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Fase 3: rally a porte aperte, ma per mille persone a PS

È una delle scelte più logiche e razionali legate allo stato di emergenza epidemiologica, almeno all’apparenza. L’ha compiuta il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, aprendo parzialmente al pubblico negli eventi sportivi che si disputano all’aperto, compresi i rally, il rallycross, le cronoscalate, gli slalom, eccetera… Quantomeno per mettere fine ad una situazione imbarazzante e al limite dell’ipocrisia, l’automobilismo esce dalla Fase 2 a porte chiuse, anche se ufficialmente molti organizzatori hanno già dovuto rinunciare al pubblico, come ad esempio quelli del Rally Italia Sardegna, nonostante i rally si svolgano a porte aperte perché su strade pubbliche. Si può andare a vedere i rally da spettatori, senza dover cercare funghi. È ufficiale.

La riapertura agli spettatori è parziale e questo implica il rispetto di alcune regole, tra cui un massimo di mille persone a prova speciale. Apprezzabile, comunque, aver messo un limite ragionevole. Si spera anche sia solo un primo passo verso una riapertura generalizzata e totale, ma si teme che in realtà questa Fase 3 avrà una lunga durata. “Tutte le competizioni sportive che si terranno all’aperto e che rispetteranno scrupolosamente le regole previste in merito al distanziamento, mascherine e prenotazione di eventuali posti a sedere potranno avere pubblico”. L’ha messa giù così il ministro dello Sport. Con molta semplicità, anche perché sa che ogni specialità sportiva ha esigenze differenti.

“Nelle prossime ore verrà ufficializzata la decisione – le parole del ministro nell’annunciare l’apertura contingentata al pubblico negli eventi sportivi outdoor -, ma desidero sin da subito ringraziare il ministro Speranza per la collaborazione e il Comitato Tecnico scientifico per aver tempestivamente programmato l’audizione che ho richiesto. Dal confronto con i rappresentanti dei miei uffici, sono emerse le condizioni per un ulteriore approfondimento delle questioni riguardanti il mondo sportivo e per la condivisione del nostro punto di vista in merito all’esigenza di non differenziare tra eventi culturali ed eventi sportivi”.

“Auspico il più rapido compimento di tutte le azioni necessarie per rendere immediatamente applicabile quanto deciso”, ha concluso Spadafora. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, rispondendo a chi gli chiede della decisione del Governo di riaprire anche gli impianti sportivi al pubblico, seppur solo per mille persone, afferma: “Serve tempo, mi sembra che lo abbiamo sempre sostenuto. Ci si augura che ci siano segnali positivi il prima possibile. Poi le dinamiche organizzative spettano a chi ha la responsabilità”.

Non resta che attendere le comunicazioni di Aci Sport per conoscere bene i termini di queste nuove disposizioni, sperando che il tutto possa essere condensato in poche pagine come riescono a fare in Francia e non in più di ottanta pagine come per il piano attualmente in vigore…

CIWRC, Rally San Martino: Andrea e Giuseppe Nucita al via

Andrea e Giuseppe Nucita sulla Hyundai i20 R5 curata dalla Promo Racing Team e dotata di pneumatici Michelin, saranno al via del 40° Rally di San Martino di Castrozza, secondo round di Campionato Italiano Rally WRC. I fratelli siciliani del Team Phoenix, che usano accessori sportivi OMP Racing, hanno soltanto da guadagnare alla gara trentina dopo lo stop a cui sono stati costretti da una toccata all’inizio del Rally di Alba.

Andrea Nucita ha corso il San Martino di Castrozza nel 2011, ma da allora certamente molte cose sono cambiate. Sarà importante partire con il giusto ritmo e definire delle adeguate strategie per cercare di interpretare bene le speciali trentine. La gara avrà una elevata visibilità e potrà essere seguita venerdì 4 e sabato 5 settembre, in ogni fase attraverso le continue informazioni diffuse acisport.it , sul canale YouTube AciSport e sui canali sociali del CIWRC.

“Per noi è come partire da zero, possiamo soltanto guadagnare in gara – afferma Andrea Nucita – dieci anni sono un lasso di tempo consistente, anche se ricordo le prove, tante variabili saranno certamente mutate. Sono necessarie delle attente ricognizioni e poi individuare un set up subito efficace per la nostra Hyundai. L’intesa scattata con Promo Racing Team è di certo un punto di forza che useremo, come il supporto tecnico di Michelin nell’importante scelta degli pneumatici. Avere Giuseppe con me è garanzia di rapidità nelle decisioni e nella pianificazione della gara. Desideriamo poterci riscattare dalla sfortuna di Alba per condividere momenti di soddisfazione con tutti i nostri partner e gratificare anche gli incoraggiamenti avuti dalla Federazione e dalla Commissione Rally in particolare”.

