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Elfyn Evans sopravvive alla Cetibeli e si aggiudica il Rally di Turchia 2020

È balzato dal quarto posto alla sua seconda vittoria stagionale Elfyn Evans, il talento britannico che in tanti definivano lo scudiero di Sebastien Ogier. Al Rally di Turchia 2020 Vince comunque una Toyota Yaris. E lo fa per ben 35”2. Vincere il Rally di Turchia 2020 è come vincere un Mondiale, una delle poche gare vere, dure, piene di incognite e di insiedie, ancora in grado di fare la selezione rispetto ad altre garette veloci su asfalto del WRC. Forse anche per questo poco amata dai Costruttori che nel Terzo Millennio corrono nei rally.

Il driver gallese, che ora è in testa al WRC per 18 punti, è l’unico a sfuggire alle insidie della temibile Cetibeli, una vera prova speciale da 38,15 chilometri, più della metà dell’intera Targa Florio 2020. Avere la vettura intatta dopo questa prova, con i rivali attardati da forature e problemi meccanici, può fare la differenza. E in Turchia l’ha fatta.

“È stato un fine settimana difficile – ha detto Evans -. Abbiamo cercato di guidare bene e rimanere in strada e questo ci ha sicuramente premiato. Sono ben consapevole che un po’ di fortuna deve venire anche per la mia strada ogni tanto. Non mi piace mai ereditare posizioni dagli altri in questo modo, ma così sono i rally e ancor di più questa è la natura del Rally di Turchia”.

Il leader del giorno prima, Thierry Neuville è arrivato secondo a 24”2 secondi dal compagno di squadra Sebastien Loeb. Le speranze di entrambi sono finite quando hanno forato a Cetibeli. Neuville ha perso 1’45” e Loeb 1’20”. Il belga Neuville è stato senza dubbio il pilota più veloce del fine settimana: ha vinto sette delle dodici prove speciali ed è stato leader in due diverse occasioni. Sebastien Ogier ha perso 1’15” per un problema simile. È rimasto in corsa per il podio fino a quando si è fermato , al secondo passaggio sulla prova in questione, con il fumo che usciva dal vano motore della sua Yaris.

Kalle Rovanpera è arrivato quarto, a più di 90” da Loeb dopo essere stato vittima della maledizione di Cetibeli. I punti ottenuti da Evans e dal ragazzotto finlandese hanno permesso alla Toyota di estendere il vantaggio nel Campionato Costruttori di ben a 9 punti su Hyundai Motorsport. Gus Greensmith è stato il miglior quinto in carriera su una Ford Fiesta dopo essere sfuggito alla “carneficina”: ha guidato il compagno di squadra Esapekka Lappi, che invece ha “zoppicato” la fase finale con un ammortizzatore rotto (aveva anche forato in precedenza).

Teemu Suninen si è ritirato a Cetibeli con la sospensione della Fiesta rotta, mentre Pierre-Louis Loubet si è fermato nella stessa prova per problemi al motore. Kajetan Kajetanowicz è arrivato settimo e ha vinto la categoria WRC 3 con la Skoda Fabia. Il vincitore del WRC 2 Pontus Tidemand lo ha seguito con Adrien Fourmaux e Marco Bulacia, che nel Campionato Italiano Rally Terra corre per i colori della Meteco Corse, hanno completato la top 10. Il campionato si sposta in Sardegna il prossimo mese per il sesto e forse terzultimo round: il Rally Italia Sardegna si terrà ad Alghero dall’8 all’11 ottobre, nella speranza che Aci Sport riesca ad organizzare anche il Rally di Monza iridato.

WRC 2020: confronto a tre tra Neuville, Loeb e Ogier
WRC 2020: confronto a tre tra Neuville, Loeb e Ogier

Neuville chiude in testa la seconda giornata del rally di Turchia 2020

Quando Sebastien Ogier ha avuto problemi nella prova di apertura del pomeriggio, Thierry Neuville ha centrato una serie di successi parziali guidando superbamente per costruire un forte vantaggio in cima alla classifica. A fine giornata è in testa di 33″2. I problemi di Ogier si sono presentati sotto forma di un guasto idraulico sulla sua Yaris WRC, che sembrava inscalfibile rispetto alle Hyundai e che ha ostacolato tutti i cambi di marcia.

