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Matteo Luise: storia di chi a volte ritorna

Nato da quella stessa terra, il Polesine, che diede i natali ad un totem del rallysmo, quale Arnaldo Cavallari, Matteo Luise si fa notare sin dalla tenera età di 11 anni per i primi successi in kart. Nel 1989 l’esordio ufficiale, dopo aver vinto il corso piloti e navigatori della scuderia locale, nel suo Rally di Adria e del Polesine, chiuso ai piedi del podio in una classe N3 da 37 partenti. Arrivano i primi successi con la Fiat Ritmo prima di lanciarsi nell’orbita del Trofeo Fiat 500, anno 1993.

Viste le buone prospettive e deciso nel continuare a progredire, Matteo Luise prende parte, sempre nel 1993, al corso di pilotaggio presso la Scuola Federale Csai di Roma. Premiato come miglior allievo del corso, riceve l’opportunità di affrontare il Memorial Bettega, nella mitica Area 48 del Motor Show di Bologna, alla guida di una Ford Escort RS Cosworth gruppo N.

Nel 1994 è già protagonista tra le piccole della casa torinese. Domina a Sanremo, valido per il mondiale, prima di vedersi costretto a regalare la vittoria all’ultimo controllo orario al compagno di squadra, ed alla finale di Melfi, vanificando il successo con un’uscita di strada a tre curve dal termine della seconda tappa.

La riscossa arriva nel 1995 dove l’adriese firma il successo nel Trofeo Fiat 500 con quattro vittorie, tre secondi e due terzi posti, prima di accasarsi alla corte di Tabaton, alias Toyota Grifone Esso. L’anno del debutto, il 1996, lo vede chiudere terzo assoluto, dietro a Gianfranco Cunico ed al compagno di squadra Andrea Dallavilla.

Ancora protagonista nel tricolore assoluto con la Celica, l’anno successivo, prima di far parlare di sé, nel 2 Litri del 1998, per la sfida impossibile con la sua Ford Escort, curata dal mago Repetto, contro lo squadrone Peugeot ufficiale composto da Travaglia e Deila. Il 1999, anno dell’arrivo delle kit car, si rivela un sfortunato, opaco sulla versione maxi della Escort e più incisivo sulla Mégane Maxi di Munaretto, secondo assoluto al Molise e quarto al San Martino di Castrozza, prima di appendere temporaneamente il casco al chiodo. Ma oggi è tornato. E ce ne siamo accorti tutti.

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Luise domina il Rally della Costa Smeralda

Il polesano non smette di stupire, in questo finale di 2019, e fa suo, insieme al ritrovato Zanella, l’appuntamento sardo, infliggendo quasi mezzo minuto al secondo.

È un Matteo Luise stellare, quello visto in azione nel recente Rally della Costa Smeralda storico, concluso con la vittoria assoluta, la quarta in carriera, alla guida della Fiat Ritmo 130 Abarth gruppo A, condivisa con il ritrovato Flavio Zanella alle note.

Il pilota di Adria, portacolori del Team Bassano, ha firmato cinque delle nove speciali in programma, prendendo il comando delle operazioni, grazie ad una netta spallata al termine della prima frazione di gara, quella del Venerdì, unico a riuscire a segnare lo stesso tempo sulla “San Pasquale”, non curandosi in sostanza del passaggio dal giorno alla notte.
Indescrivibile la gioia in seno a tutto il team, gratificando il lavoro della coppia Amati e Vettore.

“Dedico questa vittoria a Melissa” – racconta Luise – “perchè è rimasta a casa, colpita da un malessere. Ci tenevo a fare un’assoluta con lei ma sono certo che avremo il tempo per rifarci. Grazie di cuore a Flavio, professionista indiscutibile, che ho avuto il piacere di vedere emozionato, sia in abitacolo durante che la gara che sulla pedana di arrivo. È stato tutto perfetto, grazie anche a come Silvano e Valentino hanno preparato la Ritmo. Mi dispiace per gli altri ragazzi, Luca ed Alberto in primis, per aver vinto così lontano da casa, non potendo condividere con loro la gioia immensa che abbiamo provato. Ricevere a fine dell’ultima prova i complimenti di Tiziano Siviero e Mauro Pregliasco, il messaggio di Lucky ed altri che di rally ne capiscono un bel po’ mi hanno riempito il cuore di gioia. Il modo migliore per chiudere il 2019.”

