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Guida al Rally Valli Ossolane a cura di Cerutti, Grossi e Dresti

Il Rally Valli Ossolane si appresta a vivere la sua 57° edizione; tra poco più di sette giorni infatti, i motori torneranno a rombare nelle strade della Valle Vigezzo e dintorni con circa cento equipaggi pronti a darsi battaglia. È ancora fresca la memoria degli appassionati che solo tre mesi fa hanno potuto entusiasmarsi con la sfida sul filo dei secondi tra Caffoni e De Tommaso ed ora sono pronti per  i nuovi assalti al pilota di Domodossola che puntualmente, si presenterà al via con una vettura da assoluto.

Oltre a Caffoni sono molti i concorrenti che hanno messo nel loro mirino il Valli Ossolane: si va dai locali Margaroli, Nicolini a Laurini e Pelfini passando dall’otto volte campione svizzero Hotz fino al ticinese Ivan Ballinari per arrivare a Bruni, Barbieri, Lombardi, Zanazio o Corinaldesi, solo per citarne alcuni; la lotta si preannuncia incandescente anche per via del fatto che il percorso è rinnovato e metterà tutti a dura prova.

Un nota decisamente positiva è la presenza di parecchi equipaggi elvetici che al Valli Ossolane si metteranno in discussione contro i numerosi drivers locali. “Aver raggiunto le cento adesioni è motivo di vanto per noi organizzatori – raccontano i fratelli Zagami della New Turbomark – ma vista la possibilità di ampliare il numero abbiamo pensato di prorogare la data di termine iscrizioni a lunedì.

A proposito delle speciali; ci siamo fatti guidare… dai navigatori sulle tre piesse della gara: Mario Cerutti ci racconterà la Domobianca365, Mauro Grossi la Damoni-Conte Gria ed Andrea Dresti la Crodo-Mozzio.

PS1 Domobianca365 (Km 9.70)

Ad accompagnarci sulla prima prova del rally è Mario Cerutti, navigatore (ma sovente anche pilota) che nel suo palmares vanta parecchie vittorie assolute sebbene manchi tra queste il Valli Ossolane. “La Domobianca365” è la strada che tutti gli appassionati di neve hanno fatto almeno una volta per recarsi agli omonimi impianti: meglio conosciuta come Lusentino, questa prova è stata riproposta dopo quasi quarant’anni al Valli anche se gli stessi organizzatori della New Turbomark l’avevano proposta in versione più corta (7km), al Rallyday 2Laghi del 2017 e 2018. La prova è generalmente molto veloce ed affascinante, tecnica ed insidiosa. L’Inizio speciale, nel comune di Domodossola, è lento e presenta alcuni tornanti ancora nell’abitato dopodiché la carreggiata si apre e diventa più veloce; sembra facile ma se si tentenna si prendono molti secondi di distacco senza nemmeno accorgersene. Indubbiamente conterà molto saper fare bene le traiettorie. La mia parte preferita è quella centrale che presenta uno sconnesso adrenalinico: ci sono infatti piccoli avvallamenti da fare in pieno: lì si “scherza” con l’aderenza! Nella parte alta ci si imbatte in un tratto ancora farcito da tornanti. In generale la prova ha molte curve cieche dove bisogna osare: conterà molto una buona stesura delle note ed il feeling tra pilota e navigatore”.

PS2-4 Damoni-Conte Gria (Km 12,80)

Mauro Grossi è un navigatore di Crevoladossola; classe 1982 ha preso parte a ben 15 Valli Ossolane vincendone cinque; dal 2013 corre con Caffoni. “La Cannobina in senso contrario è un inedito pronto a lasciare il segno; la discesa è ideale per chi ha talento e coraggio e ancora una volta qui ci si giocherà il rally. Si parte appena fuori dall’abitato di Malesco e i primi tre chilometri sono da farsi in salita; il punto dello scollino è chiamato dai rallysti ossolani il “cavatappi” perché le due inversioni consecutive ricordano il celebre tratto del circuito di Laguna Seca; da quel momento inizia la discesa pura con i primi allunghi nei quali non escludo possa  entrare il limitatore specie a chi, come noi, dispone di una vettura a cinque marce. Una serie di curve veloci ed un allungo portano all’inversione sinistra di Finero; lì continua la discesa caratterizzata dal passaggio in una chicane e nelle due gallerie. Si prosegue con un tratto veloce e l’ingresso nel temuto “budello”, un pezzo molto guidato, farcito di curve insidiose a basso raggio: sono 3 o 4 km molto intensi dove la carreggiata si fa via via più stretta; nonostante tutto il livello di sicurezza è molto alto vista la presenza di rail alti. Usciti da lì ci si butta in una serie di tornanti verso fine prova inframezzati da brevi tratti veloci. La speciale, dedicata a Damoni e Gria, presenta sia il veloce che il lento tecnico ma credo che alla fine premierà i veri impavidi che sapranno osare nel veloce in  discesa: bisogna essere dotati di buona tecnica ma soprattutto di tanto coraggio!

PS3-5 Crodo-Mozzio (Km 9.50)

A Crodo ci “accompagna” virtualmente Andrea Dresti, navigatore di Finero che oltre ad aver accumulato un’importante esperienza a livello nazionale (1° navigatore del Trofeo Suzuki 2020), è anche riuscito a trionfare sulle strade di casa nell’edizione 2018 insieme a Fabrizio Margaroli. “Parliamo di una prova che più classica non si può: la Crodo-Mozzio è radicata nella storia del Valli Ossolane specie in questo senso di marcia che rispetta la tradizione; per questo la speciale non presenta molte insidie sebbene non vada presa sottogamba; tutti la conoscono ma proprio per questo non bisogna eccedere in confidenza. All’inizio ci sono i famosi tornanti che con le R5 si possono fare in spazzolata ma poi vi è la discesa davvero divertente nella quale ci si trova di tutto, veloce e lento. Bisognerà prestare attenzione a non commettere errori ma come spesso accade, difficilmente potrà fare la differenza.”

