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2021-2011, corsi e ricorsi: ”Pede”-Romano vincono il TRA

Corsi e ricorsi della storia. La nostra storia. Dieci anni. Tanto è passato. E’ bastato voltarsi un attimo et voilà. Correva il giorno 22 ottobre 2011 e Luca Pedersoli e Matteo Romano, Citroen C4 WRC Team Magneti Marelli, si aggiudicavano, perentoriamente e per il secondo anno consecutivo, il successo nel Trofeo Rally Asfalto, serie organizzata dall’allora CSAI, la Commissione Sportiva Automobilistica dell’Automobile Club d’Italia.

I due bresciani, che alla vigilia del Rally Trofeo ACI Como partivano con un vantaggio importante su i diretti avversari, hanno avuto la strada ulteriormente spianata già nel corso della giornata di ieri. A dare loro una mano una foratura, con conseguente uscita di strada, che ha costretto al ritiro l’equipaggio formato da Felice Re e Mara Bariani, anche loro su una Citroen C4 WRC, gli unici ancora in grado di contrastarli nella corsa al titolo.

La gara comasca ha anche consegnato le ultime coppe di categoria del TRA. A vincere la classifica finale tra le Super 2000 è stato il reggiano Roberto Vellani, Peugeot 207 Super 2000, al quale è bastato arrivare secondo di gruppo, dietro a Mauri su vettura gemella ma trasparente ai fini del Trofeo. Sfortunato il siciliano Alfonso Di Benedetto, anche lui su Peugeot 207 Super 2000, costretto alla resa sull’ultimo crono mentre occupava la nona posizione. Nel Gruppo N vittoria nel Trofeo per il ligure Roberto Barchi, Mitsubishi Lancer Evo IX, che ha concluso alle spalle di un altro protagonista del TRA, l’emiliano Marco Belli al volante della versione EVO X della Mitsubishi.

Per quanto riguarda la classifica di gara, fermo Re e in corsa di contenimento Luca Pedersoli, costretto a non rischiare più di tanto per non buttare via la vittoria nel Trofeo, a prendere il sopravvento sono stati i numerosi piloti locali, che si sono dati battaglia sul filo dei secondi fino all’ultimo tratto cronometrato.

A vincere, proprio con un sorpasso sull’ultima prova, è stato il milanese Mirko Virag navigato dal comasco Domenico Pozzi su una Citroen Xsara Wrc. Virag nella lunga Val Carvagna, prova di 30 chilometri, ha fatto meglio di 13”7 rispetto al comasco Marco Silva, Ford Focus Wrc, che fino a quel momento comandava la corsa. Alla fine Silva è giunto secondo a 7”6 dal vincitore.

Terzo ha chiuso Paolo Porro, Ford Focus WRC, autore di una gara in rimonta dopo una partenza non certo veloce. Ottimo quarto è finito Luca Pedersoli , Citroen C4 WRC, che si è così portato a casa il Trofeo Rally Asfalto 2011. A seguire hanno poi chiuso Corrado Fontana, Mini Jhon Cooper Works WRC, Marco Paccagnella, Citroen Xsara WRC, Maurizio Mauri, Peugeot 207, e Roberto Vellani che, con questo risultato, non solo vince la Super 2000 ma anche si classifica secondo assoluto nel Trofeo Rally Asfalto davanti di un solo punto allo sfortunato Felice Re.

Finale particolarmente movimentato per quanto riguarda il Citroen Ds3 R3 Racing Trophy Italia. Nell’ultima prova Andrea Cortinovis al comando ha staccato una ruota, mentre l’emiliano vincitore del trofeo 2011 Roberto Vescovi, che lo seguiva a pochi secondi, ha avuto problemi all’elettronica. A vincere è stato quindi Alex Vittalini, partito molto bene, poi retrocesso per rimontare in vista del traguardo.

A due PS dal termine, il ”Pede” spingeva

E’ la prova di Sormano al Rally di Como (ultima prova del TRA 2011 con il titolo ancora in ballo) ad aprire la seconda giornata di gara, giornata che non vede al via Marco Roncoroni che con la sua Renault Clio aveva chiuso primo del gruppo R3 e molto in alto nell’assoluta. Ad impedirgli di prendere il via la rottura del motore della sua vettura proprio negli ultimi metri del tratto conclusivo della prima frazione di gara.

Parte invece molto forte Luca Pedersoli, che alla faccia di qualsiasi tattica, vince nettamente la prima prova davanti a Virag e Silva, riproponendosi anche in chiave vittoria finale. Ora il bresciano è secondo, alle spalle di Silva, staccato di 8”9.

Perde terreno in questa prova proprio Carlo Galli, solamente sesto nel crono a 12” dal primo. Galli retrocede in quarta posizione, causa un testacoda, superato anche da Virag. Il pilota di Bellagio fa però meglio rispetto alla Mini Wrc di Corrado Fontana. Sulla Mini Jhon Coopre all’ultimo parco assistenza di ieri sono intervenuti per sistemare l’assetto, ma le cose non sembrano andare ancora nel senso giusto.

La seconda prova della giornata è quella di Pian Rancio. Galli, che abita proprio su questo tratto cronometrato, si riprende e realizza il miglior tempo anche se solamente di 7 decimi più veloce rispetto a Virag. Porro è terzo, mentre il leader Silva perde quasi 8” dal migliore. Pedersoli perde moltissimo , ben 23” su 11 chilometri. Per lui un testacoda proprio nell’ultima parte della prova. In classifica Silva, che denuncia un problema probabilmente di elettronica al motore che va in protezione, è ancora primo davanti di 7”8 rispetto a Virag e di 10”7 su Galli.

Pedersoli quarto è ora a 24”2. Porro è quinto; un problema di fumo in abitacolo lo sta rallentando pesantemente. Per quanto riguarda la classifica degli iscritti al Trofeo Rally Asfalto Pedersoli è primo davanti a Fontana e Di Benedetto che è nono nell’assoluta con la Peugeot 207 S2000. Tra le Citreon continua il serrato duello tra Cortinovis, decimo nell’assoluta, e Vescovi , dodicesimo.

