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Umberto Scandola e Guido D’Amore in trionfo all’Adriatico

Umberto Scandola (nella foto di Massimo Bettiol) si aggiudica perentoriamente il Rally Adriatico, tra l’altro una delle gare che ha sempre interpretato al meglio. I maligni hanno detto che se ci fosse stato paolo Andreucci in gara, Scandola avrebbe avuto parecchie gatte da pelare. Ma Umberto è partito subito forte, aggiudicandosi le prime tre PS di fila, concedendo ad Alberto Battistolli la quarta, tornando al successo sulla quinta e lasciando la sesta ad Andrea Dalmazzini, ma restando leader per oltre 10″.

L’ultimo giro di prove vede Dalmazzini suonare la carica. E così se sulla settima prova vince di nuovo Scandola, le ultime due vanno al rivale con la Ford Fiesta. La seconda migliore prestazione della giornata è quella di un regolarissimo Edoardo Bresolin che, navigato da Rudy Pollet, per tutta la gara è sempre stato lì al vertice, respingendo attacchi e concludendo al meglio questa cristallina prestazione.

Terzi sono Simone Campedelli e Giovanni Rappa. Sempre tra i primi dieci, Campedelli è passato all’attacco dopo una fase iniziale di studio, durata giusto il primo loop di prove. Quarti Dalmazzini-Albertini che hanno condotto una bella gara, sferrando attacchi importanti nelle ultime PS. A completare la top five sono Ricci-Biordi, con un’altra i20. Ma questa è stata solo la fine di una gara stupenda. Perché dall’inizio si è vissuto un polverone di emozioni continue sugli sterrati del 28° Rally Adriatico, puro spettacolo per l’apertura del Campionato Italiano Rally Terra 2021.

Il film del Rally Adriatico: da Umberto Scandola in giù

Come detto, a farla da padrone sono stati Umberto Scandola e Guido D’Amore, dominatori da start a stop di questo esordio Tricolore, i migliori su 5 delle 9 prove speciali segnate in tabella a bordo della Hyundai i20 R5.

È la loro settima bellezza, l’acuto iniziale per la loro nuova stagione tra i “polverosi”, la settima vittoria assoluta nella gara organizzata da PRS Group che li vede sempre più al vertice della Hall of Fame nel Balcone delle Marche. Eppure la vittoria non era così scontata, considerato il ritorno nel tricolore dopo un anno di assenza, ma soprattutto visto il parterre di top driver presenti alla prima di campionato. 42’48.3 il tempo complessivo con il quale Scandola ha messo in fila tutti i big del Terra, tutti prima o dopo costretti a fare i conti con le prove veloci e con poco grip dell’Adriatico. Decisivi gli affondi nei primi due giri di prove, poi nell’ultimo ha gestito il vantaggio.

In tanti, alcuni illustri, si sono fatti da parte già dai primi giri di prova. A partire dal pluricampione Paolo Andreucci con Francesco Pinelli (Skoda Fabia R5), capottato dopo pochi chilometri della prima prova “Colognola”, passando per Giacomo Costenaro e Justin Bardini (Hyundai i20 R5) per una toccata alla posteriore sinistra sulla ripetizione della stessa prova, la quarta del rally. Quindi sulla successiva PS5 “Panicali” prima il rookie boliviano Bruno Bulacia con Rogelio Penate (Fabia R5), capottati a metà strada, poi il ragazzo della Nazionale ACI Team Italia Alberto Battistolli con Pietro Ometto (Fabia R5) uscito di strada dopo aver piazzato lo scratch sul crono precedente. Tutti quando erano in piena corsa per il vertice.

Così hanno preso quota gli altri manici del CIRT. A partire da Edoardo Bresolin, altro ritorno di fiamma nel tricolore. Il pilota di Marostica ha ripreso subito il ritmo giusto insieme a Rudy Pollet sulla Skoda Fabia R5 piazzando il secondo tempo sia sulla “Panicali” che sulla lunga “Dei Laghi” nel primo dei tre giri. Poi ha provato l’attacco, non riuscito, al leader Scandola fino a mantenere la posizione nell’ultima frazione di gara. Una prestazione più che convincente, anche in prospettiva di Campionato, che gli consegna la vittoria della gara valida come primo round della Coppa Rally ACI Sport di 5^Zona.

Luci ed ombre per Simone Campedelli e Gianfranco Rappa, cancellate con un podio finale che li premia. Il cesenate era uno dei più attesi dopo un CIRT 2020 che lo aveva visto in corsa per lo scudetto fino alla fine. È ripartito con un progetto tutto nuovo, gommato MRF, per sviluppare i penumatici e costruire una stagione da vertice. Ha faticato qui all’Adriatico già dal primo giro, con la scelta delle gomme e con il feeling sulla R5 tedesca. Lo ha trovato alla distanza, con una terza piazza assoluta che vale punti d’oro.

Applausi anche per Andrea Dalmazzini e Andrea Albertini, quarti in gara da outsider del CIRT ma sul podio della Coppa Rally di Zona insieme a Bresolin-Pollet e Campedelli-Rappa. Il modenese rientra sulle strade bianche dopo qualche stagione ad intermittenza. Ma non si è visto, anzi Dalmazzini si è scaldato al primo giro prima di piazzare tre scratch, sulla “Panicali” e al secondo e terzo passaggio sulla lunga e conclusiva “Dei Laghi”. Due crono che non gli hanno permesso di agganciare Campedelli, ma gli lasciano il sorriso dopo un rally in crescita costante. Fuori dalla classifica del CIRT anche Luigi Ricci con Alessandro Biordi, quinti nella generale al volante della i20 R5 che hanno portato a casa il piazzamento sfruttando al massimo la loro esperienza sulle strade bianche.