CIWRC 2020: San Martino di Castrozza attende le WRC Tricolore

L’estate, dopo ferragosto, declina verso la parabola struggente delle giornate che si accorciano. Ma il San Martino (4/5 settembre), prova del CIWRC, è una risorsa di entusiasmo sempre pronta a riaccendere i cuori in primo luogo dei Primierotti. Passione e desiderio di derapata e controsterzo, uno scherzo alla vita, l’audacia di un colpo di mano sui tornanti con l’eco dei motori a rimbalzare tra le valli attigue. E al cospetto delle Pale dolomitiche, una storia di emozioni che si rinnova.

San Martino di Castrozza come superbo palcoscenico dove tutti possono sentirsi protagonisti, dal primo all’ultimo equipaggio in gara, sulle orme dei pionieri Cavallari-Munari, cercando ognuno il proprio spazio di gloria tra Campionato Italiano Wrc, Coppa Italia, Historique. Poco importa che quest’anno sarà tutto diverso, con l’agenda di precauzioni dettata da mister Covid-19 e un format Acisport volto a ridimensionare i percorsi e azzerare le prove spettacolo, agevolando gli sforzi degli organizzatori per contenere i costi dell’impresa.

L’importante sarà esserci comunque e sfidare doppiamente il cronometro su Manghen, Val Malene e Gobbera. La riscossa generale passa anche attraverso l’impegno dei rallisti per andare oltre gli ostacoli del momento. Un rombo di ottimismo in onore del 40° Rally San Martino di Castrozza.

San Martino di Castrozza e il Manghen

 I rallisti duri e puri lo chiedono sempre: “Ma quest’anno c’è il Manghen?”. E dipende spesso da una risposta affermativa se poi decidono di iscriversi al Rallye San Martino, perché la prova speciale che transita a quota 2047 sulla catena del Lagorai fa parte del mito, racchiude storie incredibili, consegna porzioni di orgoglio a ogni equipaggio che si migliora tra un giro e l’altro. Il Rallye 2020 la proporrà due volte sabato 5 settembre: ps 1 alle 9:47, ps 4 alle 14:47. Tracciato immutato rispetto alla scorsa edizione: 22,01 km che daranno l’imprinting di gara a tutti i concorrenti, orfani della prova spettacolo del venerdì sera che serviva a entrare nel clima di derapata e controsterzo senza distacchi profondi.

Mister Covid-19, ormai colpevole di ogni mutazione (anche di sé stesso..), ha costretto gli organizzatori dei rally a evitare situazione di contatto con il pubblico, allontanando la corsa dai centri abitati. Quindi niente sfida cittadina a San Martino, si comincerà col Manghen e per assistere al ripetersi del rito rombante bisognerà arrampicarsi dove osano le aquile. Sul piano dei ricordi, uno speciale ce l’hanno senza dubbio Michele Piccolotto e Gianni Marchi, quando nel 2010 la loro Fiat Punto S2000 restò per quasi mezza misura sull’orlo del precipizio.

“Avevamo preso un bel ritmo – racconta il driver bassanese – e la macchina non era malvagia. Subito dopo il passo comincia la discesa, c’è una curva a sinistra che chiude e invece di scalare misi dentro una marcia. Incredibilmente riuscii a bloccare l’auto in bilico sopra un masso con due ruote all’aria. Gianni aprì la porta e mi disse “guarda Michele che sotto non c’è niente”. Allora con circospezione, cercando di evitare il minimo basculamento dell’auto, decidemmo di uscire dal retro, prima lui e poi io, fuori dal portellone posteriore infilandoci tra il roll-bar. Avventura a lieto fine, altrimenti non sarei qui a raccontarla”. Da allora ad inizio discesa è stata sistemata una barriera protettiva in cemento.

Tutti i partecipanti della gara CIWRC 2020

Il Campionato Italiano WRC si affaccia al secondo appuntamento stagionale nel 40° Rallye San Martino di Castrozza e Primiero. La classica gara organizzata dalla San Martino Corse cade quest’anno a metà del percorso tricolore riservato alle World Rally Car, che si ritroveranno nuovamente al cospetto delle Pale Dolomitiche per la sfida in programma sabato 5 settembre. Sono 136 le vetture iscritte alla doppia gara. 29 autostoriche per l’Historic Rallye affiancate alle 106 moderne in corsa sia per il Campionato che per la 3^ Zona della Coppa Rally di Zona ACI Sport. A queste si aggiunge in testa una WRC Plus, Ford Fiesta di ultima generazione guidata da Giorgio De Tisi che sarà trasparente ai fini del risultato.

Dopo lo spettacolo inaugurale andato in scena ad Alba sembra che stiamo per assistere ad un episodio che avrà un peso specifico importante per la classifica assoluta di Campionato. San Martino infatti potrebbe iniziare a tracciare gli equilibri del CIWRC, dopo un primo round che non ha spostato molto in termini di classifica vista la presenza di diversi outsider provenienti dal Mondiale Rally. Stavolta i riflettori saranno tutti per i big dell’Italiano al volante delle WRC ed R5.
7 le World Rally Car candidate al vertice a San Martino di Castrozza.

