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Austin Healey 100-6 & 3000 nella collana Rally Giants

Graham Robson racconta i segreti delle Austin Healey 100-6 & 3000 in un bel libro solo in inglese. Un volume che va ad arricchire la collana editoriale Rally Giants, della Veloce Pubblishing. Nove anni di gare, dal 1957 al 1965, davvero movimentati e in cui la Austin Healey a sei cilindri si è evoluta rapidamente in un’auto da rally formidabile e sempre più competitiva.

Il lavoro necessario per trasformare queste auto in “proiettili” da oltre 200 cavalli fu completato quasi interamente dal famoso BMC Competitions Department di Abingdon. Fu grazie alla loro grande esperienza che le “Big Healey”, come erano sempre affettuosamente chiamate, diventarono veloci, agili, durevoli, in modo da essere in grado di vincere grandi eventi ovunque, soprattutto grazie ad una trazione affidabile.

Di seguito i dettagli tecnici del libro di Robson: storia dettagliata della carriera rallystica delle vetture, Storia dettagliata del concept, del design e dello sviluppo, persone e progetti per le auto, graduale evoluzione tecnica, descrizione temporale delle evoluzioni delle auto, descrizione dei principali protagonisti che hanno contribuito alla vita delle varie vetture (dirigenti, piloti, ingegneri), immagini, non solo di macchine in azione, ma anche di particolari e persone, confronto con le rivali ed elenco dei successi.

la scheda

AUSTIN HEALEY 100-6 & 3000

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 18 a colori e 114 in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 19 euro (libro), 9,99 euro (ebook)

Peso: 65 grammi

ISBN: 978-1-7871132-4-4

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Focus in inglese sulla Fiat 131 Abarth by Rally Giants

Da quando la Fiat entrò in gara nel 1970, il suo obiettivo finale era quello di diventare campionessa del mondo rally e la 131 Abarth del 1976-1980 era la macchina che poteva rendere possibile questo desiderio. Nell’ambito dell’impero Fiat-Lancia, la 131 Abarth non solo sostituì la 124 Abarth Spider, ma fu anche favorita davanti alla carismatica Lancia Stratos.

Lo spiega in inglese, ma ribadisce come per gli standard degli anni Settanta, la 131 Abarth era la più estrema ed efficace di tutte le auto omologate. Rispetto alla 131 auto di famiglia su cui era originariamente basata, aveva diversi layout di motore, trasmissione e sospensioni, era sostenuta da grandi budget e da un team di piloti superstar, ed era destinata a vincere in tutto il mondo.

Non solo ha iniziato a vincere le gare del Mondiale Rally a pochi mesi dal lancio, ma nel 1977, 1978 e 1980 il team ha vinto anche il Mondiale Marche. La 131 Abarth era supportata da un ineguagliabile team di ingegneri, che si sarebbero poi dedicati allo sviluppo della Lancia Rally 037 prima e della Delta Integrale poi. La storia è nota. La 131 Abarth Rally nacque dall’esigenza di sostituire l’ormai obsoleta 124 Abarth Rally.

In un primo tempo, per la nuova vettura da rally, l’Abarth aveva approntato un prototipo su base Fiat X1/9. Quando arrivò l’ordine di interrompere il progetto, Bertone era già pronto alla produzione dei cinquecento esemplari necessari all’omologazione nel Gruppo 4, ma la dirigenza Fiat decise di puntare sull’evoluzione della 131 Abarth, allo scopo di promuovere l’immagine della sua nuova berlina media sul mercato internazionale.

Caratterizzata da un vistoso snorkel sul cofano motore, la X1/9 Prototipo partecipò al Giro automobilistico d’Italia del 1974 con alla guida Clay Regazzoni. Abbandonata l’idea di una vettura su base X1/9, e con la necessità di trovare un erede alla 124 Abarth Rally, la Fiat assegnò il compito di sviluppare la sua nuova arma per le competizioni su strada agli ingegneri dell’Abarth, ed è nel 1975 che apparve la prima elaborazione sulla base della Fiat 131 a due porte.

Si tratta del prototipo Fiat Abarth 031 che, a parte le linee della carrozzeria, ha poco a che vedere con la 131 di serie: il motore è il 3,2 litri V6 della 130 con cubatura aumentata a 3.481 centimetri cubi e alimentato da tre carburatori Weber. La potenza arriva a 270 cavalli a 6.800 giri/minuto, che consente alla 031 di sfiorare i 260 chilometri orari, e il cambio è uno ZF cinque marce transaxle. Il design venne curato dal Centro Stile Bertone di Caprie.