Paolo Porro va a vincere il Rally della Marca in sofferenza

In un recente editoriale si parlato del Rally della Marca 2013, anno del trentesimo compleanno della corsa trevigiana che ha scritto pagine molto importanti della storia rallystica nazionale. Il parallelo si è creato per via del cambio di proprietà avvenuto quest’anno, che segna un nuovo coro per la gara. Ma in realtà, l’occasione è ghiotta anche per ricordare come andò a finire quel Marca 2013, vinto da battagliero Paolo Porro e Paolo Cargnelutti, al volante della Ford Focus WRC.

Il secondo appuntamento del Trofeo Rally Asfalto ha confermato le previsioni della vigilia. Infatti, nell’arco delle nove prove speciali previste all’interno del 30° Rally della Marca, è emersa la determinazione di Paolo Porro, navigato da Paolo Cargnelutti, al volante della Ford Focus Wrc del Bluthunder Racing Italy. Sei speciali vinte ed un vantaggio di 29”4 sul secondo classificato la dicono lunga sul perentorio successo del comasco che così bissa il successo del Rally della Lanterna e prende il largo nell’assoluta del Trofeo Rally Asfalto.

“Sono stato male tutta la notte e dunque ho faticato davvero molto in gara, però è arrivato un successo che mi soddisfa tantissimo. Certo stamattina volevo quasi mollare, poi la mia fidanzata e Cargnelutti mi hanno dato la spinta per proseguire. In fondo alla fine tutto ha funzionato al meglio, comprese le nuove Pirelli 5 , davvero ottime”.

Secondo gradino del podio per Eddie Sciessere, in coppia con Orian, che almeno nella circostanza ha raccolto un importante piazzamento e punti preziosi in chiave campionato. Il bassanese ha vinto anche le ultime tre prove in programma, quando in effetti ha sensibilmente mollato il vincitore Porro. “Ho veramente sofferto tutta la gara, con il mio ginocchio che sempre più mi faceva male, però, adesso è finita e almeno rimane il secondo posto ed i punti conquistati. Complimenti a Paolo Porro per la gara che ha fatto. Più di così non potevo proprio fare. Ora pensiamo alla prossima”.

Podio completato dal rientrante Tobia Cavallini, alle note Sauro Farnocchia, che ha cercato di scoprire il più rapidamente possibile la Ford Fiesta Wrc, targata A-Style, per lui novità assoluta. Subito fuori dal podio Marco Signor che in gara con la Skoda Fabia Super2000, targata Dp Autosport, ha ottenuto anche la vittoria fra le Super2000, oltre che il primato nell’interessante Coppa Michelin.

Quinta piazza assoluta per Efrem Bianco, al suo fianco Vettoretti, che ha utilizzato una Peugeot 207 Super2000. Stessa vettura per i sesti classificati Lamonato – Angeli, mentre Roberto Vellani, navigatore Amadori, ha ottenuto il settimo posto assoluto, pilotando la Peugeot 207 Super2000 del Power Car Team.

In chiave iscritti campionato, il reggiano si piazza quinto, mantenendo così la quarta posizione nell’assoluta TRA. Ottava posizione per la Ford Focus Wrc di Cobbe-Grassi e nona per il tedesco Uwe Nittel, in coppia con Ruf, al volante della Mitsubishi Lancer Evo IX. Top Ten completata da Tiziano Gecchele, alle note Peruzzi, che con la Renault Clio del Team Palladio ha vinto la classifica delle Super1600. Da sottolineare anche la vittoria in gr.N per il barese Laganà, navigato da Messina, che con la sua Mitsubishi Lancer Evo X porta a casa altri punti nel campionato TRA.

Infine bella lotta, sul filo dei secondi, nel Suzuki Rally Cup, con Alessandro Uliana, alla sua destra Mirolo, e Paolo Amorisco, navigato da Alessandra Cavallotto, che hanno utilizzato al meglio le loro Suzuki Swift 1600. Rush finale nell’ultima prova di “Castelli” e vittoria per il veneto Uliana. Vittoria e punti pesanti in ottica campionato Suzuki. Rally che va in archivio con la soddisfazione degli organizzatori dell’ASD Scuderia Motor Group di Montebelluna, grazie anche al tantissimo pubblico che si è riversato lungo le belle e classiche prove sui Colli Trevigiani.

Classifica finale Rally della Marca 2013

1. Porro – Cargnelutti (Ford Focus Wrc) in 1h 27’45”5; 2. Sciessere – Orian (Citroen Xsara Wrc) a 29”4; 3. Cavallini – Farnocchia (Ford Fiesta Wrc) a 2’07”9; 4. Signor – Bernardi (Skoda Fabia Super2000) a 4’29”2; 5. Bianco – Vettoretti (Peugeot 207 Super2000) a 4’44”3; 6. Lamonato – Angeli (Peugeot 207 Super2000) a 4’58”6; 7. Vellani – Amadori (Peugeot 207 Super2000) a 5’29”0; 8. Cobbe – Grassi (Ford Focus Wrc) a 5’41”6; 9. Nittel – Ruf (Mitsubishi Lancer Evo IX) a 6’28”3; 10. Vescovi–Guzzi (Renault Clio R3) a 7’30.2.

Il Rally della Carnia è di Marco Signor e Patrick Bernardi

Niente poker per Paolo Porro con l’unica Fiesta Wrc stavolta azzoppata da una foratura. Però il 6° Rally Valli della Carnia ha vissuto una sfida memorabile tra le tante vetture R5 protagoniste dell’assoluta, salutando il trionfo di Marco Signor e Patrick Bernardi su Skoda Fabia Sama Racing in 59’01’’2. Il driver trevigiano, assieme al navigatore bellunese, ha legittimato il successo (al di là dell’inaspettato regalo della sorte) rappresentando un’insidia ravvicinata per il favorito Porro, cogliendo ieri l’occasione di un sorpasso dopo la ripetizione di “Feltrone” (ps 3) e oggi raccogliendo il testimone dal comasco sulla prima di “Fusea-Lauco” (ps 6).