CRZ 2: Ivan Ferrarotti: 6 su 6 al Rally delle Palme

Il 2021 coincide con il ritorno sul palcoscenico del rallysmo nazionale del Rally delle Palme. Una gara storica, la cui ultima edizione risaliva al lontano 1998, quando ad imporsi furono Fabrizio Ratiglia e Fulvio Florean sulla Lancia Delta. L’edizione numero 22 della gara ligure ha visto il netto dominio di Ivan Ferrarotti, in coppa con Fabio Grimaldi, sulla Skoda Fabia R5 della GIMA. Il reggiano ha impresso un ritmo inarrivabile per tutti, aggiudicandosi tutte e sei le prove in programma. Per lui un ottimo test in vista del Rally dell’Elba, prima prova del CIWRC.

Secondo posto per Emilio Cortese al volante della Skoda Fabia R5, staccato di 1’21″4 dalla vetta, mentre sul terzo gradino del podio troviamo un’altra vettura boema, ma con al volante il comasco Paolo Porro, navigato dal fido Paolo Cargnelutti, al debutto con la Skoda Fabia.

Chiude ai piedi del podio Alberto Biggi con la Skoda Fabia R5, seguiti dal duo francese Magnou-Villanova su Peugeot 208 R2B. Sesto e settimo posto per la Renault Clio R3C di Kevin Daldini e per la Skoda Fabia S2000 di “Galet”, navigato dall’esperta Giancarla Guzzi. A seguire troviamo la Skoda Fabia R5 di Jordan Brocchi e la Renault Clio S1600 di Nicholas Cianfanelli. Chiude i primi dieci il francese Christophe Magnou.

Paolo Andreucci: ottimo test per lo sviluppo

“Abbiamo raccolto numerosissimi dati al Ciocco, l’asfalto viscido ci ha aperto nuove strade per lo sviluppo”. Nella prima gara del Campionato Italiano Rally Sparco 2021, il pilota Paolo Andreucci, navigato da Francesco Pinelli, è riuscito a concludere la gara acquisendo una serie di informazioni importanti per il lavoro di sviluppo delle MRF Tyres.

A bordo della Skoda Fabia R5 Evo 2, curata dal Team H Sport di Silvio Lazzara, il pilota garfagnino ha condotto una gara incentrata sulla raccolta dati, per lo sviluppo delle MRF Tyres, coperture di cui è tester e sviluppatore. Le condizioni meteo della gara, ha permesso di studiare il comportamento delle gomme su varie condizioni climatiche e di asfalto.

“Abbiamo raccolto dati importanti per la nostra attività di sviluppo programmata con MRF Tyres – ha commentato Paolo Andreucci-. Il nono posto assoluto è legato alle scelte che abbiamo fatto durante la gara. Così come preannunciato prima dell’avvio del rally, abbiamo messo in atto delle scelte per testare le varie mescole e studiare il comportamento delle gomme sul fondo scivoloso del Rally del Ciocco. Sono felice di aver avviato questa collaborazione con il Team MRF Tyres. Il team ha una strategia di sviluppo aggressiva e stavamo lavorando per ottenere dati per lo sviluppo delle gomme”.

“È stato un rally impegnativo con le condizioni che sono cambiate tra lo shakedown del venerdì e power stage del pomeriggio e la gara del sabato. Durante il rally abbiamo fatto delle scelte volte ad analizzare il comportamento delle gomme su fondo scivoloso. Il riscontro è stato positivo, soprattutto sul bagnato del venerdì, dove abbiamo ottenuto sia allo shakedown, che nella prima prova il secondo tempo. Questo è stato il mio primo rally con MRF Tyres e ho imparato molto su come funzionano le gomme. Non vedo l’ora di lavorare sodo durante la stagione”.

Nelle prossime settimane, il pilota garfagnino comunicherà i suoi prossimi appuntamenti rallistici. In ordine cronologico ed in base agli impegni presi, il prossimo rally a cui parteciperà dovrebbe essere il Rally Adriatico, la gara di apertura del Campionato Italiano Rally Terra 2021, dove sarà presente per la sua prima gara su terra con le nuove coperture. 

CRZ 6, Rally del Ciocco: vittoria per Federico Gasperetti

Il Rally del Ciocco e Valle del Serchio, valevole per il CRZ 6, si è chiuso nel segno di Federico Gasperetti e Federico Ferrari, al volante della Skoda Fabia R5. Il pistoiese con questo risultato inaugura nei migliori dei modi la sua stagione 2021, anche se bisogna dire che gli avversari non sono di certo mancati.

Infatti nelle prime due prove speciali il vero mattatore della gara è stato Luca Panzani, il quale fin dal pronti e via ha rifilato distacchi pensati a tutti i suoi avversari. Purtroppo sulla terza prova il pilota di Barga perdeva diversi secondi a causa di un testacoda e ad approfittarne è stato Gasperetti, che andava a vincere la PS di “Massa- Sassorosso”, a pari merito con Claudio Arzà, riducendo sensibilmente il suo distacco dalla vetta.

Da lì in avanti il portacolori della Pistoia Corse, complice anche un’ottima scelta di gomme, ha continuato ad attaccare riuscendo alla fine a spuntarla per soli 4”8 su Luca Panzani. Quest’ultimo, come già detto in precedenza, era stato autore di un avvio di gara davvero strepitoso riuscendo a prendere fin da subito il comando delle operazioni. Però quando tutto sembra ormai scritto, la sorte ci ha ancora messo una volta lo zampino. Prima un testacoda e poi un’errata scelta di gomme, poco adatte al fondo reso viscido dalla pioggia, non ha permesso a Panzani di vincere per il secondo anno consecutivo la gara di casa, dovendosi accontentare della seconda posizione.

Sul terzo gradino del podio troviamo la Citroën C3 Rally2 di Claudio Arzà e Massimo Moriconi, autori di una gara positiva e che gli ha visti assoluti protagonisti insieme a Panzani e Gasperetti. Quarta posizione per la Skoda Fabia R5 di Pierluigi Della Maggiora, mentre al quinto posto termina la sua gara Claudio Fanucchi con la Renault Clio R3C. A seguire la Peugeot 208 R2 del veloce Gianandrea Pisani, il quale si è preso il lusso di mettersi alle spalle la ben più performante Hyundai I20 R5 di Franco Rossi, navigato dall’esperto Flavio Zanella. Ottava e nona posizione per le Renault Clio R3C di Federico Rossi e Simone Di Giovanni. Chiude i primi dieci la Skoda Fabia R5 di Andrea Marcucci.