Nelle mani di Giorgio Pianta, questo prototipo vince il Giro d’Italia del 1975, e l’esperienza maturata con esso sarà fondamentale per lo sviluppo della futura 131 Abarth Rally. Ma questa, cioè quella della versione Abarth Rally della Fiat 131, è un’altra storia. Una storia di titoli iridati vinti e di un dominio strepitoso che racconto a parte.

la scheda

FIAT 131 ABARTH

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 100 a colori e in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21,1 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 27 euro

ISBN: 978-1-7871110-7-3

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Tutte le evoluzioni della Lancia Stratos su carta

Lancia Stratos, questo il nome del volume, fornisce una storia completa e autorevole di dove, quando e come la vettura sia diventata così importante per lo sport dei rally, oltre a raccontare la storia della squadra. Il libro fa parte della serie definitiva di Rally Giants di Graham Robson.

L’esordio in gara avvenne nel 1972 al Tour de Corse, dove fu affidata al pilota Sandro Munari, il quale dovette ritirarsi per la rottura delle sospensioni posteriori. Ottenne il suo primo successo l’8 settembre del 1973 al Rally Firestone di Spagna con Munari e Mario Mannucci. Ad oggi gli unici rally mondiali che mancano nel palmarès della Stratos sono il Rally Rac e il Safari Rally. Sempre nel 1973 la Stratos venne impiegata nella 57ª Targa Florio, dove giunse seconda pilotata da Munari e Andruet.

Nonostante la Stratos continuasse a essere un’automobile vincente, senza rivali di rilievo, il gruppo Fiat smise di utilizzarla come vettura ufficiale nel Mondiale Rally nel 1977 per rimpiazzarla con la Fiat 131 Abarth Rally: una scelta evidentemente commerciale per promuovere l’immagine del nuovo modello di Mirafiori per le famiglie. La Stratos comunque continuò a gareggiare e a vincere fino al 1982, anno di scadenza dell’omologazione.

Dopo l’adozione della Fiat 131 da parte della squadra corse del gruppo Fiat, furono prodotti ancora altri due esemplari, con propulsore sovralimentato, conosciuti come “Stratos Silhouette”, appositamente allestiti per gareggiare come Gruppo 5 Turbo. Uno dei due fu completamente distrutto in un incendio in pista a Zeltweg, l’altro vinse il Giro Automobilistico d’Italia nel 1976, prima di essere spedito in Giappone per partecipare ad un campionato per vetture Silhouette al quale non prese mai parte.

Di qui entrò a far parte della collezione Matsuda. Attualmente fa parte della collezione di Chris Hrabalek, il più grande collezionista di Stratos nel mondo, insieme ad altri dieci pezzi unici, inclusa quella del 1977 per il Safari Rally. L’esiguo numero di esemplari costruiti ed il fatto che l’auto fu utilizzata in ogni tipo di gara (persino nei rallycross certamente inadatti a un’automobile da collezione), la rendono infatti uno dei modelli più ricercati dai collezionisti di tutto il mondo.

la scheda

LANCIA STRATOS

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 24 a colori e 40 in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21,1 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 25 euro

ISBN: 978-1-7871110-8-0

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Storia in inglese delle Audi Quattro Gruppo B, Sport e S1

Uscito nel 2008 e subito in cima alla lista dei volumi più ricercati, nonostante il testo soltanto in inglese, Audi Quattro Gruppo B, Sport e S1 della serie Rally Giants riassume in poco meno di centotrenta pagine, ricche di immagini e testimonianze, la storia del modello che ha cambiato “integralmente” il mondo dei rally.

L’Audi Quattro è stata la prima a unire quattro ruote motrici e un motore turbo. La Quattro fu anche la prima auto a correre con oltre 300 cavalli e fu trasformata da vettura del Gruppo 4 a mostro del Gruppo B nel 1983, dove riscosse un grande successo.

Le varie Audi Quattro Gruppo B dominarono i rally dall’inizio del 1981 fino alla fine del 1984, quando arrivò la Peugeot 205 T16. Vinsero non meno di ventitré rally mondiali nei primi anni Ottanta, vinsero il campionato Makes nel 1982 e 1984, e i piloti Hannu Mikkola (1983) e Stig Blomqvist (1984) presero parte alla World Drivers Series.

la scheda

AUDI QUATTRO GRUPPO B, SPORT, SPORT S1

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 34 a colori e 96 in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21,1 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 27 euro

ISBN: 978-17871111-0-3

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La collana Rally Giants si dedica alla Ford Escort Mk1

La carriera rallystica della Ford Escort originale, una delle Landmark Rally Cars in Europa nei primi anni Settanta, fornendo una storia completa e autorevole di dove, come e perché questa “signora dei rally” sia diventata tanto amata. Anche in questo caso, vale il discorso fatto per il libro Lancia Delta 4WD e Integrale: ci sono tanti dettagli tecnici e curiosità.

La Escort Mk1 ha migliorato tutto ciò che la vettura che la precedeva, la Lotus-Cortina, aveva promesso. L’unica Lotus berlina mai esistita derivava dalla Ford Consul Cortina del 1963 ed era la vettura preferita di Colin Chapman. Era una vettura che poteva permettersi il dubbio di fare la voce grossa anche nelle corse, anche nel mondiale rally. Ma, appunto, la Escort Mk1 la superò.

