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Non basta un adesivo in ricordo di chi non c’è più

Il mondo dello sport spagnolo è in lutto e si interroga, interdetto, sulle cause di due terribili incidenti che si sono verificati nella giornata del 25 settembre a poca distanza uno dall’altro. Nel primo, avvenuto sul circuito di Jerez de la Frontera, ha perso la vita il giovane motociclista Dean Berta Vinales, di soli 15 anni, che una volta caduto dalla sua moto è stato travolto dagli altri motociclisti che lo seguivano. Il giovane stava disputando una gara della Supersport 300, una categoria del campionato Superbike.

Pochi minuti dopo la notizia di un’altra tragedia ha fatto immediatamente il giro della Spagna. Infatti, nel corso del Rally Villa de Llanes, il pilota Jaime Gil e il suo copilota Diego Calvo, sono morti dopo averso perso il controllo dell’auto, una Seat Marbella, andandosi a schiantare contro il guardaril. Per loro non vi è stato nulla da fare, in quanto sarebbero morti praticamente sul colpo. Inutili i tentativi di rianimazione da parte dei sanitari presenti già sulla prova speciale dell’incidente. L’incidente è avvenuto sulla veloce e impegnativa discesa del Fito.

Anche in questa occasione nulla di nuovo all’orizzonte del panorama editoriale italiano, con la corsa al clickbait tra foto e video postati su vari siti, blog e pagine Facebook. Ma non è questo il punto che volevo approfondire. Volevo parlare di sicurezza, guardando negli occhi il pericolo che ogni pilota e copilota corre e senza l’ipocrita retorica che solitamente aleggia intorno a dei morti. Oggi lo sport piange Jaime Gil e Diego Calvo, noi abbiamo già versato le nostre lacrime amare. Così, ho ritrovato in rete la riflessione di Sergio Biancolli. Drammaticamente perfetta. E sapete perché? Perché l’ha scritta nel 2005. E siamo qui ancora a parlarne, beh… c’è qualcosa che non va.

Per chi non sapesse Sergio Biancolli è un appassionato, un po’ nostalgico, ma molto obiettivo (mai termine fu più appropriato), pilota, tecnico, ma soprattutto è stato uno dei più attivi e apprezzati fotoreporter del settore rally a livello nazionale e internazionale, oltre che autore di diversi splendidi libri.

“Ed ora, con qualche adesivo tipo “ciao Francesco, ciao Lele…” ci toglieremo tutti il pensiero dalla testa. Tutto come prima, in questo assurdo gioco che ha sicuramente imboccato una via senza futuro – afferma Biancolli -. Tante volte mi sono espresso apertamente, e tante sono state le lettere da me spedite alle riviste di settore. Stavolta ero nauseato, demoralizzato, ma Tom (Valinotti) mi ha convinto a dire la mia, per quanto può valere una semplice opinione”.

“Chi mi conosce sa che a fine gara chiedo sempre “ ti sei divertito?” e non “come ti sei piazzato?”, e sa che sono sempre stato critico contro questo modo di correre, dove spesso conta solo quanto tempo ci hai messo a fare la “speciale”, indipendentemente dal fatto se chi guida, o chi naviga, o semplicemente chi guarda si è divertito o no. Già, divertirsi… mi sa che se lo son dimenticato in molti cosa voglia dire…”.

“Io a volte sono tra questi, io che di mestiere faccio foto a quella che è la mia unica passione, i rally, o forse erano la mia passione. Probabilmente con queste affermazioni mi do la zappa sui piedi, nel mio interesse dovrei sempre dire che vedere la gara è stato bellissimo, che son passati tutti bene, così magari non rischierei di crearmi inimicizie, ma non ce la faccio, è più forte di me, non riesco più a nascondere il disappunto che spesso provo nel seguire le gare. E purtroppo sono la stragrande maggioranza quelli che come me, avendo seguito i Rally da più di vent’anni, hanno notato un totale snaturamento di questo sport, a tutti i livelli”.

“Nelle gare in pista l’approccio è quello della ricerca del limite assoluto, della velocità pura, della traiettoria millimetrica, dove chi guida appena un po’ “sporco” è additato come un “fermo”, un incapace, ed i tempi danno sempre ragione ai piloti più “puliti”. Ma nei rally no, o perlomeno non era così, le strade non permettevano traiettorie troppo precise, dovevi improvvisare, inventare, adattarti ad ogni situazione, e soprattutto adattarti alle macchine che vuoi per gli assetti meno esasperati, vuoi per i freni non sempre efficaci come si sarebbe voluto, vuoi per le gomme necessariamente adatte a tipologie disomogenee di fondo (spesso misto), vuoi per le vetture che comunque per concezione richiedevano equilibrismi e funambolismi per riuscire ad entrare in curva e, possibilmente, uscirne, magari velocemente. Di un Ragnotti, o di un Vatanen si poteva dire tutto meno che fossero dei “fermi” ma… andateglielo a spiegare che si guida pulito!”.

“Tutto questo si traduceva intanto nel fatto che le prestazioni erano un po’ più livellate: con certe gomme e su certe strade qualche cavallo in più o in meno conta poco; e poi nell’esaltazione dello spettacolo, dai top driver fino agli ultimi che non si trovavano a guidare auto dalle potenzialità enormi ma difficilissime da raggiungere se non esperti, riuscendo così a divertire comunque gli spettatori”.

“Ma si traduceva soprattutto in sicucurezza!! Non era mai successa una strage del genere, nemmeno all’epoca delle famigerate Gruppo B che, per chi non le ha viste all’opera, vi assicuro che erano veramente assurde da veder passare; davano davvero la sensazione continua dell’imprevedibilità delle loro reazioni; spettacolari, si, ma che paura vederle in azione! Ebbene? Ora siamo messi peggio, dal mondiale alle garette della parrocchia: voli paurosi, botte senza senso, e soprattutto morti come mai se ne erano visti”.

“Ma per forza! Tutte le auto in gara, dalle WRC e Super 1600 ufficiali alle ultime N2 ed N1 permettono staccate e velocità di percorrenza in curva che nulla hanno a che vedere con il pilota medio. Lo dimostrano i record delle Speciali rimaste uguali nel tempo, record sbriciolati dalle vetture ultima generazione, nonostante i cavalli a disposizione siano molti meno. Senza dimenticare che pure i professionisti sbagliano, ci mancherebbe. Il fatto è che un conto è arrivare sempre ad ogni staccata con un margine minimo di errore, perché i freni e le gomme ti permettono di frenare in uno spazio ridottissimo, un altro era avvicinarsi alla curva frenando obbligatoriamente prima, “sentendo” cosa succede tra gomma e terreno, col tempo di accorgersi di essere “lunghi” e quindi di cercare di porre rimedio inventando qualcosa, il tutto a velocità minori e quindi con eventuali impatti non necessariamente devastanti come sempre capita ora; idem a centro curva, dove ora se l’auto parte lo fa in maniera improvvisa, e non perché la scivolata, che una volta era all’ordine del giorno per tutto l’arco della curva, tende ad un certo punto ad essere esagerata e quindi correggibile, ma perché la traiettoria pulita e precisa diventa di colpo impossibile da seguire a causa dell’eventuale errore. Negli ultimi anni o non succede niente perché si è sempre riusciti a rimanere in strada “attaccandosi” alle gomme, o se si esce le probabilità di buttare via la scocca sono parecchio alte…”.

“Di fronte a tutto questo la Federazione che fa? Ah, la Federazione!… Un insieme di persone incapaci di capire minimamente quali siano i veri problemi, persone che stanno lì solo perché probabilmente non sono riuscite a diventare Ministro o Sottosegretario, che di Rally ne capiscono poco o nulla, che badano solo a trovare il modo di assicurarsi un lauto stipendio, aumentando a loro piacere i costi senza alcun vantaggio per i loro “sudditi”. A proposito di sicurezza cosa hanno fatto? L’unica “trovata” che sono stati in grado di partorire è stata la limitazione del chilometraggio dei Coppa Italia!”.

“Questi genialoidi, che i licenziati continuano a mantenere, se invece che a capo della CSAI fossero in seno alla Federazione Calcio, probabilmente per risolvere la crisi economica del Foot-Ball ridurrebbero le partite dai canonici 90 minuti a 65/70… anvedi che volpi! E come al solito chiuderanno la stalla quando i buoi sono già scappati. Invece che limitare le velocità ed i rischi obbligheranno a montare, pagandoli profumatamente, i sedili con le “orecchie” laterali come in pista e magari renderanno obbligatori i caschi con ganci e collari tipo Formula 1… tanto pagano sempre gli stessi. Il problema è che ci si ostina a chiamare Rally un qualcosa che è lontano anni luce da quello che è lo spirito di questa specialità, anche per colpa dei piloti stessi. Non tutti per fortuna, ma molti hanno “infighettito” quello che era uno Sport un po’ rude, polveroso, duro dal punto di vista della resistenza fisica e per i mezzi meccanici, corso di notte su strade improbabili, rotte, sporche e miste terra-asfalto, dove dovevi improvvisare ad ogni metro, non necessariamente a velocità folli ma nel quale dovevi esibirti in evoluzioni ed equilibrismi che galvanizzavano anche gli spettatori meno esperti, dove contavano di più la bravura del pilota e la robustezza della vettura che non il numero di cavalli. Ora? Ora no, si corre solo di giorno, se le strade sono un po’ sporche sulla pedana d’arrivo si sentono sequenze interminabili di litanie a critica del percorso e degli organizzatori, “rei” di non aver lavato col Mocio Vileda ogni centimetro di P.S.; e chi viene a vedere assiste sovente a monotone sequenze di passaggi tutti uguali di vetture velocissime (e costosissime) che nella maggior parte dei casi sono talmente incollate al suolo da offrire le stesse emozioni del Circus della Formula 1… del quale si sono copiate solo le cose peggiori, come degli elenchi di mescole per le gomme che praticamente nessuno è ovviamente in grado di utilizzare al meglio, ma fa fighissimo poter dire “ho sbagliato mescola, sennò vedevi…”. Ma per favore…”.

“Ed allora tutti lì a bordo strada a sonnecchiare aspettando solo che il malcapitato di turno tiri la classica “bombarda” per risvegliarli – prosegue Biancolli -. Ma quando lo si capirà che a differenza di quanto molti asseriscono non è pericoloso correre su fondi viscidi quali fango, neve o ghiaia, situazioni nelle quali sei obbligato ad andare più piano e nelle quali “senti” la macchina, trovandoti sempre in condizioni critiche di aderenza, a differenza dei percorsi su asfalto liscio e perfetto (tipica situazione attuale) dove viaggi sempre al limite delle gomme ma nella quale appena capiti sulla tipica ghiaietta da “taglio” schizzi fuori prima ancora di aver capito perché”.

“E’ questione di un errato concetto di base: allo Sprint di Bagnolo 2003 molti piloti non volevano far partire la prova del Montoso a scendere perché aveva nevicato!!! A parte che se hai paura della neve non ti iscrivi ad un Rally che si svolge in montagna a novembre ma vai a correre in pista, o stai a casa, e poi alla resa dei conti la prova, che si è disputata solo al secondo passaggio, ha dimostrato che la ridotta velocità, implicita in una situazione del genere, ed i muri di neve ai lati hanno fatto si che i molti errori compiuti si sono tradotti in innocui testacoda e “musate” nel morbido”.

“Idem al Val Sangone ’93. Si tenga presente che in quest’ultimo caso (al quale io ero iscritto come pilota) era dicembre in Piemonte, non luglio sulla Costa Amalfitana! Quindi quattro chiodati anche fetenti sul furgone d’assistenza non ci stavano male, non si sa mai…”.

“Le motivazioni delle paure? “Ma sai, è che con ‘sti assetti non puoi andare sulla neve…”. Eccolo li! Macchine da rally incapaci di cavarsela in tutte le situazioni, specializzate peggio delle Formula 1 che appena cadono quattro gocce devono essere stravolte per poter essere guidate. Ma che senso ha? E soprattutto quanto costa? Tutti si lamentano dei costi, poi però si preparano auto che hanno bisogno di 3000 tipi di ammortizzatori, molle e pneumatici diversi a seconda se c’è il sole o se è nuvoloso, se piove o se è solo umido, se si corre di sabato oppure di domenica, se il pilota è biondo o bruno… ma non sarebbe più facile, bello, economico e sicuro se ad esempio le gomme fossero obbligatoriamente stradali e limitate a cinque per ogni gara?”.

“Vai lo stesso, se sei capace, anzi se sei bravo il solito “paracarro” coi soldi non può più starti davanti solo perché cambia gomme ogni 2 P.S., e certi assetti superspecializzati non avrebbero più senso in tale situazione, le gomme non li reggerebbero, ed in caso di pioggia, ghiaia o neve non ci si troverebbe più nella *, sperando nell’annullamento della Prova! Qualcuno addirittura se al sabato piove e c’è fango non verifica nemmeno perché non ha la macchina adatta… ma scherziamo! Sono rally, e come tali vanno affrontati; se non piacciono ci sono un sacco di altre specialità: Ad esempio ad Indianapolis aspettano che smetta di piovere, poi asciugano la pista prima di dare il via…”.

“Inoltre certe Speciali non sarebbero nemmeno da prendere in considerazione: medie altissime, con tutti i rischi del caso (ma tanto per aggirare il problema mettono quelle “bellissime” chicane di bidoni o new-jersey…), e percorsi dove basta avere più cavalli di tutti per primeggiare, anche senza essere dei fenomeni”.

“La dimostrazione di tutto ciò sta nel fatto che gli elenchi partenti sono di una monotonia allucinante: Clio, 106, 106, Clio; e perché? Mica che in Renault fanno il 3×2 come al supermercato, o che in Peugeot ti regalino le macchine! E’ solo che le prestazioni sono ormai talmente estremizzate che se non hai il top (e nelle rispettive classi i due modelli lo sono sicuramente) non hai chance, puoi metterci del tuo fin che vuoi, tanto le prenderai comunque rischiando di più e andando di meno, poiché su certe strade e con certi assetti e pneumatici non inventi niente. Ma prova ad andare sullo sporco, stretto, magari in una discesa guidatissima con la “pauta” qua e là: o sei buono, o uno col piede te le suona anche con una A-112 ben fatta…”.

“Mi spiace esprimermi in questi termini, ma chi non nasconde la testa sotto la sabbia sa che è brutto da dire ma è così, e non sempre per colpa dei piloti, non mi si fraintenda, lo so che ormai ci si è dovuti adattare. Ma ho corso (poco e con scarsi risultati…) anch’io, ed ho anche fatto il meccanico, e credo di sapere cosa dico”.

“Adesso dopo l’ennesima tragedia capitata in Val d’Aosta cercheranno di correre ai ripari, ma so già che lo faranno nella maniera sbagliata, senza affrontare i problemi alla radice, ma mettendo le classiche “pezze” in un mondo nel quale invece bisognerebbe stravolgere il concetto di gara come la si intende adesso, facendo non uno ma più passi indietro, per tornare a Rally che non sono “Superturismo su Strada”, o “Velocità in Salita anche in pianura e discesa”, e non preoccupandosi solo di stabilire che un sedile dopo 5 anni lo devi buttare anche se non lo hai mai usato, o cercando di far stare il pubblico sempre più distante piazzandolo magari dove in realtà è ugualmente pericoloso. Non siamo negli autodromi, dove aumenti le vie di fuga in proporzione all’aumento delle prestazioni delle vetture; i pali, gli alberi e, tanto per fare un esempio, i muri dei garage valdostani ci sono e ci saranno sempre, ma le auto ci vanno contro non più frequentemente di prima ma soltanto molto più velocemente”.

“Speriamo che Pozzi, Curto, Montanelli, Zonca, Roggia e gli altri che ci hanno lasciato, che comunque, non dimentichiamolo, facevano quello che gli piaceva e nessuno li obbligava, non stiano dove sono ora ad aspettare che qualcun altro li raggiunga prima che si faccia qualcosa. E’ già molto tardi e ho paura che i Rally abbiano ormai vita breve, se continuiamo con quest’andazzo. I Media non aspettano altro che tragedie di questo genere per demonizzarci, le autorità per negare i permessi, e gli organizzatori rischiano la galera ogni volta che mettono a calendario una manifestazione, idem i commissari. Non mi pare logico questo suicidio da parte di un ambiente potenzialmente bellissimo ma rovinato dalla cocciutaggine e dall’immobilismo. Non importa che quello che dico piaccia o no. Tanto così non va, ed il rischio è che un bel giorno diremo: “Ti ricordi quando c’erano i rally?” e sarebbe peggio per tutti, sia per chi la pensa come me, sia per quelli che invece reputano che le gare così come sono adesso sono belle, divertenti e quant’altro. Non picchiano forte solo le Super 1600, rendiamocene conto. E non possiamo sempre contare sulla buona sorte…”.

Tutto il meglio del Rally del Vermentino 2021 (VIDEO)

Hyundai Rally Team Italia si aggiudica un combattutissimo Rally dei Nuraghi e Vermentino. Umberto Scandola e Danilo Fappani hanno portato alla vittoria la Hyundai 20 R5 al termine di sette prove speciali, 68 km cronometrati e, dopo l’ultima prova, i primi tre equipaggi racchiusi in soli 3,5”. Anche il 18° Rally dei Nuraghi e Vermentino (Ss) ha dimostrato che il Campionato Italiano Rally Terra 2021 sa regalare sempre tante emozioni con un’appassionante sfida tra i principali protagonisti.

Scandola prosegue così la rincorsa al titolo della serie nazionale su terra grazie a un ottimo ruolino di marcia che ha raggiunto quota tre vittorie e due secondi posti, conquistati nelle prime cinque gare in calendario. Il pilota veronese, ancora in coppia con il navigatore bresciano Fappaniche sta sostituendo al meglio Guido D’Amore, ha subito preso il comando del rally nella prima prova speciale di venerdì per poi chiudere la semi tappa a pari tempo con uno dei suoi rivali. Sabato la lotta è stata ancora più accesa con un doppio scambio di posizioni al vertice ma alla fine, con tre successi parziali sulle sette prove disputate e un ottimo e decisivo “tempone” sul secondo passaggio di Monte Olia, Scandola ha mantenuto la testa sul filo di lana con la sua Hyundai i20 R5 gommata Pirelli.

“Fin dalla partenza sapevamo che sarebbe stata ancora una volta una gara molto appassionante giocata sul filo del secondo, perché quest’anno il CIRT è forse il campionato nazionale più combattuto”,ha detto Umberto Scandola. “Dovevamo attaccare ma nello stesso tempo non potevamo permetterci il benché minimo errore, specialmente su un fondo che è cambiato dopo la pioggia della vigilia. Non è stato facile ma tutto è andato per il meglio e per questo devo ringraziare il team S.A. Motorsport e Hyundai Motorsport Customer Racing che ci hanno messo nella migliore condizione per essere competitivi con una i20 R5 perfetta. Anche il feeling con Danilo è cresciuto e adesso festeggiamo tutti assieme. Sarà però una festa brevissima, abbiamo già in tasca il biglietto aereo per le Azzorre e la nostra seconda auto è già arrivata sull’isola portoghese perché tra qualche giorno affronteremo la quinta gara del Campionato Europeo. Anche questo rally è completamente nuovo per noi ma per lo meno troveremo delle prove più simili a quelle del nostro campionato. Per questo spero di poter recuperare un po’ di punti anche nel FIA ERC, oltre ad aumentare la conoscenza delle gare internazionali per il prossimo futuro”.

In questo spettacolare video vi mostriamo i migliori momenti dei principali equipaggi che hanno dato vita alla splendida sfida andata in scena al Rally del vermentino 2021. Davvero imperdibile.

CIRTS: al Vermentino Historicu dominio di Lucky-Pons

Gara bella ed intensa quella andata in scena al Rally Historicu del Vermentino, quinto e penultimo atto del Campionato Italiano Rally Terra Storico e dominata in questa seconda giornata interamente da Luigi “Lucky” Battistolli e Fabrizia Pons con la loro Lancia Delta Integrale 16V del 4°Raggruppamento.

Il vicentino sale sul gradino più alto del rally sardo dopo aver vinto tutte e cinque le prove del sabato chiudendo davanti alle altre auto storiche con il tempo complessivo di 56’34.1. Ritmo costante per l’equipaggio della Key Sport attento a non commettere errori sui difficili fondi sterrati del “Vermentino Storico” e confermandosi al top della classifica speciale del CIRT 4 Ruote Motrici.

Salgono sul secondo gradino del podio i veloci Bruno Pelliccioni e Marco Cavalli. Il duo sammarinese con la Ford Escort 2000 della Scuderia Malatesta ha portato al traguardo la propria gara a + 2’23.2 dai primi. Pelliccioni vincitore delle ultime due edizioni del Vermentino Storico ha perso terreno nel secondo giro di prove per non correre rischi, ma rimanendo sempre dietro l’avversario Lucky si è confermando primo dell’Italiano Rally Terra 2 Ruote Motrici.

Terza piazza, la più combattuta di questo rally storico, se l’è guadagnata Andrea Tonelli alla sua prima volta sulle prove della Sardegna. Una bella soddisfazione per il pilota reggiano insieme a Roberto Debbi ha mantenuto un buon passo e tenuto stretto il terzo posto con la sua Ford Escort RS 1800 MKII della Movisport, nonostante gli attacchi di Bruno Bentivogli. L’agguerrito romagnolo navigato dal locale Salvatore Musselli si deve dunque accontentare del quarto posto dopo aver realizzato ottimi tempi alla guida della Ford Sierra CW di 3°Raggruppamento.

Obiettivo raggiunto anche per il sammarinese Corrado Costa navigato da Domenico Mularoni che porta al traguardo la sua Opel Corsa GSI della Scuderia San Marino, del 4° raggruppamento di J2 ottenendo i punti utili per la classe 1600. Prossimo e conclusivo appuntamento del Campionato Italiano Rally Terra Storico 2021 sarà il 1° Rally del Brunello in programma per il 10-11 dicembre.

Pubblicato l’elenco iscritti del Rally Vermentino

Senza veli l’elenco iscritti del 18° Rally dei Nuraghi e del Vermentino, gara valida come quinta prova del Campionato Italiano Rally Terra, come seconda prova della Coppa Rally di Zona (9° zona) e per il neonato Campionato Rally Delegazione Sardegna.

Diversi i piloti in lizza per il successo finale a cominciare da Umberto Scandola (Hyundai I20 R5) attuale leader del Campionato. Numero 2 sulle fiancate per l’undici volte campione Italiano rally, il toscano Paolo Andreucci (Skoda Fabia Rally2 evo), che torna a Berchidda dopo l’esperienza del 2018. Presente anche Simone Campedelli (Volkswagen Polo GTi R5) attuale terza forza del Campionato, in cerca del primo successo in questo 2021.

Diversi gli outsider che sognano il colpo grosso sulle durissime strade della Gallura, dal boliviano Bruno Bulacia ad Enrico Oldrati passando per Alberto Battistolli tutti su Skoda Fabia Rally2. Gli occhi dei tifosi locali saranno tutti per Giuseppe Dettori (Skoda Fabia Rally2) che sogna di ripetere il successo ottenuto nel 2017. Tra le altre rally2 al via quelle di James Bardini e Valter Pierangioli (Skoda Fabia R5) e quelle di diversi piloti locali tra cui spiccano Auro Siddi, Francesco Marrone e il ritorno dopo 11 anni di Ivan Pisciottu (Skoda Fabia Rally2).

Ben tre gli equipaggi femminili al via con Rachele Somaschini (fresca vincitrice della Coppa Aci Femminile nel CIR), Tamara Molinaro su Citroën C3 Rally2 e le corse Laura Salini e Myriam Peretti sulla piccola Citroen C2 VTS in classe A6. Molto combattuta si annuncia la gara tra le vetture a due ruote motrici con Marco Dallamano, Michele Liceri, Maurizio Pusceddu e Fabio Battilani alla ricerca di punti importanti in ottica coppa Aci Cirt 2WD.

Rally Vermentinu Historicu

Per quel che riguarda il Rally Vermentinu Historicu, valido come quinto atto del Campionato Italiano Rally Terra Autostoriche sono solamente cinque gli iscritti, ma tutti di grande peso. A cominciare dal campione CIRAS in carica, il vicentino Luigi “Lucky” Battistolli navigato da Fabrizia Pons su una bellissima Lancia Delta Integrale 16V. Lucky proverà a portarsi a casa il titolo nel CIRTS 4WD, stesso obbiettivo per Bruno Pelliccioni che al volante della sua Ford Escort cerca i punti necessari per vincere il titolo tra le vetture 2WD. Esordio in terra sarda per Andrea Tonelli e Corrado Costa, mentre per Bruno Bentivogli si tratterà di un ritorno a Berchidda, dove ha già corso nel 2017 con una vettura moderna.

La grande incognita per tutti sarà il meteo, infatti le previsioni annunciano un day1 (venerdì 10 settembre) molto piovoso con precipitazioni molto abbondanti, mentre nella seconda giornata di gara il meteo dovrebbe andare a migliorare con il passare delle ore. Insomma anche il meteo vuole mettere ulteriore pepe ad una gara che si annunciava già di suo molto dura, visto e considerato che le speciali della Gallura e del Monte Acuto sono già molto dure e impegnative anche senza la pioggia e il fango.

CIRT, Rally del Vermentino: Ucci pronto alla carica

Se è vero che Umberto Scandola tenterà l’allungo nella classifica per agguantare il titolo al Rally del Vermentino, è altrettanto vero che dopo il successo al Rally Italia Sardegna, Paolo Andreucci (M33 e Skygate) torna in terra sarda per proseguire l’attacco alla serie Tricolore su Terra. Infatti, seppure i favori della matematica giocano al momento a favore del veronese, i numeri dicono che entrambi possono aspirare al successo finale.

Per Andreucci si tratterà della seconda partecipazione nella gara con base a Berchidda (Sassari) dopo il quinto posto ottenuto nel 2018 quando questo rally fu valido, come per questa edizione, per il tricolore terra. Il successo nella gara al seguito del Campionato del Mondo Rally WRC e quello ottenuto all’inizio di agosto al 15° Rally Città di Arezzo Crete Senesi e Valtiberina vedono ora Andreucci al secondo posto nella classifica piloti con 60.5 punti.

Il pilota garfagnigno, che anche in questo appuntamento sarà navigato da Rudy Briani sulla Skoda Fabia R5 Evo gommata MRF Tyres, dovrà capitalizzare tutta la sua esperienza per ottenere altri punti importanti in una fase cruciale del campionato. Si tratta infatti della penultima gara, prima della finale di stagione al Rally Liburna Terra che avrà coefficiente 1,5.

“Si tratta di una gara per certi versi nuova – ha commentato Andreucci – dato che nel 2018 abbiamo disputato solo la prova di “Monte Olia” in comune con il percorso di quest’anno. Le caratteristiche sono impegnative, il terreno della Sardegna è sempre difficile da interpretare e se nel primo passaggio faremo un po’ di fatica per via della ghiaia che dovremo spazzolare, sul secondo e terzo passaggio servirà grande attenzione per evitare le pietre che sicuramente rappresenteranno uno dei principali rischi. Abbiamo fatto grandi progressi a livello di pneumatici, quindi sono sicuro che anche su questo terreno le MRF Tyres sapranno restituire un ottimo feeling”.

CIRT: Scandola-Fappani cercano la fuga per il titolo

La stagione del Campionato Italiano Rally Terra si avvicina al rush finale nel weekend del 10-11 settembre con il Rally dei Nuraghi e Vermentino in provincia di Sassari. La gara sarda è la penultima della serie e precede il Rally Liburna Terra di novembre, che avrà massimo coefficiente. Dopo le prime quattro gare la Hyundai i20 R5 di Umberto Scandola comanda la classifica assoluta, grazie a due vittorie conquistare al Rally dell’Adriatico e al San Marino Rally e due secondi posti al Rally Italia Sardegna e al Rally Città di Arezzo.

Nel Rally dei Nuraghi e Vermentino il pilota di Hyundai Rally Team Italia potrà contare su una Hyundai i20 R5 al massimo dell’evoluzione tecnica messa a punto da Hyundai Motorsport Customer Racing, assieme al confermato supporto di Pirelli, partner del team S.A. Motorsport. A fianco di Umberto Scandola ci sarà nuovamente Danilo Fappani a sostituire Guido D’Amore, il navigatore che ha accompagnato Scandola nelle ultime stagioni e che ancora non si è rimesso completamente dopo l’incidente occorso al Rally Liepäja in Lettonia.

“Torno a correre in Sardegna su prove che non conosco, ma solitamente sulle strade del nord dell’isola mi sono sempre trovato a mio agio”, dichiara Umberto Scandola. “Sarà sicuramente una gara tiratissima, dove ogni secondo di vantaggio potrà essere conquistato solo con il massimo impegno. Bisognerà attaccare fin dal primo km senza commettere errori perché il livello del campionato è decisamente alto. La ghiaia che troveremo sul percorso come prima vettura a passare sarà inizialmente una difficoltà, ma confido sulle ottime prestazioni della i20 R5 e sullo sviluppo che abbiamo fatto da inizio dell’anno a oggi.”.

Sulla seconda Hyundai i20 R5 di SA Motorsport, precedentemente guidata da Giacomo Costenaro e Luca Hoelbling, correrà il giovane Mattia Scandola in coppia con Alessandro Franco. Il 20enne figlio del team manager Riccardo e nipote di Umberto, alla sua ottava gara in carriera, avrà l’opportunità di correre con una 4×4 sulla terra per accelerare il suo percorso di crescita nei rally.

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Copertina RS RallySlalom Settembre 2021

Andreas Mikkelsen e quel titolo italiano terra

Nel 2011 non esiste ancora il Campionato Italiano Rally Terra, perché la federazione non vuole fare concorrenza e impoverire il principale campionato d’Italia. C’è il Trofeo Rally Terra. Alla fine del mese di ottobre si corre il Rally Conca d’Oro. La gara finale della stagione, quella che deve assegnare il titolo. E come da copione, la competizione che si snoda lungo le bellissime PS sterrate siciliane è bellissima e difficilissima.

Si è deciso alla fine della penultima prova speciale il 31° Rally Conca D’Oro, la sesta e conclusiva prova del Trofeo Rally Terra, indetta dall’AC Palermo ed organizzata dal Comune di Corleone. Andreas Mikkelsen ed Ola Floene hanno vinto il Trofeo Rally Terra 2011 con il terzo posto al 31° Rally Conca D’Oro, prova conclusiva della serie cadetta CSAI riservata ai fondi sterrati.

Vittoria in gara per i bravi finlandesi Teemu Arminen e Tuomo Nikkola portacolori della Motoring Club sulla Subaru Impreza Sti N14. I finnici, già terzi nel 2010 a Corleone, si sono portati in seconda posizione sin dal crono d’apertura, usando la loro abilità sulla terra e la conoscenza delle strade siciliane, vincendo il settimo crono. Con il risultato il finnico è così risalito al terzo posto assoluto nel TRT ed al 2° nel Gruppo N 4×4.–“Siamo molto felici per la vittoria al Conca D’Oro. E’ una gara che conosciamo e sulla quale abbiamo ottenuto un’eccellente risultato. Non potevamo sperare in meglio. Il nostro obiettivo era quello di arrivare più in alto possibile. Dopo la penultima prova la strada si è spianata, poiché contro Mikkelsen altrimenti non potevamo nulla di più” – sono state le parole di Arminen.

L’equipaggio norvegese sulla Skoda Fabia S2000 ufficiale ha vinto otto delle nove le prove speciali in programma, imponendo il proprio ritmo all’intera competizione siciliana che si è svolta nell’entroterra palermitano nei dintorni di Corleone. Sulla penultima prova una noia al motore ha rallentato la Skoda Fabia dell’equipaggio norvegese che ha perso oltre tre minuti e scivolando fino al sesto posto. Lo stesso pilota ha lavorato sul motore appena fuori dalla prova. I vincitori del TRT hanno cercato la rimonta sui 16 Km dell’ultimo crono arrivando fino al terzo gradoino del podio, assicurandosi i punti necessari alla conquista del Trofeo Rally Terra.

“Siamo felici per il successo nel TRT – ha dichiarato il vincitore – Un ottimo lavoro di squadra. Abbiamo sempre potuto contare su una vettura competitiva. Qui al Conca D’Oro tutto è andato bene anche quando il fondo si è asciugato e le condizioni sono un po’ cambiate, fino al problema sulla PS 7. Una gara molto bella e tecnica”. Mikkelsen e Floene aggiungono il terzo posto al Conca D’Oro alle vittorie del Rally dell’Adriatico, Rally di San Marino e Rally di Azzano.

Secondo sul podio un insoddisfatto Daniele Batistini a cui ha letto le note Francesco Pinelli sulla Peugeot 207 S2000. Per l’equipaggio toscano della Power Car Team ha pesato negativamente il rendimento non ottimale del nuovo propulsore. A nulla sono valsi gli sforzi dell’equipaggio per cercare di contenere le distanze. –“Il nostro obiettivo era quello di mantenere il secondo posto nella classifica assoluta di trofeo – ha spiegato il pilota livornese – ma desideravamo batterci ad armi pari con i diretti avversari e non dovendo andare al massimo consapevoli del limite che abbiamo avuto in gara”.

Sotto al podio hanno concluso la corsa anche i veneti Moreno Cenedese e Roberto Simioni per la prima volta sulla Ford Fiesta S2000, che hanno usato in prospettiva 2012 e con la quale sono entrati velocemente in buon feeling con la 4×4 aspirata, come hanno dimostrato i tempi sempre migliori. Duello per il quinto a favore dei primi locali, Matteo Vintaloro e Pai Riggio all’esordio su una S2000 e sulla Peugeot 207, che hanno lamentato qualche problema al differenziale posteriore nelle prime battute di gara.

Sesto posto sotto la bandiera a scacchi nella la gara d’apprendistato sula terra per il lucchese Rudi Michelini navigato da Michele Perna e perfettamente coadiuvati dalla Abarth Grande Punto del Team Procar. L’equipaggio già protagonista del Trofeo rally Asfalto 2011, ha preso confidenza con il fondo migliorandosi di prova in prova, potendo pensare positivamente al Campionato Italiano Rally 2012. Settimi gli altri locali Giovanni Cutrera e Valentina Di Palermo che sin sono trovati a loro agio sulla Abarth Grande Punto che il giovane driver guidava per la prima volta sulla terra e con la quale hanno rimontato nelle ultime tre prove, dopo un problema al cambio sul secondo giro, ma un semiasse li ha rallentati definitivamente sull’ultimo crono. Successo tra le due ruote motrici e ottavo posto al traguardo per il sammarinese Alessandro Broccoli, abituato ed a suo agio sulla terra anche al volante della Renault New Clio, anche quando il driver è stato costretto ad affaticare i freni a metà gara per via di un assetto troppo ballerino.

Nona posizione e vittoria della Coppa di gruppo N 4×4 del TRT con il secondo di categoria in gara per i bresciani della Movisport Luigi Ricci e Christine Pfister, attenti solo a non prendere rischi con la loro Subaru Impreza Sti N14 per l’intera corsa, anche se hanno temuto sul finale per via di una foratura sull’ultima PS. –“La Coppa di gruppo N 4×4 è nostra. Abbiamo centrato l’obiettivo per il quale siamo venuti in Sicilia a completare la nostra stagione nel TRT. Abbiamo gareggiato contando le prove che mancavano alla fine cercando di non commettere errori”- è stato il commento di Ricci. A completare la top ten il barese Franco Laganà affiancato da Maurizio Messina, poco a suo agio sui fondi sterrati e rallentato da problemi al cambio sulla Mitsubishi EVO X. Al sammarinese Leo Guerra, specialista delle strade bianche al volante della Renault Clio RS, è bastato il terzo posto di classe N3 in gara per portare a casa la Coppa di gruppo N 2 ruote motrici. Sfortuna per il calabrese di Vicenza Tullio Luigi Versace costretto al ritiro per la rottura della leva del cambio sulla Citroen C2, mentre occupava la 14^ posizione.

Ottima prestazione di Scandola al debutto in Toscana: il commento

Ancora una bella sfida e ancora un ottimo risultato per Umberto Scandola nel Campionato Italiano Rally Terra 2021. Dopo aver conquistato due vittorie e un secondo posto, il pilota veronese – affiancato dal bresciano Danilo Fappani – si aggiudica un altro secondo posto nella 15esima edizione del Rally Città di Arezzo Crete Senesi e Valtiberina.

I piloti di Hyundai Rally Team Italia hanno concluso a 9”3 dalla testa, dopo aver fatto segnare il miglior tempo in quattro delle otto prove speciali in programma, una in più dei vincitori. La conquista della seconda posizione arriva anche grazie alla grande ripresa dalla prima prova speciale di sabato, quando un sensore che rileva la temperatura del motore ha registrato un funzionamento anomalo, riducendo la potenza massima del 4 cilindri turbo. 

“Peccato per un piccolo inconveniente che ci ha fatto partire in salita. Forse senza il problema iniziale saremmo riusciti a mettere maggior pressione al vincitore che ha disputato un’ottima gara, ma siamo lo stesso molto soddisfatti del risultato complessivo”dichiara Umberto Scandola

“Era la prima volta che correvo questo rally e devo dire che il percorso mi è piaciuto molto e ci siamo divertiti su queste prove tecniche e veloci che hanno espresso il grande potenziale della nostra Hyundai e dei pneumatici Pirelli. Da una parte ho sempre attaccato, ma tenendo anche un occhio sulla classifica del CIRT che a due gare dal termine ci vede sempre al comando. A breve dovremo mettere in preventivo anche uno scarto nel computo dei punti finali, ma se guardo ai primi due terzi del campionato penso che sarà una bella sfida fino all’ultima prova tra noi e il veloce rivale di mille battaglie Paolo Andreucci”.

Per Umberto Scandola e la squadra S.A. Motorsport l’intenso mese sportivo proseguirà con il quarto appuntamento del Campionato Europeo Rally. Dal 27 al 29 agosto è in programma il Barum Czech Rally, a Zlin in Repubblica Ceca. Il Barum è uno degli appuntamenti internazionali di maggiore tradizione che quest’anno festeggia la sua 50esima edizione. Al via sono attesi tutti i principali specialisti dell’asfalto veloce, che caratterizza le insidiose prove di questo rally, un’occasione per fare esperienza e puntare a recuperare punti nel FIA ERC.

CIRT: Andreucci a mani basse al Rally Città di Arezzo

Sono Paolo Andreucci e Rudy Briani, con una Skoda Fabia R5, i vincitori del Rally Città di Arezzo-Crete Senesi e Valtiberina, proposto da Valtiberina Motorsport in questo fine settimana, quarta prova del Campionato Italiano Rally Terra (CIRT), valida pure per il Campionato Italiano Rally Terra Storico, per il tricolore Cross Country Rally “Side by Side”, gara per il Tour European Rally Series (TER) moderno e “historic” e altresì atto finale del Challenge Raceday Rally Terra 2020-2021.

Una messe di validità che hanno permesso di toccare la considerevole cifra di 105 iscritti, messi tutti in riga dal pluridecorato campione lucchese di Castelnuovo Garfagnana, autore di una prestazione tanto decisa quanto veloce ed esente da errori. Un lavoro costruito in due giorni di accesi duelli sulle strade bianche dell’aretino e del senese con otto Prove Speciali che hanno generato per lui il tris di allori in questa gara dopo quelli del 2008 e della passata edizione, tre vittorie con tre macchine diverse (Mitsubishi Lancer, Citroen C3 e Skoda Fabia).

Partito al comando dalla prima prova speciale, Andreucci non lo ha più lasciato, riuscendo a contenere con fermezza ogni singolo attacco che arrivava dalla concorrenza, soprattutto dal veronese Umberto Scandola, in coppia estemporanea con Fappani sulla Hyundai i20 R5. Leader della classifica provvisoria di Campionato alla vigilia della gara, il pilota scaligero sotto la bandiera a scacchi si è dovuto accontentare della seconda piazza, peraltro acquisita con merito, cosa che gli ha consentito di rimanere primo in campionato.

La terza piazza è andata alla fine a Simone Campedelli, con Rappa alle note, su una VolksWagen Polo R5. Una gara a tratti sofferta, quella del driver romagnolo, soprattutto per non aver mai trovato la quadra con il set up e con le gomme calzate dalla vettura tedesca. Sino alla sesta prova speciale il gradino più basso del podio era riuscito a tenerselo stretto il giovane boliviano Bruno Bulacia (Skoda Fabia R5), con al fianco Marcelo Der Ohannesian, poi fermato da un’uscita di strada quando dietro a loro incombeva decisa l’ombra appunto Campedelli.

Quarta posizione finale per il giovane padovano Niccolò Marchioro, in coppia con il fido Marco Marchetti, anche loro su Una Skoda Fabia R5. Reduci da una prima parte dell’anno sfortunata, caratterizzata da soli ritiri per guasti, si sono presentati al via della gara con il solo obiettivo di terminarla ed andarsi ad aggiudicare il titolo 2020-2021 del Challenge Raceday Rally Terra, davanti al diretto rivale Simone Romagna (Skoda Fabia R5), anche lui presente ad Arezzo.

La top five è stata completata da un altro interessante giovane, il bergamasco Enrico Oldrati, figlio e nipote “d’arte”, affiancato da De Guio, che all’esordio in questo rally ha sofferto la scarsa conoscenza delle strade nella prima porzione di impegno, partendo dalla tredicesima posizione per poi vederlo cresciuto – e con merito – di rendimento alla distanza. Il sugello di una gara di spessore il bergamasco l’ha messo in chiusura di gara, siglando il miglior tempo sull’ultima chrono, quando il duello per la vittoria era tutt’altro che sopìto.

Non troppo lontano da Oldrati ha chiuso, in sesta piazza, lo sloveno Aljosa Novak, in coppia con Okvirk (Skoda), costantemente con prestazioni da top ten e certamente da tenere in forte considerazione è stata la settima posizione finale dell’altro giovane bresciano Jacopo Trevisani, al debutto assoluto con una trazione integrale, nello specifico anche in questo caso una Fabia.

Prestazioni da incorniciare anche per i varii Tonso (Skoda, pur rallentato da una foratura durante la prima tappa), Hoelbling (Hyundai) e Dati (Ford Fiesta), che hanno firmato e chiuso la top ten dopo due giorni decisamente campali ma di grande soddisfazione corsi su strade mitiche, che appartengono alla storia dei rallies internazionali.

Nella sfida a due ruote motrici il migliore è risultato il toscano di Pistoia “Barone Jr”, al debutto con la Peugeot 208 Rally4 e per la prima volta con al fianco Sofia D’Ambrosio, mentre il Gruppo N ha invece parlato aretino, con il successo incamerato da Stefano Marrini e la sua Mitsubishi Lancer Evo IX, condivisa con Valentini.

Così il Challenge Raceday Rally Terra

Grandi battaglie tra i protagonisti del Challenge per raccogliere gli ultimi punti nella classifica assoluta e nei vari raggruppamenti. Questa gara aveva coefficiente 1.5 per il Challenge.

Nicolò Marchioro navigato da Marchetti su Skoda Fabia R5, ha mantenuto un passo costante per mantenere la leadership del Challenge e poterlo vincere, nonostante alcuni problemi all’assetto della sua vettura. Quindi ha deciso di non rischiare e di portare a termine la gara, terminando quarto assoluto in gara e laureandosi campione della 13^ edizione del Challenge Raceday Rally Terra, serie ideata da Alberto Pirelli. Ad insidiare la leadership di Marchioro un agguerrito Simone Romagna navigato da Addondi su Skoda Fabia Evo 5, che però non è mai riuscito ad avvicinarsi tanto da infastidirlo. Grande prestazione di Massimiliano Tonso/Bonato (Skoda Fabia R5) oltre che di Maselli/Danese (Hyundai i20 New Generation R5) e il giovane Trevisani navigato da Faustini su Skoda Fabia R5) che hanno progressivamente migliorato i loro tempi nel corso della gara.

Nella classifica assoluta finale di Raceday secondo un altro veneto, Simone Romagna navigato da Addondi su Skoda Fabia Evo 5. La classifica Under 23 è stata vinta da Daprà, navigato da Guglielmetti su Ford Fiesta Mk8. La classifica Under 28 è stata vinta dalla esuberante Rachele Somaschini, navigata da Zanella su Citroen C3 R5 che qui ha fatto un’ottima gara anche se ha perso parecchio tempo per un’uscita di strada.

La classifica delle 2 Ruote Motrici è stata vinta da Ciofolo, navigato da Alicervi su Renault Clio Sport R3. Una stagione molto complicata composta da quattro gare (Rally Adriatico Marche, Rally Terra Valle del Tevere, Rally della Val d’Orcia e quest’ultima gara finale). Tutte le gare sono state vinte da Nicolò Marchioro nonostante un notevole gruppo di agguerriti avversari. Ora Alberto Pirelli si concentrerà insieme a tutto lo staff, sulla preparazione della prossima edizione che promette alcuni cambiamenti e novità.

Top ten assoluta Rally Città di Arezzo

1. Andreucci-Briani (Skoda Fabia Evo R5) in 53’55.9; 2. Scandola-Fappani (Hyundai i20 New Generation R5) a 9”3; 3. Campedelli-Rappa (Volkswagen Polo Gti R5) a 44”1; 4. Marchioro-Marchetti (Skoda Fabia R5) a 1’58.7; 5. Oldrati-De Guio (Skoda Fabia Evo R5) a 2’11.0; 6. Novak-Ocvirk (Skoda Fabia R5) a 2’16.8; 7. Trevisani-Faustini (Skoda Fabia R5) a 2’19.3; 8. Tonso-Bonato (Skoda Fabia R5) a 2’21.9; 9. Hoelbling-Fiorini (Hyundai i20 New Generation R5) a 2’31.9; 10. Dati-Ciucci (Ford Fiesta R5) a 2’50.4.

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Copertina RS e oltre agosto 2021

Andreucci-Briani dominano la prima giornata del Valtiberina

Exploit del garfagnino che si aggiudica ogni passaggio sulla “Alpe di Poti”. Secondo Scandola (Hyundai i20 R5) a +13.2”, terzo in rimonta sul finale Bruno Bulacia (Skoda Fabia R5) a 20”. Domenica giornata finale con cinque prove in totale, due su “Monte S.Marie” e tre su “S.Martino in Grania” per chiudere il quarto round del Campionato Italiano Rally Terra.

La prima giornata del Rally Città di Arezzo Crete Senesi e Valtiberina si chiude nel segno di Paolo Andreucci e Rudy Briani, vincitori di ognuno dei tre passaggi sulla prova speciale “Alpe di Poti” (13,40km). Il garfagnino è stato dominatore sulla storica prova aretina, la più lunga di questo rally, che ha aperto le danze in vista dell’intensa giornata di domenica, strutturata su altre cinque prove speciali con un doppio passaggio su “Monte Sante Marie” (11,30km) e triplo su San Martino in Grania (8,20km).

Il triplo scratch di Andreucci, che ha sempre abbassato il suo crono ad ogni prova, lo spedisce in vetta alla classifica assoluta, della gara valida come quarto round del Campionato Italiano Rally Terra, con il tempo complessivo di 31’09.0. Alle sue spalle il primo ad inseguire stavolta è Umberto Scandola. Il leader del tricolore, affiancato da Danilo Fappani su Hyundai i20 R5, ha chiuso sempre in seconda posizione sulle prove speciali e al termine della tappa iniziale ha concluso con un distacco di 13.2’’ da Andreucci.

Qualche difficoltà soprattutto in avvio per Scandola, limitato da un problema di temperature accusato dalla vettura coreana che è andata in protezione e ha fatto fatica anche nei passaggi successivi. Sull’ultimo passaggio poi il veronese ha messo le ruote in un fosso per evitare una rotoballa. Si conferma tra i migliori del Campionato anche in questo primo scorcio di Valtiberina Bruno Bulacia Wilkinson, che riesce a strappare la terza posizione provvisoria a Simone Campedelli sull’ultima speciale di giornata. Il giovane boliviano, navigato dall’argentino Marcelo Der Ohannesian sulla Skoda Fabia R5, ha migliorato il rendimento ad ogni speciale al suo esordio nella gara aretina e ha concluso a +20’’ dal vertice.

Si piazza quindi in quarta posizione Simone Campedelli, con Gianfranco Rappa alle note sulla Volkswagen Polo R5. Sono 22.7 i secondi che separano il cesenate dal vertice, 10 di questi lasciati già sulla prima prova speciale per una scelta di penumatici troppo morbida. Altri 10 poi lasciati anche all’ultimo crono sul quale ha subito il sorpasso di Bulacia. Alle sue spalle quinta posizione per il padovano Nicolò Marchioro, leader di Raceday quest’anno da outsider del tricolore, che insieme a Marco Marchetti su Skoda Fabia R5 perde 53.7” di margine dal migliore.

Sesto lo sloveno Aljiosa Novak su altra Skoda Fabia R5, davanti a Massimiliano Tonso su stessa R5 ceca che sull’ultima prova di giornata ha forato l’anteriore destra a 2km dal termine e in totale ha perso 33.9’’. Ottavo assoluto l’altro veronese su i20 R5 Luca Hoelbling seguito dal bresciano Jacopo Trevisani, che all’esordio con una vettura di classe R5, la Fabia, ha segnato ottimi tempi. Buono in particolare il sesto assoluto sulla seconda prova. Completa la top ten assoluta il bergamasco Enrico Oldrati, anche lui su Fabia R5, che all’esordio nel Città di Arezzo ha sofferto la scarsa conoscenza delle strade al primo loop ed è scresciuto di rendimento alla distanza.