CRZ, Rally del Ciocco: tutti ad inseguire Luca Panzani

La edizione 2021 del Rally del Ciocco e Valle del Serchio, la numero 44, si sta dimostrando più che mai in salute, non solo grazie ad un elenco iscritti da capogiro nella gara valevole per il CIR, ma anche grazie ai 77 equipaggi che prenderanno parte alla gara del CRZ. Saranno 8 le Rally2 al via del primo appuntamento della Zona 6 e occhi puntati sul grande favorito della vigilia, ovvero Luca Panzani, in coppia con Alessia Bertagna su Skoda Fabia Rally2 Evo.

Il pilota di Barga, reduce dalla vittoria al Rally del Carnevale di metà febbraio, cercherà di bissare il successo ottenuto nella passata edizione, quando al volante della vettura boema mise in riga tutti i suoi avversari. Il lucchese dovrà vedersela con un manipolo di avversari di assoluto livello, tra questi spiccano i nomi di Federico Gasperetti (Skoda Fabia), Claudio Arzà (Citroën C3) e del ceco Erik Cais (Ford Fiesta) abituale protagonista del Campionato Europeo.

Tra gli altri iscritti alla classe Rally2 troviamo Franco Rossi sulla Hyundai I20, Pierluigi Della Maggiora e Andrea Marcucci sulle Skoda Fabia ed infine Marco Ferrari sulla Ford Fiesta. Nella classe N5 da segnalare la presenza di Simone Boscariol sulla Renault Clio, mentre nella S2000 sarà della partita il giovane Riccardo Pederzani con la Peugeot 207. Per quanto riguarda il Gruppo N prenderà il via della gara toscana la Subaru Impreza di Gianluca Marani, in coppia con Davide Geremia.

Si prospetta una bella lotta nella classe R3C tra le Renault Clio di Claudio Fanucchi, Andrea Simonetti, Federico Rossi, Cesare Tozzini e Simone Di Giovanni. Stesso discorso nella R2B, dove ci sarà battaglia tra le piccole Peugeot 208, Citroën C2 e Ford Fiesta. Al via troviamo anche la nuova Peugeot 208 Rally4 affidata a Gabriele Catalini, navigato da Maicol Rossi.

Ricordiamo che i protagonisti del CRZ partiranno in coda alla gara principale, ma a differenza dei primi non disputeranno il primo giro di prove nella giornata di sabato. Il tutto per un complessivo totale di 62,94 km cronometrati.

Allenamento vincente per De Tommaso al Laghi

Un vittoria varesina in chiave nazionale. Damiano De Tommaso vince per la prima volta la corsa di casa, il Rally Internazionale dei Laghi, al debutto con la Citroen C3 R5 del team FPF che solo pochi mesi fa ha regalato il tricolore all’altro astro varesino, Andrea Crugnola. I vincitori assoluti si sono aggiudicati anche il Memorial Cesare Sabella, padre di Andrea a capo dell’organizzazione della gara da trent’anni, il Memorial Ernesto Redaelli ed il Angelo Siccardi. Insieme al sammarinese Massimo Bizzocchi, De Tommaso ha avuto la meglio per 9”6 sul malnatese Dipalma, tornato in odore di professionismo nel motocross e ottimo interprete- dopo due anni di assenza- della VW Polo R5.

Sono questi due giovani talenti di casa ad aver monopolizzato il duello per la vittoria con gli altri avversari mai nel vivo della battaglia per una manifesta superiorità dei primi due. Quattro scratch per De Tommaso ed uno –la Ps4 Sette Termini- per Dipalma: il puzzle è completo. Anche quando le gomme non sono state uguali- nel secondo giro De Tommaso ha tenuto pneumatici più morbidi mentre il rivale ha indurito la mescola- la sostanza non è praticamente cambiata ed il successo è meritato con il distacco che nell’ultima prova è aumentato.

“Era una gara test in vista del CIR con la FPF con la quale ho appena firmato – ha detto il pilota della C3 R5 classe ’96 -ma ci tenevo a vincere sulle strade di casa nonostante l’assenza del pubblico. Ora pensiamo al Ciocco: qui abbiamo svolto un ottimo lavoro!”.

Anche Dipalma (Polo HK) può essere soddisfatto per avere tenuto spesso il passo del “prof” De Tommaso con una gara notevole vista l’assenza da due anni. Pure i terzi, Andrea Spataro e Gabriele Falzone, non sono meno contenti: per loro tenere un ottimo ritmo dietro a due big simili è un gran risultato e “con tutte queste R5 avrei messo la firma per il podio” ha detto il pilota della Skoda Free Rally Service. Sorprende positivamente il quarto tempo del comasco Stefano Baccega con Luca Oberti (Skoda Ferrari Motors), anch’essi lontani dalle piesse da un paio di anni ma bravi nel tenere ritmi migliori dei locali. Il distacco di 53”7 tutto sommato non è male.

Per le R5 Hotz ha portato la C3 GCar in quinta posizione mentre il valtellinese Varisto ha preceduto i locali Pensotti, Potente, Toia, l’elvetico Puricelli e il valligiano Bizzozzero. Vanno segnalate le uscite di strada di Scattolon (VW Polo) e Meli (Skoda) e la foratura di Laurini (VW Polo) che ha compromesso fin dai primi metri la sua gara.

Uscita di strada per Daverio, bravo fino a metà gara con la Skoda. Non partito Ferrarotti per problemi famigliari. Primo di 2 Ruote Motrici e di R3C è il pilota ticinese Kim Daldini in coppia col cittigliese Daniele Rocca (Clio GIMA); i due hanno tenuto ritmi elevati riuscendo a staccare con costanza i rivali sia della classe che delle S1600.

Out Bosetti per la rottura del semiasse mentre l’incidente di Della Maddalena, senza conseguenze per l’equipaggio, ha però avuto come risultato l’incendio della vettura che ha causato l’interruzione della speciale numero 4; Guzzi-Buffon sono secondi mentre Battistelli-Dal Santo terzi. In S1600 i coniugi valcuviani Barsanofio Re -Monica Luca hanno vinto l’ennesima categoria con una Renault Clio. Il duello con gli amici Maran-Maran si è interrotto dopo l’uscita di strada di questi ultimi.

