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Il Team Collodel è pronto per disputare l'Italian Baja Primavera

Italian Baja di Primavera: il Team Collodel a cinque punte

Le iscrizioni sono a metà del guado per l’Italian Baja di Primavera, che si correrà sul greto del Piave, tra sabato 2 e domenica 3 marzo, zona cava Bordin in Comune di Crocetta del Montello. C’è tempo fino a lunedì 25 febbraio per notificare la propria adesione al primo atto del Campionato Italiano Cross Country Rally 2019 e, mentre i “rumors via social” attestano parecchi movimenti ancora dietro le quinte, Elvis Borsoi e il Team Collodel 4×4 mettono in chiaro le proprie intenzioni.

Cinque gli equipaggi pronti a schierarsi al via dell’inedita sfida fuoristrada targata Team Racing 4×4, cominciando proprio da quello formato dall’ex campione Borsoi e dal navigatore Stefano Pelloni, in arte “Pelo”, ma ribattezzato “Pellonen Stepanovjc” dal driver trevigiano, entrato subito in empatia con il suo nuovo compagno di avventura.

“E’ un periodo di lavoro forsennato – sottolinea Borsoi – ma ho grandi stimoli anche per rimettermi in gioco nella caccia allo scudetto, stavolta affiancato da un “serbo” davvero simpatico e intrigante. Spero di mettermi alle spalle i guai che hanno caratterizzato l’inizio di stagione 2018 con la Mini e di poter sfruttare le sue potenzialità. Quanto al Team Collodel 4×4, ci siamo attrezzati per uno schieramento a cinque punte, con forti ambizioni di classifica e l’auspicio di trovare tanti avversari per rendere avvincente ogni sfida, cominciando dalla Baja di Primavera. Noi, io in particolare, un grosso sforzo l’abbiamo già fatto”.

Ecco dunque gli altri quattro equipaggi con mezzi preparati nell’officina di San Pietro di Feletto. Andrea Tomasini, dopo una stagione di vertice in Suzuki, ha deciso di cambiare tutto e accogliere con entusiasmo l’opportunità di guidare il Toyota Toyodell T1.2 con cui Borsoi vinse lo scudetto 2017. Cambio di navigatore anche per il driver pordenonese, che avrà al suo fianco lo spilimberghese Angelo Mirolo.

Novità pure per la “mora ruggente” Margherita Lops, che passa al T1 con un Isuzu D-Max e si farà leggere le note da Elisa Tassile. Coppia stabile, invece, quella formata da Francesco Ceschin e Simone Ferraboli, in lizza per il T2 (veicoli di serie) con un Suzuki Grand Vitara Ddis 1.9 che potrà competere per il titolo Produzione e il Challenge monomarca. Infine un equipaggio inedito nel Team Collodel, con Andrea Castagnera e Dennis Dorigo nell’abitacolo di un Nissan Navarra T1.

Nicolò Algarotti navigato da Roberto Marzocco

Il tricolore cross country ritrova Nicolò Algarotti e Roberto Marzocco

Dopo un anno di lavoro di preparazione dello sviluppo radicale dello Yamaha YXZ1000R T3, il team Utv Legion ha deliberato nuovi assetti per essere molto più competitivi, puntando non solo alla classe T3 ma alla classifica assoluta. In questa stagione 2019 il team schiererà due equipaggi: il vice campione italiano 2017 Nicolò Algarotti, navigato da Roberto Marzocco e la new entry per la specialità, il bergamasco Rubens Visconti, che sarà navigato da Davide Rigoletto.

Gli equipaggi hanno già avuto l’occasione di provare i nuovi Yamaha T3 nei test pre-stagionali. In occasione della due giorni di prove in terra pordenonese Nicolò Algarotti s’è espresso positivamente: “Sono molto felice di poter finalmente provare questa nuova macchina, dice il Bergamasco, che dopo un anno di duro lavoro finalmente riusciamo a portare in campo gara con tante novità, sia per quanto riguarda il nuovo telaio ma anche per la nuova trasmissione”.

