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Peterhansel mette a segno una vittoria pesante

Il francese Stephane Peterhansel ha vinto la nona tappa della Dakar 2021 al volante della Mini e messo una seria ipoteca sulla vittoria finale tra le auto. Nella frazione con partenza e arrivo a Neom (con 465 km di speciale), Peterhansel ha conquistato il suo primo successo nella quarantatreesima edizione del rally precedendo di ben 12 minuti le Toyota del qatariota Nasser Al-Attiyah e del sudafricano Giniel de Villiers.

Il qatariota, in particolare, è uscito fuori dal sentiero battuto procurandosi una doppia foratura che lo ha costretto a perdere tempo prezioso. Un destino avverso che ha colpito anche lo spagnolo Carlos Sainz, vittima di una foratura e di un problema ai freni della sua Mini: per lui le speranze di bissare il trionfo del 2020 si sono azzerate, avendo un ritardo di oltre un’ora nella classifica generale.

Un doppio colpo per Peterhansel, che consente a “Monsieur Dakar” di allungare il proprio vantaggio su Al-Attiyah – primo degli inseguitori – fino a 17 minuti e 50 secondi prenotando così il 14esimo trionfo nel rally raid più famoso del mondo.

Molto attardato lo spagnolo Carlos Sainz a causa di un doppio stop tecnico e per lui le speranze di bissare il trionfo del 2020 si sono azzerate, avendo un ritardo di oltre un’ora nella classifica generale.

Nelle moto c’è da registrare un nuovo grave incidente dopo quello accaduto ieri al francese Xavier de Soultrait. A finire in ospedale è stato l’australiano Toby Price, che ha subito un forte trauma cranico a causa di una caduta, proprio nell’anniversario della morte del motociclista portoghese Paulo Goncalves.

Price stava recuperando secondi preziosi sul leader della classifica, il cileno Jose Ignacio Cornejo Florimo, e puntava comunque alla vittoria di tappa. Questa è andata all’argentino Kevin Benavides su Honda, che in classifica generale è ora secondo ma con un distacco di 11 minuti su Florimo. La Dakar, che si concluderà venerdì prossimo a Jeddah, prevede domani la decima tappa, da Neom a Al Ula, con 342 km di speciale.

Dakar: dalla Riyadh-Al Qaisuma esce vittorioso De Villiers

La quinta giornata ha visto in scena nella tappa di Riyadh-Al Qaisumah una delle prove più dure della Dakar 2021 con tante dune e ostacoli. Chi è riuscito a domare questo scenario è Giniel De Villiers, che vince la sua prima tappa in questa Dakar dopo una partenza funestata da problemi di vario tipo.

Il sudafricano della Toyota è ancora lontanissimo dalle posizioni di testa, ma questa vittoria gli darà certamente morale per continuare la risalita in classifica. Dietro si completa un 1-2 per la Sudafrica oggi con Brian Baragwanath (Century) in una sorprendente seconda posizione.

A parte i primi due in classifica generale, quasi tutti hanno avuto grandi difficoltà in questa tappa, a partire dal connazionale Hank Lategan. Il rookie, anche lui della Toyota, deve alzare bandiera bianca dopo un incidente poco dopo la partenza che gli ha procurato la rottura della clavicola.

Un vero peccato per il giovane sudafricano che fino a ieri era in un’ottima terza posizione, mentre ora è diretto all’ospedale di Riyadh. Nessun incidente invece per Carlos Sainz e Sébastien Loeb ma perdono ancora tempo per problemi di navigazione, allontanandosi sempre di più dalle posizioni di testa.

Proprio lassuù c’è un piccolo allungo di Stéphane Peterhansel: il francese della Mini chiude terzo nella tappa di oggi a 2′ 25” da De Villiers ma precede la Toyota di Nasser Al-Attiyah. Il qatariota chiude quarto e perde 2′ 13” dal suo rivale, con il distacco che ora si alza a 6′ 11” (Peterhansel ha un minuto di penalità).

A seguire c’è un buon Martin Prokop che chiude quinto oggi e risale in top 5 della generale. Ottima prova anche per Nani Roma che con l’ottavo posto odierno sale in settima posizione nella classifica generale.

Giniel De Villiers suona la carica alla vetta della Dakar

Nessuna Dakar può essere facile, neppure per veterani come Giniel De Villiers, Stephane Petheransel, Carlos Sainz… Ne va del buon nome della gara. Ed ecco che a partire già dal secondo giorno di gara, la creatura di Thierry Sabine mostra tutta la sua difficoltà. A farne le spese per primo è soprattutto il debuttante Fernando Alonso, che dopo l’undicesimo posto del primo giorno, nella seconda tappa di 367 chilometri da Al Wajh a Neom, accumula oltre due ore di ritardo.