La sesta posizione nella generale vale quindi il quarto posto nella classifica del Campionato Italiano Rally Terra per Giuseppe Dettori e Carlo Pisano. Il driver sardo ha prima tolto la ruggine al volante della sua Fabia R5, poi ci ha preso gusto sulla ghiaia marchigiana, in particolare all’ultimo giro, sempre con il sesto tempo su ogni prova. Alle sue spalle Massimiliano Tonso e Corrado Bonato, anche loro concentrati soprattutto a riprendere il passo e il feeling con la R5 boema.

Completano la top ten assoluta altri tre outsider del campionato. Ottavo assoluto, un po’ a sorpresa, lo svedese Stig Andervang con Mikael Kjellgron, anche loro su Fabia R5. Troppo caldi e scivolosi gli sterrati dell’Adriatico per lo scandinavo – come ammette a fine corsa – che comunque si è gustato fino in fondo ogni passaggio al suo esordio in Italia. L’esperienza paga anche nel caso di Luciano Cobbe e Fabio Turco, questa volta anche loro fuori classifica per il campionato, che chiudono noni assoluti su altra Fabia R5. Quindi il giovane pilota siciliano di ACI Team Italia Marco Pollara, sempre affiancato da Daniele Mangiarotti, ha preso confidenza sulla terra con la Citroen C3 R5 in vista dei suoi prossimi appuntamenti sterrati nel CIR.

CIRT, Rally Adriatico: Scandola fa volare la Hyundai i20

È iniziato a tutti gli effetti il Campionato Italiano Rally Terra con la prima prova speciale del Rally Adriatico. I 5 chilometri cronometrati della PS Colognola hanno aperto il primo loop sulle tre prove speciali in programma nella gara marchigiana. Le 90 vetture moderne si sono alternate allo start per questo primo crono di 5 km, che verrà seguito poi dalla Panicali (5 km) e dalla PS dei Laghi (10 km).

Si parte subito con un colpo di scena alla prima vettura, la Skoda Fabia R5 di Paolo Andreucci e Francesco Pinelli che finiscono fuori strada ad inizio della piesse. Equipaggio illeso ma vettura k.o. Il miglior tempo è di Umberto Scandola con Guido D’Amore su Hyundai i20 R5 in 3’40.5 davanti al giovane esordiente della Meteco Corse, il boliviano Bruno Bulacia con Rogelio Penate su Fabia R5 a 8 decimi di secondo. Terzo crono iniziale per Costenaro-Bardini (Hyundai i20 R5) +1.1’’, un secondo dietro Bresolin-Pollet (Skoda Fabia R5). Quindi quinto tempo per Battistolli-Ometto (Skoda Fabia R5) +2.9’’ davanti a Campedelli-Rappa (Volkswagen Polo R5) a 4.6’’.

Alla fine del primo loop di prove, la classifica recita: tre scratch su tre per il veronese su Hyundai i20 R5 che comanda la classifica assoluta in 14’21.1. Secondo posto assoluto per Bresolin-Pollet a + 5.7”, terzi Bulacia-Penate a +6.4”, entrambi su Skoda Fabia R5.

Ecco le parole dei top di categoria R5 in questo primo appuntamento del Campionato Italiano Rally Terra dopo il primo giro di prove speciali. Prima della chiusura ci sono altri due loop di speciali in programma.

Giacomo Costenaro: “Tutto sommato è stato un buon giro. Mi aspettavo la Dei Laghi più pulita invece c’era molta ghiaia. Certo vedere subito l’incidente di Andreucci davanti destabilizza un po’ alla partenza. Non è stato il massimo alle 8 di mattina iniziare la gara così”.

Simone Campedelli: “Stiamo provando a fare il massimo ma gli altri vanno forte. Avevamo scelte diverse rispetto a Paolo, che purtroppo è uscito e non potremo compararli. La nostra scelta non ha pagato, ora vedremo se cambiare per gli altri giri. Di sicuro gli altri stanno facendo meglio”.

Umberto Scandola: “Gran feeling con la macchina e gomma perfetta. Sta andando tutto bene”.

Alberto Battistolli: “non ci stiamo prendendo rischi, continuiamo a fare esperienza. Stiamo cercando di fare la nostra gara e abbiamo capito cosa stiamo sbagliando quindi ora cerchiamo di migliorarci. Però fin qui primo passaggio positivo”.

Giuseppe Dettori: “Direi che è andata bene anche se abbiamo fatto qualche errore di troppo. Primo giro utile per togliere la ruggine, ora faremo due conti su come siamo messi in classifica. Ma possiamo migliorare tanto”.

Edoardo Bresolin: “Sono molto soddisfatto. Stiamo prendendo il feeling con la macchina, ma sta funzionando bene. Questa prova è stata più scivolosa del previsto, ma non è andata male”.

Bruno Bulacia: “Sì, la verità è che ci stiamo godendo questi passaggi e queste strade. Siamo contenti di essere qui a combattere per il vertice del Campionato”.