“È stato difficile sacrificare una stagione per stare dietro le quinte, ma questo lo sapevamo già quando abbiamo accettato la sfida di creare un nuovo concetto di utv, molto più simile a una autovettura e sempre meno a un quad. Per questo devo ringraziare il mio sponsor, la H81 logistic che ha sempre creduto in noi e il mio presidente, Rubens Visconti che ci è sempre stato vicino e ci ha supportato nelle varie difficoltà trovare lungo il percorso, così come tutto lo staff del Team Utv Legion”.

Per la stagione, il team ha una struttura tutta sua con un entourage dedicato alla preparazione, all’assistenza e alla logistica in provincia di Bergamo, dove si sviluppano in prima linea oltre ai mezzi, i vari stages di preparazione pensati anche per le gare di durata che vedranno impegnati il team nel corso della stagione 2019.

Un'immagine della passata edizione

La Baja di Primavera approda sul fiume Piave e inaugura la stagione

Il Piave mormora, mettere in agenda: 1-3 marzo Italian Baja di Primavera, gara di apertura del Campionato Italiano Cross Country Rally 2019. Per la prima volta si corre in provincia di Treviso, tra i comuni di Vidor e Crocetta del Montello, ma l’organizzazione è a cura del Team Racing 4×4 con sede a Lentiai in provincia di Belluno.

In pratica si scende il fiume, se ne carezzano le rive e ci si ritrova in “cava Bordin”, nell’ampio greto sulla sponda destra. Qui andrà in scena la prima sfida stagionale tra fuoristrada suddivisi nelle categorie T1 (prototipi), T2 (derivati dalla serie), T3 (tubolari), TM (side by side), TH (scadute omologazioni), TX (ultra4), in grado di offrire emozioni e spettacolo a curiosi e appassionati, di esaltare i protagonisti negli abitacoli. Compresi i partecipanti alla gara di regolarità che si metterà in coda.

Nulla nasce per caso. Molti componenti del Team Racing 4×4 hanno fatto “gavetta” in Friuli come capi settore e commissari di percorso nella versione iridata dell’Italian Baja alla quale si sono aggiunte in tempi recenti Baja d’Autunno (2016) e Baja di Primavera (2017) per supportare il rilancio della serie tricolore.

Massimo l’impegno del Fuoristrada Club 4×4 Pordenone e della sua guida carismatica Mauro Tavella, con incarichi in Fia e AciSport. Così quando nei mesi scorsi proprio Tavella aveva comunicato l’intenzione di passare le due gare più giovani a nuovi “partner organizzativi”, si sono fatti avanti Francesco Bottega, Willy Gasperin e Germano Vian “per cogliere la Baja di Primavera come un’opportunità di crescita prima ancora che una sfida agonistica e imprenditoriale”.

“E adesso c’è una corsa prima della corsa, con pieno appoggio delle Amministrazioni di Vidor e Crocetta del Montello”, sottolinea il triumvirato del Team Racing 4×4. Uno dopo l’altro vengono superati gli ostacoli burocratici (anche grazie ai buoni uffici di presidente e vice presidente dell’Aci di Treviso, Michele Beni e Stefano Torcellan, ndr), la griglia di permessi e autorizzazioni per un tracciato ad anello di circa 30 km sul greto del Piave.

Verifiche sportive e tecniche dei concorrenti, cerimonie di partenza e arrivo si svolgeranno al centro polifunzionale della Pro Loco “La Vidorese” in comune di Vidor, mentre la gara sarà maggiormente polarizzata in comune di Crocetta del Montello. Previsti tre giri sabato 2 marzo, due in senso inverso domenica 3 marzo.

Gli ingredienti per divertirsi e divertire ci sono tutti: sassi e acqua, buche e salti, i micidiali “whoops” che fanno sobbalzare i mezzi e stressano gli equipaggi. Ora che il Primavera viene organizzato in Veneto non si tirano certo indietro Elvis Borsoi (campione italiano 2017) e il team Collodel 4×4 di San Pietro di Feletto, che hanno già annunciato un filotto di iscrizioni alla prova di casa.