Sfortunata fin qui la parentesi per le vetture a due ruote motrici, molte delle quali hanno affrontato la prima e l’ultima prova in trasferimento; prima a causa dello stop di una vettura che ha bloccato il passaggio delle successive, poi per il calare dell’oscurità al tramonto che non ha permesso, come da regolamento, lo svolgimento della PS 3 per gli ultimi concorrenti.

CLASSIFICA ASSOLUTA RALLY VALTIBERINA DOPO PS3

1. Andreucci-Briani (Skoda Fabia Evo R5) in 31’09.0; 2. Scandola-Fappani (Hyundai I20 New Generation R5) a 13.2; 3. Bulacia Wilkinson-Der Ohannesian (Skoda Fabia Evo R5) a 20.0; 4. Campedelli-Rappa (Volkswagen Polo Gti R5) a 22.7; 5. Marchioro-Marchetti (Skoda Fabia R5) a 53.7; 6. Novak-Ocvirk (Skoda Fabia R5) a 1’08.3; 7. Hoelbling-Fiorini (Hyundai I20 New Generation R5) a 1’16.9; 8. Tonso-Bonato (Skoda Fabia R5) a 1’16.9; 9. Trevisani-Faustini (Skoda Fabia R5) a 1’20.1; 10. Oldrati-De Guio (Skoda Fabia Evo R5) a 1’28.1.

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5 sanzionati al Valtiberina per violazioni Cds

Il direttore di gara del Rally Città di Arezzo Crete senesi e Valtiberina ha deciso, in data 6 agosto, di prendere alcuni provvedimenti nei confronti di cinque concorrenti, quattro dei quali iscritti al rally moderno, uno iscritto alla gara del cross country. La decisione è stata presa in conseguenza di quanto segnalato dalle forze dell’ordine, presenti sul percorso di prova, durante le ricognizioni pre-gara.

La Polizia di Stato ha rilevato infrazioni del codice stradale per alcuni dei piloti che stavano svolgendo le ricognizioni. Di conseguenza, come indicato nelle decisioni pubblicate nell’albo di gara ufficiale, è stata comminata un’ammenda pari ad 2000 euro oltre a una penalità di 2 minuti sul tempo totale di gara per ciascuno dei concorrenti.

Si rafforza quindi la sinergia tra le forze dell’ordine e Aci Sport, già evidenziata nelle precedenti gare valide per le diverse sedie Tricolore, che si rinnoverà anche nei prossimi appuntamenti, con l’obiettivo di garantire il rispetto delle normative vigenti per quanto riguarda in particolare le ricognizioni nei rally.

Paolo Andreucci all’attacco del Valtiberina

Dopo la pausa estiva, riprende la sfida di M33 e Skygate insieme a Paolo Andreucci per il Campionato Italiano Rally Terra che riaccenderà i motori il prossimo weekend per il 15° Rally Città di Arezzo Crete Senesi e Valtiberina.

La compagine laziale e il pluricampione italiano si preparano ad una delle gare più affascinanti del calendario tricolore terra, con un percorso che riprende tratti cronometrati di quello che fu l’indimenticato Rallye Sanremo – Rally d’Italia valido per il Campionato del Mondo Rally WRC. Andreucci tornerà ad essere affiancato da Rudy Briani fino alla fine della stagione, su richiesta di MRF Tyres, dato che alla luce del suo ruolo di manager per MRF nel programma del costruttore indiano nel Campionato Europeo FIA ERC, Rudy è un ottimo conoscitore degli pneumatici, aspetto fondamentale in questa fase di sviluppo.

La vettura sarà sempre la Skoda Fabia R5 Evo preparata da H-Sport che in quest’occasione sarà al via con il numero #2. Le premesse a livello statistico sono ottime, dato che Andreucci ha già messo la sua firma in più di un’occasione su questa gara, l’ultima in ordine di tempo proprio lo scorso anno al volante della Citroen C3 R5.

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CIRT: il Rally del Vermentino toglie i veli

A meno di un mese e mezzo dal via del Rally dei Nuraghi e del Vermentino è stato reso noto il programma dell’edizione 2021. La gara organizzata dalla Rassinaby Racing, giunta alla sua diciottesima edizione sarà valida per il Campionato Italiano Rally Terra e la Coppa Rally di Zona 9 per quel che riguarda l’evento riservato alle vetture moderne, mentre si fregerà della titolazione di CIRT Storico per quel che riguarda le vetture storiche.

L’apertura delle iscrizioni è fissato per il 10 agosto mentre la chiusura avvera in data 2 settembre. La gara entrerà nel vivo venerdì 10 e sabato 11 settembre: al venerdì sono previsti lo shakedown, che si terrà nel territorio comunale di Loiri-Porto San Paolo (Loc. Peccurili), e la suggestiva cerimonia di partenza che si disputerà nell’incantevole scenario di Porto San Paolo con l’Isola di Tavolara e il mare cristallino a far da contorno agli equipaggi. Da Porto San Paolo le vetture si dirigeranno verso Telti per affrontare la speciale di Almiddina (Km 5.82) da ripetere due volte, intervallata da una grande novità per la gara, ovvero il riordino a Calangianus.

Più impegnativa la giornata di sabato 11 settembre che prevede un menù di due speciali da ripetersi una tre volte e una due. La lunga Monte Olia (Km 14,32) sarà ripetuta per ben tre volte, mentre il crono di Oschiri (Km 6.74) si correrà per due volte. La cerimonia di arrivo si svolgerà nella consueta cornice di Piazza del Popolo di Berchidda.

Il 5 agosto in edicola: attualità, storie e storia

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CIRT: guida digitale al Rally Città di Arezzo Valtiberina

Anche per l’edizione duemilaventuno, il Rally Città di Arezzo-Crete Senesi e Valtiberina, che quest’anno firma la numero 15 della propria storia, proposta da Valtiberina Motorsport per il 6-7-8 agosto, vede confermata la stima da parte di chi corre. Infatti, il conteggio delle adesioni è arrivata alla tripla cifra, quindi toccando i cento iscritti. Il primo, grande, successo il sodalizio che per la gara ci ha messo come consuetudine l’anima di ogni suo componente per proporre una sfida entusiasmante, degna del blasone delle strade che andrà a percorrere.

La competizione sarà la quarta prova del Campionato Italiano Rally Terra (CIRT) e sarà estremamente articolata perché avrà diverse titolazioni: Campionato Italiano Rally Terra Storico, avrà validità per il tricolore Cross Country Rally “Side by Side” (sesta prova), sarà seconda gara per il Tour European Rally Series moderno e “historic” e altresì sarà l’atto finale del Challenge Raceday Rally Terra 2020-2021, oltre che guardare alle energie alternative.

Alta qualità sia per “nomi” che per vetture, alta qualità per il percorso, di livello mondiale, visto che sulle strade proposte vi hanno corso gli idoli del mondiale negli anni ottanta. Il che apre ad un’altra due giorni rallistica ad alto tasso adrenalinico, ma anche ricchi di spunti tecnici importanti.

Sono otto, le Prove Speciali previste, per un totale di 83,970 Km cronometrati sui circa 557,890 dell’intero tracciato che andrà a svilupparsi tra l’aretino ed il senese, territori ad alta ispirazione e passione rallistica, mèmori di grandi storie di sport.

La prima parte di gara si svolgerà interamente sull’Alpe di Poti, la seconda verso il senese, le “piesse” saranno quelle classiche: 

PROVA SPECIALE N. 1-2-3 “ALPE DI POTI”

Km. 13,400

Un classico del rallismo mondiale, l’università della guida su sterrato. Un classico anche di questa gara, che già quanto era una ronde la aveva adottata con grande soddisfazione da parte di tutti. La prova si presenta allungata nella parte finale, comprendendo una inversione assai spettacolare. E si presenta anche con un fondo decisamente diverso dal passato, rullato, liscio quasi come un biliardo, grazie all’importante lavoro di sistemazione della strada.

Salita, veloce, lento, ritmato, stretto, largo, discesa, falsopiano, tornanti, dossi, allunghi, tratti nel bosco ed aperti.

Tutto quello che si può chiedere ad una speciale, che non a caso ha scritto pagine indimenticabili di storia sportiva.

Un grazie al Comune di Arezzo e alle sue strutture operative che permettono nella complessità organizzativa di poter utilizzare un palcoscenico di questo livello.

PROVA SPECIALE N. 4-6 “MONTE SANTE MARIE”

Km. 11,300

Fu la grande novità dell’edizione 2019, un remake mondiale, riproposto nella stessa conformazione quest’anno, pur se allungata di circa 500 metri nella parte finale, includendo una curva assai impegnativa, croce e delizia dei protagonisti del mondiale anni ottanta. Imperdibile.

Si parte in discesa, per circa 500 metri, fondo splendido e compatto che perdurerà per tutta la prova, strada inizialmente con carreggiata media che tende ad allargarsi nello sviluppo successivo. Dopo 800 metri dallo start, bellissima compressione seguita da un dosso e da una serie di curve e di esse prima più strette e poi con ampio raggio. Poi per un chilometro inizia un bellissimo tratto medio veloce, prima in discesa poi falsopiano poi salita, dove si inizia a “scaldarsi” in modo serio, perché ci vuole il giusto ritmo. Segue poi, fino al quinto chilometro, uno stupendo tratto caratterizzato da veloce, medio veloce, curvoni ad ampio raggio, “esse” di grande effetto, dossi in contropendenza e talvolta ciechi, sempre in falsopiano. Poi si scende di nuovo nei pressi della cima del Monte Sante Marie, la strada diviene sempre più veloce: discesa, poi si sale di nuovo, ancora dossi che si alternano a medio veloce e a curvoni

da “spazzolata”. Da segnalare dal chilometro 6 al chilometro 8.30 un bellissimo tratto visibile da più punti, caratterizzato da discesa con tornantoni da . . . “traverso”, salita con “esse” veloci, dossi, un tratto molto tecnico in cui la velocità e la precisione di guida è importante. Si apre poi la Collina di “Poggio d’Arno”, in un tratto aperto senza vegetazione che nel senso di prova prima in discesa e poi in salita immette nel celebre salto. Qui si vola, nel vero senso della parola. Poi di nuovo curvoni veloci, in falsopiano, poi discesa con tornanti con un paio di curve ad “esse” molto spettacolari che spezzano il ritmo. Poi si riprende nuovamente con il medio-veloce, in falsopiano, curvoni, discesa e poi salita di nuovo, tratti molto spettacolari in strada veramente ampia sino al termine. Quando si arriva in fondo ad una prova del genere, si percepisce e ci si accorge di un un’emozione grande ed importante, sia per chi è all’interno della vettura sia per chi si è goduto lo spettacolo del passaggio dei concorrenti. Insomma, una vera prova da mondiale! Il riproporre questo magnifico scenario . . . “iridato” è stato reso possibile grazie al lavoro svolto con l’amministrazione comunale di Asciano.

PROVA SPECIALE N. 5-7-8 “S. MARTINO IN GRANIA”

Km. 8,200 (P.S. 5-7) e Km. 4,770 ( PS 8)

I primi due passaggi hanno il chilometraggio più lungo rispetto al 2020, con la parte inziale quindi nuova, caratterizzata da impegnativi saliscendi nel classico fondo liscio e spettacolare da “piesse” tipica del senese. La versione più corta rispecchia quella della passata edizione. Una prova medio veloce: si parte sul crinale con curvoni medio-veloci ma con continua progressione altimetrica, spezzati da alcuni passaggi molto tecnici. Poi si velocizza di nuovo nel finale per immettersi nell’ultimo chilometro e mezzo che è un anfiteatro naturale che termina con quattro spettacolari tornanti a salire dalla cui sommità si vedono tutte le Crete Senesi, Siena, ed ampi tratti di prova.  Utilizzata dai migliori team del mondiale rally come strada per test in Toscana, ultimo dei quali Citroen Sport con Loeb e Hirvonen, in passato anche Lancia, Audi, Fiat, Subaru, Toyota e Mitsubishi l’hanno sfruttata per preparare al meglio le loro sfide iridate. In questo caso, per permettere il passaggio sulla “piesse”è stato importante l’interessamento, la collaborazione del Comune di Monteroni.

PROGRAMMA DI GARA

DISTRIBUZIONE ROAD BOOK – NUMERI DI GARA – MATERIALI (per tutti gli equipaggi)

Giovedì 5 agosto 2021      dalle ore 16.00 alle ore 20.00

Venerdi 6 agosto 2021     

dalle ore 8.00 alle ore 12.30               

Venerdì 6 agosto 2021      dalle ore 14.00 alle ore 18.00 (riservato WRC Legendary, All Stars, Tuscany Green) presso Asciano – Centro “Le Piramidi” , Via Martiri della Libertà 53

CENTRO ACCREDITI – DISTRIBUZIONE MATERIALI – PASS

presso Asciano – Centro “Le Piramidi” – Via Martiri della Libertà 53

Giovedì 5 agosto 2021                dalle ore 16.00 alle ore 20.00

Venerdi 6 agosto 2021                dalle ore     8.00 alle ore 12.30 e dalle ore 14.00 alle ore 20.00 Sabato 7 agosto 2021      dalle ore                                                     7.00 alle ore 12.30

DIREZIONE GARA

Apertura Giovedì 5 agosto 2021 dalle ore 15.00 Chiusura Domenica 8 agosto 2021 alle ore 22.00

presso Hotel Continentale – Arezzo, Piazza Guido Monaco, 7

SALA STAMPA

presso Hotel Etrusco – Arezzo, Via Fleming, 39

Venerdì 6 agosto 2021                         dalle 16.00 alle 20.00

Sabato 7 agosto 2021                          dalle    8.00 alle 22.00

Domenica 8 agosto 2021                     dalle    7.00 alle 19.00

RICOGNIZIONI AUTORIZZATE

Venerdì 6 agosto 2021         dalle 9.00 alle 17.00

APERTURA PARCO ASSISTENZA

Venerdì 6 agosto 2021              dalle ore 15.00

Arezzo – La Carbonaia, Via Enrico Lansel

APERTURA AREA SERVICE SHAKEDOWN

Venerdì 6 agosto 2021              dalle ore 17.00

Asciano – Stadio di Asciano, Via Achille Grandi

VERIFICHE TECNICHE

Sabato 7 agosto 2021 dalle 7.00 alle 10.30

Asciano – Stadio di Asciano, via Achille Grandi

SHAKEDOWN

Sabato 7 agosto 2021 dalle 7.30 alle 11.00  Asciano – Km 2.5

Partenza – Asciano : sabato 7 agosto    dalle ore  13.30

Riordino Notturno “IN” – Arezzo: sabato 7 agosto          dalle ore  21.00

Riordino Notturno “OUT” – Arezzo: domenica 8 agosto  dalle ore  7.00

Arrivo Finale – Arezzo domenica 8 agosto         dalle ore  17.30

Umberto Scandola regala a Hyundai il Rally di San Marino

Stringe i denti e soffre Umberto Scandola, che quando capisce che Simone Campedelli non rappresenta più un pericolo per la sua leadership gli lascia il successo delle ultime due PS, badando ad amministrare il vantaggio acquisito fino all’ultimo metro di gara. Poi scoppia in una gioia liberatoria. Si chiude, così, un po’ anche come da pronostico, il Rally di San Marino 2021: nel segno di Umberto Scandola e Guido D’Amore.

Il pilota veronese regala a Hyundai un successo importante. Salgono in piazza d’onore Fabio Andolfi e Stefano Savoia, staccati di 30″6, e autori di una gara (che è anche un ritorno da tutti auspicato) con la Skoda Fabia R5 del team di Max Rendina. Terzo l’equipaggio Meteco Corse, composto da Bruno Bulacia (il fratello più piccolo di Marco) e Marcelo Der Ohannesian, che accusa un distacco finale di 1’00″1 con la Skoda Fabia Evo. Niente male se si considera la fase di apprendistato del ragazzo della scuderia torinese.

A due prove dal termine, la situazione era la seguente: Campedelli (VW Polo R5), Scandola (Hyundai I20) e Andolfi (Skoda Fabia) sono i tre piloti in vista nella prova numero 8, terzo passaggio sulla Macerata Feltria. Poi sulla PS9, ultima fatica cronometrata del 49° San Marino Rally, dove il pilota cesenate si impone con il miglior tempo davanti alla Hyundai i20 NG di Umberto Scandola e alla Skoda di Bruno Bulacia Wilkinson, che segnano lo stesso tempo.

Umberto Scandola e Guido D’Amore su Hyundai i20 R5 vincono. Fabio Andolfi e Stefano Savoia su Skoda Fabia R5, portacolori di ACI Team Italia giungono secondi a 30″6. Altro protagonista del CIRT chiude con la terza piazza assoluta Bruno Bulacia Wilkinson e Marcelo der Ohnnesian su Skoda Fabia Evo a 1’00″1. Non sono mancati i colpi di scena anche sul finale con il ritiro di Damiano De Tommaso e Massimo Bizzocchi (Citroen C3).

Una riflessione è d’obbligo, a margine della gara: nel primo giro di prove speciali, la posizione di partenza ha condizionato pesantemente il risultato. Se ci fosse stato un secondo giro “normale”, senza tutto quello che è accaduto, avremmo avuto certamente una classifica cortissima ed un ultimo giro decisivo, in cui se la sarebbero giocata ad armi pari tutti. Andolfi, Basso e Crugnola avrebbero impensierito seriamente Scandola, Andreucci e Campedelli per un finale incerto.

Analisi del Rally di San Marino 2021

Gara bella e difficile che aveva il suo principale punto di interesse nella lotta tra i protagonisti del Campionato Italiano Rally Sparco e quelli del Campionato Italiano Rally Terra, specialisti dei fondi bianchi, polverosi ed a bassa aderenza. Ad avere nettamente la meglio sono stati i protagonisti del CIRT, su tutti i loro leader Umberto Scandola e Guido D’Amore. La coppia sulla Hyundai i20 R5 ha messo subito tutti in fila, già nella prova televisiva iniziale dove ha guadagnato la vetta dell’assoluta. Un vantaggio consolidato poi al primo giro di crono del sabato, ceduto per due prove al rivale di campionato Paolo Andreucci nella fase centrale, ripreso sul finale del secondo giro prima di volare sul gradino più alto del podio per la sua terza firma nell’albo d’oro del San Marino Rally.

Hanno provato in tanti a negargli questa nuova gioia e ci stava riuscendo proprio il pluricampione garfagnino. Il sorpasso c’era anche stato, al primo passaggio sulla più lunga “Sestino”, con Andreucci affiancato da Francesco Pinelli che metteva la sua Skoda Fabia al primo posto. Sembrava un duello destinato a proseguire fino in fondo, risolto invece con un colpo di scena quando lo stesso Andreucci ha pagato 2’ di ritardo al controllo orario sulla ripetizione della “Sestino” e offerto il vantaggio decisivo al rivale. È successo tutto su quella speciale, perché anche l’altro quotato rivale per la vittoria finale Simone Campedelli, con Gianfranco Rappa su Volkswagen Polo R5, si è fermato in prova dopo una foratura e ripartito dopo aver sostituito lo penumatico. La quarta forza della classifica, a quel punto, era Giacomo Costenaro navigato da Justin Bardini. Il quarto alfiere del CIR Terra però, sempre sulla Sestino, ha mandato in fumo la sua ottima prestazione con un’uscita di strada che ha distrutto la Hyundai i20 R5, senza conseguenze per l’equipaggio.

Fuori gli altri big del Campionato Italiano Rally Terra, comunque tra quelli che hanno animato e comandato l’assoluta, sono entrati in ritmo i top del CIR Sparco. Al secondo giro con l’ordine di partenza invertito, con quelli del Terra davanti agli altri, gli equipaggi dell’Assoluto hanno provato a rispondere. Tra loro Fabio Andolfi è stato il migliore, secondo assoluto sul podio finale. Il savonese rientrava da problemi fisici importanti, che gli avevano fatto saltare l’ultima al Targa Florio. Ripartito molto bene nel primo giro sulla Skoda Fabia R5, in coppia con Stefano Savoia, si è portato a ridosso del podio assoluto. Poi alla lunga ha pagato proprio a livello fisico l’impatto sulle dure e caldissime speciali sammarinesi, ma è comunque riuscito a sfruttare il ritiro degli altri per andarsi a prendere il secondo posto. Un risultato fondamentale per Andolfi che, grazie a questo risultato, vola in testa alla classifica generale del Campionato Italiano Rally Sparco. A completare il podio assoluto ci ha pensato un altro specialista del CIRT, il giovane boliviano Bruno Bulacia Wilkinson. Un anno dopo c’è un nuovo Bulacia sul podio del San Marino Rally, stavolta il più piccolo della famiglia, dopo l’impresa del Marquito Campione CIRT uscente. Più costante delle prime due apparizioni nel Tricolore Terra si va a prendere la prima soddisfazione stagionale, in coppia con Marcelo Der Ohannesian su altra Skoda Fabia R5, con il terzo posto a 1’ da Scandola.

Tra i ritiri illustri, che hanno condizionato la classifica, soprattutto di campionato, quello di Basso-Granai. Sulla PS6 “Macerata Feltria” lo scratch di Giandomenico Basso, arrivato nella piccola Repubblica da leader di campionato sulla loro Skoda Fabia R5, faceva pensare ad una possibile rimonta nonostante i 26’’ di ritardo dalla vetta. Poi anche il pilota di Cavaso del Tomba ha riconsegnato la tabella prima delle ultime due piesse per noie tecniche alla sua quattro ruote motrici ceca. Poco prima, al termine della PS7, l’uscita di scena per Andre Crugnola. Stagione da incubo per il varesino campione in carica, navigato da Pietro Ometto, che stavolta si fa da parte dopo la rottura di un ammortizzatore della sua Hyundai i20 R5.

Di fatto, la top ten assoluta è stata cannibalizzata dagli equipaggi del Campionato Italiano Rally Terra. A quelli sul podio, si aggiunge il tandem formato da Enrico Oldrati ed Elia De Guio su Fabia R5. Il giovane bergamasco ha migliorato il suo passo alla distanza facendo un bel salto in avanti alla sua seconda presenza nel tricolore. Da outsider chiude quinto il driver di casa Daniele Ceccoli, stavolta navigato da Cristiana Biondi sulla R5 ceca, che si è divertito al ritorno in gara sulle strade che lo avevano visto trionfare una manciata di anni fa. Paga al traguardo la prestazione ragionata di Andrea Mazzocchi. Il Campione Junior uscente si va è andato a prendere la sesta piazza assoluta insieme a Silvia Gallotti, senza prendere rischi con una straordinaria prova d’esperienza al suo esordio su terra con la Fabia R5.

Magra consolazione la settima posizione generale per Paolo Andreucci, che non molla dopo la penalità e si prende comunque i punti del quarto posto per il Terra. Ottavo per Massimiliano Tonso e Corrado Bonato su altra Skoda, anche loro sempre meglio nel CIRT. C’è amarezza anche per Simone Campedelli, un altro dei protagonisti assoluti di questa gara. Il cesenate era tra i più attesi a San Marino dopo la vittoria che gli era sfuggita un anno fa per la prova discriminante a favore di Marco Bulacia.

Quest’anno ci ha provato fino in fondo, quando alla settima speciale una foratura ha rallentato lui e Gianfranco Rappa sulla Volkswagen Polo R5 mentre erano a caccia di Scandola e D’Amore. Due scratch consecutivi sulle ultime due prove rimangono a conferma di quanto Campedelli, sempre nella top 3 assoluta, avesse tutte le carte in regola per giocarsi il successo fino in fondo. Completa la top ten Tamara Molinaro, altro volto emergente del CIR Terra. La leader del Femminile e dell’Under 25 si conferma un talento assoluto anche in questa gara complessa, affrontata al meglio con Piercarlo Capolongo sulla sua Citroen C3 R5.

Campionati Italiani 2RM e Junior

È servita una raffica di esclamativi anche per raccontare i passaggi delle “piccole” in corsa per il Campionato Italiano Due Ruote Motrici e Campionato Italiano Rally Junior. Due serie che incoronano una sola coppia, quella con i colori di ACI Team Italia formata da Roberto Daprà e Fabio Andrian. Stavolta solo applausi al traguardo per il ragazzo trentino che ha fatto vedere a tutti le sue qualità sulle strade bianche, le stesse rimaste in ombra alle prime uscite stagionali. Daprà ha preso il comando della classifica riservata agli Under 27 dal secondo crono del sabato, quando sulla “Macerata Feltria” ha portato il sorpasso decisivo su Mattia Vita. Poi si è superato quando ha preso la leadership anche del Due Ruote Motrici dopo il ritiro di Jacopo Trevisani sulla (Peugeot 208) sulla PS5 “Terra di San Marino”. Quando anche Andrea Nucita, con il fratello Giuseppe sulla Peugeot 208 Rally4, ha staccato una ruota a metà gara il successo finale di categoria è andato definitivamente tra le sue mani. È comunque rimasta intensa fino in fondo la gara per il CIR Junior, che ha visto quindi sul podio, ai lati di Daprà, Mattia Vita con Massimiliano Bosi al secondo gradino, meglio di Emanuele Rosso e Andrea Ferrari, terzi al traguardo. L’astigiano grazie a questo terzo posto rimane ancora leader del CIR Junior, con un gap ancora più consistente rispetto a Giorgio Cogni e Gabriele Zanni, quarti a San Marino.

Suzuki Rally Cup: bene Simone Goldoni

Nuovo trionfo, anche sul fondo sterrato, per Simone Goldoni che porta via da San Marino la doppia vittoria nella Suzuki Rally Cup e nel Campionato Italiano R1. L’aostano, sulla Suzuki Swift Sport Hybrid insieme ad Alessandro Mattioda, ha vinto tutte le prove fino alla fine, compresa la Power Stage “Sestino” per il trofeo monomarca Suzuki. Punti che lo confermano come leader assoluto di entrambe le speciali classifiche, tricolore e giapponese. La sua vettura come quella di Igor Iani e Nicola Puliani, confermano la qualità della vettura ibrida anche sulle strade bianche. Altra grande performance per il giovanissimo ossolano che completa il podio Suzuki davanti al trentino Roberto Pellé con Giulia Luraschi sulla versione Sport 1.6 della Swift.

Coppa Rally Zona 5 per Dalmazzini

Un vero e proprio dominio quello di Andrea Dalmazzini ed Andrea Albertini sulla Ford Fiesta R5 tra i concorrenti della Coppa Rally di 5^Zona ACI Sport impegnati sulla terra di sammarinese per il secondo round dopo l’Adriatico. Il modenese ha corso una gara a sé, aggiudicandosi la vetta della gara sammarinese e la classifica di classe R5. Secondi assoluti Giovanni Aloisi e Luca Silvi con la Mitsubishi Lancer Evo IX N4 a 4’12.2 da Dalmazzini. Terzo gradino del podio della CRZ per Piergiorgio Bedini navigato da Faustino Mucci su altra Lancer Evo IX, secondo di classe N4. Quarta piazza per la Subaru Impresa composta da Luca Ortombina ed Irene Albertini. Soddisfazione per Lorenzo Ercolani e Daniele Conti che con il quinto posto agguantano la classe R2B a bordo della Ford Fiesta.

Scandola e Campedelli si giocano la vittoria: penalizzato Andreucci

Il giro pomeridiano ha rimescolato le carte di questo 49° Rally di San Marino. Al comando troviamo Umberto Scandola e la Hyundai I20 R5, con un vantaggio di 3″3 sulla Volkswagen Polo di Simone Campedelli. Il veronese, dopo aver perso diversi secondi nell’ultima prova della mattina, andava all’attacco riuscendo a ricucire il gap di 3″6 che lo separavano da Andreucci per riportarsi in cima alla classifica provvisoria.

Da parte sua il pluricampione italiano lamentava non un assetto non ottimale, cosa che non gli permetteva di spingere come avrebbe voluto, anche se chiudeva la ripetizione della prova di Sestino con un ottimo tempo, il quale gli permetteva di ridurre il suo ritardo dalla vetta ad 1″6. Purtroppo il pilota della Skoda si rendeva protagonista di un clamoroso colpo di scena, incappando in una penalità di due minuti per essere arrivato in anticipo al controllo orario e dovendo dire addio ad ogni possibilità di aggiudicarsi la gara.

Come detto, al secondo posto troviamo la Volkswagen Polo di Campedelli, ma il romagnolo deve ringraziare per la sospensione della PS7 a seguito dell’uscita di strada di Giacomo Costenaro. Infatti, in quel momento si trova fermo in prova per sostituire uno pneumatico e con le speranze di vincere la gara ridotte ormai a zero, ma in suo soccorso è arrivata la dea bendata visto che si è deciso di dare tempo imposto ai concorrenti in prova.

Ora, con due prove ancora da disputare, potrà tentare l’assalto alla leadership di Scandola per portare a casa il primo successo stagionale. La terza posizione è ad appannaggio della Skoda Fabia di Fabio Andolfi, primo degli iscritti al CIR Sparco, con un ritardo dalla vetta di 21″2, mentre alle sue spalle troviamo Giandomenico Basso, al volante di un’altra Skoda Fabia. Quinta e sesta posizione per le due Skoda Fabia del giovane boliviano Bruno Bulacia e di Max Tonso.

A seguire troviamo Daniele Ceccoli (Skoda Fabia) e Damiano De Tommaso (Citroën C3), mentre chiudono i primi dieci Enrico Oldrati (Skoda Fabia) e Marco Pollara (Citroën C3). Infine, da segnalare il ritiro della Hyundai I20 di Andrea Crugnola e Pietro Ometto. L’equipaggio campione italiano in carica nel corso della PS8 si è dovuto fermare a seguito del cedimento di un ammortizzatore, riuscendo però a finire la prova, ma nel corso del trasferimento verso il riordino sono stati costretti ad alzare definitivamente bandiera bianca. Un colpo pesantissimo che di fatto gli taglia fuori dalla lotta per la conquista del tricolore.

Andreucci tenta la fuga, spettacolo Scandola e Campedelli

Il primo giro del Rally San Marino, gara valida come quarto atto del Campionato Italiano Rally Sparco (con coefficiente 1.5) e terzo atto del Campionato Italiano Rally Terra, vede al comando delle operazioni un quartetto di piloti iscritti al Tricolore Terra.

Al comando della gara troviamo l’inossidabile Paolo Andreucci, su Skoda Fabia Rally2 della torinese H Sport gommata MRF Tyres, il pluricampione Italiano (vincitore di 11 titoli Tricolore) grazie ad uno scratch sulla prova lunga di Sestino comanda le operazioni con un vantaggio di 3”6 su Umberto Scandola (Hyundai I20 R5), seguito in terza posizione da Simone Campedelli (VW Polo GTi R5) a 9”6. Quarta piazza per Giacomo Costenaro su Hyundai I20 R5.

In difficoltà i piloti del CIR, penalizzati dalla posizione di partenza nel primo giro di prove e dalle pochissime gare su fondo sterrato del calendario, quinta piazza per il rientrante Fabio Andolfi, seguito dal leader del campionato Giandomenico Basso e dal campione italiano in carica Andrea Crugnola. Completano la top ten, Bruno Bulacia in ottava piazza, il locale Daniele Ceccoli e decima piazza per il monegasco Max Tonso.

Classifica generale

1.Andreucci 2.Scandola+3.6 3.Campedelli+6.2 4.Costenaro+9.6 5.Andolfi+22.7 6.Basso+30.5 7.Crugnola+33.0 8.Bulacia+35.0 9,Ceccoli+41.2 10.Tonso+42.0

A San Marino, Scandola è 0″39 più veloce di Ucci sulla PS1

Ha preso il via oggi il 49° San Marino Rally, gara valida come quarta prova del Campionato Italiano Rally, terza del Campionato Italiano Rally Terra, terza del Campionato Italiano Rally Terra Storico e come seconda prova della Coppa Rally della quinta Zona ACI Sport. Ad aprire le ostilità è stata la breve prova televisiva denominata “San Marino” (2,04km) che è andata, per questione di soli 39 centesimi di secondo, a Umberto Scandola in coppia con Guido D’Amore su una Hyundai i20 R5. Il veronese ha realizzato il miglior tempo davanti a Paolo Andreucci, affiancato da con Francesco Pinelli su Skoda Fabia. Si appaiano quindi in vetta alla classifica assoluta due protagonisti del Campionato Italiano Rally Terra, con Andrea Crugnola al volante della Hyundai i20 R5 condivisa con Pietro Elia Ometto, primo tra i piloti iscritti al CIR Sparco, terzi assoluti a 1.8’’ dal leader.

Dietro alle posizioni che contano, in punti della Power Stage, gli altri protagonisti delle due serie tricolori maggiori. A partire da Fabio Andolfi, con Stefano Savoia su Skoda Fabia a +3.1’’, tra i più attesi sulla terra sammarinese al ritorno sulle strade bianche con una R5 a distanza di due anni. Quinto sulla prova Edoardo Bresolin, altro pilota del Terra con Rudy Pollet su altra Fabia, che chiude a +3.4’’. Circa 5 decimi dietro l’altro vicentino del CIRT Giacomo Costenaro con Justin Bardini su i20 R5, appena due decimi meglio rispetto al cesenate Simone Campedelli affiancato da Gianfranco Rappa sulla Volkswagen Polo R5. Ottavo posto per i leader del CIR Sparco Giandomenico Basso e Lorenzo Granai su Skoda Fabia R5, partiti cauti a +4.3’’. Completano la top ten assoluta le due Skoda Fabia straniere dell’outsider svedese Stig Andervang, già tra i migliori all’Adriatico e del giovane boliviano del Terra Bruno Bulacia Wilkinson.

Al comando per il tricolore Due Ruote Motrici si piazza subito, come da pronostico, il tandem messinese dei fratelli Andrea e Giuseppe Nucita sulla Peugeot 208 Rally4.

La breve prova iniziale ha assegnato i punti come Power Stage anche per il Campionato Italiano Rally Junior. Il primo successo parziale è andato ad Emanuele Rosso e Andrea Ferrari, i migliori al volante delle Ford Fiesta Rally4 che hanno chiuso in 1’47.0. Ritardo di 7 decimi per Mattia Vita e Massimiliano Bosi, mentre i punti del terzo posto in prova vanno a Roberto Daprà e Fabio Andrian a +2.3’’ da Rosso-Ferrari. Subito un piccolo errore compromette invece l’avvio di gara per Alessandro Casella, navigato da Rosario Siragusano, uscito largo da un tornante e fermo per qualche secondo a bordo strada prima di ripartire. In totale il siciliano ha perso 39’’.

Dopo la prova d’apertura ed il lungo riordino notturno la gara entrerà nel vivo domani, sabato 26 giugno, con la disputa di tre prove cronometrate a partire dalla “Terra di San Marino” da effettuarsi tutta di un fiato nei suoi 4,75km. La prova successiva, “Macerata Feltria” di 7,47 km ha il primo tratto di circa due chilometri in versione inedita, mai utilizzato, presenta un fondo compatto con una larga carreggiata. Nella parte centrale due spettacolari dossi a cui segue un tratto veloce sul crinale in discesa e un finale con due curvoni veloci mozzafiato. Infine la terza prova speciale della giornata “Sestino” di 14,88km. Un tratto completo dove è transitato più volte il Mondiale e che presenta tutte le caratteristiche di una prova speciale, fondo molto compatto, un classico. Tratti veloci aperti sul crinale, stretti in salita ed in discesa, salto a San Martino. Una prova molto tecnica e difficile, da classifica. Il tratto di “Terra di San Marino” sarà ripetuto due volte, mentre sia “Macerata Feltria” che “Sestino” saranno ripetute tre volte, in tutto per il CIR, CIR Junior, CIRT e CIRTS. Le nove prove speciali avranno una lunghezza di 78,59 km su un percorso globale di 390,55km.

CLASSIFICA ASSOLUTA PS1 SAN MARINO

1. Scandola-D’Amore (Hyundai i20 NG) in 1’31.9; 2. Andreucci-Pinelli (Skoda Fabia R5) +0.03; 3. Crugnola-Ometto (Hyundai i20 R5) +1.8; 4. Andolfi-Savoia (Skoda Fabia R5) +3.1; 5. Bresolin-Pollet (Skoda Fabia R5) +3.4; 6. Costenaro-Bardini (Hyundai i20 R5) +3.9; 7. Campedelli-Rappa (Volkswagen Polo R5) +4.1; 8. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) +4.3; 9. Andrevang-Eriksson (Skoda Fabia R5) +4.7; 10. B.Bulacia-Der Ohannesian (Skoda Fabia R5) +4.8.

CIRT, Sardegna: Scandola afflitto da un problema allo scarico

Dopo la vittoria nella prima gara della stagione del Rally Terra CIRT, Umberto Scandola e Guido D’Amore hanno conquistato il secondo posto al Rally Italia Sardegna valido per il CIRT, un risultato che ha permesso a Hyundai Rally Team Italia di consolidare la testa del Campionato Italiano Rally Terra e di guardare con ottimismo al proseguo della serie.

Fin dai primi km il rally non si è dimostrato facile, con un clima caldo, prove speciali lunghe e strade sconnesse, segnate dal doppio passaggio delle WRC Plus impegnate nel rally mondiale (WRC), che anticipava sul percorso le vetture del CIRT. Proprio nel primo tratto cronometrato della mattina, dopo un dosso, la Hyundai i20 R5 ha riscontrato un problema al catalizzatore di scarico che ha leggermente penalizzato le prestazioni della vettura.

Il duo Scandola-D’Amore grazie a una grande prestazione è stato comunque capace di mantenere sempre la seconda posizione senza prendersi ulteriori rischi, comprese le forature che hanno condizionato le prove di altri equipaggi. La coppia di Hyundai Rally Team Italia ha proseguito la tappa con due secondi tempi e un terzo, e dopo aver risolto un problema al sistema di comunicazione dei caschi è arrivato anche il miglior tempo nell’ultima prova che ha permesso di conservare in tutta sicurezza un secondo posto molto importante in ottica di campionato.

“È stata una gara strana perché condizionata da un problema allo scarico, capitato su un tratto di strada molto brutto, che ha danneggiato il fondo della vettura“, ha dichiarato Umberto Scandola. “Questo rally non prevedeva un punto di assistenza tecnico e a quel punto abbiamo preferito alzare il livello di attenzione e fare la gara sui correnti diretti senza rischiare troppo. Poi anche il problema all’interfono dei caschi ci ha fatto perdere qualche secondo e l’obiettivo è diventato quello di difendere il secondo posto. Peccato perché la vettura andava molto forte e ci ha permesso di vincere anche una prova contro rivali di alto livello, ma le gare sono fatte anche da questi episodi. Pero torniamo dalla Sardegna sicuri di poterci giocare al meglio il campionato”.

RS e oltre giugno 2021: condividiamo passione

Copertina RS e oltre giugno 2021

CIRT: Molinaro e Somaschini, volano soprattutto le donne

Bravi i giovani maschietti, ma soprattutto brave le donne nella prova del Campionato Italiano Rally Terra che, sull’Isola più bella del mondo, si è corsa all’ombra della gara valida per il WRC. Dopo una gara attenta, ma tutta cuore e cervello, finisce settima assoluta Tamara Molinaro, in continua ascesa e come al solito in coppia con Piercarlo Capolongo. Il copilota piemontese le sta facendo fare un percorso di crescita che inizia a dare i suoi frutti.

La Molinaro mette di nuovo in evidenza il suo talento e si ritaglia un piazzamento eccellente nell’assoluta con la Citroen C3 R5. Sul numero di giugno di RS e oltre trovate un’intervista esclusiva in cui Tamara si è fatta conoscere come mai aveva fatto prima. La Molinaro ha respinto gli attacchi dell’esperto pilota di Arzachena Giuseppe Dettori, con Carlo Pisano alle note su Skoda Fabia, che è stato “spedito” all’ottavo posto assoluto, sempre primo degli equipaggi sardi e autore comunque di un’ottima gara.

Rachele Somaschini, Rally Italia Sardegna 2021
Rachele Somaschini, Rally Italia Sardegna 2021

Rachele Somaschini cresce sempre di più

Con i se e con i ma non si ragiona, vero. Quindi, limitiamoci ad essere dispiaciuti per quella foratura che ha lasciato Rachele Somaschini, altra portacolori di Aci Team Italia, in nona piazza assoluta. Prima top ten della sua carriera. Rachele sta migliorando il suo feeling con la Citroen C3 R5 su fondo sterrato e ha anticipato Edoardo Bresolin, con un’altra Skoda Fabia R5 e anche lui protagonista sfortunato.

“Nel giro finale abbiamo cercato di stare attente a non commettere nessun tipo di errore dopo il rischio corso nella PS2 – queste le parole di Rachele Somaschini -. È stata dura su queste strade rese ancora più difficili dopo i due passaggi del Mondiale. È la prima top 10 della mia carriera e siamo molto contente per questo. Torniamo a casa con un bagaglio di esperienza ancora più grande e continueremo a lavorare in vista dei prossimi impegni di campionato. Ringrazio tutti i miei sponsor che mi permettono di essere qui e i tantissimi appassionati che mi hanno fatto sentire una volta di più il loro calore”.

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CIRT: scorpacciata di Meteco Corse in Sardegna

Meteco Corse torna a casa da Reginetta. La gara sarda – valida quale prova del Campionato Italiano Rally Terra 2021 – vede gli alfieri della scuderia torinese di Luciano Chiaramello monopolizzare il podio della classifica riservata al CIR Junior: Giorgio Cogni, Emanuele Rosso e Marcel Porliod, tutti portacolori Meteco Corse. Con partenza da Olbia, seppure molto corta, si è trattato di una gara intensa e difficile per tutti gli undici alfieri del CIR Junior, su Ford Fiesta Rally4, preparate da Motorsport Italia e gommate Pirelli.

Tra i convocati in Sardegna per il secondo round stagionale, il successo finale è andato al velocissimo Giorgio Cogni che, in coppia con Gabriele Zanni, si è distinto dall’inizio alla fine, senza mai commettere alcuna sbavatura, risultando i migliori tra gli Under27 su due delle tre prove effettivamente disputate. Una infatti, la PS2 Terranova, si è svolta in trasferimento a causa dell’uscita di strada di Mattia Vita, con Max Bosi, fuori dopo una doppia foratura in avvio.

Seconda piazza per l’altro alfiere Meteco Corse, l’astigiano Emanuele Rosso, con alle note Andrea Ferrari, entrambi limitati sull’ultima da un problema alla vettura che li precedeva (Peugeot 208 di Walter-Minor), che li ha costretti in scia nella polvere fino alla fine. Terzo assoluto per l’aostano della scuderia torinese Marcel Porliod con Andre Perrin, che incornicia un risultato a sorpresa quanto meritato e che ora si rilancia pensando alla classifica Tricolore.

Se non bastasse, Meteco Corse piazza anche un suo pilota ai piedi del podio assoluto. quarto del CIRT chiude il giovane Bruno Bulacia con Rogelio Penate. L’emergente ragazzo sudamericano si è saputo mettere in mostra in maniera costante alla guida della Skoda Fabia R5 e ha i consigli del fratello Marquito, impegnato sulle stesse strade in WRC2 per capire il giusto approccio nel debutto in Sardegna.

Classifica assoluta Rally Italia Sardegna CIR Junior

1.Cogni-Zanni (Ford Fiesta) in 56’58.7; 2. Rosso-Ferrari (Ford Fiesta) a 26.4; 3. Porliod-Perrin (Ford Fiesta) a 2’21.2; 4. De Nuzzo-Colapietro (Ford Fiesta) a 2’25.1; 5. Porta-Segir (Ford Fiesta) a 3’32.8; 6. Pederzani-Pozzi (Ford Fiesta) a 4’27.3; 7. Dapra’-Grimaldi (Ford Fiesta) a 8’08.0; 8. Lovati-Ciucci (Ford Fiesta) a 8’11.1.

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CIRT: Ucci show nel Rally Italia Sardegna nazionale

Sono Paolo Andreucci e Rudy Briani su Skoda Fabia Rally2 gommata MRF Tyres i vincitori del Rally Italia Sardegna “nazionale”. Il pilota garfagnino da una dimostrazione di forza in Sardegna, vincendo tre delle quattro prove in programma infliggendo distacchi importanti ai propri rivali.

Alle spalle dell’undici volte campione Italiano chiude Umberto Scandola con Guido D’Amore alle note su Hyundai I20 R5 gommata Pirelli a 31”8 attardato però da un problema al catalizzatore della sua vettura, mentre completa il podio Simone Campedelli con Gianfrancesco Rappa su Volkswagen Polo GTi R5 gommata MRF Tyres. Quarta posizione per il boliviano Marquito Bulacia su Skoda Fabia Rally2, mentre la top five è chiusa da Enrico Oldrati su Skoda Fabia rally2.

Sesta posizione per Simone Romagna anche lui in gara con una Skoda Fabia Rally2, settima per un’ottima Tamara Molinaro su Citroen C3 rally2 gommata MRF Tyres, ottava piazza per il “locals” Giuseppe Dettori su Skoda Fabia Rally2 attardato da tre forature, nona piazza per Rachele Somaschini su Citroen C3 rally2, mentre conclude la top ten Edoardo Bresolin, rallentato anche lui da tre forature.

Nel CIR Junior vittoria per Giorgio Cogni e Gabriele Zanni, secondo gradino del podio per Emanuele Rosso e Andrea Ferrari rallentati sull’ultima prova da Olli (Peugeot 208 R2) e completa il podio Marcel Porliod, al suo debutto su fondo sterrato.

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CIRT: bene Campedelli, parlano i protagonisti dopo lo shakedown

Nel primo pomeriggio si è disputato anche lo shakedown riservato agli equipaggi partecipanti alla gara nazionale valida come secondo round del Campionato Italiano Rally Terra e del Campionato Italiano Junior. Sui 2,89 chilometri cronometrati ricavati nel territorio di Graniatoggiu il più veloce è stato il romagnolo Simone Campedelli navigato da Gianfrancesco Maria Rappa su Volkswagen Polo GTi R5 by HK Racing gommata MRF Tyres.

L’ex campione Italiano Junior 2011 ha fermato i cronometri sul tempo di 1’57”8 precedendo di un 1” netto Paolo Andreucci e Rudy Briani su Skoda Fabia Rally2 gommata anch’essa MRF Tyres. Ha giocato a nascondersi Umberto Scandola su Hyundai I20 R5 che ha firmato il terzo tempo, seguito dal “padrone di casa” Giuseppe Dettori su Skoda Fabia Rally2. Completa la top five Edoardo Bresolin. Per quel che riguarda il CIR Junior, il più veloce nello shake è stato Emanuele Rosso che ha preceduto Mattia Vita e Giorgio Cogni. Queste le parole dei tre principali protagonisti alla vigilia della gara vera e propria.

Umberto Scandola (Hyundai i20 NG R5): “Una gara difficile. Non bisognerà fare errori, così è da sempre qui. Il rally ci piace sempre tanto e diamo sempre il meglio.” 

Paolo Andreucci (Skoda Fabia Rally2): “Sono belle strade. Fa sempre piacere essere qui per le prove. Ci siamo per fare esperienza soprattutto per le gomme. Confronti sempre su terreni diversi. Dobbiamo centrare i risultati anche”. 

Simone Campedelli (Volkswagen Polo GTI R5): “Torniamo dopo un mese circa in macchina, sempre bel percorso. E’ molto impegnativo e molto selettivo. Sarà comunque una gara difficile nonostante il chilometraggio. Feeling, adattamento e anche un po’ di fortuna”. 

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CIRT, Sardegna: sfida tra ”big”, tutti contro Andreucci e Scandola

Torna l’appuntamento con il Campionato Italiano Rally Terra in Sardegna e al via ecco i “big” nazionali del calibro di Paolo Andreucci e Umberto Scandola. Cominciamo da Ucci, undici volte campione italiano rally ed ex-pilota ufficiale di Peugeot Italia. Il pilota garfagnino sarà in cerca di riscatto nella gara sarda, visto l’avvio di stagione sfortunato al Rally Adriatico. Un rally conclusosi non nel migliore dei modi, ma dove è comunque riuscito a dimostrare il potenziale nello shakeodwn che aveva preceduto la gara. La vettura con il quale prenderà lo start, è sempre la Skoda Fabia R5 Evo2 del Team H Sport di Silvio Lazzara, con le coperture MRF Tyres e sarà supportato dalla scuderia M33 e Skygate. Ad affiancare Paolo Andreucci, in questa occasione non ci sarà il navigatore Francesco Pinelli, assente per impegni personali, ma ritorna sul sedile di destra Rudy Briani.

“Sarà un bel momento tornare in Sardegna – ha commentato Paolo Andreucci – la mia ultima partecipazione risale al 2015, nella gara del mondiale, che chiusi all’ottavo posto assoluto. Il 2014 è stata l’ultima occasione nella quale ho corso la gara nazionale a seguito del WRC e sono sicuro che anche questa volta sarà un rally molto duro. Occorrerà grande sensibilità di guida per seguire le linee tracciate dai piloti del WRC cercando di evitare pietre che potrebbero portare a forature inaspettate. Sappiamo di avere una macchina molto competitiva, quindi l’obiettivo sarà quello di massimizzare il nostro impegno per chiudere con un risultato importante che ci permetta di marcare dei punti utili per il campionato”.