Folle burocrazia: Enrico Oldrati è negativo e in quarantena

La burocrazia in Italia, si sa, è un cancro difficilissimo da eradicare. Spesso e volentieri, l’eccesso di regole, scoordinate fra loro, sono il maggiore ostacolo verso aziende e cittadini, alle prese con oltre 136 mila norme, che costano all’Italia che lavora (secondo una ricerca Tecnè) 60 miliardi di euro l’anno, come somma di risorse finanziarie, personale dedicato e tempo sottratto alla produzione.

La burocrazia, insomma, è il freno del sistema. Sempre e ovunque. E nella storia che vi raccontiamo nega ad Enrico Oldrati la partecipazione al primo round del Campionato Italiano Rally Terra, che si svolgerà questo fine settimana a Cingoli, base del Rally Adriatico. E’ lo stesso pilota a spiegare i motivi della sua assenza.

Purtroppo non potrò partecipare questo weekend al 28° Rally Adriatico, prima gara di Campionato Italiano Rally Terra per questioni legate ad una falla nel nostro sistema sanitario! Ecco la mia storia: lunedì per precauzione personale e come prassi io e la mia famiglia, prima di una gara facciamo sempre il tampone molecolare, purtroppo per me l’esito è stato “debolmente positivo”, mentre per i miei genitori e la mia ragazza gli esiti sono stati tutti negativi….”.

“Successivamente sono andato a ripetere il test in quanto mi sembrava alquanto strano che fossi l’unico con questo risultato. L’esito del secondo tampone è stato negativo, così ho voluto anche eseguire un test sierologico con prelievo del sangue per vedere se per caso avessi traccia nel sangue del Covid-19, ma niente anche questo con esito negativo… Riassumendo tra lunedì ed oggi ho fatto 4 tamponi molecolari (1 tampone “debolmente positivo”, e 3 tamponi negativi e 1 test sierologico negativo) per l’ATS io sono in quarantena e sono positivo senza considerare gli altri tamponi… Non vogliono saperne di ammettere che c’è stata un anomalia (falso positivo) con il primo tampone. Ergo mi faccio 15 giorni rinchiuso in casa come se fossi realmente ammalato… Mi spiace per tutto il team Munaretto MS Munaretto“.

Una Skoda Fabia Rally2 per Edoardo Bresolin nel Tricolore Terra

Dopo alcuni anni di partecipazioni spot, il giovane pilota di Bassano Edoardo Bresolin, affiancato dallo storico navigatore Rudy Pollet, ritorna in pianta stabile in un campionato blasonato come il CIRT 2021 questa volta a bordo della Skoda Fabia R5 della squadra MS Munaretto di Vicenza.

Ritorno quindi ai fondi sterrati dopo un 2018 che si concluse con uno straordinario secondo posto assoluto al Tuscan Rally ed una stagione di alti e bassi che lo vide comunque come veloce outsider. Tutto pronto per dare via ad una nuova importante stagione in un campionato estremamente competitivo che conterà sulla presenza dei più forti piloti italiani ed internazionali nei tracciati su fondo bianco d’Italia.

Prima gara di campionato prevista per il prossimo 23-24 aprile tra i velocissimi sterrati marchigiani attorno a Jesi per il Rally Adriatico. Nonostante l’agguerrita concorrenza, il veloce pilota di Bassano del Grappa proverà a portare in alto i colori della Hawk Racing Club già dal primo appuntamento nelle Marche.

Queste le parole di Edo alla vigilia della gara: “Dopo un lungo periodo di stop non vedo l’ora di entrare di nuovo in abitacolo con Rudy. Il Rally Adriatico è una gara che mi piace molto, veloce ed insidiosa e sono fiducioso che con l’aiuto e il tifo di tutti potremmo toglierci belle soddisfazioni. Non è stato semplice confermare il mio via a questa stagione, ma grazie all’aiuto di tutti, MS Munaretto, Pirelli e i miei sponsor sono pronto a mettermi di nuovo il casco”.

Svelati i pretendenti al CIRT 2021: sfida apertissima per il titolo

Sono ventotto gli iscritti al Campionato Italiano Rally Terra 2021. Un ricco plateau fatto di grandi campioni, giovani leve e tante “vecchie volpi”, che si contenderanno il titolo del Tricolore Terra.

Il campionato partirà questo week-end dalle velocissime strade del Rally Adriatico, che vedrà schierarsi al via ben 121 iscritti, suddivisi tra la gara CIR, quella CIRT Storico e quella side by side. Dando un’occhiata approfondita all’elenco partecipanti, spiccano i nomi dell’undici volte campione Italiano Paolo Andreucci che correrà nelle strade del tricolore terra per la terza stagione di fila. Il pilota della Garfagnana, dovrà vedersela contro due “storici avversari” come Simone Campedelli e Umberto Scandola, che in questa stagione si divideranno tra ERC e CIRT.

Presenti anche altri grandissimi conoscitori dei fondi polverosi come Valter Pierangioli, Simone Romagna, Giacomo Costenaro, Giuseppe Dettori, Simone Romagna e Massimo Squarcialupi. Molta attenzione a due giovani piloti che punteranno alle posizioni di vertice fin dai primi chilometri dell’Adriatico, parliamo di Enrico Oldrati e del giovanissimo boliviano Bruno Bulacia. Molto interessante si annuncia la sfida tra le lady dal piede pesante come Tamara Molinaro e Rachele Somaschini.