Gli fa eco Flavio Zanella, tornato in abitacolo con il polesano dopo ben ventidue anni. “Aspettavo da ventidue anni di poter risalire al fianco di Matteo” – racconta Zanella – “per fargli vedere chi è il vero Flavio. Quella volta, al Messina del 97, ero stato chiamato dalla Grifone per sostituire Caliro. Siamo cambiati molto, tutti e due. Questa volta era tutto diverso, sono partito con entusiasmo ed avevamo meno pressione di allora. Matteo, sul veloce, guida divinamente ma sull’ultima del Venerdì, in notturna, mi ha stupito. Allo start gli avevo detto che se alzavamo di un secondo a chilometro era già un bel passo. Alla fine, arrivare con lo stesso tempo del giro di giorno, è stato stupendo. In abitacolo il feeling era perfetto. Entrare in piena velocità in certe curve, di notte, è solo da grandi piloti. Credo sia una delle prove più belle che ho fatto in vita mia, al fianco di uno che ha doti di guida innate. Il resto lo potete trovare dentro le classifiche. Sono felice, lo dovevo a Matteo. Grande persona e grande pilota, così come tutto il suo team.”

Si unisce, in un coro di felicità, anche il direttore sportivo, Valentino Vettore. “Passione, professionalità, competenza” – aggiunge Vettore – “sono i tre fondamenti di questo successo. La nostra ricerca della perfezione tecnica si unisce alle incredibili doti di guida di Matteo. Non è un traguardo ma punto di partenza, per tutti noi, per spingerci ancora più in alto.”

Luise-Zanella vincenti e convincenti in Costa Smeralda

Sicuramente ce lo si poteva aspettare sul podio assoluto, ma che l’equipaggio formato da Matteo Luise e Flavio Zanella portasse la Fiat Ritmo 130 Gruppo A sul gradino più alto, erano in pochi ad aspettarselo. Con cinque successi parziali sulle nove prove disputate, il duo ha affermato la propria superiorità aggiudicandosi con merito la seconda edizione di un riuscito Rally Storico Costa Smeralda, precedendo l’Opel Ascona 400 Gruppo 4 di Tiziano e Francesca Nerobuto, gli unici ad ingaggiare un avvinccente testa a testa e autori di quattro scratch.

Sul terzo gradino del podio, salgono i vincitori del 2018, Agostino Iccolti e Giulia Zanchetta, bravi a crederci fino alla fine e a superare i problemi patiti durante la gara dalla loro Porsche 911 RSR Gruppo 4. Il rally inizia nel segno di Nerobutto che piazza il primo affondo sulla “San Pasquale” tirandosi in scia Luise a soli 2”2; Iccolti è terzo, ma paga già 13”5. Sopo il riordino a Palau, il trentino si ripete sulla inedita “San Pantaleo” precedendo di un decimo la Porsche del vincitore 2018 e di un secondo netto, Luise il quale compie il capolavoro nel buio della “San Pasquale 2” rifilando ben 26”5 a Nerobutto e 31”8 a Iccolti.

La prima frazione si chiude con la Fiat Ritmo di Luise e Zanella al comando con un significativo margine di 23”3 sull’Opel Ascona 400 dei Nerobutto e 42”2 su Iccolti. Manca all’appello la Ford Sierra Cosworth di Bentivogli e Musselli ferma per problemi elettrici, e l’atteso duo locale Conti – Demontis su Lancia Delta Integrale, accusa oltre un minuto e mezzo di gap a causa di problemi della vettura sin dalla prima speciale.

La sfortuna colpisce anche i debuttanti Pes di San Vittorio e Cossu che si girano sulla terza speciale con l’Opel Kadett GSI che si spegne: riescono a rimetterla in moto dopo alcuni minuti ma concludono, seppur attardati, la prima frazione di gara. Scalabrin e Paganoni ribadiscono la superiorità nel Trofeo A112 Abarth precedendo Armellini – Comunello e Domenighini – Torricelli.

