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Gianesini-Bergonzi chiudono la partita al Pomarance

Sono i valtellinesi Marco Gianesini e Marco Bergonzi, con una datata ma efficace Renault Clio Williams, i vincitori del 7° Rally Day di Pomarance, proposto da Larserprom 015, insieme a Jolly Racing Team e con la collaborazione del Comune di Pomarance, e disputato nella giornata odierna sulla lunghezza di sei prove speciali. Sei impegni cronometrati di un percorso che ha ricalcato il format delle passate edizioni, quindi con scenari competitivi già ampiamente conosciuti.

Dall’avvio delle ostilità, stamane, Gianesini (già protagonista nel recente passato in Toscana con vittorie ed alla sua seconda gara a Pomarance dopo la settima piazza del 2019) ha preso il comando della classifica senza mai più lasciarlo, riuscendo a contenere i sempre più decisi attacchi che arrivavano da una concorrenza agguerrita e ben fornita di mezzi competitivi ed affidabili. Questa di Pomarance, per il driver di Sondrio è la ben 28^ vittoria in carriera. Gianesini si è pure aggiudicato lo speciale challenge riservato alle Clio Gruppo, promosso da Emanuel Forieri al fianco dell’organizzazione, iniziativa avvalorata da un interessante montepremi.

In particolare è stato il bresciano Luca Veronesi, quello che ha insidiato più da vicino Gianesini, con una Renault Clio S1600 condivisa con Berisonzi. Il confronto tra i due è stato quanto mi acceso, ed è stato necessario attendere l’ultima “chrono” per decretare il vincitore ed anche per definire l’intero podio l’incertezza vi è stata sino all’ultimo metro cronometrato. Veronesi dunque medaglia “d’argento” dopo una vera e propria bagarre, movimentata dal sempre veloce locale Nico Signorini, stavolta al via con una Peugeot 106 Kit, con al fianco Marco Piazzini, sempre preciso nell’andare a segno nei quartieri alti della classifica nonostante anche un numero di partenza assai alto.

Il pilota di Saline di Volterra ha finito dunque terzo con grande merito, peraltro attaccando in continuazione la seconda posizione di Veronesi, mentre ai piedi del podio ha terminato l’elbano Andrea Volpi, con Maffoni, tornati ad una vettura a due ruote motrici dopo diverso tempo, nello specifico una Clio S1600. La coppia di Portoferraio ha dunque proseguito il trend positivo di risultati innescato nella gara tricolore casalinga di settembre.

La top five è stata completata dall’emiliano Luciano D’Arcio, un altro abituato a grandi performance in Toscana. Affiancato da Bonaiti su una Renault Clio Williams, purtroppo non ha migliorato il quarto posto dell’anno passato pur fornendo comunque una prestazione di alto profilo.

E di alto profilo sono state le prestazioni fornite dai laziali Di Giovanni-Maini (Renault Clio R3), reduci da due ritiri in successione, quest’anno, che al loro debutto sulle strade della Valdicecina l’hanno fatta da protagonisti. Per loro un sesto assoluto da incorniciare, come tale anche la settima piazza firmata dai pisani Straffi-Nesti con la Peugeot 208 R2, la stessa che li ha elevati da alcune stagioni tra i top giovani del Trofeo Peugeot.

Ricca di interesse anche la gara “in rosa”, con la vittoria andata a Paola Fedi e Jessica “Freddyna” Fredianelli, con una Renault Clio S1600. Le due dame erano alla prima esperienza insieme e Fedi tornava alle competizioni dopo cinque anni, brava a saper arginare le incursioni della pratese Susanna Mazzetti (Renault Clio Williams), finalmente all’arrivo dopo due gare sfortunate, a soli 3”3 dalla vincitrice.

Prestazioni cristalline anche per Rossi-Bernardi e la loro Clio Williams, ottavi nella generale finale, noni sono giunti Fagni Martinelli e Cianfanelli-Mostacchi, entrambi con la Renault Clio S1600, a chiudere una top ten decisamente di alto livello. Una top ten, che per gli amanti delle statistiche parla tutta francese, avendo otto Renault e due Peugeot.

Marco Bergonzi a tutto campo: storia di un navigatore

Ha tempo, Marco Bergonzi. Il navigatore lombardo balzato agli onori delle cronache nazionali per la vittoria del Monza Rally Show insieme ad Andrea Crugnola, abita ad Almenno San Bartolomeo, nel cuore di quella provincia bergamasca martoriata dal Coronavirus; è a casa perché la gioielleria nella quale lavora non ha ancora pianificato la riapertura e così Marco ha tempo per pensare e soprattutto guardare avanti.

Il suo tono è quello deciso di sempre. Dall’auricolare si sente il rumore di pochi passi, la porta che si chiude, e di un accendino che da fuoco alla prima sigaretta. Lo sguardo -quello lo immagino- è rivolto alla serata piovosa di inizio maggio; i pensieri vagano tra auto da corsa e ricordi freschi e le parole escono con un flusso costante e rapido, come fosse la fine di un lockdown verbale.

Come stai, innanzitutto?

“Di salute bene; è un periodo difficile per tutti. Qui la pandemia si è manifestata come un uragano perché quasi tutti hanno perso un amico o un parente ed emotivamente è stata dura. Mi fa specie sentir parlare di ripartenza per i rally; è giusto guardare avanti ma per noi dopo la salute bisogna pensare a come far ripatire le imprese ed il lavoro mentre gli svaghi verranno solo in un secondo momento. Giusto volersi mettere tutto alle spalle ma chi ci riesce non lo fa certo con facilità. Abbiamo vissuto una tempesta violentissima ed ora aspettiamo con ansia che arrivi l’arcobaleno”.

Nato nel 1977, Marco Bergonzi ha fatto la classica gavetta che lo ha portato fino alla vittoria di una delle corse più prestigiose, sebbene anomale, alla quale molti navigatori ambiscono: il Monza Rally Show. Raccontaci…

“È stata un’esperienza fantastica. Nata quasi per caso visto che dovevo gareggiare con Marco Gianesini; quando lui mi ha annunciato la sua indisponibilità ha però rilanciato chiedendomi se mi sarebbe piaciuto affiancare Crugnola. D’impeto ho risposto con un no secco. Non mi sentivo all’altezza di un ruolo così importante e delicato. Per me il Monza ha sempre significato divertimento e clima scanzonato. Andrea è un professionista ed affiancarlo non era così scontato. Ci ho riflettuto e poi ho accettato. Era una sfida troppo allettante”.

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