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ERC: Rally delle Azzorre sarà con il pubblico

L’edizione numero 55 del Rally delle Azzorre, evento che inaugurerà la stagione 2021 del FIA European Rally Championship, potrà svolgersi a porte aperte. Ad annunciarlo è stato Rui Moniz, Presidente della GDC, che ha detto: “Ringrazio e sottolineo la disponibilità e l’interesse della commissione nel creare le condizioni che consentano lo svolgimento del Rally delle Azzorre. L’evento non sarà lo stesso delle precedenti edizioni”.

La decisione è stata presa dalla Grupo Desportivo Comercial (GDC) e dalla Commissione speciale per il monitoraggio della lotta contro la pandemia di Covid-19 (CEALCPC). Le due organizzazioni hanno svolto ieri una conferenza stampa presso la sede del club.

Anche nelle parole di Gustavo Tato Borges, Presidente della CEALCPC, traspare serenità e orgoglio: “Questo è frutto dell’impegno di tutta la sua squadra, in un lavoro che dura da tempo con il Grupo Desportivo Comercial per portare avanti l’evento con la presenza degli spettatori. Non volevamo assolutamente annunciare un evento di tale calibro senza la presenza del pubblico”.

In conclusione, l’evento portoghese si svolgerà dal 6 all’8 maggio. Nonostante tutto, l’organizzatore assicurerà una diretta streaming TV, radio e internet, per permettere a tutti di seguire passo dopo passo l’evento anche da casa.

Norbert Herczig al via dell’ERC 2021

Norbert Herczig prenderà il via della stagione 2021 dell’ERC con una Skoda Fabia Rally2 Evo. “Pare proprio che non riesca a staccarmi da questo marchio. Ho iniziato a correre con la Škoda dal 1997 e ho vinto 3 titoli nazionali con una Fabia, centrando poi due podi europei con una Fabia R5”, ha affermato Herczig.

La vettura dell’equipaggio mangiaro sarà gestita dalla Skoda Rally Team Hungary e dalla Topp-Cars Rally Team. Il team ungherese fornì nella scorsa stagione europea la vettura ceca ad Andreas Mikkelsen ed Ola Fløene. “Il grande cambiamento sarà il team perché dopo 9 anni in BRR, passiamo ora al Topp-Cars. Abbiamo imparato moltissimo in questi anni con loro, ma avevamo deciso di avere una macchina preparata in Ungheria per l’ERC e sappiamo che qui non manca l’esperienza”, conclude Herczig.

Il tetra-campione ungherese di rally (2009, 2015, 2016 e 2017) sarà coadiuvato alle note ancora una volta da Ramón Ferencz, esperto navigatore ungherese. Attualmente Herczig e Ferencz, con la Baumschlager Rallye & Racing, hanno conquistato due podi nell’ERC: un secondo posto all’Acropolis Rally e un terzo posto al Cyprus Rally.

Undici i piloti che Aci Sport aiuterà tra CIR, CIRT ed ERC

Alla fine, come previsto dalla questione scaramantica, la comunicazione dei piloti che saranno supportati da Aci Sport è arrivata il 18 febbraio. Dovevano essere sei, un tentennamento li aveva ridotti a quattro, poi elevati a sette, ma alla fine diventati undici. Una squadra di calcio senza riserve. Positivo il fatto che la federazione abbia trovato risorse per tutti.

Undici piloti avranno un aiuto in più, comunque importante, per organizzare al meglio i loro programmi sportivi. Rappresenteranno tutti Aci Team Italia e dovranno giocarsi al meglio questa chances in ottica 2022, quando si auspica che il team federale possa concentrarsi davvero sulla crescita di soli due giovani da portare nel Mondiale Rally, ovviamente a prescindere dagli aiuti che vorrà comunque coriandolizzare a chi vuol correre in Italia…

Nove piloti nel Campionato Italiano Rally, una pilota nel Campionato Italiano Rally Terra e uno nel Campionato Europeo. Come avevamo annunciato nei giorni scorsi, i nomi sono quelli di Fabio Andolfi, Luca Bottarelli, Tommaso Ciuffi, Damiano De Tommaso, Andrea Mazzocchi e Marco Pollara. Non c’è Andrea Nucita, che ci sarà ma non come Aci Team Italia. A loro si aggiungono, sempre nel CIR, Andrea Crugnola, Alessio Profeta e Alessandro Re, anche se il nome di quest’ultimo era già circolato nei giorni scorsi.

Nel Campionato Italiano Rally Terra la portacolori di Aci Sport sarà la lombarda Rachele Somaschini. Nel Campionato Europeo Rally sarà invece il vicentino Alberto Battistolli, già nelle file del team federale la scorsa stagione. Fioccano le polemiche online, tra forum e social network. C’è chi chiede perché non è stato preso in considerazione Luca Panzani. C’è chi chiede spiegazioni sulla scelta di Crugnola, che non è considerato giovane. Ma questi non sono contributi per under, bensì per meriti sportivi. E Crugnola ha in più occasioni dimostrato il suo valore.