Saranno quattro le prove speciali che i piloti del Rally Italia Sardegna valido per il CIRT impegneranno per darsi battaglia. Dopo lo shakedown in programma per giovedì, i piloti della serie tricolore battaglieranno su due prove speciali da ripetere due volte, la “Filigosu-Sa Conchedda” di 22.29km e “Terranova” di 14.36km. I piloti del tricolore però, impegneranno le prove in coda ai piloti del mondiale, quindi sarà fondamentale fare attenzione allo stravolgimento del fondo stradale, in seguito al passaggio della carovana del mondiale.

Umberto Scandola, Rally Adriatico 2021
Umberto Scandola, Rally Adriatico 2021

Attenzione c’è anche Umberto Scandola

A distanza di un mese dalla vittoria al Rally Adriatico, Umberto Scandola e Guido D’Amore tornano al volante della Hyundai i20 R5 seguita da SA Motorsport per affrontare il secondo dei sei round del Campionato Italiano Rally Terra. La presenza sulle strade sterrate del nord della Sardegna ha un duplice obiettivo. Il primo è puntare alla serie nazionale su terra viste le qualità della vettura e dell’equipaggio messe in mostra a inizio stagione. La seconda è aumentare l’esperienza con la i20 R5, quest’anno gommata Pirelli, in previsione dell’obiettivo prioritario di Hyundai Rally Team Italia e del pilota veronese che puntano a fare risultato nel Campionato Europeo al via tra due settimane in Polonia.

“È sempre un piacere tornare sulle prove speciali mondiali della Sardegna, strade dove ho dei bei ricordi – ha dichiarato Umberto Scandola -. Quest’anno lo farò all’interno del CIRT contro i migliori piloti del Campionato Terra, serie che ha raggiunto un livello molto elevato. Sarà uno stimolo importante a far bene per riconfermare il buon lavoro di inizio stagione. Sfrutteremo l’opportunità di essere in Sardegna per affrontare anche una giornata di test con Pirelli e per provare alcune soluzioni di assetto da utilizzare in gara e nell’immediato futuro. Saranno km importanti per me e per tutta la squadra in preparazione del Rally Poland il 18-20 giugno, dove partirà anche la nostra avventura europea con S.A. Motorsport”. 

Il Rally Italia Sardegna – CIRT è il secondo dei sei appuntamenti del Campionato Italiano Rally Terra 2021. Al via 44 equipaggi di cui 19 al volante di vetture R5 comprese le due Hyundai i20 per Scandola-D’Amore e Costenaro-Bardini.

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CIRT: sono 44 gli sfidanti al Rally Italia Sardegna

Saranno quarantaquattro gli equipaggi che parteciperanno alla versione light del Rally Italia Sardegna che avrà validità duplice validità, ovvero quella di Campionato Italiano Rally Terra con coefficiente 1,5 e quella d i Campionato Italiano Junior.

La gara si disputerà nella giornata di venerdì 4 giugno con un programma ridotto che prevede il doppio passaggio sulle prove di Filigosu e Terranova con arrivo previsto attorno alle 18.30 ad Olbia. I piloti partiranno in coda alla gara WRC e si troveranno a correre su un fondo “scassato” e danneggiato dagli iscritti alla prova mondiale, il che trasformerà la gara in una prova di sopravvivenza per piloti e mezzi.

Tutti presenti i grandi protagonisti della serie tricolore terra a cominciare da Umberto Scandola (Hyundai I20 R5) che proverà a bissare il successo ottenuto al recente Rally Adriatico. A contrastare il pilota veronese troviamo Simone Campedelli (VW Polo GTi R5), Giacomo Costenaro (Hyundai I20 R5), Paolo Andreucci, Edoardo Bresolin, Enrico Oldrati e Bruno Bulacia su Skoda Fabia Rally2, che assieme a Scandola sono i favoriti alla vittoria finale.

Outsider molto pericoloso sarà il locals Giuseppe Dettori (Skoda Fabia rally2) che proverà a far saltare il banco sulle strade di “casa”. Interessantissima sfida al femminile tra Rachele Somaschini e Tamara Molinaro, quest’ultima al debutto sulle strade galluresi.

Numeri importanti anche per il CIR Junior con ben 11 equipaggi iscritti, con il solo Mattia Vita che può contare un’esperienza sulle difficilissime strade sarde, mentre per il resto del plotone sarà la prima volta in assoluto in Sardegna.

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Hawk Racing Club in Sardegna tra WRC e CIRT

Mancano dieci giorni al Rally Italia Sardegna, gara valida come quinta prova del Campionato Mondiale WRC, ma anche seconda prova del CIR Terra e del CIR Junior. Team, piloti e noleggiatori sono pronti a sbarcare sull’Isola dei Quattro Mori con l’ambizione di portare a casa un risultato di peso e di prestigio, visto e considerato che la gara per le due validità nazionali avrà un coefficiente maggiorato di punteggio.

Tra questi c’è anche il team Hawk Racing Club che arriva in Gallura con ben sette equipaggi e con il chiaro intento di portarsi a casa un risultato di prestigio. Di questi sette equipaggi, uno sarà impegnato nella gara WRC è parliamo di Carlo Covi navigato da Michela Lorigiola che porteranno in gara la “piccola” Peugeot 208 R2. Per Carlo si tratta del gettone numero 25 nel WRC (11 in Sardegna), mentre per Michela sarà la presenza numero 4 (2 in Sardegna).

Molto folta la presenza nella gara CIRT con bei sei equipaggi tutti iscritti nella categoria R5/Rally2. Obiettivo riscatto per Giacomo Costenaro e Justin Bardini su Hyundai I20 R5 e per Simone Romagna e Luca Addondi su Skoda Fabia Rally2 che proveranno a riscattare uno sfortunato Rally Adriatico. Chiamati a confermare quanto di buono fatto vedere sulle strade marchigiane, nonostante il ritiro anche Mattia Codato e Christian Dinale su Skoda Fabia Rally2.

Occhi puntati anche sul velocissimo Edoardo Bresolin che torna in Sardegna dopo quattro anni (Vermentino 2018) con il chiaro intento di bissare l’ottimo risultato ottenuto all’Adriatico, a fianco di Edoardo come sempre ci sarà l’esperto Rudy Pollet, mentre la vettura scelta è la Skoda Fabia Rally2. Focus puntato sulla zona punti anche per James Bardini e Barbara Bogoni su Skoda Fabia R5, mentre torna in Sardegna dopo undici anni di assenza Andrea Sandrin navigato dal locale Marco Corda, l’equipaggio veneto-sardo sarà al via con una Ford Fiesta R5.

Intervista Edoardo Bresolin: ”Adriatico positivo, adesso guardiamo al RIS”

Classe 1990, Edoardo Bresolin è uno dei piloti più interessanti del panorama nazionale per quel che riguarda le gare su fondo sterrato, come testimonia l’ottimo risultato ottenuto al recente Rally Adriatico dello scorso aprile. Il pilota di Marostica in carriera può vantare tredici gettoni nel WRC (tra WRC2 e Drive Dmack Cup), con miglior risultato un 13° assoluto in Finlandia nel 2013. Abbiamo raggiunto Edoardo alla vigilia del Rally Italia Sardegna di Campionato Italiano Rally Terra, gara valida come seconda prova del Campionato Italiano Rally Terra.

Un ritorno in grande stile il tuo all’Adriatico dopo quasi un’anno e di stop. Seconda piazza conquistata alla tua prima con la Fabia Rally2. Ci racconti un po’ la tua gara?

“La gara per noi è cominciata bene e non è stato difficile prendere il ritmo e stare al passo coi più veloci dopo così tanto tempo fuori dalle gare. Il Rally Adriatico è una gara atipica e difficile per via della differenza nel fondo delle diverse prove. La giusta scelta degli pneumatici è stata fondamentale per la prestazione. Ho trovato fin da subito il feeling con la nuova Skoda e il primo giro di prove ci ha già visto battagliare per le posizioni di vertice. Eravamo tutti in pochi decimi e dal secondo giro siamo riusciti a mantenere un buon ritmo senza commettere errori, questo ci ha permesso di mantenere salda la seconda posizione. La tensione è diventata subito gioia appena passata la fotocellula dell’ultima prova speciale per aver ottenuto un secondo posto fondamentale, anche in ottica campionato, che nessuno si aspettava alla vigilia della gara”.

Prima volta al volante della Fabia Rally2, cosa ti ha impressionato di più di questa vettura e quali differenze hai trovato rispetto alla “vecchia” Skoda e alla 208 T16?

“La nuova Skoda Fabia è una macchina molto performante, ma allo stesso tempo professionale nelle regolazioni. I consigli del team MS Munaretto ci hanno aiutato molto a trovare il giusto feeling già dai test per-gara. Sono rimasto stupito dalla versione Evo della Fabia soprattutto dalla erogazione della coppia e dalle sospensioni. Sono riusciti a aggiungere qualche “dettaglio” in più ad una vettura già estremamente competitiva. Rispetto alla Peugeot 208 T16 R5 la Fabia Evo l’ho trovata più “facile” da guidare su fondo sterrato e meno aggressiva sia nel motore ed anche nel telaio”.

Corri da 10 anni con Rudy Pollet alle note, quanto è importante averlo al tuo fianco in questa avventura nel CIRT e quanto ti può dare in termini di esperienza?

“Il curriculum di Rudy parla da sé. Ha corso al fianco dei migliori piloti Italiani. Grazie al suo “metodo” professionale e alla sua esperienza mi ha aiutato tanto a migliorare le prestazioni in gara. Condividiamo da anni l’abitacolo dell’auto, dalle gare del Campionato del Mondo a quelle ora del CIRT. Abbiamo trovato un bel feeling e assieme abbiamo trovato un metodo molto efficace di scrivere le note. Oltre a tutto ciò ovviamente è un grande amico con cui condivido la passione per il rally”.

Ti vedremo in tutti gli appuntamenti del CIRT? E che giudizio dai alla serie tricolore terra, che sta vivendo in queste ultime annate una seconda giovinezza?

“Siamo riusciti a prendere il via di questa stagione ed il prossimo obbiettivo è quello di prendere parte a tutte le gare. Il secondo posto del Rally Adriatico ci infonde sicuramente fiducia per il prossimo bellissimo e difficile Rally Italia Sardegna, una gara sicuramente insidiosa e con un ritmo molto alto. Negli ultimi anni il Campionato Italiano Rally Terra ha preso un consenso incredibile, molti come me stanno riscoprendo i meravigliosi sterrati Italiani e gli elenchi iscritti ne sono una prova. Possiamo contare sui migliori piloti d’Italia questo a testimoniare il livello e il seguito che ha raggiunto la serie. Ci vediamo in Sardegna!”

Umberto Scandola e Guido D’Amore in trionfo all’Adriatico

Umberto Scandola (nella foto di Massimo Bettiol) si aggiudica perentoriamente il Rally Adriatico, tra l’altro una delle gare che ha sempre interpretato al meglio. I maligni hanno detto che se ci fosse stato paolo Andreucci in gara, Scandola avrebbe avuto parecchie gatte da pelare. Ma Umberto è partito subito forte, aggiudicandosi le prime tre PS di fila, concedendo ad Alberto Battistolli la quarta, tornando al successo sulla quinta e lasciando la sesta ad Andrea Dalmazzini, ma restando leader per oltre 10″.

L’ultimo giro di prove vede Dalmazzini suonare la carica. E così se sulla settima prova vince di nuovo Scandola, le ultime due vanno al rivale con la Ford Fiesta. La seconda migliore prestazione della giornata è quella di un regolarissimo Edoardo Bresolin che, navigato da Rudy Pollet, per tutta la gara è sempre stato lì al vertice, respingendo attacchi e concludendo al meglio questa cristallina prestazione.

Terzi sono Simone Campedelli e Giovanni Rappa. Sempre tra i primi dieci, Campedelli è passato all’attacco dopo una fase iniziale di studio, durata giusto il primo loop di prove. Quarti Dalmazzini-Albertini che hanno condotto una bella gara, sferrando attacchi importanti nelle ultime PS. A completare la top five sono Ricci-Biordi, con un’altra i20. Ma questa è stata solo la fine di una gara stupenda. Perché dall’inizio si è vissuto un polverone di emozioni continue sugli sterrati del 28° Rally Adriatico, puro spettacolo per l’apertura del Campionato Italiano Rally Terra 2021.

Il film del Rally Adriatico: da Umberto Scandola in giù

Come detto, a farla da padrone sono stati Umberto Scandola e Guido D’Amore, dominatori da start a stop di questo esordio Tricolore, i migliori su 5 delle 9 prove speciali segnate in tabella a bordo della Hyundai i20 R5.

È la loro settima bellezza, l’acuto iniziale per la loro nuova stagione tra i “polverosi”, la settima vittoria assoluta nella gara organizzata da PRS Group che li vede sempre più al vertice della Hall of Fame nel Balcone delle Marche. Eppure la vittoria non era così scontata, considerato il ritorno nel tricolore dopo un anno di assenza, ma soprattutto visto il parterre di top driver presenti alla prima di campionato. 42’48.3 il tempo complessivo con il quale Scandola ha messo in fila tutti i big del Terra, tutti prima o dopo costretti a fare i conti con le prove veloci e con poco grip dell’Adriatico. Decisivi gli affondi nei primi due giri di prove, poi nell’ultimo ha gestito il vantaggio.

In tanti, alcuni illustri, si sono fatti da parte già dai primi giri di prova. A partire dal pluricampione Paolo Andreucci con Francesco Pinelli (Skoda Fabia R5), capottato dopo pochi chilometri della prima prova “Colognola”, passando per Giacomo Costenaro e Justin Bardini (Hyundai i20 R5) per una toccata alla posteriore sinistra sulla ripetizione della stessa prova, la quarta del rally. Quindi sulla successiva PS5 “Panicali” prima il rookie boliviano Bruno Bulacia con Rogelio Penate (Fabia R5), capottati a metà strada, poi il ragazzo della Nazionale ACI Team Italia Alberto Battistolli con Pietro Ometto (Fabia R5) uscito di strada dopo aver piazzato lo scratch sul crono precedente. Tutti quando erano in piena corsa per il vertice.

Così hanno preso quota gli altri manici del CIRT. A partire da Edoardo Bresolin, altro ritorno di fiamma nel tricolore. Il pilota di Marostica ha ripreso subito il ritmo giusto insieme a Rudy Pollet sulla Skoda Fabia R5 piazzando il secondo tempo sia sulla “Panicali” che sulla lunga “Dei Laghi” nel primo dei tre giri. Poi ha provato l’attacco, non riuscito, al leader Scandola fino a mantenere la posizione nell’ultima frazione di gara. Una prestazione più che convincente, anche in prospettiva di Campionato, che gli consegna la vittoria della gara valida come primo round della Coppa Rally ACI Sport di 5^Zona.

Luci ed ombre per Simone Campedelli e Gianfranco Rappa, cancellate con un podio finale che li premia. Il cesenate era uno dei più attesi dopo un CIRT 2020 che lo aveva visto in corsa per lo scudetto fino alla fine. È ripartito con un progetto tutto nuovo, gommato MRF, per sviluppare i penumatici e costruire una stagione da vertice. Ha faticato qui all’Adriatico già dal primo giro, con la scelta delle gomme e con il feeling sulla R5 tedesca. Lo ha trovato alla distanza, con una terza piazza assoluta che vale punti d’oro.

Applausi anche per Andrea Dalmazzini e Andrea Albertini, quarti in gara da outsider del CIRT ma sul podio della Coppa Rally di Zona insieme a Bresolin-Pollet e Campedelli-Rappa. Il modenese rientra sulle strade bianche dopo qualche stagione ad intermittenza. Ma non si è visto, anzi Dalmazzini si è scaldato al primo giro prima di piazzare tre scratch, sulla “Panicali” e al secondo e terzo passaggio sulla lunga e conclusiva “Dei Laghi”. Due crono che non gli hanno permesso di agganciare Campedelli, ma gli lasciano il sorriso dopo un rally in crescita costante. Fuori dalla classifica del CIRT anche Luigi Ricci con Alessandro Biordi, quinti nella generale al volante della i20 R5 che hanno portato a casa il piazzamento sfruttando al massimo la loro esperienza sulle strade bianche.

La sesta posizione nella generale vale quindi il quarto posto nella classifica del Campionato Italiano Rally Terra per Giuseppe Dettori e Carlo Pisano. Il driver sardo ha prima tolto la ruggine al volante della sua Fabia R5, poi ci ha preso gusto sulla ghiaia marchigiana, in particolare all’ultimo giro, sempre con il sesto tempo su ogni prova. Alle sue spalle Massimiliano Tonso e Corrado Bonato, anche loro concentrati soprattutto a riprendere il passo e il feeling con la R5 boema.

Completano la top ten assoluta altri tre outsider del campionato. Ottavo assoluto, un po’ a sorpresa, lo svedese Stig Andervang con Mikael Kjellgron, anche loro su Fabia R5. Troppo caldi e scivolosi gli sterrati dell’Adriatico per lo scandinavo – come ammette a fine corsa – che comunque si è gustato fino in fondo ogni passaggio al suo esordio in Italia. L’esperienza paga anche nel caso di Luciano Cobbe e Fabio Turco, questa volta anche loro fuori classifica per il campionato, che chiudono noni assoluti su altra Fabia R5. Quindi il giovane pilota siciliano di ACI Team Italia Marco Pollara, sempre affiancato da Daniele Mangiarotti, ha preso confidenza sulla terra con la Citroen C3 R5 in vista dei suoi prossimi appuntamenti sterrati nel CIR.

CIRT, Rally Adriatico: Scandola fa volare la Hyundai i20

È iniziato a tutti gli effetti il Campionato Italiano Rally Terra con la prima prova speciale del Rally Adriatico. I 5 chilometri cronometrati della PS Colognola hanno aperto il primo loop sulle tre prove speciali in programma nella gara marchigiana. Le 90 vetture moderne si sono alternate allo start per questo primo crono di 5 km, che verrà seguito poi dalla Panicali (5 km) e dalla PS dei Laghi (10 km).

Si parte subito con un colpo di scena alla prima vettura, la Skoda Fabia R5 di Paolo Andreucci e Francesco Pinelli che finiscono fuori strada ad inizio della piesse. Equipaggio illeso ma vettura k.o. Il miglior tempo è di Umberto Scandola con Guido D’Amore su Hyundai i20 R5 in 3’40.5 davanti al giovane esordiente della Meteco Corse, il boliviano Bruno Bulacia con Rogelio Penate su Fabia R5 a 8 decimi di secondo. Terzo crono iniziale per Costenaro-Bardini (Hyundai i20 R5) +1.1’’, un secondo dietro Bresolin-Pollet (Skoda Fabia R5). Quindi quinto tempo per Battistolli-Ometto (Skoda Fabia R5) +2.9’’ davanti a Campedelli-Rappa (Volkswagen Polo R5) a 4.6’’.

Alla fine del primo loop di prove, la classifica recita: tre scratch su tre per il veronese su Hyundai i20 R5 che comanda la classifica assoluta in 14’21.1. Secondo posto assoluto per Bresolin-Pollet a + 5.7”, terzi Bulacia-Penate a +6.4”, entrambi su Skoda Fabia R5.

Ecco le parole dei top di categoria R5 in questo primo appuntamento del Campionato Italiano Rally Terra dopo il primo giro di prove speciali. Prima della chiusura ci sono altri due loop di speciali in programma.

Giacomo Costenaro: “Tutto sommato è stato un buon giro. Mi aspettavo la Dei Laghi più pulita invece c’era molta ghiaia. Certo vedere subito l’incidente di Andreucci davanti destabilizza un po’ alla partenza. Non è stato il massimo alle 8 di mattina iniziare la gara così”.

Simone Campedelli: “Stiamo provando a fare il massimo ma gli altri vanno forte. Avevamo scelte diverse rispetto a Paolo, che purtroppo è uscito e non potremo compararli. La nostra scelta non ha pagato, ora vedremo se cambiare per gli altri giri. Di sicuro gli altri stanno facendo meglio”.

Umberto Scandola: “Gran feeling con la macchina e gomma perfetta. Sta andando tutto bene”.

Alberto Battistolli: “non ci stiamo prendendo rischi, continuiamo a fare esperienza. Stiamo cercando di fare la nostra gara e abbiamo capito cosa stiamo sbagliando quindi ora cerchiamo di migliorarci. Però fin qui primo passaggio positivo”.

Giuseppe Dettori: “Direi che è andata bene anche se abbiamo fatto qualche errore di troppo. Primo giro utile per togliere la ruggine, ora faremo due conti su come siamo messi in classifica. Ma possiamo migliorare tanto”.

Edoardo Bresolin: “Sono molto soddisfatto. Stiamo prendendo il feeling con la macchina, ma sta funzionando bene. Questa prova è stata più scivolosa del previsto, ma non è andata male”.

Bruno Bulacia: “Sì, la verità è che ci stiamo godendo questi passaggi e queste strade. Siamo contenti di essere qui a combattere per il vertice del Campionato”.

Folle burocrazia: Enrico Oldrati è negativo e in quarantena

La burocrazia in Italia, si sa, è un cancro difficilissimo da eradicare. Spesso e volentieri, l’eccesso di regole, scoordinate fra loro, sono il maggiore ostacolo verso aziende e cittadini, alle prese con oltre 136 mila norme, che costano all’Italia che lavora (secondo una ricerca Tecnè) 60 miliardi di euro l’anno, come somma di risorse finanziarie, personale dedicato e tempo sottratto alla produzione.

La burocrazia, insomma, è il freno del sistema. Sempre e ovunque. E nella storia che vi raccontiamo nega ad Enrico Oldrati la partecipazione al primo round del Campionato Italiano Rally Terra, che si svolgerà questo fine settimana a Cingoli, base del Rally Adriatico. E’ lo stesso pilota a spiegare i motivi della sua assenza.

Purtroppo non potrò partecipare questo weekend al 28° Rally Adriatico, prima gara di Campionato Italiano Rally Terra per questioni legate ad una falla nel nostro sistema sanitario! Ecco la mia storia: lunedì per precauzione personale e come prassi io e la mia famiglia, prima di una gara facciamo sempre il tampone molecolare, purtroppo per me l’esito è stato “debolmente positivo”, mentre per i miei genitori e la mia ragazza gli esiti sono stati tutti negativi….”.

“Successivamente sono andato a ripetere il test in quanto mi sembrava alquanto strano che fossi l’unico con questo risultato. L’esito del secondo tampone è stato negativo, così ho voluto anche eseguire un test sierologico con prelievo del sangue per vedere se per caso avessi traccia nel sangue del Covid-19, ma niente anche questo con esito negativo… Riassumendo tra lunedì ed oggi ho fatto 4 tamponi molecolari (1 tampone “debolmente positivo”, e 3 tamponi negativi e 1 test sierologico negativo) per l’ATS io sono in quarantena e sono positivo senza considerare gli altri tamponi… Non vogliono saperne di ammettere che c’è stata un anomalia (falso positivo) con il primo tampone. Ergo mi faccio 15 giorni rinchiuso in casa come se fossi realmente ammalato… Mi spiace per tutto il team Munaretto MS Munaretto“.

Una Skoda Fabia Rally2 per Edoardo Bresolin nel Tricolore Terra

Dopo alcuni anni di partecipazioni spot, il giovane pilota di Bassano Edoardo Bresolin, affiancato dallo storico navigatore Rudy Pollet, ritorna in pianta stabile in un campionato blasonato come il CIRT 2021 questa volta a bordo della Skoda Fabia R5 della squadra MS Munaretto di Vicenza.

Ritorno quindi ai fondi sterrati dopo un 2018 che si concluse con uno straordinario secondo posto assoluto al Tuscan Rally ed una stagione di alti e bassi che lo vide comunque come veloce outsider. Tutto pronto per dare via ad una nuova importante stagione in un campionato estremamente competitivo che conterà sulla presenza dei più forti piloti italiani ed internazionali nei tracciati su fondo bianco d’Italia.

Prima gara di campionato prevista per il prossimo 23-24 aprile tra i velocissimi sterrati marchigiani attorno a Jesi per il Rally Adriatico. Nonostante l’agguerrita concorrenza, il veloce pilota di Bassano del Grappa proverà a portare in alto i colori della Hawk Racing Club già dal primo appuntamento nelle Marche.

Queste le parole di Edo alla vigilia della gara: “Dopo un lungo periodo di stop non vedo l’ora di entrare di nuovo in abitacolo con Rudy. Il Rally Adriatico è una gara che mi piace molto, veloce ed insidiosa e sono fiducioso che con l’aiuto e il tifo di tutti potremmo toglierci belle soddisfazioni. Non è stato semplice confermare il mio via a questa stagione, ma grazie all’aiuto di tutti, MS Munaretto, Pirelli e i miei sponsor sono pronto a mettermi di nuovo il casco”.

Svelati i pretendenti al CIRT 2021: sfida apertissima per il titolo

Sono ventotto gli iscritti al Campionato Italiano Rally Terra 2021. Un ricco plateau fatto di grandi campioni, giovani leve e tante “vecchie volpi”, che si contenderanno il titolo del Tricolore Terra.

Il campionato partirà questo week-end dalle velocissime strade del Rally Adriatico, che vedrà schierarsi al via ben 121 iscritti, suddivisi tra la gara CIR, quella CIRT Storico e quella side by side. Dando un’occhiata approfondita all’elenco partecipanti, spiccano i nomi dell’undici volte campione Italiano Paolo Andreucci che correrà nelle strade del tricolore terra per la terza stagione di fila. Il pilota della Garfagnana, dovrà vedersela contro due “storici avversari” come Simone Campedelli e Umberto Scandola, che in questa stagione si divideranno tra ERC e CIRT.

Presenti anche altri grandissimi conoscitori dei fondi polverosi come Valter Pierangioli, Simone Romagna, Giacomo Costenaro, Giuseppe Dettori, Simone Romagna e Massimo Squarcialupi. Molta attenzione a due giovani piloti che punteranno alle posizioni di vertice fin dai primi chilometri dell’Adriatico, parliamo di Enrico Oldrati e del giovanissimo boliviano Bruno Bulacia. Molto interessante si annuncia la sfida tra le lady dal piede pesante come Tamara Molinaro e Rachele Somaschini.

CIRT 2021, gli iscritti

  • ANDREUCCI PAOLO
  • BARDIN GIANNI
  • BARDINI JAMES
  • BATTILANI FABIO
  • BEDINI PIERGIORGIO
  • BRESOLIN EDOARDO
  • BULACIA WILKINSON BRUNO
  • CAMPEDELLI SIMONE
  • CIOFOLO NICOLAJ
  • CODATO MATTIA
  • COSTENARO GIACOMO
  • DAPRA’ ROBERTO
  • DETTORI GIUSEPPE
  • FRARE PIERLUIGI
  • GABBARRINI CHRISTIANO
  • LICERI MICHELE
  • MANFRINATO GIOVANNI
  • MARCHETTI ALBERTO
  • MELEGARI ZELINDO
  • MOLINARO TAMARA
  • OLDRATI ENRICO
  • PIERANGIOLI VALTER
  • ROMAGNA SIMONE
  • SANDEL FABIO
  • SCANDOLA UMBERTO
  • SOMASCHINI RACHELE
  • SQUARCIALUPI MASSIMO
  • TONSO MASSIMILIANO

CIRT, Adriatico: sfide bollenti, a cominciare da Ucci con la Skoda

Numeri record per la prima del Campionato Italiano Rally Terra, che prenderà il via questo fine settimana da Cingoli, splendida località nel cuore delle Marche. Saranno 121 gli equipaggi che si sfideranno lungo i 60 chilometri di prove disegnati dalla PRS Group attorno alla cittadina marchigiana. La gara sarà valida, oltre che per il CIRT anche per il primo round del CRZ 5 e per il secondo atto del CIR Storico Terra, nonché come terzo atto del Campionato Italiano Side by Side.

Scorrendo l’elenco iscritti la prima cosa che spicca è la presenza (già comunque annunciata) di Paolo Andreucci che sarà in gara non con la Citroen C3 Rally2 ma bensì con una Skoda Fabia R5 preparata dalla M33. A fronteggiare il vincitore dell’edizione 2020 della gara marchigiana troviamo Umberto Scandola e Giacomo Costenaro entrambi al via con le Hyundai I20 R5 e Simone Campedelli su Volkswagen Polo GTi R5.

Tanti gli outsider al via, si va dalle vecchie volpi Valter Pierangioli (Skoda Fabia R5), Giovanni Manfrinato (VW Polo GTi R5), Luigi Ricci (Hyundai I20 R5), Giuseppe Dettori (Skoda Fabia Rally2) e Luigi Cobbe (Skoda Fabia Rally2) ai giovani come Enrico Oldrati, Alberto Battistoli, Bruno Bulacia e Edoardo Bresolin tutti su Skoda Fabia Rally2. Al via, iscritte al campionato, anche due lady dal piede caldo e pesante come Tamara Molinaro e Rachele Somaschini entrambe in gara su Citroen C3 Rally2.

Curiosità anche per le prestazioni di Marco Pollara, alla sua prima uscita su terra con una vettura 4WD. Complessivamente sono 24 gli iscritti al “Tricolore Terra” con alcune new entry anche tra le vetture N4 come Christiano Gabbarini, Piergiorgio Bedini e Zelindo Melegari, in R3C troviamo Nicolaj Ciofolo, in R2C iscritto risulta il solo Fabio Battilani, tra le R2B due gli equipaggi iscritti, il sardo Michele Liceri e Roberto Daprà, in R1 al via troviamo Gianni Bardin e in N2 il giovanissimo (classe 2002) Pierluigi Frare.

CIRT 2021: il ritorno di Michele Liceri e Salvatore Mendola

Continua a comporsi il puzzle del CIRT 2021. Di oggi è la notizia dell’iscrizione dell’equipaggio formato da Michele Liceri e Salvatore Mendola. I due galluresi porteranno in gara una Peugeot 208 R2 preparata dalla Julli Motors e correranno con i colori della scuderia Porto Cervo Racing. Abbiamo parlato con Michele, che ci ha raccontato le sue impressioni alla vigilia della trasferta marchigiana.

Siamo emozionati di poter riallacciare il casco dopo ben due anni di stop e di poter partecipare al CIRT 2021 che si annuncia di altissimo livello, visti i tanti nomi al via. Assieme al mio amico e navigatore Salvatore Mendola ed alla mia scuderia Porto Cervo Racing, abbiamo deciso di dare vita alla passione ed allo sport dei giovani che purtroppo in questo periodo si stava perdendo. Nel frattempo che si definisce il programma, siamo pronti per la partenza nelle Marche del Rally dell’Adriatico, test per la stagione, ove continueremo con diverse gare organizzate in maniera impeccabili e corse in scenari stupendi”.

“A queste gare si aggiungerà anche il Mondiale Rally Italia Sardegna, che tornerà in Gallura con base ad Olbia. Un evento molto importante da non sottovalutare che darà una grande possibilità di ripartenza per l’economia Sarda e Gallurese. Una gara al quale non vogliamo assolutamente mancare, per questo siamo fortemente a lavoro ed in contatto con varie aziende locali, una in particolare, che ci diano l’opportunità di essere al via e portarli con noi in una vetrina Mondiale”.

Intervista Fabio Sandel: ”Al via del Tricolore perché amo lo sterrato”

Uno dei volti nuovi del Campionato Italiano Rally Terra 2021 sarà sicuramente Fabio Sandel navigato da Silvia Mosena. L’equipaggio veneto sarà presente in alcuni round del CIRT portando in gara una Ford Fiesta Rally2 preparata dalla Lorenzon Racing. Abbiamo raggiunto Fabio è con lui abbiamo parlato di questo impegno nel Tricolore Terra.

Il 2021 ti vedrà al via del CIRT assieme a Silvia Mosena. Come è nata la scelta di affrontare il tricolore terra?

“Ciao a tutti, grazie per questa intervista. Come hai già anticipato tu nella domanda, al mio fianco in questa bellissima avventura avrò la brava Silvia Mosena. Ho scelto di disputare il CIRT perché amo guidare sui fondi sterrati. I chilometraggi ridotti, causa Covid-19, mi stanno permettendo di poter partecipare a questo evento, se il chilometraggio fosse rimasto quello del 2019 non sarei mai riuscito ad esserci, causa mancanza di budget”.

Porterete in gara la Ford Fiesta Rally2 preparata dalla Lorenzon Racing. Hai già avuto modo di fare dei test con la vettura e con che spirito affronti le gare in calendario, considerato che alcune per te saranno nuove?

“L’unica gara nuova per me sarà il San Marino, purtroppo causa motivi di lavoro dovrò saltare il Sardegna. A breve effettuerò una sessione di test con la vettura, probabilmente il giovedì prima della gara. Sarà un test fondamentale in quanto non corro da diverso tempo, spero di adattarmi da subito alla Fiesta Rally2, vettura altamente professionale e molto performante. Voglio dire grazie al Team Lorenzon, perché sono certo che mi fornirà una vettura strepitosa in tutti gli eventi che ho in programma, sono un grande team e son contento di correre con loro”.

Da Trevigiano, quanto sarebbe bello un ritorno dei rally nel tuo territorio?

“Penso sarebbe fantastico, sarebbe stupendo per l’intero territorio. Mi auguro dal profondo del cuore, che in questo 2021 il Prealpi Master Show si possa disputare. E’ una gara bella e divertente, spero che possa tornare in calendario più bella e forte che mai…”.

La beffa: soli 73 chilometri per il CIRT in Sardegna

Fosse uscita ieri la notizia della beffa di un CIRT mutilato rispetto alla gara italiana del WRC, il Rally Italia Sardegna 2021, l’avremmo presa a ridere e archiviata come un pesce d’aprile non destinato a fare storia, ma invece non è uno scherzo. E’ beffardamente vera. Come tutti sapete la seconda prova del Campionato Italiano Rally Terra coincide con l’appuntamento iridato italiano in Sardegna.

Quello del RIS è certamente un palcoscenico impegnativo per i protagonisti del Campionato Italiano Rally Terra, ma allo stesso tempo prestigioso e formativo (ma, insomma, ce li volete mandare davvero questi giovani italiani nel Mondiale Rally?) che poteva portare visibilità ad un CIRT che senza dubbio la merita per i protagonisti che mette in campo ma che ne ha troppa poca a conti fatti. Eppure quest’anno, dopo difficili stagioni, è tornato finalmente a respirare: c’è anche un nuovo Costruttore di pneumatici con due tester ufficiali: Andreucci e Campedelli.

Purtroppo, oppure per fortuna (dipende da chi valuta la questione e certamente la nostra posizione è opinabilissima), l’edizione 2021 del Tricolore Terra in Sardegna rischia di venire mutilata da buonismo e burocrazia. Il tutto a discapito della visibilità (lo sappiamo e siamo lieti ci sia Aci Sport TV, ma noi ci riferiamo ad una visibilità internazionale che solo un marchio come WRC può dare). Fino a poche ore fa, nelle menti di tutti (addetti ai lavori, equipaggi, appassionati) si pensava che il format della gara ricalcasse in toto quella del Day1 della gara con otto prove speciali e circa 120 chilometri cronometrati. Una lunghezza dignitosa in era di Covid-19, che da sola valeva il prezzo della trasferta e i costi per restare sull’Isola dei Quattro Mori per un’intera settimana.

Invece, notizia di poche ore, Aci Sport ha dato una bella sforbiciata al chilometraggio della gara CIRT, mutilandola nel vero senso della parola: appena 73 chilometri cronometrati. Una scusa riferisce “in linea con i regolamenti stilati per l’emergenza Covid-19”. Nel comunicato, ad esempio, non viene citato il nome dell’ideatore o dell’ideatrice di questa “fantasmagorica” idea che sembra figlia di nessuno…

Nel comunicato Aci Sport si legge: “Il round valevole per il CIRT all’interno del Rally Italia Sardegna si svolgerà con un format concentrato nell’arco delle 36 ore. Le ricognizioni inizieranno giovedì 3 giugno e la gara per il CIRT si chiuderà con le premiazioni di venerdì 4 giugno 2021. Nella giornata di giovedì 3 giugno sono previste le verifiche, le ricognizioni e lo shakedown; la gara per il CIRT prenderà il via alle 11.45 di venerdì 4 giugno e si concluderà alle 18.30 della stessa giornata; l’itinerario valevole per il CIRT prevede due diverse prove da ripetere per un totale di 73,30 chilometri; gli equipaggi iscritti alla gara del CIRT quindi non potranno prendere parte alla gara del WRC. La location centrale sarà Olbia, anche per il CIRT, dove verrà organizzato il parco assistenza e si svolgeranno partenza ed arrivo. L’accesso contingentato al parco assistenza per la gara nazionale seguirà la normativa ed il protocollo Aci Sport, mentre il parco assistenza del WRC, come tutte le altre zone, saranno soggette alla normativa FIA”.

Infine la beffa: “Aci Sport sottolinea inoltre che per quanto riguarda le ricognizioni, in via del tutto facoltativa, gli equipaggi iscritti al CIRT potranno scegliere di prendere parte alle ricognizioni per la gara del WRC – programmate per le giornate di martedì 1 e mercoledì 2 giugno – formalizzando la richiesta apposita ed il pagamento relativo”. Cioè, puoi fare le ricognizioni per la gara del WRC, ma poi devi correre solo 73,30 chilometri. Che quasi ti vien da dire: “Menomale che c’è il ,30”. Almeno si corre qualche metro in più…

Insomma, l’ennesima stortura Made in via Solferino, che andrà a penalizzare quei piloti (e vi assicuriamo che ce ne sono tanti che non si sarebbero ridotti con le “toppe sul didietro” per 50 chilometri in più) che avrebbero addirittura voluto disputare l’intera gara del WRC, come già accaduto nell’edizione 2019, quando Hoelbling, Gallu, Liceri e Maspoli – da iscritti al CIRT – disputarono l’intera gara. Ah, già, all’epoca poterono scegliere. Oggi non si deve scegliere. E se poi la si smette di lamentarsi su Facebook sarebbe pure meglio…

Non si capisce, onestamente, la razionalità di questa scelta. Risparmio economico? No, perché i costi di trasferta restano praticamente uguali ed elevati e allo stesso tempo si toglie la possibilità a molti equipaggi di poter disputare tutta la gara iridata. Che senso ha, a questo punto, portare il CIRT in Sardegna? Ma soprattutto, ci resta questa domanda senza risposta: ma giovani italiani nel Mondiale ce li volete portare? Perché così non sembra.

Ai poteri l’ardua sentenza, pardon ai posteri…

CIRT 2021: il Tricolore incerto e spettacolare

Non è un Campionato di “serie B”. Il Campionato Italiano Rally Terra da un paio d’anni a questo parte ha ripreso vitalità, grazie ad alcuni importanti cambiamenti attuati dalla Federazione unito ad un giusto mix di giovani, stranieri e “vecchie volpi” che insieme hanno ridato vita al Tricolore riservato agli amanti dello sterrato. Anche per il CIRT 2021 questo mix si fonderà nuovamente per dar vita ad un Campionato che si annuncia incertissimo con tantissimi pretendenti al trono lasciato libero dal giovane boliviano Marquito Bulacia, delle Meteco Corse/Free Rally Team.

Tanta attesa e curiosità per Paolo Andreucci (Citroen C3 Rally2) e Simone Campedelli (Volkswagen Polo GTi R5) che avranno il compito di sviluppare in gara i pneumatici indiani MRF Tyres. I due “alfieri MRF” dovranno vedersela contro avversari di altissimo livello. Uno su tutti il veneto Giacomo Costenaro, reduce dal successo in Val d’Orcia che porterà in gara la Hyundai I20 R5 preparata dalla SA Motorsport.

Occhi puntati anche su due giovani dal piede pesante, Alberto Battistolli (Skoda Fabia Rally2), ormai maturo per centrare la sua prima vittoria in un rally moderno, e il boliviano (classe 2001) Bruno Bulacia (Skoda Fabia Rally2), fratellino di Marquito (anche lui Meteco Corse/Free Rally Team) che ha già dimostrato di avere il passo dei migliori nelle prime due uscite stagionali. A proposito di giovani, al via ci sarà anche Rachele Somaschini (Citroen C3 Rally2) sempre di più a suo agio sui fondi sterrati e Mattia Codato (Skoda Fabia Rally2) al suo primo campionato al volante di una R5/Rally2.

Proveranno a mettere i bastoni tra le ruote (in senso metaforico) a questi baldi giovani alcune “vecchie volpi” che ben conoscono i fondi sterrati come il sardo Giuseppe Dettori (Skoda Fabia Rally2) che punta al bottino pieno tra le strade amiche del RIS e del Vermentino, al quattro volte campione terra Mauro Trentin (Volkswagen Polo GTi R5), all’aretino Massimo Squarcialupi e al veneto Fabio Sandel entrambi su Ford Fiesta Rally2. Presente anche un altro sardo, il nuorese Andrea Gallu con una Peugeot 208 rally4, al momento è l’unico iscritto tra le vetture a due ruote motrici.

Ma sono tanti i piloti che stanno definendo i programmi e che dovrebbero o potrebbero aggiungersi alla già ricca pattuglia di iscritti, alcuni rumors danno in via di definizione le presenze di Luciano Cobbe (Skoda Fabia Rally2), del patavino Nicolò Marchioro (Skoda Fabia Rally2), dell’esperto Simone Romagna e di Emanuele Dati (Ford Fiesta Rally2) e dei francesi Younnes El-Kadaoiu e Jean-Philippe Quilicini (Skoda Fabia R5).

Intervista Giacomo Costenaro: ”Il mio 2021? Sarà nel CIRT”

Comincia alla grande il 2021 di Giacomo Costenaro. Il pilota di Marostica, alla sua prima uscita a bordo della Hyundai I20 R5 preparata da SA Motorsport, vince un combattutissimo Rally della Val d’Orcia, gara valida come terzo appuntamento del Raceday Rally Terra 2020/2021.

Per il pilota veneto navigato da Justin Bardini si tratta della quinta vittoria in carriera dopo quelle ottenute al Rally Città di Bassano (2015), al Rally dei Nuraghi e del Vermentino (2018) e i due successi ottenuti al Liburna Rally Terra (2018 e 2019). Abbiamo raggiunto Giacomo è con lui abbiamo parlato della gara appena conclusa e dei suoi progetti per questo 2021,

Il 2021 comincia alla grandissima con la vittoria al 12° Rally della Val d’Orcia. Ci racconti il week-end appena trascorso?

“Le aspettative ad inizio gara non erano certamente quelle di centrare la vittoria, per me era tutto nuovo dalla vettura al team, passando per la gara che era completamente diversa da quella che avevo disputato nel 2017. Alla fine si è incastrato tutta nella giusta maniera è abbiamo centrato questa vittoria, il feeling con la vettura è stato da subito buono è questo ci ha permesso di poter aggredire la strada anche nel primo giro di prove e di contenere i distacchi al minimo, nonostante il ruolo da “spazzini”. Sono molto contento”.

Una gara corsa di cuore e testa. La tua prima con la Hyundai. Com’è stato l’impatto con la vettura coreana e quali differenze hai trovato rispetto alla Skoda Fabia R5?

“Sì, una gara in cui non abbiamo mai mollato. Il ritmo è stato elevatissimo fin dal primo chilometro e i distacchi ridottissimi. Non c’era spazio per il minimo errore, abbiamo dato il massimo fin dall’inizio. Son tornato al volante dopo diversi mesi di assenza, non correvo dal Tuscan Rewind, la macchina è completamente diversa dalla Skoda. La Hyundai è molto performante, una volta che si trova il giusto feeling può darti grandi soddisfazioni, sono veramente contento”.

Come sarà strutturato il tuo 2021 agonistico?

“Questa era una gara test in ottica Campionato Italiano Rally Terra. Infatti, disputerò il CIRT con la Hyundai del team SA Motorsport. L’inizio è stato ottimo, come si dice in questi casi? Chi ben comincia… è a metà dell’opera”.

CIRT, Rally Adriatico: macchina organizzativa avanti tutta

Con la giornata odierna si avvia la fase determinante del 28° Rally Adriatico, quella che porterà alle sfide con il cronometro, ai duelli sui magici sterrati marchigiani, da sempre molto apprezzati anche da piloti stranieri.

Il primo atto del Campionato Italiano Rally Terra, valido anche per il Campionato Italiano Rally Terra Storico, per il “tricolore” Cross Country (ammessi soltanto i “side by side”) e per la Coppa Rally di Quinta Zona, previsto a Cingoli (Macerata) per il 23 e 24 aprile, apre infatti oggi le iscrizioni, periodo che si allungherà sino al 14 aprile. Notevole l’interesse per la gara organizzata da PRS GROUP, un “triplo” tricolore capace di dare subito una scossa forte alla stagione, infiammare la contesa.

Nove PS per sfide eccezionali

Cingoli, da anni location dell’evento che ha fatto diventare il “balcone delle Marche” un vero e proprio riferimento per le gare italiane su strada bianca è riconfermata come quartier generale, mentre il percorso, ricavato dalla tradizione, prevede degli impegni disegnati dalla tradizione della gara. Non sarà un appuntamento facile, il tracciato sarà molto tecnico e selettivo, strutturato su nove prove speciali, tre distinte da ripetere tre volte. La lunghezza totale del percorso sarà 280 km. dei quali 65 cronometrati.

La novità, invece, sulla logistica è il ritorno del Parco di Assistenza a Jesi, dove avrà luogo anche la partenza, mentre l’arrivo sarà in Piazza Vittorio Emanuele a Cingoli. Ovviamente la gara verrà svolta nel pieno rispetto dei “protocolli covid” federali vigenti, quindi senza prevista la presenza di pubblico lungo le prove speciali e comunque adeguandosi alle successive direttive impartite dal legislatore.

La scorsa edizione per motivi legati alla rimodulazione del calendario causa pandemia, vide il rally Adriatico accorpato con il “Marche” e disputato a settembre. Sul campo la gara conobbe il successo di Paolo Andreucci (Citroen C3) su Simone Campedelli (VolksWagen Polo) e terzo finì Giacomo Costenaro (Skoda Fabia R5).

Programma di gara del Rally Adriatico

Giovedì 25 Marzo                   

Apertura iscrizioni

Mercoledì 14 Aprile               

Chiusura iscrizioni

Giovedì 22 Aprile                  

18,00/21,00    Distribuzione Road-Book c/o Sala Stampa, Comune di Cingoli (Mc)

Venerdì 23 Aprile                  

08,30/12,00    Verifiche Tecniche presso Parco Assistenza, Jesi 1,

14,30/18,00    via Piandelmedico 99, Jesi (An)

08,00/14,00    Ricognizioni autorizzate (3 passaggi totali)

14,00/18,30    Shakedown

Sabato 24 Aprile

07,31                Partenza – Jesi (An), Parco Assistenza

Effettuazione di 9 ps

18,30             Arrivo e premiazione – Cingoli (Mc), P.zza Vittorio Emanuele II

Segreteria e direzione di gara

Fortezza del Cassero, via del Cassero, Cingoli (Mc)

Sala stampa

Municipio di Cingoli (Mc), Piazza Vittorio Emanuele II 1

Parco assistenza

Via Piandelmedico 99, Jesi (An)

Sterrati Tricolore per Francesco Fanari con la Polo GTi

Dimenticare la sfortuna patita al “Valle del Tevere” di fine febbraio, provare un attacco al vertice e nel frattempo difendersi dai chi segue in classifica. Sono dunque tre gli obiettivi che Francesco Fanari, ha nel mirino per la terza prova del Challenge Raceday Rally Terra, il 12° Rally della Val d’Orcia, con base a Radicofani (Siena) gara che il pilota umbro disputerà al volante della Volkswagen Polo GTi R5 (seconda esperienza per lui con la “tedesca”), della squadra romana Step-Five Motorsport, ed affiancato da David Castiglioni.

Al “Valle del Tevere” un oramai certo risultato da podio a causa di problemi ad un semiasse durante l’ultima prova speciale, si era tramutato in un mesto e certamente bugiardo ottavo posto, con tanto amaro in bocca lasciato, indorato dal fatto di essere comunque riuscito a rimanere al secondo posto in classifica nel Campionato Raceday.

Voglia di riscatto, dunque, voglia di tornare di nuovo a lottare per i vertici, stavolta sulle strade bianche della provincia senese, per Fanari, che la gara l’ha disputata per ben nove volte, l’ultima nel 2019 chiusa al secondo posto assoluto e negli anni addietro facendola sempre da protagonista con tre vittorie di categoria. Una terra, anche, che lo ispira, buona premessa per voltare pagina e guardare a trovare il risultato d’effetto con la Polo R5 con la quale il feeling è stato decisamente forte già dai primi metri di gara a Sansepolcro. Strategia semplice, quindi: attaccare i vertici e difendersi allo stesso tempo da chi tallona in classifica in una giornata, quella di domenica prossima, sicuramente avvincente e tirata, come tradizione vuole. Sfruttando al meglio le potenzialità della Polo Gti.

“Francamente – commenta Francesco Fanari – la “ferita” di Sansepolcro brucia ancora e non poco, ma con il mio copilota e con la squadra ci siamo anche detti che quella deve essere la molla per reagire, cercare subito una nuova soddisfazione ed è così che faremo. Abbiamo davanti una gara che mi ha sempre ispirato, con la Polo diciamo che è stato subito . . . “amore” e non vedo l’ora di tornarci sopra, tutti “segnali” che ci fanno guardare con fiducia verso l’orizzonte. Una gara dove comunque ci sarà da sudare, vista la qualità di avversari annunciata”.