Bene l’ossolano Fradelizio che conclude secondo (Clio Twister) mentre il cambio rovina il rientro alle corse del malnatese Manera. In R2B il podio è corrisposto al Trofeo Saredi: bella affermazione di Luca Fredducci, ligure trapiantato a Varese per questioni di cuore (la sua compagna e navigatrice è Clarissa De Rosa) capace di ben interpretare le sue nuove strade. Alle sue spalle di 19” ci sono Vagliani-Bertagnon mentre il giovane ossolano Di Pietro è a chiudere il podio.

A7 da dimenticare per il valtellinese Gianesini mentre il piemontese Martinelli ha di che festeggiare con la sua intramontabile Opel Astra: è primo insieme a Bagolin! La categoria N2 assegnava anche il trofeo intitolato a Luca Montesano: ancora una volta ha prevalso il valcuviano Matteo Marignan che, passato alla Citroen Saxo, ha ancora monopolizzato col suo talento la classe fino a 1600cc.

Insieme a lui l’amico Luca Marchesi. De Nunzio-Nico sono secondi su Peugeot 106 mentre Matteo Fortunato e la figlia Rebecca terminano terzi con la loro Peugeot curata dalla struttura di famiglia, la MT Sport. Bravo pur mancando di poco il podio, il valtellinese Formolli con la Duico. Il Trofeo CFB2 Race Tech ha avuto il suo epilogo sulle strade varesine le BMW della classe Racing Start Plus 2.0 hanno visto l’affermazione della coppia De Antoni-Musiari che ha prevalso su Alfano-Barbaraschi alla fine secondo per 19”, e sul friulano Biondo-Croce per 1’12”3.

In N3 il duo valcuviano Ciconte-Premoselli ha vinto al fotofinish con la Clio Rs Light sui comaschi Soldati-Biacchi: la rimonta nell’ultima prova li premia per soli 0”6! Terzi i valtellinesi Nussio-Fancoli a meno di dieci secondi e sempre su Clio. Vittoria di Zizza-Bassi in A5, Ciotti-Spagnolo in RS1.6 Plus, Fusetti-Fusetti in RSTB 1.6 Plus, Cominelli-Vitali in R1, Broggi-Chinaglia in R2C, Vittalini-Zambetti in R3T, Rosano-Meitre in A6, Messori-Pulici in S2000 e Bernardi-Battistelli in K10.

Subito out Musti per un guasto, Pagella ha menato le danze con la Porsche Gruppo B insieme a Brea. Dopo la sfuriata iniziale di Bertinotti, poi fuori dai giochi anch’esso con la Opel Manta, Pagella ha monopolizzato la parte centrale della gara accumulando il necessario vantaggio per andare a vincere sui comaschi Corbellini-Bozzo (Ford Sierra Csw) per 13”3 e i novaresi Vicario-Bondesan (Ford Escort MKII) per 34”1. Quest’ultimi hanno vinto il 3° Raggruppamento mentre Patrone-Miretti, su Opel Kadett, si sono aggiudicati il 2° per solo un decimo su Magistro (Talbot).

La Coppa 127 Energy è stata vinta da Pasetto-Frasson che hanno staccato Gandolfo-Torterolo di 35” e Margarito-Accaroli di 4’21”8; tutti erano al via su Fiat 127. Gara notevole quella degli specialisti Luca Monti e Roberta Ballerio che hanno portato in alto la bellissima Peugeot 304 (18 p.); seconda posizione per Viganò-Giacobino (Fiat 850 Sport Coupé con 53p.) e podio finale per Zanini-Adami su Alfa Romeo Alfetta (66p.). Monti e Zanini hanno ottenuto rispettivamente il primo ed il secondo posto anche della Coppa Pro Energy mentre il terzo gradino del podio va a Alberti-Segala.

Il Rally dei Laghi in mano a De Tommaso dopo due PS

Damiano De Tommaso è il primo leader del Rally dei Laghi 2021. Il pilota di Ispra, affiancato dal sammarinese Massimo Bizzocchi, ha siglato due scratch importanti che non solo valgono la leadership provvisoria ma che sono indicativi del livello messo in campo – o meglio su strada- dal pilota della Citroen C3 del team FPF: entrambi i tempi realizzati su Alpe-Valganna e Sette Termini sono migliori rispetto al record segnato da Crugnola nel 2017 su Ford Fiesta Wrc.

Se n’è accorto il malnatese Giuseppe Diplama che insieme a “Cobra” sta debuttando sulla VW Polo R5; il loro distacco è di 4”5 dalla vetta e sono gli unici che paiono tenere botta a parità d pneumatici (tutti i primi hanno montato Pirelli RA7A). Andrea Spataro e Gabriele Falzone (Skoda R5) sono terzi a 25”9 mentre quarti a 29”8 i sorprendenti Baccega-Oberti (Skoda R5) che, assenti da un paio d’anni dalle prove, riescono a tenere lontani piloti che ci si aspettava più vicini alla vetta.

L’elvetico Hotz, su Citroen C3 R5 è quinto ma il suo distacco 45”7 mentre è di 51” quello del lavenese Pensotti (Skoda). Pederzani è decimo e primo di S2000 (Peugeot 207) mentre lo svizzero Daldini comanda tra le 2Ruote Motrici su Clio R3C: alla sue spalle il locale Bosetti promette una gara tutta scintille. Re Barsanofio è primo tra le S1600.

Alcuni equipaggi hanno già iscritto il proprio nome nell’elenco dei ritirati: se il reggiano Ferrarotti è dovuto tornare a casa nel pomeriggio di ieri per un problema famigliare, il pavese Scattolon è stato il primo ad uscire di strada: un urto subito dopo lo start della PS1 ha già messo fuori causa il pilota della VW Polo R5.

