fra loro a comporre efficaci protezioni. Nei rally del terzo millennio le prove speciali vanno allestite in un certo modo.

Per tenere a freno l’esuberanza degli appassionati e per permettere anche a quelli che non sono fra i primissimi ad affrontarle di gareggiare su un asfalto non “sporcato” dalla ghiaia e dal terriccio portato in traiettoria da quelli passati prima. Ma soprattutto per garantire la maggior sicurezza possibile a piloti e copiloti.

Le novità apportate al Rally del Taro piacciono. Magari non a tutti, ma certamente a molti. A chi – pilota o copilota – l’appuntamento motoristico sull’Appennino parmense lo vivrà da protagonista nell’abitacolo di una vettura e a chi invece lo seguirà da bordo strada. Ad ammetterlo è Michele Tedaldi, uomo-simbolo del gruppo di appassionati sempre pronti a darsi da fare per offrire un “prodotto” di qualità:

”Toccare con mano che le modifiche proposte per quella che sarà l’edizione numero ventisei della nostra gara stanno incontrando il favore di gran parte degli interessati è indubbiamente confortante”, chiarisce il bedoniese. Aggiunge: “Quella di modificare il percorso non è stata una decisione facile. Non è stato facile eliminare la prova speciale di Bardi che era ormai una classica del nostro rally e non lo è stato nemmeno apportare qualche modifica a quattro delle cinque prove in programma: c’era il timore che chi corre non gradisse i cambiamenti, pur se a suggerirceli era la voglia di dare una bella rinfrescata alla gara e al tempo stesso di dare a tutti la possibilità di passare un po’ più tempo con il casco in testa..”.

Ed è proprio l’aver portato da centotrentaquattro chilometri e settecentottanta a centotrentanove e settecentonovanta il chilometraggio dei tratti cronometrati a raccogliere la maggior parte dei consensi: ”E’ bello – osserva ancora Tedaldi – prendere atto che c’è chi ci contatta per farci sapere di essersi iscritto per il piacere di disputare un rally “vero”, lungo e tosto quanto basta per dare emozioni forti”.

”Un lavoro che impegna e non pesa”

”E’ un lavoro che impegna parecchio – osserva Michele Tedaldi – ma che non pesa affatto ai ragazzi che anno dopo anno accettano di svolgerlo con la consapevolezza che il Rally del Taro non è proprietà di questo o quello e neppure della Scuderia San Michele, ma appartiene a tutti quelli che in qualche modo si danno da fare per organizzarlo e in un certo senso anche a coloro che non essendo appassionati di auto e di corse, i un certo senso lo subiscono con la consapevolezza del tanto di buono che la manifestazione offre al territorio. Ecco, a noi piace pensare che l’appuntamento motoristico sia di tutta la nostra vallata”.

Non snocciola numeri roboanti e tuttavia destinati a lasciare il tempo che trovano, il patron di un rally che sta per tagliare il traguardo delle ventisei edizioni. Si limita a osservare che, suddivise in varie squadre, una per ciascuna delle “piesse” in programma, oltre una trentina di persone si sono date da fare per permettere a protagonisti e comprimari di effettuare prima le ricognizioni e quindi di gareggiare in condizioni quanto più ideali possibile. ”Ci hanno dato dentro come sempre, ma con la consapevolezza di fare un qualcosa di utile. Un qualcosa che contribuirà a rendere un po’ più speciale il Rally del Taro e farlo ricordare a chi lo disputerà come una gara nella quale tutti i rallisti sono considerati importanti”.

Il tutto ha ovviamente un costo. Ma gli organizzatori non se ne lamentano: ”Ogni euro speso per migliorare la sicurezza di chi corre e di chi guarda – è speso bene e non è sul numero delle protezioni o quello dei commissari di percorso che si deve risparmiare”. Le strade dell’alta valle sono pronte, il più ormai è fatto. Il conteggio alla rovescia si avvicina alla fine: venerdì 7, nel pomeriggio, si svolgeranno a La Peschiera di Bedonia le verifiche sportive  in via Moro quelle tecniche; sabato 8, al mattino, ad Albareto lo shakedown e nel primo pomeriggio, a Borgo Val di Taro, la partenza.

Quei cento e quattordici iscritti alla gara

Cento e quattordici equipaggi: ai sessantuno iscritti al Rally Internazionale del Taro che prenderanno il via sabato pomeriggio da Borgotaro, si aggiungeranno i cinquantatré iscritti al Nazionale che partiranno domenica mattina da Bedonia. E’ come sempre un appuntamento da grandi numeri, quello che nel fine settimana andrà ad accendere l’entusiasmo degli appassionati sulle strade belle e difficili dell’Appennino parmense.

