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Foto di gruppo degli eroi del RTeam di Renato Rickler

Dakar 2019: straordinaria vittoria italiana del RTeam di Renato Rickler

Se per il mondo intero, questa Dakar 2019 è stata una delusione, per noi non è stato del tutto così. È vero che il podio così com’è stato composto era prevedibilissimo. Non diciamo scontato solo perché c’erano le incognite Stephane Peterhansel e Carlos Sainz. Ma a noi di RS piace trovare un aspetto positivo in ogni cosa. Seguiteci, perché quello ottenuto dalla squadra di Renato Rickler è un risultato importantissimo che non può passare in sordina. Non per noi.

Prendi tre forlivesi mai stati sulle dune, un team capitanato da Renato Rickler che ha fatto più deserto di un dromedario, aggiungi tanta grinta, forza mentale a piacere, spirito di corpo ad esagerare, due gocce di follia ed un pizzico di “speriamo che ce la facciamo”. Agita bene, a lungo e servi il tutto nella Dakar. Risultato: un cocktail dal sapore perfetto. Questa la Dakar dei tre “S”: Andrea Schiumarini, Andrea Succi e Massimo Salvatore.

L’equipaggio si è piazzato terzo tra i veicoli di serie, dietro solo a due vetture ufficiali, e primo tra i veicoli di serie a benzina, oltre che cinquantunesimo assoluto in una classifica composta da piloti di sessantaquattro diverse nazioni e trecento e cinquanta veicoli alla partenza. “Per un team privato arrivare in fondo è come per i team ufficiali vincere. Ho concluso con il mio team, non a caso Rteam, la mia decima Dakar. Questa volta in Perù, la più difficile che mai, con il settanta per cento di sabbia”, racconta Rickler.

“Chi non ha provato non può immaginare, e tutti i piloti che vengono con me la prima volta alla fine mi dicono sempre: avevi ragione, se non lo provi non ci puoi credere. La gioia che provi quando passi il traguardo finale, la paura degli ultimi chilometri sono incomparabili. Raramente piango, ma alla fine di ogni Dakar condivido lacrime con i miei equipaggi, che a loro volta non credevano di poter provare sensazioni così forti, esasperate dalla stanchezza di 15 giorni di gara”, prosegue il team manager.

“Gli equipaggi dei team privati come il mio sono i veri eroi della Dakar, che la organizzazione trascura mediaticamente avendo occhi solo per i grandi risultati. Però quando fanno vedere le immagini di chi soffre, si rivolgono a quelli come noi, quelli che si spremono fino in fondo per arrivare su un palco e non essere quasi considerati, perché tutti attendono i migliori, i primi delle sole classifiche assolute”, racconta ancora Rickler.

Il team di Renato Rickler ha ottenuto un risultato straordinario

Il team di Renato Rickler ha ottenuto un risultato straordinario

“Onore al merito, sono bravissimi, dei piloti professionisti di grande levatura con capacità innate che pochi al mondo anno. Però, partono la mattina presto quando è fresco, sono i primi a passare su terreni e sabbia non scavati, hanno dei mezzi molto performanti per i quali la organizzazione deve in qualche maniera creare dei percorsi che li pongano in difficoltà, hanno i “map men” che gli studiano i percorsi migliori e le tracce da seguire e comunque vanno veramente molto forte. Al loro arrivo dopo solo quattro ore di guida, vanno in hotel, hanno il massaggiatore, la dieta, il relax, la considerazione dei media”, aggiunge.

“La nostra Dakar è diversa, al di la dei comfort inesistenti. Per passare nei percorsi scavati, studiati per mettere in difficoltà top car, top camion e Ssv, noi con i nostri veicoli di serie ci sfiniamo. Sono percorsi praticamente impossibili da superare senza adeguata potenza, e devi provare, provare, provare ancora fino a che non sali. Ma così facendo ti pianti e quindi scavi, metti piastre, esci, gonfi le gomme, ricarichi tutto e riparti”, chiarisce Rickler.

Intanto è passata un’ora ed hai consumato tante energie, ma prosegui con una incredibile forza e passione: 20, 21, 23, 24 ore al giorno così, non ti lavi, non mangi al bivacco, arrivi sfinito, ti butti per terra dormi 1, 2, 3 ore e via. “Quando i miei equipaggi Schiumarini, Succi, Salvatore con Raptor 423 e Ricky con Dragos sono arrivati al traguardo, erano sfiniti, sporchi, puzzavano ma avevano concluso la grande avventura, Quella senza sconti. Negli ultimi quattro giorni hanno dormito sette ore, mangiato sabbia e lavorato come escavatori”.

Ma nonostante tutto sono arrivati in fondo e questa è la grande vittoria. “Una soddisfazione indimenticabile, meritata, sudata, vinta! Devo dire che la passione e la forza di animo dei mie equipaggi anche quest’anno è stata unica. Nonostante la mia trentennale esperienza in questo settore ho imparato tanto, non si smette mai di farlo”.

