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Al Rally della Stampa si impone il collega Enrico De Vita

L’ingegnere Enrico De Vita, uno dei più apprezzati giornalisti italiani dell’automobile, si è aggiudicato sul filo del centesimo di secondo il tradizionale Rally della Stampa (la prima edizione del 1965), autoraduno con prove cronometrate di regolarità.

Una edizione particolare perché il giornalista che lo ha organizzato negli ultimi 25 anni, il reggiano Ercole Spallanzani, ha annunciato che il Rally della Stampa  chiude qui la sua fortunata carriera. Ma la speranza è che anche stavolta l’impagabile Ercole ci ripensi e questa kermesse, sicuramente impegnativa per l’interessato ma straordinariamente piacevole per i concorrenti, torni puntualmente l’anno venturo con la sua sessantina di giornalisti, per una volta attori e non commentatori.

Nei due giorni dell’evento a divertirsi e darsi battaglia giornalisti provenienti da ogni parte d’Italia  – fra cui nomi ben noti come Emanuele Dotto, Antonio Farnè, Mino Farolfi, Filippo Anastasi, Beppe Tassi, Renato Ronco, Tonino Raffa, Alberto Bortolotti, Franco Enrico e Franco Zuccalà – che hanno potuto apprezzare prima l’ospitalità emiliana (partenza da Ruote Da Sogno a Reggio Emilia) e poi quella romagnola (fra l’Hotel Milano Resort di Bellaria e la splendida cornice della Collina dei Poeti di S.Arcangelo di Romagna). E con il tocco di glamour della presenza del gruppo alla Selezione di Miss Mondo, con alcuni di essi in giuria.

Gran finale con la premiazione aperta dal saluto del sindaco di Bellaria Giorgetti. Una serata condotta, da Giorgio Martino ex collega Tv della Rai, e la consegna dei trofeo Lamberto Romani al vincitore Enrico De Vita, poi del Memorial Raffaella Govoni e della Coppa Rino Bulbarelli.

La manifestazione ha avuto il patrocinio della Regione Emilia Romagna, del Comune di Bellaria e del Coni regionale, con il supporto del Panathlon Club. Da ricordare alcuni reggiani che hanno sostenuto l’iniziativa, il patron Stefano Landi, il Credem, Medici Ermete, Ceramica Serenissima, Luca Gomme, l’Automobil Club Reggio, la Grissin Bon e la scuderia Movisport.