CIRT 2021, gli iscritti

  • ANDREUCCI PAOLO
  • BARDIN GIANNI
  • BARDINI JAMES
  • BATTILANI FABIO
  • BEDINI PIERGIORGIO
  • BRESOLIN EDOARDO
  • BULACIA WILKINSON BRUNO
  • CAMPEDELLI SIMONE
  • CIOFOLO NICOLAJ
  • CODATO MATTIA
  • COSTENARO GIACOMO
  • DAPRA’ ROBERTO
  • DETTORI GIUSEPPE
  • FRARE PIERLUIGI
  • GABBARRINI CHRISTIANO
  • LICERI MICHELE
  • MANFRINATO GIOVANNI
  • MARCHETTI ALBERTO
  • MELEGARI ZELINDO
  • MOLINARO TAMARA
  • OLDRATI ENRICO
  • PIERANGIOLI VALTER
  • ROMAGNA SIMONE
  • SANDEL FABIO
  • SCANDOLA UMBERTO
  • SOMASCHINI RACHELE
  • SQUARCIALUPI MASSIMO
  • TONSO MASSIMILIANO

CIRT, Adriatico: sfide bollenti, a cominciare da Ucci con la Skoda

Numeri record per la prima del Campionato Italiano Rally Terra, che prenderà il via questo fine settimana da Cingoli, splendida località nel cuore delle Marche. Saranno 121 gli equipaggi che si sfideranno lungo i 60 chilometri di prove disegnati dalla PRS Group attorno alla cittadina marchigiana. La gara sarà valida, oltre che per il CIRT anche per il primo round del CRZ 5 e per il secondo atto del CIR Storico Terra, nonché come terzo atto del Campionato Italiano Side by Side.

Scorrendo l’elenco iscritti la prima cosa che spicca è la presenza (già comunque annunciata) di Paolo Andreucci che sarà in gara non con la Citroen C3 Rally2 ma bensì con una Skoda Fabia R5 preparata dalla M33. A fronteggiare il vincitore dell’edizione 2020 della gara marchigiana troviamo Umberto Scandola e Giacomo Costenaro entrambi al via con le Hyundai I20 R5 e Simone Campedelli su Volkswagen Polo GTi R5.

Tanti gli outsider al via, si va dalle vecchie volpi Valter Pierangioli (Skoda Fabia R5), Giovanni Manfrinato (VW Polo GTi R5), Luigi Ricci (Hyundai I20 R5), Giuseppe Dettori (Skoda Fabia Rally2) e Luigi Cobbe (Skoda Fabia Rally2) ai giovani come Enrico Oldrati, Alberto Battistoli, Bruno Bulacia e Edoardo Bresolin tutti su Skoda Fabia Rally2. Al via, iscritte al campionato, anche due lady dal piede caldo e pesante come Tamara Molinaro e Rachele Somaschini entrambe in gara su Citroen C3 Rally2.

Curiosità anche per le prestazioni di Marco Pollara, alla sua prima uscita su terra con una vettura 4WD. Complessivamente sono 24 gli iscritti al “Tricolore Terra” con alcune new entry anche tra le vetture N4 come Christiano Gabbarini, Piergiorgio Bedini e Zelindo Melegari, in R3C troviamo Nicolaj Ciofolo, in R2C iscritto risulta il solo Fabio Battilani, tra le R2B due gli equipaggi iscritti, il sardo Michele Liceri e Roberto Daprà, in R1 al via troviamo Gianni Bardin e in N2 il giovanissimo (classe 2002) Pierluigi Frare.

CIRT 2021: il ritorno di Michele Liceri e Salvatore Mendola

Continua a comporsi il puzzle del CIRT 2021. Di oggi è la notizia dell’iscrizione dell’equipaggio formato da Michele Liceri e Salvatore Mendola. I due galluresi porteranno in gara una Peugeot 208 R2 preparata dalla Julli Motors e correranno con i colori della scuderia Porto Cervo Racing. Abbiamo parlato con Michele, che ci ha raccontato le sue impressioni alla vigilia della trasferta marchigiana.

Siamo emozionati di poter riallacciare il casco dopo ben due anni di stop e di poter partecipare al CIRT 2021 che si annuncia di altissimo livello, visti i tanti nomi al via. Assieme al mio amico e navigatore Salvatore Mendola ed alla mia scuderia Porto Cervo Racing, abbiamo deciso di dare vita alla passione ed allo sport dei giovani che purtroppo in questo periodo si stava perdendo. Nel frattempo che si definisce il programma, siamo pronti per la partenza nelle Marche del Rally dell’Adriatico, test per la stagione, ove continueremo con diverse gare organizzate in maniera impeccabili e corse in scenari stupendi”.

“A queste gare si aggiungerà anche il Mondiale Rally Italia Sardegna, che tornerà in Gallura con base ad Olbia. Un evento molto importante da non sottovalutare che darà una grande possibilità di ripartenza per l’economia Sarda e Gallurese. Una gara al quale non vogliamo assolutamente mancare, per questo siamo fortemente a lavoro ed in contatto con varie aziende locali, una in particolare, che ci diano l’opportunità di essere al via e portarli con noi in una vetrina Mondiale”.

Intervista Fabio Sandel: ”Al via del Tricolore perché amo lo sterrato”

Uno dei volti nuovi del Campionato Italiano Rally Terra 2021 sarà sicuramente Fabio Sandel navigato da Silvia Mosena. L’equipaggio veneto sarà presente in alcuni round del CIRT portando in gara una Ford Fiesta Rally2 preparata dalla Lorenzon Racing. Abbiamo raggiunto Fabio è con lui abbiamo parlato di questo impegno nel Tricolore Terra.