Il percorso della 12^ edizione del Rally Val d’Orcia ricalcherà una buona parte di quello delle scorse edizioni con la disputa della prova di San Casciano dei Bagni di Km. 6,580 e quella di Piancastagnaio di km. 11,050, ripetute tre volte con un chilometraggio totale di tratti cronometrati di Km. 52,89 su un percorso globale di Km. 247,840. La zona industriale della Val di Paglia, invece, sarà la base logistica della manifestazione ospitando la partenza e l’arrivo oltre che i due Parchi Assistenza, mentre i due riordini saranno ubicati a Piancastagnaio.

Oltre 100 Peugeot 208 Rally4 consegnate ai clienti

A nove mesi dal debutto ufficiale avvenuto in Portogallo al Rali de Castello Blanco, la Peugeot 208 Rally4 continua ad attrare sempre più piloti e team, tanto che Peugeot Sport ha appena annunciato di aver venduto oltre 100 unità. Esatto, oltre 100 Peugeot 208 Rally4 consegnate ai clienti

La 208 Rally4 è nata come erede della fortunatissima Peugeot 208 R2B, dominatrice incontrastata dei vari campionati nazionali nel due ruote motrici. La vettura si rivolge sia alle nuove leve che vogliono muovere i primi passi nei rally portando in gara una vettura altamente prestazionale e anche ai gentleman driver. Ad oggi la vettura ha corso in 256 eventi conquistando due successi assoluti ottenuti con il portoghese Pedro Almeida al Rali Municipio de Mesao Frio e con l’iberico Miquel Socias al Rally Ciutad de Xixona.

La classe Rally4 attualmente vede impegnate Peugeot e M-Sport con la Fiesta, ma a breve arriveranno anche Renault con la nuova Clio, la cui omologazione dovrebbe avvenire nel mese di maggio, e Opel con la Corsa che dovrebbe debuttare anch’essa nel mese di maggio.

Una Fabia Rally2 per Codato-Dinale nel CIRT

La stagione 2021 di Mattia Codato e del suo fido scudiero Christian Dinale sarà ancora incentrata sul Campionato Italiano Rally Terra. L’equipaggio veneto in questo 2021 abbandonerà la Citroen DS3 N5, vettura con cui hanno vinto lo scorso anno la Coppa Aci Sport N5 CIRT per passare alla più performante e veloce Skoda Fabia Rally2 preparata dalla Delta Rally e gommata Yokohama. Al fianco di Mattia e Christian anche in questa stagione troviamo la scuderia Hawk Racing Club, sodalizio che supporta i due dalla stagione 2016.

Il debutto stagionale avverrà al Rally Val d’Orcia, gara valida per il Raceday che sarà utilizzata come test in vista degli appuntamenti del tricolore terra, la gara è in programma dal 27 al 28 marzo. Il debutto nel tricolore avverrà a fine aprile con il Rally dell’Adriatico e proseguirà nei restanti cinque appuntamenti stagionali, tra i quali spicca il Rally Italia Sardegna, gara che vale come tappa del Mondiale WRC.

Questo il programma completo dell’equipaggio veneto: Rally Val d’Orcia (Toscana – Raceday), Rally Adriatico, Rally Italia Sardegna (solo day1 con coefficiente 1.5), San Marino Rally (valido pure per il CIR), Rally Arezzo – Valtiberina, Rally dei Nuraghi e del Vermentino e Liburna Terra (coefficiente 1.5).

CIRT 2021: la carica di Giuseppe Dettori e Carlo Pisano

Partirà dal prossimo Rally Adriatico, in programma dal 23 al 24 aprile, l’avventura nel Campionato Italiano Rally Terra di Giuseppe Dettori e Carlo Pisano. L’equipaggio sardo porterà in gara la Skoda Fabia Rally2 preparata dalla PA Racing e gommata Pirelli, mentre la scelta della scuderia è ricaduta anche in questo 2021 nel Team Autoservice Sport di Cenzo Ledda, sodalizio con cui il pilota gallurese corre dalla stagione 2016.

I due sono ormai degli habitué del Campionato riservato agli amanti delle strade bianche, nel quale hanno conquistato una storica vittoria al Rally Costa Smeralda 2015, divenendo il primo equipaggio sardo a vincere la mitica gara smeraldina. Successo bissato due anni dopo (2017), ma in quell’occasione da non iscritti al CIRT. A queste due vittorie bisogna aggiungere i due podi conquistati al Rally di Puglia-Lucania nel 2015 e al Rally dei Nuraghi e del Vermentino 2018 conclusi al secondo posto assoluto.

Il Campionato Italiano Rally Terra 2021 è incentrato su sei appuntamenti, di cui due si correranno nelle strade amiche della Sardegna. Il via dal tradizionale appuntamento del Rally Adriatico a fine aprile, successivamente il circus del CIRT si sposterà ad Olbia per il Rally Italia Sardegna, gara a coefficiente 1.5. Breve pausa, prima del triplo appuntamento estivo con nell’ordine San Marino Rally, Rally di Arezzo-Valtiberina e Rally dei Nuraghi e del Vermentino, altra gara di casa per il duo sardo. Gran finale ad inizio novembre con la Liburna Terra (coefficiente 1.5), che chiuderà la serie tricolore terra 2021.

Salta l’accordo Campedelli-Step Five per ERC e CIRT

Contrariamente a quanto ci si immaginava, non sarà il team Step Five Motorsport a seguire Simone Campedelli nell’avventura Europea e nel Campionato Italiano Rally Terra 2021. L’annuncio del mancato accordo è stato dato dallo stesso team su i suoi canali social.

“Nonostante gli sforzi profusi nelle ultime settimane purtroppo non è stato raggiunto l’accordo economico per mettere a disposizione di Simone Campedelli una delle nostre vetture. Pertanto, nostro malgrado, il pilota romagnolo non sarà dei nostri nella stagione 2021”.

Il team Step Five Motorsport è attualmente impegnato nel CIR con Marco Signor e quasi sicuramente presenzierà al prossimo CIRT con alcuni equipaggi che saranno annunciati nelle prossime giornate.

Resta da definire la vettura e il team con il quale Simone Campedelli affronterà questa impegnativa stagione 2021. La conferma sulla nuova squadra che seguirà Campedelli la si potrebbe avere al Rally Val d’Orcia, sicuramente un’ottima occasione per fare test. Il pilota romagnolo disputerà quattro prove su terra del Campionato Europeo Rally: Azzorre, Lettonia, Polonia e Fafé, portando in gara gli pneumatici MRF Tyres.

Andrea Gallu sarà nel Campionato Italiano Rally Terra

Il pilota di Nuoro, Andrea Gallu, ufficializza la sua presenza al Campionato Italiano Rally Terra, al volante della Peugeot 208 Rally4 preparata dalla Galiazzo Rally Team. Al suo fianco l’arzachenese Fabio Salis. Gallu, alla sua terza partecipazione al Tricolore Terra, proverà a mettere a frutto l’esperienza accumulata nelle precedenti edizioni.

Il programma prevede al momento la partecipazione a quattro delle sei gare in calendario, si partirà il 24-25 aprile con il Rally Adriatico per poi proseguire con le due gare di casa, da prima il Rally Italia Sardegna in programma ad Olbia dal 3 al 6 giugno e successivamente il Rally dei Nuraghi e del Vermentino (11-12 settembre), chiuderà la stagione il Liburna Terra in programma a novembre a Volterra.

“Essere al via del Campionato Italiano Rally Terra è sempre emozionante – spiega Gallu –  Abbiamo lavorato duramente con tutti i nostri partner per riuscire a chiudere un programma degno di nota. Partiamo con l’intento di divertirci e di migliorare gara dopo gara. La nostra stagione partirà con il Rally Adriatico, gara che in parte conosco già avendola disputata nel 2019″.

“Proseguirà poi con il Sardegna WRC che quest’anno presenterà tante interessanti novità con molte prove nuove e con il Rally dei Nuraghi e del Vermentino, gara che non ho mai disputato da quando è diventata sterrata. La nostra stagione si chiuderà a Volterra con la Liburna Terra. La grande novità di quest’anno sarà la vettura, infatti porteremmo in gara la nuovissima Peugeot 208 Rally4 preparata dalla Galiazzo Rally Team”.

Fabio Salis, che affiancherà Andrea in questa stagione, ci spiega: “Sono contento che Andrea abbia deciso di avermi a suo fianco per la stagione 2021. Conosco molto bene le gare che affronteremo e credo di contribuire alla crescita di Andrea come pilota. Non vedo l’ora di salire sulla nuova 208 Rally4”.

Paolo Andreucci con MRF Tyres nel CIRT

Il team MRF Tyres sbarca nel Campionato Italiano Rally Terra e lo fa in grande stile, schierando l’11 volte campione Italiano Rally Paolo Andreucci, ex uomo Pirelli in Italia, con la Citroen C3. Una scelta importante, quella del produttore di pneumatici indiano, che sottolinea l’impegno di MRF per arrivare al vertice del mercato europeo e mondiale.

Il CIRT 2021 sarà strutturato su sei gare, si parte da aprile con il classico appuntamento del Rally Adriatico e si termina ad inizio novembre con il Liburna Terra. In mezzo gli appuntamenti del Rally Italia Sardegna, San Marino, Arezzo-Valtiberina e Rally dei Nuraghi e del Vermentino.

Di nuove ed importanti sfide parla Paolo Andreucci, che si occuperà anche dello sviluppo dei pneumatici indiani nel corso della stagione: “MRF Tyres è un’azienda molto importante nel settore automobilistico, negli ultimi anni ha investito tantissimo nel motorsport. Abbiamo obiettivi comuni, motivo per cui ho voluto sposare il loro progetto”.

“Amo le sfide, mi piace mettermi in gioco e questa per me sarà una nuova sfida e l’ha affronto con molto entusiasmo. Son sicuro che faremmo un’ottimo lavoro, questo grazie alle conoscenze, alle competenze e alla grande passione dei ragazzi di MRF Tyres. Nel 2021 vorremmo essere altamente competitivi nel CIRT e cosa più importante aiutare MRF nello sviluppo dei pneumatici da gara. Il potenziale è molto alto, così come è alta la voglia di far bene in questa stagione. Vogliamo raggiungere traguardi importanti e ambiziosi”.

Entusiasmo che trapela anche dalle parole di Mr. Arun Mammen, vicepresidente e amministratore delegato del gruppo MRF Tyres. “Siamo orgogliosi di quanto fatto nel 2020, il team MRF Tyres si è ben comportato nel Campionato Europeo Rally. All’interno del nostro Team si sta lavorando duramente e siamo felici di annunciare la nostra presenza nel Campionato Italiano Terra per la stagione 2021 con Paolo Andreucci”.

“Avere un’undici volte campione Italiano con noi è un’orgoglio e allo stesso è un chiaro intento che vogliamo continuare il nostro percorso di crescita in ambito Europeo e Internazionale. Non vediamo l’ora di iniziare questo 2021, voglio dare a nome dell’azienda il benvenuto a Paolo è augurargli le migliori fortune per la stagione che sta per partire”.

Calendario Campionato Italiano Terra Rally 2021

  • Rally Adriatico 2021 (24-25 aprile)
  • Rally Italia Sardegna 2021 (3-6 giugno)
  • Rally San Marino 2021 (26-27 giugno)
  • Rally Città di Arezzo – Valtiberina 2021 (30 luglio – 1 agosto)
  • Rally dei Nuraghi e del Vermentino 2021 ( 11-12 settembre)
  • Liburna Rally Terra 2021 (6-7 novembre)

Undici i piloti che Aci Sport aiuterà tra CIR, CIRT ed ERC

Alla fine, come previsto dalla questione scaramantica, la comunicazione dei piloti che saranno supportati da Aci Sport è arrivata il 18 febbraio. Dovevano essere sei, un tentennamento li aveva ridotti a quattro, poi elevati a sette, ma alla fine diventati undici. Una squadra di calcio senza riserve. Positivo il fatto che la federazione abbia trovato risorse per tutti.

Undici piloti avranno un aiuto in più, comunque importante, per organizzare al meglio i loro programmi sportivi. Rappresenteranno tutti Aci Team Italia e dovranno giocarsi al meglio questa chances in ottica 2022, quando si auspica che il team federale possa concentrarsi davvero sulla crescita di soli due giovani da portare nel Mondiale Rally, ovviamente a prescindere dagli aiuti che vorrà comunque coriandolizzare a chi vuol correre in Italia…

Nove piloti nel Campionato Italiano Rally, una pilota nel Campionato Italiano Rally Terra e uno nel Campionato Europeo. Come avevamo annunciato nei giorni scorsi, i nomi sono quelli di Fabio Andolfi, Luca Bottarelli, Tommaso Ciuffi, Damiano De Tommaso, Andrea Mazzocchi e Marco Pollara. Non c’è Andrea Nucita, che ci sarà ma non come Aci Team Italia. A loro si aggiungono, sempre nel CIR, Andrea Crugnola, Alessio Profeta e Alessandro Re, anche se il nome di quest’ultimo era già circolato nei giorni scorsi.

Nel Campionato Italiano Rally Terra la portacolori di Aci Sport sarà la lombarda Rachele Somaschini. Nel Campionato Europeo Rally sarà invece il vicentino Alberto Battistolli, già nelle file del team federale la scorsa stagione. Fioccano le polemiche online, tra forum e social network. C’è chi chiede perché non è stato preso in considerazione Luca Panzani. C’è chi chiede spiegazioni sulla scelta di Crugnola, che non è considerato giovane. Ma questi non sono contributi per under, bensì per meriti sportivi. E Crugnola ha in più occasioni dimostrato il suo valore.

Dossier Campionati Italiani 2021: rally light

Cir…isiamo. Con l’approvazione definitiva dei calendari sportivi, delle Norme Generali e dei Regolamenti di Settore, può ripartire la nuova stagione rallystica. Le novità principali introdotte, che approfondiamo nelle pagine successive, riguardano il Campionato Italiano Rally e tutte le serie che si corrono all’ombra del CIR, oltre al CIRT, CIWRC e Coppa Rally di Zona.

Sono stati confermati il nuovo sistema di punteggio, la power stage nel CIR e, soprattutto, la riduzione del numero di Coppe Aci Sport: restano la Femminile, la R3 4×4 (Rally3), quella per le Scuderie, quella per gli Under 25 e quella per i Preparatori-Noleggiatori. Sul taglio di Coppe e “Coppette” la Federazione merita un plauso, anche se restano sempre cinquantacinque le classi, contro le cinque previste dalla FIA e le otto che realmente potremmo avere in Italia (oggetto di un’inchiesta sullo scorso numero di RS e oltre).

Il format dei rally validi per il Campionato Italiano, tranne Roma Capitale che è valida per il Campionato Europeo e che segue la normativa FIA, viene mutilato su un’unica tappa e dovrà essere articolato su un numero minimo di sei prove speciali. Il Rally della Lana 1981 aveva 380 chilometri cronometrati, divisi in trentadue PS.

A proposito di chilometri: resta tagliata la lunghezza minima totale delle prove speciali, che saranno comprese tra gli 80 e i 100 chilometri (rally CIR su asfalto), 70-100 chilometri (rally su terra) o addirittura 50-60 chilometri le gare nazionali di Coppa Rally di Zona. La Targa Florio 2020 sarebbe risultata persino lunga. Mantenere questo chilometraggio significa che, in linea di massima, vedremo disputarsi in linea di massima solo “rally light”. C’è il Covid-19. Da una parte comoda scusa, dall’altra reale motivazione.

Intanto, la situazione generata dall’attuale format (tante trasferte e pochi chilometri) pare colpire di più preparatori e noleggiatori di auto. Infatti, riducendo a dodici il numero massimo di gomme utilizzabili su asfalto e terra (cioè sole due unità in meno rispetto al passato) i gommisti non soffriranno periodi di “vacche magre”. Infine, ma non ultimo per importanza, se si parla di crisi e difficoltà per gli organizzatori e per i Costruttori, le stesse difficoltà non sembrerebbero esistere per piloti, copiloti, team manager e via discorrendo.

Infatti, torna l’obbligo di iscrizione ai Campionati Italiani. La stessa iscrizione prevista a gennaio 2020, quando le gare erano lunghe 150 chilometri. Ma solo per gli umani. I Costruttori, che per loro natura sono come minimo delle società per azioni che guadagnano anche dallo sport, sono stati esentati dall’iscrizione. Un bel gesto. Sarà certamente apprezzato dalle Case nel CIR. Quanti Costruttori con licenza Aci Sport ci corrono?

Parola di preparatore

Monta la rabbia: siamo troppo penalizzati

Abbiamo fatto un lungo giro di pareri con diversi preparatori e noleggiatori in diverse zone d’Italia. Chi può va a lavorare all’estero. Chi non può cerca di adattarsi come riesce. Una cosa ce l’hanno confermata più o meno tutti. I parchi assistenza dei rally si stanno trasformando in delle “giungle”. Un po’ come negli anni Ottanta a Porta Portese, a Roma, dove trovavi di tutto a qualunque prezzo.

Spuntano noleggiatori ovunque e le vetture vengono date a cifre quasi simboliche. Ridicole. Questo può implicare due fattori: indebitamento e nero. Per motivi di spazio abbiamo dovuto scegliere di pubblicare solo le testimonianze più significative che abbiamo raccolto, ma che condividono l’urlo di rabbia e di preoccupazione che abbraccia e accomuna quei tanti preparatori seri e onesti che si trovano indifesi a fronteggiare questo nuovo fenomeno. Al mercato se vendi senza licenza o ti linciano i titolari di banchi assegnati o ti multano i vigili. E nei rally, cosa vogliamo fare? Ma soprattutto, vogliamo e possiamo fare qualcosa?

Gianluca Zonca, TamAuto

“Premesso che ringrazio la Federazione per averci permesso di riprendere a lavorare nel 2020, ma oggettivamente non mi sento rappresentato e invece mi piacerebbe avere un dialogo, perché ritengo ingiusto far parte di una categoria considerata l’anello debole della catena e quindi più colpito e penalizzato. Io comprendo il dei politici ragionamento”.

“I rally di 150 chilometri li corrono in pochi, quelli da 80 sono accessibili a tanti e quindi corrono più persone con le R5 e non con le vetture auto preparate. Quindi i numeri crescono. Ma il problema è che crescono solo i loro numeri, con maggiori introiti derivanti dalle gare iscritte al calendario e dai rally disputati”.

“Le mie spese aumentano, e non parliamo dei costi di trasferta. Dove andavo a correre con una macchina prima, oggi vado con due e guadagno meno. Quello che facevo con sei meccanici, oggi lo faccio con due. Un giorno libero è un’utopia. E intanto, le spese che aumentano vanno pagate. Io lavoro solo di qualità, ma so di colleghi che noleggiano le Skoda Fabia R5 a 6.000 euro. Al minimo storico. Sembra normale che in una gara con una R5 si spendano 6.000 euro di auto, 1.500 di grafica, 1.500 di iscrizione e 3.000 di gomme?”.

“Ho paura che queste scelte avranno ripercussioni su chi lavora seriamente e agevoleranno quelli dei noleggi del fine settimana. Abbasseranno ulteriormente la qualità dei piloti e un italiano nel Mondiale ce lo sogneremo per i prossimi vent’anni. Nessuno investirà su nessun pilota. Infine, mi chiedo: se al mercato non hai licenza non puoi vendere, altrimenti arrivano i vigili e ti fanno la multa, e nel parco assistenza chi controlla le licenze dei preparatori?”.

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Il CIR 2021 e quei preoccupanti silenzi

Ma del CIR si sa qualcosa? CIR… di Rodolfo De Benedetti? No, no, non Compagnie Industriali Riunite. Del CIR… Del Campionato Italiano Rally, quello organizzato da Aci Sport che recentemente ha portato il montepremi a decinaia e decinaia di migliaia di euro. Hanno fatto girare pure una tabella su tutti i blog… Ma questa?

  • € 40.000,00 per il vincitore del Campionato Italiano Rally.
  • € 75.000,00 per il Campionato Italiano Rally Junior destinati per un programma in un campionato internazionale nella stagione successiva. Un ulteriore montepremi in pneumatici verrà a breve inserito.
  • € 60.000,00 per il Campionato Italiano Rally Asfalto (40.000 al 1° -15.000 al 2° – 5.000 al 3°).
  • € 35.000,00 per il Campionato Italiano Rally Asfalto Due Ruote Motrici (10.000 al 1° – 7.000 al 2° – 3.000 al 3° +15.000 al 1° classificato CIRA Due Ruote Motrici Under 25 – premio cumulabile con il premio del CIRA Due Ruote Motrici condizionato alla partecipazione al Campionato Italiano Junior 2022).
  • € 15.000,00 per il vincitore del Campionato Rally WRC.
  • € 15.000,00 per il vincitore del Campionato Italiano Rally Terra.
  • € 10.000,00 per il vincitore assoluto della Finale Nazionale ACI Sport Rally Cup Italia.
  • € 2.000,00 per il vincitore di ogni classe, Femminile ed Over 55 della Finale Nazionale ACI Sport Rally Cup Italia.
  • € 20.000,00 per il vincitore della Coppa Under 25 nella Finale Nazionale ACI Sport Rally Cup Italia (premio subordinato alla partecipazione al Campionato Italiano Rally Junior della successiva stagione sportiva).
  • € 20.000,00 per la Coppa Under 25 Due Ruote Motrici nella Finale Nazionale ACI Sport Rally Cup Italia (premio subordinato alla partecipazione al Campionato Italiano Rally Junior della successiva stagione sportiva).

Sì, sì, questa. Il CIR 2021 al momento non dà segni di vita. Un malato in agonia. Ma non ci sono più i Costruttori, gli ufficiali? Citroen si era “ritirata/defilata” già nel 2020. Motivazione: la crisi economica che sarebbe derivata dall’epidemia. In realtà attendeva nuove direttive dalla fusione societaria che avrebbe portato alla nascita di Stellantis e ha trovato una comoda scusa.

E Peugeot? Beh, il Leone Rampante c’è. Ma chi schiera? Paolino Andreucci? C’è nel senso che fitta macchine nel suo storico trofeo. Coltiva clienti. E quindi ci sarà anche FPF che queste macchine dovrà pur gestirle. E poi? E poi basta. Tutto annega nel silenzio. Ma i semi professionisti come Andrea Crugnola e Giandomenico Basso? Il primo vorrebbe esserci, ma sta riscontrando tante difficoltà. Basso è diventato organizzatore del Rally della Marca e con questi chiari di luna non stupirebbe se decidesse di pensare solo alla sua gara…

E nel CIR chi ci corre? Al momento nessuno! Ma siamo a febbraio… Ma questi montepremi faraonici non hanno fatto breccia nel cuore degli appassionati? Tutti questi soldi non attirano campioni e aspiranti tali? Pare di no, perché prima di pensare che, forse, si può vincere qualcosa, bisogna anche iscriversi al Campionato. E sono lacrime amare. Le tasse sono tornate quelle del 2020 dell’era pre Covid-19. Invece, i Costruttori non pagano più l’iscrizione. Che fortuna sprecata: non ce n’è neppure uno. Geniale, no? E non dimentichiamo che i premi sono anche condizionati… Cioè possono essere incassati solo a determinate condizioni…

E Simone Campedelli, Paolo Andreucci, gli altri semi ufficiali, cosa fanno loro? Campedelli vuole correre nel CIRT: se deve fare pochi chilometri, visto che le gare sono mutilate (non nel calendario), almeno sulla terra si diverte. Andreucci non dice. Però, fonti ben informate dicono che anche lui pensa al Campionato Italiano Rally Terra. E dove c’è Ucci il divertimento è assicurato.

Ma quindi gli equipaggi che partecipano al Campionato Italiano Rally Terra ravviveranno quelle poche gare sterrate che sono previste nel calendario Tricolore del 2021? Pare proprio di sì, visto che nel CIRT è previsto anche il ritorno del campione in carica, Marco Bulacia, che porterà sulle strade di casa nostra anche il fratello più piccolo, Bruno. In compenso, la federazione per promuovere lo sport si sta preoccupando di trasmettere delle divertenti video news con delle sagge pillole di estratti regolamentari digeribili come la criptonite.

I ”big” guardano al CIRT: Campedelli, Andreucci, Bulacia

Mentre sul fronte del CIR l’incertezza dilaga, i programmi vacillano e non si riesce ad avere alcuna sicurezza, a parte il fatto che Citroen non ci sarà, Simone Campedelli sta cercando di imbastire un programma che preveda tutto il Campionato Italiano Rally Terra 2021. In realtà, Simone è al lavoro da quando la scorsa stagione è stata archiviata, anche perché l’anno non è dei più propizi a livello economico.

La terra piace a Campedelli e a Tania Canton, come piace ai suoi sponsor e alla squadra. Ma non solo. Rumors molto attendibili ci segnalano che al via del CIRT, salvo clamorosi cambi di direzione, dovrebbe esserci anche Paolino Andreucci (che però ci piacerebbe vedere con al suo fianco Anna Andreussi, senza nulla togliere al bravo e professionale Francesco Pinelli).

Esatto, il Paolino nazionale, che tra qualche mese darà alla luce un bellissimo libro autobiografico, sta programmando una stagione sulla terra. Un’altra. Di ieri è la notizia della presenza nella serie tricolore sterrata del fratello minore di Marco Bulacia. Insomma, il CIRT 2021 si preannuncia interessante, frizzante e ricco di lotta. Speriamo che anche il CIR possa essere di buon livello nonostante prove speciali mutilate all’italiana, mentre in Francia si continua a correre con oltre 220 chilometri di prove speciali.

CIRT: da un Bulacia all’altro, Bruno sfida tutti

Il Campionato Italiano Rally Terra 2021 avrà un Bulacia ad alzare la polvere, ma non si tratta del campione in carica. Sarà Bruno Bulacia, giovane pilota boliviano emergente, classe 2002, a debuttare nella massima serie sterrata tricolore. Un passaggio di consegne in famiglia a tutti gli effetti, annunciato il 25 gennaio scorso dal talento sudamericano attraverso i suoi canali ufficiali, che lo porterà a correre sulle strade bianche italiane con Free Rally Service e la Skoda Fabia Evo Rally 2. Lo stesso pacchetto e lo stesso percorso che ha portato il fratello maggiore Marco Bulacia Wilkinson al successo nel CIRT 2020.

Dopo sei stagioni nel Campionato Boliviano Rally è pronto al salto nella serie nostrana che si conferma, ogni anno di più, come il banco di prova ideale per i giovani piloti internazionali in cerca di conferme prima di puntare alla ribalta internazionale. Vedi gli ultimi esempi recenti di Emil Lindholm e lo stesso Marquito.

Bruno intanto non sembra voler perdere tempo ed è atterrato nella giornata di mercoledì 27 gennaio a Milano per presentarsi a Porlezza alla corte di Paolo Piras, team principal di Free Rally Service, che lo ha fatto sedere sulla vettura boema prima di accompagnarlo verso i test pre-campionato. Il primo sarà il Rally Valle del Tevere a fine febbraio, poi il CIRT.

Bruno così giovane, ma già con molta esperienza. Qual è il tuo percorso di carriera ad oggi e il bagaglio di esperienza che ti sta per accompagnare verso il debutto nel CIRT?

“Ho iniziato conni kart a 5 anni. Poi nel 2014 iniziai a correre con un Polaris utv nel Campionato Rally Boliviano. Nel 2017 con una Mitsubishi Lancer Evo IV ho corso sempre il Campionato Boliviano, l’anno seguente con una EVO VII, quindi nel 2019 e 2020 con il nostro Proto Corolla, sempre nella massima serie, sono riuscito a vincere la mia categoria”.

Sei già salito su una Rally2? Qual’è il programma pre-stagionale?

“Non le ho mai guidate, a parte sulla playstation – ci spiega con una risata – ma farò alcuni giorni di test su terra e su ghiaccio per sentirmi a mio agio alla prima gara”.

Perché la scelta del Campionato Italiano?

“Innanzitutto per la storia ed il percorso di mio fratello, poi per il supporto di Free Rally Service che da anni segue mio fratello. Inoltre credo che il campionato sia selettivo e molto formativo”.

Cosa ti ha spiegato tuo Marquito sul Campionato Italiano?

“Che è molto buono. Che gli stranieri vengono accolti benissimo e che per imparare è l’ideale”.

Tra le tappe del CIRT ci sarà anche il Rally Italia Sardegna, dove potremmo vedere Bulacia vs Bulacia… Emozionato?

“Hahahh… speriamo di batterlo!”.

Rally 2021: tra incertezze e tante parole di fiducia

Rinviato a data da destinarsi. Un vero incubo e non tanto per gli equipaggi, che potrebbero dover fare a meno della gara scelta, ma che potranno comunque sceglierne un’altra o aspettare nella speranza che il rally rinviato a DDD possa essere recuperato, bensì per gli organizzatori, senza i quali non ci sarebbero i rally e non ci sarebbe la federazione.

Per organizzare un rally c’è bisogno di un capitale consistente. Rally da 150 chilometri hanno costi organizzativi che si aggirano, mediamente, tra i 120.000 e i 150.000 euro. Una gara di Coppa Italia di degna lunghezza (da 80 e più chilometri può arrivare anche a 90.000 euro, seppure in genere si attesta intorno agli 80.000). Queste cifre sono quelle degli organizzatori seri e non quelle di chi dopo anni ancora deve pagare il lavoro svolto dagli ufficiali di gara.

Il punto qual è? Fino all’era pre-coronavirus l’organizzatore di un rally si esponeva al rischio di saltare gambe all’aria se non aveva un certo numero di iscritti, adesso invece si espone al rischio della bancarotta ed è nelle mani di sindaci e prefetti. E visto che la stagione sta per ripartire, anzi sarebbe già iniziata se non ci fosse stato l’annullamento del Val Merula e il rinvio del Prealpi Master Show, vale la pena fare chiarezza (in questa sede) sulla realtà dei fatti e non su quella che intrinsecamente ed estrinsecamente ci viene sventolata a colpi di comunicati stampa federali. E non perché questi ultimi non rispecchino la verità, bensì perché propongono solo una verità di parte, che può riservare pessime sorprese.

Perché lo scriviamo? Perché non possiamo venire meno ad un rapporto di trasparenza con i nostri lettori. E perché è stata appena chiusa un’inchiesta giornalistica che sarà pubblicata sul prossimo numero in edicola il 5 febbraio 2021 su RS e oltre. In questa inchiesta abbiamo prima raccolto le paure (giuste e motivate) degli organizzatori, che si rifanno a quello che hanno vissuto lo scorso anno e che nel 2021 dovranno anche vedersela con i colori che questo Governo periodicamente proporrà nelle varie regioni.

Dopo aver parlato con diversi organizzatori (nelle nostre inchieste, condotte nella massima autonomia giornalistica, non pubblichiamo tutte le “chiacchierate” che facciamo con i diretti interessati, bensì solo le più concrete) abbiamo contatto la federazione nella persona del suo presidente della Commissione Rally, Daniele Settimo, che in questo caso è il massimo rappresentate politico dei rally italiani. Colui che si prende oneri ed onori.

L’inchiesta, come detto uscirà tra pochi giorni in edicola, ma una frase del presidente Daniele Settimo, dopo 24 ore dalla nostra intervista, l’abbiamo ritrovata su un comunicato stampa Aci Sport. Dunque, a prova di smentita. Il comunicato Aci Sport è molto lungo e scritto come al solito con in punta di burocratichese, ma una frase in particolare ci è balzata agli occhi perché si distacca da quanto contenuto dalla nota in questione (che potete leggere integralmente qui) e traccia in modo inequivocabile e preoccupante la stagione sportiva che ci aspetta. Non a tutti, ovviamente.

Al di là dei giusti proclami di “potere” che Aci (non Aci Sport) reclama e puntualizza quasi sempre – come ad esempio: “ACI è la Federazione Sportiva Nazionale, titolare sul territorio nazionale del potere sportivo automobilistico che gli proviene dalla FIA, è riconosciuta dal CONI per lo Sport automobilistico ai sensi dell’art. 2, comma 5 del decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 15 e svolge l’attività di Federazione Sportiva secondo la disciplina prevista dal proprio ordinamento (d.p.r. 8 settembre 1950, n. 881 e successive modificazioni)” – quello che fa davvero testo è la seguente frase:

”È possibile il regolare svolgimento dell’attività sportiva automobilistica, attraverso l’organizzazione e la partecipazione alle gare iscritte nel calendario allegato che abbiano ottenuto le necessarie autorizzazioni delle Autorità Locali”.

Avete capito benissimo, come sempre, le gare dovranno ottenere i preventivi permessi e, quindi, la preventiva autorizzazione a svolgersi in un dato territorio. Chi concede queste autorizzazioni allo svolgimento? Le autorità locali: Comuni, Province e Prefetture. Il nocciolo della questione è qui. Il sindaco di un qualunque centro abitato o il prefetto di un determinato capoluogo di provincia possono negare i permessi, o possono ritirarli dopo averli concessi. È da sempre così. Ma in un momento in cui le paure dilagano a macchia d’olio, molti sindaci e altrettanti prefetti hanno dimostrato di mettere in atto una regola di potere assoluto.

Qual è questa regola di potere assoluto? È presto spiegato: Aci sarà anche la federazione sportiva e detterà pure le leggi in gara da quando la competizione parte a quando la stessa termina, ma in questo caso Comuni, Province e Prefetture hanno un potere decisamente superiore (che glielo conferisce la Carta Costituzionale), quello esecutivo e legislativo sul territorio di pertinenza.

Quindi, potranno bloccare l’evento in qualunque momento e in totale autonomia, senza rispondere dei danni che arrecheranno ad un organizzatore, perché c’è il rischio Covid-19. Una triste realtà, ma anche una comoda scusa per chi non vuole assumersi responsabilità.

Le stesse cose, ma senza il problema aggiuntivo dei colori, le avevamo scritte l’anno scorso ed eravamo stati travolti da una sterile polemica finalizzata a farci rimettere il “coperchio sulla pentola” appena scoperchiata: il fallimento politico di non avere peso sull’attuale Governo che, adottando uno studio del Politecnico di Torino, ha inserito i rally tra gli sport di contatto. Le contestazioni ce le avevano mosse in tanti, tra cui anche Moreno Voltan, Simona D’Angelo, Mauro Rotunno e tanti altri, che però al di là delle “polemiche social” si sono visti non concedere i permessi e hanno dovuto annullare le loro gare.

Combinazione, poco prima che iniziasse lo stillicidio di rally e ronde che non fanno parte di “campionati di vertice” (così è scritto nel DPCM e così è stato successivamente chiarito dal presidente Conte), era stato emanato un comunicato Aci Sport dello stesso tenore di quello redatto il 22 gennaio scorso.

Speriamo solo che nel 2021 porti maggiore fortuna rispetto al 2020. Quali sono i Campionati di vertice? I Campionati Italiani fino alla Coppa Rally di Zona. Ce lo hanno confermato due avvocati che lavorano con le pubbliche amministrazioni e l’esperienza vissuta. E il tutto nonostante i rally non siano uno sport di contatto.

Aci Sport scrive che “Il 22 gennaio scorso, mentre DPCM 3 dicembre 2020, contenente le nuove misure per il contenimento dell’epidemia di COVID-19, riporta all’art. 1 comma 10 lettera e): “Sono consentiti gli eventi e le competizioni – riconosciuti di interesse nazionale con provvedimento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e del Comitato Italiano Paralimpico – riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali”. Con il DPCM 14 gennaio 2021 è stata prorogata l’efficacia delle norme al 30 aprile 2021”.

Tenete bene in mente questa frase: “Con provvedimento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e del Comitato Italiano Paralimpico”. Prima i rally venivano autocertificati dalla federazione sportiva al Ministero competente, mentre invece ora devono essere avallate da un provvedimento del CONI. Cosa significa? Che devono essere certificate dal CONI. Ed è così da dicembre 2020. Da quando sono stati annullati gli eventi in programma. da quando sono nate le zone color pastello in Italia.

La verità è semplicemente questa. Per dirla con parole burocratiche: “La Federazione Aci gestisce l’attività sportiva automobilistica attraverso la formazione di un Calendario Nazionale annuale in cui vengono inserite tutte le gare che si svolgono sotto l’egida federale. La Federazione ACI ha inviato al CONI l’elenco delle gare attualmente iscritte nel Calendario Nazionale che si svolgono nel periodo dal 1° Gennaio al 30 Aprile 2021. Ogni gara iscritta nel calendario federale viene considerata d’interesse nazionale (comprese quelle fino ad ora annullate e rinviate a DDD, ndr) così come ogni conduttore in possesso della Licenza sportiva rilasciata dalla Federazione viene riconosciuto come atleta di interesse nazionale (non professionista, ndr); lo stesso vale per gli Ufficiali di Gara che, ai sensi dell’art.199 e seguenti del Regolamento Sportivo Nazionale, ne garantiscono lo svolgimento”.

Però, se un sindaco vuole, la gara in questione non si farà. E basta. A meno che Aci Sport non voglia spostare la location delle gare in un circuito, magari sul tetto di via Marsala a Roma. Perché, in effetti, se è vero che ognuno comanda a casa propria, è vero che il potere Aci non fuoriesce dalle stanze federali. Non in questo caso. Non per i rally (si pensi al Codice della Strada che da decenni ormai viene toccato solo per aumentare le sanzioni da comminare per le infrazioni, anche se Aci ha un proprio rappresentate all’interno del Ministero dei Trasporti). Se così non fosse, perché i rally sono ancora, dopo mesi, considerati sport di contatto pur non prevedendo il contatto fisico?

L’Inno boliviano commuove Marquito Bulacia al Tuscan Rewind

Marco Bulacia continua a scrivere la storia dell’automobilismo boliviano, diventando campione 2020 del Campionato Italiano Rally Terra. Nonostante le battute d’arresto dovute all’interruzione delle gare per sei mesi, il pilota boliviano di Meteco Corse è stato autore, in ogni gara, di ottime prestazioni nella stagione. Ora è atteso al Rally di Monza, nell’ultima gara del Campionato del Mondo Rally, dove può diventare campione del mondo nella categoria WRC3.

Gli organizzatori toscani hanno elogiato Marquito Bulacia, che onestamente tra i piloti in gara era il più “gettonato” per interviste e firmare autografi. In tutti i sensi, Bulacia è il pilota straniero che ha sorpreso tutti gli italiani, favoriti compresi. Un’altra curiosità: Bulacia è salito due volte sul podio in Toscana, quindi, per protocollo, ha ascoltato due volte l’inno boliviano.

“Ho quasi pianto quando ho sentito l’inno nazionale sul podio – afferma Marquito -. Si vedono ora i grandi risultati del lavoro che stiamo facendo da un anno con la mia squadra. Comunque, in Toscana abbiamo festeggiato, ma domani iniziamo a preparare il rally mondiale di Monza, che è il nostro obiettivo finale per diventare campioni del mondo”.

Il giovane pilota di Santa Cruz ha riferito che essere essere tornato in Bolivia per poter stare con la sua famiglia e con i suoi amici ha influenzato molto la sua prestazione in Italia. E si è visto. “Era importante andare a casa e vedere la famiglia e gli amici. In tutto questo tempo ho pensato agli errori da correggere e credo di essere riuscito a migliorare. L’ho notato nel test che ho fatto quando sono tornato perché ho capito che il mio stile di guida era diverso. Avevo bisogno di staccare”.

Winners Rally Team tricolore con Davide Porta e Andrea Segir

Per il terzo anno consecutivo Winners Rally Team mette in bacheca un titolo ufficiale: il quarto, anzi il quarto e il quinto. Dopo le vittorie iridate di Enrico Brazzoli (2018 e 2019) il titolo tricolore con Patrizia Perosino lo scorso anno, arriva il doppio titolo italiano R1 con il “millenial” Davide Porta che al Tuscan Rewind conquista il Campionato Italiano Rally Classe R1, dopo aver già fatto suo il Campionato Italiano Rally Classe R1 Under 25 al Rally Due Valli.

“Il nostro motto è corriamo per passione. E ora possiamo aggiungere crediamo nei giovani e lo abbiamo dimostrato” afferma Carlo Valinotti, pilota e amministratore delegato di Winners Rally Team. “Abbiamo creduto nel potenziale e nel talento di Davide Porta fin dall’inizio e siamo felici che le nostre intuizioni siano state confermate dai risultati in gara”.

Alla sua prima stagione nei rally “su strada” (in precedenza aveva disputato solo quattro rally in circuito) il pilota di Settimo Torinese, nato l’8 settembre 2001, ha dimostrato di avere ottime doti velocistiche, nervi saldi e soprattutto ben chiaro l’obiettivo da raggiungere: la vittoria nel campionato R1 del CIR.

“Quando abbiamo pianificato la stagione, mi sono posto l’obiettivo di vincere questo campionato. Se non ti prefiggi obiettivi ambiziosi non vai da nessuna parte. Anche se sapevo che sarebbe stato difficile e con avversari forti. Questo dà maggior valore al successo” commenta il baby portacolori di Winners Rally Team che nel corso della stagione ha disputato sei gare, tre con la Fiesta R1 T19 e altrettante con la nuova Clio RSR Rally 5; collezionando un solo ritiro per guasto meccanico al Ciocco, salendo regolarmente sul podio di categoria nelle altre gare.

“Il Tuscan Rewind è stata una gara difficile e impegnativa. Inoltre era la prima esperienza sulla terra. Ero però ottimista, perché fin dallo Shake Down i tempi erano incoraggianti e sentivo di avere bene in mano la Clio. Alla partenza della gara Andrea Segir, il mio navigatore, mi ha detto: “Pensiamo al campionato. Siamo al comando. Sono gli altri che devono attaccare. Non montiamoci la testa e corriamo con intelligenza”.

Davide Porta e Andrea Segir hanno vissuto il rally toscano marcando stretto per tutta la gara gli avversari, il principale dei quali Simone Goldoni. Senza perdere il sangue freddo quando il valdostano inizia una rimonta che lo ha portato a risalire nelle posizioni di vertice di categoria.

“Ho guidato sempre senza commettere errori badando a ottenere il miglior risultato possibile senza incorrere in errori” racconta il diciannovenne torinese, che immediatamente dopo sottolinea: “Però mi sono anche divertito. Nei tre passaggi sulla prova denominata La Sesta ho spinto a fondo, perché è una prova velocissima con dei dossi che hanno proiettato la Clio verso il cielo”. E infatti i tempi registrati da Porta-Segir in questo tratto cronometrato confermano l’empatia dei portacolori Winners Rally Team che su questi sette chilometri ottengono le loro migliori prestazioni, segnando addirittura il miglior tempo di categoria nell’ultimo passaggio.

“Questa è stata una stagione impegnativa con alcuni momenti difficili come il ritiro al Ciocco, o il Rally Due Valli, disputato in condizioni proibitive su prove sporche, sotto la pioggia, immerse nella nebbia che impediva di capire dove fosse il punto di staccata. Però mi sono divertito anche alla gara veronese. Credo che la prova speciale Cà del Diaolo sia la più bella su cui ho corso nella stagione. Velocissima, con i suoi tornanti in discesa dove dare spettacolo. Della stagione non mi è piaciuto correre a porte chiuse. Non avere amici e tifosi che ti incoraggiano in prova speciale, non condividereal traguardo i risultati positivi con le persone che ti sono vicine è frustrante. Ma è già stato positivo riuscire a correre”.

Ora per Davide Porta si apre un periodo di riposo e di preparazione della prossima stagione. “Ovviamente non abbiamo ancora pensato a nulla. Attendiamo di vedere come saranno i campionati del prossimo anno. Ora mi godo questo successo che dedico a mio padre Paolo, a Winners Rally Team e agli sponsor che mi sono stati vicini e mi hanno aiutato in questa stagione vittoriosa”.

Per il giovane tifoso di Sébastien Loeb la strada verso i vertici del rallismo è appena iniziata. Ma, come dice il proverbio, “chi ben comincia è a metà dell’opera”.

Marquito Bulacia (CIRT) e Andrea Crugnola (CIR) campioni italiani 2020

E passa di nuovo lo straniero. Festa grande in casa Meteco Corse a Collegno per l’ennesimo successo – colto a man bassa – del giovane portacolori della scuderia piemontese Marquito Bulacia. Il driver boliviano, intervistato in esclusiva sul numero di novembre di RS e oltre in edicola, e il suo copilota Marcelo Der Ohannesian, con la Skoda Fabia R5 della Free Rally Team si sono aggiudicati perentoriamente la classifica assoluta del Rally Tuscan Rewind e hanno incassato con pieno merito il titolo del Campionato Italiano Rally Terra, serie nazionale che ancora una volta viene vinta da un pilota straniero e anche giovane, o giovanissimo come in questo 2020.

I secondi assoluti nella gara toscana, Andrea Crugnola e Pietro Ometto, invece, incassano il titolo 2020 del più importante Campionato Italiano al volante della Citroen C3 R5. Titolo che era in ballo tra il driver lombardo di FPF Sport e il campione veneto di Loran. Anche nel 2020, anno sciagurato, è il Tuscan Rewind a decidere le sorti della massima serie tricolore, andata in scena per certo merito di Aci Sport, ma che ha bisogno di essere riportata ai fasti di un vero Campionato Italiano in grado di fare da trampolino di lancio nel Mondiale Rally per un vivaio di giovani che, al contrario, rischiano di miscelarsi a tanti “giovani vecchi” senza più chance iridate.

Tra i titoli tricolore, assegnato anche quello di Paolo Andreucci e Anna Andreussi, su Peugeot 208 Rally4, nella serie riservata alle vetture a 2 Ruote Motrici, un altro dei tantissimi (forse troppi?) campionati ideati dalla federazione che vivono all’ombra del CIR.

Andrea Crugnola sulla PS2 del Tuscan Rewind 2020
Andrea Crugnola sulla PS2 del Tuscan Rewind 2020

Ma raccontiamola tutta questa gara stupenda. Erano in palio ben tre scudetti, alla viglia della gara, quello del Campionato Italiano, quello riferito al “terra” ed anche quello del Cross Country, per una sfida dunque di alto profilo. Il successo assoluto della gara è andato nelle mani del 20enne boliviano Marco Bulacia, in coppia con l’argentino Marcelo Der Ohannesian, su una Skoda Fabia R5. Dopo aver vinto a San Marino in luglio e dopo anche essere al comando del mondiale WRC-3 ad una prova dal termine, il giovane sudamericano ha dunque confermato il proprio valore, peraltro già conosciuto in Italia in quanto nel 2017 aveva già corso nel Campionato su terra.

Un rally ricco di spunti tecnici di spessore ed anche di colpi di scena, quella corsa oggi ed organizzata da EventStyle, partita sotto il segno appunto di Bulacia, andato al comando dalla prima prova, per poi subire l’iniziativa del varesino Andrea Crugnola (navigato da Pietro Ometto su Citroen C3 R5) sulla seconda, quindi passando lui in testa, per rimanersi sino alla settima “chrono”. L’ultimo loop di prove ha rimesso tutto in discussione, Bulacia ha attaccato di nuovo per quanto Crugnola, visto che aveva in mano il titolo italiano essendo davanti al diretto rivale Giandomenico Basso (con il senese Lorenzo Granai alle note su una VolksWagen Polo R5) mai entrato in sintonia con vettura e percorso, non poteva più impensierirlo, ha guardato bene a non prendere rischi eccessivi.

La fase centrale della gara ha visto il ritiro del romagnolo Simone Campedelli (Volkswagen Polo), uscito di strada dopo quattro prove quando era buon terzo assoluto (ed in lotta serrata per il “terra”) e per Bulacia la strada per il successo è stata spianata.

Sotto la bandiera a scacchi, dunque, Bulacia ha festeggiato vittoria in gara e nel campionato terra, alle sue spalle Crugnola ha masticato amaro per la vittoria mancata in gara ma ha gioito comunque per il secondo gradino del podio ma soprattutto per il suo primo titolo tricolore, mentre terzo ha terminato il giovane vicentino “figlio d’arte” Alberto Battistolli, affiancato da Simone Scattolin su una Skoda Fabia R5. Il giovane, che fa parte del programma federale Aci Team Italia ha costruito una prestazione di livello, in progressione, presentandosi sempre più in alto come riscontri cronometrici man mano che la gara andava esaurendosi.

Battistolli ha conquistato il “bronzo” in gara in coincidenza dell’ultima fatica cronometrata, rilevando la posizione da Giandomenico Basso, che non è dunque riuscito a bissare l’alloro del 2019, conquistato proprio in terra di Siena. Per il trevigiano di Cavaso del Tomba, dopo una gara mai parsa incisiva è arrivata poi la doccia fredda del dover alzare bandiera bianca a causa della rottura di una ruota.

Quarta posizione finale con ampio merito dal francese Jean Baptiste Franceschi, con una Fabia R5 anche lui. Torna via dagli sterrati senesi con un poco di delusione, il driver transalpino, partito con la quinta posizione ma poi andato a scalare la classifica sino al terzo, prima di arretrare causa una foratura durante la settima prova. Ciò non ha tolto comunque valore alla prestazione globale da lui offerta alla sua prima esperienza sterrata italiana.

Top five completata dal veneto Giacomo Costenaro, con Bardini alle note sull’ennesima Skoda Fabia al via. Per lo una stagione chiusa al meglio possibile conferma dell’essere stati uno degli equipaggi più in forma della stagione sterrata nazionale.