Amarcord e lezioni dal passato: il valore dei rally

Il 26 maggio del 1953, al campo base a poche centinaia di metri dalla vetta dell’Everest, c’erano tutte le condizioni per poter desistere, mollare tutto e tornarsene a casa. Da tre giorni, infatti, imperversava una bufera con venti che sfrecciavano a 60 all’ora e temperature inferiori ai -20 gradi. Ma Edmund Hillary e Tenzing Nogray, sapevano che solo tra maggio e giugno si presentano le condizioni ideali per tentare l’assalto agli 8.849 metri dell’Everest ed allora si voltarono indietro per guardare fino a dove erano arrivati e come lo avevano fatto.

Pensarono a Mallory ed Irvine che ci avevano provato tre volte tra il 1921 ed il 1924 e che non erano più tornati, pensarono ai 300 uomini che li avevano accompagnati in questa spedizione ed ai loro compagni che ci avevano provato qualche giorno prima senza successo ed avevano visto la morte in faccia. Fu così che capirono come trovare le forze fisiche e mentali per portare a termine l’impresa che li consegnò alla gloria eterna, primi tra tanti, ad arrivare sulla vetta del mondo.

Una storia affascinante e che ci suggerisce, come ogni tanto, soprattutto nei momenti difficili, sia importante voltarsi indietro e guardare al passato per trovare la via giusta. Ed è proprio in questa situazione che si trovano i Rally, stretti tra la morsa di una crisi economica di scala mondiale ed un management che brancola nel buio, sparando in tutte le direzioni senza quasi mai centrare un bersaglio. Sono fermi lì al campo base in attesa di tempi migliori come Edmund e Tenzing. Ed allora ho voluto provarci io a guardare indietro per capire come siamo arrivati a questo punto.

Vincere nei rally conta…va

Dal mio scaffale dei ricordi ho preso una celebre rivista di settore della metà degli anni Settanta, Autosprint, ed ho trovato una pionieristica guida per lo spettatore inerente il Rally del Friuli e delle Alpi Orientali del 1973 scritta da una penna importante come quella di Carlo Cavicchi. L’argomento viene introdotto spiegando al lettore come i rally siano gare che “per venir gustate sino in fondo richiedono un sacrificio non indifferente, perché non è sufficiente come per le gare in circuito o in salita sistemarsi dove meglio si crede per vedersi tutto lo spettacolo.

Nei Rallies occorre immedesimarsi nell’impegno di quelli che corrono e cercare di seguirli il più possibile”. Eh già perché i Rallies come si usava scrivere all’epoca, sono tosti, roba da duri, mettono a dura prova gli equipaggi, le vetture e le assistenze al seguito, ed è proprio questa la carta vincente che giocano nel mondo dell’automotive: vincere nei Rallies è un fatto da reclamizzare perché significa avere un prodotto di qualità.

Questa costante la troviamo nelle pubblicità come quella della Kleber, che sottolinea come i suoi pneumatici hanno vinto il rally di turno e che come azienda sono impegnati nella disciplina anche per collaudare nuove tecniche d’avanguardia con cui sono realizzati i propri prodotti. Non a caso, il loro motto è “primi dove è più difficile vincere”. Man mano che si sfogliano le pagine, le pubblicità a tema continuano, come nel caso della Simca che ha denominato Rallye la declinazione sportiva della sua berlina 1000 e la descrive come “la sportiva da competizione fatta per correre e per vincere”.

Altri costruttori come Opel e Lancia pubblicizzano i loro successi nei Rallies ponendo l’accento ancora una volta sulla durezza delle competizioni cui prendono parte evidenziando il grande numero di chilometri percorsi o l’elevato numero di ritiri tra i partecipanti. Qualche anno dopo, con la scelta di far correre la Stratos, Lancia dimostra come i Rally possano anche far sviluppare tecnologie d’avanguardia, dominando la scena in maniera talmente importante da costruire un immagine nuova e più fresca per la casa di Chivasso, almeno fino all’arrivo dell’Audi.

I tedeschi decidono di far debuttare la loro nuova arma con trazione “quattro” proprio nei Rally, determinando un cambiamento epocale nella storia dell’automobilismo commerciale e sportivo. La trazione integrale diventa sinonimo di sicurezza ed accompagnata dal motto “all’avanguardia della tecnica”, si aprono le porte del settore Premium alla casa di Ingolstadt facendo così diventare cigno quello che fino a quel momento era solo un brutto anatroccolo. Nei primi anni 80, per i costruttori, i Rally si confermano contemporaneamente il miglior banco prova e la migliore pubblicità per i propri prodotti.

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L’Europeo 2021 parte dalle Azzorre: rinviati Fafé e Canarie

Nella giornata di ieri è stato annunciato il nuovo calendario del FIA ERC 2021. La stagione prenderà il via nel mese di maggio (dal 6 all’8) con il tradizionale appuntamento delle Isole Azzorre. Inizialmente la stagione sarebbe dovuta partire nel mese di aprile, con la new-entry del Rally Serras de Fafé e Falgueiras, ma l’aggravarsi della situazione pandemica in Portogallo, ha portato organizzatori e Promoter al rinvio della gara al mese di settembre.

Dopo le Azzorre, il circus dell’ERC si sposterà in Polonia e successivamente in Lettonia, che chiuderà un terzetto di gare su fondo sterrato. Nel mese di luglio si torna su asfalto col “nostro” Rally di Roma Capitale, seguito ad agosto dal Barum Rally che festeggerà le sue prime cinquanta edizioni.