Sicura la presenza del campione in carica Lorenzo Codecà con il Suzuki Grand Vitara ufficiale, ma la novità dell’appuntamento saprà agganciare l’interesse di tanti specialisti del cross country tricolore, sempre pronti a rimettersi in gioco. Insomma, le premesse per la disputa di un bellissimo Campionato Italiano ci sono tutte…

Foto di gruppo degli eroi del RTeam di Renato Rickler

Dakar 2019: straordinaria vittoria italiana del RTeam di Renato Rickler

Se per il mondo intero, questa Dakar 2019 è stata una delusione, per noi non è stato del tutto così. È vero che il podio così com’è stato composto era prevedibilissimo. Non diciamo scontato solo perché c’erano le incognite Stephane Peterhansel e Carlos Sainz. Ma a noi di RS piace trovare un aspetto positivo in ogni cosa. Seguiteci, perché quello ottenuto dalla squadra di Renato Rickler è un risultato importantissimo che non può passare in sordina. Non per noi.

Prendi tre forlivesi mai stati sulle dune, un team capitanato da Renato Rickler che ha fatto più deserto di un dromedario, aggiungi tanta grinta, forza mentale a piacere, spirito di corpo ad esagerare, due gocce di follia ed un pizzico di “speriamo che ce la facciamo”. Agita bene, a lungo e servi il tutto nella Dakar. Risultato: un cocktail dal sapore perfetto. Questa la Dakar dei tre “S”: Andrea Schiumarini, Andrea Succi e Massimo Salvatore.

L’equipaggio si è piazzato terzo tra i veicoli di serie, dietro solo a due vetture ufficiali, e primo tra i veicoli di serie a benzina, oltre che cinquantunesimo assoluto in una classifica composta da piloti di sessantaquattro diverse nazioni e trecento e cinquanta veicoli alla partenza. “Per un team privato arrivare in fondo è come per i team ufficiali vincere. Ho concluso con il mio team, non a caso Rteam, la mia decima Dakar. Questa volta in Perù, la più difficile che mai, con il settanta per cento di sabbia”, racconta Rickler.

“Chi non ha provato non può immaginare, e tutti i piloti che vengono con me la prima volta alla fine mi dicono sempre: avevi ragione, se non lo provi non ci puoi credere. La gioia che provi quando passi il traguardo finale, la paura degli ultimi chilometri sono incomparabili. Raramente piango, ma alla fine di ogni Dakar condivido lacrime con i miei equipaggi, che a loro volta non credevano di poter provare sensazioni così forti, esasperate dalla stanchezza di 15 giorni di gara”, prosegue il team manager.

“Gli equipaggi dei team privati come il mio sono i veri eroi della Dakar, che la organizzazione trascura mediaticamente avendo occhi solo per i grandi risultati. Però quando fanno vedere le immagini di chi soffre, si rivolgono a quelli come noi, quelli che si spremono fino in fondo per arrivare su un palco e non essere quasi considerati, perché tutti attendono i migliori, i primi delle sole classifiche assolute”, racconta ancora Rickler.

Il team di Renato Rickler ha ottenuto un risultato straordinario

Il team di Renato Rickler ha ottenuto un risultato straordinario

“Onore al merito, sono bravissimi, dei piloti professionisti di grande levatura con capacità innate che pochi al mondo anno. Però, partono la mattina presto quando è fresco, sono i primi a passare su terreni e sabbia non scavati, hanno dei mezzi molto performanti per i quali la organizzazione deve in qualche maniera creare dei percorsi che li pongano in difficoltà, hanno i “map men” che gli studiano i percorsi migliori e le tracce da seguire e comunque vanno veramente molto forte. Al loro arrivo dopo solo quattro ore di guida, vanno in hotel, hanno il massaggiatore, la dieta, il relax, la considerazione dei media”, aggiunge.

“La nostra Dakar è diversa, al di la dei comfort inesistenti. Per passare nei percorsi scavati, studiati per mettere in difficoltà top car, top camion e Ssv, noi con i nostri veicoli di serie ci sfiniamo. Sono percorsi praticamente impossibili da superare senza adeguata potenza, e devi provare, provare, provare ancora fino a che non sali. Ma così facendo ti pianti e quindi scavi, metti piastre, esci, gonfi le gomme, ricarichi tutto e riparti”, chiarisce Rickler.