Si sono sprecate, le prestazioni altisonanti, al “Tuscan”, complici le tre prove “da mondiale” proposte. Una di esse è quella del pluricampione mondiale di motocross Tony Cairoli, già ottavo assoluto nel 2019, quest’anno finito ben due gradini più avanti, al sesto posto, ovviamente per la prima volta al volante della Hyundai i20 R5 ufficiale di BRC, con al fianco Anna Tomasi. Per lui, da subito riscontri cronometrici di alto profilo, anche da podio, conferma dell’elevato feeling del pilota ufficiale KTM con i rallies.

Prestazione maiuscola anche per il giovane bergamasco Enrico Oldrati, questa volta pure lui con la Skoda Fabia R5, con la quale era al debutto. Un debutto luminoso, con la vettura “Regina” dei rallies italiani, concluso con soddisfazione al settimo posto.

All’appello dalle posizioni di vertice il finlandese Emil Lindholm (ottavo assoluto), già visto in forma ad agosto al “Valtiberina” ed atteso, con la sua Skoda Fabia ad influire “pericolosamente” sull’esito del tricolore mentre invece anche lui non ha trovato feeling con le “piesse” senesi, venendo pure lui rallentato da una foratura sulla settima prova. L’altro veneto Marco Signor (navigato da Pezzoli su una Polo R5) ha onorato sino all’ultimo la sua stagione di ritorno nel Campionato Italiano firmando la nona posizione, dopo che non metteva le ruote sullo sterrato dal 2012. La top ten è stata poi chiusa dal quattro volte vincitore della gara Alessandro Taddei, con Gaspari (Hyundai i 20 R5), anche in questo caso con una prestazione in progressione.

Performance di livello anche da parte dell’inossidabile Paolo Andreucci, con Anna Andreussi al fianco. Sulla nuova Peugeot 204 Rally4 ha di nuovo dominato tra le “due ruote motrici”, aggiudicandosi pure il relativo Campionato tricolore, ma soprattutto dando una nuova lezione di guida, firmando la quindicesima posizione assoluta.

Nel CIR Junior erano al via tutti coloro che hanno animato la stagione: Andrea Mazzocchi, Mattia Vita, Emanuele Rosso, Giorgio Cogni, Michele Bormolini e Riccardo Pederzani, tutti con le Ford Fiesta. Vittoria e titolo per Mazzocchi, affiancato da Silvia Gallotti.

Il finale stagionale ha invece detto male per il siciliano Profeta e per l’umbro Fanari, entrambi con una Skoda Fabia R5 ed entrambi fermati da un incidente, il primo sulla seconda prova, l’altro due impegni dopo. Nel monomarca Peugeot 208 top vittoria in gara e di stagione per il toscano Christopher Lucchesi, con una 208 R2, primo anche nella “under” tra le due ruote motrici.

Oltre al titolo del Campionato Italiano Rally, il Tuscan Rewind è andato ad assegnare anche quello per il Cross Country, altra sfida avvincente e ricca di spunti tecnici e sportivi. Vittoria in gara per Ventura-Briani con un “side by side” Yamaha che però non concorre per l’aggiudicazione del titolo, mentre Codecà-Toffoli con la Suzuki Gran Vitara si sono incamerati lo scudetto in scioltezza, dopo il repentino ritiro del rivale Mengozzi per incidente.

CIR 2021: chi scende e chi sale sulla ”torre”

La Giunta Sportiva ACI del 3 novembre ha deliberato le titolazioni delle varie serie dell’automobilismo sportivo nazionale tra queste il settore rally. Le titolazioni complete delle varie disciplini sono disponibili sul sito della Federazioni acisport.it al seguente link.

CAMPIONATO ITALIANO RALLY 2021

Queste le gare indicate per il Campionato Italiano Rally. Saranno otto le gare che comporranno il Campionato Italiano Rally, con la possibilità di effettuare un solo scarto. Confermate Ciocco, Sanremo, Targa Florio e Roma. Rientrerà il Rally 1000 Miglia mentre cambieranno i due appuntamenti su fondo sterrato per la prossima stagione. Saranno infatti il Rally San Marino e Liburna Terra, entrambi con coefficiente 1.5, a completare un’altra intensa stagione per la massima serie tricolore rally. Tra le validità tricolore sono confermati sei round su asfalto, che andranno a comporre il Campionato Italiano Rally Asfalto, mentre per quanto riguarda la prossima annata del Campionato Italiano Rally Junior confermati sei gare tre su asfalto – Sanremo, 1000 Miglia e Roma – e tre su terra ovvero San Marino, Liburna e la 1^Tappa del Rally Italia Sardegna.

Le titolazioni rally 2021 saranno subordinate all’accettazione da parte dell’organizzatore della data assegnata dalla Commissione Rally e dal Promotore.

LE GARE DEL CIR

44° RALLY IL CIOCCO E VALLE DEL SERCHIO
68° RALLY SANREMO – CIR JUNIOR
105^ TARGA FLORIO
49° RALLY SAN MARINO | 1,5 coeff. – CIRT e CIR JUNIOR
9° RALLY DI ROMA CAPITALE | 1,5 coeff. – CIR JUNIOR
44° RALLY 1000 MIGLIA – CIR JUNIOR
39° RALLY DUE VALLI
12^ LIBURNA TERRA | 1,5 coeff. – CIRT e CIR JUNIOR

CAMPIONATO ITALIANO RALLY TERRA 2021

La serie tricolore su fondo sterrato proporrà nuovamente un calendario su 6 gare totali con cinque risultati utili. Due le trasferte in Sardegna con il Ralli dei Nuraghi e del Vermentino e la prima tappa del RIS, quest’ultimo con coefficiente maggiorato e valido per il tricolore Rally Junior. Confermati anche i rally dell’Adriatico, San Marino, Liburna Terra (anche questo valido per il CIR Junior) e Tuscan Rewind, validità con riserva in relazione all’esito della gara. Viene indicata come gara di riserva il 15° Rally Città di Arezzo-Crete Senesi e Valtiberina.

LE GARE DEL CIRT

18° RALLY DEI NURAGHI E DEL VERMENTINO
28° RALLY ADRIATICO
RALLY ITALIA-SARDEGNA-1^TAPPA – CIR JUNIOR
49° RALLY DI SAN MARINO – CIR JUNIOR
12° TUSCAN REWIND
12^ LIBURNA TERRA – CIR JUNIOR
15° RALLY CITTA’ AREZZO CRETE SENESI VALTIBERINA | RISERVA

CAMPIONATO ITALIANO WRC 2021

Tutto confermato per le validità per il prossimo CIWRC con l’eccezione di una gara in più rispetto alle passate edizioni e il coefficiente di 1,75 per l’ultima gara in calendario. 6 il massimo delle partecipazioni e 5 i risultati utili. A comporre il #CIWRC saranno il Rallye Elba e il Rally di Alba, entrambi con coefficienti 1,25; il “Salento” con coefficiente 1,75, la Marca Trevigiana e il Friuli Venezia Giulia senza coefficiente e il Rallye San Martino di Castrozza e Primiero, con coefficiente di 1,25. La gara in più sarà il 40°Rally Trofeo ACI Como la cui validità dipenderà dall’esito ispettivo al termine dell’edizione 2020. Per la prossima stagione la Finale Nazionale ACI Sport Rally Cup Italia scelta sarà 41° Rally Città di Modena

LE GARE DEL CIWRC

54° RALLY ELBA | 1,25 coeff.
53° RALLY DEL SALENTO | 1,75 coeff.
15° RALLY DI ALBA | 1,25 coeff.
36° RALLY DELLA MARCA
56º RALLY DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
41° RALLY SAN MARTINO DI CASTROZZA | 1,25 coeff.
40° RALLY TROFEO ACI COMO | Subordinato all’esito della gara 2020

CIRT: all’Adriatico sfortunato Bulacia, vince Andreucci

Una gara incertissima, un duello sul filo dei secondi iniziato nel primo tratto cronometrato e conclusosi solamente in vista della fine. Il Rally Adriatico, valido come terza prova del Campionato Italiano Rally Terra, ha vissuto tutto nella sfida tra la Citroen C3 R5 di Paolo Andreucci, nuovamente in tandem con Francesco Pinelli, e la Volkswagen Polo R5 di Simone Campedelli, per la prima volta al suo fianco dall’esperto navigatore toscano Sauro Farnocchia.

Teatro del rally i veloci sterrati marchigiani resi quest’anno ancora più insidiosi dalla pioggia copiosa abbattutasi sul percorso per due terzi della corsa. Alla fine a primeggiare è stato il pluricampione tricolore Paolo Andreucci che ha portato il suo attacco decisivo nelle due ultime prove della gara dove è riuscito a togliersi di scia Campedelli. Il vincitore ha preceduto alla fine il rivale di 17”2. Con questo successo il campione toscano rafforza la sua leadership nel tricolore riservato agli specialisti dei fondi sterrati.

Nella prima parte del rally, per la verità, il grande e indiscusso protagonista per la lotta al vertice era stato il pilotino della Meteco Corse, Marquito Bulacia, in gara con Marcel Der Ohannesian, su una Skoda Fabia Evo. Il giovane boliviano era riuscito a mettersi tutti alle sue spalle, compreso Ucci. Poi, la sfortuna si è manifestata sotto forma di foratura nella terza prova speciale e questo ha dato via libera alla danza vittoriosa di Paolo Andreucci e all’inseguimento di Simone Campedelli, con Bulacia che ha dovuto correre per recuperare il tempo perso.

Alla fine il ragazzino boliviano su cui ha scommesso Luciano Chiaramello, team manager di una delle più importanti e longeve scuderie piemontesi, ha concluso la gara in quinta posizione. Il ventenne pilota sudamericano ha comunque festeggiato, nel giorno del suo compleanno, il successo nella classifica della Quinta Zona della Coppa Rally di Zona.

La sfortuna si è accanita contro il "nostro pilotino Marquito Bulacia
La sfortuna si è accanita contro il “nostro pilotino Marquito Bulacia

Il gradino più basso del podio è andato invece a Giacomo Costenaro, in coppia con Justin Bardini, che si è dimostrato in netta crescita rispetto all’ultima prova della serie conquistando una posizione assolutamente meritata e il successo di gara tra i piloti partecipanti alla quinta zona della Coppa Rally di Zona. In quarta posizione hanno terminato Nicolò Marchioro e Marco Marchetti, Skoda Fabia. Anche per loro una bella gara portata a termine su un terremo praticamente impraticabile che ha conquistato la prima posizione tra i partecipanti alla serie Race Day La corsa marchigiana era infatti valida anche come prima prova dell’edizione numero tredici della serie.

A chiudere la top ten si sono quindi classificati sesti Andrea Dalmazzini con Alessandra Avanzi Ford Fiesta MKII R5, settimi Francesco Fanari e David Castiglioni, Skoda Fabia R5, secondi nella classifica della serie Race Day, mentre all’ottavo posto ha chiuso l’altro Marchioro, Christian, in coppia con Silvia dall’Olmo piazzatosi terzo nella gara Race Day. Noni assoluti a Cingoli si piazzano i sardi Giuseppe Dettori e Carlo Pisano con l’ennesima Skoda Fabia R5. Chiude con il decimo posto in gara il biellese Massimiliano Tonso con Massimo Bizzocchi con la VW Polo R5.

Tra i ritirati di rilievo quello di Daniele Ceccoli, in coppia con Piercarlo Capolongo, Hyundai i20, usciti rovinosamente di strada con un capottamento. Vettura distrutta e qualche problema ad una spalla per il bravo navigatore torinese. Ritiri sul finale per un problema meccanico anche per i francesi Nicolas Ciamin, in coppia con Yannick Roche, Citroen C3 R5 quando erano sesti assoluti a Cingoli per allenamento in vista del Mondiale Rally.

Il Gruppo N parla sloveno

Tra i confronti annunciati per quanto riguarda le altre classi nel Gruppo N la vittoria va allo sloveno Darko Peljhan con Matei Car su Mitsubishi Lancer Evo IX, davanti al romano Emanuele Silvestri ed a Riccardo Rigo, anche loro con la berlina giapponese. L’Adriatico-Marche ha fatto sorridere anche Mattia Codato su la Citroen Ds3 N5 dopo due round sfortunati in questo CIRT 2020.

Grande Trevisani tra le 2RM

Grande soddisfazione tra le vetture di classe R2 dove ha chiuso al comando della classifica riservata tra le piccole vetture a due ruote motrici il bresciano Jacopo Trevisani, che è riuscito a bissare la vittoria nell’ultima di campionato con la sua Peugeot 208 terminando davanti alla Ford Fiesta di Enrico Oldrati e Jean Philippe Quilichini su altra 208.

Marquito Bulacia al via del Rally Adriatico accende la sfida

Al via del Rally dell’Adriatico, prova di Campionato Italiano Rally Terra e del Challenge Raceday Ronde Terra, ci sarà anche il giovanissimo pilota sudamericano su cui Meteco Corse ha scommesso per il 2020. Il simpaticissimo Marquito Bulacia transiterà sulla pedana di partenza con la potente Skoda Fabia R5 della Free Rally Team, con cui ha già dimostrato di essere davvero veloce e competitivo, e con gli adesivi di RS e oltre.

La squadra di Marquito Bulacia sta ultimando la preparazione dell’auto con cui, senza false modestie, si punta a giocarsela fino in fondo per un posto importante e… perché no? Giocarsela fino in fondo anche per un titolo che non sembra poi così irraggiungibile. La certezza è che se il CIRT 2019 ha parlato francese – quest’anno Consanni ha deciso di non correre più in Italia – nel 2020 si corre il rischio di aver un CIRT che parli spagnolo. Con influenze lombardo-piemontesi.

A conferma ulteriore, se servisse, di quanto i giovani italiani vadano d’accordo con i rally su terra…

Fase 3: rally a porte aperte, ma per mille persone a PS

È una delle scelte più logiche e razionali legate allo stato di emergenza epidemiologica, almeno all’apparenza. L’ha compiuta il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, aprendo parzialmente al pubblico negli eventi sportivi che si disputano all’aperto, compresi i rally, il rallycross, le cronoscalate, gli slalom, eccetera… Quantomeno per mettere fine ad una situazione imbarazzante e al limite dell’ipocrisia, l’automobilismo esce dalla Fase 2 a porte chiuse, anche se ufficialmente molti organizzatori hanno già dovuto rinunciare al pubblico, come ad esempio quelli del Rally Italia Sardegna, nonostante i rally si svolgano a porte aperte perché su strade pubbliche. Si può andare a vedere i rally da spettatori, senza dover cercare funghi. È ufficiale.

La riapertura agli spettatori è parziale e questo implica il rispetto di alcune regole, tra cui un massimo di mille persone a prova speciale. Apprezzabile, comunque, aver messo un limite ragionevole. Si spera anche sia solo un primo passo verso una riapertura generalizzata e totale, ma si teme che in realtà questa Fase 3 avrà una lunga durata. “Tutte le competizioni sportive che si terranno all’aperto e che rispetteranno scrupolosamente le regole previste in merito al distanziamento, mascherine e prenotazione di eventuali posti a sedere potranno avere pubblico”. L’ha messa giù così il ministro dello Sport. Con molta semplicità, anche perché sa che ogni specialità sportiva ha esigenze differenti.

“Nelle prossime ore verrà ufficializzata la decisione – le parole del ministro nell’annunciare l’apertura contingentata al pubblico negli eventi sportivi outdoor -, ma desidero sin da subito ringraziare il ministro Speranza per la collaborazione e il Comitato Tecnico scientifico per aver tempestivamente programmato l’audizione che ho richiesto. Dal confronto con i rappresentanti dei miei uffici, sono emerse le condizioni per un ulteriore approfondimento delle questioni riguardanti il mondo sportivo e per la condivisione del nostro punto di vista in merito all’esigenza di non differenziare tra eventi culturali ed eventi sportivi”.

“Auspico il più rapido compimento di tutte le azioni necessarie per rendere immediatamente applicabile quanto deciso”, ha concluso Spadafora. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, rispondendo a chi gli chiede della decisione del Governo di riaprire anche gli impianti sportivi al pubblico, seppur solo per mille persone, afferma: “Serve tempo, mi sembra che lo abbiamo sempre sostenuto. Ci si augura che ci siano segnali positivi il prima possibile. Poi le dinamiche organizzative spettano a chi ha la responsabilità”.

Non resta che attendere le comunicazioni di Aci Sport per conoscere bene i termini di queste nuove disposizioni, sperando che il tutto possa essere condensato in poche pagine come riescono a fare in Francia e non in più di ottanta pagine come per il piano attualmente in vigore…

Caso Paolo Andreucci: scoperta la causa

A inizio settimana a San Marino si è aperto il garage in cui era custodita la Citroen C3 R5 del team PRT dopo la squalifica al termine del Rally di San Marino che se confermata priverebbe Paolo Andreucci del terzo posto finale e quindi del primato in classifica generale.

Come noto la vettura non si era spenta “tappando” l’accesso dell’aria al motore attraverso la flangia da 32 mm, verificata come regolare. Il team aveva da subito ipotizzato che il mancato spegnimento fosse dovuto all’ingresso accidentale di aria da un altro punto dell’aspirazione. E a quanto ci risulta la cosa è stata confermata.

L’origine sarebbe una guarnizione del turbo che si è staccata (e pare addirittura ritrovata sulla slitta motore): ciò avrebbe permesso l’ingresso di un minimo di aria, ininfluente sulle prestazioni ma tale da consentire al motore di restare in moto. Ripristinata la guarnizione, la vettura si sarebbe regolarmente spenta.

Visto le nuove normative FIA, che differenziano i provvedimenti secondo tre fasce di gravità, a questo punto è ipotizzabile la revoca della massima punizione. Decisione prima di fine mese in tempo perché prima dell’Adriatico, prossimo appuntamento del CIRT, tutto sia chiarito.

Classifiche CIRT a confronto

Senza squalifica Andreucci

1. Andreucci 25 punti, 2. Campedelli 24, 3. Ceccoli 16, 4. Costenaro e Bulacia 15.

Con la squalifica Andreucci

1. Campedelli 24 punti, 2. Ceccoli 18, 3. Costenaro 16, 4. Andreucci e Bulacia 15.

Perché Andreucci è stato (per ora) escluso dal San Marino

Non bastasse una gara finita ex-aequo e decisa a favore dell’italo-sudamericano Marquito Bulacia ai danni di Simone Campedelli dalla breve prova Terra di San Marino – frazione che ha aperto (Bulacia più veloce di Campedelli, e questo ha deciso l’assegnazione della vittoria) e chiuso (dove Bulacia è stato il più veloce di tutti rimontando l’italiano) la gara – il clamoroso è arrivato dalle verifiche tecniche: squalifica per la Citroen C3 R5 di Paolo Andreucci, al traguardo terzo a poco più di un secondo dagli altri due. 

Fuori, ma perché? Per la (apparentemente) semplice verifica dell’aspirazione: a vettura in moto, tappando il foro dell’aspirazione – cioè il foro su cui è applicata la flangia di restrizione – la vettura di deve spegnere. Invece la C3, a differenza delle altre, è rimasta in moto. 

Ma è tutto così semplice? In realtà no. Perché il tappo deve essere tale da garantire che l’aria non passi. E non è detto che ci possa essere una infiltrazione d’aria altrove, generata truffaldinamente o come conseguenza di un urto: in fondo Scandola (vincitore di ben sei delle nove prove speciali) la gara l’ha persa sempre sulla prova Terra di San Marino – ma nel caso il secondo dei tre passaggi – per essersi ritrovato con un manicotto del turbo ko, e quindi con più aria ma senza sovralimentazione, in conseguenza di una spanciata nella prova precedente. 

Ora la vettura di Andreucci è rimasta chiusa in un garage di San Marino a disposizione per ulteriori verifiche, visto che il concorrente ha interposto appello, pare proprio per i motivi accennati sopra, e in particolare per il tipo di sfera usata come tappo ritenuta non consona per la particolare flangia della C3, che per ragioni di spazio è molto più bassa delle altre. 

Curiosità: Andreucci è stato immediatamente tolto dalla classifica in attesa dell’esito dell’appello. Ma in realtà le norme dallo scorso anno dovrebbero indicare il contrario: si resta in graduatoria sino al verdetto sull’appello. 

Marquito Bulacia e Meteco vincono San Marino per la discriminante

Il giovane campione boliviano della Meteco Corse, Marquito Bulacia, impegnato nel Mondiale Rally, con la Skoda Fabia R5 della Free Rally Service ha concluso il Rally di San Marino a pari tempo con Simone Campedelli e Tania Canton, alla guida di una Volkswagen Polo R5, di Step Five Motorsport, ma ha vinto per avere realizzato un tempo migliore rispetto all’avversario sulla prima prova cronometrata discriminante. Le parole del vincitore al termine del rally sono state: “Final muy loco”.

Nel Tricolore Junior vittoria di Mazzocchi-Gallotti (Ford Fiesta R2). Mentre si registra il successo nel CIR Terra Storico per Sipzs-Bregoli (Lancia Stratos) e Codedà-Toffoli (Suzuki Grand Vitara) nell’Italiano Cross Country Rally. Ma andiamo con il dovuto ordine.

Sarà finalmente l’anno di Simone Campedelli o quello di Umberto Scandola o quello della nuova conferma di Paolo Andreucci? Oppure ancora quello di Marquito Bulacia e della Meteco Corse? Ancora non è possibile prevederlo, ma il dato certo è che il Campionato Italiano Rally Terra 2020 sta regalando uno spettacolo straordinario grazie a i suoi grandi protagonisti e alle sue gare sempre belle e selettive.

Una stagione che si preannuncia combattutissima e che dimostra chiaramente che la serie Terra non ha niente di meno della più blasonata serie tricolore assoluta.

Il successo di Marquito Bulacia e Meteco

Intanto qui a San Marino a vincere è stato Marco Wilkinson Bulacia, giovane campione boliviano della Meteco Corse – non ha ancora venti anni anni – quest’anno impegnato nel Mondiale Rally. Il sudamericano con la sua Skoda Fabia R5 gestita da Free Rally Service e navigato dall’argentino Marcelo Der Ohannesian, ha ottenuto il gradino più alto del podio credendo fino in fondo alla possibile rimonta, e riuscendo nella generale ad appaiare Simone Campedelli, finito secondo, come da regolamento, per il tempo ottenuto nella prova discriminante, la prima, più alto rispetto a quello ottenuto dal pilota boliviano. E non solo: Marquito Bulacia si aggiudica anche l’appuntamento a coefficiente 1,5 valido per la 5^ Zona della Coppa Rally ACI Sport. Doppia festa per la Meteco Corse.

Una gara tiratissima che ha visto terminare al terzo posto Paolo Andreucci, affiancato questa volta da Francesco Pinelli su una Citroen C3 R5 finito ad un 1”3 dalla vetta. Il toscano mantiene la testa della classifica del tricolore con un solo punto di vantaggio su Campedelli.

Dietro ai primi tre riesce a chiudere Daniele Ceccoli con Piercarlo Capolongo su una i20 R5 di Hyundai Rally Team Italia insieme a Piercarlo Capolongo. Il pilota di San Marino, uno dei favoriti della vigilia, ha purtroppo deluso le attese non trovando il passo giusto. Il quarto posto ottenuto ed il distacco non altissimo dai primi sono solamente la testimonianza di quanto poteva fare.

Ma il grande protagonista della corsa del Titano è stato Umberto Scandola, rallentato da un problema meccanico, ma capace alla fine di un recupero straordinario, di arrivare poco sotto il podio. Propri sul finale il veronese della Hyundai, vincitore di sei scratch su nove prove disputate, paga un ritardo al controllo orario finale della gara che gli costa il quarto posto e lo fa scendere alle spalle di Ceccoli.

A seguire hanno poi terminato altri specialisti della polvere Giacomo Costenaro, Skoda Fabia R5, bene lo sloveno Aljosa Novak con la Fabia, che sorpassa Nicolò Marchioro, altra Fabia R5,proprio nell’ultima prova. Chiudono la top ten Simone Romagna con la Ford Fiesta MKII e il giovane finlandese Juhana Robert Raitanen su Skoda Fabia R5.

Nel gruppo N si aggiudica la prova di casa Stefano Guerra con la Mitsubishi Lancer Evo X mentre nel femminile vince aggiudica il femminile Tamara Molinaro con la Ford Fiesta R5.

Il podio del Rally di San Marino 2020
Il podio del Rally di San Marino 2020

CIR Junior: dalla terra emergono Mazzocchi-Gallotti

Il primo episodio su sterrato per il Campionato Italiano Rally Junior 2020 è stata una prova importante per tutti e sei gli equipaggi della Nazionale ACI Team Italia, tutti a bordo di Ford Fiesta R2, curate da Motorsport Italia e dotate di gomme Pirelli.

Non ha deluso le aspettative il più esperto sulla terra Andrea Mazzocchi insieme a Silvia Gallotti che vince il terzo atto del CIR Junior e rafforzando la propria leadership nella serie tricolore. 2° assoluti, bravi anche loro, Giorgio Cogni e Gabriele Zanni. Cogni, altro driver piacentino ha corso una gara che gli ha permesso di guadagnare i puntili per il secondo posto nella classifica di Campionato. Terzo a San Marino, dunque un più cauto Emanuele Rosso affiancato da Andrea Ferrari che ha preferito macinare chilometri ed esperienza su fondo sterrato. Dietro all’astigiano chiude il lucchese Mattia Vita navigato da Max Bosi rallentato dai problemi all’idroguida. Porta fino in fondo la prova sammarinese il più giovane del Six Pack Michele Bormolini con Daniel Pozzi. Il pilota di Sondrio, ripartito dopo un avvio sfortunato durante lo shakedown del venerdì.

Trasferta sfortunata invece per il giovane Ricardo Pederzani insieme a Edoardo Brovelli che è costretto a ritirarsi proprio sulla prima prova della mattina per la rottura del semiasse. Bella prova sulla terra sammarinese per Jacopo Trevisani insieme a Marchesini che chiude al comando delle vetture R2B con la Peugeot 208.

HISTORIC SAN MARINO RALLY | Ancora Mauro Sipsz, Monica Bregoli e la Lancia Stratos sulla vetta più alta del Campionato Italiano Rally Terra Storico 2020. La coppia leader del Due Ruote Motrici si regala il tris tricolore dopo il successo nel Val d’Orcia, nel Valtiberina ed ora la terza vittoria consecutiva nel 5° Historic San Marino Rally. Una lotta sul filo dei secondi, ad ogni prova speciale, che al traguardo ha visto la vettura del 3° Raggruppamento mettere in fila tutte le rivali guidate da un gruppo di driver locali, compreso Bruno Pelliccioni insieme a Mirko Gabrielli su Ford Escort MKII RS 2000, secondo assoluto della classifica assoluta. Nel Quattro Ruote Motrici chiude Stefano Pellegrini, su Lancia Delta, dopo il ritiro di Marco Bianchini altraLancia Delta Int.

Così nella gara del cross country

Grande gara anche per la seconda sfida stagionale l’elenco iscritti del Campionato Italiano Cross Country. A vincere l’appuntamento del Piccolo Stato sono stati ancora una volta loro Lorenzo Codecà e Marco Toffoli con la Grand Suzuki Vitara T1. Il pilota ufficiale di casa Suzuki Italia, è riuscito a prendersi la doppietta nel Campionato mantenedo la leadership in tutta la gara. Secondi di Campionato e Primi del Suzuki Challenge, il trofeo ad opera di Suzuki Italia che porta in gara una folta schiera di Gran Vitara di Gruppo T2 , si conferma il catanese Alfio Bordonaro con Marcello Bono, che si aggiudica anche nella power stage/1°Memoria Davide Drudi. Nel 6°San Marino Cross Country, gara straordinaria per il giovane torinese Amerigo Ventura Montecamozzi al top nel Gruppo T4 sulla sua Yamaha 1000 YXZ.

Del Rally storico ne parliamo qui.

CLASSIFICA CAMPIONATO ITALIANO RALLY TERRA

1. Bulacia Wilkinson-Der Ohannesian (Skoda Fabia) in 50’11.0; 2. Campedelli-Canton (Volkswagen Polo) a 0.0; 3. Andreucci-Pinelli (Citroen C3) a 1.3; 4. Ceccoli-Capolongo (Hyundai I20 NG) a 33.8; 5. Scandola-D’Amore (Hyundai I20 NG) a 38.5; 6. Costenaro-Bardini (Skoda Fabia) a 46.7; 7. Novak-Cevc (Skoda Fabia) a 1’21.8; 8. Marchioro-Marchetti (Skoda Fabia Evo) a 1’21.9; 9. Romagna-Addondi (Ford Fiesta MK2) a 1’49.3; 10. Raitanen-Salminen (Skoda Fabia) a 1’49.6.

CLASSIFICA CIR TERRA

Andreucci 25 pt; Campedelli 24; Ceccoli 16; Bulacia- Costenaro 15; Marchioro 8; Novak 7.

CLASSIFICA DI GARA CIR JUNIOR 2020

1. Mazzocchi-Gallotti (Ford Fiesta) In 4’15.0; 2. Cogni-Zanni (Ford Fiesta) A 2.2; 3. Vita-Bosi (Ford Fiesta) A 2.7; 4. Rosso-Ferrari (Ford Fiesta) A 9.0; 5. Bormolini-Pozzi (Ford Fiesta) A 28.0.

CLASSIFICA CIR JUNIOR

  1. Mazzocchi 38 pt; Cogni 34 pt ; Rosso 33 pt; Vita 30 pt; Bormolini 16 pt; Pederzani 12 pt.

CALENDARIO CIR TERRA 2020: 8-9 agosto| 14° Rally Arezzo Crete Senesi e Valtiberina; 29 agosto | 48° Rally San Marino; 26-27 settembre | 27° Rally Adriatico; 20-22 novembre | 11° Tuscan Rewind coeff. 1,5

Meteco Corse schiera Marquito Bulacia nel CIRT

Per uno straniero che sceglie di lasciare il CIRT, ce n’è un altro che sceglie di correrci. Questa volta ha il sangue caliente ed ha alle spalle qualcosa di concreto, vari titoli nazionali vinti in Bolivia e la partecipazione al WRC3 2019. Marquito Bulacia sarà al via del CIRT 2020, partendo già dal Rally San Marino. A schierarlo è la Meteco Corse, storica scuderia piemontese presieduta da Luciano Chiaramello, che già l’anno scorso aveva fatto correre Craig Breen al Rally di Sanremo e che negli anni Novanta ha scritto bellissime pagine della storia dei rally anche con le Delta, sulla Skoda Fabia R5 della Free Rally Service.

Nei corridoi della scuderia con sede a Collegno si dice che la Meteco sia ancora bella “Signora” cinquantenne, molto competitiva ma non più di “primo pelo”. Sarà vero, ma resta uno dei sodalizi più richiesti e longevi. La “Signora” ha fatto breccia in Marquito Bulacia, che in Italia aveva già corso nel 2018, proprio nel CIRT, da campione nazionale boliviano. Nel 2020, Bulacia avrebbe dovuto disputare di nuovo il WRC3, ma la revisione del calendario gare del Mondiale Rally, a causa dell’emergenza sanitaria, gli ha consentito di rivedere il programma e tornare sugli sterrati italiani e così sarà già schierato al San Marino.

L’unione Meteco Corse-Craig Breen al Rally di Sanremo ha portato bene, regalando una gara spettacolare e una vittoria nel CIR per la Meteco Corse. Un successo importante che mancava da tempo. Si vedrà quest’anno come andrà. I presupposti ci sono tutti e Bulacia e le Skoda Fabia R5 della Free Rally Service si sono già rivelate molto competitive.

CIRT 2020, Rally Valtiberina: tornano a vincere Ucci-Ussi

Riscaldamento in corso al 14° Rally Arezzo Crete Senesi e Valtiberina 2020. Dalle 9 di sabato 8 agosto, si sta svolgendo lo shakedown sul breve tratto sterrato di 2,2 km in località Asciano. Fase di prove cronometrate in preparazione della partenza vera e propria che scatterà nel primo pomeriggio, a partire dalle ore 14.30, sempre da Asciano. Quindi il programma del Day 1 si svilupperà su quattro crono su due diverse prove speciali la PS “S. Martino in Grania” (5,95 km, PS1 15.04 e PS3 18.04) prima della “Monte S.Marie” (10,96 km, PS2 15.43 e PS4 18.43). L’anteprima della gara potete leggerla qui.

Nello shakedown stanno girando i protagonisti, in ordine misto, del Campionato Italiano Rally Terra, del Campionato Italiano Cross Country e del Campionato Italiano Rally Terra Storico. Arrivano anche i primissimi riscontri cronometrici che, senza valore e significato in termini di risultato, offrono comunque qualche segnale sui possibili equilibri del rally.

Subito in ritmo i migliori del CIRT al Rally Valtiberina 2020, con Paolo Andreucci che dopo cinque passaggi ferma il tempo ad 1’01.4 ai primi affondi con la sua Citroen C3 R5. Bene anche il giovane finlandese Emil Lindholm su Skoda Fabia R5 che attualmente realizza il suo miglior tempo in 1’02.0 al terzo passaggio, poco meglio in 1’01.9 il francese campione in carica Stephane Consani su altra Fabia R5. Primi approcci sulla terra del Valtiberina per Simone Campedelli che inizia a riprendere il passo sulla Ford Fiesta MKII R5. Si avvicinano all’1’.04 anche gli atri top del Terra come Daniele Ceccoli con la nuova Hyundai i20 R5.

Emil Lidholm chiude al comando la prima giornata di gara
Emil Lidholm chiude al comando la prima giornata di gara

Parte dallo shakedown anche il 3° Rally Valtiberina Storico 2020 con i piloti del CIRT Storico. Per primi sulle strade bianche di Asciano la Delta Int. del IV Raggruppamento, qui in corsa per la classifica Quattro Ruote Motrici, di Mauro Bianchini e la Lancia Stratos del III Raggruppamento, tra le Due Ruote Motrici, di Mauro Sipsz. Non si risparmiano neanche Bruno Pelliccioni, il migliore nella prima fase di queste prove libere in 1’14.7 e Andrea Tonelli, entrambi al volante di Ford Escort RS del “terzo”.

Non manca neanche il Cross Country, con qualche esperto del fuoristrada che ha iniziato a studiare l’approccio alla gara nel formato rallistico. I concorrenti del CICC saranno infatti in gara in partenza alle spalle delle vetture da rally, con il moderno in testa e le storiche a seguito.

CIRT 2020, Rally Valtiberina: fuoco alle polveri
CIRT 2020, Rally Valtiberina: fuoco alle polveri

Sulla prima PS il più veloce è Emil Lindholm

Parte subito forte il Campionato Italiano Rally Terra con il primo tratto cronometrato del Rally Arezzo Crete Senesi e Valtiberina. Al primo passaggio sul tratto cronometrato “S.Martino in Grania” (5,95km) è il flying finn Emil Lindholm su Skoda Fabia R5 a registrare il miglior tempo in 3’36.7. Il finlandese mette subito secondi tra sé e gli avversari.

Secondo crono per il pluricampion garfagnino Paolo Andreucci alla prima tricolore sulla citroen C3 R5 a +1”. Tra loro e gli altri passano una manciata di secondi, dato che il terzo tempo in prova è di Giacomo Costenaro su altra Fabia R5 che ferma il tempo a +5.7”. Paga un gap alla prima speciale anche il campione in carica Stephane Consani, anche lui al volante della R5 boema, che termina la prova quarto a +7.7”. Completa la top five Alessandro Bettega su Fabia R5 a +7.8”.

Inizia a prendere forma il parco assistenza, nella zona industriale di Ponte a Chiani, ad una manciata di chilometri dal centro città di Arezzo. Stamani, per lo shakedown, i team hanno allestito i paddock nella zona di Asciano, teatro dello shakedown.

prende forma il parco assistenza

NG – 20.9.4

  • In tutti rally su asfalto, dopo un riordino nel corso di una tappa, le vetture potranno ripartire nell’ordine in cui erano partite nella sezione precedente o, nel caso in cui i tempi di riordino lo permettano, nell’ordine della classifica non ufficiale di quel momento. Per fare ripartire le vetture nell’ordine della classifica non ufficiale occorre che i tempi del riordino siano tali da permettere l’applicazione di quanto sopra a tutte le vetture in gara e che sia stato completato almeno il 10% della distanza totale delle prove speciali.
  • In tutti i rally su terra, dopo un riordino nel corso di una tappa , le vetture dovranno ripartire nell’ordine della classifica non ufficiale in quel momento, compatibilmente ai tempi tecnici previsti. Per fare ripartire le vetture nell’ordine della classifica non ufficiale occorre che sia stato completato almeno il 10% della distanza totale delle prove speciali.

Emil Lindholm chiude al comando del Rally Valtiberina 2020

Il 24enne finlandese Emil Lindholm, affiancato da Korhonen su una Skoda Fabia R5 è il primo leader del 14° Rally Città di Arezzo-Crete Senesi e Valtiberina, che tra oggi e domani animerà i territori delle crete senesi e dell’aretino con la prima prova del Campionato Italiano Rally Terra, Campionato Italiano Rally Terra Autostoriche e del Campionato Italiano Cross Country Rally, oltre ad essere valida per il, ma anche e soprattutto calda “finalissima” del Challenge Raceday Rally Terra 2019-2020 e valida quale apertura del Tour European Rally (TER) sia “moderno” che “storico”.

Delle ben 112 adesioni, registrate, hanno verificato in totale 107 equipaggi, con al via molto del meglio del rallismo italiano su strada bianca, veri e propri specialisti di quella che gli addetti ai lavori ed anche gli appassionati definiscono come “l’essenza” dei rally. La leadership di Lindholm, anche figlio “d’arte”, è maturata già dai primi metri di gara, per poi cercare l’allungo inseguito dal pluridecorato Paolo Andreucci, in coppia con Anna Andreussi, sulla Citroen C3 R5, l’unico che seppur limitato dal partire per primo durante il primo giro di prove (quindi “spazzando” la strada) ha saputo tener testa allo scandinavo.

Lindholm ha chiuso al comando con 7”9 di vantaggio su Andreucci mentre terzo è per adesso, a 35”7 dal vertice è il Campione in carica del “terra” Stephane Consani, in coppia con De La Haye (Skoda Fabia R5), autore peraltro di un “lungo durante la prima prova. In difficoltà l’attesissimo Simone Campedelli (Ford Fiesta R5), affiancato da Tania Canton, attardato sulla prima prova da problemi alla “pop-off” della turbina (PS1) ed all’interfono (PS2), per le cui cause adesso ha dovuto inseguire.

Il secondo giro di gara lo ha risollevato, portandolo comunque in quarta posizione provvisoria davanti al trevigiano Giacomo Costenaro, in coppia con il fido Bardini, anche loro con una Fabia R5. Sia lui che in diversi altri, come ad esempio i fratelli Marchioro, l’umbro Fanari, il sammarinese Ceccoli hanno sofferto l’eccessiva scivolosità delle strade nelle crete senesi, prove decisamente “da mondiale”, definite da tutti estremamente tecniche.

La seconda giornata riparte nel segno di Lindholm

Ripartito il Rally Valtiberina 2020 per il gran finale della prima gara valida per il Campionato Italiano Rally Terra 2020. La serie firmata ACI Sport è ripartita nel migliore dei modi dando spettacolo già sulle prime quattro prove speciali del sabato. Prima giornata che si era conclusa con il primato nella classifica generale per il flying finn Emil Lindholm al volante di Skoda Fabia R5. E anche il Day2 è ripreso con lo stesso ritmo, sempre con il giovane finlandese in testa alla flotta dei polverosi.

È suo il miglior crono al primo passaggio sulla speciale “Alpe dei Poti” la prova classica del Valtiberina, la più lunga del rally con i suoi 12 km di tratto cronometrato: 9’25.7 il tempo che gli permette di incrementare anche il vantaggio nella classifica generale della gara. Alle sue spalle per appena 0.3’’ su questa speciale il cesenate Simone Campedelli, che sembra ripartire con maggior convinzione e più ritmo al volante della Ford Fiesta MKII. Dopo questa piesse Campedelli riesce a guadagnare la terza posizione assoluta.

Terzo tempo invece per il garfagnino Paolo Andreucci sulla Citroen C3 R5 a +1.6’’, che si trova sempre in seconda posizione assoluta alle spalle di Lindholm, ora distante 9.5’’, con un vantaggio comunque rassicurante di 28.2’’ proprio su Campedelli. Perde nuovamente aderenza dalla vetta e quindi la terza posizione generale il francese Stephane Consani, ancora non a suo agio sulla nuova Skoda Fabia Evo R5.

Meglio di lui su questa speciale il bergamasco Matteo Gamba, che torna dopo diverse stagioni a calcare le strade bianche e inizia a ritrovare il giusto feeling sullo sterrato. Suo il quarto tempo in prova a +6.4’’ da Lindholm. Ancora non al top il padovano Nicolò Marchioro, alla ricerca del miglior bilanciamento del nuovo pacchetto tecnico pneumatici-vettura, Pirelli-Fabia Evo R5. Anche al primo passaggio sulla prova lunga è ancora alle spalle dei migliori, qui con il sesto tempo davanti al vicentino Giacomo Costenaro sempre costante su altra vettura boema, attualmente quinto nell’assoluta.

Consani, sulla PS 5, si è rifiutato di partire al suo minuto ed ha ritardato la partenza di 1 minuto, causa polvere. I commissari hanno redatto verbale, quindi verrà sicuramente sanzionato. Durante l’attesa in cui doveva essere quantificata la sanzione da infliggere a Consani per la ritardata partenza allo “start” della quinta speciale (rischiava 10′), il pilota della Provenza si è ritirato.

Il successo del Rally Valtiberina 2020 va a Paolo Andreucci

Paolo Andreucci ed Anna Andreussi hanno vinto al fotofinish il 14° Rally Valtiberina 2020, primo appuntamento del Campionato Italiano Rally Terra 2020. Il toscano e la friulana, a lungo secondi, sono passati in testa alla gara prima del via dell’ultimo tratto cronometrato, approfittando del ritiro per problemi meccanici del finlandese Emil Lindholm, figlio di Sebastian Lindholm per anni protagonista di rilievo del Campionato del Mondo Rally, navigato da Mikael Korhonen al volante di una Skoda Fabia R5. I due fino a quel momento avevano dominato la gara realizzando il miglior tempo in sei delle sette disputate. Meritato comunque il successo del toscano che, al debutto sulla per lui nuova Citroen C3 R5, era stato l’unico a rimanere vicino al finlandese nonostante una messa a punto della vettura ancora da definire.

Al secondo posto hanno chiuso Simone Campedelli e Tania Canton, su una Ford Fiesta MKII R5, rallentati da un problema alla pop off e all’interfono ai primi passaggi del sabato. Alle loro spalle due abituali frequentatori della serie tricolore terra; al terzo posto ha infatti chiuso il vicentino Giacomo Costenaro, in coppia con Justin Bardini su una Skoda Fabia R5, sempre costante durante il weekend aretino seguito dal sammarinese Daniele Ceccoli, navigato dall’esperto Piercarlo Capolongo, al debutto ufficiale con la Hyundai i20. Alla fine si tratta di per entrambi di un primo round positivo, che ha offerto punti buoni in chiave campionato e ha posto le basi per il proseguo della stagione.

Buone le prove di Matteo Gamba, tornato a correre su fondi sterrati dopo qualche stagione e terminato quinto con la sua Skoda Fabia R5 divisa con Nicola Berutti. A seguire si sono quindi piazzati i due sloveni Aljosa Novak e Jaka Cevc, Skoda Fabia, seguiti da Nicolò Marchioro e Marco Marchetti, anche loro su Skoda, partiti tra i favoriti ma messi subito fuori gara dal loro poco feeling con la versione Evo della vettura Boema ed la poca conoscenza dei nuovi pneumatici Pirelli.

Ottavo posto per Alessandro Bettega, in coppia con Paolo Cargnelutti, in gara con la testa più alla classifica della serie Race Day, che il pilota trentino si è portato a casa, che a quella della gara. Nono posto per Fanari e Nicastri, anche loro con una Skoda Fabia R5, mai a pieno regime durante questo nuovo esordio nell’Italiano. Tra le note di cronaca più rilevanti il ritiro del francese Stephane Consani il vincitore del Campionato Italiano Rally Terra 2020. Il francese dopo aver chiuso la prima tappa terzo, ma con ben 35” di ritardo dal primo, ed alle spalle anche di Paolo Andreucci, dopo la prima prova odierna e dopo aver perso altri 6” dalla vetta, ha deciso di ritirarsi.

In classe N4 vittoria di Rigo-Angeli suMitsubishi Lancer Evo IX, davanti a Marrini-Mometti su stessa vettura giapponese. Tra le R2 invece vittoria di Alex Raschi davanti a Jacopo Trevisani, a lungo al comando della gara e poi rallentato da problemi di elettronica, entrambi su Peugeot 208 R2. Minimo il distacco di appena mezzo secondo a favore del sanmarinese Raschi con il bresciano Trevisani che rimanda la gioia ai prossimi appuntamenti sterrati. Completa il podio di classe il giovane del CIR Davide Nicelli su altra vettura del Leone.

CIRT 2020, Rally Valtiberina: programma di gara e curiosità

La Terra italiana cresce e si fa più bella ad ogni stagione. Se inoltre si aggiunge il valore storico che assume questa ripartenza 2020, sembra che stiamo per assistere allo spettacolo tricolore delle strade bianche più bello di sempre. Partirà dal Rally Arezzo Crete Senesi e Valtiberina il “triplo tricolore terra”, un evento destinato a caratterizzare quest’annata della ripartenza, basato sull’incontro in gara dei tre titoli italiani dedicati al fondo sterrato.

Il Campionato Italiano Rally Terra, il Campionato Italiano Cross Country, il Campionato Italiano Rally Terra Storico sabato 8 e domenica 9 agosto correranno insieme nella quattordicesima edizione della gara organizzata da Valtiberina Motorsport, per una due giorni di pura passione per la polvere. La prima di un calendario ridisegnato sulla convivenza dei tre campionati su quattro appuntamenti stagionali in programma. Quindi fari puntati sul Valtiberina, gara che può già vantare numeri importanti. In totale saranno ben 112 le vetture attese allo start da Asciano.

In testa al gruppo, anche in ordine di partenza, ci saranno le moderne del CIR Terra. La serie rallistica si affaccia alla sua quarta edizione e nonostante un’annata segnata dall’emergenza epidemiologica porterà al via un pacchetto di livello assoluto. Tra le 28 R5, le vetture più performanti in gara, non mancherà quella del campione in carica. Il francese Stephane Consani torna sulla terra italiana per difendere il titolo 2019.

Il pacchetto è sempre quello che ha strappato le quattro vittorie consecutive nell’ultimo CIRT, ovvero con Thibault De La Haye alla destra sulla Skoda Fabia R5 di Erreffe Rally Team Bardahl gommata Pirelli. E sarà ancora un confronto tra numeri 1, perché a sfidarlo ci sarà nuovamente l’undici volte campione italiano Paolo Andreucci, che ritrova al suo fianco Anna Andreussi, stavolta su Citroen C3 R5.

Non finisce qui, perché anche gli habitué del Terra hanno confermato la loro presenza. Per primo Nicolò Marchioro, che stagione dopo stagione si avvicina sempre più al bersaglio grosso. Il padovano parteciperà di nuovo alla corsa al titolo insieme a Marco Marchetti su Skoda Fabia Evo R5 di MS Munaretto.

Come lui Daniele Ceccoli in coppia con Piercarlo Capolongo. La novità principale per il sanmarinese sarà la Hyundai i20 New Generation R5 di Hyundai Rally Team Italia gommata Michelin. Stessa coreana anche per il veronese Luca Hoelbling con Federico Fiorini che si conferma alla sua destra dopo il quinto assoluto del CIRT2019. A questo gruppo di top driver si aggiunge una new entry, o meglio un ritorno. A distanza di circa 10 anni dalla sua ultima partecipazione nel Terra, al tempo Trofeo Rally (vinto nel 2007), il cesenate Simone Campedelli torna nel tricolore sterrato dopo anni di CIR insieme a Tania Canton su Ford Fista MKII. Una R5 dell’ovale blu porterà in gara anche i fratelli Massimo e Giovanni Squarcialupi, aretini che inizieranno il nuovo campionato sulle strade di casa.

Sicuramente da tenere d’occhio anche gli altri polverosi di vecchia data, come Giacomo Costenaro sempre presente insieme a Justin Bardini e Tullio Luigi Versace con Cristina Caldart, entrambi al volante di Fabia R5. A bordo di una ceca torna tra le fila del Terra anche Alessandro Bettega, figlio d’arte come il giovane campione finlandese Emil Lindholm in gara ad Arezzo dopo la parentesi su asfalto nel Rally di Roma all’interno del CIR.

Ma la lunga lista di R5 e driver dal piede pesante ed esperti delle strade bianche continua. Saranno della partita anche l’umbro Francesco Fanari ed il trentino Luciano Cobbe anche loro Fabia R5. Salto di categoria invece per l’emiliano Fabio Battilani ad Arezzo su i20 R5.

Arriva il tempo dell’esordio anche nel CIR Terra per le nuove vetture di classe N5. Saranno due in gara guidate dal vincitore del Trofeo N4 2019 Mattia Codato su Citroen DS3 ed Ezio Soppa su Ford Fiesta.