Versatile, accessibile e competitiva a tutti i livelli, ha dominato i rally internazionali per tutti gli anni Settanta ed è diventata molto popolare tra squadre e spettatori. La prima serie della Ford Escort, nota anche come Escort MK1, fu presentata nel gennaio 1968 al Salone dell’automobile di Bruxelles.

Viene prodotta negli stabilimenti britannici del gruppo Ford e, successivamente, dapprima in quelli belgi poi in quelli tedeschi per i mercati con guida a sinistra, e si caratterizzava per una linea abbastanza morbida, di vaga ispirazione americana.

Disponibile inizialmente nelle versioni berlina due porte e berlina quattro porte, la nuova Escort puntava sull’affidabilità della semplice ma robusta meccanica: un solido motore a quattro cilindri con albero a camme laterale e distribuzione ad aste e bilancieri con trazione posteriore, una solida sospensione posteriore ad assale rigido con balestre a foglia (davanti c’erano le ruote indipendenti MacPherson) ed un classico cambio manuale a 4 marce.

Completava il quadro un impianto frenante a tamburi sulle quattro ruote. Sul mercato e nei rally raccolse l’eredità della storica Ford Anglia. All’esordio, la Escort di serie era disponibile con due motori, da 940 cc (44 cavalli) e da 1098 centimetri cubi (53 cavalli), due carrozzerie e due allestimenti. 

All’inizio del 1969 furono introdotte la Escort GT (berlina a due e a quattro porte), mossa da un 4 cilindri di 1298 cc da 76 cavalli, e la Escort 1.3 De Luxe, con motore 1298 cc da 59 cavalli. A parte un paio di versioni, queste vetturette erano praticamente tutte adatte a correre nei rally. Leggere, solide e veloci.

Nel 1970 esce la RS 1600, una bella berlina con sole due porte, motore bialbero di 1601 cc da 110 cavalli, destinata ad una clientela sportiva. Fu il primo modello Ford caratterizzato dalla sigla RS (Rallye Sport), che in seguito caratterizzò vari altri modelli. Per soddisfare anche un’utenza meno esigente, l’anno dopo fu introdotta la più tranquilla ed economica Mexico, con un motore monoalbero da 86 cavalli, 4 cilindri di 1601 cc.

Le 1300 GT prima e le RS 1600 poi fecero da base alle versioni impiegate con successo (due titoli mondiali vinti) nel World Rally Championship. La produzione della “Escort Mk1” cessa nel 1975 con la nuova Ford Escort RS1800. Lo stesso anno debutta la “Mk2”, ovvero la seconda serie. Ma questa è un’altra storia. Il testo di “Rally Giants: Ford Escort Mk1″ è in inglese.

la scheda

FORD ESCORT MK1

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 100 a colori e in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21,1 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 27 euro

ISBN: 978-1-7871110-7-3

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Storia della Lancia Delta HF 4WD e Integrale in inglese

Infatti, la storia della Lancia Delta HF 4WD e Integrale inizia nel maggio 1986, i team di rally hanno bisogno di sviluppare nuove auto del Gruppo A. Per essere competitivi, le macchine hanno bisogno di quattro ruote motrici e motori che producano almeno trecento cavalli per portarli ai limiti teorici imposti dalla Fia.

Il libro di Graham Robson ci racconta come fortunatamente per Lancia, la nuova Delta HF 4WD da 2 litri appena lanciata costituisca una base ideale per lo sviluppo. Questo libro racconta come la HF 4WD si sia evoluta nel corso degli anni: prima in Integrale con il suo motore originale a 8 valvole, poi con Integrale 16V e, infine, con Integrale 16V Evo 1 (o “Deltona”, come era affettuosamente conosciuta). Questa Lancia compatta a cinque porte ha dominato i rally iridati per sei anni, vincendo innumerevoli eventi, Campionati del Mondo Piloti e Campionati del Mondo Marche.

Accanto alle macchine, anche eroi della guida come Markku Alen, Didier Auriol, Miki Biasion, Juha Kankkunen e Carlos Sainz sono diventati leggendari in questo periodo. L’Integrale è stata la vettura di maggior successo mai prodotta dalla Lancia, fino alla fine della sua carriera, nel 1993, momento in cui l’azienda si ritira dallo sport. Il libro è in inglese e rappresenta una rarità, a volte venduto a prezzi un po’ eccessivi. In questo libro non è contenuta la “solita” storia, che va dal 1985 al 1992, raccontata in ordine cronologico sui sette anni, sei titoli iridati consecutivi nel Campionato del Mondo Rally.

Qui viene ricostruita la storia della “Lancia Delta 4WD e Integrale” e vengono svelati tutti retroscena che portarono al concepimento di una delle vetture più apprezzate sia in Italia sia nel mondo. Lancia Delta 4WD e Integrale è in lingua inglese ed è disponibile anche in formato ebook.

la scheda

LANCIA DELTA 4WD – INTEGRALE

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 34 a colori e 96 in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21,1 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 27 euro

ISBN: 978-1-8458425-8-1

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