A settembre si torna in Portogallo e su sterrato per il debuttante Rally Serras de Fafé e Falgueiras e gran finale con un doppio appuntamento su asfalto con la confermatissima Ungheria e le Canarie che da inizio primavera slitta a metà novembre. I programmi per ERC Junior, Abarth Rally Cup e Clio Trophy by Toksport WRT restano invece invariati.

Jean-Baptiste Ley (coordinatore ERC per Eurosport Events) spiega dal sito ufficiale il gran lavoro che è stato svolto per tenere in piedi il calendario originale: “Abbiamo fatto tutto il possibile per cercare di tenere in piedi il calendario di inizio stagione. Abbiamo cercato di apportare modifiche alle gare e ci si siamo riusciti, nonostante tutti i problemi che il mondo sta attraversando in questo momento”.

“Come ho sempre detto, la salute viene prima di ogni cosa ed è proprio per questo che abbiamo dovuto apportare alcuni cambiamenti di date alle gare e posticipare l’inizio del Campionato. Far disputare Fafé e Azzorre nell’arco di quindici giorni era praticamente impossibile. Pensiamo che cominciare dalle Azzorre sia comunque fantastico, così come la data di novembre per le Canarie. Lo scorso anno la variabile meteo ha permesso di mettere in scena una gara stupenda ed emozionante”, conclude Ley.

Calendario 2021

  • Azores Rally (Portogallo – terra) 06-08 maggio
  • Rajd Polski (Polonia – terra) 18-20 giugno
  • Rally Liepaja (Lettonia – terra) 01-03 luglio
  • Rally di Roma Capitale (Italia – asfalto) 23-25 luglio
  • Barum Czech Rally (R.Ceca – asfalto) 27-29 agosto
  • Rally Serras de Fafé (Portogallo – terra) 24-26 settembre
  • Rally Hungary (Ungheria – asfalto) 22-24 ottobre
  • Rally Islas Canarias (Spagna – asfalto) 18-20 novembre

Lele Pinto: ritratto di uno della ”vecchia guardia”

Nonostante i suoi 75 anni, dopo essere stato un mese in coma farmacologico, Lele Pinto mostrava segni di ripresa. Invece, l’8 dicembre, poco dopo l’alba, ha deciso di seguire la notte che andava via e di lasciarci un enorme carico emozionale. Lele il campione.

Lele che con la sua foga quasi incontenibile aveva vinto una gara di Mondiale Rally nei primi anni Settanta. Lele, un altro grande interprete dei rally degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, che se ne va. All’anagrafe di Casnate con Bernate, un comune del Comasco, è Raffaele Pinto e nasce il 13 aprile 1945. Correndo con vetture Fiat e Lancia, Lele diventa uno dei principali portacolori nazionali.

Ha una guida particolare: usa poco e niente la frizione a causa di un problema alla gamba sinistra, provocato da un incidente. Partecipa con successo anche a qualche cronoscalata, come ad esempio alla Iglesias-Sant’Angelo del 1970, dove vince con la Lancia FM Special, un prototipo su base Fulvia. Vincitore in carriera di una gara del Mondiale Rally, il Portogallo 1974, Pinto è uno dei primi piloti italiani professionisti.

Segue le orme del fratello

Inizia a correre negli anni Sessanta seguendo le orme del fratello, Enrico, vincitore del Campionato Italiano Velocità Circuito 1966 al volante della Fiat Abarth 595. La sua seconda gara con la Lancia Fulvia HF ufficiale avviene alla fine di quell’anno, sul circuito di Zandvoort.

È l’ultima e decisiva prova che assegna l’Europeo. Cesare Fiorio vuole che Pinto dia una mano a Claudio Maglioli, in lotta per il titolo. Nelle qualifiche, l’auto con cui corre Maglioli accusa dei problemi meccanici e si qualifica decima. L’avversario di Maglioli, con la Mini Cooper è primo.

Giuliano Facetti, con un’altra Fulvia HF, è secondo e Lele Pinto è quarto. Prima di partire per la gara dice a Claudio: “Attento, alla prima staccata, faccio casino, metto la macchina di traverso, gli altri si spaventano, tu infilati nel varco giusto”. Per fortuna Claudio è un buon pilota e sa prevedere: in un colpo solo infila quattro vetture, poi riesce a superarne altre tre e, alla fine, vince il Campionato Europeo. E lui entra nelle grazie di Cesare Fiorio.

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WRC, regolamenti e calendari: quello che verrà

Il programma del WRC annunciato sul finire dello scorso anno, calendari gare e regolamenti, sono stati profondamente rivisti prima ancora che la serie iridata prendesse il via. Il Rally di MonteCarlo, in programma a fine gennaio, si disputa senza la notte, senza il Turini e in un formato smart. Scortato dalla gendarmeria.

La gara ha rischiato di essere posticipata per l’inizio delle vaccinazioni di massa. La seconda prova prevista del Mondiale 2021 – il Rally di Svezia programmato per febbraio ma traballante da mesi – è stata cancellata a causa dell’elevato numero di contagi e della crisi economica che le restrizioni necessarie per contenere la pandemia di Covid-19 stanno causando. È la terza volta nella storia che viene annullata la gara. Il rally, infatti, era stato fermato soltanto due volte: nel 1974 a causa della crisi petrolifera del 1973 e nel 1990 a causa dell’assenza di innevamento sulle strade. E più si va avanti negli anni e più il meteo continua ad essere un problema per la gara svedese, a causa dell’innalzamento globale delle temperature che riducono la probabilità di avere condizioni opportune di neve ogni anno.