Interessanti anche le sfide di classe R4 ed N4, con le potenti quattro ruote motrici portate in gara da esperti terraioli come il toscano Valter Pierangioli su Mitsubishi Lancer Evo IX, come Stefano Marrini e Michele Piccolotto. Armati di Subaru Impreza invece il veneto James Bardini ed il sanmarinese Stefano Guerra.

Affollata come ogni anno la categoria due ruote motrici, che lanceranno nel tricolore sterrato molti giovani di ottima prospettiva. Ben 16 le vetture di classe R2 attese ad Asciano. Sotto osservazione i piloti iscritti un anno fa al CIRT, come il pistoiese “Barone jr.” ed il bresciano Jacopo Trevisani entrambi su Peugeot 208, ma anche i ragazzi provenienti dal CIR già protagonisti sull’asfalto della Capitale due settimane fa come il messinese Alessandro Casella ed il pavese Davide Nicelli anche loro sulla 2RM del Leone, mentre il trentino Roberto Daprà sarà alla guida di Ford Fiesta.

Le storiche alla carica del Rally Valiberina 2020

Dopo l’esordio nel primo round disputato lo scorso febbraio al Rally Val d’Orcia, si moltiplicano i partecipanti al nuovo tricolore ACI Sport dedicato alle vetture che hanno segnato la storia dei rally su terra. Saranno 19 stavolta le storiche in corsa per il CIRTS nella terza edizione del Rally Valtiberina Storico, divise nei 4 Raggruppamenti di appartenenza, nuovamente a caccia del doppio titolo italiano Due Ruote Motrici e Quattro Ruote Motrici.

Grande attenzione rivolta alle potenti vetture a trazione integrale in gara, con la Lancia Delta Integrale 16v di IV Raggruppamento che farà il suo debutto sulle strade bianche del tricolore in tre diversi esemplari. Numero 202 sulla portiera, al volante il sanmarinese Marco Bianchini, alla destra Giulia Paganoni, stessa coppia già vista all’opera nel recente Vallate Aretine su asfalto con un ottimo secondo assoluto come risultato. Equipaggio tutto sanmarinese invece per Stefano Pellegrini e Cristina De Luigi, mentre Carlo Falcone sarà affiancato dal navigatore Pietro Ometto protagonista del CIR tra le moderne.

Molto attese le Deltone, ma ne vedremo delle belle per la virtuale classifica assoluta osservando il confronto con la Lancia Stratos del III Raggruppamento di Mauro Sipsz e Monica Bregoli. Il vincitore del Trofeo Terra 2019 ha già messo la sua firma sul primo appuntamento in Val d’Orcia, dominato da start a stop. L’obiettivo sarà ripetere quella prestazione e mettersi alle spalle la sfortunata parentesi vissuta nel Vallate Aretine, dove non sono riusciti a partire per noie elettriche. Sarà Sipsz l’uomo di punta tra le Due Ruote Motrici.

Nel IV Raggruppamento, ma in classe 1600 si svolgerà il confronto tra le Opel Corsa GSI dei sanmarinesi Corrado Costa e Domenico Milaroni, protagonisti solo in parte del primo round concluso dopo appena due speciali. L’altra tedesca è affidata alle cure di Maurizio Pioner e Bruna Ugolini. Voglia di riscatto anche per Fabrizio Pierucci e Monica Buonamano su Volkswagen Golf GTi 16v, anche loro impegnati nella ripartenza dopo il ritiro di Radicofani a metà gara.

Si uniranno alla corsa del Campionato anche Federico Ormezzano, tra gli habitué delle storiche con la sua Lotus Talbot Sumbean, che sarà impegnato nella bagarre del III Raggruppamento come il giovane nipote del fondatore del marchio Rex e figlio d’arte Lino Zanussi già visto all’opera tra le moderne. Stavolta Zanussi sarà tra le storiche al volante di Fiat Abarth 131 Rally.

Curiosità per la seconda stagionale sulla terra di Pietro Turchi, attualmente terzo assoluto della classifica Due Ruote Motrici, che con Carlo Lazzerini sarà protagonista nel I Raggruppamento con la sua originale Fiat 125 Special.

Programma in breve del Rally Valtiberina 2020

Il Rally Arezzo Crete Senesi e Valtiberina prevede 405,73 km complessivi, dei quali 70 km divisi su 7 prove speciali composte da 3 diversi tratti cronometrati. Risaldamento nella mattinata di sabato 8, con lo shakedown di Asciano che anticiperà lo start nel pomeriggio. Due prove sulla tabella, la PS “S. Martino in Grania” (5,95km) prima della “Monte S.Marie” (10,96km), entrambe da ripetere una seconda volta. La giornata conclusiva di domenica 9 inizierà alle ore 8.44 con il primo dei tre passaggi sulla “Alpi di Poti” (12,06km). L’arrivo è programmato a partire dalle ore 16.00 ad Arezzo.

Note regolamentari Challenge Raceday e Cirt

Alcuni partecipanti al CIRT saranno in gara anche per l’ultimo atto del Challenge Raceday. ACI Sport ricorda a riguardo che i concorrenti che vorranno acquisire punteggio per il CIRT dovranno utilizzare il carburante unico PANTA, come riportato all’articolo 22.2 del RDS CIRT.

CIRT 2020: al via anche Simone Baroncelli con Jolly Racing

Il pilota montalese, Simone Baroncelli, già protagonista in una programmazione 2019 archiviata nella “top ten” del Campionato Italiano Rally Terra, sarà ancora parte integrante della serie nazionale. Un contesto che il portacolori della Jolly Racing affronterà al volante della Peugeot 208 R2B messa a disposizione dal team GF Racing, affiancato dalla copilota spezzina Simona Righetti.

Per Simone Baroncelli l’occasione di concretizzare al meglio il bagaglio d’esperienza accumulato nella passata stagione, in una cornice che gli ha garantito anche il podio tra i piloti Under 25. Quattro, gli appuntamenti inseriti nella programmazione tricolore: il Rally Città di Arezzo Valtiberina, il San Marino Rally, il Rally Adriatico ed il Tuscan Rewind, chilometri in grado di garantire al driver pistoiese una continuità di risultati in linea con le aspettative.

“Tornare sulle strade del Campionato Italiano Rally Terra è per me motivo di grande soddisfazione – il commento di Simone Baroncelli – sia per il blasone che, da sempre, contraddistingue questi sterrati che per la competitività che il Tricolore esprime, essendo affrontato dagli esponenti del panorama nazionale. Potendo contare su un bagaglio più ampio, in questa stagione cercheremo di ottimizzare il feeling con la vettura lavorando sulle sensazioni offerte gara dopo gara. Guardando già al Rally Valtiberina, in programma nei primi giorni di agosto, quella che si pone davanti è anche l’opportunità di concludere degnamente il campionato Raceday”.

Per la scuderia larcianese Jolly Racing Team l’occasione di ritagliarsi nuovamente un ruolo di primo piano a livello nazionale, forte di una programmazione di assoluto spessore che vedrà il suo portacolori montalese ancora al confronto con i protagonisti assoluti della specialità.

Covid-19, stato di emergenza fino al 15 ottobre: rally a porte chiuse

I rally e le altre manifestazioni sportive, salvo ritocchi successivi, saranno a porte chiuse fino al 15 ottobre per l’emergenza da Covid-19. Alla vigilia di quella scadenza si saprà se anche lo sport potrà avviarsi verso una Fase 3 di normalizzazione, oppure se proseguirà ancora l’emergenza. Purtroppo, lo sport, gli sportivi e tutti i cittadini italiani in generale pagano il prezzo di comportamenti dissennati di personaggi senza scrupoli (che hanno cercato di profittare ignorando i pericoli) e di nuovi focolai di importazione.

Il Senato ha approvato nella serata del 28 luglio 2020, con 157 voti a favore, la proroga dello stato d’emergenza nazionale per la pandemia di Covid-19 fino al 15 ottobre richiesta dal governo che, con un intervento in aula del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha spiegato quali provvedimenti non sarebbero più stati attuabili in caso di stop da parte dei membri della plenaria.

Il premier si era presentato in aula spiegando che da parte del governo non c’è nessuna “volontà di prorogare paure e allarmismi per il Covid-19” e con un prolungamento dello stato d’emergenza non ci sarebbe alcuna “torsione autoritaria“, aveva replicato alle accuse che arrivano da una parte del Senato: “Vi sfido a interrogare i presidenti di Regione e confrontarvi con loro, vediamo se sono disponibili a dismettere queste misure di protezione”, ha detto il premier all’opposizione.

Dunque, anche il Rally di Alba, che si sperava potesse essere la festa del ritorno alla normalità, avrà alcune sezioni “blindate”: parco assistenza, sala stampa, segreteria, divieto di sostare a inizio e fine prova (in questo articolo chiariamo meglio il concetto di rally a porte chiuse). Tanak, Neuville, Adamo e le altre star del circus iridato potranno essere viste in prova speciale con le dovute precauzioni e considerando che gli assembramenti posso costare 500 euro di multa a testa.

Come al solito, in Italia non c’è mai una linea univoca e chiara. Per cui, ogni regione potrebbe decidere di inasprire o alleggerire le misure, tra cui addirittura vietare manifestazioni. Infatti, nella stessa votazione, l’aula ha dato il via libera a una parte della risoluzione del centrodestra con 281 voti a favore, nessun contrario e 3 astenuti in cui si chiedeva di sentire “i presidenti delle regioni interessate nel caso in cui le misure riguardino esclusivamente una regione o alcune specifiche regioni, ovvero il presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale”.

Manuale di sopravvivenza ai rally a porte chiuse

Continua a regnare sovrana la confusione sul concetto di “rally a porte chiuse” e “pubblico in prova sì” o “pubblico in prova no”. L’argomento, inevitabilmente, è destinato a suscitare un vespaio di polemiche perché, purtroppo, come spesso avviene, il concetto di “porte chiuse”, laddove non vi è una porta, è soggetto a interpretazioni personali (che a volte si gonfiano in base al senso di autostima o ignoranza che possiede chi le valuta).

Chi interpreta le direttive al posto di applicarle? Le interpretazioni le fanno alcuni prefetti, alcuni politici, alcuni organizzatori (che in realtà sono gli unici che non temono il pubblico insieme alle squadre), diversi esecutori della federazione. Insomma, tutti coloro i quali decidono di contestare una norma scritta chiaramente solo perché, in realtà, preferirebbero fare in un modo (per eccesso di prudenza) piuttosto che in un altro (per troppo ardire). I riferimenti sono puramente causali, ma servono a far riprendere la strada al lettore confuso.

Abbiamo ricevuto decine di mail in queste settimane. In tanti ci avete posto quesiti giusti e interessanti, a cui abbiamo cercato di dare risposta esaustiva andando a leggere DPCM, protocolli Aci e leggi dello Stato inerenti alla libera circolazione individuale sulle strade italiane. Fornendo risposta a tutte le domande più comuni che avete fatto.

Cosa significa rally a porte chiuse?

Cominciamo a fare chiarezza partendo dall’inizio. Cosa significa rally a porte chiuse? Rally a porte chiuse è, per lo più, uno slogan. Significa che alcune aree delle manifestazioni automobilistiche sportive non saranno accessibili al pubblico. Quali? Ad esempio, il parco assistenza o l’ufficio stampa e la segreteria, che sono di solito il cuore e i polmoni di un rally. Il posto in cui gli appassionati incontrano piloti, amici meccanici e acquisiscono informazioni.

Può essere vietato l’accesso ad una prova speciale? No, chi lo vieta paradossalmente potrebbe essere denunciato per aver limitato la libertà di un individuo. Cosa succede, allora, se vi recate in PS a Roma o a Lucca o in un altro rally? Nulla. Se siete soli, oppure in famiglia, o socialmente distanziati e con mascherina, per legge, non può succedere nulla. Invece, se una comitiva va vedere il rally, in questo caso crea un assembramento, e si rischiano circa 500 euro di verbale, che diventa anche difficile contestare. E questo a prescindere dalla scusa che si voglia inventare: funghi, funghetti, fiori rari, farfalle, eccetera.

Può un organizzatore, un ufficiale di gara o un collaboratore di Aci Sport vietare l’accesso alle prove speciali? No, rischia la denuncia come sopra. Le prove speciali non esistono. Sono un tratto di strada pubblica (solo momentaneamente chiusa al traffico veicolare) sempre regolamentata dal codice della strada e dalla stesso DPCM in vigore, che prevede la libera circolazione individuale a condizione di non creare situazioni di pericolo per la salute in un momento in cui è in corso un’epidemia. Con un po’ di intelligenza, è facile capire che su una prova di 20 chilometri c’è posto per tutti.

Come comportarsi in un rally ora?

Cosa si può fare? Anzi, si può fare qualcosa? Certo. La soluzione migliore sarebbe che Aci Sport ritoccasse i protocolli chiarendo che, come previsto peraltro dalle leggi statutarie, in prova speciale si può liberamente stare, ben distanziati e senza mai creare assembramenti, e ovviamente con la mascherina, che nelle gare su terra si rivelerà anche comoda, e con il rischio di beccarsi una multa in caso di violazioni, supponendo che ci siano i controlli.

In ogni caso, ci si può avventurare a vedere un rally senza troppi patemi e preoccupazioni, ma con la stessa prudenza che si usa nella vita quotidiana, sapendo che questo nemico chiamato Covid-19 è sempre presente e che tutelare la salute dei nostri cari è prima di tutto un dovere morale. Ma questa è un’altra materia diversa dallo sport: si chiama buon senso. Il resto è terrorismo mediatico.

Daniele Ceccoli trova subito il feeling con la Hyundai

Prosegue senza sosta il lavoro di avvicinamento ai Campionati Italiani Rally per Hyundai Motorsport Italia. Dopo Umberto Scandola al Ciocco, martedì 7 luglio è stata la volta della coppia composta da Daniele Ceccoli e Piercarlo Capolongo che ha avuto modo di conoscere la Hyundai i20 R5 che useranno nel Campionato Italiano Rally Terra.

Per l’occasione la squadra diretta da Riccardo Scandola ha avuto a disposizione una vettura ufficiale di Hyundai Motorsport Customer Racing gommata Michelin, assieme ai tecnici della casa madre coreana.

“È stata una giornata molto interessante, attesa da tante settimane – racconta Daniele Ceccoli -. Non vedevo l’ora di rimettere il casco e di provare la nuova vettura che userò nel Campionato Terra 2020. Fin dai primi affrontati sulle strade che conosco bene, ho trovato una vettura molto professionale con un ottimo assetto e un gran motore. Rispetto alle auto che ho usato in precedenza ha un comportamento abbastanza diverso, ma segue bene le regolazioni che abbiamo iniziato a provare e sono convinto che potremmo essere competitivi fin dal debutto. Grazie all’esperienza del team nel mondiale e al supporto di Hyundai e Michelin avremo a disposizione sempre il meglio dal punto di vista tecnico e starà a me e a Piercarlo dare il 100% per essere ancora tra i protagonisti di un campionato che si preannuncia molto combattuto”.

Ceccoli 44 anni, nato nella Repubblica del Titano, ha all’attivo 130 rally e da alcuni anni è impegnato sugli sterrati nazionali. Vincitore del Campionato Italiano Rally Terra nel 2016 è andato a podio anche nel 2017 e nel 2018 rispettivamente con un secondo e un terzo posto finale.

Il programma 2020 prevede la partecipazione all’intero Campionato Italiano Terra composto da quattro appuntamenti: 8/9 agosto Rally Città di Arezzo, 29/30 agosto San Marino Rally, 26/27 settembre Rally Adriatico e 20/22 novembre Tuscan Rewind, valevole anche per il Campionato Italiano Rally.

CIRT 2020, Simone Campedelli: sarà Terra con la Fiesta

Simone Campedelli si candida per lo scudetto del Tricolore Terra in palio nel CIRT 2020. La conferma del poker di rally sterrati ha di fatto confezionato il programma prioritario per il romagnolo che sarà al volante di una Ford Fiesta R5 della GB Motors.

La livrea dovrebbe essere ancora quella Orange, e al programma non mancherà un occhio di riguardo da parte della casa madre M Sport, che con Campedelli ha un rapporto consolidato e con cui la GB Motors ha un accordo pluriennale di rappresentanza e di collaborazione tecnica.

Nelle intenzioni di Simone Campedelli c’era all’origine anche la partecipazione al Rally Italia-Sardegna, ma a questo punto le sue attenzioni potrebbero spostarsi verso il Rally di Roma, gara che gli piace e che potrebbe rafforzare la sua visibilità internazionale. La decisione sarà nei prossimi giorni e potrebbe portare a sviluppi intriganti, oltre al CIRT 2020: dovesse sbaragliare il lotto degli aspiranti al CIR (che ora non richiede più nemmeno l’iscrizione a pagamento) per cui il rally laziale vale doppio, la tentazione di riprendere in considerazione lo scudetto assoluto sarebbe fortissima…

Troppe responsabilità sugli UDG: Barbero lancia l’allarme

Troppe responsabilità sugli UDG. “A mia memoria non era mai successo che fossimo interpellati dai vertici della federazione. Per la prima volta venerdì scorso, 12 giugno, ci hanno riuniti in video conferenza. Non abbiamo ricevuto risposte ai nostri quesiti, ma la situazione è così complessa che è difficile trovarle”. Enzo Barbero, presidente della Associazione Dilettantistica Ufficiali di Gara Ci.U.Gì Torino (che il 22 maggio avrebbe dovuto festeggiare i 30 anni dalla fondazione) esordisce in questo modo e lancia l’allarme.

“Da circa dieci anni gli ACI Provinciali hanno dismesso il servizio dei commissari di percorso, perché di difficile gestione e con possibili complicanze sul piano legale. In quasi tutta Italia ci siamo riuniti in associazioni dilettantistiche regolarmente costituite che sono affiliate al Coni, sono tesserate ACI e i nostri soci pagano una tessera all’Automobile Club. Quando siamo sui campi di gara operiamo nell’ambito del Decreto Legislativo 81, ex Legge 626, che tutela i lavoratori nell’ambiente di lavoro. Ciò significa che il presidente dell’associazione ha precise responsabilità sia civili sia penali nei confronti dei commissari”.

Con l’emergenza Coronavirus i compiti dei Commissari di Gara sono decisamente cresciuti come prevede il Protocollo redatto dalla Federazione. “Il problema è che ci vengono assegnati compiti di controllo che non sono assolutamente nostri (come misurare la temperatura di chi entra in parco assistenza), facendoci carico di provvedere in proprio a mascherine, guanti e visiere che vengono richiesti in queste aree”.

“Questo significa un ulteriore aumento di responsabilità su una categoria che agisce su base volontaria a fronte di un rimborso spese esiguo, il più delle volte pagato dagli organizzatori con ritardi biblici”. Questa la situazione evidenziata da Enzo Barbero del Ci.U.Gì di Torino, che però vede allineati tutti i Commissari di Gara. “È purtroppo significativo che siamo l’ultima componente sentita del mondo rallystico sentita dalla Federazione. Peccato. Forse è bene ricordare che senza i nostri servizi, troppo spesso oscuri, i rally difficilmente si farebbero”.

Gli ufficiali di gara del CiUGì di Torino (foto Elio Magnano)

Il coronavirus ha rovinato anche la festa di compleanno deglu ufficiali di gara torinesi. “Avevamo in programma una grande serata per festeggiare il 22 maggio i trent’anni di attività del Ci.U.Gì, ma l’emergenza sanitaria ce lo ha impedito”. Enzo Barbero, presidente del Club Ufficiali di Gara di Torino, è fortemente rammaricato per la mancata possibilità di festeggiare il compleanno dell’associazione.

“Il Ci.U.Gì (con la ì accentata, perché ci tengono) nacque da un’idea di Dante Salvay e l’allora vicepresidente di Aci Torino Adalberto Lucca nel 1990 e fu il primo club di ufficiali di gara d’Italia ad avere uno statuto legalmente depositato” afferma Enzo Barbero che ricorda come l’associazione sia stata fondata da 46 soci”.

“Abbiamo disdetto la serata di festa; qualcuno ha proposto di farla virtuale, ma sicuramente non è la stessa cosa. In questo momento restiamo in attesa per capire se riusciremo a organizzare
qualcosa all’altezza della nostra associazione. Nel frattempo abbiamo messo mano al sito internet (www.ufficialigaraacitorino.it) aggiornandolo e inserendo documenti e immagini del passato, chiedendo anche contributi fotografici a chi ha del materiale”.

In attesa di tornare quanto prima sulle prove speciali e di organizzare la loro grande festa, i soci del Ci.U.Gì. hanno ripreso i loro incontri mensili, che si tengono il secondo martedì del mese alle ore 21.00 mediante videoconferenze nell’attesa di poter tornare alla loro sede di Via Giolitti, 21 a
Torino.

Prove speciali: modifiche alle Norme Generali Aci Sport

Aci modifica momentaneamente, per l’emergenza Covid-19, la normativa relativa ai rally. Le Norme Generali sono state temporaneamente variate all’articolo 1.3 Prove Speciali, che cambia così: “Tratti di percorso obbligatoriamente chiusi al traffico, da percorrersi a velocità cronometrata. I Rally nazionali A e B fermo restando il numero minimo di 6 Prove Speciali complessive, dovranno avere almeno 3 Prove Speciali diverse tra loro”.

“Fanno eccezione i rally valevoli per il Campionato Italiano Terra (CIRT) a coefficiente 1, i Rally Nazionali C e lo Challenge Raceday Terra, per i quali è prevista la possibilità di due prove speciali diverse tra loro. Nello Challenge Raceday Terra è prevista la stessa tassa di iscrizione dei rally nazionali C titolati e non titolati). Nel numero minimo delle Prove Speciali diverse tra loro, non possono essere conteggiate le Super Prove Speciali”.

“Le prove speciali devono essere percorse in un solo senso di marcia, anche in caso di ripetizione e/o di passaggi parziali. Fanno eccezione le prove speciali svolte in circuiti permanenti e le Super Prove Speciali . Ogni prova speciale non può essere ripetuta più di tre volte, anche nel caso di passaggi parziali. Eventuali apprestamenti artificiali sul percorso delle prove speciali che si svolgono su strade asfaltate (chicane, apprestamenti per impedire il taglio del percorso) devono essere indicati sul radar”.

“Qualora siano previsti in Prova Speciale l’apprestamento di dispositivi anti taglio e/o di protezione di punti del percorso e/o chicane, l’Organizzatore dovrà preventivamente informare ogni Concorrente mediante comunicato scritto, indicando il posizionamento e la tipologia dei dispositivi utilizzati. Tra i dispositivi anti taglio sono vietati elementi in materiale ferroso”.

Nelle Norme Generali sono state aggiunte:

“Nel caso di rally moderni e rally storici abbinati, sia che siano entrambe gare valide per un titolo ACI che non titolate, partono per prime le vetture del rally moderno con un intervallo di tempo ritenuto opportuno dal Direttore di Gara. Fanno eccezione i rally che hanno validità solo per un titolo storico e nessuna validità per il settore moderno, in cui partono per prime le auto storiche”.

“Al fine di garantire lo svolgimento del Rally storico quando le vetture auto storiche partono in coda alle moderne, nel caso in cui una Prova Speciale debba essere interrotta e venga ripristinata entro un’ora dall’orario teorico di partenza della prima vettura auto storiche, il Direttore di gara deve assicurare il regolare svolgimento della Prova Speciale facendo precedere la prima vettura storica da una vettura di servizio e da una vettura apripista. Tale norma deve essere applicata anche nel caso in cui partano in coda le auto moderne. Il Supervisore della gara moderna opererà anche per la gara storica. Per quanto non indicato nel presente articolo fare riferimento all’Art. 106 RSN”.

CIRT, si riaccende la stagione tricolore di Francesco Fanari

E’ stato da poco varato il nuovo calendario sportivo del CIRT e Francesco Fanari già “scalpita” per far sapere che sarà della partita, in questa porzione rimanente della stagione. Il pilota umbro, che nonostante il periodo di chiusura dovuto all’emergenza epidemiologica da Covid-19, ha proseguito ad organizzarsi per la possibile ripartenza e grazie anche al forte stimolo dei propri partner, comunica di essere pronto ad affrontare la stagione del Campionato Italiano Rally Terra (CIRT), che andrà ad iniziare l’8-9 agosto con il Rally Città di Arezzo-Crete Senesi e Valtiberina, proseguendo poi con il “San Marino” a fine agosto, quindi “Adriatico” per settembre e “Tuscan Rewind” a novembre.

Confermata la joint con la scuderia Project Team e definiti, per il Campione uscente della serie “Raceday”, anche gli ultimi tasselli del puzzle, soprattutto per l’argomento vettura. Sarà di nuovo la Skoda Fabia R5 di Step Five Motorsport gommata Pirelli, la struttura romana con cui vi è da tempo una importante collaborazione oltre che un cementato rapporto di amicizia e stima reciproca. Oltre al programma di riferimento “tricolore” per Fanari ci sarà anche la possibilità di una doppia puntata in circuito per partecipare, in date da definire, a due appuntamenti del Mini Challenge Italia con Progetto e20 Motorsport.

“Finalmente sappiamo cosa potremo fare – commenta Fanari – come sicuramente molti miei colleghi non vedo l’ora di riprendere l’argomento delle corse, di tornare a respirare l’odore acre di un abitacolo da corsa, di sentire l’odore di benzina, di provare le scariche di adrenalina, di soffrire a battagliare tra sassi e buche. Voglio fare un plauso alla Federazione che ha rimodulato al meglio il calendario, salvando la stagione in un periodo non facile ed adesso che ci siamo la mente vola già verso il primo impegno di Arezzo, in agosto”.

Ufficiale: Rally di San Marino rinviato a data da destinarsi

Il quarantottesimo San Marino Rally non si svolgerà l’11 e 12 luglio, come previsto, ma probabilmente in autunno. La data estiva è troppo a ridosso della situazione emergenziale, legata alla diffusione del coronavirus Covid-19, e la FAMS ha ritenuto opportuno cercare di rinviare l’evento. Ora sono in corso dei colloqui tra FAMS ed ACI Sport per trovare una nuova data mantenendo le validità.

Il San Marino Rally, lo ricordiamo, è valevole per il Campionato Italiano Rally Terra. Nello stesso weekend si svolgeranno anche il 5° Historic San Marino, valevole per il Campionato Italiano Rally Storici ed il 6° San Marino Cross Country, per l’Italiano Cross Country.

Nella stessa occasione erano stati messi in calendario dalla FAMS due rally nazionali, il Rally del Titano ed il Rally Show. Intanto da oggi, lunedì 25 maggio, sono stati riaperti gli uffici FAMS con nuovi orari: lunedì e giovedì dalle ore 10 alle 18. Nel rispetto delle norme di sicurezza è previsto l’utilizzo della mascherina, il distanziamento fisico e l’igienizzazione.

La Giunta Sportiva Aci Sport apre ai test con auto da rally

Non si ferma il lavoro della Giunta Sportiva Aci Sport che – dopo aver elaborato la settimana scorsa un articolato piano sanitario predisposto da una commissione medico-scientifica per fare ripartire in sicurezza i rally – adesso getta le basi per una concreta e graduale ripartenza. La Giunta Sportiva Aci Sport, preposta per regolamentare le specialità del motorsport si riunisce oggi, 5 maggio 2020, ed è chiamata ad approvare il nuovo regolamento sanitario per gli “allenamenti”, cioè per i test.

La ripresa delle attività sportive è imprescindibile dalla possibilità di effettuare test. Per cui bisogna ripartire proprio da questo punto cruciale. Dunque, dove testare? Come? Tra quando? La notizia più bella è che si potranno iniziare ad effettuare appena il regolamento sarà approvato in via definitiva. Dove e come? In ciascuna regione non applichi un eventuale lockdown. In autodromo, in kartodromo o nei mini impianti omologati da Aci Sport.

I test sono fondamentali per tutte le squadre, da quelle che corrono nel CIR, CIWRC o CIRT , a quelle che si sfidano nella Coppa Rally di Zona, ma anche delle ronde e nei rally day. Servono per settare meglio le vetture e per gli equipaggi per prendere (o riprendere) feeling con l’auto da rally.

Sono ancor più necessari adesso, visto che molti preparatori ad inizio anno avevano fatto importanti investimenti, vetture da corsa nuove oppure semplici (ma sempre molto costosi) aggiornamenti tecnici. Il tutto per iniziare a correre in una forbice temporale trimestrale, compresa tra gennaio e marzo 2020. Ma poi è arrivato il Covid-19 e tutto è stato congelato.

Passione, sogni, speranze che si sgelano e ritornano a scorrere nelle vene. Paure all’orizzonte, come è inevitabile che sia. Ma dalle paure nasce il coraggio, quello che serve a rimettere in moto tutto. Questione di ore. Piano piano si tornerà a guardare e condividere video di test, poi arriveranno quelli delle corse. Ma ora finiamo la corsa più importante, quella che verso un ritorno alla normalità.

Coronavirus: aiuti e sgravi contributivi per lo sport

L’epidemia di coronavirus non si ferma e le scelte obbligate, per quanto impopolari, proseguono verso una filosofia sempre più stringente. L’attuale orientamento del Governo è quello di prolungare il fermo totale di qualunque genere di manifestazione sportiva per tutto il mese di aprile e fino al 31 di maggio. La notizia è, ovviamente, ufficiosa per quanto fornita da fonti molto attendibili e va presa con il beneficio del dubbio.

Considerata l’emergenza senza precedenti nell’ultimo decennio, Aci ha recepito la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria esteso a enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche. I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 (termine che va verso la proroga) o mediante rateizzazione.

Per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le associazioni e le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, il versamento delle ritenute, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria è effettuato in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione in massimo 5 rate mensili di pari importo a decorrere da giugno 2020.

Sono previste indennità per i collaboratori che avevano già rapporti in essere alla data del 23 febbraio 2020 “presso federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, società e associazioni sportive dilettantistiche” di cui all’articolo 67, comma 1, lettera m), del decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986, numero 917, che non concorre alla formazione del reddito.

L’indennità è quella prevista per i professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e corrisponde a 600 euro per il mese di marzo. Le domande devono essere presentate a Sport e Salute Spa.

Daniele Ceccoli ufficializza il programma nel CIRT

La Daytona Race ha recentemente festeggiato i suoi equipaggi che si sono distinti nell’annata appena trascorsa, con Daniele Ceccoli in testa, ed ha con l’occasione anticipato i programmi per il 2020.

Già al suo primo anno di competizioni ha potuto vantare tra le sue fila il campione italiano rally Umberto Scandola ed il pluricampione di rally storici passato alle gare moderne proprio con la scuderia veronese “Pedro”.

Il rinnovo della line-up della stagione appena trascorsa è stata l’occasione anche per anticipare alcune importanti new entry che arriveranno nel corso del 2020.

Tra le novità già confermate c’è la presenza dell’esperto pilota di San Marino Daniele Ceccoli, da anni protagonista nei rally su sterrato e che per la stagione entrante correrà per i colori della Daytona Race nel Campionato Italiano Rally Terra con una Hyundai i20 R5 della S.A. Motorsport.

CIRT: ecco l’elenco aggiornato dei piloti prioritari

Di seguito, pubblichiamo l’elenco ufficiale e aggiornato di tutti i piloti prioritari rally del CIRT Campionato Italiano Rally Terra 2020.

PILOTI PRIORITARI RALLY 2020

FIA

  • BERTELLI LORENZO   
  • BRAZZOLI ENRICO                             

1° ELENCO ACI SPORT RALLY INTERNAZIONALE

  • ANDOLFI FABIO                                 
  • ANDREUCCI PAOLO                           
  • BASSO GIANDOMENICO                    
  • CAMPEDELLI SIMONE                       
  • CIUFFI TOMMASO                              
  • CRUGNOLA ANDREA                         
  • MARCHIORO NICOLO’                         
  • MIELE SIMONE                                  
  • PEDERSOLI LUCA                              
  • POLLARA MARCO                              
  • ROSSETTI LUCA                                 
  • RUSCE ANTONIO                               
  • SIGNOR MARCO                                

2° ELENCO ACI SPORT RALLY INTERNAZIONALE

  • ALBERTINI STEFANO                           
  • CARELLA ANDREA                            
  • CHENTRE ELWIS                                
  • DE TOMMASO DAMIANO                   
  • FONTANA CORRADO             
  • GILARDONI KEVIN                              
  • HOEBLING LUCA                                
  • LINARI GIANLUCA                               
  • MAZZOCCHI ANDREA                        
  • MICHELINI RUDY                                
  • NICELLI DAVIDE                                 
  • NUCITA ANDREA                               
  • PINZANO CORRADO                          
  • PEROSINO PATRIZIA                          
  • SCANDOLA UMBERTO           
  • SCATTOLON GIACOMO                      
  • SQUARCIALUPI MASSIMO                  
  • SOSSELLA MANUEL                          
  • TESTA GIUSEPPE                              
  • TRENTIN MAURO       

CIRT, festa in gara al Tuscan Rewind per Ucci-Briani

Nella festa per il tricolore del CIR uno spazio se lo sono ricavato Ucci-Briani, che con la sua Peugeot 208 R5 è arrivato terzo in gara e primo tra i partecipanti al Campionato Italiano Rally Terra. Il tricolore Terra vede l’ormai ex campione italiano secondo assoluto, dietro al francese Stephane Consani, già trionfatore della serie, qui sfortunatissimo con un’uscita di strada durante lo shakedown che gli ha impedito di prendere parte alla gara.

Ucci-Briani chiudono il Tuscan davanti Giacomo Costenaro, secondo in coppia Justin Bardin su Skoda Fabia R5. Completa il podio del CIRT il veronese Luca Hoelbling insieme a Federico Fiorini al volante della Hyundai i20 R5. Sfortunati protagonisti della gara del Terra sono stati Umberto Scandola (Hyundai i20 R5), autore di una gara perfetta e costretto al ritiro per panne elettrica quando era al primo posto assoluto del Tuscan e Nicolò Marchioro, che si ritira nelle prime battute di gara per una toccata che ha piegato un braccetto della sua Fabia R5, ma chiude comunque la stagione da terzo del Campionato.

Quarto posto in gara per Luciano Cobbe in coppia con Fabio Turco su Skoda Fabia R5 che chiude ai piedi del podio Terra al Tuscan dopo una stagione in crescita costante, sia nei risultati che e nelle prestazioni sulle strade bianche. Esaltante anche il piazzamento per Barone Jr.

Simone Baroncelli chiude infatti al quinto posto del CIRT al volante di Peugeot 208, davanti ai rivali di Campionato in R2B, coronando un’annata più che positiva al debutto nel tricolore. Alle sue spalle i due sardi di classe R2, rispettivamente Andrea Gallu e Michele Liceri, entrambi su 208 comunque protagonisti di una gara complessa e piena di insidie portata fino al traguardo.

Liceri in particolare è stato rallentato sin dalla prima prova della seconda giornata a causa della rottura ai freni. Completa l’impresa personale Davide Cagni che al volante di Renault Clio si porta a casa la vittoria di Coppa ACI Sport in classe N Due Ruote Motrici.

Nel Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici by Yokohama, serie ufficiale ACI Sport, la vittoria in gara va a Christian Gabbarrini, Subaru Impreza Sti davanti a William Toninelli su altra Impreza. Nel Trofeo sfortunato ritiro per il vincitore della competizione Mattia Codato a causa della rottura del differenziale della sua Mitsubshi Lancer Evo X durante la prima prova della giornata.

Andrea Gallu è pronto per il ritorno al Tuscan Rewind

Per la trasferta in terra senese al suo fianco avrà Fabio Salis che sostituirà, solo in questa gara l’impossibilitato per motivi familiari, Giuseppe Pirisinu, abituale co-equiper di Andrea Gallu. La macchina scelta è ancora una volta la Peugeot 208 R2 gommata Pirelli della Julli Racing con i colori del Team Autoservice Sport del patron Cenzo Ledda.

“Non vedo l’ora di tornare al volante della piccola 208 – dice Andrea Gallu – ci aspetta una gara molto impegnativa su prove che hanno scritto la storia del mondiale Rally in Italia. Correre sulle strade che hanno reso grandi Biasion, KKK, Alen e tanti altri piloti, mi da la giusta carica per affrontare al meglio quest’ultimo evento del Campionato Italiano. So che ci aspetta una classe particolarmente numerosa vista la presenza dei competitors del CIR Junior, CIR 2wd e del Trofeo Peugeot. Al mio fianco per questa gara ci sarà Fabio salis, scelta condivisa con Giuseppe Pirisinu, il quale purtroppo non potrà essere presente ma degnamente sostituito per l’avventura in terra toscana.

Basso, Campedelli, Crugnola e Rossetti: la sfida a quattro

Basso, Campedelli, Crugnola e Rossetti rappresentano la sfida a quattro del Tuscan Rewind, ultima prova del Campionato Italiano Rally (CIR), dal 21 al 23 novembre con partenza ed arrivo a Montalcino, e la “febbre” tende a salire. Fissata a mercoledì 13 novembre, la data utile per inviare le adesioni alla competizione, e già tanta è l’attesa per l’ultima prova tricolore stagionale che proprio nelle campagne senesi, ricche di ricordi “mondiali”, assegnerà il titolo, che già appassionati ed addetti ai lavori si producono in pronostici, fantasticano su chi potrà essere sopra il podio finale sia della gara che del Campionato.

Su chi anche, da “outsider”, potrà sparigliare le carte in tavola, muovere da una parte o dall’altra gli equilibri. Il “Tuscan”, organizzato da Eventstyle, non sarà un solo rally, ma ben quattro competizioni in un solo evento. E’ sempre più atteso, dall’intero movimento del rallismo italiano grazie ad un percorso che in tanti ricordano essere lo scenario inimitabile di pagine importanti di storia sportiva ed inoltre sarà epilogo anche del “tricolore terra” (CIRT) e del “Trofeo Terra Rally Storici” (TTRS), oltre a prevedere una competizione di “regolarità sport”.

Si parte dalla gara precedente, il Rally 2 Valli” di Verona: Andrea Crugnola vince nella città scaligera e spariglia le carte nella corsa al tricolore. Ben 4 piloti si giocheranno quindi il titolo sulla magica terra senese del Tuscan Rewind. Il responso del Rally 2 Valli ha lasciato dunque tutto apertissimo: la situazione di classifica si è fatta ancora più incerta, corta anzi, cortissima, con i primi quattro, scarti attuali compresi, racchiusi in meno di 10 punti.

L’unica certezza della vigilia è il fatto che i pretendenti al titolo sono soltanto quattro: nell’rdone di classifica Giandomenico Basso, Simone Campdelli, Andrea Crugnola, Luca Rossetti. Poi c’è il coefficiente maggiorato del Tuscan, due scarti ed ai fini della compilazione della classifica per il titolo assoluto piloti, nessuno sarà trasparente.

La possibilità che qualsiasi equipaggio non iscritto al CIR che giungerà nei primi dieci sottrarrà punti agli iscritti CIR, rende i calcoli previsionali decisamente difficili. Un finale dunque appassionante, quasi . . . “thrilling”.

Il leader, Giandomenico Basso (84,50 punti), 49 anni trevigiano da Cavaso del Tomba, già Campione italiano nel 2007 e 2016, nonchè Campione europeo nel 2006 e 2009, si aggiudica il titolo se: vince la gara oppure se arriva secondo ma non vince Simone Campedelli. Quest’ultimo (68,75 punti), romagnolo di 33 anni, già Campione su Terra nel 2007, può fare suo il titolo se pure lui vince la gara oppure se arriva secondo ma non vincono né Basso, né Andrea Crugnola.

Il terzo della lista è proprio il 30enne varesino (67,25 punti) “tricolore” Junior nel 2013 e Campione Italiano Rally Asfalto 2018 e 2019. Il driver di Calcinate del Pesce incamera il titolo se vince il Tuscan ma Basso non arriva secondo, oppure arriva secondo ma Basso e Campedelli vanno oltre il terzo posto e Luca Rossetti non vince. L’ultimo della lista è proprio lui, “Rox”, pilota ufficiale Citroen, con 65,50 punti. Friulano di Pordenone, 43 anni, tre volte Campione Europeo (2008, 2010 e 2011), Campione Italiano nel 2008 ed anche Campione turco nel 2012, vince il titolo se: primeggia in gara ma Basso e Campedelli non arrivano secondi.

Riflettori puntati poi anche sul Campionato Italiano Junior termina anch’esso al Tuscan e in lotta ci sono il siciliano Marco Pollara (60,75 punti) ed il molisano Giuseppe Testa (54,25 punti). Anche in questo caso il punteggio di gara sarà moltiplicato per 1,5 e si dovranno scartare i due peggiori risultati.

Lotta sul filo di lana anche per il Campionato Costruttori, con Ford al comando con 7,25 punti in più di Citroen. Stessa situazione nel Campionato Costruttori 2 ruote motrici con solamente 3,5 punti che dividono Peugeot da Ford, a vantaggio della casa francese. Nei due campionati costruttori valgono tutti i risultati acquisiti, con coefficiente di 1,5 per la gara senese.

Gare più brevi nel CIRT e cambi coefficienti per la CRZ

Altre importanti novità regolamentari per la stagione 2020 riguardano il chilometraggio minimo per i rally valevoli per il CIRT, o Campionato Italiano Rally Terra, a coefficiente 1, che si ridurrà da 90 a 70 chilometri di prove speciali. Il numero minimo di prove speciali differenti sarà fissato a due soltanto.

Nelle gare valide per le varie Coppe Rally di Zona scende invece a 1,5 il coefficiente per le gare abbinate a CIWRC e CIRT. Mentre viene confermato il coefficiente 2 per le gare del CIR.

Rachele Somaschini al Tuscan Rewind col titolo in tasca

L’equipaggio Somaschini-Lombardi è vincente: le due ragazze terribili vinto il titolo in palio nella classifica femminile del CIR. Sulla Citroen DS3 R3T di RS Team grazie ad un trentesimo posto assoluto che le ha assicurato punteggio pieno, hanno conquistato la Coppa ACI Sport Femminile e la Coppa ACI Sport R3, nel Campionato Italiano Rally.

Risultato conseguito nonostante la rottura di un cerchio a causa di un grosso taglio ed un pesante virus che ha afflitto la pilota di Cusano Milanino fin dai giorni precedenti il rally. Lei proprio non molla mai, abituata a combattere al volante e soprattutto nella vita, essendo nata con la malattia genetica grave più diffusa, la fibrosi cistica.

Chi la conosce sa che è infatti anche testimonial della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica Onlus e che è sempre impegnata in prima linea sia personalmente sia nel mondo del Motorsport con il progetto #CorrerePerUnRespiro, una campagna di raccolta fondi e di sensibilizzazione. Queste le sue parole dopo la vittoria di ieri:

“E’ stata una gara lunga e sofferta, anche a causa dei tanti piccoli errori fatti da me, ma nonostante questo sono riuscita a ottenere il risultato che ci eravamo prefissate. Io e Chiara volevamo con tutto il cuore arrivare proprio al Rally 2 Valli e chiudere il Campionato, a compimento di un anno dalla prima gara corsa insieme. Siamo cresciute tanto insieme e la ringrazio moltissimo per il lavoro svolto durante questo anno, il suo supporto è stato fondamentale. Ringrazio anche la Sportec Engineering per aver curato la macchina sempre in modo impeccabile e ringrazio Hankook Competition per le gomme”.

“Ovviamente un pensiero particolare va alla mia famiglia per come mi ha sempre sostenuta e spronata a ogni gara, e sono grata anche a tutti coloro che mi stanno vicini: sia chi in primo piano mi segue in gara, come Sergio Marchetti, il nostro Direttore Sportivo che ci supporta da quando ho iniziato a correre, sia Marika Ragni per aver sempre portato avanti il progetto charity #CorrerePerUnRespiro, sia coloro che lavorano dietro le quinte e che mi hanno seguita e tifata. Un enorme grazie anche ai miei sponsor per avermi permesso di essere sempre presente e realizzare questo mio sogno. A tutti loro dedico questa bella vittoria”

Il prossimo appuntamento sarà al Rally Tuscan Rewind, su terra. Molto probabile anche un’incursione precedente al Balcone delle Marche, valido per il Campionato Raceday, come Test pre-Tuscan. Vi aspettiamo per festeggiare tutti insieme sul palco di arrivo.

Trofeo Terra Rally Storici: si chiude al Tuscan Rewind

Continua la tradizione delle vetture storiche, il Tuscan Rewind, che proprio 10 anni fa nacque come una rievocazione degli anni ruggenti del rallismo proponendo le vetture che hanno fatto la storia delle corse su strada. La tradizione prosegue, ovviamente, anche quest’anno: la parte “historic” sarà parte integrante dell’evento che avrà gli sterrati della provincia di Siena, come scenario unico, dove appunto le vetture storiche torneranno di gran forza dal 21 al 23 novembre con partenza ed arrivo a Montalcino.

Sarà, questa, la decima edizione della gara, organizzata da Eventstyle, proponendo oltre alle magnifiche campagne senesi grandi contenuti tecnico-sportivi, a partire dal Campionato Italiano Rally (CIR), ma anche con il “tricolore terra” (CIRT) e del Trofeo Terra Rally Storici (TTRS), oltre alla “regolarità sport”: quattro competizioni in un solo evento, quindi, per la gioia degli amanti delle gare su terra.

Il Trofeo Terra Rally Storici consumerà, nel senese, l’ultimo atto del cammino 2019: prima di questo, due settimane prima sarà in scena la penultima tappa, al Rally delle Marche, a Cingoli (Macerata). In totale, la stagione del Trofeo Terra Rally Storici, che è al suo primo anno di svolgimento, nato per gratificare i piloti delle auto storiche amanti delle strade bianche, prevede cinque gare, la stagione si è avviata a marzo al “Valtiberina”, per proseguire poi alla Coppa Liburna, quindi al Rally Adriatico, prima appunto di “Marche” e “Tuscan”.

La classifica del raggruppamento “quattro ruote motrici+gruppo B” vede al comando Mauro Sipsz (primo anche del 4° Raggruppamento), con la Lancia Rally 037, con 46 punti, quasi il doppio di quelli che, con una sola gara, ha incamerato il veneto Simone Romagna (Lancia Delta Integrale), vincitore alla gara di esordio di Arezzo. Il raggruppamento “due ruote motrici” è per adesso in mano a Corrado Lazzaretto (Ford Escort RS 2000), con 48 punti (in testa anche al 3° Raggruppamento), otto in più di Andrea Guggiari (Ford Escort MK II) e Marcello Rocchieri (Opel Kadettt GTE), entrambi a 40 punti. Nel 2° Raggruppamento è invece al comando Davide Cesarini (Ford Escort RS 1600).

CIR 2020: RIS, Roma Capitale, auto storiche e pubblico

Arrivano altre novità in vista per il CIR 2020, oltre a quelle già annunciate ieri. Dalla prossima stagione anche nella gara di Campionato Europeo Rally (Rally di Roma Capitale), come in quella iridata (Rally Italia Sardegna) i piloti stranieri saranno trasparenti ai fini dell’attribuzione del punteggio per il CIR.

Fra le novità di contorno anche l’obbligo per gli organizzatori di pubblicare i tempi dello shakedown: ciò varrà non solo per il CIR ma anche per CIWRC e CIT. Le novità relative al CIR 2020 non finiscono qui. Ce ne sono anche per quanto riguarda le gare di contorno.

Infatti, nel caso in cui il rally CIR venisse preceduto da un rally storico, tra le due gare dovrà intercorrere un intervallo di almeno tre ore. Si eviteranno così casi come quello del recente Rally del Friuli, dove le rotture dei motori delle “storiche” hanno causato ritardi e annullamenti nella gara delle moderne.

Sul fronte dei media, ma indirettamente anche del pubblico, il CIR 2020 proporrà una sorta di “media zone” all’ingresso dei parchi assistenza dove i giornalisti potranno colloquiare come nel WRC con i piloti senza doverli “disturbare” in assistenza, dove devono rifocillarsi e confrontarsi con i tecnici.

Un segno che apre la porta verso un maggiore coinvolgimento anche del pubblico. Il prossimo passo, sempre in analogia con il mondiale, potrebbe essere la sessione di autografi e di foto con gli appassionati.

CIRT, il Trofeo Gruppo N 4X4 premia l’assente Mattia Codato

La serie su terra gommata Yokohama e riservata alle vetture di Gruppo N quattro ruote motrici ha consegnato la vittoria a Mattia Codato, che pur assente al Rally Nido dell’Aquila si è laureato matematicamente campione con l’evolversi dell’evento alla luce delle sue tre affermazioni consecutive al 26° Rally Adriatico, al Rally Italia Sardegna e al 47° San Marino Rally.

A vincere la gara, alla prima uscita su terra della sua stagione 2019 e alla prima apparizione nel Trofeo, è stato a sorpresa Gianni Bardin (nella foto) al volante di una Mitsubishi Lancer Evo IX e navigato da Paolo de Salvador. L’equipaggio ha avuto la meglio sul primo leader Christiano Gabbarrini, su Subaru Impreza STI in equipaggio con Emilio Nati. Gabbarrini era parso particolarmente in forma, ma per la terza volta in questa stagione è stato costretto al ritiro quando aveva ottime chances di vittoria.

La classifica del Trofeo, quando manca solo l’ultimo round in programma al 10° Rally Tuscan Rewind (21-23 novembre) e con la vittoria assegnata a Codato, vedrà un interessante confronto per il secondo posto tra Bardin (15 punti), Bardini (12 punti) e lo stesso Gabbarrini che potrebbe rientrare in partita, dato che la gara toscana avrà coefficiente 1.5.