Da lì in poi una gestione per nulla ragionata del vantaggio sui rivali di Classe e per l’assoluta Filippo Bravi (Hyundai i20) staccato di 15’’5, Mattia Targon (Ford Fiesta) a 20’’6 e Nicola Cescutti (altra Skoda) a 21’’4. Porro, con oltre 4’ di ritardo, ancora protagonista sul primo “Passo Pura” (ps 7) prima di decidere di abbandonare la scena con il fido tolmezzino Paolo Cargnelutti. Nell’ultimo giro, graffio di Signor su “Invillino” giusto per marcare il territorio. Poi Cescutti primo a “Fusea-Lauco” limando solo decimi ai rivali. E infine ancora Signor sul secondo “Pura” per chiudere la partita senza indugi, regolando nell’ordine Bravi e Cescutti divisi da appena 0’’2.

Ai piedi del podio il veronese Mattia Targon al debutto su Fiesta R5, ottimamente assistito dal navigatore friulano Andrea Prizzon tanto da chiudere a 33’’8 dall’equipaggio vincitore. Poi nell’ordine Daniele Tabarelli (Citroen Ds3), l’austriaco Gerald Rigler (Fiesta) e Massimo Vian (Skoda), logica supremazia delle vetture R5 fino all’ottavo posto assoluto appannaggio del pordenonese Marco Zannier (Renault Clio Williams), prodigio di grinta e mestiere con l’intramontabile 2 ruote motrici. A completare la top-ten Alberto Martinelli (Skoda) e Stefano Miotto (Clio Williams).

Sabato 13 luglio – Day 1

PS1 Feltrone (7,40 km). Sono 121 gli equipaggi al via rispetto ai 123 iscritti. Per i patiti delle statistiche, il padovano Adriano Lovisetto ha ritirato la scheda prima della gara e Yuri Sartori non si è presentato alle verifiche con la sua Clio S16. Nel tardo pomeriggio la partenza, il sole non scalda, ma è asciutto sulle prove. Si comincia da una riedizione di “Feltrone” e la Fiesta Wrc di Paolo Porro fa segnare il miglior tempo in 5’17’’4, la Skoda Fabia di Marco Signor a 1’’4 gli mette il fiato sul collo.

Ottimo avvio di Filippo Bravi alla sua prima gara su R5: la Hyundai i20 Friulmotor è terza a 5’’ netti e precede la Skoda di Nicola Cescutti a 5’’1, bene anche Mattia Targon a 7’’7 su Ford Fiesta R5, altro esordiente di categoria. Invece la Hyundai i20 di Claudio De Cecco paga ritardo di 17’’7 per un problema di motore da chiarire all’assistenza. Marco Zannier mostra di che pasta è fatto, piazza la sua Renault Clio Williams nona assoluta in 5’38’’6, a 21’’2 dal battistrada, tenendo dietro Bernd Zanon comunque incisivo con la Clio S16 e Dimitri Tomasso alle spalle staccato di 3’’1.

In A7 non male Stefano Miotto secondo a 8’’8 da Zannier. Folla in N2 con 26 concorrenti e Stefano Dall’ò a comandare in 5’58’’9, Giovanni Blasutto a 7’’3. Trio ravvicinato in A6, Carlo Zinutti 5’58’’8, Ennio Boria a 1’’4 e Michele Doretto a 2’’4. Si ferma in prova l’unico equipaggio interamente femminile, Arianna Breatta Doriguzzi e Moira Candusso.

PS2 Voltois (2,20 km). Altro graffio di Porro in 1’44’’7 e Signor fotocopia ancora a 1’’4. Bravi terzo a 2’’6, nella generale a 7’’6. Folla in piazza ad Ampezzo per seguire lo start di fianco alla chiesa e la prova su maxischermo. De Cecco (problema all’intercooler) a 4’’5 limita i danni, però il distacco totale è di 22’’2.

L’austriaco Gerald Rigler (Fiesta R5) tiene il passo dei migliori, Tomasso fa meglio di Zanon nel duello Super 1600. Zannier tiene la nona posizione, Cristian Dal Castello guida la R2B. Fabio Soravito in N3 davanti a Michele Buiatti e Marco Marchiol, sfida tra espertoni. Dall’ò allunga in N2, Mattia Ghion a 12’’5 e Blasutto ora a 17’’5, tutti su Peugeot 106 16v. L’idolo di casa Daniele Fachin non brilla, ma il tifo è alle stelle.

Che lotta in A6: Doretto 1’58’’7, Zinutti a 0’’1, Alessandro Beltramini a 0’’4 e Boria a 0’’5, anche qui tutti su Peugeot 106 16v. Distacchi da giro in pista, con Zinutti in testa dopo le prime due prove con 1’’6 su Boria e 2’’1 su Doretto. In tre con le Peugeot K10, quella di Enrico Zille a dettare un ritmo autorevole nonostante qualche balbettio sotto il cofano.

PS3 Feltrone (7,40 km). Fari supplementari montati sulle vetture, il secondo passaggio è in notturna. E nel buio ecco la sorpresa: Signor 5’25’’0, Targon a 2’’8 e Porro a 3’’4 che deve cedere il primato provvisorio per 0’’6 al veneto di Caerano San Marco. Bravi fa il suo, quarto tempo però adesso Targon è dietro per soli 0’’2, Cescutti a 2’’4 nella lotta per il podio.

L’assistenza pare non aver miracolato la Hyundai di De Cecco (5’38’’6) e distacco totale di 33’’ dalla vetta. Tomasso ispirato fa 5’52’’5, Stefano Paronuzzi a 4’’3 e Zanon a 12’’8 che gli cede la leadership di Super 1600 per 11’’3. Detta legge Soravito in N3 con 5’56’’6 in prova seppure Buiatti perda qui solo 0’’9, perché nel totale è dietro a 20’’9. Stefano Facchin firma il graffio di N2 in 6’09’’9, Dall’ò a 1’’5 e allunga ancora su Ghion a 19’’9.