Si riparte con la “Aglientu” dove Nerobutto piazza lo scratch ma non riesce a scrollarsi di dosso Luise che lo tallona a 2”8, prima di andare a vincersi le successive “Luogosanto” e “Lo Sfossato”. Al riordino di Tempio Pausania, il vantaggio del rodigino sfiora il mezzo minuto e quello di Nerobutto su Iccolti è di 36”3; la classifica inizia quindi a definirsi in attesa della seconda tornata di prove.

Nel frattempo Conti mette fine alla sofferta gara consegnando la tabella di marcia e per le ultime tre prove, si contano ancora ventisei equipaggi in gara con l’attenzione rivolta al tentativo di recupero da parte di Nerobutto che su “Aglientu 2” rosicchia 5”4 ma Luise risponde sulla “Luogosanto 2” rendendone 2”7; manca una prova alla fine e sono 26”5 i secondi che separano i due protagonisti del rally, davvero tanti per ribaltare la situazione a favore del trentino.

La conferma arriva dall’ultima prova che porta a cinque i successi di Luise e Zanella che vengono accolti sul palco al Molo Vecchio di Porto Cervo, da una meritata ovazione tra le lacrime di commozione che Matteo non riesce a trattenere. Nerobutto e Iccolti completano il podio aggiudicandosi rispettivamente il 3° e il 2° Raggruppamento; il 4° è appannaggio dei vincitori assoluti, mentre nel 1° l’alloro va alla Fiat 125 Special di Pietro Turchi e Carlo Lazzerini.

Ai piedi del podio, la Ford Sierra Cosworth di Giorgio Costenaro e Giuseppe Ferrarelli, e in quinta posizione nella globale chiude la Porsche 911 RSR di Lorenzo Delladio e Pietro Ometto che di un soffio precede la vettura gemella di Stefano Prosdocimo e Diego Pontarollo.

Con una convincente prestazione, Gianluigi Baghin e Sergio Marchi portano l’Alfa Romeo Alfetta GTV in settima posizione, tallonati dall’Autobianchi A112 Abarth di Raffaele Scalabrin e Giulia Paganoni, primi nella classifica del Trofeo A112 Abarth; sul nono gradino ci salgono Brunero Guarducci e Federico Riterini con la BMW M3 e chiudono la top ten Matteo Armellini e Marco Comunello, secondi di Trofeo A112, Serie che vede il podio completato da Giuseppe Cazziolato e Giancarlo Nolfi.

Peter ed Elke Goeckel su Opel Kadett SR sono i primi classificati tra gli equipaggi stranieri, mentre Gianfranco Cambedda e Claudio Mele su Fiat 128 Rally sono il primo equipaggio sardo all’arrivo. Al Team Bassano, la classifica delle scuderie. Dei trentatrè equipaggi partiti, ventitrè hanno concluso regolarmente il rally.

Matteo Luise soddisfatto dopo il Rally Alpi Orientali Historic

“Ci voleva una gara così – racconta Matteo Luise – e, finalmente, è andata bene. Era ora. Una trasferta soddisfacente sotto tutti i punti di vista. Non abbiamo mai avuto alcun problema alla vettura e, per questo, vogliamo ringraziare Silvano Amati, Valentino Vettore e tutti i ragazzi della nostra squadra”.

“Siamo una famiglia, si vince e si perde tutti assieme. Un particolare complimento lo volevo fare a Melissa, compagna di vita e di abitacolo. In una gara così impegnativa, per il ruolo del navigatore, come l’Alpi Orientali devo dire che si è comportata benissimo. Non ha sbagliato nulla ed è stata bravissima, in ogni frangente. È cresciuta tanto”.

Ritorno in grande stile quello che ha visto protagonista un rivitalizzato Matteo Luise, in occasione dell’edizione numero ventiquattro del Rally Alpi Orientali Historic, andato in scena a cavallo tra Venerdì e Sabato scorso in quel del Friuli Venezia Giulia.

