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Fabrizio Cravero e la Michelin Rally Cup: storie di successi

Fabrizio Cravero, responsabile competizioni per Italia Turchia e Grecia, ha nel suo DNA la passione per le corse siano esse del WRC o della Coppa Italia di Zona. Il manager cuneese, cresciuto tra odori di benzina e di gomma, è riuscito a farne una professione, sicuramente molto impegnativa, ma di grande soddisfazione. È stata sua l’idea di organizzare il Michelin Rally Cup che si appresta a tagliare il traguardo del settimo anno: sarà di crisi o sarà l’ennesimo successo? I presupposti per fare bene ci sono ma ripercorriamo la storia del Michelin Rally Cup con il suo creatore.

Come è nata l’idea di dare vita a questo trofeo?

“Fino al 2014 il nostro investimento commerciale si focalizzava su piloti e team di prestigio, la valutazione dell’investimento era ponderata ma non meritocratica e allora abbiamo deciso di spostare la quota dell’investimento verso una valutazione che poteva essere di tipo meritocratico. Quale miglior modo se non partendo da una classifica. A quel punto abbiamo cominciato a valutare in che modo avremmo potuto seguire questa idea ed è nata la prima edizione del Michelin Rally Cup. Come ogni nuova iniziativa il primo anno è stato di rodaggio ed i numeri non erano all’altezza delle aspettative anche perché, come al solito in Italia, le novità in partenza vengono guardate con scetticismo. Avevamo però notato che gara dopo gara l’interesse cresceva e che la strada intrapresa poteva essere quella giusta”.

Cioè, spiegaci meglio? Facci capire bene…

“Il montepremi era importante, non c’erano costi di iscrizione alla Coppa, gli organizzatori riconoscevano uno sconto sulle iscrizioni e via via si aggiungevano partner tecnici che aumentavano la disponibilità del montepremi. Tutto questo era focalizzato verso l’aiuto al pilota che si impegnava in un campionato importante come il CIWRC e, dal secondo al quinto anno, i numeri degli iscritti sono sempre cresciuti regalandoci anche la soddisfazione di vincere il titolo assoluto con equipaggi gommati Michelin. Vincere è sempre importante ma aiutare più piloti possibile è altrettanto valido sia a livello di immagine che commerciale. Con questa filosofia siamo riusciti ad “aiutare” molti più equipaggi. Riteniamo che la base sia linfa vitale del Motorsport e qualsiasi iniziativa rivolta ad essa sia di assoluto interesse”.

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