PS 4 “Voltois” (2,20 km). Si torna in piazza, folla allo start. Porro (1’45’’7) nella ripetizione al buio rimonta subito lo scomodo rivale, Signor a 1’’6 torna secondo a 1’’0 nel totale. Bravi è ottimo terzo a 1’’7 in prova e 12’’5 complessivo, respingendo l’insidia di Targon che stavolta nel crono è quinto dietro anche a De Cecco. Zannier leone conserva la nona posizione, Tomasso decimo assoluto ma in trasferimento rompe il cambio e si ritira.

Intanto Zanon è secondo di S16 a 11’’8, Paronuzzi terzo a 14’’9, in una Classe che ne contava undici alla partenza, roba da stropicciarsi gli occhi. Dall’ò per 0’’2 graffia in N2; Buiatti, Soravito e Marchiol fanno segnare un identico 2’00’’2 in N3. Però Soravito è primo con 20’’9 su Buiatti e 33’’2 su Marchiol. L’ultimo al via, Francesco De Crignis con una Fiat Cinquecento in Classe N0 (vetture produzione fino a 1150 cc) ne mette tre dietro ed evita la maglia nera.

Domenica 14 luglio – Day 2

PS5 Invillino (6,90 km). Si riparte in ordine di classifica, meno problemi per chi va forte e si lamentava di trovarsi davanti avversari più lenti. Porro firma la prima di “Invillino” in 3’35’’9 e mette un po’ di spazio tra sé e Signor a 4’’9 (5’’9 nel totale), mentre Cescutti a 5’’6 e Bravi a 5’’8 sono lì vicini al riferimento trevigiano. Risveglio amarino di Targon che fa 3’43’’9, meglio di Daniele Tabarelli (Citroen Ds3 R5) a 10’’2, De Cecco a 11’’3 e Massimo Vian (Skoda R5) a 14’’0.

Leader senza eguali delle 2 ruote motrici, Zannier è nono in 3’50’’0. Conferme nelle Classi. Attilio Martinelli (4’07’’4) il migliore tra le Clio di R3C, idem Griso (4’00’’8) in R2B, Soravito (4’02’’0) in N3 e Dall’ò (4’10’’0) in N2. Corpo a corpo in A6 con Doretto (4’02’’3) migliore in prova, Zinutti davanti su Boria di 1’’1. Tra i ritiri ora si conta anche quello di Gimmy Medè (Skoda).

PS6 Fusea-Lauco (12,00 km). Come si dice: la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo… Foratura per Porro (13’08’’0) superato in prova da Signor (8’53’’3), Bravi (8’56’’4), Targon (8’57’’4) e Cescutti (8’58’’0). Il comasco (l’anteriore sinistra ha pizzicato un guardrail) precipita a 4’08’’8 nella generale, il portacolori di Sama Racing passa a condurre con 15’’5 su Bravi, 20’’6 su Targon e 21’’4 su Cescutti.

Mai dare niente per scontato, la sfida verso la vetta tra le quattro R5 acquista nuovi stimoli bramando di piantare più in alto la propria bandierina. E la logica del potenziale decreta che le prime nove in prova sono tutte R5, anche la Skoda di Roberto Marchi (9’20’’2) che precede Zannier (9’21’’0), riferimento obbligato per le trazioni anteriori. Zanon (9’30’’9) leader di Super 1600, ma Paronuzzi a 12’’6 è un’insidia. Doretto (9’41’’7) al terzo graffio di A6 scavalca Boria e insegue Zinutti a 8’’7. Si ferma De Cecco tradito dai freni.

PS7 Passo Pura (13,50 km). Porro per il momento rimane in corsa, onorandola. Sul Pura che ha sempre fin qui dominato (come del resto in quasi tutte le prove dal 2016 in poi) stampa un buon 9’15’’7 che non è record considerando il suo 9’12’’1 dello scorso anno a inizio gara. Cescutti a 8’’7, Bravi a 9’’0 e Signor a 9’’1 che conserva 15’’4 sull’alfiere North East Ideas e 21’’0 sul portacolo Red White.

Come su Fusea-Lauco, supremazia R5 con Alberto Martinelli debuttante Skoda nono in 9’48’’2, Zannier decimo in prova e tenacemente nono nell’assoluta con Miotto alle spalle staccato di 25’’5. Dopo l’acuto su Fusea-Lauco, Denis Molinari si ripete primo in R3C (10’16’’7) puntando al sorpasso su Martinelli che ora è a 5’’6, Renzo Rampazzo a 12’’4. Soravito (10’20’’3) firma anche la settima impresa in N3, Buiatti qui a 0’’5 ma il divario totale è di 32’’5, oltre il minuto Marchiol.

Si ferma Doretto, ko l’alternatore e batteria a terra. Così in A6 Zinutti (10’16’’5) si toglie un problema e allunga su Boria a 18’’8. Stop anche per Gian Mario Micheloni, la sua Peugeot 106 in panne (rottura del cambio). Alessio Case stoppa le lancette a 10’55’’7 e Nicola Rigon nonostante 3’ di penalità si ritrova primo in A5 con 11’’9 di vantaggio su Dario Treu. Guasto meccanico per Zille, in K10 resiste solo la Peugeot di Denis Lesa. Pioggerellina fatale a Lino Acco (Peugoet 208 T16 R5) che pigia sul freno e va a muro su un tornante sinistro. Equipaggio indenne, gara finita.

PS8 Invillino (6,90 km). Ha lasciato Porro per frustazione, oltre 4’ persi tra foratura e cambio ruota su “Fusea-Lauco”. Nel ripassaggio di “Invillino” si migliora di 1’’4 Signor (3’39’’4), Targon a 1’’5, Cescutti a 1’’8 e Bravi a 2’’3 che ora insegue nel totale a 17’’7 con margine di 5’’1 su Cescutti terzo, a sua volta insidiato da Targon a 3’’9. Intanto il crucco Rigler quatto quatto è quinto assoluto a 1’35’’2 con Tabarelli a 0’’8. I ritiri davanti fanno scalare tutti e adesso Zannier è ottavo con dominio in A7 sulle Clio Williams di Miotto (a 42’’9) e Matteo Righini (a 1’53’’7).