Il pilota di Adria si presentava alla vigilia dell’appuntamento valido per il FIA European Historic Rally Championship e per il Campionato Italiano Rally Auto Storiche accompagnato da alcuni fantasmi del passato, certi più recenti ed altri risalenti ad un’ormai lontana stagione 1994.

In quell’occasione l’evento friulano, valido per il Trofeo Fiat Cinquecento, vedeva uno sfortunato polesano costretto a cedere la vittoria per un’anomala foratura, avvenuta in rettilineo. Conto con la dea bendata che sembrava non avere mai un pareggio, tornando a parlare di 2019 con due prestazioni da primo attore, al Valsugana Historic Rally ed al Rally Campagnolo, andate in fumo a pochi chilometri dal termine dell’ultima prova speciale.

Grinta e determinazione non sono mai mancate nel DNA del portacolori del Team Bassano ed il recente weekend è tornato a regalarci, con la sorte fuori dai giochi, la migliore versione dell’adriese, capace di portare la sua Fiat Ritmo 130 Abarth Gruppo A, assieme alla moglie Melissa Ferro, sino all’ottavo gradino della classifica assoluta e quinto di raggruppamento.

Un risultato solido, concreto, in grado di mettere nel dimenticatoio le disavventure precedenti, guardando al futuro con positività, in vista del prossimo Rally Elba Storico di fine Settembre. Un Luise in palla si faceva notare già sulla prima frazione di gara, seppur dimezzata, chiudendo al dodicesimo posto nell’assoluta, al comando in solitaria nella classifica di classe.

Si ripartiva al Sabato, in tarda mattinata, per la seconda tappa ed l’adriese varcava la soglia della top ten sin dal primo impegno di giornata, salendo al nono posto della generale. Un passo regolare e costante gli permetteva di mantenere la posizione, lottando con vetture più potenti come le tante Porsche 911 presenti, recuperando un’altra posizione sull’ultimo crono.

“Vista la presenza delle moderne – sottolinea Luise – abbiamo provato a fare dei confronti e, visti i risultati, è stato bello vedersi competitivi con una vettura del 1984. Non abbiamo mai tirato al massimo e, sulle ultime tre del Sabato, abbiamo anche alzato il piede. Potevamo concludere addirittura al settimo assoluto ma, purtroppo, siamo incappati nei problemi tecnici di Rimoldi. Gli si è spenta la vettura ed abbiamo perso un sacco di tempo. Siamo pronti e carichi per l’Elba”.

Lotte d’altri tempi nella Michelin Historic Rally Cup in Toscana

La tradizione è rispettata. La Michelin Historic Rally Cup apre le ostilità al Vallate Aretine con 19 concorrenti su 41 nei tre Raggruppamenti su cui si svolge e due “osservati speciali” nel Quarto Raggruppamento che hanno reso la gara toscana luminosa per la maggioranza dei clienti della Casa di pneumatici di Clermont Ferrand. Dei 19 iscritti alla Michelin Historic Rally Cup 14 hanno visto il traguardo e i cinque ritirati si sono fermati anzitempo per problemi meccanici. Particolari soddisfazioni sono arrivate dagli ospiti d’onore Matteo Luise, affiancato dalla moglie Melissa Ferro, che ha concluso nono assoluto con la “piccola” Ritmo Abarth 130, preceduto esclusivamente da vetture di potenza decisamente superiore.

Il pilota di Rovigo, figliol prodigo dei penumatici francesi di cui è sempre stato grande estimatore, ha vinto la sua classe calzando sulla sua Ritmo i nuovi Michelin R21 nella misura 19/58-15 che gli hanno permesso di siglare tempi che lo hanno posto costantemente fra i migliori dodici della classifica assoluta, con numerose incursioni nella top ten. Rabbia e delusione, ma non per i pneumatici, per Giacomo Costenaro, con Justin Bardini alle note, che ha montato sulla Sierra Cosworth le nuove R21 nella misura 20/63-17 con i quali ha fatto faville. Dopo la prima prova, in cui ha preso le misure alla berlina inglese (settimo tempo assoluto) Costenaro ha rotto il turbo nella successiva speciale di “La Verna” pagando quasi 2 minuti al leader della classifica, per poi scatenarsi nella successiva ripetizione di “Ponte alla Piera” (secondo tempo assoluto) e “La Verna” (terzo assoluto), riscontri cronometrici che dimostrano come il portacolori del Team Bassano fosse uno dei seri candidati ad una posizione sul podio finale. Purtroppo nel successivo riordino un inconveniente meccanico ha fermato la cavalcata del pilota della Sierra Cosworth.