Il francese è terzo alla fine della tappa del sabato, a parità di tempi complessivi con Sébastien Loeb. Loeb è secondo perché è stato più veloce di Ogier nella prima tappa del Rally di Turchia 2020. Gli pneumatici erano l’argomento del giorno e il duo Toyota, Elfyn Evans e Kalle Rovanpera, sono stati entrambi colpiti da forature. La coppia completa la top five della seconda giornata di gara.

Sebastien Ogier è stato costretto al ritiro in Turchia
Sebastien Ogier è stato costretto al ritiro in Turchia

Sabato mattina comanda Ogier, Loeb rema

Sebastien Ogier, terzo durante la notte, ha vinto le prime due prove del sabato per risalire in cima alla classifica di questa quinta prova del Mondiale WRC. Neuville ha reagito vincendo la terza prova con la Hyundai i20. Ora è distante appena 1”6. Le temperature che si avvicinavano ai 30° centigradi fuori dagli abitacoli e le strade di montagna sterrate in mezzo a uno splendido scenario costiero vicino a Marmaris rendono la vita tutt’altro che facile in gara. “Tutto deve ancora essere giocato e quando sapremo cosa rimane ancora in questo rally, sarà difficile poter sovvertire le cose”, ha detto Ogier.

“Stiamo guidando vicino al limite, ma quando il feeling c’è e posso fidarmi della macchina, non sento di correre troppi rischi. Quindi, vado a testa bassa. Questo pomeriggio sarà molto caldo e duro per le gomme, di solito mi porta fortuna”. Neuville è meno soddisfatto, la Hyundai i20 non va come vorrebbe. “Ho avuto un feeling buono durante i test e mi aspettavo che saremmo stati più competitivi. Speravo di avere un migliore equilibrio con la macchina e di andare più veloce. Ho lottato con la maneggevolezza e, soprattutto nelle parti più difficili, ci mancano le prestazioni”, ha detto il pilota belga lamentandosi della Hyundai.

La gioia di Ogier contrasta con la delusione del campione del mondo Ott Tanak, che ha inferto un durissimo colpo sulla conquista del titolo. Ha lanciato la sua i20 fuori strada su un breve rettilineo nella prova speciale di apertura di Yesilbelde. “Abbiamo avuto qualche problema allo sterzo, ma non sappiamo ancora cosa”, giustifica l’estone. “L’auto è ancora nella foresta e dobbiamo aspettare che torni al parco assistenza. È stato tutto istantaneo”.

Elfyn Evans ha ottenuto un trio di terzi tempi veloci per passare al terzo dal quarto posto notturno con la potente Yaris WRC, che a differenza delle Hyundai sembra non avere mai problemi. Il gallese era a 10”7 da Neuville dopo una corsa pulita e aveva 9”4 su Sébastien Loeb. Il leader notturno Loeb è precipitato al quarto posto a Yesilbelde dopo una scelta di pneumatici sbagliata e ha dovuto lottare come poche volte per tenere a bada la Yaris di Kalle Rovanpera.

Il giovane finlandese, per contro, ha lottato con qualche problemino di sottosterzo ma si è trovato a soli 3”7 dal campione del mondo dei record in una battaglia che attraversa generazioni. Teemu Suninen è a quasi mezzo minuto, al sesto posto, alla guida di un trio di Ford Fiesta. Esapekka Lappi e Gus Greensmith sono subito dietro (entrambi hanno lavorato sul set-up della loro vettura per tutta la mattinata mentre cercavano di migliorare).

Lappi ha ammorbidito le sue sospensioni dopo la prima tappa ma questo ha reso il suo sottosterzo meno gestibile, mentre le impostazioni più rigide per la prova finale hanno reso il finlandese più felice. Pierre-Louis Loubet ha fatto fermare due volte la sua i20 nella fase di apertura, ma ha tenuto il nono posto davanti a Kajetan Kajetanowicz, che guidava la categoria di supporto nel WRC 3 con la sua Skoda Fabia.