Il 2021 ti vedrà al via del CIRT assieme a Silvia Mosena. Come è nata la scelta di affrontare il tricolore terra?

“Ciao a tutti, grazie per questa intervista. Come hai già anticipato tu nella domanda, al mio fianco in questa bellissima avventura avrò la brava Silvia Mosena. Ho scelto di disputare il CIRT perché amo guidare sui fondi sterrati. I chilometraggi ridotti, causa Covid-19, mi stanno permettendo di poter partecipare a questo evento, se il chilometraggio fosse rimasto quello del 2019 non sarei mai riuscito ad esserci, causa mancanza di budget”.

Porterete in gara la Ford Fiesta Rally2 preparata dalla Lorenzon Racing. Hai già avuto modo di fare dei test con la vettura e con che spirito affronti le gare in calendario, considerato che alcune per te saranno nuove?

“L’unica gara nuova per me sarà il San Marino, purtroppo causa motivi di lavoro dovrò saltare il Sardegna. A breve effettuerò una sessione di test con la vettura, probabilmente il giovedì prima della gara. Sarà un test fondamentale in quanto non corro da diverso tempo, spero di adattarmi da subito alla Fiesta Rally2, vettura altamente professionale e molto performante. Voglio dire grazie al Team Lorenzon, perché sono certo che mi fornirà una vettura strepitosa in tutti gli eventi che ho in programma, sono un grande team e son contento di correre con loro”.

Da Trevigiano, quanto sarebbe bello un ritorno dei rally nel tuo territorio?

“Penso sarebbe fantastico, sarebbe stupendo per l’intero territorio. Mi auguro dal profondo del cuore, che in questo 2021 il Prealpi Master Show si possa disputare. E’ una gara bella e divertente, spero che possa tornare in calendario più bella e forte che mai…”.

La beffa: soli 73 chilometri per il CIRT in Sardegna

Fosse uscita ieri la notizia della beffa di un CIRT mutilato rispetto alla gara italiana del WRC, il Rally Italia Sardegna 2021, l’avremmo presa a ridere e archiviata come un pesce d’aprile non destinato a fare storia, ma invece non è uno scherzo. E’ beffardamente vera. Come tutti sapete la seconda prova del Campionato Italiano Rally Terra coincide con l’appuntamento iridato italiano in Sardegna.

Quello del RIS è certamente un palcoscenico impegnativo per i protagonisti del Campionato Italiano Rally Terra, ma allo stesso tempo prestigioso e formativo (ma, insomma, ce li volete mandare davvero questi giovani italiani nel Mondiale Rally?) che poteva portare visibilità ad un CIRT che senza dubbio la merita per i protagonisti che mette in campo ma che ne ha troppa poca a conti fatti. Eppure quest’anno, dopo difficili stagioni, è tornato finalmente a respirare: c’è anche un nuovo Costruttore di pneumatici con due tester ufficiali: Andreucci e Campedelli.

Purtroppo, oppure per fortuna (dipende da chi valuta la questione e certamente la nostra posizione è opinabilissima), l’edizione 2021 del Tricolore Terra in Sardegna rischia di venire mutilata da buonismo e burocrazia. Il tutto a discapito della visibilità (lo sappiamo e siamo lieti ci sia Aci Sport TV, ma noi ci riferiamo ad una visibilità internazionale che solo un marchio come WRC può dare). Fino a poche ore fa, nelle menti di tutti (addetti ai lavori, equipaggi, appassionati) si pensava che il format della gara ricalcasse in toto quella del Day1 della gara con otto prove speciali e circa 120 chilometri cronometrati. Una lunghezza dignitosa in era di Covid-19, che da sola valeva il prezzo della trasferta e i costi per restare sull’Isola dei Quattro Mori per un’intera settimana.

Invece, notizia di poche ore, Aci Sport ha dato una bella sforbiciata al chilometraggio della gara CIRT, mutilandola nel vero senso della parola: appena 73 chilometri cronometrati. Una scusa riferisce “in linea con i regolamenti stilati per l’emergenza Covid-19”. Nel comunicato, ad esempio, non viene citato il nome dell’ideatore o dell’ideatrice di questa “fantasmagorica” idea che sembra figlia di nessuno…

Nel comunicato Aci Sport si legge: “Il round valevole per il CIRT all’interno del Rally Italia Sardegna si svolgerà con un format concentrato nell’arco delle 36 ore. Le ricognizioni inizieranno giovedì 3 giugno e la gara per il CIRT si chiuderà con le premiazioni di venerdì 4 giugno 2021. Nella giornata di giovedì 3 giugno sono previste le verifiche, le ricognizioni e lo shakedown; la gara per il CIRT prenderà il via alle 11.45 di venerdì 4 giugno e si concluderà alle 18.30 della stessa giornata; l’itinerario valevole per il CIRT prevede due diverse prove da ripetere per un totale di 73,30 chilometri; gli equipaggi iscritti alla gara del CIRT quindi non potranno prendere parte alla gara del WRC. La location centrale sarà Olbia, anche per il CIRT, dove verrà organizzato il parco assistenza e si svolgeranno partenza ed arrivo. L’accesso contingentato al parco assistenza per la gara nazionale seguirà la normativa ed il protocollo Aci Sport, mentre il parco assistenza del WRC, come tutte le altre zone, saranno soggette alla normativa FIA”.