Piloti Michelin Historic Rally Cup, felici e vincenti. Una vittoria di Raggruppamento per Roberto Rimoldi e Roberto Consiglio (Porsche 911 SC), i migliori di terzo Raggruppamento, nove vittorie di classe sono il bottino dei piloti Michelin al 9° Historic Rally delle Vallate Aretine, con il novarese Roberto Rimoldi che chiude nono assoluto e altri quattro equipaggi fra i primi venti. “Il nuovo pneumatico R21 si è dimostrato particolarmente performante, affidabile e stabile nelle prestazioni. Un pneumatico che apre nuove prospettive di mercato nelle storiche potendo essere usato anche sulle vetture di Quarto Raggruppamento, ancora per questa stagione escluso dalla Michelin Historic Rally Cup, ma che seguiremo con massimo interesse” commenta soddisfatto Mario Cravero di Area Gomme che segue sui campi di gara i clienti sportivi di Michelin nel mondo delle storiche.

Primo Raggruppamento, lotta di altri tempi. Vedere una Lancia Fulvia HF ed un’Alpine A110 sfidarsi sulle prove speciali ha riportato alla memoria le epiche battaglie di inizio anni Settanta quando la coupé torinese e la berlinetta francese lottavano per il successo nei rally mondiali. Al Vallate Aretine, nel raggruppamento delle vetture più anziane della Michelin Historic Rally Cup, il successo va a Massimo Giuliani e Claudia Sora (Fulvia) che precedono nella classifica finale di appena una posizione Gigi Capsoni e Denis Masin (Alpine).

Secondo Raggruppamento, uno scorpione in cima alla classifica. Successo di Bruno Graglia-Roberto Barbero, 124 Abarth, solidi habitué della Michelin Historic Rally Cup, che prendono il comando della loro classe fin dalla prima prova, avendo trovato il giusto ritmo appena scesi dalla pedana di partenza, chiudendo 25esimi assoluti e primi di classe. Seconda piazza per Ermanno Caporale e Diego Pontarollo, anche loro vincitori della classe di appartenenza, che hanno trascorso l’inverno a rinfrescare la loro Fulvia Coupé, scintillante come e forse più di quando è uscita dal concessionaria, quasi mezzo secolo fa.

Terza piazza per Vittorio Tenivella-Marco Blua, rallentati da problemi al cambio della loro 128 Coupé al punto che percorrono l’ultima prova al rallentatore e senza due marce. I due piemontesi sono anche vittime di un problema matematico costato loro un minuto di penalità (sembra che l’errore dell’anticipo al Controllo Orario sia stato un virus che ha colpito anche un secondo equipaggio protagonista della Michelin Historic Rally Cup). Nonostante ciò i portacolori della Dolly Motorsport riescono a primeggiare nella loro classe e concludere 31esimi assoluti. Trasferta sfortunata per Cesare Bianco e Stefano Casazza, all’esordio con la Lotus Elan fermati da problemi ai freni e di motore fin dalla prima speciale.

Terzo Raggruppamento, il buongiorno si vede dalla prima gara. Nuovo ingresso nella Michelin Historic Rally Cup ed è subito vittoria per Roberto Rimoldi, con Roberto Consiglio sul sedile di destra che compie una gara perfetta con la sua Porsche 911 SC conquistando la vittoria in Terzo Raggruppamento sia nella Coppa Michelin sia in gara, superando indenne lo spavento dell’apertura del cofano in prova speciale (nella ripetizione della Ponte alla Piera mattutina) acquisendo subito confidenza con i pneumatici Michelin. Il pilota novarese ha aumentato il ritmo prova dopo prova riuscendo a inserirsi stabilmente nei dieci piloti più veloci in gara anche nelle fasi finali, benché abbia disputato tutto il rally utilizzando un solo treno di gomme, a dimostrazione della solidità dei pneumatici che non hanno denunciato alcun segno di decadimento nonostante il trascorrere dei chilometri e delle prove speciali.