Classifica cortissima a fine prima giornata in Turchia

Classifica cortissima al termine delle prime due prove speciali del Rally di Turchia. A spuntarla è stato Sebastien Loeb, che torna al vertice di una prova del mondiale dopo aver conquistato l’ultimo successo in Spagna nel 2018. Nella prima speciale (Içmeler di 13,90 km) a trarre vantaggio dalla posizione di partenza sono stati i piloti Hyundai, con Thierry Neuville che si è portato al comando davanti a Loeb e Ott Tanak. Nella Gökçe di 11,32 km, però, quasi tutti hanno lamentato grandi problemi di visibilità, con l’apri pista Sebastien Ogier che ha infatti fatto segnare il miglior riferimento, sfruttando le difficoltà dei propri avversari, rallentati nella polvere.

Tanak e Neuville hanno avuto parole dure nei confronti della FIA, “parlano tanto di sicurezza – ha detto l’estone – e poi ci troviamo a correre in queste situazioni”, mentre il belga ha usato un linguaggio più colorito “è sempre la solita m****, ogni anno abbiamo questo problema e ne parliamo con l’organizzatore, ma nessuno vuole ascoltare”. Neuville conserva la seconda piazza, un decimo davanti ad Ogier, mentre il campione del mondo in carica è scivolato in settima posizione, alle spalle di Elfyn Evans, Kalle Rovanpera e Teemu Suninen. Esapekka Lappi, Gus Greensmith e Pierre-Louis Loubet chiudono la top-10.

CIRAS: all’Elba Salvini vince col coltello fra i denti

Parla di nuovo senese, il XXXII Rallye Elba Storico-Trofeo Locman Italy, seconda prova del Campionato Italiano Rally Autostoriche (CIRAS), svolto tra la serata di giovedì ed oggi pomeriggio sulla lunghezza di nove prove speciali e caratterizzato da tanto agonismo e duelli serrati per le posizioni di vertice. Il successo assoluto è arrivato con il bis dei senesi Alberto Salvini e Davide Tagliaferri, con la loro verde Porsche 911 RS, passati al comando della gara dalla settima prova (la terza odierna), ricevendo il testimonio dai blasonati “Lucky”-Pons, con la Lancia Delta integrale 16V. A loro volta avevano rilevato la leadership dai valtellinesi Lucio Da Zanche-Daniele De Luis, traditi dalla rottura del cambio alla loro Porsche 911 SC, dopo che avevano comandato la prima tappa.

Una volta assurto a leader, Salvini ha cercato di arginare i ripetuti attacchi di “Lucky”, riuscendo a tenere la mente ferma verso l’obiettivo della conquista di un nuovo alloro all’Elba, per lui gara sempre dal significato particolare. Alla fine “Lucky”, al secolo Luigi Battistolli, ha chiuso con ampio merito sopra il secondo gradino del podio sfruttando al meglio possibile la sua Delta, con terzo arrivato il siciliano, estimatore dell’Elba ed il suo rallye, Salvatore “Totò” Riolo, in coppia con Alessandro Floris con la Subaru Legacy RS.

La top five assoluta si è esaurita con un altro senese di livello, Valter Pierangioli da Montalcino, affiancato dal lucchese Celli, quarto assoluto sulla Ford Sierra Cosworth, e dall’acclamatissimo locale Francesco Bettini, in coppia con Acri, al debutto con la non certo facile Porsche 911 SC. Pierangioli è sempre stato a ridosso dell’attico della classifica con grande merito, costantemente firmando riscontri cronometrici d’effetto, e la stessa lunghezza d’onda l’ha fornita Bettini, lottando ad armi pari con piloti blasonati, seppur con l’incognita di non conoscere la vettura di Stoccarda affidatagli. Punti interrogativi importanti, per il pilota di Portoferraio, che ha comunque messo la firma sulla miglior prestazione tra i piloti locali.