Da un po’ si parla di riformare l’evento, di riportarlo alle origini, quando era il Rally di Mezzanotte (Rally to Midnight Sun) in piena estate. Anni Cinquanta. Chissà. Intanto, nel WRC 2021, oltre all’assenza della gara svedese, si registra il forfait di altre due importanti corse. Kenya e Rally GB. Entrambi rinviati anche nel 2020 a causa dell’epidemia causata dal SarsCov2. Tre gare da sostituire e di corsa. Il Promoter del WRC e la FIA se lo aspettavano e, non è assolutamente un caso, avevano inserito per la prima volta nella storia delle gare di riserva, ben sei in un calendario di dodici.

Rally a porte chiuse

Sia al “Monte” sia negli altri rally del WRC (esclusa la Croazia che continua ad ignorare la pandemia), si cercherà di tenere lontani gli appassionati sia dalle prove speciali sia dal parco assistenza, motivo per cui i rally che si finanziavano col pagamento del biglietto per l’accesso alle PS sono diventati i più penalizzati dal divieto di creare assembramenti, vedi Svezia e Gran Bretagna (l’alternativa dell’Irlanda non ha ricevuto le dovute autorizzazioni dal Governo), che hanno già alzato bandiera bianca.

Per quanto sia una situazione soggetta ad evoluzioni, al momento (anche in Italia) sarà difficile poter ammettere il pubblico in prova speciale almeno fino all’estate. E se in Italia, spesso, si chiude un occhio e qualche volta anche tutti e due, al Rally di MonteCarlo la gendarmeria ha ricevuto istruzioni precise sul “respingere” chi tenta di entrare. Conoscendo i militari francesi, che non vanno troppo per il sottile, si sconsiglia il viaggio.

Come detto, nel calendario gare del WRC 2021 “salta” anche il Kenya. Già rinviato nel 2020, il ritorno del rally africano nel WRC sembra non essere possibile proprio per il fatto che non si potrebbe garantire una gara senza pubblico. Insostenibile in tutti i sensi. Pagante o non pagante, il pubblico è linfa ed essenza delle corse su strada.

Yves Matton aveva fiutato in anticipo il problema della regione dell’Africa e lo aveva programmato a fine giugno, nella tradizionale data di Ypres che, a questo punto, Covid-19 permettendo, sostituirà la corsa africana. Monza sarà di nuovo gara del WRC, in sostituzione del Rally GB. Gli organizzatori dei due Rally d’Italia sono avvisati. Se in quaranta giorni si è riusciti a stupire il mondo, adesso dovranno rimboccarsi le maniche e offrire il bis.

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Fabian Kreim: ”Farò maximum attack nell’ERC”

Il tre volte campione tedesco Fabian Kreim ha ufficializzato i programmi 2021, rivelando di voler puntare al Campionato Europeo Rally. Il ventottenne è uno dei cinque piloti selezionati dall’agenzia Pole Promotion per il 2021 e intraprenderà una campagna ERC completa con il supporto dell’azienda tedesca. Il suo connazionale Frank Christian lo navigherà.

Gareggiando per i colori di Škoda Auto Deutschland, Kreim ha combattuto per l’ERC1 Junior Championship nel 2018 e ha ottenuto un podio ERC al Rally Islas Canarias in quella stagione. Il ritorno nell’ERC al Rally di Roma Capitale lo scorso luglio si è concluso male: con una ruota rotta.

“Dopo il 2018 non vedo l’ora di poter lottare con i migliori per l’assoluta dell’ERC – ha detto Kreim, che ha nove partenze nella serie continentale e tre vittorie di PS a suo nome -. Negli ultimi due anni non vedevo l’ora di disputare il Rally di Roma Capitale. Questo ci fa ambire al massimo e speriamo di poter sfruttare al meglio questo potenziale nel 2021. Sono decisamente motivato fino alla punta dei miei capelli. Maximum attack”. Abbiamo solo una certezza, chi pronunciava quella frase (Markku Alén) andava più forte.

Andreas Mikkelsen nell’ERC: ”Voglio dominare ovunque”

Andreas Mikkelsen ha annunciato i piani per il 2021: sarà nell’ERC con la squadra di punta Toksport WRT, con cui ha già collaborato proficuamente nel 2020. Per Mikkelsen si è trattato di un ritorno vincente nell’ERC al Rally di Ungheria. Nel 2021 guiderà una Škoda Fabia Rally2 Evo in otto gare. Il programma del pilota norvegese prenderà il via al Rally Serras de Fafe e Felgueiras in Portogallo il 12 marzo.

“Farò un’intera stagione in ERC”, ha confermato il trentunenne che fatica a tornare nel giro che conta, quello del WRC e che parteciperà comunque anche ad un programma nel World Rally Championship, ma WRC2 con Toksport. “Sono due campionati e questo significa guidare molto”.

Mikkelsen ha ottenuto tre vittorie nel campionato del mondo e ha trascorso periodi come pilota ufficiale per Citroën, Hyundai e Volkswagen. Spera che la sua stagione 2021 rappresenti “un grande passo” verso il suo obiettivo, che è quello di tornare ai massimi livelli dello sport quando verranno introdotti i nuovi regolamenti Rally1 per la stagione 2022.