Fuori dai ranghi di R3C Martinelli (“qualcosa si è rotto, ma non so che cosa”): era in testa dalla seconda di Feltrone e adesso comanda Molinari su Rampazzo. Scratch di Buiatti in N3 (4’12’’1), Soravito (a 0’’1) lascia correre. Scratch di Blasutto in N2 (4’23’’9) con Erik Di Vico a 0’’4, mentre Dall’ò cede di colpo 15’’6 però resta saldamente al comando con Mattia Ghion secondo a 47’’2.

PS9 Fusea-Lauco (12,00 km). Piove, si alza il piede e Cescutti fa 9’43’’8 (45’’8 in più rispetto al primo passaggio). Targon a 0’’2 e Signor a 0’’5. Bravi a 1’’2 tiene Cescutti a 3’’9 nel duello per la piazza d’onore. Il viscido non spaventa Zannier (10’09’’6) e Miotto (10’10’’0), neppure le loro intramontabili Williams. Prepotente Soravito (10’15’’5) acuendo i distacchi di Buiatti, Marchiol e il resto della compagnia di N3.

Addio sogni di gloria carnici per Dall’ò che si ferma, in N2 passa davanti Ghion con 15’’2 su Di Vico e 20’’su Lenny Zanier che qui firma il graffio in 10’32’’0, Peugeot 106 sino al quinto posto dell’ampezzano Fachin. Beffa crudele sul bagnato anche per Zinutti, in un colpo solo cede 1’14’’1 in A6, il miglior tempo lo firma la Citroen Saxo di Andrea Bressan (10’35’’1), Boria si prende la vetta di Classe con Zinutti ora a 36’’2 di ritardo.

PS10 Passo Pura (13,50 km). L’ultimo crono non fa certo tremare i polsi allo scudettato Signor (suo il titolo Ciwrc del 2016), niente calcoli con Bernardi a scandirgli le note: 9’21’’4, Cescutti a 1’’ e Bravi a 4’’7 salvando la piazza d’onore per l’inezia di 0’’2. Zannier (9’55’0) sempre dentro i dieci e ottavo assoluto. Paronuzzi fa lo scratch di Super 1600 (10’00’’8) su Zanon (a 8’’7) saggio a non strafare per chiudere davanti il discorso di Classe con 17’’1 di margine. Soravito non rischia sull’ultima, onore delle armi a Buiatti (10’17’’3) e vittoria di Classe in cassaforte per il tolmezzino con la Clio Rs.

Soddisfazione anche per Di Vico che piazza il graffio di N2 (10’55’’8) e chiude secondo alle spalle di Ghion. Partiti in 121, al traguardo in 77, ritirati 44 equipaggi. Il Carnia 2019, con cinque prove speciali ripetute due volte, è stata gara dura e selettiva, emozionante e spietata. Nonostante la pioggia, un folto pubblico ha omaggiato il rituale delle premiazioni in piazza ad Ampezzo, capitale di un rally che non finisce di stupire e ha in serbo forti ambizioni.

International Rally Cup: in otto per 40.000 euro, sfida a Bassano

Di nuovo primo sull’asfalto casentinese, Manuel Sossella ha rastrellato i punti che gli consentono di continuare a sperare di imporsi nell’International Rally Cup. Come i cinque che lo precedono e i due che lo seguono in una classifica assai corta. Cento e quarantuno punti Damiano De Tommaso, settantuno Fofò Di Benedetto. Fra i due, primo e ottavo in una classifica davvero corta, un bel gruppo composto da Alessandro Re, Paolo Porro, Marco Roncoroni, Gianluca Tosi, Manuel Sossella e Walter Gentilini.

Spumeggiante come sempre e come sempre generoso e crudele al tempo stesso, il Rally del Casentino ha chiarito solo che sarà il Città di Bassano a decidere chi intascherà i quarantamila euro destinati al vincitore e chi invece dovrà accontentarsi dei premi meno consistenti, per via di un regolamento che prevede un surplus di punti per il quinto e ultimo appuntamento stagionale, ma anche di un destino che nell’aretino con qualcuno dei protagonisti più in vista della serie è stato particolarmente cinico. E pure particolarmente baro. Capita, purtroppo.

Nella bella vallata toscana lo è stato soprattutto con Felice Re, mandato al tappeto da un malore quando il più pareva fatto, quando si era lasciato dietro le spalle anche i trentasei e passa chilometri della Talla e gli sarebbe bastato macinare i pochi chilometri che lo separavano da Bibbiena per tornare a respirare l’aria frizzante che si respira su ogni podio. Con il padre costretto a percorrere l’ultimo trasferimento in ambulanza, il figlio Alessandro non poteva che consegnare a sua vota la tabella per seguirlo “perché va bene correre, ma in certe situazioni le priorità sono altre”.

Ecco allora che un piazzamento rincorso, impreziosito da un tempo importante nella prova-monumento del rally e tuttavia assai inferiore alle di lui legittime ambizioni della vigilia è bastato a Damiano De Tommaso per tornare a guardare tutti dall’alto della graduatoria della serie. Ma non certo di festeggiare. Lo farà, forse, a fine settembre. Dopo la conclusione del Bassano. Ma questa è un’altra storia ed è tutta da scrivere e da vivere. Fino ad allora, a sperare saranno in tanti. Non tutti e otto con le stesse oggettive probabilità di farcela, ma tutti e otto con il conforto dell’aritmetica.

Marco Signor punta al successo al Rally della Carnia

In attesa di sapere se Paolo Porro e la sua Ford Fiesta Wrc saranno della partita anche quest’anno – tutto dipende dall’esito indenne del Casentino in programma nel fine settimana -, il 6° Rally Valli della Carnia (13/14 luglio) ha trovato un’altra “guest star”, ovvero Marco Signor reduce dal Rally della Marca concluso al secondo posto, che occupa anche nella classifica del Campionato Italiano Wrc e che cerca il successo.