C’è quantità, ma c’è anche e soprattutto qualità, quella garantita non solo dagli abituali protagonisti dell’International Rally Cup – Pirelli pronti a esibirsi nel terzo dei cinque atti di una piece ben strutturata. Ma in un eccitante gioco di trasparenze Damiano De Tommaso, primo sia all’Appennino Reggiano, sia al Piancavallo non dovrà infatti scontrarsi solamente con Paolo Porro, Fofò Di Benedetto, Alessandro Re, Gianluca Tosi, Manuel Sossella e (bella) compagnia elencando. Lungo i quasi cento e quaranta chilometri delle nove prove speciali in programma, per provare a garantirsi una volta ancor un posto sull’attico del podio, il varesino dovrà vedersela anche con tipi tosti come Fabio Federici e Alessandro Gino con le Ford Fiesta world rally car e come Felice Re e Marcello “Razzo” Razzini con le Skoda Fabia R5.

E ce n’è più che abbastanza per far pensare a una sfida aperta come poche altre. Come quella che nella versione light del rally proposto dalla Scuderia San Michele vedrà Roberto Vellani con la Peugeot 208 difendersi dagli assalti di Fausto Castagnoli, Luciano D’Arcio e Riccardo Brugo con le Škoda Fabia e pure da quelli di Fabio Rosi nel ruolo di quinto incomodo con una di quelle Peugeot 207 Super 2000 ancora in grado di esaltare chi sa come maneggiare un’auto da corsa. Tutta da vedere, infine, la gara nella gara fra Francesco Ceroni, Augusto Croci, Valeriano Toscani, Daniele Ardigò, Manuel Mussi e l’inossidabile Isabella Bignardi, i sei che hanno scelto di dare sfogo alla propria immensa passione con le BMW 318.

E infine, i Trofei Renault. Un vero e proprio plotone di vetture è atteso ai nastri di partenza di questa importante manifestazione, alla quale parteciperanno ben centoquattordici equipaggi. Sotto i riflettori il monomarca dedicato alla “piccola” di casa Renault, in cui a sfidarsi per il gradino più alto del podio saranno cinque equipaggi differenti, tra cui figurano i battistrada del trofeo Lorenzo e Davide Lanteri, primi in classifica con 62,85 punti raggiunti grazie alla vittoria nel precedente appuntamento del Piancavallo ed al secondo posto ottenuto in occasione del Rally Internazionale Appennino Reggiano.

Ad accreditarsi come i rivali più temibili del duo della scuderia La Superba ci sono Gabriele Catalini e Michael Salotti, che su una Twingo R1 della Costa Ovest faranno il possibile per accorciare le distanze per il primato del trofeo, lontano appena 2,2 lunghezze. Da tenere d’occhio questo weekend anche Giovanni Pelosi e Giancarla Gu zzi, che hanno nel mirino il loro primo podio stagionale, perfettamente alla loro portata a seguito delle prestazioni mostrate nelle prime due gare dell’anno. Presenti all’appello anche Alessio La Cola e Federico Capilli, che rientrano nella serie dopo l’assenza al Piancavallo e Matteo Ceriali e Margherita Ferraris Potino, anche loro sotto i colori della Meteco Corse.

Fofò Di Benedetto pronto per il Rally del Taro

Reduce dal recente trionfo messo a segno nel suo Rally dei Templi, per il terzo anno consecutivo, Alfonso “Fofò” Di Benedetto si rigetterà nella mischia dell’International Rally Cup in occasione del 26° Rally Internazionale del Taro, terzo di cinque appuntamenti in calendario e in programma nel Parmense, il prossimo fine settimana. All’esordio assoluto lungo gli impegnativi asfalti emiliani, il portacolori della scuderia Project Team si affiderà nuovamente alla performante Skoda Fabia R5 dell’Erreffe Rally Team – Bardahl (l’analoga vettura condotta vittoriosamente in Sicilia) ritrovando nell’abitacolo il fido Roberto Longo, col quale ha già condiviso il secondo gradino del podio conquistato al Rally Piancavallo, precedente round della serie, al termine di una grande rimonta, seppur in condizioni meteo avverse e alla prima esperienza sulle strade friulane.