Tutte le lotte nei raggruppamenti

Il quarto raggruppamento è stato appannaggio di “Lucky”, davanti a Riolo, e terzo Pierangioli. Riolo ha invece lamentato il fatto di essere rimasto attardato nella prima prova di Capoliveri del giovedì da problemi di natura elettrica, cosa che li ha costretti a fare i classici “straordinari” per risalire posizioni in classifica ed anche per rimanerci, visto che la sua rombante boxer giapponese ha spesso palesato difficoltà anche alla turbina. Quarto poi Bettini e prestazioni di spessore anche per il livornese Giovanni Galleni, con la Opel Ascona 400, affiancato dal giovane Niccolò Gonnella. Per loro costante presenza nei quartieri alti della classifica, cosa che li ha portati alla quinta posizione, decisamente meritata.

Il terzo raggruppamento, è stato piuttosto movimentato: dopo la disavventura di uno dei “big”, Angelo Lombardo con la foratura iniziale, ha conosciuto il ritiro di un altro “nome”, Luca Ambrosoli, uscito di strada durante la terza prova speciale con la sua Porsche 911 quando era al comando. Nonostante il notevole tempo perso, Lombardo era riuscito comunque ad andare al comando e rimanerci in scioltezza sino alla penultima chrono per poi rovinare tutto con un’uscita di strada, con la quale ha consegnato il successo ai locali Giudicelli-Ferrari, su una VolksWagen Golf GTI. Al secondo posto sono finiti i pisani Fantei-Grechi (Alfa Romeo Alfasud) e podio completato da Costa-Lazzeroni, su una Fiat 127. Sfortuna anche per Questi-Morina e la loro Opel Ascona, secondi in classifica sino alla quinta prova e poi traditi dal motore nella successiva.

Il secondo raggruppamento ha sorriso ad Alberto Salvini, con quasi 7’ su Vicario-Frasson ( ord Escort RS1.6) i quali, dalla quinta prova, hanno sopravanzato Pagella-Brea (Porsche 911), finti poi terzi.

Nel primo raggruppamento, sino alla quinta prova speciale ha comandato con agilità Antonio Parisi, su una Porsche 911S, con D’Angelo alle note, per poi uscire di scena per un incidente. Leadership quindi passata in mano a Salin-Trotta (Porsche 911S), i quali non si sono fatti scappare l’alloro davanti a Fiorito-Bertonasco (BMW 2002 Ti), finiti lontani, ma comunque andati a segno con soddisfazione. Terza piazza per la Ford Escort Twin Cam di Canzian-Franchi.

Duelli di alto contenuto adrenalinico tra le A112 del Trofeo omonimo (caratterizzato su due gare distinte, ogni tappa è stata dunque un rally a se stante). Al termine della Gara-1 hanno vinto Domenighini-Torricelli, risultati i più veloci in tutti i tratti cronometrati, su Bartoloni-Leporatti e terzi i fiorentini Fognani-Sammicheli. Di altra faccia la Gara-2: a parte la vittoria-bis di Domenighini, sono usciti di scena in questa seconda sfida sia Bartoloni (rottura della batteria, PS 7) che Fognani (rottura staffa del cambio, PS5), entrambi quando erano ai vertici ed anche un altro “nome” del celebre monomarca, l’aretino Orazio Droandi, è uscito di scena per incidente a fine della sesta prova. Alla fine, sotto bandiera a scacchi, dietro a Domenighini, sono transitati il sempreverde, aretino pure lui, Francesco Mearini (con Acciai alle note), “argento” con il classico colpo di reni finale, e Cazziolato-Nolfi, terzi.

La daga dei ”ritiri di lusso”

La gara ha riservato diversi “colpi di scena” già dalla prima tappa, con la foratura di Lombardo già sulla seconda prova (la prima odierna), per la cui causa ha lasciato circa 2’ e la conseguente perdita della leadership provvisoria nel 3° raggruppamento. L’Elba ha detto male pure all’attesissimo veneto Matteo Luise, tradito dal motore della sua Fiat Ritmo al termine della terza prova ed anche per il forte locale Andrea Volpi c’è stata poca gloria, con la Lancia Delta Integrale 16V condivisa con Maffoni. Dopo un avvio confortante, il migliore degli elbani, già dalla seconda prova ha sofferto per noie all’idroguida, dovendo giocoforza ritirarsi, dalla settima posizione che occupava. Riammesso in gara per la seconda tappa, si è di nuovo ritirato (PS(8) per noie al motore.