Dopo 150 chilometri ad andatura ottima, il due volte campione del mondo di F1, nell’impatto contro una roccia, rimedia un danno alla sospensione anteriore destra. Con Marc Coma tenta di riparare la Toyota Hilux, ma alla fine ha dovuto attendere l’arrivo dell’assistenza. Dopo due giorni, per Alonso diventa ormai impossibile sperare in un piazzamento finale importante. La speranza, ora, è completare la sua prima Dakar.

La seconda giornata è stata vinta da un altro pilota ufficiale Toyota, il veterano Giniel De Villiers, che in classifica generale si trova sesto, visto il tempo perso nella prima giornata della Dakar 2020. Il sudafricano ha superato proprio durante le fasi conclusive il “padrone di casa”, Yazeed Al Rajhi, che si era trovato a lungo al comando con la Hilux del team Overdrive. peccato che alla fine sia arrivato solo settimo al traguardo.

Chiude secondo posto, a meno di 4′ da De Villiers, il driver argentino Orlando Terranova, che diventa leader assoluto con la Mini X-Raid. Sarà felice l’ingegnere Marco Pastorino. Seguono Khalid Al-Qassimi con la Peugeot 3008 DKR, Mathieu Serradori con il buggy Century, Nasser Al-Attiyah (Toyota) e Carlos Sainz (Mini), rispettivamente terzo e secondo nella generale.

Scivola in quinta posizione il lituano Vaidotas Zala, che era stato il trionfatore a sorpresa del Day 1 della competizione più massacrante del mondo. Per lui 19′ di distacco. Problemi allo sterzo per Stephane Peterhansel, solo ottavo assoluto: sarà in grado di recuperare per rientrare nella lotta al vertice? Fra svetta il bielorusso Siarhei Viazovich su Maz, davanti ai Kamaz di Dmitry Sotnikov e Andrey Karginov. Nelle moto esulta Ross Branch e fra i quad Ignacio Casale.

Dakar 2020, Al-Attiyah, Peterhansel, Sainz o De Villiers?

La Toyota è la favorita per la vittoria di questa Dakar 2020, ma resta da vedere come Nasser Al-Attiyah si comporterà in un Paese in cui non si sentirà a suo agio al 100% a causa delle sue scarse relazioni con i sauditi. Naturalmente, la sua professionalità supererà ogni problema, ma sicuramente questa non è la Dakar preferita da Al-Attiyah.

Sempre con Matthieu Baumel al suo fianco e con una Toyota Hilux ancora migliore – evoluta essenzialmente in termini di raffinatezza e affidabilità dei componenti chiave – Al-Attiyah ha dimostrato di essere uno dei piloti più preparati ad ogni evenienza in gara negli ultimi anni.

Data la quantità inimmaginabile di sabbia prevista in questa Dakar 2020, Al-Attiyah è il favorito: “Ci sono così tanti buoni piloti in questa gara che l’unico modo per rimanere in vantaggio è essere il migliore ogni giorno”, ha detto il pilota. 

Nelle Mini John Cooper Works, ci saranno due nuovi posti con Stéphane Peterhansel e Carlos Sainz. Peterhansel raggiu. Paulo Fiúza sostituisce Andrea Peterhansel, che, per motivi medici, non partecipa alla gara: “Conosco solo una città per via di una gara motociclistica che ho fatto molto tempo fa e per una corsa a cui abbiamo partecipato di recente”.

Ad ogni modo, la sua esperienza è enorme e il francese sa come vincere una Dakar con una vettura competitiva, dato che ha trionfato due volte con Peugeot nel 2016 e nel 2017. Se sabbia e dune sono prevalenti in questa Dakar 2020, e il Mini è all’altezza, Peterhansel sarà l’altro favorito. Lo sfidante di Al-Attiyah.

Al suo fianco, però, nella X-Raid, c’è un altro favorito, Carlos Sainz, per due anni vincitore con Peugeot. Come Peterhansel, anche lo spagnolo sa cosa significa vincere con una vettura competitiva e ad armi pari, ma se il trionfo di Sainz due anni fa è stato un po’ “sofferto”, diciamo che a 57 anni la Dakar 2020 non sarà facilissima. La classe non gli manca, ma la Dakar è molto dura.

Giniel de Villiers è, secondo noi, il quarto pretendente al trono della Dakar 2020. Su un’altra Toyota Hilux, è un pilota da tenere d’occhio in quanto ad approccio abituale. Sta sempre a ridosso dei primi e poi approfitta delle pause altrui e degli errori. Un vero stratega. 

Dopo la sua vittoria nel 2009, la prima edizione in Sud America, in 10 edizioni è salito sei volte sul podio, fattore che conferma la sua grande competitività. Se vincesse, nessuno sarebbe sorpreso, perché guida una Toyota di alto livello. L’ultima volta che la Dakar ha cambiato il suo continente è stato de Villiers a vincere.