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L’International Rally Cup premia e svela il 2020

Sabato 11 gennaio all’interno della Dallara Academy, location quanto mai affascinante, si è tenuta la premiazione finale della stagione 2019 dell’International Rally Cup, condotta dal come sempre esuberante Fausto Livi. La premiazione è stata preceduta da una visita alla Dallara Academy dove si è potuto anche ammirare l’innovativo simulatore di guida creato dall’accademia che oltre a servire come allenamento per i piloti, serve anche per studiare nuove evoluzioni.

L’ingegner Dallara ha fatto un’apparizione alla premiazione ricordando tra le altre cose i suoi trascorsi di rallista. Tra piloti premiati ed invitati sono state 200 le persone che hanno presenziato alla premiazione. Il montepremi distribuito in questa bella serata è stato di 282.000 Euro.

In questa occasione è stato anche presentato il nuovo calendario che prevede cinque gare distribuite tra marzo e ottobre, le stesse della scorsa edizione, ma con date differenti:

  • 28-29 marzo, Rally Appennino Reggiano
  • 23-24 maggio, Rally del Taro
  • 3-4 luglio, Rally del Casentino
  • 25-26 settembre, Rally Città di Bassano
  • 24-25 ottobre, Rally Piancavallo

Loriano Norcini promotore della serie si è detto molto soddisfatto di come è andata la premiazione e la stagione: “Devo ringraziare gli sponsor, tutti i piloti che hanno creduto in noi e non ultimi gli organizzatori delle varie gare che affrontano una bella sfida. A breve uscirà la bozza del regolamento che dovrà poi essere approvata dalla Federazione e il nuovo montepremi per questa stagione”. Ora si continua a lavorare per preparare la nuova stagione che come sempre offrirà interessanti gare e tanto agonismo.

Elenco dei principali premi distribuiti

Classifica Assoluta:

  1. Damiano De Tommaso e Giorgia Ascalone: 40.000 €
  2. Alessandro Re e Mauro Turati: 25.000 €
  3. Valter Gentilini e Giulia Zanchetta: 20.000 €

R4-N4-R3D-ProdS4

  1. Marco Belli e Andrea Albertini: 4.000 €

Forze di Polizia

  1. Pier Domenico Fiorese e Francesco Zannoni, Carlo Guadagnin: 1.500 €

R3C-R3T

  1. Andrea Galeazzi e Daniele Pellegrini: 5.000 €

R2B (Solo Peugeot)

  1. Mirco Straffi e Marco Nesti: 20.000 €

R2B (Escluso Peugeot)

  1. Mariano Mariani che ha corso con diversi navigatori: 5.000 €

N2-N1-N0-R1A-R1C

  1. Davide Trinca Colonel e Fabio Treccani: 8.000 €

Damiano De Tommaso sbanca l’IRCUP: riflessioni sulla stagione

Tutto è bene quel che finisce bene. Damiano De Tommaso approva senza riserve l’assunto del vecchio detto popolare: “In effetti, quando ci capita di ripensare alla nostra stagione ci accorgiamo che anche gli episodi meno belli, anche quelli decisamente brutti come il principio di incendio che ci stoppò al Rally del Taro, ormai ci fanno sorridere…”.

Il talentino varesotto non usa quel pluralis majestatis che, non più prerogativa di papi e re, è diventato un vezzo per molti: quando parla al plurale è perché lo fa anche a nome di Giorgia Ascalone, la copilota salentina che lo ha accompagnato nella corsa verso il successo nell’edizione 2019 dell’International Rally Cup.

Ereditata nel finale, la vittoria al Città di Bassano è stata la cilegina su una torta bella e gustosa che i due ragazzi – quarantacinque anni in due – hanno confezionato gara dopo gara. A cominciare dall’Appennino Reggiano di aprile: “A prescindere da cosa ci riserverà il futuro, quel primo posto conquistato nell’ultima prova speciale è destinato a restare fra i nostri ricordi più belli”, racconta.

Poi spiega: “Al via di quell’ultimo tratto cronometrato, credevo veramente di potercela ancora fare, ma al tempo stesso non speravo di farcela. Capisco che possa sembrare contraddittorio e forse lo è, ma è proprio quello che provavo mentre eravamo in attesa del via”.

Cinque gare, tre primi posti. E tredici prove speciali vinte: quattro più di Manuel Sossella, cinque più di Paolo Porro e Alessandro Re che, fra tutti, sono stati quelli che gli hanno reso la vita più difficile. I numeri dicono molto e, soprattutto, legittimano più di milioni di chiacchiere da bar la sua vittoria nella serie che anche quest’anno ha proposto un mix di gare bene allestite, con “piesse” bene assortite e, soprattutto con un chilometraggio adeguato.

De Tommaso ne è conscio, anche se sta bene attento a non fare la ruota. La strada, la sua strada, è ancora in salita e lo sa. Ma intanto è salito di un altro gradino. “E – ricorda – non era neppure scontato che riuscissi ad avere la possibilità di provarci. Nato, una decina di giorni prima della chiusura delle iscrizioni dell’Appennino Reggiano, il progetto a un certo punto pareva essere andato in fumo e solo in extremis riuscimmo a far partire in tempo l’iscrizione”.

Il resto è venuto quasi da sé. Con il suo impegno, con la collaborazione di Giorgia, con il supporto di Munaretto. E l’affetto di molti appassionati capaci di vedere oltre le belle livree, i bei caschi. A domanda risponde, ma non sempre. Non quando si sente chiedere quale delle cinque gare dell’IRCup gli è piaciuta di più…

“E come si fa a dirlo? Ciascuna ha qualche caratteristica molto positiva, ciascuna mi ha lasciato dentro qualcosa di bello. Anche il Taro, malgrado il ritiro, alnche il Casentino, malgrado la foratura iniziale e i problemi che abbiamo risolto solo all’ultimo parco assistenza, cambiando i quattro ammortizzatori. Pare impossibile, ma appena fuori dal ‘service’ sentii di avere fra le mani un’auto diversa e difatti lo dissi subito a Munaretto, annunciandogli che se non avessi fatto il miglior tempo sulla magica Talla sarebbe stata solo colpa mia”.

“Piuttosto, quello che trovo manchi nel rallismo italiano – e non mi riferisco a un campionato o a una serie in particolare, ma lo dico in generale – è un maggior cameratismo fra noi che corriamo. Non capisco perché in Italia sia difficile, molto difficile, instaurare rapporti corretti, basati sulla stima reciproca: le gelosie, le ripicche, i sospetti servono solo a rovinare l’ambiente”.