CIRT, Stephane Consani e Pirelli campioni italiani in anticipo

Il francese Stephane Consani è il nuovo campione italiano rally su terra 2019. Titolo intascato addirittura con una gara d’anticipo, vincendo quattro gare su quattro. E grazie al driver francese, anche Pirelli è campione d’Italia rally su terra. La conferma è arrivata grazie al successo ottenuto al Rally Nido dell’Aquila da Stephane Consani e Thibault De La Haye con la Skoda Fabia R5 del team Erreffe.

Stephane Consani ha sfruttato perfettamente le doti di precisione e aderenza in trazione e frenata dei suoi Pirelli Scorpion, qui impiegati nelle versioni K e XR, quest’ultimo il tipo racing terra particolarmente adatto alle prove dal fondo sterrato più omogeneo. A completare il successo dei pneumatici Pirelli Scorpion, l’eccellente secondo posto del Campione d’Italia assoluto in carica, Paolo Andreucci (Peugeot 208 T16).

Terenzio Testoni, rally activity manager Pirelli. “Continua la serie di significativi successi di Pirelli, e dopo il recente debutto vincente nel mondiale in Turchia, dove i piloti con i nuovi Pirelli Scorpion K hanno occupato tutto il podio nella classe WRC2, oggi è arrivato con una gara di anticipo il titolo di Campione d’Italia Rally Terra grazie al francese Stephane Consani a cui vanno le nostre congratulazioni per una stagione semplicemente perfetta”.

Dopo le vittorie al Rally dell’Adriatico, al Rally d’Italia Sardegna e al Rally di San Marino ha aggiunto quella odierna decisiva al Nido dell’Aquila: un en-plein che conferma anche l’efficienza e la versatilità dei pneumatici per lo sterrato Pirelli Scorpion”, aggiunge Testoni, di Pirelli.

CIRT, Stephane Consani a man bassa al Nido dell’Aquila

Stephane Consani e Thibault De La Haye su Skoda Fabia R5 vincono Il Nido dell’Aquila e si aggiudicano il successo nel Campionato Italiano Rally Terra 2019. Un autentico trionfo per l’equipaggio francese a Nocera Umbra che, grazie al sigillo nella gara organizzata da PRS Group, mettono in fila quattro vittorie su quattro round della massima serie tricolore sul fondo sterrato e si portano a casa il titolo con una gara d’anticipo. Ma vediamo come si è evoluto tappa dopo tappa questo rally.

Il Rally Il Nido dell’Aquila inizia ad indirizzare il tricolore nelle mani di Stephane Consani. Dopo appena due prove speciali e circa 23 chilometri percorsi nella gara umbra il francese sulla Skoda Fabia di Erreffe Rally Team gommata Pirelli si ritrova al comando della gara, con poco margine dai primi inseguitori, ma già un buon gap dal rivale in Campionato Nicolò Marchioro.

Consani con questo doppio scratch sulle due prove iniziali si trova ora a +29.9’’ sul giovane padovano. Marchioro (Fabia R5) si troverebbe quindi costretto ad accontentarsi dei punti del quinto posto per il CIR Terra. Una differenza che consentirebbe all’equipaggio transalpino Consani-De La Haye di festeggiare la vittoria del Campionato con una gara d’anticipo.

Condizionale d’obbligo perché nulla è ancora scontato, tantomeno a quattro prove dal termine sulle selettive strade bianche di Nocera Umbra. Ad insidiare il primo posto infatti c’è Paolo Andreucci, che si attesta in seconda posizione sulla prima prova, terzo invece sulla “Monte Pennino” e al rientro in assistenza porta la sua Peugeot a +4.9’’. Terzo posto attuale per il pilota di casa Francesco Fanari, anche lui su Fabia R5, che fa segnare un buon tempo sul Pennino, secondo solo a Consani.

Prosegue senza affanni la gara test di Simone Campedelli (Ford Fiesta R5), quarto in classifica generale ma trasparente ai fini del risultato per il CIRT. Quinto Umberto Scandola su Hyundai i20 R5, distante dai primi soprattutto al secondo crono di giornata nel quale perde 11.9’’, davanti al rientrante Mauro Trentin sesto da outsider su Fabia R5. Quindi Marchioro precede un terzetto di terraioli a completare la top ten assoluta.

Luciano Cobbe precede l’altra Fabia R5 di Tullio Luigi Versace, che paga una scelta azzardata di gomme sulla PS1. Decimo posto per Luigi Ricci, su i20 NG, rallentato da un problema alla turbina non risolto dallo shakedown. Debutto con qualche affanno in partenza per Massimo Squarcialupi su Ford Fiesta R5, protagonista di un testacoda sul finale in discesa della prima speciale.

Un principio di incendio impensierisce sul finale della “Monte Pennino” Christiano Gabbarrini su Subaru Impreza STI, ora secondo nel Gruppo N alle spalle del migliore di categoria Emanuele Silvestri al volante di Mitsubishi Lancer Evo IX.

In classe R2B si mette ancora in evidenza il giovane Enrico Oldrati, al comando nella speciale classifica su Ford Fiesta davanti a Filippo Epis su Peugeot 208. Altre due vetture del leone completano il gruppo di R2 in gara, con i giovani del Terra Fabio Battilani, al debutto umbro con una nuova vettura, davanti al toscano Simone Baroncelli, protagonista di un dritto dopo un dosso sulla seconda prova.

In classe R3T buon avvio per Filippo Baldinini nonostante diversi problemi già in partenza. La sua Citroen DS3 non si accende in partenza e ha qualche problema al cambio sul Monte Alago. Lo scratch sulla PS2 permette invece a Baldinini di recuperare e chiudere momentaneamente in vataggio rispetto al rivale di classe Andrea Coti Zelati, distante appena tre decimi su stessa vettura francese.

Tra le N3 comanda al momento Icacopo Lucarelli su Opel Astra OPC davanti al pluricampione del Cross Country Lorenzo Codecà, su Subaru Impreza, quindi il terraiolo Davide Cagni paga un distacco considerevole di circa 40’’ a prova su Renault Clio RS.

Paolo Andreucci al Nido dell'Aquila
Paolo Andreucci al Rally Nido dell’Aquila 2019

Classifica dopo PS2

1. Consani-De La Haye (Skoda Fabia) in 16’22.1; 2. Andreucci-Briani (Peugeot 208) a 4.9; 3. Fanari-Ometto (Skoda Fabia) a 7.7; 4. Campedelli-Canton (Ford Fiesta) a 8.2; 5. Scandola-D’Amore (Hyundai I20 New) a 16.1; 6. Trentin-De Marco (Skoda Fabia) a 29.7; 7. Marchioro-Marchetti (Skoda Fabia) a 29.9; 8. Cobbe-Turco (Skoda Fabia) a 50.2; 9. Versace-Caldart (Skoda Fabia) a 57.3; 10. Ricci-Biordi (Hyundai I20 New) a 1’02.6. 

Consani senza pietà: gara e titolo

“En plain” per dirla con l’accento provenzale del giovane driver di Bouc-Bel-Air, ma di origine pisana, che ha saputo dominare il CIR Terra al volante della vettura dell’Erreffe Rally Team gommata Pirelli. Il francese è inoltre il primo straniero a vincere il Terra, il secondo a centrare un titolo italiano rally dopo il connazionale Eric Comas su Lancia Stratos nel CIR Auto Storiche 2015.

“Sono troppo contento per questa vittoria. Anche qui ci abbiamo creduto e abbiamo spinto da subito. Un successo che devo condividere con Thibault e la squadra, sono stati perfetti, anche in questa gara. Mi hanno messo sempre in condizione di dare il massimo. Il punto più alto è arrivato forse al Rally Italia Sardegna, lì abbiamo capito che avevamo davvero le carte in regola per puntare al titolo.”

Dopo il Rally Adriatico, l’appuntamento del Mondiale, il San Marino Rally è arrivato l’ultimo acuto al Nido. Una quarta firma indirizzata da Consani sin dallo start della gara umbra. Tre scratch nei primi tre crono del rally infatti hanno portato il tandem transalpino in testa. Primato che non è più sfuggito, fino alla bandiera a scacchi, nonostante gli attacchi dei diversi big del Campionato, in corsa anche sugli sterrati ghiaiosi del Monte Alago e Monte Pennino.

Il migliore tra questi è stato Paolo Andreucci. Aveva gli occhi addosso sin dall’inizio della stagione ed è riuscito a confermarsi anche in questo appuntamento. Dopo il primo giro sulle due prove speciali era 5.5’’ dietro al leader, ma ha provato in tutti i modi, fino all’ultimo chilometro, a riaprire la partita. Due su sei le prove vinte dal garfagnino al debutto umbro, affiancato da Rudy Briani su Peugeot 208 T16 R5 di MM Motorsport gommata Pirelli, che chiude al secondo posto a +5.4’’. Completa il podio Umberto Scandola.

Il veronese ha pagato lo scotto di partire con il numero 1, soprattutto nelle battute iniziali. Dopo il primo loop erano già 16.1 i secondi che lo separavano da Consani. Poi non gli è rimasto che mantenere il terzo posto insieme a Guido D’Amore sulla Hyundai i20 NG R5 di Hyundai Rally Team Italia con gomme Michelin.

Alla cerimonia finale in piazza Umberto I manca ancora all’appello uno dei big del Terra. Quarto un anno fa al Nido, quarto due mesi fa a San Marino. Nicolò Marchioro è ancora fuori dalle posizioni che contano. Come nel 2018 infatti una falsa partenza esclude in anticipo dalla corsa al titolo il giovane padovano. Sui tornanti iniziali del Monte Alago i problemi ai freni della Skoda Fabia R5 di RB Motorsport, con gomme Yokohama, costringono lui e Marco Marchetti a 19’’ di distanza dalla vetta.

Montagna che appare impossibile da scalare per Marchioro, che finisce per portare a casa solo il quinto posto. Prima di lui chiude invece ad un passo dal podio il pilota di casa Francesco Fanari. Ancora ottima la sua prova sullo sterrato amico, sempre tra i migliori ad ogni speciale. Alla fine una pietra sulla penultima piesse limita la rincorsa del pilota di Spello al volante della Fabia R5 di Step Five nella coppia inedita con Pietro Ometto. Sesto posto anche per gli ormai ex campioni terra Mauro Trentin ed Alice De Marco, su vettura gemella, che hanno ripreso il ritmo senza troppe pretese dopo diversi mesi di stop.

Era una gara test anche e soprattutto per Simone Campedelli. Il cesenate era tra i più attesi con Tania Canton sulla Ford Fiesta R5 di GB Motors, ma un manicotto del turbo staccato sulla terza piesse e una foratura nel finale ne limitano le ambizioni in gara, nonostante qualche tempo davvero interessante, buono per riprendere feeling sul fondo bianco.

Completano la top ten assoluta i veterani del Terra. Settimo Gigi Ricci, con Alessandro Biordi autore di una progressione costante sulla i20 NG R5, davanti a Luciano Cobbe e Fabio Turco, anche loro costanti sulla Fabia R5. Nono posto per l’equipaggio sloveno outsider Alijosa Novak e Jaka Cevc, davanti al decimo per l’altra Fabia R5 di Tullio Luigi Versace e Cristina Caldart, partiti ad handicap per un scelta azzardata di penumatici nelle fasi iniziali.

Appena fuori dai migliori dieci si piazza il romano Emanuele Silvestri, che si piazza primo di Gruppo N su Mitsubishi Lancer Evo IX, dietro di lui Gianni Bardin su altra vettura giapponese si aggiudica la gara per il Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici firmato Yokohama.

Un colpo di scena nel finale indirizza invece il successo tra le R2. Enrico Oldrati stacca una ruota proprio all’ultima speciale, dopo un rally sempre in testa su Fiesta R2B. Così chiude al primo posto il friulano Filippo Epis su Peugeot 208 davanti al toscano del Terra Simone Baroncelli, anche lui sulla vettura del leone. Successo in classe R3T per Andrea Coti Zelati, che si aggiudica la sfida tra Citroen DS3 contro il terraiolo Filippo Baldinini, costretto al ritiro per problemi all’alternatore quando era saldamente in testa a due prove dal termine.

Per quanto riguarda invece le N 2 Ruote Motrici è Giacomo Matteuzzi su Peugeot 106 S16 a mettersi davanti al rivale per la Coppa Davide Cagni, l’emiliano del Terra che era partito a rilento in mattinata per un assetto e gomme inadatte sulla ghiaia con la Renault Clio RS. Ora manca solo il Tuscan Rewind, gara a coefficiente 1,5 programmata a fine novembre.

Tutte le sfide del CIRT tra analisi e pronostici

Il capoclassifica del CIRT, il francese Stephane Consani, è chiamato a difendere la propria leadership. Insieme al fido copilota Thibault De La Haye sulla Skoda Fabia R5 di Erreffe Rally Team gommata Pirelli, si prepara alle ultime due sfide di Campionato con forte di tre vittorie in tre uscite. Alla quarta proverà quindi a chiudere i conti in anticipo, ma molto dipenderà anche dalla prova dei suoi rivali.

Il più quotato tra questi rimane evidentemente Nicolò Marchioro. Il giovane pilota di Montagnana parte ancora dal secondo posto in classifica, a +17,5 punti dal transalpino. Difficile, ma non impossibile per lui l’impresa di riaprire la corsa al primato. Ci proverà sempre insieme a Marco Marchetti su Skoda Fabia R5 di RB Motorsport gommata Yokohama, nel tentativo di riscattare la gara umbra che, proprio un anno fa, lo tagliò fuori dal podio.

Qualche pressione in meno per altri due top driver, Umberto Scandola e Paolo Andreucci, anche loro ancora matematicamente in corsa per il titolo. Il veronese parte da quota 26 punti con una conoscenza ormai approfondita della sua Hyundai i20 NG R5 gommata Michelin insieme a Hyundai Rally Team Italia. Sempre con Guido D’Amore alla destra, non gli resta altro che tentare il colpaccio al debutto sulle strade del Nido.

Discorso simile anche per il pluricampione toscano, anche lui alla prima occasione sugli sterrati umbri e alla ricerca del primo acuto nel Terra. Dopo due podii su due in Campionato punterà a fare meglio, ancora affiancato da Rudy Briani su Peugeot 208 T16 R5 di MM Motorsport.

Non finisce qui. Perché i grandi nomi proseguono con altri due pezzi da novanta. Per una gara test in vista dell’ultima sfida su terra al Tuscan Rewind, valida anche per il CIR, vestirà i panni dell’outsider Simone Campedelli, in coppia con Tania Canton, logicamente su Ford Fiesta R5 della GB Motors con i colori di Orange 1 Racing. Ritorno spot tra i terraioli anche per il campione in carica Mauro Trentin.

Il driver veneto inizierà a riprendere il ritmo in vista della prossima stagione, sempre nel pacchetto Campione d’Italia, navigato da Alice De Marco su Skoda Fabia R5 di Step Five. Quotatissimo anche il “padrone di casa” Francesco Fanari, al suo debutto stagionale in Campionato, sempre con la Fabia R5 di Step Five. Il pilota Foligno proverà a migliorare il secondo posto dell’ultima edizione, con la novità di Pietro Ometto alle note.

Tra gli outsider sarà interessante seguire la prova di Mauro Sipsz che, insieme a Fabrizia Pons, correrà sulla Hyundai i20 R5 del team ffrancese di Stephane Sarrazin. Attenzione poi anche al giovane sloveno classe ’92 Aljosa Novak , anche lui su Fabia. La flotta di R5 si arricchisce con la presenza di altri validi terraioli.

Vuole confermare l’ottimo percorso portato avanti al primo anno in questa serie il toscano Massimo Squarcialupi, con il fratello Giovanni a bordo di Fiesta, poi il bresciano Luigi Ricci, ancora affiancato da Massimiliano Biordi su una Hyunda i20, quindi i veterani Tullio Luigi Versace insieme a Cristina Caldart e Luciano Cobbe con Emanuela Turco, entrambi armati di una R5 ceca. Tre “variabili in grado di rimescolare le carte.

Tra le 4 Ruote Motrici in corsa Christian Gabbarrini con Erminio Nati al volante di Subaru Impreza STI N4. Per la categoria R3 Filippo Baldinini e Diego Zanotti vogliono rilanciarsi per la Coppa ACI Sport di classe sulla Citroen DS3 R3T. Sarà interessante seguire da vicino anche la nuova battaglia tra i giovani di classe R2B. Due le Peugeot 208 guidate dall’emiliano Fabio Battilani, con Jasmine Manfredi e il toscano di Pistoia Simone “Barone” Baroncelli, con Simona Righetti che se la vedranno con Enrico Oldrati, a bordo di Fiesta insieme ad Elia De Guio.

Tra le N 2 Ruote Motrici invece l’altro giovane emiliano Davide Cagni proverà a consolidare la leadership in Coppa insieme a Stefano Palù su una Renault Clio Rs. Anche al Nido dell’Aquila prosegue la possibilità d’affiancamento al CIRT per i Side by Side. Stavolta saranno in quattro, tutti a bordo dei modelli Yamaha.

Scuderia Palladio da Bassano all’Umbria, dall’IRC al CIRT

Duplice appuntamento in vista per la Scuderia Palladio, con due rally titolati in programma nel prossimo fine settimana: il Città di Bassano valevole per l’International Rally Cup e il Nido dell’Aquila, quarto e penultimo appuntamento del Campionato Italiano Terra. 

Il rally bassanese noto anche come il “mundialito del Veneto”, sarà gara decisiva per l’edizione 2019 dell’I.R.C., obiettivo iniziale della stagione di Manuel Sossella che però, con una partecipazione in meno rispetto agli avversari sommata ad un ritiro, resta in gioco solo per quanto concesso dalla matematica.

“Il Città di Bassano è una gara che ho nel cuore essendo una delle prime dove ho visto gareggiare mio papà Sereno, ma è anche una di quelle che manca al mio palmares – afferma il pilota vicentino – e assieme a Gabriele cercherò di colmare questo vuoto affidandomi nuovamente alla Ford Fiesta WRC della Tamauto”.

“Purtroppo i soli due risultati utili, ci relegano ai margini della lotta per la vittoria assoluta della Serie, ma come sempre cercheremo di dare il massimo cercando la vittoria che sulle strade del Bassano ha sempre un valore particolare.” Sossella e Falzone, partiranno con il numero 1 sulle fiancate della Fiesta con la quale affronteranno un percorso molto impegnativo con oltre 120 chilometri cronometrati distribuiti in otto prove speciali tutte nella giornata di sabato 28 settembre. 

Altra regione e altro fondo per Tullio Versace che, dopo l’estemporanea presenza al Città di Scorzè dello scorso agosto, si prepara a tornare sugli amati sterrati, nuovamente alla ribalta dopo la disputa del Rally San Marino: è alle porte infatti, l’edizione 2019 del Nido dell’Aquila, valevole per il Campionato Italiano Terra che il pilota trevigiano che disputerà utilizzando una volta di più la Skoda Fabia R5 messa a disposizione da Errebi Motorsport e con Cristina Caldart sul sedile di destra. 

Il Nido dell’Aquila è una gara particolare, che si corre su due diverse prove speciali delle quali una nuova, mai disputata prima; gara impegnativa comunque, e con lo stimolo del confronto con i migliori interpreti della specialità: un motivo in più per dare il massimo e onorare i colori della Scuderia Palladio: questo, in sintesi, il pensiero di Tullio Versace.

CIRT, Andreucci con Rudy Briani al Rally Nido dell’Aquila

Dopo la pausa estiva, il garfagnino Paolo Andreucci torna ad indossare tuta e casco per il penultimo appuntamento stagionale del Campionato Italiano Rally Terra, in programma per questo weekend a Nocera Umbra.

Il Nido dell’Aquila, gara organizzata da PRS Group, insieme al Comune di Nocera Umbra ed a Radio Subasio, si presenta quest’anno con la logistica confermata a Nocera Umbra ma con il percorso in parte rivisto rispetto all’edizione 2018. Sono infatti previste due sole prove speciali in luogo delle tre proposte nel 2018, entrambe da percorrere tre volte. Il Pilota garfagnino è reduce dalla gara tricolore di Udine di fine agosto, vissuta da coach Peugeot e da importanti impegni con ACI Sport, e torna adesso a bordo della vettura della casa francese per divertirsi sulla terra di Perugia.

“Un nuovo tracciato su cui correre non capita spesso – ha commentato il pluricampione Paolo Andreucci – soprattutto per me che sono anni che corro in giro per l’Italia. Al Nido dell’Aquila non ho mai corso, è una gara del tutto nuova per me e mi fa piacere scoprire nuovi tracciati. Al San Marino stavamo iniziando ad avere un buon passo e spero di continuare da dove avevamo lasciato. Grazie ai nostri sponsor, a Stefano Peletto su tutti, FIAMM e adesso anche con Tomei Nautica Service stiamo portando avanti un buon campionato, continuiamo ad aumentare anche il feeling con la vettura ed a bordo con il mio navigatore Rudy Briani. Da venerdì saremo pronti per far divertire i tanti appassionati che ci seguiranno a bordo della nostra fiammante Peugeot 208 T16, certi di non passare inosservati”.

Paolo Andreucci, che come sempre si affiderà alle gomme Pirelli e già dallo shakedown “Case Basse / Bagni” (km. 2,020), punterà a trovare il giusto set up per la vettura francese. Lo shakedown utilizza un nuovo percorso che parte da Case Basse a circa 1 km. dal Parco Assistenza di Nocera Umbra. La partenza è in leggera salita con una serie di curve medie con careggiata stretta. Nella parte centrale si velocizza un po’, ma in prossimità di Bagni ridiventa lento. Il percorso rispecchia la tipologia di fondo delle prove che si troverà in gara, anche se con careggiata ridotta e termina proprio alle porte di Bagni di Nocera.

La gara entrerà nel vivo venerdì mattina con le verifiche sportive e distribuzione road-book, seguite dalle verifiche tecniche e dallo shakedown, per permettere successivamente ai piloti di effettuare le ricognizioni regolamentari nel pomeriggio. Sabato mattina il semaforo verde scatterà alle 09:01 dalla piazza Umberto I di Nocera Umbra ed i piloti vedranno la bandiera a scacchi nello stesso posto alle 16:00, dopo che avranno percorso 146,30 chilometri in totale, di cui 70 di prove speciali.

Intervista a Paolo Andreucci: Consani, CIRT e stagione 2020

Andreucci è sempre Andreucci. Anche in questo 2019, in una veste del tutto inedita dopo un decennio sempre sulla cresta dell’onda, il garfagnino sta vivendo una stagione da protagonista nel Campionato Italiano Rally Terra. Insieme a Rudy Briani sulla Peugeot 208 T16 R5 di MM Motorsport gommata Pirelli, il pluricampione italiano è salito sul terzo gradino del podio in entrambe le gare disputate nella serie tricolore. Dopo l’ottimo feeling dimostrato nel San Marino Rally, Paolo Andreucci proverà ora a fare un passo avanti nel prossimo round di Campionato al Nido dell’Aquila.

Rally Nido dell’Aquila: una delle poche gare nuove per te, cosa ti aspetti?

“Non l’ho mai corsa. Però ho un ricordo del ’90. Se non sbaglio andai per fare delle prove nei pressi delle speciali di oggi. Ricordo uno sterrato veloce e con diversi tornanti a salire. Però effettivamente è una gara che non conosco. Credo che sarà un rally sulla falsariga degli altri per quanto riguarda il Campionato. Ci saranno i soliti piloti delle gare precedenti. Gli avversari sono sempre quelli e sarà di nuovo un rally bello combattuto. Noi cerchiamo di andare bene e di fare sempre meglio. Anche nell’ultimo round a San Marino infatti sentivo sempre più confidenza. Dopo qualche gara avevo iniziato a migliorare e mi sarebbe piaciuto fare qualcosa in più di quello che alla fine abbiamo raccolto.”

Il CIRT ad oggi ha avuto un protagonista assoluto, forse inaspettato: Stephane Consani. Si può riaprire il discorso tricolore?

“Al momento credo che lui sia davvero avvantaggiato. Ha un buon margine di punti di vantaggio su tutti e la questione Campionato sembra abbastanza indirizzata. In più Consani è un bravo pilota con una buona macchina. Quindi la vedo difficile che si possa riaprire”.

La tua opinione su questo Campionato Italiano Rally Terra

“Questo è davvero un bel campionato. Le gare su terra in Italia poi sono tutte molto belle. Ai piloti fa sempre piacere correre sulla terra, in più, in questo Campionato ci sono tante macchine e piloti di livello. Tutto questo rende il contesto particolare e molto interessante, sia per chi corre che per gli appassionati.”

Come stai vivendo questa stagione piena di novità per te?

“Quest’anno mi sono trovato bene. È stata un’esperienza positiva con i corsi Peugeot, a seguire i trofeisti e i giovani piloti. Che sono molti. Mi ha fatto piacere avere anche un anno sperimentale e staccarmi un periodo dal CIR per studiare altre cose. Ho avuto l’opportunità di confrontare e guardare diversi ambienti, conoscere molte situazioni e farmi un’idea su diversi contesti. È servito come nuovo punto di vista per capire lo status dei piloti in Italia e analizzare anche come e cosa si può fare per aumentare il livello dei piloti italiani.”

Paolo Andreucci cosa vede per il 2020?

“Non so. Mi piace sempre condividere i programmi insieme a Peugeot e Pirelli. Con loro abbiamo dei piani ancora da definire e alcuni progetti da portare avanti. Sinceramente però, ad oggi non abbiamo ancora parlato del futuro. Stiamo portando avanti anche dei test, ma non abbiamo ancora abbozzato nulla in prospettiva. Guardando avanti comunque posso dire che mi piacerebbe continuare a correre, ma non voglio farlo a tutti i costi.”

Simone Campedelli al Rally Nido dell’Aquila con la Fiesta R5

Dopo il recente successo al Rally di Modena, Simone Campedelli tornerà a vestire i panni di“guest star” ma stavolta al via del Nido Dell’Aquila, gara del Campionato Italiano Rally Terra, previsto per il prossimo fine settimana. Un test su terra, se la si vuol dire con le parole esatte.

Nuovamente a bordo della Ford Fiesta R5 della GB Motors con i tradizionali colori di Orange 1 Racing, Campedelli insieme alla fida Tania Canton, affronterà quest’altra sfida come un ulteriore allenamento per il rush finale del Campionato Italiano Rally, il 10°Tuscan Rewind, dove i migliori interpreti del Campionato si sfideranno sugli sterrati di Montalcino.

“Dopo l’esperienza divertente del Rally di Modena che è stata molto utile ed allenante per me e Tania, abbiamo ancora voglia di provare, ma stavolta vogliamo farlo sulla terra» ha confermato il driver cesenate «Il miglior modo di arrivare preparati all’ultima gara del CIR e concludere al top l’annata agonistica è partecipare a questa gara che rappresenta una cornice importante di piloti di alta qualità, davvero molto forti”.

Umberto Scandola sarà al via del Rally Nido dell’Aquila

Meno di due settimane alla prossima gara valida per il Campionato Italiano Rally Terra. Tra due week end infatti gli specialisti delle strade bianche si ritroveranno nella provincia di Perugia per il Rally Il Nido dell’Aquila, quarto e penultimo atto del tricolore.

Tra questi non mancherà Umberto Scandola. Il pilota di Verona è infatti impegnato in questi giorni a San Martino di Castrozza per seguire con Hyundai Rally Team Italia la i20 R5 portata in gara dal pavese Giacomo Scattolon. Con la vettura della casa coreana l’attuale n°3 della classifica assoluta del #CIRT a quota 26 punti proverà a rilanciarsi in vista del rush finale.

“Sì ci saremo al Nido dell’Aquila, ma stavolta con una macchina sola per noi di Hyundai Rally Team Italia. Ci saremo io e Guido D’Amore sulla i20 R5. Sarà un altro impegno interessante per quanto riguarda il Terra. Per ora non sappiamo se riusciremo a fare dei test in vista dell’appuntamento di Nocera Umbra, ma a breve decideremo.”

Nicolò Marchioro e la stagione (quasi) copia-incolla nel CIRT

Come un anno prima. La stagione di Nicolò Marchioro nel Campionato Italiano Rally Terra sembra quasi un copia incolla. Anche nel 2019 infatti il pilota di Montagnana non ha trovato subito il ritmo giusto nelle prime gare, ma è rimasto sempre ad un passo dalla vetta. Affiancato nuovamente da Marco Marchetti stavolta non ha avuto le difficoltà del cambio macchina in corsa ma, anche partendo con la Skoda Fabia R5 di RB Motorsport già dalla prima di Campionato, ha dovuto fare i conti con i nuovi arrivati nel Terra.

In ogni caso Marchioro è ancora lì, a giocarsi le residue possibilità di vincere il titolo partendo sempre da n°2 del CIRT. Nonostante il margine considerevole da Consani (+17,5 punti) il ragazzo padovano potrà correre senza troppe pressioni per tentare la rimonta. Ci proverà già dal prossimo round del tricolore nel Rally Il Nido dell’Aquila 2019. Ecco come ci arriverà, un’edizione dopo.

Un bilancio sulla stagione dopo le prime tre gare affrontate di questo CIR Terra

“Abbiamo vissuto diversi alti e bassi fin qui. Siamo stati quasi sempre veloci, ma soltanto da metà gara in poi. Nel pronti-via non siamo riusciti mai a stare davanti o comunque tra le prime posizioni. Questo finisce per condizionare l’intera gara. Poi con i tempi in prova, durante il rally, dimostriamo di stare al passo con gli altri, anche se escono solo alla lunga e con questo livello non ti puoi permettere esitazioni. Ora Consani ha molti punti di vantaggio, ma finché la matematica non gli darà ragione rimarrà aperto uno spiraglio per tutti. Noi ragioneremo gara per gara. Vogliamo correre sia al Nido che al Tuscan, puntando sempre al massimo obiettivo. Ma sappiamo bene che la vittoria finale non dipende solo da noi.”

Quanto e in cosa si è alzato il livello del Terra quest’anno?

“Il Campionato cresce di anno in anno. Guardando le singole gare e mettendole a confronto con gli ultimi anni abbiamo visto che c’è stato un abbassamento notevole di tempi sulle singole prove. Questo è un chiaro segnale che si va forte e che c’è un livello molto alto. Ormai il CIRT è uno dei migliori campionati che c’è, considerato anche il clima che si respira ad ogni appuntamento. Siamo contenti di esserci ogni stagione anche se ci manca la “ciliegina sulla torta”. Ma comunque anche ora siamo davanti a molti piloti forti, quindi non stiamo facendo male.”

I momenti più significativi delle tre gare disputate. Cosa è andato e cosa meno:

“Eravamo particolarmente in forma all’Adriatico, dove sapevamo di poter andare forte. Purtroppo abbiamo fatto una scelta sbagliata di gomme già dalla partenza. In quel caso la pioggia della notte ci ha condizionati e non abbiamo trovato la soluzione giusta. Poi abbiamo vinto cinque prove su dieci (se non sbaglio) e siamo rimasti molto soddisfatti anche se non è arrivata la vittoria. Mi è rimasto l’amaro in bocca per come è andata a San Marino. Certo, anche in Sardegna volevamo fare bene, ma sapevamo che portare a casa un buon risultato in una gara di quel livello sarebbe stato già ottimo. A San Marino invece volevamo trovare conferme e puntare alla vittoria. Così non è stato…”

Verso il Nido. Come ti preparerai, anche mentalmente? Cosa ti aspetti dopo l’esperienza del 2018?

“Il Nido è una gara che può riservare pioggia o incognite. Sulla prova più lunga e sul Monte Pennino c’è spesso nebbia. È una gara che conosciamo e speriamo di riuscire a fare test per riprendere ritmo dopo questo periodo di pausa. Questo è un campionato e una stagione importante, quindi cerchiamo di toglierci soddisfazioni anche gara per gara. Voglio pensare solo a stare davanti e raggiungere l’obiettivo ragionando sul singolo rally. Sinceramente speriamo di non trovare un fondo bagnato, perché patiamo molto a livello tecnico in certe condizioni.”

Quali novità positive ci sono state nel Terra a tuo avviso?

“L’aspetto più positivo è la crescita nel livello dei piloti grazie alle diverse new entry. In più sono rimasti i soliti veterani. Le gare ci piacciono tutte e anche il Tuscan è stata una bella conferma.”

Appunto, il Tuscan Rewind a coefficiente 1,5 e il nuovo confronto con il CIR offrono diverse motivazioni per l’ultima di campionato

“Il Tuscan è una bellissima gara e anche la presenza del CIR la rende ancora più stimolante. Correre con loro è sempre un punto di confronto e una nuova occasione per migliorare e crescere. Quella sarà una gara che vorrei preparare bene per riuscire a dire la mia, magari portando a casa un gran piazzamento. È un rally che può regalare soddisfazione e spero di arrivarci e prepararmi al massimo delle condizioni.”

Il 2020?

“Sinceramente ci devo ancora pensare. Valuteremo tutto a conti fatti e con il nuovo calendario. Anche in base ai risultati e alle prospettive che ci saranno nel prossimo CIRT valuteremo cosa fare.”

Stephane Consani: la rivelazione che ha fatto parlare francese il CIRT

Il pilota-rivelazione nei rally italiani per questa stagione 2019 è Stephane Consani. Pensiero che non sembra essere troppo lontano dalla realtà visto il percorso affrontato fin qui, con buona parte del calendario alle spalle per quanto riguarda i Campionato Italiani.

In questo primo scorcio di CIR Terra il transalpino classe ’91 ha saputo mettere subito in mostra il suo talento. Catapultato dal sud della Francia sulle strade bianche italiane, appena assaggiate un anno prima, Consani si è dimostrato subito veloce.

Pronti, via e tre vittorie su tre rally affrontati hanno permesso a lui e Thibault De La Haye di insediarsi al primo posto della classifica assoluta con la Skoda Fabia R5 di Erreffe Rally Team – Bardhal, gommata Pirelli. Un exploit che gli permette di affacciarsi al rush finale, verso il Nido dell’Aquila e il Tuscan Rewind, come favoriti per la lotta al titolo.

Ad un paio di settimane dall’appuntamento di Nocera Umbra per il penultimo round di Campionato, Stephane Consani racconta qualche dettaglio in più sulla sua positiva stagione d’esordio.

Abbiamo imparato a conoscerti da vicino con il Campionato Italiano Rally Terra, dopo le partecipazioni nel campionato francese, nell’Europeo e Mondiale Rally. Raccontaci tu, quali sono state le esperienze e i momenti significativi della tua carriera ad oggi?

“Ho vissuto diversi momenti importanti: ho davvero dei bei ricordi di quando ho debuttato nei rally nel 2011, all’interno del Trofeo Twingo R2 in Francia che ho vinto. Poi, quando sono passato alla Citroen DS3 e ho potuto sviluppare e confrontare la mia velocità ad ogni rally con dei grandi piloti. Quindi il Rally Italia Sardegna 2019 è stato un momento significativo. Io e Thibault abbiamo dimostrato la nostra capacità di correre riuscendo ad essere performanti già dai primi passaggi della gara. Siamo stati alla pari con i migliori piloti del WRC2, pur avendo meno chilometri di sviluppo e meno possibilità di budget di loro.”

Stephane Consani, quasi un italo-francese. Le tue origini italiane e il tuo rapporto con l’Italia.

“In pochi lo sanno ma io ho la doppia nazionalità, i miei genitori hanno origini italiane. Mio padre ha la famiglia di Pisa e mia madre viene dalla parte di Napoli, da Nocera Inferiore. Questo paese lo porto nel cuore a prescindere dai rally. Vengo spesso in Italia per le vacanze e per vedere la famiglia della mia fidanzata, anche lei italiana. Sfortunatamente parlo molto poco italiano per il momento, ma cercherò di migliorare. Adoro tutto in Italia, compresa la cucina. Più seriamente, adoro il calore che c’è lungo le strade durante i rally. Gli italiani sono davvero appassionati e questo mi motiva ancora di più.”

Perché il Campionato Italiano Rally Terra?

“Ormai sono tre anni che vado avanti nell’Erreffe Rally Team. Ho stretto amicizia con il capo Agostino Roda, che fa molto per me. È stato lui che ha trovato i partner che supportano questo programma e che mi ha permesso di essere presente quest’anno in questo Campionato. Soprattutto perché mi sento a mio agio sia sulla terra e che sull’asfalto, quindi non ho esitato nemmeno per un secondo quando si è presentata l’opportunità. Quindi colgo l’occasione per ringraziare ancora lui e tutti i partner che si sono fidati di me come Pirelli e Project Team.”

La tua opinione sul Campionato Italiano Rally Terra 2019. La prova speciale più interessante e le gare affrontate

“È un campionato molto bello. Le prime tre gare che ho fatto fin qui sono state tutte belle e diversificate. La prova con più fascino che ho corso quest’anno è sicuramente quella di Tula in Sardegna. Purtroppo è una speciale che non ho potuto sfruttare al massimo per l’uscita di strada di Andolfi al primo passaggio, mentre al secondo passaggio ero già in testa alla gara e non ho potuto attaccare.”

CIRT, Stefano Marrini racconta la vittoria con il Side by Side

“Non bisognerebbe mai iniziare un articolo, o una storia che dir si voglia con un “non”. Mi dicono che non si fa. Negatività. Porta male. Brutto. Il fatto è che da tanto tempo ormai, con le nostre avventure, con tutte le nostre sfide a motore, ero ed eravamo abituati a finali che non avevamo previsto, all’inconveniente che non avevamo preventivato, al risultato o al semplice traguardo/miraggio che non arrivava mai. E alla fine, anche questo San Marino Rally non ha fatto eccezione: il mio team ed io non avevamo assolutamente previsto un risultato del genere … “

Stefano Marrini raggiante all’arrivoDirettamente dalle parole del protagonista un’introduzione che sfiora la scaramanzia, per il racconto di un week-end da incorniciare: Stefano Marrini e Bruno Fedullo al debutto su Yamaha YXZ 1000R sono i vincitori di categoria Side by Side al 47° San Marino Rally.

“No, non sono assolutamente scaramantico, ma realista”, prosegue Marrini. “ Questa per noi doveva essere una semplice gara test. Un esperimento nell’esperimento voluto da ACI Sport di abbinare i side by side ai rally del CIRT. E per quanto ci riguarda, direi esperimento più che riuscito!”. Una vittoria che non era assolutamente in pronostico quindi alla vigilia del rally, ma che Stefano Marrini ha cercato e conquistato caparbiamente in extremis, sul filo di lana.

La partenza ieri mattina si rivela beneaugurante, con Marrini/Fedullo davanti a tutti nel primo passaggio su Macerata Feltria. Il vantaggio risicato di un solo decimo di secondo sull’esperto Alessandro Tinaburri non illude certo Marrini, ma dà un primo riscontro positivo al suo debutto. Staccato ma non di molto l’altro pretendente al successo finale: Amerigo Ventura, alle prese con qualche problema di troppo e terzo al primo controllo stop, con un distacco di 4”6 da Marrini.

I quasi 15 chilometri della seconda PS Sestino, la prova più lunga del rally, rimettono subito in ordine i valori in campo con miglior tempo per Tinaburri, 2° Ventura a 4”8 e 3° Marrini a 8”2. La classifica provvisoria SBYS comincia così prendere forma, con Tinaburri al comando seguito da Marrini a 8”1. Ventura è 3°, attardato da una penalità che fissa il suo gap a 39”3. Più staccati gli altri due equipaggi in gara: Vagaggini/Perissinotti già a 1’12”0 e Bosio/Galesi a 2’08”0. Il primo passaggio sulla Lunano-Piandimeleto conclude il primo giro di prove con un’altra vittoria parziale di Tinaburri che si prende altri 4”9 su Marrini e 16”6 su un Ventura un po’ in difficoltà.

Stefano Marrini con il Side by Side
Stefano Marrini con il Side by Side

Il primo giro di prove speciali termina quindi con Tinaburri al comando della classifica provvisoria Side by Side.
Marrini è 2° a 13”3, 3° Ventura a 55”9, 4° Vagaggini a 1’33”, 5° Bosio a 2’39”. Niente male come inizio. Al Service Area Giuseppe Fanetti ed i ragazzi del Yamaha Quaddy Team si mettono al lavoro sulla vettura n.505. A Marrini il setup sembra già ok, quindi dopo le operazioni di routine si parte per il secondo giro di prove.

Stefano Marrini osa e nel secondo passaggio sulla Macerata Feltria migliora di 10”5 il suo chrono del mattino. Ma nel frattempo Amerigo Ventura sembra aver risolto i problemi al suo YXZ e vince la prova rosicchiando 6”5 a Marrini. 3° è Vagaggini a 27”7 mentre un Alessandro Tinaburri in difficoltà firma il 4° chrono, a 29”1 da Ventura. Marrini e Fedullo tornano quindi in vetta alla leadership di gruppo provvisoria, con 9”6 di vantaggio su Tinaburri e 36”4 su Ventura. Il giovane torinese è in piena rimonta e domina anche il secondo passaggio sulla Sestino guadagnando altri 15”5 su Marrini e 20”3 su Tinaburri. Anche la Lunano – Piandimeleto 2 va a Ventura, seguito a 1”6 da Tinaburri e 6”2 da Marrini.

Stefano Marrini e Bruno Fedullo rientrano al secondo Service Area al comando della classifica provvisoria Side by Side con 9”8 di vantaggio su Alessandro ed Emiliano Tinaburri, 14”7 su Amerigo ed Icaro Ventura, 2’31”1 su Mauro Vagaggini/Manuela Perissinotti e 5’22”4 su Gianluca Bosio/Monica Galesi. La leadership è stata riacciuffata sulla PS4, ma gli inseguitori stanno rimontando velocemente e Marrini riparte verso l’ultimo giro di prove conscio della loro esperienza e del fatto che sarà difficile mantenere il comando fino al traguardo finale. Però ci prova.

Sull’ultimo passaggio a Macerata Feltria è ancora Amerigo Ventura a staccare il miglior tempo con altri 6”6 recuperati ad un buon 2° Stefano Marrini e soprattutto 10”8 guadagnati su Alessandro Tinaburri. Ventura supera così Tinaburri portandosi in seconda posizione nella provvisoria, a soli 8”1 da Marrini. Si va sulla Sestino, la prova lunga. Ventura parte all’attacco pancia a terra per cercare di guadagnare il più possibile. Il ritmo è elevato e ci sta riuscendo, ma incappa in una uscita di strada che lo costringe al ritiro.

Con il numero 505 sugli sportelli del suo YXZ, Stefano Marrini è l’ultimo del gruppo a partire. Sta spingendo forte anche lui, ma quando vede il mezzo di Ventura fuori strada decide di alzare un po’ il piede, per amministrare: la vittoria non era un obiettivo fin dall’inizio, ma un buon piazzamento sembra ormai assicurato. Meglio non rischiare troppo. Nel frattempo ne approfitta Alessandro Tinaburri, secondo a partire, che sigla il suo miglior personale sulla Sestino, vince la prova e rifila ben 12”6 in un colpo solo ad un cauto Marrini.

Quando mancano solo due prove speciali alla fine, la situazione vede quindi Ventura fuori gioco, Marrini sempre leader ma Tinaburri ora pericolosamente vicino, a solo 1”4 di distacco. Sui 5.28 km dell’ultimo passaggio a Lunano, ultimo vero impegno del San Marino Rally 2019, Marrini e Fedullo provano a reagire migliorando sensibilmente i loro due chrono precedenti. Ma i fratelli Tinaburri vincono la prova con 3”7 di vantaggio su Marrini, strappandogli quindi la leadership con un vantaggio provvisorio nella generale di 2”3.

“ Va bene così. “ è il primo responso di Stefano Marrini. Il rally non è finito, manca ancora una prova speciale ma si tratta della prova spettacolo finale tra le mura antiche di San Marino. Breve, 5.66 km e su fondo asfaltato. Inutile rischiare. Il rally test ha restituito dati, esperienza e soprattutto risultati oltre ogni più rosea aspettativa e … va bene così.
Però nell’attesa all’ultimo riordino in Corso Roma, qualcosa scatta nella testa del driver Toscano. E così in modalità maximum attack Marrini e Fedullo si allineano per l’ultimo start.

Il suo YXZ danza impazzito, il comportamento sull’asfalto ma con gomme da terra (come da regolamento) è qualcosa di totalmente nuovo per lui. Un test finale di cui avrebbe volentieri fatto a meno. In una inversione Stefano rischia anche grosso con il mezzo pericolosamente su due ruote. Ma Bruno al suo fianco non si scompone e continua ad assecondarlo, snocciolando con ritmo perfetto le ultime note, fino all’ultimo allungo, fino al traguardo.

Il responso è inaspettato e un po’ ironico. La scommessa è vinta: Marrini/Fedullo vincono la prova riprendendosi esattamente i 3”7 persi sulla PS9, riconquistando la leadership e quindi la vittoria finale di categoria. Stefano Marrini è raggiante all’arrivo: ” Assolutamente fantastico. In tutti questi anni non avevo mai conquistato una vittoria e adesso ne sono arrivate due in un mese. Ammetto che la San Marino finale l’ho affrontata con un po’ di quella sana follia che non provavo da tempo.

Ma ho pensato proprio alla vittoria in Moldavia e al fatto che magari potevo provare a sfruttare questo momento positivo, a dare una mano a questa fortuna che finalmente sembra essersi accorta anche di me. A parte gli scherzi, ribadisco che non sono scaramantico e che questa vittoria l’abbiamo voluta e cercata concretamente. Non era in preventivo all’inizio, ma quando abbiamo capito che si poteva fare, ci abbiamo provato. Ed è andata bene. Più che bene direi, dato che la considero di buon auspicio per l’inizio di questa avventura al volante di un mezzo totalmente nuovo per me, ma con cui mi sono trovato molto bene fin da subito. “

“ Parlo al plurale perché è una vittoria di tutti. Mia ma anche del mio nuovo naviga Bruno Fedullo, a suo agio con il cross country, un po’ in difficoltà all’inizio con le dinamiche da rally e note ma anche lui subito a suo agio dopo poche prove. Grazie all’assistenza dell’onnipresente Giuseppe Fanetti, compagno prezioso di mille nostre avventure assieme a Silvio Valentini, anche lui con noi in questo weekend. Grazie a Marco Blanc che si è fidato nell’affidarmi questo suo YXZ. Non è qui a festeggiare con noi stasera perché impegnato con Luca Lattanzi al RallyLana, dove nella prova speciale di apertura assieme hanno già segnato il miglior tempo in R2B, in bocca al lupo per domani!

Grazie al supporto di Massimo Squarcialupi che invece era qua con noi in gara nel rally CIRT assieme al fratello Giovanni. Grazie a Stivi per questa nuova livrea e per la gestione delle news, come sempre a distanza (ma presto ci ribecchiamo J). E grazie ad Amerigo Ventura per tutti i consigli del pregara e a tutto il Quaddy Team OffRoad – Yamaha Racing per l’assistenza e la preparazione del mezzo, davvero competitivo! Ho fatto un rapido confronto tra la nostra gara sperimentale e il rally CIRT. Se le classifiche fossero state unite come credevo fosse l’idea iniziale di ACI Sport, avremmo chiuso 13° assoluti, niente male! Grazie a Pirelli per la fornitura di coperture ad-hoc che si sono rivelate eccezionali e grazie ovviamente a tutti i nostri sponsor, ai supporters, ai fans ed agli amici che ci hanno seguito ed incitato. Ora avanti tutta con questo progetto!”

Tripletta di Stephane Consani nel CIRT, bene Daniele Ceccoli

Stephane Consani e Thibault De La Haye vincono il 47° San Marino Rally e realizzano la tripletta nel Campionato Italiano Rally Terra firmato ACI Sport. Tre su tre, senza repliche, per la coppia francese sulla vettura boema di Erreffe Rally Team, che grazie al successo nella gara organizzata dalla Federazione Auto Motoristica Sanmarinese si porta nettamente in vantaggio nella corsa al titolo italiano 2019.

Questa volta però la battaglia è stata molto più accesa, aperta a tre equipaggi, per una corsa tirata fino all’ultimo dei tre giri di prove speciali all’ombra del Titano. Dopo i primi due loop infatti si era portato al comando della gara il vicentino Giacomo Costenaro, insieme a Justin Bardini sulla Skoda Fabia R5 di Delta Rally. Il driver di Marostica aveva segnato il miglior tempo su quattro dei primi sei tratti cronometrati prima del ritiro forzato all’ingresso della PS7.

Durante il trasferimento verso la “Macerata-Feltria” Costenaro è rimasto bloccato per un problema alla pompa della benzina, quindi abbandona la sfida per la vittoria finale. Confronto che si è trasformato dunque in un duello tra Consani e il pilota di casa Daniele Ceccoli. Il sammarinese vincitore dell’ultima edizione del San Marino Rally, affiancato da Piercarlo Capolongo su Fabia R5 di PA Racing, ha cercato di accorciare le distanze durante l’ultimo loop.

Due scratch consecutivi sulla “Lunano-Piandimeleto” e sulla lunga “Sestino” lo hanno avvicinato a 6.3’’ di distacco dal transalpino per il rush finale sui 5 km della “San Marino”, tratto interamente asfaltato. A spuntarla alla fine è il driver classe ‘91 di Aix en Provence che strappa l’ultimo miglior crono, quindi il rally per 12’’. Ceccoli è secondo.