Infine la beffa: “Aci Sport sottolinea inoltre che per quanto riguarda le ricognizioni, in via del tutto facoltativa, gli equipaggi iscritti al CIRT potranno scegliere di prendere parte alle ricognizioni per la gara del WRC – programmate per le giornate di martedì 1 e mercoledì 2 giugno – formalizzando la richiesta apposita ed il pagamento relativo”. Cioè, puoi fare le ricognizioni per la gara del WRC, ma poi devi correre solo 73,30 chilometri. Che quasi ti vien da dire: “Menomale che c’è il ,30”. Almeno si corre qualche metro in più…

Insomma, l’ennesima stortura Made in via Solferino, che andrà a penalizzare quei piloti (e vi assicuriamo che ce ne sono tanti che non si sarebbero ridotti con le “toppe sul didietro” per 50 chilometri in più) che avrebbero addirittura voluto disputare l’intera gara del WRC, come già accaduto nell’edizione 2019, quando Hoelbling, Gallu, Liceri e Maspoli – da iscritti al CIRT – disputarono l’intera gara. Ah, già, all’epoca poterono scegliere. Oggi non si deve scegliere. E se poi la si smette di lamentarsi su Facebook sarebbe pure meglio…

Non si capisce, onestamente, la razionalità di questa scelta. Risparmio economico? No, perché i costi di trasferta restano praticamente uguali ed elevati e allo stesso tempo si toglie la possibilità a molti equipaggi di poter disputare tutta la gara iridata. Che senso ha, a questo punto, portare il CIRT in Sardegna? Ma soprattutto, ci resta questa domanda senza risposta: ma giovani italiani nel Mondiale ce li volete portare? Perché così non sembra.

Ai poteri l’ardua sentenza, pardon ai posteri…

CIRT 2021: il Tricolore incerto e spettacolare

Non è un Campionato di “serie B”. Il Campionato Italiano Rally Terra da un paio d’anni a questo parte ha ripreso vitalità, grazie ad alcuni importanti cambiamenti attuati dalla Federazione unito ad un giusto mix di giovani, stranieri e “vecchie volpi” che insieme hanno ridato vita al Tricolore riservato agli amanti dello sterrato. Anche per il CIRT 2021 questo mix si fonderà nuovamente per dar vita ad un Campionato che si annuncia incertissimo con tantissimi pretendenti al trono lasciato libero dal giovane boliviano Marquito Bulacia, delle Meteco Corse/Free Rally Team.

Tanta attesa e curiosità per Paolo Andreucci (Citroen C3 Rally2) e Simone Campedelli (Volkswagen Polo GTi R5) che avranno il compito di sviluppare in gara i pneumatici indiani MRF Tyres. I due “alfieri MRF” dovranno vedersela contro avversari di altissimo livello. Uno su tutti il veneto Giacomo Costenaro, reduce dal successo in Val d’Orcia che porterà in gara la Hyundai I20 R5 preparata dalla SA Motorsport.

Occhi puntati anche su due giovani dal piede pesante, Alberto Battistolli (Skoda Fabia Rally2), ormai maturo per centrare la sua prima vittoria in un rally moderno, e il boliviano (classe 2001) Bruno Bulacia (Skoda Fabia Rally2), fratellino di Marquito (anche lui Meteco Corse/Free Rally Team) che ha già dimostrato di avere il passo dei migliori nelle prime due uscite stagionali. A proposito di giovani, al via ci sarà anche Rachele Somaschini (Citroen C3 Rally2) sempre di più a suo agio sui fondi sterrati e Mattia Codato (Skoda Fabia Rally2) al suo primo campionato al volante di una R5/Rally2.

Proveranno a mettere i bastoni tra le ruote (in senso metaforico) a questi baldi giovani alcune “vecchie volpi” che ben conoscono i fondi sterrati come il sardo Giuseppe Dettori (Skoda Fabia Rally2) che punta al bottino pieno tra le strade amiche del RIS e del Vermentino, al quattro volte campione terra Mauro Trentin (Volkswagen Polo GTi R5), all’aretino Massimo Squarcialupi e al veneto Fabio Sandel entrambi su Ford Fiesta Rally2. Presente anche un altro sardo, il nuorese Andrea Gallu con una Peugeot 208 rally4, al momento è l’unico iscritto tra le vetture a due ruote motrici.

Ma sono tanti i piloti che stanno definendo i programmi e che dovrebbero o potrebbero aggiungersi alla già ricca pattuglia di iscritti, alcuni rumors danno in via di definizione le presenze di Luciano Cobbe (Skoda Fabia Rally2), del patavino Nicolò Marchioro (Skoda Fabia Rally2), dell’esperto Simone Romagna e di Emanuele Dati (Ford Fiesta Rally2) e dei francesi Younnes El-Kadaoiu e Jean-Philippe Quilicini (Skoda Fabia R5).

Intervista Giacomo Costenaro: ”Il mio 2021? Sarà nel CIRT”

Comincia alla grande il 2021 di Giacomo Costenaro. Il pilota di Marostica, alla sua prima uscita a bordo della Hyundai I20 R5 preparata da SA Motorsport, vince un combattutissimo Rally della Val d’Orcia, gara valida come terzo appuntamento del Raceday Rally Terra 2020/2021.

Per il pilota veneto navigato da Justin Bardini si tratta della quinta vittoria in carriera dopo quelle ottenute al Rally Città di Bassano (2015), al Rally dei Nuraghi e del Vermentino (2018) e i due successi ottenuti al Liburna Rally Terra (2018 e 2019). Abbiamo raggiunto Giacomo è con lui abbiamo parlato della gara appena conclusa e dei suoi progetti per questo 2021,

Il 2021 comincia alla grandissima con la vittoria al 12° Rally della Val d’Orcia. Ci racconti il week-end appena trascorso?