Alla fine il portacolori della Rally&Co chiude ottavo assoluto, primo di Terzo Raggruppamento e di classe. Seconda piazza per dell’Alfa Romeo GTV6 di Michele Solfa e Nicolò Salgaro che impiegano un paio di prove a trovare il giusto ritmo con la vettura che non usavano dall’autunno scorso (Rally Due Valli) prima di accelerare il passo e siglare tempi molto vicini alla top ten assoluta della gara, chiudendo quindicesimi assoluti e vincitori della loro classe. Immediatamente inseguiti, sia nella classifica della gara, sia nella Michelin Historic Rally Cup da un altro equipaggio nuovo entrato nel Challenge Michelin formato da Luca Vezzu e Michele Orietti, che hanno esordito al Vallate Aretine nel Campionato Italiano Rally Autostoriche con la loro Volkswagen Golf GTI, utilizzando le R21 nelle dimensioni 19/58-15, riuscendo a trovare il passo giusto fin dalle prime battute di gara, quando le basse temperature avrebbero consigliato pneumatici più morbidi. Alla fine sono sedicesimi assoluti e portano a casa anche la coppa di vincitori di classe.

Quarta piazza di Michelin Historic Rally Cup di Terzo Raggruppamento per Giulio Guglielmi e Sara Refondini, autori di una gara molto costante con la loro Porsche 911 SC chiudendo 18esimi, precedendo in classifica altre vecchie conoscenze della Michelin Historic Rally Cup, ovvero Eraldo Righi-Gianleone Signorini, molto regolari nei tempi con la loro Alfa Romeo GTV 6. Grandissima prestazione dell’accoppiata Luciano e Lorena Chivelli, nuovi per la Coppa Michelin, ma profondi conoscitori delle copertura francesi che usano da anni, che portano la loro Fiat 127 in ventiduesima posizione assoluta, staccando tempi di grande rilievo che pongono l’equipaggio del Rally Club Team al comando della classe dal primo all’ultimo metro concludendo davanti a numerose vetture molto più potenti.

Sempre al volante di Fiat 127 si assiste ad un gran duello fra Giovanni Lorenzi e Alessio Pellegrini al rientro nei rally storici dopo quasi due anni e alla prima (positiva) esperienza con l’utilitaria torinese che hanno la meglio su Bruno Perrone e Luca Cerutti, protagonisti di una gara senza sbavature. Esordio nel mondo dei rally per il sessantenne siciliano Nicola Tricomi, con Roberto Genovese a dargli il ritmo, felicissimo per aver realizzato il sogno della vita ovvero affrontare al volante una prova speciale. Con la loro Opel Kadett GT/E i due portacolori del Team Bassano pagano l’inesperienza della gestione in gara cadendo nel tranello di un anticipo al Controllo Orario (anche loro come Tenivella-Blua) e pagano un minuto di penalità, ma sul palco finale di Piazza Grande ad Arezzo sono felici tanto quanto i vincitori. Perché arrivare per Tricomi-Genovese è veramente una grande vittoria.

Non tutte rose e fiori. In Terzo Raggruppamento sono quattro gli equipaggi che concludono la gara prima del tempo. I primi a fermarsi sono Luca Delle Coste-Franca Regis Milano che si ritirano dopo due prove per rottura del motore della loro Ritmo 75. Nella prova successiva si fermano i cuneesi Pierangelo Pellegrino-Davide Peruzzi, bloccati da problemi di trasmissione alla loro Fiat 131 Abarth dopo essere stati al comando della loro classe; ritiro a metà gara per Franco Grassi e Aldo Gentile che prima hanno problemi alla pompa dell’acqua della loro Ritmo 75, poi rompono le colonnette ruote, preferendo rimanere in parco assistenza. Ritiro anche per Fausto Fantei ed Elisa Filippini che dopo aver risolto gli iniziali problemi alla scatola guida, si trovano con i carburatori bloccati aperti che continuano a far affluire benzina nei cilindri, cosa che rende difficoltoso il controllo della Golf GTI in staccata. Prudenzialmente l’equipaggio del Team Bassano preferisce fermarsi al parco assistenza di meta gara.