Rickler conclude dicendo: “Sono stati eccezionali come piloti, come resistenza, come passione e tenacia, ma soprattutto sono state fantastiche persone a livello umano e questa è la migliore dote. Io mi sento vincitore con loro, il team ha funzionato, la squadra ha funzionato, i meccanici Stefano, Riccardo e Maicol, il coordinamento, la logistica, gli equipaggi, i veicoli che sono stati perfetti. Unico dispiacere il ritiro degli amici Del Punta-Sinibaldi, equipaggio con veicolo Ssv a cui prestavamo la nostra assistenza”.

Nasser Al-Attiyah è il vincitore della Dakar 2019

Dakar 2019: vince Nasser Al-Attiyah per la terza volta

Nasser Al-Attiyah ha concluso l’ultima tappa della quarantunesima edizione della Dakar 2019 al dodicesimo posto assoluto, distante nove minuti dal vincitore della giornata. Con questo risultato, il pilota della Toyota ha vinto la sua terza Dakar. In posizione d’onore è anche salito Nani Roma, staccato di quarantasei minuti. Sébastien Loeb è salito sul terzo gradino del podio finale a Lima.

L’ultima tappa era appena un “warm-up” se confrontata con la sfida che presentava tutta la gara, da Pisco a San Juan de Marcona. Nasser Al Attiyah apriva la strada sui 342 chilometri di prova speciale in programma, uno scenario che Carlos Sainz, secondo nella tappa d’apertura del rally raid, ha voluto evitare: “Nessun grosso problema, sapevamo più o meno cosa avremmo trovato e abbiamo seguito il nostro piano. Non volevamo aprire la strada domani, così ce la siamo presa un po’ con calma”, ha commentato al termine della Lima-Pisco.

Approccio tranquillo, tuttavia, non manca di sottolineare come Toyota e Al-Attiyah-Baumel, fossero considerati gli avversari principali: “Bisogna spingere – diceva Sainz – la verità è che vedo la Toyota piuttosto forte. Al-Attiyah è il chiaro favorito, è come se fosse a casa sua. Anche se lo scorso anno ha commesso degli errori e ha dimostrato di non essere infallibile”.

Il principe del Qatar ha avuto un approccio conservativo sulla sua Toyota Hilux, forte dei minuti di vantaggio in classifica generale su Nani Roma. Al-Attiyah e il suo co-équipier, Matthieu Baumel, hanno concluso la tappa in dodicesima posizione a nove minuti dal vincitore della tappa, Carlos Sainz.

Alle spalle di Al-Attiyah in classifica generale troviamo Nani Roma e Alex Haro Bravo (Mini). Concludono la Dakar in terza posizione Sébastien Loeb e Daniel Elena: il francese, tradito dalla trasmissione della sua Peugeot 3008 DKR nella tappa di ieri, ha terminato ad un’ora e 54 secondi da Al-Attiyah. Quarta posizione per Jakub Przygonski e Tom Colsoul (Mini), davanti a Cyril Despres e Jean-Paul Cottret (Peugeot). Camelia Liparoti è la prima italiana classificata, al trentasettesimo posto.

Sebastien Loeb da applausi nell'ottava tappa della Dakar 2019

Seb Loeb da applausi alla Dakar: Nasser Al-Attiyah è dietro

Sebastien Loeb si aggiudica l’ottava tappa della Dakar 2019 e strappa applausi dopo una prova magnifica da San Juan de Marcona a Pisco. L’alsaziano rifila ben 7’27” a Nasser Al-Attiyah, sempre più leader della classifica generale, crollano invece Stephane Peterhansel e Carlos Sainz (quest’ultimo staccato di oltre un’ora e mezza). Sebastien Loeb eroico: questo l’unico giudizio possibile nei confronti dell’alsaziano, naufragato solo un giorno fa e capace nell’ottava tappa di rifilare una sonora lezione a tutti i suoi colleghi e rivali. A bordo della sua Peugeot privata del team PH-Sport, il fuoriclasse francese ha mostrato sin dalle primissime fasi di gara di essere a caccia di rivincite e di non aver intenzione di guardare in faccia a nessuno.

Partito ben lontano dai big dopo i guai di ieri, Loeb ha infatti martellato senza tregua scalando posizioni chilometro dopo chilometro: dall’undicesima all’ottava, dalla sesta alla terza, prima di superare dopo circa 300 km anche il formidabile Nasser Al-Attiyah su Toyota, ormai leader incontrastato della classifica generale che difficilmente potrà sfuggirgli di mano nelle ultime due tappe. Eppure il qatariota è giunto al traguardo con un distacco importante da Loeb: 7’27”. Niente di paragonabile tuttavia al vantaggio che ha conservato in classifica generale rispetto ai più immediati inseguitori, che sono ora Nani Roma (Mini) a 46’29” e proprio Loeb a 46’45”.

Chi è definitivamente crollato è invece Stephane Peterhansel, costantemente a disagio sulle dune della tappa odierna a dispetto della sua esperienza e della sua fama da ‘Mister Dakar’. Solo un giorno dopo aver ottenuto una fantastica vittoria, il francese ha perso 31’41” dopo essere andato in crisi nel quarto e nel sesto settore. Staccato di 53’30” in classifica generale da Al-Attiyah, ormai le speranze di vittoria finale per lui sono finite.