“Le aspettative ad inizio gara non erano certamente quelle di centrare la vittoria, per me era tutto nuovo dalla vettura al team, passando per la gara che era completamente diversa da quella che avevo disputato nel 2017. Alla fine si è incastrato tutta nella giusta maniera è abbiamo centrato questa vittoria, il feeling con la vettura è stato da subito buono è questo ci ha permesso di poter aggredire la strada anche nel primo giro di prove e di contenere i distacchi al minimo, nonostante il ruolo da “spazzini”. Sono molto contento”.

Una gara corsa di cuore e testa. La tua prima con la Hyundai. Com’è stato l’impatto con la vettura coreana e quali differenze hai trovato rispetto alla Skoda Fabia R5?

“Sì, una gara in cui non abbiamo mai mollato. Il ritmo è stato elevatissimo fin dal primo chilometro e i distacchi ridottissimi. Non c’era spazio per il minimo errore, abbiamo dato il massimo fin dall’inizio. Son tornato al volante dopo diversi mesi di assenza, non correvo dal Tuscan Rewind, la macchina è completamente diversa dalla Skoda. La Hyundai è molto performante, una volta che si trova il giusto feeling può darti grandi soddisfazioni, sono veramente contento”.

Come sarà strutturato il tuo 2021 agonistico?

“Questa era una gara test in ottica Campionato Italiano Rally Terra. Infatti, disputerò il CIRT con la Hyundai del team SA Motorsport. L’inizio è stato ottimo, come si dice in questi casi? Chi ben comincia… è a metà dell’opera”.

CIRT, Rally Adriatico: macchina organizzativa avanti tutta

Con la giornata odierna si avvia la fase determinante del 28° Rally Adriatico, quella che porterà alle sfide con il cronometro, ai duelli sui magici sterrati marchigiani, da sempre molto apprezzati anche da piloti stranieri.

Il primo atto del Campionato Italiano Rally Terra, valido anche per il Campionato Italiano Rally Terra Storico, per il “tricolore” Cross Country (ammessi soltanto i “side by side”) e per la Coppa Rally di Quinta Zona, previsto a Cingoli (Macerata) per il 23 e 24 aprile, apre infatti oggi le iscrizioni, periodo che si allungherà sino al 14 aprile. Notevole l’interesse per la gara organizzata da PRS GROUP, un “triplo” tricolore capace di dare subito una scossa forte alla stagione, infiammare la contesa.

Nove PS per sfide eccezionali

Cingoli, da anni location dell’evento che ha fatto diventare il “balcone delle Marche” un vero e proprio riferimento per le gare italiane su strada bianca è riconfermata come quartier generale, mentre il percorso, ricavato dalla tradizione, prevede degli impegni disegnati dalla tradizione della gara. Non sarà un appuntamento facile, il tracciato sarà molto tecnico e selettivo, strutturato su nove prove speciali, tre distinte da ripetere tre volte. La lunghezza totale del percorso sarà 280 km. dei quali 65 cronometrati.

La novità, invece, sulla logistica è il ritorno del Parco di Assistenza a Jesi, dove avrà luogo anche la partenza, mentre l’arrivo sarà in Piazza Vittorio Emanuele a Cingoli. Ovviamente la gara verrà svolta nel pieno rispetto dei “protocolli covid” federali vigenti, quindi senza prevista la presenza di pubblico lungo le prove speciali e comunque adeguandosi alle successive direttive impartite dal legislatore.

La scorsa edizione per motivi legati alla rimodulazione del calendario causa pandemia, vide il rally Adriatico accorpato con il “Marche” e disputato a settembre. Sul campo la gara conobbe il successo di Paolo Andreucci (Citroen C3) su Simone Campedelli (VolksWagen Polo) e terzo finì Giacomo Costenaro (Skoda Fabia R5).

Programma di gara del Rally Adriatico

Giovedì 25 Marzo                   

Apertura iscrizioni

Mercoledì 14 Aprile               

Chiusura iscrizioni

Giovedì 22 Aprile                  

18,00/21,00    Distribuzione Road-Book c/o Sala Stampa, Comune di Cingoli (Mc)

Venerdì 23 Aprile                  

08,30/12,00    Verifiche Tecniche presso Parco Assistenza, Jesi 1,

14,30/18,00    via Piandelmedico 99, Jesi (An)

08,00/14,00    Ricognizioni autorizzate (3 passaggi totali)

14,00/18,30    Shakedown

Sabato 24 Aprile

07,31                Partenza – Jesi (An), Parco Assistenza

Effettuazione di 9 ps

18,30             Arrivo e premiazione – Cingoli (Mc), P.zza Vittorio Emanuele II

Segreteria e direzione di gara

Fortezza del Cassero, via del Cassero, Cingoli (Mc)

Sala stampa

Municipio di Cingoli (Mc), Piazza Vittorio Emanuele II 1

Parco assistenza

Via Piandelmedico 99, Jesi (An)

Sterrati Tricolore per Francesco Fanari con la Polo GTi

Dimenticare la sfortuna patita al “Valle del Tevere” di fine febbraio, provare un attacco al vertice e nel frattempo difendersi dai chi segue in classifica. Sono dunque tre gli obiettivi che Francesco Fanari, ha nel mirino per la terza prova del Challenge Raceday Rally Terra, il 12° Rally della Val d’Orcia, con base a Radicofani (Siena) gara che il pilota umbro disputerà al volante della Volkswagen Polo GTi R5 (seconda esperienza per lui con la “tedesca”), della squadra romana Step-Five Motorsport, ed affiancato da David Castiglioni.