Prossimo appuntamento della Michelin Historic Rally Cup il 9° Valsugana Historic Rally in programma Borgo Valsugana (TN) il 26-27 aprile. Sarà possibile iscriversi alla Michelin Rally Cup fino alle verifiche della gara. L’iscrizione è gratuita e per i protagonisti del Challenge è previsto uno sconto del 10% da parte degli organizzatori dei rally in programma, all’atto delle iscrizioni alla gara.

Matteo Luise è pronto: ‘Abbiamo rivoltato come un calzino la Fiat Ritmo 130 Gruppo A’

Ormai ci siamo, mancano pochi giorni al via della stagione agonistica di Matteo Luise, il quale sarà impegnato nella nona edizione dell’Historic Rally delle Vallate Aretine. Il primo round del Campionato Italiano Rally Auto Storiche, in programma tra venerdì 8 e sabato 9 marzo, vedrà al via un rivitalizzato adriese, alla guida della Fiat Ritmo 130 Gruppo A, iscritta per i colori del Team Bassano.

Occhi puntati quindi sulla trazione anteriore della casa torinese, la quale è stata oggetto di amorevoli cure da parte di Silvano Amati e Valentino Vettore, nell’intento di riportare il pilota polesano a competere ad alti livelli, dopo alcune stagioni contrassegnate da numerosi ritiri. Ad affiancare il portabandiera di Abarth Club, delegazione Basso Polesine, ritroveremo la moglie Melissa Ferro, per un atteso debutto sulle speciali toscane.

‘Finalmente è giunto il momento di ripartire” – racconta Luise – “e non vedevamo l’ora di tornare ad indossare tuta e casco. Siamo al via di una nuova stagione, un’annata chiave nel nostro percorso sportivo con la Fiat Ritmo 130 gruppo A. Il lavoro che hanno svolto Silvano, rivoltando la Ritmo come un calzino, e Valentino, sull’assetto, ci fanno ben sperare per questa prima uscita stagionale. Le trasferte precedenti ci hanno lasciato tanto amaro in bocca ma siamo altrettanto fiduciosi del lavoro svolto. La nostra Ritmo sembra, finalmente, a posto. Abbiamo sistemato parecchie cose e non vediamo l’ora di scattare dalla prima prova speciale’.

Con una ritrovata fiducia Luise è quindi pronto a rilanciare le proprie ambizioni in un contesto altamente competitivo, quale è il Ciras, e del tutto sconosciuto, essendo all’esordio sugli asfalti aretini. Classico il format di gara offerto dalla Scuderia Etruria, capitanata dal coriaceo Loriano Norcini, con quattro prove speciali, da ripetere per due tornate ciascuna, sapientemente disposte per agevolare tutte le fasi di gara.

Sabato 9 marzo, nella mattinata, si affronteranno i due passaggi sulla “Ponte alla Piera” (9,94 km) e “La Verna” (17,80 km), intervallati da un riordino a Bibbiena, e da una service area, a Rassina. Nel pomeriggio le protagoniste diventeranno le speciali di “Portole” (16,55 km) e “Rassinata” (14,55 km), con la ripetizione che si disputerà al calare del sole.

“Abbiamo sentito parlare molto bene di questo evento – sottolinea Luise – e, sulla base delle informazioni in nostro possesso, direi che il percorso potrebbe essere adatto al nostro stile di guida. A parte la prima, le altre speciali sono abbastanza lunghe, come piacciono a noi. Per non lasciare nulla al caso avremo sia Silvano Amati che Valentino Vettore al seguito, nella nostra assistenza. Ci piacerebbe aprire il nuovo anno con un bel risultato. Noi partiamo per fare bene.”