“Sono onorato di partecipare al Carnia – sottolinea il driver di Caerano San Marco – perché mi hanno sempre parlato bene dell’organizzazione, del percorso e del contesto in generale”. Marco Signor, che nel suo curriculum vanta un terzo, un secondo posto e lo scudetto 2016 del Ciwrc, non verrà certo a fare il turista ad Ampezzo, ma super motivato a caccia di punti per la Coppa Italia di Zona 4 dopo le vittorie ottenute in marzo al Bellunese e in giugno al Dolomiti con una Skoda Fabia R5 della Step Five Motorsport. Tanto più considerando il coefficiente maggiorato (1,5) del Carnia. Non lo dice chiaramente, ma cerca il successo.

“Sono curioso di verificare il mio stato di forma su prove speciali che non ho mai fatto – puntualizza – e contro avversari che avranno stimoli forti come i miei. Sarà di sicuro una bella battaglia per l’assoluta e nella Classe di riferimento, bisognerà stare attenti a non commettere errori, evitare degli azzardi, calibrare le scelte di assetto e delle coperture su prove che hanno sempre un’incognita meteo da non sottovalutare”.

Si sta preparando con scrupolo alla sua prima carnica il trevigiano che non ha ancora sciolto la riserva sul navigatore. La buona notizia è che Marco Signor non è più costretto a rinunciare a Patrick Bernardi, che rischiava di restare bloccato da impegni di lavoro. In quel caso sul sedile di destra sarebbe salito Dino Lamonato che vanta esperienza e solidità. A prescindere dalla presenza o meno di Porro, chiamato al poker di successi al Carnia dopo tre sigilli consecutivi, Signor troverà avversari di rango in Claudio De Cecco, Filippo Bravi, Mattia Targon, Alberto Martinelli, ognuno con delle chance importanti di classifica.

Rally Piancavallo: Sossella vs De Tommaso e Porro

Valido per l’IRCup, si corre l’11 e il 12 maggio il 33° Rally Piancavallo, diviso nella prova valida per l’IRC, nel rally Nazionale e nel Rally Storico a chilometraggio ridotto. La gara è organizzata da Knife Racing Maniago su incarico dell’Automobile Club Pordenone. La partenza oggi da piazza Italia a Maniago alle 15.30 verso Meduno e Frisanco per affrontare due prove speciali sul tratto “Poffabro” di 7,40 km (start alle 16:04 e 20:11) e due sul “Icio Perissinot” di 20 km (start 16:58 e 21:05). Per il Rally Storico e il Nazionale i 14,90 km di “Pian delle More”.

Domani dalle 7:30 le prove sul “Pielungo” di 14,20 km (start 9:11 e 12:38) e “Campone” di 9,00 km (start 9:42 e 13:09), seguirà la “Pradis Grotte” di 26,20 km (start 16:05) riservata alla IRCup. Arrivo e premiazioni in piazza Italia a Maniago dalle 17:10. Oggi in piazza Italia prodotti tipici delle Dolomiti Orientali. Alle 18:45 l’arrivo dell’autoraduno per auto sportive moderne e d’epoca partito da Spilimbergo, con esposizione vetture e cena dei partecipanti.

Si battono per l’assoluta i piloti Wrc tutti su Ford Fiesta, e gli R5 tutti su Skoda Fabia. Favori del pronostico per Manuel Sossella (Fiesta) che ha al suo attivo tre titoli Irc e uno Ciwrc; per Damiano De Tommaso (Skoda) e Paolo Porro (Fiesta). Altri pretendenti al podio, sempre su Ford, saranno Simone Rabaglia, Valter Gentilini e Denis Babuin al debutto sulla Fiesta. Tra gli alfieri Skoda occhi su Gianluca Tosi, Alessandro Re, Marco Roncoroni, Alessandro Prosdocimo e Marco Zannier. In Super 2000 la Peugeot 207 di Alberto Carniello, che partirà davanti a tre Mitsubishi Lancer R4. La R2B è quasi un monomarca Peugeot 208 con Claudio Gubertini e Alessandro Zorra insidiati da Dimitri Tomasso. In E6/S2 le Renault Clio di Alessio Della Maggiore e Matteo Bearzi griffato North East Ideas come Fabrizio Martinis, al volante dell’unica Clio R3C.

Anche il Trofeo Twingo R1 “Internazionale” torna sotto i riflettori del 33° Rally Piancavallo. Numeroso il pubblico atteso sia sul campo di gara, sia nel parco assistenza come vuole la tradizione delle gare IRC, serie in cui concorreranno quattro equipaggi della Losanga. A dover difendere il primato tra le Twingo ci saranno Gabriele Catalini e Michael Salotti, vincitori del primo appuntamento dell’anno su una vettura della scuderia Costa Ovest. Con la stessa determinazione si presentano ai nastri di partenza della manifestazione friulana Lorenzo e Davide Lanteri (La Superba), i quali con 27,5 punti nel loro carniere questo weekend puntano ad agganciare i battistrada del trofeo. Da non sottovalutare è la presenza di Giovanni Pelosi e Giancarla Guzzi alfieri della ASD G.R. Motorsport e quella della Meteco Corse che punta nuovamente sul pilota Matteo Ceriali e la navigatrice Margherita Ferraris Potino. La gara, che trova le sue origini nel lontano 1980, si disputerà nelle giornate di sabato e domenica con nove prove speciali sulla distanza di oltre 127 Km di percorso.

In coda all’Irc partirà un rally storico. Su Lancia Stratos (Tony Fassina), Lancia 037 (Maurizio Finati), Bmw M3 (Andrea Romano), Porsche 911 (Michael Stoscheck) su un percorso ridotto a 7 prove speciali, con un solo passaggio sabato sulla Barcis-Piancavallo di 14,90 km ribattezzata “Pian delle More”. Dopo lo storico, sullo stesso tracciato, in gara i concorrenti del rally Nazionale animato da 41 equipaggi. Su Skoda Fabia R5 Nicola Cescutti e Claudio Arzà, con la Hyundai i20 Fabio Nosella. Su tre Peugeot 207 Super 2000 Cyril Audirac, Stefano Callegaro e Alberto Martinelli. Partecipa alla sfida Roberto Salmaso con la sua Peugeot 306, suoi avversari di classe Gabriele Beltrame e Matteo Righini, entrambi su Renault Clio Williams.