“Sono estremamente grato a Škoda e Toksport che mi stanno dando questa opportunità”, ha detto Mikkeslen, che aiuterà i cechi a sviluppare il programmato Rally2 2022. “Ho un obiettivo il prossimo anno e cioè dominare completamente ogni rally che faccio, questo è il mio unico obiettivo. Saremo preparati per ogni rally e sono molto fiducioso”.

Evoluzioni: la Citroen C3 R5 si trasforma in Rally2

Nuovo nome, nuova veste e nuovo logo: nel 2021 arriva la C3 Rally 2. Ma la filosofia di Citroën Racing rimane la stessa: proporre ai suoi clienti una vettura sempre più competitiva, con costi di esercizio costantemente ridotti e l’arrivo di almeno sette evoluzioni tecniche per l’inizio del 2021.

Nel 2021, la C3 R5 cambia e diventa C3 Rally2, in linea con i nuovi nomi ufficiali utilizzati nel rally. Questo cambio di nome fornisce anche l’opportunità per inaugurare una nuova identità visiva. In continuità con i colori precedenti, questa livrea monocromatica bianca su rosso – i colori emblematici di Citroën, dove il numero 2 diventa una serie di angoli, curve e accelerazioni – ricorda che si tratta di una vettura di serie progettata per la competizione clienti, con tutta l’esperienza e la competenza del team Citroën.

Questo know-how si ritrova, tra l’altro, nell’incessante lavoro di sviluppo fatto sulla vettura. Dopo un 2019 dedicato all’omologazione di una nuova sezione del telaio posteriore per migliorare la stabilità e le sensazioni in fase di frenata, e di un braccio della sospensione posteriore ridisegnato per aumentare ulteriormente l’affidabilità, oltre al lavoro fatto sugli ammortizzatori terra nell’ottica di migliorare il bilanciamento, la stagione 2020 ha visto il team tecnico di Citroën Racing dedicare un’attenzione particolare agli ammortizzatori asfalto. Questi ultimi sono stati perfezionati ulteriormente per offrire un comportamento migliore in condizioni di bassa aderenza.

Il 2021 sarà un anno altrettanto ricco di sviluppi per la C3 Rally2, con almeno sette evoluzioni tecniche previste per il primo trimestre. Alla luce dei circa 15.000 chilometri di test effettuati dal suo lancio commerciale, ma anche dei numerosi feedback ricevuti dai clienti, la sua ottimizzazione proseguirà in tre aree: prestazioni, costi d’esercizio e piacere di utilizzo.

Innanzitutto, al fine di migliorare le prestazioni, all’inizio di gennaio verrà omologato un nuovo software del motore, per perfezionare ulteriormente le strategie di funzionamento del motore legate alle fasi di partenza o di decelerazione. In seguito, nel corso del primo trimestre, saranno introdotte modifiche nel frontale per migliorare l’aerodinamica, nuove rampe del differenziale anteriore per offrire una più ampia gamma di regolazioni, una pedaliera con ripartizione della frenata che è diventata regolabile per un maggiore comfort del pilota, così come nuovi supporti motore, giunti delle pinze posteriori e collettori di scarico per aumentare la durata di questi componenti.

Tutte queste nuove evoluzioni saranno montate gratuitamente sui modelli di C3 Rally2 ordinati a partire dal 1° dicembre 2020. “Dal suo debutto nel 2017, abbiamo lavorato costantemente e abbiamo accumulato chilometri di guida per proporre una vettura sempre più prestazionale, adatta a tutti i profili di guida e con un costo di esercizio contenuto – ha detto Jean-François Grandclaudon, responsabile tecnico del progetto C3 Rally -. In quest’ultima stagione il lavoro è stato ulteriormente intensificato con i nostri due piloti dedicati allo sviluppo, Mads Ostberg per la terra e Yoann Bonato per l’asfalto. Negli ultimi due anni la vettura ha subito molte evoluzioni, soprattutto in alcuni componenti che non hanno richiesto omologazione e il nostro lavoro porta i suoi frutti con titoli nazionali e mondiali conquistati in importanti campionati. Non ci sarà una rivoluzione per la C3 Rally2 nel 2021, sfrutteremo la base eccellente, robusta e prestazionale, di cui disponiamo per cercare di migliorarla ulteriormente, e anche se lo sviluppo è un percorso che non finisce mai, siamo entusiasti all’idea di vedere le prestazioni dei nostri clienti, che potranno sfruttare queste evoluzioni”.

“Quest’anno la C3 R5 si è imposta come una delle vetture di riferimento del mercato, e questo era il nostro obiettivo – gli ha fatto eco Mayeul Tyl, Direttore del Peugeot Citroën Racing Shop -. Nonostante la situazione sanitaria, i nostri clienti hanno continuato a riporre la loro fiducia in noi e noi abbiamo continuato ad attrarne di nuovi, il che è una grande ricompensa per il lavoro svolto da tutte le squadre competizioni clienti. Il nostro obiettivo per un progetto come questo è garantire che tutti i nostri clienti possano beneficiare degli stessi sviluppi contemporaneamente, a prescindere dall’utilizzo della vettura. Con la fase di sviluppo abbiamo avviato il processo di approvvigionamento per essere pronti ad affrontare la nuova stagione. Stiamo lavorando e siamo in attesa delle omologazioni finali per poterle proporre e avviare il processo con i nostri clienti”.