Al “Valle del Tevere” un oramai certo risultato da podio a causa di problemi ad un semiasse durante l’ultima prova speciale, si era tramutato in un mesto e certamente bugiardo ottavo posto, con tanto amaro in bocca lasciato, indorato dal fatto di essere comunque riuscito a rimanere al secondo posto in classifica nel Campionato Raceday.

Voglia di riscatto, dunque, voglia di tornare di nuovo a lottare per i vertici, stavolta sulle strade bianche della provincia senese, per Fanari, che la gara l’ha disputata per ben nove volte, l’ultima nel 2019 chiusa al secondo posto assoluto e negli anni addietro facendola sempre da protagonista con tre vittorie di categoria. Una terra, anche, che lo ispira, buona premessa per voltare pagina e guardare a trovare il risultato d’effetto con la Polo R5 con la quale il feeling è stato decisamente forte già dai primi metri di gara a Sansepolcro. Strategia semplice, quindi: attaccare i vertici e difendersi allo stesso tempo da chi tallona in classifica in una giornata, quella di domenica prossima, sicuramente avvincente e tirata, come tradizione vuole. Sfruttando al meglio le potenzialità della Polo Gti.

“Francamente – commenta Francesco Fanari – la “ferita” di Sansepolcro brucia ancora e non poco, ma con il mio copilota e con la squadra ci siamo anche detti che quella deve essere la molla per reagire, cercare subito una nuova soddisfazione ed è così che faremo. Abbiamo davanti una gara che mi ha sempre ispirato, con la Polo diciamo che è stato subito . . . “amore” e non vedo l’ora di tornarci sopra, tutti “segnali” che ci fanno guardare con fiducia verso l’orizzonte. Una gara dove comunque ci sarà da sudare, vista la qualità di avversari annunciata”.

Il percorso della 12^ edizione del Rally Val d’Orcia ricalcherà una buona parte di quello delle scorse edizioni con la disputa della prova di San Casciano dei Bagni di Km. 6,580 e quella di Piancastagnaio di km. 11,050, ripetute tre volte con un chilometraggio totale di tratti cronometrati di Km. 52,89 su un percorso globale di Km. 247,840. La zona industriale della Val di Paglia, invece, sarà la base logistica della manifestazione ospitando la partenza e l’arrivo oltre che i due Parchi Assistenza, mentre i due riordini saranno ubicati a Piancastagnaio.

Oltre 100 Peugeot 208 Rally4 consegnate ai clienti

A nove mesi dal debutto ufficiale avvenuto in Portogallo al Rali de Castello Blanco, la Peugeot 208 Rally4 continua ad attrare sempre più piloti e team, tanto che Peugeot Sport ha appena annunciato di aver venduto oltre 100 unità. Esatto, oltre 100 Peugeot 208 Rally4 consegnate ai clienti

La 208 Rally4 è nata come erede della fortunatissima Peugeot 208 R2B, dominatrice incontrastata dei vari campionati nazionali nel due ruote motrici. La vettura si rivolge sia alle nuove leve che vogliono muovere i primi passi nei rally portando in gara una vettura altamente prestazionale e anche ai gentleman driver. Ad oggi la vettura ha corso in 256 eventi conquistando due successi assoluti ottenuti con il portoghese Pedro Almeida al Rali Municipio de Mesao Frio e con l’iberico Miquel Socias al Rally Ciutad de Xixona.

La classe Rally4 attualmente vede impegnate Peugeot e M-Sport con la Fiesta, ma a breve arriveranno anche Renault con la nuova Clio, la cui omologazione dovrebbe avvenire nel mese di maggio, e Opel con la Corsa che dovrebbe debuttare anch’essa nel mese di maggio.

Una Fabia Rally2 per Codato-Dinale nel CIRT

La stagione 2021 di Mattia Codato e del suo fido scudiero Christian Dinale sarà ancora incentrata sul Campionato Italiano Rally Terra. L’equipaggio veneto in questo 2021 abbandonerà la Citroen DS3 N5, vettura con cui hanno vinto lo scorso anno la Coppa Aci Sport N5 CIRT per passare alla più performante e veloce Skoda Fabia Rally2 preparata dalla Delta Rally e gommata Yokohama. Al fianco di Mattia e Christian anche in questa stagione troviamo la scuderia Hawk Racing Club, sodalizio che supporta i due dalla stagione 2016.

Il debutto stagionale avverrà al Rally Val d’Orcia, gara valida per il Raceday che sarà utilizzata come test in vista degli appuntamenti del tricolore terra, la gara è in programma dal 27 al 28 marzo. Il debutto nel tricolore avverrà a fine aprile con il Rally dell’Adriatico e proseguirà nei restanti cinque appuntamenti stagionali, tra i quali spicca il Rally Italia Sardegna, gara che vale come tappa del Mondiale WRC.

Questo il programma completo dell’equipaggio veneto: Rally Val d’Orcia (Toscana – Raceday), Rally Adriatico, Rally Italia Sardegna (solo day1 con coefficiente 1.5), San Marino Rally (valido pure per il CIR), Rally Arezzo – Valtiberina, Rally dei Nuraghi e del Vermentino e Liburna Terra (coefficiente 1.5).