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Bolza Corse fa da chioccia ai giovani

Al seguito della gara endurance, sul tracciato di Rijeka, si è tenuto l’omonimo rally in circuito, con la compagine adriese a sostenere i primi passi di nuovi, giovani, piloti.

Bolza Corse ed il tracciato di Rijeka sono, dal 2015, binomio che porta alla mente successi a ripetizione, nell’ambito dell’endurance, ma il recente fine settimana ha dimostrato come la compagine di Adria sia molto vicina a chi vuole entrare nel motorsport.
Al seguito dell’evento in pista si teneva il primo atto del Rally In Circuit Championship 2020, tradizionale appuntamento di inizio annata che attira, da sempre, un buon plotoncino di italiani.
In questo contesto il team con base ad Adria ha portato al debutto due giovani, che si sono ben distinti nei rispettivi ruoli di pilota e di navigatore, entrambi saliti sul gradino più alto del podio.
Alessandra Verdi, classe 1996 da Stezzano, ha rotto il ghiaccio, imbracciando il volante di una Mini Cooper, seguita in gara da Bolza Corse e condivisa con papà Fabiano alle note.
Per la giovane bergamasca si è trattato di una prima decisamente impegnativa, l’evento è stato infatti sospeso per le condizioni meteo impossibili, conclusa con la vittoria della propria classe.

“La mia prima gara è stata un’emozione indescrivibile” – racconta Alessandra Verdi – “e ho potuto condividerla con mio papà, navigatore per l’occasione che mi ha soprattutto dato consigli di guida, e con una vera famiglia quale è stata Bolza Corse. Tutti molto disponibili e cordiali. Mi sono divertita davvero molto e mi auguro di poter ripetere l’esperienza, sempre qui a Rijeka, a Novembre. Grazie a tutta la squadra, soprattutto a Silvano che, oltre ad essere un gran pilota è veramente simpaticissimo e professionale, così come tutti i meccanici che mi han seguito.”

Esordio al volante per la bergamasca ed a destra, quaderno delle note alla mano, per il giovane Andrea Pessot, quindicenne da Sacile che ha chiuso primo di classe e quattordicesimo assoluto, affiancando Silvano Bolzoni, in extremis, su una Seat Ibiza quasi stradale.

“Al Sabato pomeriggio arriva qui un ragazzino di quindici anni” – racconta Silvano Bolzoni – “che doveva affrontare la sua prima gara da naviga. Il suo pilota aveva però dato disdetta, temendo contagi a causa del Coronavirus, e quindi il buon Andrea si è ritrovato in braghe di tela. Era talmente emozionato per questo debutto che gli si leggeva la delusione in faccia. Così l’organizzatore mi ha chiesto se ero disposto a salire su una Seat Ibiza stradale, utilizzata in un trofeo in Croazia, per dar modo a ad Andrea di correre. Non potevo dire di no ed è stato bellissimo potergli regalare questo sogno che è diventato realtà. Devo anche ammettere che è stato davvero bravo. Non ha sbagliato una nota ed ha sempre timbrato in orario ai vari controlli. Oltretutto abbiamo portato a casa la coppa del primo, oltre al quattordicesimo assoluto.”

Gli fa eco la presidente di Bolza Corse, Paola Bolzoni.

“A parte i due primi posti ottenuti” – conclude Paola Bolzoni (presidente Bolza Corse) – “la soddisfazione più grossa è stata quella di vedere l’amore di questi giovani per il motorsport.”

Un Rally Val d’Orcia lampo per Sandrin

Il pilota di Povegliano si rende protagonista di un’uscita di strada che, danneggiando irreparabilmente il parabrezza, lo costringe ad alzare bandiera bianca in anticipo.

Un Rally della Val d’Orcia da dimenticare in fretta per Andrea Sandrin, il quale rientra dal fine settimana con un bottino decisamente magro.
Al via del secondo impegno personale nell’ambito del Raceday Rally Terra, dopo aver brillato in un Prealpi Master Show corso in condizioni meteo al limite della praticabilità, il pilota di Povegliano attendeva con ansia l’appuntamento con le prove speciali dell’entroterra toscano, quelle stesse strade che hanno reso celebre l’Italia, nel mondo dei rally, a livello planetario.
Seppur si trattasse di una sorta di nuovo esordio, per via della conformazione di uno sterrato ben diverso dal suo predecessore, il trevigiano otteneva importanti riscontri dai primi chilometri percorsi allo shakedown, sulla Peugeot 207 Super 2000 fornita da Ferrari Motor Team.
Supportato da Xmotors ed affiancato da Manuel Menegon, alle note, Sandrin partiva motivato.

“Non vedevo l’ora di tornare a correre in questi posti magici” – racconta Sandrin – “perchè questi sterrati sono unici al mondo. Qui hanno corso tutti i campioni, a livello mondiale, del nostro sport ed avevo davvero tanta voglia di tornare al volante. Durante lo shakedown è andato tutto bene. La vettura rispondeva come piace a me ed il feeling con Manuel, in abitacolo, era già ad un buon livello. Siamo partiti certi di poterci giocare la vittoria di classe.”

Ambizioni che, purtroppo, venivano pesantemente ridimensionate già sul primo tratto cronometrato in programma, quello di “San Casciano dei Bagni”, dove Sandrin si rendeva autore di un capottamento, fortunatamente senza conseguenze per l’equipaggio.
Con la tenacia di un vero campione, con la Peugeot 207 Super 2000 ammaccata e senza parabrezza, il trevigiano cercava di proseguire, prima di essere fermato dai commissari di gara.

“Un mio errore di stesura di una nota si è rivelato fatale” – aggiunge Sandrin – “perchè, durante le ricognizioni, non ho visto un fossetto che, alla fine, ci ha fatto uscire di strada. La vettura, a parte qualche lamiera storta, era impeccabile e poteva tranquillamente continuare la gara. Abbiamo quindi cercato di continuare, sperando di trovare un parabrezza che ci permettesse di ripartire. Conosciamo i regolamenti e, quando i commissari ci han visto senza vetro anteriore, non potendolo riparare, ci han escluso dalla gara. Un peccato, tanta amarezza. Ci tenevo a fare chilometri, divertendomi, su queste splendide speciali. Pazienza, a volte va anche così.”

Nonostante la situazione di campionato possa risultare ormai compromessa, assenza al Marche e ritiro al Val d’Orcia, Sandrin non molla e si dimostra deciso a prendere il via del prossimo Rally Città di Arezzo, Crete Senesi e Valtiberina, in programma per fine Marzo.

“Valuteremo con Xmotors e Ferrari Motor Team cosa fare” – conclude Sandrin – “ma è certo che ci piacerebbe molto poter essere al via del Valtiberina, un’altra gara dal contesto magico.”