Intanto è passata un’ora ed hai consumato tante energie, ma prosegui con una incredibile forza e passione: 20, 21, 23, 24 ore al giorno così, non ti lavi, non mangi al bivacco, arrivi sfinito, ti butti per terra dormi 1, 2, 3 ore e via. “Quando i miei equipaggi Schiumarini, Succi, Salvatore con Raptor 423 e Ricky con Dragos sono arrivati al traguardo, erano sfiniti, sporchi, puzzavano ma avevano concluso la grande avventura, Quella senza sconti. Negli ultimi quattro giorni hanno dormito sette ore, mangiato sabbia e lavorato come escavatori”.

Ma nonostante tutto sono arrivati in fondo e questa è la grande vittoria. “Una soddisfazione indimenticabile, meritata, sudata, vinta! Devo dire che la passione e la forza di animo dei mie equipaggi anche quest’anno è stata unica. Nonostante la mia trentennale esperienza in questo settore ho imparato tanto, non si smette mai di farlo”.

Rickler conclude dicendo: “Sono stati eccezionali come piloti, come resistenza, come passione e tenacia, ma soprattutto sono state fantastiche persone a livello umano e questa è la migliore dote. Io mi sento vincitore con loro, il team ha funzionato, la squadra ha funzionato, i meccanici Stefano, Riccardo e Maicol, il coordinamento, la logistica, gli equipaggi, i veicoli che sono stati perfetti. Unico dispiacere il ritiro degli amici Del Punta-Sinibaldi, equipaggio con veicolo Ssv a cui prestavamo la nostra assistenza”.

Nasser Al-Attiyah è il vincitore della Dakar 2019

Dakar 2019: vince Nasser Al-Attiyah per la terza volta

Nasser Al-Attiyah ha concluso l’ultima tappa della quarantunesima edizione della Dakar 2019 al dodicesimo posto assoluto, distante nove minuti dal vincitore della giornata. Con questo risultato, il pilota della Toyota ha vinto la sua terza Dakar. In posizione d’onore è anche salito Nani Roma, staccato di quarantasei minuti. Sébastien Loeb è salito sul terzo gradino del podio finale a Lima.

L’ultima tappa era appena un “warm-up” se confrontata con la sfida che presentava tutta la gara, da Pisco a San Juan de Marcona. Nasser Al Attiyah apriva la strada sui 342 chilometri di prova speciale in programma, uno scenario che Carlos Sainz, secondo nella tappa d’apertura del rally raid, ha voluto evitare: “Nessun grosso problema, sapevamo più o meno cosa avremmo trovato e abbiamo seguito il nostro piano. Non volevamo aprire la strada domani, così ce la siamo presa un po’ con calma”, ha commentato al termine della Lima-Pisco.

Approccio tranquillo, tuttavia, non manca di sottolineare come Toyota e Al-Attiyah-Baumel, fossero considerati gli avversari principali: “Bisogna spingere – diceva Sainz – la verità è che vedo la Toyota piuttosto forte. Al-Attiyah è il chiaro favorito, è come se fosse a casa sua. Anche se lo scorso anno ha commesso degli errori e ha dimostrato di non essere infallibile”.

Il principe del Qatar ha avuto un approccio conservativo sulla sua Toyota Hilux, forte dei minuti di vantaggio in classifica generale su Nani Roma. Al-Attiyah e il suo co-équipier, Matthieu Baumel, hanno concluso la tappa in dodicesima posizione a nove minuti dal vincitore della tappa, Carlos Sainz.

Alle spalle di Al-Attiyah in classifica generale troviamo Nani Roma e Alex Haro Bravo (Mini). Concludono la Dakar in terza posizione Sébastien Loeb e Daniel Elena: il francese, tradito dalla trasmissione della sua Peugeot 3008 DKR nella tappa di ieri, ha terminato ad un’ora e 54 secondi da Al-Attiyah. Quarta posizione per Jakub Przygonski e Tom Colsoul (Mini), davanti a Cyril Despres e Jean-Paul Cottret (Peugeot). Camelia Liparoti è la prima italiana classificata, al trentasettesimo posto.