Alexey Lukyanuk: ”Dopo il secondo titolo ERC voglio il WRC”

Alexey Lukyanuk ha vinto due titoli ERC in tre anni, al Rally delle Canarie, ora punta al WRC. Ci riuscirà? Dopo aver condotto un’altra stagione con la Citroën C3 R5 gommata Pirelli del Saintéloc Junior Team, questo è ciò che ci ha detto il 39enne residente a San Pietroburgo dopo il suo ultimo successo al fianco del suo storico copilota Alexey Arnautov.

Cosa significa per te un secondo titolo ERC?

“Naturalmente, è un risultato molto prezioso. Sarebbe stato bello ovviamente lottare per questo risultato sulle PS, ma sapevamo di non aver bisogno di stare davanti a Oliver Solberg, dovevamo stare dietro e questo sarebbe stato sufficiente”.

Quanto hai dovuto lavorare per questo secondo titolo?

“C’era così tanto lavoro prima, ora è storia. Certo, è stata una stagione lunga e difficile con tutte le cose che stanno succedendo nel mondo, ma sono davvero contento di un finale di successo dei rally e della mia stagione”.

Ti sei sentito sotto pressione in questo fine settimana?

“In realtà, nessuna grande pressione su di me, ero più teso e preoccupato prima dell’Ungheria, a dire il vero, perché quel rally è difficile e imprevedibile anche se qui abbiamo affrontato la pioggia”.

Alexey Arnautov è tornato al tuo fianco per il finale di stagione. Quanto è stato importante?

“Abbiamo vinto qui tre volte ed è davvero bello tornare con Alexey. Mi piacciono molto i nostri rapporti, l’atmosfera all’interno dell’auto. Non si tratta solo di leggere le note, è un mio amico e sono felice che sia tornato”.

Hai ottenuto vittorie straordinarie al Rally di Roma Capitale e al Rally Fafe Montelongo. È stato questo il meglio della tua stagione?

“Sono contento della mia guida in generale, forse non al Rally delle Canarie, ma tutta la stagione è costellata da prestazioni solide e affidabili. Siamo migliorati ma non è stato facile combattere con risorse limitate anche se finora ha funzionato. Sarà sempre più difficile in futuro, quindi dovremo adattarci”.

A chi attribuisci il merito del tuo ultimo Campionato Europeo?

“Questo titolo non sarebbe stato possibile senza il supporto di Citroën, Total, Saintéloc e Pirelli. Per Citroën questo è il primo ERC nella classe Rally2 e anche per Pirelli è importante essere al top. Ma ci sono molti sponsor e partner personali che dobbiamo ringraziare, perché non è facile competere in questi tempi difficili. Dobbiamo ringraziare i nostri fan e le nostre famiglie per tutto il loro supporto”.

Qual è il prossimo?

“Il Campionato del Mondo Rally è, ovviamente, qualcosa che abbiamo sempre voluto, ma non abbiamo mai avuto le risorse economiche. Le condizioni nel mondo non sono facili e non possiamo prevedere cosa succederà. Quindi, ad essere onesto, non ho davvero idea di come andrà. Dobbiamo solo continuare a fare il nostro lavoro e sperare di riuscire a disputare una stagione nel WRC”.

Recenti campioni ERC

2020: Alexey Lukyanuk (Russia)
2019: Chris Ingram (Gran Bretagna)
2018: Alexey Lukyanuk (Russia)
2017: Kajetan Kajetanowicz (Polonia)
2016: Kajetan Kajetanowicz (Polonia)
2015: Kajetan Kajetanowicz (Polonia)
2014: Esapekka Lappi (Finlandia)
2013: Jan Kopecký (Repubblica Ceca)
2012: Juho Hänninen (Finlandia)
2011: Luca Rossetti (Italia)

ERC1 Junior, Oliver Solberg: giovane, dolce e sveglio

Oliver Solberg, 19 anni, ha portato a termine il campionato FIA ERC1 Junior fino al Rally delle Canarie, prova decisiva per la stagione, e ha superato uno svantaggio di sei punti contro Grégoire Munster per aggiudicarsi la corona dopo che il rivale, 21enne, è stato ritardato nella fase di apertura dell’evento.

Ma avendo vinto la categoria per giovani stelle nelle vetture Rally2 a Roma e Liepāja, lo svedese è stato un meritevole vincitore dell’ambito titolo e della borsa di studio per la progressione di carriera del Campionato Europeo Rally FIA da 100.000 euro in offerta al campione. Coadiuvato dall’irlandese Aaron Johnston, Solberg ha sfidato Alexey Lukyanuk nel Campionato Europeo Rally FIA, finendo al secondo posto dietro al campione Alexey Lukyanuk. Questo è quello che ha detto dopo il suo successo a Las Palmas.

Campione FIA ​​ERC1 Junior per il 2020, quanto è bello?

