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Luise festeggia il titolo al Monza ENI Circuit

Si è tenuta, Venerdì scorso, la cerimonia di premiazione del Campionato Italiano Rally Auto Storiche 2019, con il pilota di Adria vincente in classe A-J2/2000.

Come ormai da tradizione è spettato al Monza ENI Circuit essere crocevia per tanti protagonisti, traghettandoli dalla stagione conclusasi qualche mese fa verso una nuova ed entusiasmante sfida sportiva.
Venerdì 7 Febbraio, con la partecipazione del Presidente della Commissione Auto Storiche Paolo Cantarella, sono andate in scena le premiazioni dei campioni dell’automobilismo 2019, per quanto riguarda le regine del passato, con Matteo Luise che ha potuto chiudere il cerchio di un cammino che lo ha rilanciato alla ribalta nazionale, affiancato dalla moglie Melissa Ferro.
Il pilota di Adria è salito sul palco da vincitore della coppa di classe A-J2/2000, nell’ambito del quarto raggruppamento del Campionato Italiano Rally Auto Storiche, grazie ai successi ottenuti all’Historic Rally delle Vallate Aretine, al Rally Alpi Orientali Historic ed al Rally Elba Storico.
Un 2019 trionfale e scaccia crisi, in grado di rivitalizzare le ambizioni del polesano e del proprio team, capitanato da Silvano Amati e Valentino Vettore, deciso a puntare alla difesa del titolo, sempre alla guida della Fiat Ritmo 130 gruppo A, iscritta per i colori del Team Bassano.

“È stata una bella soddisfazione tornare a calcare un palcoscenico di un campionato italiano da vincitore” – racconta Luise – “perchè siamo riusciti, finalmente, a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati quando il progetto della Fiat Ritmo aveva preso vita. È stata una gioia immensa, per me e per Melissa, ricevere questi trofei perchè abbiamo rivissuto tutti i sacrifici ed i tanti bocconi amari che ci hanno portato ad arrivare al traguardo. Ci abbiamo creduto sempre e non abbiamo mai perso di mira il nostro obiettivo. Grandi emozioni che vanno condivise con tutto il nostro team, a partire da Silvano Amati e Valentino Vettore per arrivare a tutti i ragazzi che ci seguono con l’assistenza. Un grazie di cuore ai nostri partners ed al Team Bassano che è sempre presente. Si dice che vincere sia difficile ma ripetersi lo sia ancora di più. A noi piacciono le sfide, in particolar modo se sono difficili quindi ci stiamo già preparando.”

Un traguardo che, al tempo stesso, si presenta come punto di partenza di un nuovo percorso, quello della stagione ormai alle porte, che rivedrà Luise protagonista nella massima serie tricolore, dedicata alle auto storiche, con un paio di puntatine all’estero di livello assoluto.

“Certamente proveremo a difendere il titolo ottenuto nel CIRAS 2019” – aggiunge Luise – “e, per far questo, abbiamo dato il via ad un profondo restyling della nostra Ritmo. I nostri ragazzi stanno lavorando sodo e quanto stiamo vedendo ci fa capire che potremo essere, sulla carta, ancora più competitivi dell’anno appena concluso. Ripeteremo il cammino nell’italiano storico ma ci regaleremo anche due trasferte all’estero molto particolari. La prima sarà il ritorno in Finlandia, dopo un anno sabbatico del Team Bassano, in occasione del Lahti. A questo aggiungeremo la partecipazione al Rally di Antibes. Quest’ultimo si corre su parti delle prove speciali del Rally di Montecarlo e non vediamo l’ora di esserci. Sarà un 2020 emozionante.”

Matteo Luise: storia di chi a volte ritorna

Nato da quella stessa terra, il Polesine, che diede i natali ad un totem del rallysmo, quale Arnaldo Cavallari, Matteo Luise si fa notare sin dalla tenera età di 11 anni per i primi successi in kart. Nel 1989 l’esordio ufficiale, dopo aver vinto il corso piloti e navigatori della scuderia locale, nel suo Rally di Adria e del Polesine, chiuso ai piedi del podio in una classe N3 da 37 partenti. Arrivano i primi successi con la Fiat Ritmo prima di lanciarsi nell’orbita del Trofeo Fiat 500, anno 1993.

Viste le buone prospettive e deciso nel continuare a progredire, Matteo Luise prende parte, sempre nel 1993, al corso di pilotaggio presso la Scuola Federale Csai di Roma. Premiato come miglior allievo del corso, riceve l’opportunità di affrontare il Memorial Bettega, nella mitica Area 48 del Motor Show di Bologna, alla guida di una Ford Escort RS Cosworth gruppo N.

Nel 1994 è già protagonista tra le piccole della casa torinese. Domina a Sanremo, valido per il mondiale, prima di vedersi costretto a regalare la vittoria all’ultimo controllo orario al compagno di squadra, ed alla finale di Melfi, vanificando il successo con un’uscita di strada a tre curve dal termine della seconda tappa.

La riscossa arriva nel 1995 dove l’adriese firma il successo nel Trofeo Fiat 500 con quattro vittorie, tre secondi e due terzi posti, prima di accasarsi alla corte di Tabaton, alias Toyota Grifone Esso. L’anno del debutto, il 1996, lo vede chiudere terzo assoluto, dietro a Gianfranco Cunico ed al compagno di squadra Andrea Dallavilla.

Ancora protagonista nel tricolore assoluto con la Celica, l’anno successivo, prima di far parlare di sé, nel 2 Litri del 1998, per la sfida impossibile con la sua Ford Escort, curata dal mago Repetto, contro lo squadrone Peugeot ufficiale composto da Travaglia e Deila. Il 1999, anno dell’arrivo delle kit car, si rivela un sfortunato, opaco sulla versione maxi della Escort e più incisivo sulla Mégane Maxi di Munaretto, secondo assoluto al Molise e quarto al San Martino di Castrozza, prima di appendere temporaneamente il casco al chiodo. Ma oggi è tornato. E ce ne siamo accorti tutti.