Il Campione in carica Luca Pedersoli tornerà al volante della sua Citroen DS3 WRC insieme ad Anna Tomasi dopo la parentesi occasionale ad Alba, dove è stato protagonista dello show riservato alle Plus. Dovrà però riprendere subito il ritmo di gara sulla vettura del double chevron per candidarsi nuovamente alla corsa per il titolo. Il tricolore 2019 lo conquistarono un anno fa proprio nel round trentino. Si rinnoverà quindi la sfida a tre con Corrado Fontana e Simone Miele, gli stessi che proprio impegnati per la vetta assoluta nella passata edizione. Il comasco affiancato da Nicola Arena è riuscito a mostrare solo a tratti le potenzialità della sua Hyundai i20 WRC nel primo round e proverà a ripartire proprio dai due scratch segnati in Piemonte. È necessariamente uno dei favoriti, come il rivale varesino andato molto bene soprattutto ai primi passaggi di Alba e nuovamente alla guida di DS3 WRC con alle note Roberto Mometti.

Se si parla di volti noti del CIWRC, ecco una vecchia conoscenza che torna a calcare gli asfalti della serie a distanza di un anno. L’ultima apparizione fu proprio nell’ultimo San Martino per il comasco Paolo Porro, che ci riprova con Paolo Cargnelutti sulla Ford Fiesta WRC. Stessa vettura anche per il bresciano Gianluigi Niboli con Giuseppe Peli e per Valter Gentilini con Giulia Zanchetta. Ha voglia di continuare a stupire pubblico e appassionati anche il gentleman driver Luigi Fontana insieme a Giovanni Agnese, anche lui su i20 WRC come il figlio Corrado.

Occhi puntati anche sulle 23 R5, dato che alcuni driver di spessore hanno già dimostrato ad Alba che possono stare davanti alle World Rally Car e inserirsi per la corsa al titolo Assoluto. A partire da Luca Rossetti, il migliore del CIWRC nella prima uscita stagionale durante la quale è stato secondo solo ai big stranieri provenienti dal Mondiale Rally. Il friulano riparte dalle ottime indicazioni raccolte al debutto sulla Hyundai i20 R5 navigato da Manuel Fenoli. Replicare la prestazione del Round 1 è l’obiettivo anche per il driver di Biella Corrado Pinzano sul Volkswagen Polo con Marco Zegna, che dovrà provare però ad aumentare il passo per confermare il primato di categoria acquisito lo scorso anno.

Di avversari infatti ce ne sono molti, come il catanese Andrea Nucita che cercherà riscatto dopo la “falsa partenza” di Alba, rally concluso con il ritiro al debutto sulla i20 R5 in coppia con il fratello Giuseppe. Prova a prendere continuità anche il piacentino Andrea Carella, che vuole cancellare il ritiro della prima gara e dare continuità al podio nella CRZ conquistato al Ciocco con Enrico Bracchi sulla Skoda Fabia Evo. Vuole prendere ritmo anche Alessandro Gino, che insieme a Daniele Michi si appresta al suo secondo rally sulla Fabia R5, come il trevigiano Rudy Andriolo di nuovo presente insieme a Manuel Menegon, Paolo Benvenuti con Jasmine Manfredi e il ceccanese Stefano Liburdi navigato da Andrea Colapietro, tutti armati della vettura ceca.

Diversi anche i rientri in scena tra le fila del CIWRC. Vecchie conoscenze che hanno spesso fatto bene a San Martino, molto quotati anche per la lotta nella 3^ Zona come Efrem Bianco, su altra Fabia R5 e Matteo Daprà sulle strade di casa al volante di i20 NG, quindi l’immancabile driver di San Martino Pierleonardo Bancher, anche lui sulla vettura boema.

Alla flotta di vetture R5 si aggiungono 10 equipaggi in gara sulle Super 1600. L’uomo di punta è ancora Roberto Vescovi, che è ripartito da leader di classe insieme a Giancarla Guzzi sulla sua Renault Clio. Anche stavolta dovrà vedersela con diversi rivali tra i quali il bresciano Ilario Bondioni con Sofia D’Ambrosio, anche loro già presenti nel cuneese sulla Clio.
Sarà affollata come sempre la classe R2. Attesi in 13 allo start, tra i quali molti giovani interessanti come il trentino Fabio Farina su Peugeot 208, già visto all’opera nel CIR, impegnato stavolta sulle strade amiche. Quindi il vicentino Andrea Scalzotto, che proverà il salto di categoria sulla piccola vettura del Leone oltre al ritorno in Campionato del bresciano Gianluca Saresera e Rizziero Zigliani, già protagonista un anno fa su 208.

Diversi giovani hanno risposto alla chiamata del San Martino anche in classe R1. Il valtellinese Nicolas Parolaro su Ford Fiesta, il veronese Paolo Strabello su Suzuki Swift e il vicentino Nicola Cazzaro su Clio, anche lui presente nei primi appuntamenti del CIR.