”Il ‘Templi’ si è rivelato un ottimo test in vista del ‘Taro’, gara che sarà per me del tutto inedita – ha commentato Di Benedetto alla vigilia -. Chiaro che il risultato mi abbia galvanizzato. Vincere di fronte il proprio pubblico regala sempre emozioni uniche. Detto questo, proverò a sfruttare il buono stato di forma per rendere al meglio”. Sarà della partita anche il compagno di squadra Marco Belli, presenza fissa al “Taro” da ben 25 anni. Giunto al giro di boa dell’IRCup, l’esperto driver reggiano riavrà alle note Andrea Albertini, su Mitsubishi Lancer Evo X della LB Tecnorally, e vorrà sfruttare l’occasione per centrare la zona punti, atta a consolidare la leadership nella categoria R4 – N4 – R3D – ProdS4. La manifestazione aprirà i battenti venerdì 7 giugno con le consuete verifiche tecnico-sportive; l’indomani, fuoco alle polveri con lo shake down seguito dalla disputa delle prime due prove speciali; domenica, infine, menù ancora più ricco con il via alle rimanenti sette frazioni cronometrate e arrivo previsto a Bedonia.

IRCup 2019, fuori Lirenas e dentro Appennino: il calendario gare

Non solo un appuntamento in più nella prossima edizione della fortunata serie che dal 2002 distribuisce premi importanti: al Rally del Taro e al Casentino si aggiungeranno l’Appennino Reggiano, Il Piancavallo e il Bassano. “Devo dire di essere soddisfatto”. Archiviata la riunione-fiume per attribuire una data a ciascun rally che si svolgerà lungo lo Stivale nel corso della prossima stagione, il calendario dell’edizione 2019 dell’International Rally Cup può essere ufficializzato e Loriano Norcini tira finalmente il fiato.

La serie che porta avanti da ormai quasi un ventennio e di cui è coordinatore si appresta a passare da quattro a cinque atti proprio come erano in molti ad auspicare. E dei cinque appuntamenti in programma, quelli nuovi rispetto al recente passato sono ben tre: nell’ordine, l’Appennino Reggiano che aprirà le danze seguito dal Piancavallo e il Bassano che tornerà a chiuderle a fine settembre. Una mezza rivoluzione che non ha ovviamente coinvolto il Taro e il Casentino, i due rally-monumento della serie che sarà ancora sponsorizzata dalla Pirelli.

“Era arrivato il momento di cambiare e di allargare i nostri orizzonti coinvolgendo un’area importante per tutta la specialità come da sempre è il nord-est”, osserva l’organizzatore bibbienese. Che aggiunge: “Purtroppo ogni medaglia ha il suo rovescio e si è dovuto rinunciare a continuare la collaborazione con il Rally Lirenas e la Coppa Valtellina, due gare che in questi ultimi due anni hanno dato un apporto considerevole all’IrCup. Grazie soprattutto a Emiliano Cardillo e a Danilo Colombini ai quali va il ringraziamento di tutti noi”.

Grassano rally Team: ‘L’International Rally Cup ci ha rapiti’

Con l’ingresso nella International Rally Cup, nel 2019 la gara organizzata da Grassano Rally Team tornerà a far parte di una delle principali serie nazionali. L’approdo nella fortunata serie riservata ai rally Internazionali su asfalto si concretizzerà proprio nell’anno del quarantennale per dare vita ad un’edizione che scriverà un capitolo fondamentale nella storia della manifestazione.

“Quando abbiamo creato il Grassano Rally Team, avevamo tre obiettivi – spiega Alen Carbognani, presidente dell’associazione sampolese -: il primo era quello di rilanciare il Rally Appennino Reggiano, il secondo di riportarlo nella dimensione che gli è più consona, ovvero un campionato di alto livello. Il terzo target era quello di entrare nell’International Rally Cup. Siamo felici ed orgogliosi di aver concretizzato questo cammino, che abbiamo percorso con la fondamentale collaborazione di Automobile Club Reggio Emilia. Ora che siamo riusciti a riportare l’Appennino Reggiano ad alto livello, si apre una nuova pagina: quella che ci vedrà impegnati a consolidare la gara e proseguirne la crescita nell’ambito di un campionato nel quale crediamo da sempre, fermamente”.

“L’International Rally Cup – continua Carbognani – ci ha conquistati per la mentalità che, da sempre, contraddistingue i suoi animatori: penso all’attenzione verso i concorrenti, al ricco montepremi, all’omogeneità degli standard qualitativi proposti dalle gare ed a diversi altri dettagli che fanno di questa serie una delle più apprezzate in Italia, come dimostra l’elevatissimo numero di iscritti che l’IRC è solito collezionare. Per tutto questo, siamo convinti che il campionato nel quale l’Appennino Reggiano possa trovare il terreno più fertile nel quale crescere sia proprio l’IRC”.

Il calendario gare dell’IRCup 2019

6-7 aprile, Appennino Reggiano

11-12 maggio, Piancavallo

8-9 giugno, Taro

5-6 luglio, Casentino

29-30 settembre, Bassano