L’ossolano Laurini ha forato nella Ps1 mentre il locale Brusa (Peugeot 207) ha alzato bandiera bianca: a causa del suo urto contro un terrapieno (nessuna conseguenza per l’equipaggio), la vettura ha perso olio sulla carreggiata costringendo la direzione a bloccare le partenze e ad assegnare il tempo imposto agli equipaggi dal numero 22 al 26. A seguito di un altro incidente accorso a Pistoletti-Daldini (n.46) anche gli equipaggi dal 47 al 49 hanno subito lo stop con conseguente tempo imposto. Tra i ritirati figurano anche due finalisti del monomarca CFB2 Race Tech: Ardigò ha rotto un tubo dell’acqua mentre Lamanna il differenziale.

Trofeo Pirelli con 80.000 euro di montepremi

Sotto la spinta della grande partecipazione alla prima edizione nonostante la pandemia, e del sempre più intenso impegno di Pirelli a supporto dell’attività rallystica non solo di vertice ma anche della base dei praticanti, viene confermato anche per il 2021 il Trofeo Pirelli – Accademia e sempre con iscrizione gratuita.

Rivolgendosi innanzitutto ai piloti privati italiani, il Trofeo Pirelli Accademia sarà nuovamente legato alle nove Coppa Rally di Zona ed alla Finale Nazionale Aci Sport Rally Cup Italia, gare che ogni anno coinvolgono una cinquantina di rally e oltre il 90% dei licenziati del settore.

Triplice lo scopo del Trofeo Pirelli Accademia

  • Favorire l’attività dei piloti privati attraverso un montepremi di circa 80.000 Euro che va ad aggiungersi a quelli messi in palio da Aci Sport per le Coppe di Zona e a quelli di altri trofei compatibili, come Peugeot Competition, R Trophy, ecc.
  • Supportare tecnicamente gli utilizzatori dei pneumatici Pirelli attraverso la presenza di personale tecnico Pirelli in occasione di selezionate gare di zona per far conoscere meglio le potenzialità e come utilizzare al meglio i suoi PZero, Cinturato e Scorpion.
  • Promuovere i migliori piloti attraverso il montepremi legato alla Finale Nazionale ACI Sport Rally Cup Italia

Confermate sia la formula sia il montepremi, che nella scorsa stagione hanno concretizzato perfettamente l’iniziativa: infatti ben 47 del centinaio di iscritti hanno conquistato uno dei premi in palio, con distribuzione dei premiati in tutto l’arco delle categorie di vetture ammesse (dalle N2 alle R5 passando per R3C, R2B, S1600, S2000, FA7).

L’attenzione ai “privati” è confermata anche dalla intenzionale possibilità offerta agli iscritti di competere contemporaneamente anche ad altri trofei di settore compatibili. Non a caso il bottino di Riccardo Tondina (Peugeot 208 R2B) nel Trofeo Pirelli – Accademia 2020 – per lui il più cospicuo e pari a 7.000 € – si è raddoppiato grazie agli ulteriori premi ottenuti nel Peugeot Competition e nella serie R Italian Trophy. Con un bilancio complessivo per il ventisettenne della scuderia Vaemenia di circa 15.000 €, vinti partecipando in stagione a 5 rally di Zona, con una media di 1.400 € di premio a gara solo da Pirelli!

Nell’edizione inaugurale il più premiato economicamente è stato il parmense Roberto Vescovi (Renault Clio S1600), con 8.000 € frutto dei successi assoluto in Zona1 e in finale fra le 2RM.

Così andò nel 2020

Sportivamente il successo più prestigioso nella finale nazionale di Como, quello fra i piloti con le vetture a quattro ruote motrici, è andato al trentunenne pavese Giacomo Scattolon, mentre fra i piloti Under 25 con le 4RM si è imposto il ventiduenne varesino Riccardo Pederzani.

Fra le vetture a due ruote motrici a trionfare in assoluto è stato l’esperto Roberto Vescovi (Renault Clio S1600) mentre fra gli Under 25 a vincere il premio Accademia è stato il ventitreenne sondriese Michel Della Maddalena (Renault Clio R3C) con il novarese Riccardo Tondina a imporsi nella speciale classifica riservata alla classe R2B.

Da ricordare, oltre a Vescovi (Zona1 – Piemonte e Val d’Aosta) e Scattolon (Zona 2 – Lombardia) anche gli altri vincitori di Zona della fase preliminare: il bresciano Jacopo Trevisani (Zona 5 – Emilia Romagna, Marche) e il palermitano Antonio Damiani (Zona 8 – Sicilia) con altrettante Peugeot 208R2B, il lucchese Emanuele Danesi (Zona 6: Toscana, Umbria) con la Ford Fiesta R2B, Luca Fiorenti (Zona 3 – Veneto tranne BL) e Luca Ghegin (Zona 4 – Trentino, Friuli e BL) con le Renault Clio R3C, e Carmine Tribuzio (Zona 7 – Lazio, Campania, Puglia, ecc.) con una Skoda Fabia R5.

CRZ2: pronto il debutto rallystico di Fiore-Meloni

Hanno 41 anni in due, Fiore-Meloni, ma sono già “vecchi” appassionati. Tanto “vecchi” e appassionati che hanno deciso di uscire dalle chat, mollare macchine fotografiche altro e gustarsi il rally dall’abitacolo della propria vettura. Il loro rally, ovviamente. Sono Alessandro Fiore (pilota debuttante di 22 anni) e Gabriele Meloni (navigatore debuttante di 19 anni).

Fiore-Meloni hanno deciso: dopo anni trascorsi a bordo prova, è finalmente arrivato il momento di mettersi alla prova. Così, con la scusa che nel periodo del Covid-19 i rally in Italia sono più corti e quindi più economici, i due giovanissimi hanno pianificato l’intera stagione nella Coppa Rally di Zona 2. Correranno con la Peugeot 106 in classe N2 per i colori della Biella Corse, sotto la gestione tecnica della WorldMotors.

Non hanno obiettivi precisi, oltre a divertirsi e imparare. Alessandro Fiore e Gabriele Meloni faranno coppia fissa a partire dal Rally dei Laghi di Varese, che per loro è la gara di casa. A loro vanno le nostre congratulazioni per la scelta coraggiosa con l’auspicio di ritrovarli anche nel 2022, ma questa volta pronti a vincere…

Aci Sport ascolti i preparatori-noleggiatori

Gli strascichi del 2020 e della dichiarata pandemia di Covid-19 si sentono, si riflettono molto anche sul nostro sport, che però quest’anno ha bisogno di accendere i motori presto. Ne ha più bisogno dell’anno scorso, perché il 2020 è stato drammatico: i preparatori-noleggiatori, che sono un’altra colonna portante del rallysmo hanno lavorato un terzo rispetto al 2019.