IRCup, Damiano De Tommaso è la certezza del Rally Appennino Reggiano

Un sabato spettacolare come prologo ad una domenica tutta da gustare. Questo è quanto ha proposto il 40° Rally Appennino Reggiano nella sua prima giornata di gara. Il Rally Appennino Reggiano 2019 ha avuto come prologo il festoso pre-gara vissuto nel cuore di Reggio Emilia. La centralissima Piazza della Vittoria ha fatto da prestigioso teatro alle fasi antecedenti la partenza, consentendo ad un pubblico piuttosto numeroso nonostante un orario non certo da ‘movida’ di gustarsi un’apprezzata immersione nel mondo dei motori.

A scaldare gli animi, la carrellata sul palco partenza di alcuni degli equipaggi che hanno segnato la storia della corsa sul palco partenza, con i quali è stata celebrato il traguardo delle quaranta edizioni del Rally Appennino Reggiano. Le prime quattro prove speciali, disputatesi tra il pomeriggio e la sera hanno messo in evidenza l’equipaggio misto lombardo-friulano Porro-Cargnelutti (Ford Fiesta – WRC), vincitori delle prime due frazioni e a quel punto leader per 5”7, ed il varesino De Tommaso e la leccese Ascalone (Skoda Fabia – R5), impostisi nei gli altri tratti cronometrati e bravi a rosicchiare 4”9 al rivale. I due equipaggi sono così entrati nel riordino notturno di Ciano d’Enza separati da 0”8: un’inezia che lascia tutto in sospeso. La sensazione, tuttavia, è che Porro – avvantaggiato da una vettura di classe regina e poco a suo agio in condizioni di buio – abbia amministrato nelle prove serali. 

Più staccati gli altri: i locali Tosi-Del Barba (Skoda Fabia) hanno chiuso la giornata a 15”1 hanno corso con buona continuità ma senza mai inserirsi nella bagarre per il successo. Idem dicasi per gli altri reggiani Rusce-Farnocchia (Volkswager Polo – R5), a 19”2 dai battistrada, e per i comaschi Re-Turati (Fabia), addirittura a 27”4 dopo aver trascorso la giornata a lottare con l’assetto della vettura. Al sesto posto Di Benedetto-Longo (Fabia) si mangiano le mani: i siciliani hanno incassato buona parte dei 36” di distacco nell’ultima prova per una ruota ‘stallonata’, perdendo così il terzo posto ed il contatto con le due lepri di testa.

Leader fra le due ruote motrici Ferrarotti-Fenoli (Renault Clio – R3C), mentre Zorra-Carbognani (Peugeot 208) comandano la spettacolare R2B ed il trofeo Peugeot Rally Pro per 2” su Gubertini-Ialungo; in questa classe, si segnala il ritiro eccellente di Rovatti-Cavicchi (cinghia servizi ko durante la terza prova), quando il pisano ed il bolognese erano in testa. Possibile comunque un rientro in gara domani, con la formula del ‘super-rally’, cosa che accadrà per Riccardo Gatti e Marco Mori (Fabia), fermati dalle conseguenze di un’uscita sulla prima prova.

Il 40° Rally Appennino Reggiano ha riacceso i motori domenica 7 aprile alle 7.20: la prima prova della giornata (Buvolo) era previsita alle 8.48. E dopo una giornata lunga e infuocata, ad aggiudicarsi la prima prova dell’Internationa Rally Cup, che una volta era il campionato delle WRC, è Damiano De Tommaso, giovane e con la Skoda Fabia R5. Paolo Porro non ce la fa ad agguantare il varesotto in fuga, che gli rifila 10″5 e lo relega in seconda posizione assoluta. Autore di un’ottima prestazione, con la Ford Fiesta WRC Porro vince le PS5, PS6 e PS8 e anticipa Tosi, anche lui sulla Skoda Fabia R5.

Il podio del Rally Internazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani
Il podio del Rally Internazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani

Il successo dell’equipaggio a bordo di una Skoda Fabia (classe R5) di Munaretto è maturato proprio nella frazione conclusiva: staccato di 11”7 dai battistrada di Paolo Porro e Paolo Cargnelutti, De Tommaso ha strappato il successo all’incredulo rivale nei ventuno, viscidissimi chilometri della prova di Trinità, rifilando alla Ford Focus (WRC) 18”8. La condotta di De Tommaso ha messo in luce una volta di più tutto il talento di quello che è senz’ombra di dubbio uno dei migliori giovani rallysti italiani e rappresenta un inequivocabile segnale per tutti coloro che vorranno battersi per il titolo della International Rally Cup 2019.

“Un’emozione bellissima – il verbo del campione italiano 2018 Junior e Due Ruote Motrici -. Siamo sempre rimasti incollati a Porro e abbiamo iniziato a credere al successo dopo che sulla penultima prova ci siamo imposti nonostante una piccola uscita di strada. A quel punto, abbiamo attaccato e siamo stati premiati. Vittoria che dedico a tutta la squadra ed alla mia navigatrice. L’Appennino Reggiano? Strade bellissime, veloci e sconnesse, una gara davvero molto impegnativa per la quale posso solo complimentarmi con chi l’ha creata”.

Spumante decisamente amaro per Paolo Porro: in testa sin dalla prima prova speciale, l’esperto lariano ha corso con intelligenza e lucidità, sfruttando al meglio la superiorità tecnica della sua Ford Focus. Unico neo, la prova conclusiva: “Non mi riesco a spiegare questo tempo – rimugina il lombardo – Non abbiamo corso al risparmio e la macchina era perfettamente a posto. Dovremo riflettere per capire cos’è successo, perché questa gara dovevamo vincerla. Di buono, tengo il risultato, che potrà certamente tornare utile nel prosieguo del campionato, ed il piacere di essere tornato a disputare una corsa di alto livello”. Porro e Cargnelutti si consolano con la vittoria del ‘Memorial Fabrizio Tosi’ grazie al miglior tempo assoluto staccato nei due passaggi sulla prova di San Polo.