Anche Andrea “Zippo” Zivian, ha versato lacrime: è stato tradito già allo start della prima prova per la rottura della molla di una valvola alla sua Audi Quattro e pur finendo l’impegno ha poi alzato bandiera bianca. Sfortunato anche il sammarinese Marco Bianchini, con al fianco Giulia Paganoni. Sono stati attardati da problemi meccanici alla loro Lancia Rally 037 durante la prima tappa, il motivo del loro essere affondati in classifica e ripartiti nella seconda con la riammissione in gara, con la quale hanno firmato alcuni tempi da assoluto.

CIRAS: all'Elba da Zanche fa la voce grossa
CIRAS: all’Elba da Zanche fa la voce grossa all’inizio, ma poi si ritira

Da Zanche comanda la prima giornata

Il Rally Elba Storico-Trofeo Locman Italy è arrivato all’intervallo alla fine della 1° Tappa lunga dove è Lucio Da Zanche e Daniele De Luis su Porsche 911 SC. Dopo lo show ieri sera a Capoliveri e lo scratch questa mattina sulla Volterraio, il driver valtellinese termina la tappa 1 primo fra gli sfidanti del 4°Raggruppamento e con 24’’6 di vantaggio su Luigi “Lucky” Battistolli e Fabrizia Pons sulla Lancia Delta Integrale. Il campione vicentino ha provato ad attaccare, ma di fatto Da Zanche è sempre stato più veloce. Terzi assoluti, a +28’’6 dal leader, sono Alberto Salvini e Davide Tagliaferri con la Porsche 911 RS.

Il senese, sempre costante e veloce, in testa al 2°Raggruppamento, ha realizzato i migliori sulla prova di “Bagnaia” e di “Nisportino-Cavo” e cercherà di dare la caccia alla piazza d’onore occupata da Lucky, dalla quale lo separano solo 3’’7.
Al Rallye Elba Storico non sono mancati i colpi di scena dalle prime battute del mattino con ritiri importanti, primo fra tutti quello di Marco Bianchini. Il sammarinese con Giulia Paganoni alla sua destra è stato fermato da problemi meccanici alla Lancia 037 gruppo B ma ripartirà domani per il Day 2. Attardato sempre sulla lunga Volterraio anche Angelo Lombardo.

Il pilota di Cefalù affiancato a Hars Ratnayake incappa in una foratura alla Porsche 911 SC che gli ha fatto perdere oltre due minuti, lasciando posto nel 3°Raggruppamento a Luca Ambrosoli. Lombardo è comunque riuscito a prendersi la leadership nel 3°Raggruppamento dopo il cappottamento dell’avversario comasco con Rolando Bozzo su Porsche 911 SC. Fuori dai giochi anche il veneto Matteo Luise, con Melissa Ferro, riuscito a rimanere tra i primi dieci fino alla prova numero 3. Luise è stato costretto a ritirarsi per problemi al motore della sua Fiat Ritmo 130.

Tra i migliori del “quarto” il toscano Valter Pierangioli, su Ford Sierra con Giancarla Guzzi, rimasto costantemente nella top fine assoluta di gara. Pierangioli, ora terzo nel 4°Raggruppamento, ha sorpassato proprio sulla prova numero 4 Totò Riolo. Il pilota di Cerda, insieme ad Alessandro Floris, ha combattuto con delle noie di corrente riscontrate già ieri sera alla sua Subaru Legacy Turbo, scende quindi al quinto posto.