E prima che scoppiasse l’allarme coronavirus, che ci ha trascinati nel baratro da marzo 2020, molti di loro avevano fatto importanti investimenti. Chi vetture nuove e chi kit di aggiornamento. Bisogna aiutare loro, in questo momento, forse un pelino in più dei organizzatori. Questi ultimi hanno visto grandi numeri alle loro gare nel 2020.

Invece, molti preparatori hanno dovuto chiedere la sospensione dei mutui con le banche e hanno iniziato a noleggiare R5 a 6.000 euro in gare CIR, perché c’era chi già lo faceva. Cifre ridicole che, se da un lato rendono più abbordabili le vetture della classe regina in Italia, dall’altro dovrebbero farci riflettere sul rischio che la qualità e la sicurezza di alcune vetture si abbassi. “Motorsport in dangerous” per natura e non c’è bisogno dell’aiuto umano.

Sommario RS febbraio 2021

RS ha parlato con molti di loro e abbiamo pubblicato solo una parte delle interviste fatte per ragioni di spazio. Quasi tutti sono molto preoccupati. C’è chi parla di “giungla del noleggio” nei parchi assistenza e chi preferisce lavorare solo con l’estero per non dover subire concorrenza sleale. Non sappiamo da quale parte stia la verità.

Noi siamo solo semplici “passa carte”, ma è certo che questo è un grido d’allarme che bisogna raccogliere, a cui bisogna prestare attenzione. Se è giusto, ed è giusto, che Aci Sport sappia come si chiamano tutti i meccanici di un determinato parco assistenza, è ancor più giusto che controlli bene quali e quanti sono i preparatori-noleggiatori (assemblatori da quando ci sono le Gruppo R).

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Gianluca Tosi: mirino su IRCUP e CRZ

Un doppio impegno per cancellare lo sfortunato 2020. Sarà una stagione su due fronti, quella che Gianluca Tosi vivrà a partire dal prossimo mese.

Il rallysta di Carpineti ha infatti varato un programma 2021 che lo vedrà impegnato di nuovo nell’IRCup e nella Zona 5 del CRZ. Ovviamente, con la ferma intenzione di recitare un ruolo da protagonista su entrambi i fronti.

“Il piatto forte del menu agonistico di Tosi sarà rappresentato dall’IRCup, serie nella quale il reggiano ha sempre detto la sua, dapprima con la Clio R3C, poi – nel 2019 – a bordo della Fabia R5, con la quale colse un prestigioso quarto posto finale nella prima stagione al volante di una trazione integrale (la foto d’archivio di Dino Benassi li ritrae in azione all’Appennino Reggiano)”.

“Proprio da lì, Tosi ed il fidato Alessandro Del Barba ripartiranno: già, perché della loro partecipazione all’edizione passata del campionato c’è poco da dire, se non  che  sia stata una delusione totale: l’inatteso doppio zero nella casella dei punti in classifica (quelli raccolti sono i punti rastrellati con il bonus partecipazione) e la 36° posizione finale parlano più chiaramente di qualunque ulteriore commento e lasciano capire come si sia trattato di una stagione totalmente sui generis per un equipaggio solitamente molto concreto qual è quello griffato Movisport. In questo 2021, dunque, Tosi e Del Barba ripartiranno per tornare a veleggiare nelle zone alte dell’assoluta dell’IRCup e, magari, per riproporsi nella bagarre per il podio finale”.  

L’altro obiettivo sul quale Tosi si concentrerà è la zona emiliano-romagnola-marchigiana del CRZ: qui, il reggiano sarà al via delle gare su asfalto, quindi il Salsomaggiore ed il RAAB, sperando che questi due appuntamenti siano sufficienti per centrare la qualificazione alla finale di Coppa, prevista al Città di Modena a fine ottobre.

Tosi e Del Barba correranno ancora una volta con la Skoda Fabia della Gima, chiaramente calzando pneumatici Pirelli: i due riprenderanno la via dell’abitacolo al Ciocco, prima tappa del CIR che, per loro, rappresenterà una probante e significativa gara-test in vista dell’esordio d’inizio maggio nell’IRCup a Piancavallo.

Nascono due nuovi Campionati: Tricolore N5 e Open

La Dedo Engineering in collaborazione con M33 Srl annuncia la nascita dei due campionati interamente dedicati alle vetture di categoria N5 per la stagione rallystica italiana 2021: il Campionato Tricolore N5 e il Campionato Open N5.

Grazie alla determinazione degli organizzatori e al crescente interesse verso la categoria, sei appuntamenti delle massime serie tricolori rally 2021, con specifici coefficienti, andranno a comporre il calendario del primo Tricolore N5, la serie riservata a queste vetture che lascia pregustare un confronto appassionante e tutto da seguire.

Rallye Sanremo, Rally Adriatico, Rally San Marino, Rally di Roma, Rally San Martino di Castrozza e Liburna Terra, in quest’ordine, sono le gare in calendario salvo modifiche dovute all’emergenza sanitaria, con una perfetta suddivisione tra asfalto e terra. Roma e San Martino di Castrozza avranno coefficiente 1.5 mentre il Liburna Terra, atto conclusivo della serie, avrà coefficiente 2.

Grandioso il montepremi che sfiora i 60 mila Euro ma potrebbe arrivare fino a quasi 90 mila Euro se il riscontro di iscrizioni aumenterà ulteriormente. I premi saranno distribuiti quasi totalmente in denaro e una piccola parte in fusti di benzina Panta Max 102, uno dei partners del campionato insieme a Michelin, HRX Bespokemotorsport, Speedline, PFC Brakes e RMC Motorsport che forniranno le componenti obbligatorie per regolamento su ciascuna vettura: dagli pneumatici alle cinture, dalle tute personalizzabili (comprese nella tassa di iscrizione) ai cerchi. I premi saranno distribuiti successivamente ad ogni gara, per consentire una distribuzione più estesa e nel possibile ad un maggior numero di partecipanti.