Il terzo posto è dei migliori locali: il carpinetano Gianluca Tosi ed il castelnovese Alessandro Del Barba (Skoda Fabia – R5) hanno confezionato una prestazione maiuscola, cogliendo un podio tutt’altro che scontato. “Abbiamo tenuto un buon passo, gestendo il risultato nel finale. Eravamo alla quinta gara su una vettura a trazione integrale e non sarebbe stato possibile fare di meglio. La gioia raddoppia considerando che abbiamo corso il rally di casa e questa è stata davvero l’edizione più bella ed impegnativa. Risultato importante anche in ottica campionato”. Il bronzo è valso ad Alessandro Del Barba la conquista del Trofeo Lombardini, prestigioso premio legato alla gara e destinato al miglior navigatore reggiano nella classifica assoluta.

C’era molta attesa per la prova di Alessandro Re (in gara con Mauro Turati), grande protagonista (ed unico reale antagonista di Rossetti) nella passata edizione dell’IRCup. Sulle strade reggiane, però, il bravo comasco ha sofferto, lottando per tutto il fine settimana con qualche noia di assetto della propria Skoda Fabia. Solo nel finale, Re ha sopravanzato il rubierese Antonio Rusce (con Sauro Fornacchia su Volkswagen Polo – R5): il reggiano non ha mai spinto realmente, utilizzando la gara di casa come probante test in vista dell’imminente prova del campionato italiano.

Il podio del Rally Nazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani
Il podio del Rally Nazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani

Concreta la gara dei lombardi Roncoroni-Brusadelli (Skoda Fabia) e dei liguri Giacobone-Cicognini (idem), di grandissimo spessore l’ottavo posto assoluto – con successo tra le auto a due ruote motrici – del pilota di Castelnovo Monti Ivan Ferrarotti, affiancato dal bresciano Manuel Fenoli su una Renault Clio R3T, addirittura terzi nella frazione maggiormente avversata dal maltemo. Subito dietro, gli eccellenti Nicoli-Romei, primi di classe R2B e del trofeo Peugeot Competition Rally Cup Pro – riservato alle Peugeot modello 208 – al termine di un’estenuante duello con Gubertini-Ialungo (undicesimi assoluti); in questa classe, da segnalare i problemi che hanno attardato Zorra-Carbognani e, soprattutto, Rovatti-Cavicchi. La top-10 si è completata con Marco Belli ed Andrea Albertini: il veterano di Castelnovo Monti, alla trentunesima partecipazione consecutiva alla gara, ha firmato un’ennesima prova da incorniciare.

Altri protagonisti di questo 40° Rally Appennino Reggiano condizionato dal maltempo (a metà gara ha fatto capolino persino la grandine) sono stati i modenesi Turrini-Bucciarelli (dodicesimi e terzi di classe con una meno competitiva Citroen C2), i veronesi Targon-Prizzon (sempre molto veloci con la loro Honda Civic – N3), ma meritano una nota di merito anche l’abruzzese Giuseppe Polisini ed il campano Fiorentino Iscaro, in grado di tenere sotto scacco Belli sino a quando un problema al cerchio della loro Mitsubishi (R4) li ha fatti precipitare nelle retrovie. Interessante l’esordio dell’ex pilota di motocross Matteo Bonini: attardato per un’uscita di strada sabato sera, il carpinetano (assecondato dalla parmenese Giancarla Guzzi su Renault Clio R3C) ha mostrato buone cose domenica, staccando in un paio di occasioni tempi decisamente buoni.

Appennino Reggiano senza sorrisi per Riccardo Gatti e Marco Mori (Skoda Fabia – R5), molto attesi dopo il secondo posto del 2018 ma fermati da problemi meccanici innescati da un’uscita di strada ad inizio gara; il girone dei delusi ha fagocitato anche i siciliani Di Benedetto-Longo (Skoda Fabia) – terzi sino a quando hanno ‘stallonato’ uno pneumatico nella prova finale di sabato e poi subito ko alla ripartenza di domenica per una piccola toccata – e Cresci-Ciabatti (Volkswagen Polo – R5), fermati da un’innocua uscita di strada.

Nella gara valida per il rally nazionale, vittoria come da pronostico per il matildico Roberto Vellani ed il pavullese Luca Amadori, in gara su Peugeot 208 (R5). L’equipaggio emiliano ha rimontato con veemenza dopo il testa-coda di sabato, che l’aveva fatto precipitare a 27” dai leader Beggi-Alicervi (Skoda Fabia – R5). Il duello tra i due, però, non c’è mai stato: mentre Vellani-Amadori hanno proseguito a ritmo deciso verso il traguardo (vincendo le quattro prove di giornata), Beggi-Alicervi perdevano tempo prezioso a causa di una foratura. Ad approfittarne sono stati così il rientrante Davide Gatti e Maurizio Barone, ottimi secondi al traguardo con la loro Mitsubishi Evo X (R4); Beggi-Alicervi si sono consolati con il terzo gradino del podio.

Ghirri-Cangini (Ford Fiesta – R5) hanno terminato quarti, davanti ai veloci Giovani-Aldini (Peugeot 106 – K10), ai bergamaschi Danilo ed Alberto Scanzi (Skoda Fabia – R5), ai sorprendenti modenesi Turrini-Aldini (Citroen Saxo – RS Plus 1.6) ed ai non meno competitivi reggiani Dodaro-Aldini (Renault Clio – N3). Gli alti locali Leoni-Marciani (Mitsubishi Evo X – N4) e Ravazzini-Sforacchi (Renault Clio – N3) hanno chiuso la classifica dei migliori dieci. Questi ultimi hanno fatto loro il 1° Memorial Roberto Costi per il miglior pilota Under 30 reggiano nella seconda prova speciale della gara.