Crisi profonda per Carlos Sainz: il vincitore della Dakar 2018, che pure si era portato in testa nelle primissime fasi della tappa, è arrivato al traguardo con un distacco di oltre un’ora e mezza da Loeb, dopo essersi bloccato con la sua Mini in una difficile sezione di dune. Lo stesso punto del percorso, peraltro, ha causato pesanti ritardi ad altri due big come Cyril Despres e Bernhard Ten Brinke. Dimostrazione di quante insidie possa nascondere la Maratona nel Deserto, anche per i piloti più esperti.

Stephane Peterhansel vince la settima tappa della Dakar 2019

Dakar 2019, mischiate di nuovo le carte: Peterhansel torna a vincere (VIDEO)

Immagini straordinarie e uniche direttamente dalla Dakar Rally 2019, che com’è noto quest’anno si svolge solo in Perù dal 6 al 17 gennaio 2019. La gara termina dopo dieci tappe e dodici giorni. Nella giornata del 14 gennaio, la Dakar 2019 ha mischiato di nuovo le carte. La settima tappa, con partenza e arrivo a San Juan de Marcona, ha visto il ritorno alla vittoria di Mister Dakar, Stephane Peterhansel e una giornata stregata per Sebastien Loeb: il francese ha perso 40 minuti a causa di un problema elettrico alla sua Peugeot e ha chiuso solo nono a 28′.

Intanto, Loeb scrive un’altra pagina epica nel suo personalissimo romanzo della Dakar 2019. Per una volta non grazie alla sua Peugeot, ma nonostante. L’alsaziano, reduce da due straordinarie vittorie nella quinta e sesta tappa, vive una giornata da incubo sui 323 chilometri di speciale iniziati e terminati a San Juan de Marcona.

Il suo calvario inizia pochi km dopo la partenza, quando un problema elettrico blocca la sua macchina per quasi 40 minuti. Il campionissimo francese poi riesce a ripartire, lanciandosi in una poderosa quanto disperata rimonta: a ogni parziale rosicchia infatti secondi e minuti a ogni rivale, ma questo non basta a recuperare tutto l’intero svantaggio accumulato.

All’arrivo il ritardo dal vincitore di tappa è solo di 28’27”, che lo costringono però a chiudere solo nono. Dopo essere stato però anche sessantesimo. Capitolo a parte lo merita il primo al traguardo, uno Stephane Peterhansel che si è pienamente riscattato dopo il tracollo della sesta tappa. ‘Mister Dakar’ è apparso sin dalle primissime fasi di corsa il più ispirato del gruppo, ingaggiando una bella battaglia con Nani Roma e seminandolo nel finale: lo spagnolo ha comunque chiuso secondo a 4’33”.

Terzo un ottimo Carlos Sainz, che senza un inizio problematico si sarebbe forse anche potuto aggiudicare la tappa, chiusa invece a 9’28”. Quarto al traguardo un sornione Nasser Al-Attiyah, leader della classifica generale che si è potuto permettere una giornata senza strappi dato il grande vantaggio sui rivali accumulato sin dal primo giorno. Fin qui una Dakar praticamente senza sbavature per il qatariota.

Scoppia la polemica tra l'equipaggio Loeb-Elena e l'organizzazione

Roadbook sbagliati alla Dakar 2019: Daniel Elena annuncia il ritiro

Scoppia la polemica alla Dakar 2019, dopo la vittoria della quinta tappa da parte di Sebastien Loeb e prima della giornata di riposo che spezza la competizione sudamericana. Come abbiamo anticipato, l’equipaggio francese si è riscattato dopo una giornata in cui avevano sofferto molto a causa di tre forature, che hanno causato oltre dodici minuti di ritardo dal leader della classifica generale Nasser Al-Attiyah. Alla fine della giornata, il navigatore Daniel Elena ha pubblicamente e duramente criticato l’organizzazione della Dakar 2019 per i molti errori commessi nel roadbook. Elena ha anche detto che lui e Sebastien continuano a correre solo per rispetto degli sponsor.

“Siamo contenti di come stiamo viaggiando, ma per nulla del roadbook. La nostra velocità e il lavoro fatto con Seb sono perfetti. Abbiamo anche vinto oggi, ieri il nostro passo era molto simile, ma abbiamo forato tre volte e abbiamo chiuso la tappa sul cerchione facendo così venti chilometri. Il momento peggiore per noi è stata la terza tappa: il roadbook dell’organizzazione era disastroso e, infatti, in tanti ci siamo persi”, ha detto Elena. Il navigatore di Loeb ha aggiunto che: “Sarà probabilmente l’ultima edizione della Dakar a cui prenderò parte”. Non è più convinto di voler continuare. Non ritratta neppure dopo aver vinto la tappa. E Loeb? Seb capisce la sua rabbia…