“L’interesse è già davvero molto alto – ha commentato Alfredo “Dedo” De Dominicis, anima del progetto N5 in Italia, – e siamo sicuri che anche in questa stagione di lancio i numeri saranno molto importanti. Il primo ringraziamento va ad ACI Sport che ha approvato il progetto e gli amici Max Rendina e Bruno De Pianto di M33, partner di N5 Italia e Dedo Engineering, che hanno appoggiato l’idea e ci hanno aiutato a passare alla fase operativa, ma anche a tutti gli altri partners che hanno sposato la causa e che saranno al nostro fianco in questo anno di debutto a partire da Michelin. Le iscrizioni sono aperte sul sito www.n5italia.it dove ovviamente il nostro staff è a disposizione per fornire ogni informazione aggiuntiva necessaria”.

A fare del Tricolore N5 un campionato di sicuro interesse sono prima di tutto le caratteristiche delle vetture protagoniste. Con meccanica e telaistica uguale per tutte, le vetture di categoria N5 non perdono di valore con il tempo, permettendo un più facile rientro dell’investimento di acquisto iniziale potendolo spalmare su un periodo più lungo. Inoltre il kit offre le stesse opportunità di prestazione e vittoria per ogni equipaggio, indipendentemente dalla data di acquisto del mezzo. Saranno ammesse al campionato le vetture con omologazione nazionale Aci Sport del costruttore italiano Dedo Engineering.

Oltre al Tricolore N5, M33 Srl e Dedo Engineering organizzeranno anche il Campionato Open N5, una serie indipendente dal Tricolore N5 che permetterà di accumulare punti partecipando a qualsiasi manifestazione sportiva iscritta nel calendario Aci Sport 2021, sia rally che cronoscalate.

I partecipanti accumuleranno punti a seconda dei coefficienti attribuiti a ciascuna disciplina/campionato e al termine dell’anno sarà stilata una classifica con i migliori equipaggi classificati che si divideranno un montepremi di oltre 22 mila Euro, cumulabili ad altri 16.500 Euro messi in palio da Michelin sempre per i piloti che guideranno auto N5 nel CIWRC e nella finale di Coppa Italia.

I piloti vincitori dei 2 campionati acquisiranno la priorità Aci Sport (2°elenco nazionale) per la stagione 2022. Interessante, infine, anche la partnership con la Vittorio Caneva Rally School che metterà sul piatto un corso Advanced per il primo classificato di entrambe le serie e una giornata di Tutor per i due secondi classificati.

Reportage: quella ”sporca” decina della CRZ

Alla Coppa Rally di Zona, la Bella di Torriglia fa un baffo. Pare che nessuno la voglia ma tutti se la pigliano cercando di stringerla forte al petto, una volta avuta. È così che va per il circus delle competizioni regionali che forse non hanno un apparente appeal per parenti e sponsor ma che alla fine diventano manna per chi cerca di dare un senso ad una stagione magari annunciata con programmi roboanti puntualmente finiti a carte e quarantotto dopo le prime gare.

In realtà, negli ultimi anni, il buon lavoro di promozione messo in atto da Aci Sport ha portato clienti veri – ossia piloti intenzionati a gareggiare nei contesti locali – per molteplici ragioni. Aver concesso la possibilità di accesso alla finale di Como grazie anche ad un solo risultato utile, ha agevolato chi ha provato altri percorsi tenendo buona la scappatoia regionale.

Ma ad onor del vero la CRZ ha ottenuto un buon successo di partecipanti come non accadeva da qualche lustro. Una volta era già così e se si pensa alle Coppa Italia degli anni Novanta vengono in mente “pilotoni” intenti a scannarsi con Lancia Delta HF o Clio Williams per poter diventare i Re della propria zona.

Poi, per dare spazio anche alle classi minori, la Coppa Italia venne allargata, nelle possibilità di successo assoluto, anche alle vetture di categoria inferiore. Ottima cosa – si diceva – ma ciò contribuì allo spegnersi del contesto visto che, nel non essere supportata da premi, la Coppa veniva bistrattata dai più che non potevano permettersi un alto numero di partecipazioni come invece coloro che affrontavano rally con le N1 o le N2.

Fu così che rinacque

Sarà per esigenze di natura politica, sportiva o per ottime intuizioni, le gare locali hanno ritrovato linfa vitale anche al di fuori del proprio territorio di competenza. Quelle valide per la Coppa Rally di Zona – questo il nome corretto – danno automatico accesso alla finale che in questo biennio è stato il Trofeo Aci Como ma nel 2021 sarà il Città di Modena, catalizzando grandi attenzioni mediatiche.

In questo è da ritenersi ottima la collaborazione con Driver TV che ha raccontato e mostrato ogni singolo evento dando alla serie quel ritorno di immagine che in precedenza era lasciato all’iniziativa dei singoli organizzatori. A fare da sparring partner di queste iniziative ci sono stati i promotori privati: Pirelli, Michelin, R Italian Trophy ed altri monomarca hanno dato parecchi motivi di partecipazione ai concorrenti mettendo sul piatto premi in denaro succulenti che si sono aggiunti al premio di Aci Sport che consiste nelle iscrizioni gratuite alle gare di zona della prossima stagione. Sembra poco ma a conti fatti non lo è.

Consigli per il 2021

Qualcosa da rivedere c’è sicuramente perché analizzando i nomi dei vincitori della singole zone balza subito all’occhio come a spuntarla siano stati per lo più nomi di primo livello nazionale. Forse è per via dell’anno del Covid-19, ma di certo una rivisitazione alle possibilità di successo va fatta se si vuole incentivare tutti i genlteman di provincia che, ovviamente, partono svantaggiati tra budget e di piede rispetto a scafati giovani pronti al grande salto tricolore; se poi volessimo aggiungere una critica, potremmo sottolineare che il premio, in realtà, non è “offerto” da Aci Sport ma a carico dei singoli organizzatori che dovranno quindi rinunciare alle tasse di iscrizioni alle singole gare 2021 per gli equipaggi vincitori.

Com’è o come non è, la Coppa Rally di Zona ha dato modo di assistere a belle battaglie o a casuali monologhi, e ha ravvivato non poco i tizzoni ardenti delle classi intermedie che hanno potuto così trovare un senso a programmi altrimenti non ponderati. Abbiamo parlato con i vari vincitori di ogni zona per sentire la loro opinione.