“Per me è stata una stagione incredibile. Il piano era principalmente quello di fare esperienza su asfalto ma è andato tutto abbastanza bene a Roma e in Lettonia e poi abbiamo pensato perché non provare a vincere il titolo ERC1 Junior e provare anche per il massimo campionato. In Portogallo abbiamo avuto dei problemi con il turbo e anche l’uscita durante lo shakedown, quindi non è stato perfetto in ottica campionato ma, nel complesso, è stato un anno fantastico e con molta esperienza. Vincere il titolo per la prima volta è incredibile”.

Quanto è stata dura la concorrenza?

“La competizione è molto dura con una concorrenza così spietata da parte dei ragazzi locali e, naturalmente, i ragazzi che partecipano regolarmente al campionato… Riuscire a conquistare il titolo e finire secondo in classifica alla fine dopo una stagione difficile è fantastico”.

Cosa hai imparato in questa stagione?

“La mia carriera consiste nel fare esperienza. Sulla terra mi sento a mio agio, va bene così. Ma sull’asfalto è stata la prima volta per me in ERC quest’anno e di sicuro ho bisogno di maggiore esperienza. Cambiare auto per eventi diversi, condizioni diverse è abbastanza difficile. L’Ungheria è stata anche la prima volta con la Škoda su asfalto. C’è sempre qualcosa di nuovo da imparare e a cui adattarsi, ma è una buona esperienza per il futuro”.

Guardando indietro, qual è stato per te il momento clou dell’ERC 2020?

“Roma mi ha divertito molto, la prima volta su asfalto, riuscendo a ottenere il terzo posto assoluto e anche costruire il mio ritmo per lottare con i ragazzi sulle PS è stato fantastico. È stato un evento davvero speciale”.

E il momento pegiore?

“Il Portogallo è stato un brutto momento quando sono uscito durante lo shakedown. Ma, in generale, è stata una gara abbastanza buona perché stavo lottando al vertice. Non abbiamo sempre fatto le migliori scelte di pneumatici, quindi è stato un evento 50-50. In Ungheria non ho trovato il ritmo con la nuova vettura. Per me con la mia guida è stata probabilmente la gara peggiore”.

Hai menzionato la dura concorrenza di piloti come Grégoire Munster, ma qual è la tua opinione di Alexey Lukyanuk, il pilota che ti ha battuto per il titolo assoluto?

“È Colin McRae numero 2! Guardo sempre i suoi video e ammiro molto la sua velocità, il suo attacco e la sua passione. Adoro gareggiare contro di lui ma non è facile perché è sempre veloce ovunque vada. È sempre pazzo e veloce”.

Cosa ti riserva il futuro?

“L’ERC fa sicuramente parte dei miei piani. È un campionato fantastico con tanto asfalto, di cui ho bisogno. È fantastico per la costruzione della mia carriera con tanti rally fantastici. Non so ancora cosa succederà, ma non manca molto al nuovo anno, quindi dobbiamo prepararci”.

Recenti campioni ERC1 Junior

2020: Oliver Solberg (Svezia)
2019: Filip Mareš (Repubblica Ceca)
2018: Nikolay Gryazin (Russia)
2017: Marijan Griebel (Germania)

ERC3, Ken Torn: ”Due titoli nel 2020 per dimenticare il 2019”

Dopo aver visto sfuggire di mano il successo nella stagione 2019, Ken Torn ha vinto un doppio titolo FIA ERC3 e ERC3 Junior con la Ford Fiesta Rally4 gommata Pirelli che ha condiviso con il copilota Kauri Pannas. Dopo aver ottenuto vittorie di classe a Roma, Liepāja, in Ungheria e alle Canarie, il 27enne pilota estone dell’Autosport Junior Team considera naturalmente i suoi risultati nel 2020 come un lavoro ben fatto, soprattutto perché tre di queste vittorie sono arrivate su asfalto , la sua superficie meno favorita.

Quattro vittorie ei titoli FIA ERC3 ed ERC3 Junior sono un risultato. Quanto sei felice?

“Di sicuro siamo felici. Quando abbiamo iniziato la stagione, l’obiettivo era il titolo ed è stata una buona stagione che lo avessimo in mano prima della gara finale. Ma questo è come un sogno che si avvera per me, non riesco a pensare a un modo migliore per finire il campionato. Abbiamo lottato duramente per questo campionato come squadra, è stato difficile ma non abbiamo lasciato che questo ci fermasse “.

Che ruolo ha avuto M-Sport Poland nel tuo successo?

“M-Sport Poland ha svolto un lavoro brillante e la Ford Fiesta Rally4 ha funzionato davvero bene senza problemi. È una macchina forte e quando arrivi all’ERC vuoi competere nella prima posizione. Per ottenere i risultati che abbiamo avuto abbiamo bisogno di più di una buona guida, hai bisogno di un buon copilota, una buona macchina e una grande squadra, che abbiamo avuto tutto l’anno. Grazie a tutti per il supporto. “

La scorsa stagione è finita in frustrazione per te. Quello che hai ottenuto in questa stagione compensa quello che è successo a Zlín, quando inizialmente hai vinto il titolo ERC3 Junior solo per una penalità di tempo per un altro pilota che ha alterato il risultato?

“Questo è uno dei motivi per cui non abbiamo festeggiato [il titolo] a casa quando abbiamo sentito che lo Spa Rally era stato annullato perché volevamo competere, fare le nostre cose e concludere la stagione con un buon risultato”.

