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Inchiesta Under 25: il nuovo che avanza

Giovani con la calcolatrice. Tutti Under 25. Potrebbe essere il titolo di un film, ambientato in quella che – a detta di molti – sarà una stagione dove si sentirà forte la scossa accusata nell’anno che ha conosciuto il lockdown totale prima e parziale dopo. Pensieri dettati dal pessimismo più radicato o nuda e creda realtà? Lo scopriremo solo vivendo, faceva Battisti nella sua “Con il nastro rosa”.

Così sarà anche per coloro che, nella stagione più incerta, si sono comunque garantiti qualche soddisfazione. Sono i giovani che hanno alzato i toni delle loro performance, quelli rigorosamente sotto i venticinque anni di età che ancora si stanno chiedendo cosa attendersi dal 2021. Allettati dalle proposte messe in atto negli ultimi anni dalla Federazione, incrociano le dita attendendo risposte dai partner per poter ambire ad una tuta azzurra. Alcuni di loro, quella tuta, l’hanno indossata nella stagione appena conclusa raggiungendo gli obiettivi prefissati.

Una giostra che ha accompagnato i mesi più intensi, dove il rallysmo nazionale si è dovuto confrontare con l’esigenza di rendere onore alla stagione sportiva inserendo – in soli sei mesi – gli appuntamenti messi in cantiere dagli organizzatori che hanno saputo tenere botta. Una situazione anomala che, tuttavia, ha garantito la conclusione dei campionati e l’assegnazione dei titoli.

All’orizzonte, tuttavia, rimangono molte incertezze. Su qualcosa di più concreto rispetto ad una pacca sulla spalla, fanno affidamento in molti. Ed oggi, ancora più di prima, sarebbe fondamentale per continuare a cullare le più ambiziose prospettive. Quelle coltivate in un anno difficile ma che qualcosa da non dimenticare l’ha comunque garantito.

“Il corso è cambiato, la federazione sta facendo molto per i giovani” la convinzione di chi quella tuta l’ha vestita e che vorrebbe continuare a portare in giro, magari fuori dalle mura italiche. Musica per le orecchie di chi attende speranzoso una chiamata da Roma, a dar vigore a quel sogno che non accenna a ridimensionarsi. Neanche davanti al momento più duro dell’economia mondiale.

La prima puntata può essere letta qui.

Seguono 7 interviste

Damiano De Tommaso

Mattia Vita

Giorgio Cogni

Marcel Porliod

Giovanni Baruffa

Fabio Farina

Thomas Paperini

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Marcel Porliod a caccia di gloria nel CIR Junior

Ora è ufficiale. Marcel Porliod, giovane portacolori della scuderia torinese Winners Rally Team, disputerà il Campionato Italiano Rally Junior. L’investitura ufficiale è arrivata sabato 8 febbraio in occasione delle presentazioni dei piloti che daranno l’assalto al trofeo riservato alle giovani promesse, nell’ambito delle premiazioni dei Campionati ACI Sport che si sono svolte nelle sale dell’autodromo Monza ENI Circuit.

Un po’ emozionato, il 24enne di Aosta si prepara al grande salto sul palcoscenico nazionale, dopo quattro stagioni in cui ha gareggiato, con vetture diverse, senza seguire un programma specifico. “Partirò preparato e concentrato, cercando di ottenere il miglior risultato possibile, ma consapevole di essere forse il pilota con la minor esperienza, fra i nove contendenti al titolo Junior” afferma Porliod che avrà al suo fianco Andre Perrin, navigatore 25enne di Torgnon (AO), che già gli ha dettato le note nella scorsa stagione.

In effetti Marcel Porliod ha solo otto gare nel suo curriculum agonistico, a cominciare dal casalingo Jolly Rally di Aosta del 2015, sino al Rally ACI Como dell’autunno scorso. “Nel passato non ho mai seguito un programma, un po’ per questioni di budget, un po’ per prendere le occasioni che mi si presentavano. È stato interessante disputare gare lunghe, come il Mille Miglia con la Suzuki Swift nel 2018 o le tre gare di Coppa Italia (Valli Cuneesi, Rubinetto e finale di Como) dello scorso anno. Peccato che in tutte tre queste gare ci siano stati dei problemi, a cominciare dal Valli Cuneesi, dove ho toccato nell’ultima prova piegando il ponte della Peugeot 208 mentre stavo lottando per il podio di Classe R2B; al Rubinetto ho corso con una Peugeot 106 N2 che non avevo mai provato, riuscendo a recuperare in una classe di scatenati. Ma la gara in cui mi sono divertito maggiormente è stato il rally di casa il Rallye des Alpes du Mont Blanc del 2017 a Verres, nel quale ho ottenuto un buon 16° assoluto, quarto di Classe R2B con una Peugeot 208”.

Per l’annata 2020 Marcel Porliod sceglie la continuità e la programmazione. “Innanzi tutto ci sarà la riconferma di Winners Rally Team che mi ha seguito nella scorsa stagione e avrò al mio fianco Andre Perrin, valdostano come me, con cui ho disputato le ultime tre gare. Poi seguirò un programma, impegnativo ma continuo, su percorsi che non ho mai visto, ma che serviranno per accumulare esperienza. Userò la Fiesta R2 curata da Motorsport Italia, e sarà una specie di trofeo monomarca, visto che tutti avremo la stessa vettura. C’è l’incognita delle gare su terra, che non ho mai disputato, ma come ho detto sarà un anno di studio, nell’università dei rally rappresentata dal Campionato Italiano Rally Junior”.

Un’annata importante per il bambino che a dieci anni vedeva sfilare le vetture da rally sulla prova dei Salassi del Rally Valle d’Aosta (allora valido per il Trofeo Rally Asfalto) che passava proprio sotto casa sua sulla strada che da Aosta porta si arrampica verso il colle del Gran San Bernardo. Più grande correva in giro in motorino per vedere i protagonisti della gara, sognando un giorno di emularli in prova speciale, a cominciare dal suo idolo e quasi concittadino Elwis Chentre. Ora ha messo la prima pietra di un sogno che allora sembrava distantissimo, ma che oggi comincia a diventare realtà.