Nucita che, col successo al 2 Valli ha vinto la Zona 3 dando poi il là al successo nella finale lariana lo abbiamo intervistato nelle pagine immediatamente precedenti quale vincitore della Finale Nazionale Aci Sport.

Seguono 10 interviste e classifiche ufficiali di Zona

Corrado Pinzano

Giacomo Scattolon

Alessandro Battaglin

Marco Bulacia Wilkinson

Thomas Paperini

Carmine Tribuzio

Alessio Profeta

Roberto Lombardo

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Interviste: Andrea Nucita è l’uomo da battere

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, il mattino di Andrea Nucita ha avuto un’alba luminosa. Perché il destino rallystico di Andrea era segnato fin dalla nascita. Il padre Domenico ha sempre corso, fino all’arrivo di Andrea nel 1989 e quattro anni prima di suo fratello maggiore Giuseppe, seguito in gara con partecipazione da mamma Nunzia.

Se l’arrivo dei figli ha interrotto l’attività agonistica del padre, non ne ha fermato la passione, rimanendo come pilatro della scuderia messinese Phoenix, per cui ha corso Andrea dalla sua prima gara sino al recente e vittorioso Due Valli di Verona dell’ottobre scorso. Una carriera iniziata sotto i migliori auspici, visto che già alla seconda gara, Rally di Proserpina 2008 a Enna, il giovane rampollo di famiglia sfiora il successo di categoria con la Peugeot 106 affiancato dalla navigatrice Giusy D’Angelo, mancando il gradino più alto del podio di Classe N2 per appena 6/10.

Rifacendosi appena due settimane dopo centrando la prima vittoria di categoria (Rally di Taormina con Francesco Chambeyront al quaderno delle note), primo acuto di una storia che proseguirà in una lunga serie di successi e che in seguito lo vedrà mettere in bacheca cinque vittorie assolute (fra le quali il successo al Targa Florio del 2018, un must per i siciliani) e sei partecipazioni a gare iridate.

Ma che bel curriculum

Oltre al Campionato Italiano Junior del 2012, la vittoria nell’Italiano Production del 2013, l’Abarth Rally Cup del 2019 e il brillante doppio scudetto nella stagione appena finita. Un palmares invidiabile. Non c’è che dire. Ma non solo. Andrea Nucita ha anche ottenuto due vittorie assolute nelle otto gare che ha disputato come navigatore.

“Mi siedo sul sedile di destra solo se a guidare c’è mio fratello Giuseppe, che quest’anno mi ha dettato le note in cinque delle sei gare che ho disputato” a coronamento di una stagione che ha portato al trentunenne messinese la vittoria a Como della Finale di Coppa Italia, oltre al titolo (e al contributo economico) del successo nella Michelin Rally Cup. “Lui è un grandissimo pilota e un ottimo navigatore e solo con lui mi siedo a fianco con la massima serenità”.

Un fratello fantastico

Essere figlio e fratello d’arte sembra avere i suoi vantaggi, anche se Andrea Nucita sgombra subito il campo. “Purtroppo, per correre, ho sempre dovuto fare conto solo sulle mie risorse, perché non ho mai avuto la fortuna di essere appoggiato da una squadra ufficiale, come è successo ad alcuni altri piloti della mia generazione, che hanno potuto disputare dei campionati all’interno di un team emanazione di case automobilistiche che lascia al pilota solo il compito di guidare”.

“In quei casi corri solo pensando ad andare più forte possibile e vincere, perché è ciò che richiede la squadra. Tutto il resto e nelle mani del team. Certo, il contributo di mio padre e mio fratello alla mia crescita rallistica è stato importante, perché essendo profondi conoscitori dell’ambiente hanno potuto darmi i consigli giusti, anche se tutto ciò non ha evitato che anch’io cadessi in qualche errore giovanile”.

“Il maggior merito di mio padre e di mio fratello è di avermi consigliato parecchio, senza mai impormi nulla, lasciandomi campo aperto per i miei esperimenti. Specie con mio fratello c’è un rapporto molto stretto e costruttivo. Per questo stiamo bene in macchina insieme”.

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Suzuki Motorsport: quando il successo è genetico

A fare lo spelling di S-u-z-u-k-i e poi a fare quello di r-a-l-l-y non c’è una lettera comune. Eppure i rally sono nei geni del Costruttore giapponese e ancor di più in quelli della sua filiale italiana, presieduta per di più da un rallysta e sempre molto attiva nel motorsport, dalla specialità regina delle corse su strada al cross country.

Ogni ano Suzuki Italia investe nel motorsport capitali (importanti), risorse umane (fondamentali) e know how (indispensabile). Oltre a Massimo Nalli, che quando la missione aziendale gli concede un po’ di tregua si fionda in una vettura da rally, si pensi a Massimo Nicoletti, volto e anima dei monomarca dagli occhi a mandorla in Italia.

La stagione 2020, per fortuna ormai alle spalle, è stata una stagione di altissimo livello sportivo per Suzuki Italia. Una stagione di piacevolissime conferme, con una partecipazione alla Suzuki Rally Cup unica nel panorama nazionale, nonostante una stagione profondamente segnata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

La tredicesima edizione del trofeo monomarca Suzuki, messo in atto con il supporto tecnico di Emmetre Racing, ha proposto nuovamente un parterre da record per quanto riguarda il settore rally.

“Il palcoscenico eccezionale offerto dalla Finale Nazionale Aci Sport a Como è stata una degna chiusura per il 2020 – spiega Massimo Nicoletti, team manager di Emmetre Racing – ed in parte è stato per noi un antipasto del 2021. C’è stato un incontro tra tutti i partecipanti della serie in questa stagione e diversi outsider. Un’occasione in più per confrontarsi tra trofeisti e predisporre anche le basi per la prossima annata. Tra loro erano presenti alcuni nuovi giovani come ad esempio Lamanna, che ha corso a Como sulle nostre vetture per capire realmente quali possano essere le sue possibilità ed ambizioni all’interno del trofeo. Lui e tutti gli altri si sono comportati egregiamente”.

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