Sesto assoluto e primo degli equipaggi elbani è Francesco Bettini al suo debutto con la Porsche 911 condivisa con Luca Acri. Una corsa difficile per l’altro pilota locale Andrea Volpi. L’elbano con Michele Maffoni ha riscontrato problemi all’idroguida della Lancia Delta che lo hanno messo ko dopo tre prove. Settimo della generale dunque Angelo Lombardo, seguito in ottava posizione dalla BMW M3 di Giovanni Galleni e Nicolò Gonella.

Sempre nel 3°Raggruppamento, gara sfortunata anche per “Zippo” Andrea Zivian insieme a Denis Piceno sulla Audi Quattro ritiratosi al termine della prima prova di oggi per la rottura della molla di una valvola già nella prova d’apertura inaugurale. Chiudono la top ten di questa prima tappa elbana, i due equipaggi in lotta anche per il 2°Raggruppamento in ordine Maurizio Pagella con Roberto Brea su 911 RS, e Dino Vicario assieme a Marina Frasson su Ford Escort RS 1.6.

Parlando degli altri protagonisti di Raggruppamento nel 3° molto dietro a Lombardo, secondo nella classifica Giacomo Questi che insieme a Giovanni Morina su Opel Ascona B e terzo Massimo Giudicelli con la Volkswagen Golf GTI. Piuttosto interessante anche la battaglia per il 1°Raggruppamento dove i primi due scratch sono del veneto Nicola Salin con la 911 S ma è poi Antonio Parisi a prendersi la testa con la sua Porsche 911 SC. Nel Trofeo A112 Abarth firmato Yokohama e organizzato dal Team Bassano tra i 13 equipaggi iscritti è Giacomo Domenighini a mantenere la vetta della classifica davanti a Bartoloni e Fognani.

Le sorti del XXXII Rallye Elba Storico si decideranno tutte nella giornata di domani sabato 19 settembre con cinque prove con la “Due Mari” (22,43 km) la “Due Colli”, la sfida di “Lavacchio-San Piero” (14,22 km) e “Perone” (9,26 km). A Capoliveri arrivo finale alle ore 16,45 di sabato 19 settembre.

Stefano Peroni e la Martini Mk32 fanno il bis alla Bologna-Raticosa

Miglior tempo in assoluto per il fiorentino della scuderia organizzatrice sulla Martini MK32 di 5° Raggruppamento nella 32^ edizione della gara emiliana sui 6.210 metri della Provinciale della “Futa”. Un bis dopo il successo del 2019. Secondo tempo per il pilota di casa figlio d’arte Filippo Caliceti su Osella Pa9 di 4 raggruppamento, terzo tempo per Matteo Aralla su Reynard 903 F.3.

Detto fatto: Il ritorno al volante dei protagonisti della salita per auto storiche è stato ricco di emozioni alla 32^ Bologna Raticosa, primo dei tre appuntamenti del Campionato Italiano Velocità Salita Auto Storiche CIVSA andato in scena questo fine settimana sui 6.210 metri della Strada Provinciale della “Futa” dove ad ottenere il miglior tempo è stato Stefano Peroni sulla Martini MK32. Il driver e preparatore fiorentino portacolori della Bologna Squadra Corse, ha mostrato le proprie intenzioni sin dalle prove e sulla monoposto con motore BMW ha confermato lo stato di grazia in 5 Raggruppamento, ottenendo il crono finale di 2’53.49 al termine di Gara 2. Peroni vince e fa bis nella gara che vinse anche lo scorso anno.

“E’ stato un bel crescendo – ha spiegato Peroni – a partire dalle prove del sabato fino alla gara di oggi dove abbiamo evitato di strafare. Il percorso è molto divertente e si conferma sempre tecnico e insidioso. Avremmo potuto far di più soprattutto in gara 1 ma abbiamo preferito non prendere rischi e aspettare che il percorso migliorasse. Quest’anno ho un nuovo propulsore cui devo abituarmi soprattutto nella gestione dell’erogazione, ma sono certo che ci darà soddisfazione. Questa è stata però una gara strana perché dall’inizio del weekend ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa nel leggere la classifica. Mancava il nome del mio amico e avversario Uberto Bonucci”.