Hai anche mirato a costruire ulteriormente la tua esperienza su Tarmac quando sei entrato a Rally Islas Canarias. È andato secondo i piani?

“È stata un’altra dura lezione per noi su Tarmac e dobbiamo prendere tutte le informazioni per il futuro perché ci manca così tanta esperienza. Abbiamo visto le cose di cui abbiamo bisogno per migliorare in futuro e ne siamo felici. Abbiamo avuto qualche problema con le note di fondo e con la pioggia battente non è stato così facile. “

Vincere il titolo ERC3 Junior ti dà la possibilità di passare alle macchine a quattro ruote motrici in due round del campionato europeo nel 2021. Quanto sei entusiasta di questa opportunità?

“Sicuramente tutti i ragazzi giovani vogliono guidare [Rally4] e poi il primo sogno è [Rally2] e poi si spera che si intensifichi ancora. Sogno di fare qualcosa con il [Rally2] il prossimo anno. Spero di essere pronto ma di sicuro avrò bisogno di molta pratica “.

Recenti campioni ERC3 Junior

2020: Ken Torn (Estonia)
2019: Efrén Llarena (Spagna)
2018: Mārtinš Sesks (Lettonia)
2017: Chris Ingram (Gran Bretagna)
2016: Marijan Griebel (Germania)
2015: Emil Bergkvist (Svezia)
2014 : Stéphane Lefebvre (Francia)

ERC2, la tripletta di Tibor Érdi: ”Non è stato facile”

Dopo aver rivendicato i titoli ERC2 consecutivi tra il 2017 e il 2018, l’eroe ungherese Tibor Érdi Jr è tornato nella categoria riservata alla produzione di serie del FIA ERC per il 2020 per provare ad ottenere una tripletta. E con quattro vittorie su quattro partenze, il pilota della Mitsubishi Lancer Evolution X è riuscito a vincere anche questa volta e con un certo margine.

Il tuo terzo titolo ERC2 dopo una stagione dominante. Devi essere molto soddisfatto?

“Siamo molto contenti perché non è stato un lavoro facile per noi. Cerchiamo sempre di dare il massimo, ma in questa gara finale no. Volevamo finire la gara. Ma tutto l’anno abbiamo avuto buone prestazioni, abbiamo vinto tutte e quattro le gare che abbiamo fatto, quindi questo è stato un successo al 100% e siamo molto felici “.

Non è solo il tuo successo, ma anche la tua famiglia, perché questo è un vero sforzo familiare?

“L’intero team lavora sodo, sono fantastici. La mia famiglia, i meccanici, il mio copilota. Lavorano tutti al massimo per questo risultato”.

Come si rapporta questo successo con i tuoi due titoli precedenti?

“Essere due volte campione mi rende felice. Per il terzo titolo sono contento, ma la situazione quest’anno non è stata facile con il budget. Per l’ultima gara sapevamo che se non fossimo andati al traguardo tutto era finito anche se avevamo vinto i tre rally precedenti. Non era il modo migliore per concludere la stagione, ma andava bene lo stesso”.

Il Rally delle canarie non è stato un evento facile con il tempo. Come è stato per te?

“Non abbiamo fatto la scelta migliore per le gomme per la prima mattina, ma quando siamo arrivati ​​al secondo posto è andato tutto bene, abbiamo cercato di salvare la macchina per arrivare in fondo. Perché solo quando arrivi alla fine e porti la macchina in parco chiuso e quando il rally sarà finito si potrà festeggiare”.

Cosa hai in programma per il prossimo anno?

“Per la prossima stagione non lo sappiamo. La situazione con il Covid non è bella lato budget. Vorremmo correre nell’ERC1 ma lavoriamo, lavoriamo, lavoriamo e vediamo quale sarà il budget “.

Campioni recenti ERC2

2020: Tibor Érdi Jr (Ungheria)
2019: Juan Carlos Alonso (Argentina)
2018: Tibor Érdi Jr (Ungheria)
2017: Tibor Érdi Jr (Ungheria)
2016: Wojciech Chuchała (Polonia)
2015: Dávid Botka (Ungheria)
2014 : Vitaliy Pushkar (Ucraina)
2013: Andreas Aigner (Austria)

Andreas Mikkelsen: ”Nei rally non si può sempre vincere”

Andreas Mikkelsen al Rally delle Canarie non ha avuto una bella esperienza nonostante avesse appena vinto al rientro nell’ERC al Rally di Ungheria. Il pilota del Topp-Cars Rally Team ha montato gomme da asciutto sulla sua Škoda Fabia Rally2 Evo al via e con la strada bagnata si è ritrovato già nelle retrovie per tutta la Tappa 1.

“Non avevamo mai la temperatura sulle gomme e quindi l’aderenza mancava – spiega il norvegese – In curva si sbandava ed ero lentissimo, ma qui scegliere bene le gomme era una lotteria ed è un peccato perché l’auto era ottima, solo che non potevo spingere”. Dopo aver vinto in Ungheria con Ola Fløene, Mikkelsen ha chiamato Anders Jæger-Amland alle Canarie per navigarlo, terminando in sesta posizione.

“Quest’anno è stato un rally molto diverso dal solito e il meteo era un incubo. Praticamente abbiamo perso tutto venerdì con la scelta di gomme, dunque bisognerà lavorare su sta cosa. Spero di avere situazioni più prevedibili in futuro”.