Secondo sul podio dell’ipotetica classifica generale è stato il portacolori di AB Motorsport Filippo Caliceti, sulla redditizia Osella Pa9 che fu del padre Mario. Il giovane bolognese è infatti riuscito a riacquistare la macchina del padre e riportarla alle glorie di un tempo. Per lui oltre alla gioia del podio arriva anche il primato in 4 raggruppamento nonostante una leggera toccata in gara e i problemi al cambio che non gli hanno consentito l’innesto della terza marcia.

A completare il podio di una ipotetica classifica assoluta, è il giovane lecchese Matteo Aralla che ha risolto i problemi al cambio della sua Reynard 903 F.3 della Zero 40 con la quale ha preceduto il padre Emanuele, quarto della classifica generale sulla spettacolare Dallara F390 che fu del pilota di Formula 1 Olivier Panis, oggi un pò ballerina d’assetto. Quinto in classifica generale e secondo di 4 Raggruppamento è il driver del team Di Fulvio Mario Massaglia in apprendistato sulla Osella PA 9/90.

Un raggiante Giuliano Peroni Senior sulla Osella PA/8 preparata in house si piazza in sesta posizione assoluta, conferma la leadership del 3 raggruppamento e il proprio stato di forma completando ambedue le manches di gara in 6’20,42 riuscendo ad abbassare la propria prestazione grazie ad un’azzeccata scelta di gomme e ad una migliore interpretazione del percorso che in ogni caso è andato via via migliorandosi.

Esordio su Porsche 911 di classe Silhouette oltre i 2000 cc altamente soddisfacente per un altro portacolori della Bologna Squadra Corse, ovvero Sergio Galletti, ottavo assoluto, secondo di 3 Raggruppamento e capace di precedere l’esperto mantovano Giuseppe Gallusi che ha centrato l’obiettivo personale di stare sotto i 3 minuti e 20 secondi sia in Gara 1 che in Gara 2 grazie alle regolazioni d’assetto apportate alla sua Porsche 911 SC di Classe GTS oltre i 2500 cc, abbassata rispetto alle prove e con una migliore pressione delle gomme.

Nel 2 Raggruppamento, la vittoria va di diritto a Giuliano Palmieri sulla poderosa De Tomaso Pantera della Bologna Squadra Corse che è riuscito ad effettuare le migliori regolazioni all’assetto, avendo indurito l’avantreno e avendo risolto le noie ai freni che gli sono valsi un ottimo 3’18.82 in gara 1, che lo stesso pilota modenese non è riuscito a migliorare in gara 2. Il podio del secondo raggruppamento è tutto occupato dai concorrenti delle GTS oltre 2500 CC dato che secondo e terzo sono Vincenzo Rossi su Porsche 911 Rs della Scuderia Etruria e Umberto Pizzato della Palladio Historic ancora su Porsche 911 in allestimento Rsr. Si dice soddisfatto della quarta piazza di raggruppamento l’esperiente Vittorio Mandelli, autore di una gara molto regolare sulla redditizia Porsche 911 SC della Bologna Squadra Corse.

Nel 1 raggruppamento, quello delle vetture più anziane costruite cioè entro il 1971 è il ternano Angelo De Angelis sulla sempre fiammante Nerus Silhouette della Valdelsa Classic a conquistare l’alloro grazie ad una guida regolare e senza sbavature, davanti all’esperto Matteo Lupi Grassi che, pur avendo lamentato un fondo un po scivoloso al volante della Lotus Elan 26R, è riuscito ad abbassare il proprio riscontro cronometrico limitando il distacco da De Angelis di soli 4.80 secondi.

Terzo classificato di 1 raggruppamento è stato l’abruzzese Antonio Di Fazio sulla spigolosa NSU Brixner Spyder della Valdesa. La gara organizzata dalla Scuderia Bologna Squadra Corse presieduta da Francesco Amante, si è disputata senza alcun intoppo e in condizioni climatiche eccellenti ed ha visto l’adozione di tutte le misure anticovid in linea con le disposizioni ministeriali e della federazione. La competizione è stata diretta in maniera impeccabile da Mauro Zambelli.