Terzo posto per Paolo Andreucci e Rudy Briani su Peugeot 208 T16 R5 di MM Motorsport. L’undici volte campione italiano è costretto ad accontentarsi del gradino più basso podio, comunque un buon risultato che fa il paio con l’esordio al Rally Adriatico. Per il garfagnino una prestazione costante, sempre a ridosso del vertice, limitata anche da un ritardo in entrata e qualche difficoltà durante a la PS4 che gli hanno fatto perdere circa 15.5’’.

Quarta piazza per Nicolò Marchioro e Marco Marchetti sulla R5 boema di RB Motorsport. Anche il giovane pilota di Montagnana non ha brillato sulle strade sanmarinesi. Era la sua possibilità per riaprire il Campionato, ma ha continuamente patito problemi di assetto che lo hanno fatto fuori dalla battaglia per la vetta. Marchioro rimane comunque secondo nella classifica assoluta della serie e primo rivale di Consani per il titolo, con un distacco di 17,5 punti.

È stata invece una gara da incubo per un altro dei protagonisti del CIRT come Umberto Scandola insieme a Guido D’Amore. Era uno dei più quotati alla vigilia, ma ha patito problemi alla turbina della sua Hyundai i20 NG R5 sin dallo start verso il primo tratto cronometrato. Noie che non sono state risolte neanche dopo due passaggi in assistenza, quindi il ritiro in trasferimento al termine della settima speciale. Diverso il problema patito dal compagno di squadra, l’altro pilota veronese, Luca Hoelbling in coppia con Federico Fiorini.

La sua R5 coreana lo ha rallentato spesso per perdita di potenza causata dalla temperatura che si alzava rapidamente ad ogni speciale. Hoelbling è comunque riuscito a portare a casa il quinto posto assoluto e punti buoni per il tricolore. Risultato estremamente soddisfacente per Riccardo Rigo ed Alessio Angeli, sesti al traguardo su Mitsubishi Lancer Evo IX R4 davanti al terraiolo Massimo Squarcialupi.

L’aretino navigato dal fratello Giovanni ha sofferto la scarsa conoscenza delle prove oltre al mancato feeling con la Ford Fiesta R5 sulle strade bianche del San Marino. Guadagna quindi l’ingresso in top ten assoluta, il nono posto e l’ennesima soddisfazione nel Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici by Yokohama il giovane Mattia Codato con Christian Dinale su Mitsubishi Lancer Evo X.

Appena fuori dai primi dieci, al dodicesimo posto, Filippo Baldinini in coppia con Giancarlo Rossini su Citroen DS3 R3T, che non riesce a far sua la sfida tra R3 con i rivali di classe Andrea Coti Zelati e Davide Bozzo su stessa vettura.

Il San Marino ha regalato un esordio assoluto da applausi per il giovane Simone Petrocco, alle note Nicola Arena, che conquista la classe R2 su Ford Fiesta Mk8. Si aggiudica la battaglia tra le N3 un altro dei protagonisti del CIRT, Davide Cagni insieme a Stefano Palù alla guida di Renault Clio. Con il San Marino Rally ormai in archivio il CIR Terra volge ai due round finali, con il prossimo appuntamento che si svolgerà a Nocera Umbra il 27 e 28 settembre nel Nido dell’Aquila 2019.

Giacomo Costenaro battuto dalla sfortuna abbandona San Marino

Giacomo Costenaro e Justin Bardini si ritirano sul più bello al 47° San Marino Rally. Il pilota di Marostica viene bloccato in trasferimento per un problema alla pompa della benzina che mette k.o. la sua Skoda Fabia R5. Il ritiro di Costenaro offre quindi la leadership della gara al numero 1 del CIRT Stephane Consani. Il pilota francese con Thibault De La Haye su altra Skoda Fabia R5 può ora pensare di gestire il vantaggio dagli altri rivali involandosi verso il finale di gara.

La PS7 terzo passaggio sulla “Macerata-Feltria” vede invece il primo scratch di Umberto Scandola in 6’03.5. Il veronese sembra aver definitivamente lasciato alle spalle i problemi della sua Hyundai i20 R5 che hanno condizionato la sua prestazione sin dall’inizio del rally. Dietro di lui proprio Consani, distante appena 1.1”. Quindi terzo posto in prova per Daniele Ceccoli, ora secondo assoluto a 10.7” dal pilota di Aix en Provence.

A tre prove dal termine del San Marino Rally si profila ora una sfida a due tra Consani e Ceccoli.

CIRT, Rally San Marino: Costenaro leader, Consani si avvicina

Stephane Consani e Thibault De La Haye rispondono colpo su colpo a Giacomo Costenaro e Justin Bardini durante il secondo giro di prove speciali del San Marino Rally. Tre prove erano andate al vicentino durante la prima frazione, due delle quali vinte al secondo passaggio dal francese, entrambi armati di Skoda Fabia R5. Stesso tempo per i due rivali invece sulla PS6 “Lunano-Piandimeleto” in 3’37.1. Costenaro rimane in testa per 5″4 su Consani.

Ora si prospetta una sfida avvincente, tutta da seguire fino all’ultima prova speciale. Quando mancano 4 tratti cronometrati al termine è sempre Costenaro a comandare la classifica assoluta in 43’04.8, forte di un vantaggio di 5.4’’ su Consani. Perde quota in questa fase intermedia il sanmarinese Daniele Ceccoli, affiancato da Piercarlo Capolongo su altra Fabia R5. Ora il driver di casa è terzo con un ritardo di 15.9’’ dalla vetta.

Continua a rimanere Paolo Andreucci (Peugeot 208 T16 R5) ora quarto e distante circa mezzo minuto dal leader. Il garfagnino ha accusato qualche difficoltà di troppo al rientro in corsa sulla PS4 “Macerata Feltria” dove ha patito 15.5’’ da Consani. Alle sue spalle Nicolò Marchioro (Skoda Fabia R5) non sembra aver trovato la giusta soluzione d’assetto e prosegue la sua corsa stabile in quinta posizione.

Costretto invece al ritiro e a lasciare la settima posizione dell’assoluta Tullio Versace con Cristina Caldart per una banale toccata, dopo aver perso il posteriore su una parte mista terra-asfalto della “Macerata Feltria”. Durante l’urto ha aperto la ruota posteriore della sua Skoda Fabia R5, quindi ha abbandonato in anticipo la gara.

Un incidente blocca Dalmazzini: salta il Rally San Marino

Doccia fredda, per XRace Sport, soprattutto per Andrea Dalmazzini, che a causa di un incidente si vede costretto a saltare l’imminente appuntamento del Campionato Italiano Rally Terra (CIRT), il 47° Rally San Marino, in programma questo fine settimana, cui il pilota modenese avrebbe dovuto correre a bordo della Ford Fiesta R5 firmata GB Motors Racing, gommata Pirelli, con al fianco Giacomo Ciucci.

Un incidente domestico, accaduto nella serata di ieri, ha costretto Andrea Dalmazzini a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’Ospedale di Pavullo nel Frignano, con la diagnosi di una lesione al malleolo mediale del piede destro, con la prognosi emessa di sei giorni di utilizzo di cavigliera rigida, ovviamente senza produrre sforzi e carichi nella parte lesionata e ripresa funzionale graduale con l’ausilio di stampelle. Per questa causa Andrea Dalmazzini e Giacomo Ciucci non potranno perciò essere al via della gara a San Marino.

RSE con Oldrati, Vidale e Tosini tra San Marino e Piemonte

Il team RSE – Rally Sport Evolution – sta vivendo un’estate entusiasmante frutto delle alte prestazioni fornite dai suoi piloti e dalla qualità e cura con cui vengono preparate le vetture. Nel fine settimana che sta per cominciare, su una Ford Fiesta R2 2018, il giovane Enrico Oldrati proverà a graffiare mettendo in mostra quanto appreso nella sua già importante esperienza mondiale. Sugli sterrati blasonati del San Marino Rally si cimenterà insieme ad Elia De Guio.

In Piemonte e più precisamente a Biella, si svolgerà il Rally Lana. Con i colori della RSE gareggeranno Ilario Vidale con Fabio Moro. L’equipaggio della Biella Corse, al debutto con la squadra di Claudio albini userà una Ford Fiesta R2 2019. Nello stesso blasonato rally gareggeranno anche Davide Tosini, solitamente mattatore della N2 ed ora voglioso di mettersi in gioco con una Peugeot 208 R2B insieme a Mariangela Marzano e Simone De Masi che, sempre su 208, verrà affiancato da Valentina Grassone.

Il bilancio delle ultime settimane, tracciato da Albini, non può che essere positivo visto il fantastico 4° posto assoluto di Mazzocchi al 4 Regioni e ai buoni risultati conseguiti sulle strade del Prealpi Orobiche da parte delle ladies Aurora Coria-Jessica Rosa, Francesca Cassera e Nancy Suardi, il deb Carrara con Bianco e persino il veneto Pellizzaro con la Corso. “Sei vetture arrivate su sette nella gara di casa sono un buonissimo risultato che ci fa capire che stiamo seguendo il percorso giusto attraverso un modus operandi corretto” ha spiegato patron Albini.

Paolo Andreucci sogna il podio del Rally San Marino

Il pluri-titolato garfagnino, Paolo Andreucci, sempre affiancato dal navigatore conterraneo su una Peugeot 208 (classe R5) di MM Motorsport, si riaffaccia sul palcoscenico del Campionato Italiano Rally Terra. A due mesi dal bronzo dell’Adriatico, Andreucci cerca sugli sterrati del Rally San Marino un nuovo arrivo in zona medaglie per restare nella bagarre scudetto.

Riprende dal Rally San Marino la campagna nel tricolore terra di Paolo Andreucci e Rudy Briani (foto Leonardo D’Angelo). L’equipaggio garfagnino, al via con una Peugeot 208 del team di Porcari MM Motorsport, torna dunque in azione a due mesi di distanza dalla ouverture stagionale all’Adriatico con un solo obiettivo possibile: quello di concludere anche il rally titano sul podio.

Traguardo indispensabile per restare agganciati al treno scudetto, visto che la mancata partecipazione al Rally Italia Sardegna (che assegnava punteggi maggiorati) ha visto i principali rivali allungare in classifica; urge dunque dare un poderoso scossone al pallottoliere, e questo terzo round tricolore rappresenta un’occasione da non perdere: sulle strade sammarinesi, Andreucci ha sempre dato il meglio di sé, centrando in carriera cinque successi (l’ultimo, nel 2016). La sesta sinfonia è certamente nelle corde del campione lucchese ma, come si è visto a Cingoli, la concorrenza farà di tutto per comprometterne l’esecuzione.

“Dopo il podio sugli sterrati marchigiani, torniamo ad indossare tuta e casco nella gara sammarinese, dove proveremo a dire la nostra con grande determinazione. Le prove sono molto belle e la classica frazione di Sestino, molto tecnica nonché la più lunga tra quelle in programma, sarà il tratto cronometrato che, con molte probabilità, andrà a delineare la classifica. Infine, concorrenti ed appassionati potranno divertirsi nella spettacolare prova su asfalto sotto le mura di San Marino che, come ogni anno, conclude la gara”.

Il Rally San Marino segna il giro di boa del CIRT

Il Campionato Italiano Rally Terra è pronto per affrontare l’appuntamento di metà stagione nel 47° San Marino Rally. La gara organizzata dalla Federazione Auto Motoristica Sammarinese si svolgerà sulle strade bianche attorno alla Repubblica biancoazzurra nelle giornate di venerdì 12 e sabato 13 luglio, intervallate dalla consueta passerella serale a Riccione, in viale Ceccarini, per la presentazione degli equipaggi.

Si inizierà a fare sul serio nelle seconde 24 ore, con tre giri su tre diversi tratti cronometrati che anticiperanno la risolutiva speciale “San Marino”. L’ultima prova, tutta su asfalto, lancerà i vincitori direttamente all’interno di Borgo Maggiore per la cerimonia finale.

La corsa torna quest’anno esclusiva per i terraioli, che in questo terzo episodio si sfideranno per indirizzare la fase finale del Campionato. Il San Marino sarà quantomai gara spartiacque. Con due rally alle spalle, ma soprattutto altri due a seguire, inciderà sicuramente sulle sorti del CIRT. I big delle strade bianche non si sono quindi lasciati pregare e hanno risposto al completo.

Alla vigilia del San Marino la serie sembra indirizzata a favore di Stephane Consani e Thibault De La Haye sulla Skoda Fabia R5 di Erreffe Rally Team con gomme Pirelli. Il pilota francese ha iniziato al meglio l’Italiano con due vittorie consecutive. Successi che gli hanno attribuito il ruolo di leader del Terra. Dopo aver impressionato per il ritmo mantenuto nell’appuntamento del Mondiale, Consani potrà provare a dare l’ennesimo segnale importante per la lotta al titolo. Nulla è ancora scritto però, lo sanno bene i suoi rivali.

Nicolò Marchioroè attualmente il numero 2 dell’assoluta e proverà a cambiare passo, come lo scorso anno, in vista della fase calda del Campionato. Ancora affiancato da Marco Marchetti su Fabia R5 di RB Motorsport gommata Yokohama, il giovane padovano si presenta nel “piccolo stato” con la voglia di migliorare il terzo posto assoluto del 2018. Punterà alla prima vittoria stagionale. Da tenere d’occhio soprattutto chi sa come si fa a domare il Titano. Ci è riuscito due volte (2013-2017) Umberto Scandola.

Il veronese è necessariamente tra i più attesi ad ogni rally su terra. A maggior ragione nel prossimo, dove sarà chiamato, insieme a Guido D’Amore, a colmare il gap dal leader Consani dopo il rodaggio ultimato sulla i20 NG R5 di Hyundai Rally Team Italia con pneumatici Michelin. A San Marino torneranno in ballo altri due pezzi grossi. Nuova chance per Paolo Andreucci. L’undici volte campione italiano detiene il primato nella hall of fame, ma torna al San Marino Rally dopo il ritiro dell’ultima edizione.

Con alle note Rudy Briani sulla Peugeot 208 T16 R5 di MM Motorsport proverà a centrare il sesto sigillo nell’albo d’oro e la prima vittoria dell’anno per invertire le sorti del Terra. Quindi il più atteso. Daniele Ceccoli con Piercarlo Capolongo è pronto per affrontare di nuovo la gara di casa. Dopo l’assenza ad Alghero, il sanmarinese torna in corsa sulla Fabia R5 di PA Racing per tentare il bis dopo il trionfo di un anno fa.

Molti altri proveranno ad inserirsi tra i primi. Vuole confermare la prestazione rocambolesca mostrata al RIS l’altro veronese di Hyundai Rally Team Italia Luca Hoelbling, di nuovo sulla R5 coreana insieme al subentrato navigatore Federico Fiorini. In cerca di riscatto il vicentino Giacomo Costenaro, reduce da due uscite di strade nelle prime due gare, questa volta navigato da Filippo Alessandro Bordignon sulla ceca R5 di GF Racing. Vuole rifarsi anche il modenese Andrea Dalmazzini che rientra dal ritiro sull’Isola con Giacomo Ciucci a bordo della Ford Fiesta R5 di GB Motors. Sarà interessante vedere se riuscirà a ripetersi Massimo Squarcialupi, quarto a sorpresa nella sfida iridata e ora nella top 5 del CIRT insieme al fratello Giovanni su Fiesta R5. Atteso allo start anche Tullio Luigi Versace che rimette in strada la sua Fabia R5 affiancato da Cristina Caldart.

Tra le note positive di questo primo scorcio stagionale c’è sicuramente l’equipaggio svizzero formato da Luca Maspoli e alla destra Marco Menchini, che hanno portato a punti la loro Mitsubishi Lancer Evo IX R4 al RIS e ci proveranno ancora nel sanmarinese. Imposterà una gara ragionata il giovane Mattia Codato, insieme a Christian Dinale già leader del Trofeo Gruppo N-4 Ruote Motrici by Yokohama. Rientra dal debutto nell’Adriatico Filippo Baldinini insieme a Giancarlo Rossini su Citroen DS3 R3T.

Sarà un duello tra giovani su Peugeot 208 R2B per Fabio Battilani con Jasmine Manfredi e Simone “Barone jr.” Baroncelli stavolta con Massimo Moriconi. Completa la flotta di equipaggi del CIRT Davide Cagni con Stefano Palù a bordo di Renault Clio ProdS3.

C’è grande curiosità anche per il debutto dei Side by Side all’interno di una gara della massima serie rally su terra. Il San Marino infatti sarà il primo dei tre appuntamenti del Campionato aperti alla partecipazione di giovani piloti al volante delle scattanti vetture già protagoniste nel Cross Country. Si tratterà di un’iniziativa sperimentale per offrire l’opportunità di partecipazione a gare di rally su terra con bassi costi ma prestazioni di livello. Tra i Side by Side saranno cinque equipaggi, tutti a bordo di Yamaha YXZ 1000 R, a contendersi la vittoria finale. Da tenere d’occhio soprattutto i torinesi Amerigo ed Icaro Ventura.

Rally Italia Sardegna: parla francese l’Italiano Terra

Oltre a i big del Mondiale Rally presenza da sottolineare per gli equipaggi italiani, ben 50, tra i quali i migliori protagonisti delle serie nazionali per il CIR Terra. Quasi 1400 chilometri complessivi di rally, divisi su diciannove prove speciali con il primo crono spettacolo d’apertura partito alle ore 17 di giovedì 13 nell’Ittiri Arena Show.

”E’ un evento di risonanza globale, che prevede già oltre 300 accreditati, tra giornalisti, fotografi e addetti ai lavori. Il Campionato del mondo di rally registra un’audience nel corso dell’anno di 851milioni di telespettatori per 14mila e 459 ore, oltre ai 39 milioni di utenti della web tv dedicata e i 243milioni di utenti sui social media”, sottolinenano in AciSport.

Si spera battaglia nel Campionato Italiano Rally Terra che porterà in gara appena 19 equipaggi. Si candidano per un rally al vertice il leader francese Stephane Consani, con Thibault De La Haye (Fabia R5), il padovano Nicolò Marchioro con Marco Marchetti (Fabia R5), oltre al veronese Umberto Scandola, insieme a Guido D’Amore (Hyundai i20 R5), quindi il modenese Andrea Dalmazzini e Giacomo Ciucci (Fiesta R5).

Sul palcoscenico mondiale anche i 7 equipaggi del CIR Junior. I giovani under26 portacolori di ACI Team Italia, tutti al volante di Ford Fiesta R2 curate dal team Motorsport Italia e gommate Pirelli. Il leader siciliano Marco Pollara, il piacentino Andrea Mazzocchi ed il toscano Mattia Vita, tutti si confronteranno con i migliori talenti dello Junior WRC tra i quali ci sarà anche il bergamasco Enrico Oldrati anche lui su Ford Fiesta.

Stephane Consani parte benissimo al RIS 2019

Il primo giorno si rivela esaltante solo sulla PS1 il confronto tra i piloti del Cir e del Cirt. La PS2 Tula (22,25 km) rimane ferma al passaggio di Fabio Andolfi e Simone Scattolin. Il portacolori di Aci Team Italia, a seguito di una toccata a metà del tratto cronometrato, dopo 14,2 chilometri, rimane fermo con la sua Skoda Fabia R5 al centro della sede stradale impedendo il passaggio delle vetture successive. La prima prova di giornata è andata quindi in trasferimento per gli equipaggi partecipanti al Campionato Italiano Rally e Campionato Italiano Rally Terra.

Per fortuna, dalla PS3 si scatenano le lotte. Grande prova anche per gli equipaggi del Terra, tra i quali riparte subito dal vertice il francese Stephane Consani con Thibault De La Haye su Skoda Fabia R5 in 2’08.9. Secondo tempo tra i terraioli per il veronese Umberto Scandola, subito motivato sulla Hyundai i20 NG R5 affiancato da Guido D’Amore a +1.9’’, più cauto il vicentino Giacomo Costenaro e Justin Bardini (Fabia R5) terzi a +6.3’’ dal leader transalpino del Terra.

Categoria R2 che per i terraioli vede un primo scratch del parmense Fabio Battilani, insieme a Jasmine Manfredi anche loro su 208. Per la speciale classifica del Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici invece è James Bardini con Barbara Bogoni (Mitsubishi Evo VII) ad aggiudicarsi il primo confronto tra le Gr. N firmate Yokohama. Gruppo N che vede gli elvetici Luca Maspoli e Marco Menchini su Lancer Evo IX.

L’indomani, il 14 giugno 2019, si riparte con la vera e propria prima tappa. 8 le prove speciali in programma; quelle di Tula, una della più lunghe del rally con i suoi 22 chilometri, per poi proseguire con quelle di Castelsardo, Tergu Osilo e Monte Baranta, da ripetersi due volte, per un totale cronometrato di 124 chilometri immersi in un percorso complessivo di 521 km. Partenza all’alba con le vetture che usciranno dal parco chiuso alle sei del mattino, e conclusione di tappa nel tardo pomeriggio.

Stephane Consani rincorre il Tricolore Terra

Il 15 giugno si chiudono i giochi per la classifica del CIR Terra nella gara del Mondiale Rally. L’equipaggio francese consolida la leadership a tre prove dal termine. Marchioro-Marchetti (Fabia R5) secondi, ma si fanno avanti Scandola-D’Amore (Hyundai i20 R5). C’è insoddisfazione tra i piloti delle serie nazionali, che praticamente hanno pagato per correre all’ombra dei big del Mondiale Rally, finendo per diventare sostanzialmente invisibili e per dover ammortizzare ritardi e problemi delle serie principali.

Due loop di prove decisivi per i terraioli vedono ancora Stephane Consani e Thibault De La Haye come i migliori in gara, vincitori di tutte le prove della giornata fino alla PS6. Il francese sulla Skoda Fabia R5 vola in testa incrementando ora, a 3 prove dal termine, un vantaggio di ben 1’04.3 sul primo dei rivali Nicolò Marchioro. Ecco le loro dichiarazioni prima di lanciarsi verso la seconda parte di gara:

Stephane Consani dice: “Devo ammettere che abbiamo fatto un lavoro molto buono sulla vettura questa mattina e, anche se c’è ancora da fare molta esperienza, siamo davvero soddisfatti per il momento. Ora però c’è da pensare al Campionato Italiano Rally Terra per il quale dobbiamo provare a portare a casa più punti possibile”. Il padovano, con Marco Marchetti su Skoda Fabia R5, sta invece ragionando in chiave CIRT in questa seconda fase di gara. Nicolò Marchioro “abbiamo provato a tenere il passo di Consani senza riuscirci. Siamo usciti sia sulla Tergu-Osilo che sulla Monte Baranta al primo passaggio, fortunatamente senza conseguenze. Quindi stiamo ragionando in ottica di campionato e mantenere la posizione.”

Rally ancora sfortunato per Giacomo Costenaro e Justin Bardini, che escono di strada con importanti danni alla Skoda Fabia R5, senza conseguenze per l’equipaggio, durante la PS6 e così perdono ogni speranza per l’assoluta del CIRT, lasciando scoperta la terza posizione. Ne approfitta quindi Umberto Scandola con Guido D’Amore (Hyundai i20 NG R5) che mette nel mirino Marchioro, ora distante appena 6 decimi di secondo dopo il successo sulla PS6 “Tula 2” (22,25 km). Out anche il pilota di casa Francesco Tali con Fabio Salis, anche lui per un’uscita di strada sulla PS6 “Tula 2” sulla Ford Fiesta R5.

Piega una ruota in un salto e si ferma sulla “Tula 2” anche Andrea Dalmazzini, insieme a Giacomo Ciucci su Ford Fiesta R5. Rally davvero sfortunato per Luca Hoelbling ora con Federico Fiorini su i20 R5 che, dopo l’avvicendamento di navigatore allo start, si ferma in prova nel primo tratto cronometrato del secondo giro.

L’equipaggio francese completa una gara perfetta

Al Rally Italia Sardegna Stephane Consani e Thibault De La Haye su Skoda Fabia R5 si aggiudicano il secondo round del Campionato Italiano Rally Terra. L’equipaggio francese completa una gara perfetta e firma la seconda meraviglia consecutiva dopo la vittoria al Rally Adriatico. Ora i leader del Terra, supportati dalla scuderia Project Team e armati della vettura ceca curata da Erreffe Team Bardhal e gommata Pirelli, si candidano definitivamente come la coppia da battere tra i polverosi, con 37,5 punti saldamente al comando della classifica tricolore.

Hanno spinto sin dai primi chilometri della tappa italiana del Mondiale Rally e si sono piazzati al comando mettendosi alle spalle anche i big del Cir. Vince quattro delle cinque prove iniziali, mette un minuto tra sé e i suoi inseguitori, poi Consani amministra e si gode i passaggi sulle magnifiche prove iridate fino al gradino più alto sul porto di Alghero. Dietro di lui è stata battaglia all’ultimo polverone. Una battaglia di traversi che ha coinvolto tutti i 19 partenti per il CIRT. Per primo ha provato a replicare gli scratch Nicolò Marchioro con Marco Marchetti sulla Fabia R5 di RB Motrosport gommata Yokohama.

Il giovane padovano a metà corsa, visto il passo del francese, ha iniziato a guardarsi più dietro che avanti. Quando sul finale sembrava aver respinto l’attacco di Umberto Scandola e Guido D’Amore (Hyundai i20 R5) una foratura all’ultima speciale gli ha fatto perdere anche la piazza d’onore mantenuta per tutto il rally. Quindi ride ultimo l’equipaggio sulla R5 coreana. Il veronese Scandola ha iniziato il RIS non al meglio per una foratura e una girata nel primo loop di speciali. Poi ha iniziato a trovare il feeling con la i20, gommata Michelin, del team ufficiale Hyundai Rally Team Italia, fino a piazzare lo scratch decisivo all’ultima “Monte Baranta” per il secondo posto finale.

Sorprendente invece il quarto assoluto per Massimo Squarcialupi e il fratello Giovanni su Ford Fiesta R5. Allo start era già una gran soddisfazione confrontarsi con i pro del Mondiale. Poi ha iniziato a metterci tutto sé stesso, spingendo ad ogni prova fino a centrare con caparbietà un traguardo che sa di successo. Gioia simile anche per il veronese Luca Hoelbling, che porta a casa un quinto posto in una gara tutta in salita. Il suo navigatore Mauro Grassi è fuori gioco per un infortunio già durante lo shakedown. Così parte nell’inedita coppia con Federico Fiorini riuscendo a centrare un risultato memorabile.

Sesto e primo tra le gruppo N l’equipaggio elvetico formato da Luca Maspoli e Marco Menchini su Mitsubishi Evo IX, mentre arriva il secondo successo di fila nel Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici per Mattia Codato e Christian Dinale sulla Lancer Evo X gommata Yokohama. Quindi l’altra Evo X di Giuseppe Messori e Guido Pulici ottavi del Terra e terzi in gruppo N. Emozione straordinaria, quella di concludere con successo la gara Mondiale, anche per il giovane toscano Simone “Barone Jr.” Baroncelli, con Simona Righetti, il migliore tra le Peugeot 208 R2 in corsa per il CIR Terra.

Doppia, invece, la soddisfazione per i terraioli sardi, anche loro alla guida di 208 R2. Il pilota di Nuoro Andrea Gallu con Giuseppe Pirisinu completa la top ten davanti al giovane di Arzachena Michele Liceri, undicesimo con Salvatore Mendola, entrambi a ricevere l’abbraccio del loro pubblico all’arrivo. Il Rally Italia Sardegna ha avuto come protagonisti anche altri equipaggi nell’appuntamento del CIRT lanciati per le posizioni che contano della classifica. Su tutti Giacomo Costenaro e Justin Bardini, su Fabia R5, per gran parte della gara saldamente al terzo posto, ma ancora out sul più bello per un’uscita di strada sulla PS6. Occasione che sfugge ancora, quella di guadagnare il podio assoluto, per il modenese Andrea Dalmazzini, con Giacomo Ciucci su Fiesta R5, che piega una ruota sul salto della stessa “Tula 2”.

CLASSIFICA FINALE: 1. Consani-De La Haye (Skoda Fabia R5) In 1:41’18.6; 2. Scandola-D’amore (Hyundai i20 R5) a 47.8; 3. Marchioro-Marchetti (Skoda Fabia R5) a 4’30.5; 4. Squarcialupi-Squarcialupi (Ford Fiesta R5) a 8’08.1; 5. Hoelbling-Fiorini (Hyundai i20 R5) a 9’06.0; 6. Maspoli-Menchini (Mitsubishi Evo IX) a 11’35.4; 7. Codato-Dinale (Mitsubishi Evo X) a 13’59.2; 8. Messori-Pulici (Mitsubishi Evo X) a 14’32.1; 9. ‘Barone Jr.”-Righetti (Peugeot 208 R2) a 17’20.4; 10. Gallu-Pirisinu (Peugeot 208 R2) a 26’19.6; 11. Liceri-Mendola (Peugeot 208 R2) a 34’30.8;

CLASSIFICA CONDUTTORI CIRT DOPO RIS2019 (coeff.1,5): 1. Consani-De La Haye (Skoda Fabia R5) 37,5pt; 2. Marchioro-Marchetti (Skoda Fabia R5) 27 pt; 3. Scandola-D’amore (Hyundai i20 R5) 26pt; 4. Hoelbling-Fiorini (Hyundai i20 R5) 13pt; 5. Squarcialupi-Squarcialupi (Ford Fiesta R5) 12pt; 6. Andreucci-Briani (Peugeot 208 T16 R5) 10pt;

I protagonisti del CIRT in Sardegna: le sfide più attese

Il Campionato Italiano Rally Terra si presenta alla ribalta Mondiale nel Rally Italia Sardegna 2019. L’appuntamento italiano del World Rally Championship, che andrà in scena dal 13 al 16 giugno ad Alghero, offrirà nuovamente il palcoscenico iridato alle massime serie nazionali: CIR Terra, CIR e CIR Junior. Oggi parliamo dei protagonisti del Cirt. Il Rally dei 4 Mori avrà però un programma particolare per i terraioli, che otterranno il punteggio valido per il Campionato al termine della 1a Tappa di gara, vale a dire alla fine della giornata di venerdì 14 giugno. Inoltre il secondo round stagionale del Terra avrà coefficiente 1,5. Al fianco del CIRT in corsa anche il Trofeo Gruppo N-4 Ruote Motrici.

Il RIS rappresenta quindi un appuntamento importante per le sorti del Campionato, al quale i protagonisti del Terra hanno risposto al completo, o quasi. Mancherà all’appello Paolo Andreucci, terzo nell’esordio al Rally Adriatico, quindi un’occasione in più per i rivali di incrementare il gap. Dopo la vittoria a sorpresa nel I round i fari saranno puntati su Stephane Consani. Il francese ha già diverse informazioni sulle strade sarde, affrontante lo scorso anno nel Rally Vermentino.

Proverà quindi a confermarsi come leader insieme a Jean Thibault De La Haye sulla Skoda Fabia R5. Primo tra gli avversari il giovane di Montagnana Nicolò Marchioro, anche lui su Fabia R5 e tra i più quotati quest’anno, che torna con Marco Marchetti dove già nel 2014 riuscì a fare bene tra i terraioli. Molto atteso anche Umberto Scandola. Il veronese, fresco della presentazione del progetto ufficiale Hyundai Rally Team Italia, vorrà sfruttare al massimo l’occasione sulla nuova i20 R5. Dopo il debutto poco convincente a Cingoli proverà a fare un passo avanti sempre con Guido D’Amore alla sua destra.

Discorso simile anche per l’altro veronese Luca Hoelbling, anche lui su i20 R5, che torna ad Alghero ancora con Mauro Grassi dopo il ritiro nell’ultima apparizione del 2016. Sarà interessante seguire la crescita al volante della Ford Fiesta R5 di Andrea Dalmazzini, navigato da Giacomo Ciucci. Anche il giovane modenese ha qualche ricordo sull’Isola, ritirato nel RIS 2015, meglio nel Costa Smeralda 2017 anno del suo successo tricolore. Voglia di riscatto invece per un altro giovane come il driver di Marostica Giacomo Costenaro, che proverà a rilanciarsi sulla Fabia R5 dopo il capottamento ai primi chilometri dell’Adriatico.

Alle note sempre Justin Bardini. Quindi i veterani delle strade bianche armati di Fabia R5, già in gran forma come il trentino Luciano Cobbe con Fabio Turco, o chi vuole ritrovarla come il padovano Giovanni Manfrintato rientrante in Campionato con Chiara Corso. Allo start anche due Ford Fiesta R5, a disposizione dei fratelli Squarcialupi con Massimo alla guida e Giovanni alle note, oltre al ritorno nel Terra del gentleman driver di Arzachena Francesco Tali, stavolta nel tandem tutto sardo con Fabio Salis.

Chiamati al secondo rally stagionale anche gli equipaggi in corsa per il nuovo Trofeo Gruppo N – 4 Ruote Motrici. Comanda la speciale classifica, grazie alla vittoria marchigiana, il giovane trevigiano Mattia Codato in coppia con Christian Dinale sulla Mitsubishi Lancer Evo X. Alle sue spalle rilancia la sfida anche James Bardini, con Barbara Bogoni su Lancer Evo VII. Sarà invece un duello al di fuori del Trofeo quello tra le gruppo N giapponesi di Luca Maspoli, con Marco Menchini su Evo IX e Giuseppe Messori, con Guido Pulici alla guida di Evo X. Stesso discorso anche per il pilota di Novara alla prima nel CIRT 2019 Gabriele Campagnoli, insieme a Nicola Arena su Subaru Impreza N15.

Tutta da seguire anche la battaglia tra le R2 del Terra. Intenzionato a mettersi in mostra sulle strade di casa, al debutto nel rally iridato, il giovane sardo Michele Liceri, ancora con Salvatore Mendola su Peugeot 208. Su vettura francese anche il trentenne vicentino Fabio Battilani, insieme a Jasmine Manfredi, oltre all’altro equipaggio sardo formato da Andrea Gallu e Giuseppe Pirisinu. Completa lo schieramento di 208 R2 un altro talento tra le fila dei polverosi come il pistoiese Simone “Barone Jr.” Baroncelli, anche lui al debutto sardo con Simona Righetti.

Puoi consultare la nostra guida al Rally Italia Sardegna cliccando qui oppure puoi trovare la Guida completa al Rally Italia Sardegna 2019 sul numero di giugno di RS e oltre

Nasce il Hyundai Rally Team Italia con Scandola nel CIRT

Che la SA Motorsport, acronimo di Scandola Auto Motorsport, fosse una struttura con le potenzialità di gestire un intero programma di alto livello non è una notizia. A tutti sono note le capacità e il blasone della squadra che negli anni ha regalato grandi soddisfazioni a Skoda Italia Motorsport, che purtroppo a gennaio scorso ha deciso di ritirarsi lasciando a piedi il loro pilota di punta e tutti gli altri. La notizia, in parte anticipata dallo stesso Umberto Scandola in un’intervista pubblicata sul numero di RS e oltre che sta arrivando nelle edicole a giugno, è che è nata la Hyundai Rally Team Italia, che sarà il team ufficiale di Hyundai nello stivale.

Non una vera nascita, bensì un cambio di nome per le stesse facce e gli stessi cervelli con gli stessi obiettivi di vittoria. Uomini che hanno accumulato importanti esperienze in questi ultimi anni trascorsi ai massimi livelli dei rally italiani. Sicuramente un importante punto di ripartenza per un gruppo di persone che non ha mai smesso di credere nelle proprie potenzialità e che, dopo aver venduto le Fabia R5 al team MS Munaretto, si è dovuto rimettere in gioco, ripartendo dalle ceneri di un falò che certamente non era desiderato, tanto meno può essere definito gradito. Certo era prevedibile e scontato. Rimboccate le maniche, è cominciato un silenzioso lavoro sfociato nel Hyundai Rally Team Italia, che conferma il suo programma nel Campionato Italiano Rally Terra.

Il nuovo sodalizio farà il suo debutto nell’impegnativo Rally Italia Sardegna: la gara, valevole per il Campionato del Mondo Rally e per il Campionato Italiano Rally Terra, è in programma dal 13 al 16 giugno 2019 tra gli sterrati nel nord dell’isola. “Siamo onorati di dare il nostro supporto a un programma importante del Customer Racing di Hyundai Motorsport. Proveremo a regalare lo spettacolo unico del rally a un numero sempre più crescente di appassionati. Questa operazione darà una maggiore visibilità al brand Hyundai, la cui gamma N sta riscuotendo successo in tutto il mondo” ha commentato Andrea Crespi, Managing Director di Hyundai Italia.

“Siamo felici di iniziare questa nuova avventura con Hyundai Rally Team Italia. La squadra ha tutte le carte in regola per essere competitiva nel più importante campionato nazionale su sterrato. La divisione Customer Racing di Hyundai Motorsport si è rapidamente affermata come uno dei principali attori del motorsport in tutto il mondo. Abbiamo raggiunto grandi traguardi in breve tempo. Le vetture Hyundai hanno vinto diversi titoli internazionali, inclusi i Mondiali piloti e costruttori nel campionato FIA WTCR 2018: questi sono i risultati dell’enorme impegno del nostro team e di quello nostri clienti. Il nostro lavoro è strettamente allineato al nuovo marchio N ad alte prestazioni di Hyundai, i cui principi sono ispirati al motorsport” ha commentato Andrea Adamo, Team Director Hyundai Motorsport.

“Il 2019 ci vede impegnati ufficialmente con il nuovo marchio Hyundai nel Campionato Italiano Rally Terra ed è una grande soddisfazione per me e tutto il team S.A. Motorsport proseguire con impegno e passione nel mondo nei rally. Questo è il primo passo importante che ci permetterà di conoscere la nuova Hyundai i20 R5 e di lavorare con gli ingegneri di Hyundai Customer Racing per arrivare rapidamente a sfruttare l’alto potenziale della vettura. Ma innanzitutto voglio ringraziare Hyundai Italia e il direttore di Hyundai Motorsport Andrea Adamo per la fiducia che ci hanno concesso. Questo sarà il principale stimolo per raggiungere quanto prima i risultati che ci siamo prefissati nella seconda parte della stagione” ha commentato Riccardo Scandola, Team Principal S.A. Motorsport.

“Riparto dalla terra che amo e intraprendo una nuova strada agonistica molto stimolante con un marchio giovane come Hyundai che crede fortemente nel motorsport. Come tutti i nuovi programmi ci sarà una parte iniziale dove dovremmo lavorare per creare il miglior connubio pilota-vettura, ma fin dai primi test e dal primo rally ho subito trovato una vettura con un ottimo potenziale che ci darà presto grandi soddisfazioni. In oltre 15 anni di rally io e il mio navigatore Guido D’Amore abbiamo avuto il piacere di correre con parecchie squadre ufficiali e tornare a lavorare con ottimi ingegneri e fornitori di riferimento ci permette di guardare all’immediato futuro con piacere e ottimismo” ha commentato Umberto Scandola, pilota SA Motorsport.

Il programma di Hyundai Rally Team Italia prevede la presenza nelle restanti quattro gare del Campionato Italiano Rally Terra 2019 con Umberto Scandola e Guido D’Amore. Insieme a loro saranno in gara anche Luca Hoelbling e Mauro Grassi, al via con una seconda i20 R5 del team veronese. Al momento la squadra sta valutando anche la presenza in alcune gare nazionali e internazionali su asfalto, per accelerare il processo di conoscenza della vettura.

Minorenni ammessi al Cirt 2019 su Side by Side

Via libera ai piloti minorenni nei rally italiani. È l’interessante novità partorita dall’ultima Giunta Sportiva riunita a Roma nei giorni scorsi. La soluzione messa a punto dall’organismo decisionale dell’Aci Sport permetterà di correre ai piloti di almeno sedici anni con vetture Side by Side in ben tre gare della massima serie tricolore su terra. Una novità clamorosa se si considera che, spesso, la federazione è al centro di lamentele mirate ad evidenziarne la lentezza decisionale. Una novità come questa era attesa da tempo e, finalmente, è arrivata.

Dalla federazione, soddisfatti, spiegano che “già dalla stagione in corso, infatti, sarà permessa, in via sperimentale, la partecipazione a tre gare selezionate all’interno del Campionato Italiano Rally Terra, parliamo di San Marino Rally, Nido dell’Aquila e Tuscan Rewind, ai conduttori over 16 in possesso di patente B1 su vetture Side by Side. Ciò al fine di acquisire dati da presentare al prossimo Consiglio Sportivo Nazionale per l’eventuale partecipazione delle vetture in oggetto nei rally su terra”.

IRCup, il Rally Piancavallo dice De Tommaso

E’ stata una cavalcata trionfale quella di Damiano De Tommaso e Giorgia Ascalone al 33° Rally Piancavallo, organizzato da Knife Racing con piena soddisfazione dell’Automobile Club Pordenone. Prima volta nell’International Rally Cup, dinamiche ruggenti e cariche di buoni auspici per il futuro. Ma due giorni di gara bersagliata dal maltempo, che non ha risparmiato nemmeno le premiazioni in piazza Italia a Maniago, però si è presa i complimenti dei protagonisti per la qualità del percorso e le suggestioni legate all’antico prestigio, ora riattizzate dall’entusiasmo di Stefano Lovisa & C.

Il giovane pilota varesino, con una Skoda Fabia R5 del team Munaretto, ha dominato i due giorni di gara coprendo 122 chilometri di prove speciali nel tempo totale di 1:22’47’’4. Dopo il successo a Reggio Emilia lo scorso aprile nel primo appuntamento dell’International Rally Cup 2019, si è preso anche il trionfo a Piancavallo rafforzando il primato nella classifica generale. Vittoria mai in discussione fin dalle prime prove speciali di sabato su Poffabro e Barcis-Piancavallo, marcando distacchi profondi sulla truppa degli inseguitori.

Il favorito della vigilia, Manuel Sossella su Ford Fiesta Wrc, ha sofferto per un’errata scelta di gomme è ha perso fiducia pagando un ritardo di quasi 2 minuti. Così ieri mattina non è nemmeno ripartito, idem il comasco Paolo Porro (altra Fiesta Wrc) causa incidente sulla salita in notturna a Piancavallo, mentre ieri mattina De Tommaso sulle prove di Pielungo (10’00’’1) e Campone (5’37’’6) ha aumentato il vantaggio sui rivali con le Skoda R5, Alessandro Re e Alfonso di Benedetto. Poi è salito in cattedra proprio il siciliano Di Benedetto, miglior tempo nelle ripetizioni di Pielungo (9’48’’7) e Campone (5’34’’3), ancora distante dal battistrada ma ormai a soli 0’’8 da Re prima del gran finale a Pradis-Grotte.

Sugli oltre 26 km di tracciato cronometrato della prova “marathon”, con strada ancora bagnata e viscida, De Tommaso ha pensato bene di guidare in controllo, Di Benedetto (17’20’’8) ha “graffiato” e superato Re (a 9’’2) tanto da scalzarlo in extremis dalla piazza d’onore. Migliore degli equipaggi pordenonesi quello composto da Marco Zannier e Marika Marcuzzi, al loro debutto su Skoda Fabia con un quarto posto assoluto da incorniciare. Scotto della prima volta su Ford Fiesta Wrc per Denis Babuin e Roberta Spinazzé, comunque ottavi davanti ad Alessandro Prosdocimo e Marsha Zanet su Fabia R5.

Positiva anche la prova di Dimitri Tomasso e Franco Durat (Peugeot 208), dodicesimi assoluti e secondi di Classe R2B, davanti a Fabrizio Martinis e Marco Mirabella (Renault Clio), ai quali sono mancati rivali diretti in R3C.

Nel rally storico vittoria di Maurizio Finati con una splendida Lancia Rally 037 in 58’18’’7, scatenando brividi di nostalgia lungo prove speciali contornate di pubblico, nonostante il meteo inclemente. Seconda posizione assoluta per la Bmw M3 di Andrea Romano a 1’12’’6, mica facile gestire una trazione posteriore nel viscido. Terzo il tedesco Michael Stoscheck su Porsche 911, ultrasettantenne capace ancora di scherzare in controsterzo, un plus valore per Knife Racing con il suo marchio Brose a sostenere il Piancavallo.

Nella rally nazionale, i primi tre sono andati a braccetto praticamente in tutte le prove speciali tranne una. Sempre il più veloce lo spezzino Claudio Arzà (tempo totale 53’01’’0), manco a dirlo con una Skoda Fabia R5 come il paluzzano Nicola Cescutti (secondo a 1’03’’0), l’avversario più insidioso. Terzo (a 2’46’’1) il francese Cyril Audirac su Peugeot 207 Super 2000, in debito di potenza ma certo non di grinta. Ottimo quarto il pordenonese Enrico Zille (Peugeot 106 Kit) e settimo Cristian Secondin (Peugeot 208). 

Nella prima giornata, il Rally Piancavallo si è subito rivelato duro, selettivo, per qualcuno anche micidiale. E non sono mancate le sorprese nel teatro di “Poffabro” e “Barcis-Piancavallo” con tanta gente sugli spalti naturali nonostante il tempo inclemente, pure la nebbia a indispettire gli equipaggi in lotta per International Rally Cup, Rally Storico e Rally Nazionale. Già la partenza in piazza Italia a Maniago, tra uno scroscio e l’altro, ha dato il menù della gara bagnata e pareva che tutti avessero scelto le gomme “rain”. Invece qualcuno ha azzardato un paio di “stampo”, come una scelta di mezzo per vedere come va e provare a indovinare subito una strategia vincente.

Tra questi pure il favorito numero uno, Manuel Sossella, campione di ritorno nella ribalta Irc con tre titoli in bacheca. La sua Ford Fiesta Wrc ha patito l’inferno beccando 38’’6 sulla prima di “Poffabro” dall’enfant prodige Damiano De Tommaso, 5’20’’8 con la Skoda Fabia R5 più veloce del lotto. Ma non è andata meglio sulla “Barcis-Piancavallo”, altri 14’’2 sul groppone di Sossella rispetto al graffio di De Tommaso in 13’08’’2, nonostante un cambio gomme che è servito comunque a limitare i danni.

“Sono in chiara difficoltà e devo recuperare fiducia” ha ammesso il driver vicentino, condizionato dall’uscita di strada di una settimana fa in gara test al Valpolicella dopo uno stop che durava dall’altro botto rimediato lo scorso ottobre a Como. Nessun problema, invece, per il campione italiano junior, battendo il ritmo senza alcuna sbavatura. Nel ritorno a “Poffabro” a graffiare è Alfonso Di Benedetto in 5’14’’0, De Tommaso cede 5’’1 ma Sossella a 12’’9. Così dopo tre prove il margine tra il vecchio e il nuovo dell’Irc era salito a 1’00’’6, impensabile alla vigilia.

Certo la strada viscida ha ridotto il divario prestazionale tra R5 e Wrc, anzi, le più muscolose “world rally car” si fanno ancora più difficili da gestire pattinando nei tornanti. Prova ne sia che a recitare in vetta è stata pure la Skoda di Di Benedetto mentre quella di Alessandro Re ha preso la piazza d’onore, provvisoria, senza trascurare l’esordio stupefacente di Marco Zannier con la vettura ceca, secondo tempo iniziale a Poffabro in 5’26’’5. Ieri sera, infine, “Barcis-Piancavallo” (dedicata alla memoria di Maurizio “Icio” Perissinot) ridotta per tutti ai 14,90 km di “Pian delle More”, ovvero la misura prevista per Storico e Nazionale.

Nebbia da tagliare con il coltello, diluvio e ritardo nel riposizionare la postazione crono. De Tommaso comunque padrone in 10’22’’2 che diventano 34’10’’3 nel totale, Re a 27’’3 e Di Benedetto a 38’’3. Soddisfatto Zannier quarto a 1’10’’2, migliore dei pordenonesi. Sossella a 1’45’’8, però visto Liverpool e Tottenham mai dire mai, con cinque prove speciali ancora a disposizione e magari un po’ di parziale asciutto che non guasterebbe. Un peccato il ko di Paolo Porro dopo circa 4 km dallo start sul lungolago. Fiesta Wrc che gli stava dando problemi di visibilità con appannamento del parabrezza.

L’uscita di strada ha tolto definitivamente un atteso protagonista della gara. Nel Rally Storico in testa Maurizio Finati (Lancia 037) in 23’11’’3, graffiando sulle prime due prove, mentre Andrea Romano (Bomw M3) si è preso gloria nella ripetizione di “Pian delle More” e viaggia secondo a 1’10’’8, Ennio Boria (Renault 5 Gt Turbo) terzo a 1’44’’1. Skoda Fabia protagoniste anche nella Gara Nazionale. Al comando quella di Claudio Arzà in 21’15’’5 con 6’’9 sulla rivale condotta da Nicola Cescutti, terza la Peugeot 207 Super 2000 del francese Cyril Audirac a 40’’8. 

Classifica assoluta Rally Piancavallo 2019

1. DE TOMMASO-ASCALONE (Skoda Fabia) in 1:22’47.4; 2. DI BENEDETTO-LONGO (Skoda Fabia) a 25.0; 3. RE-TURATI (Skoda Fabia) a 33.4; 4. ZANNIER-MARCUZZI (Skoda Fabia) a 2’27.1; 5. GENTILINI-ZANCHETTA (Ford Fiesta) a 2’52.1; 6. TOSI-DEL BARBA (Skoda Fabia) a 4’09.8; 7. RONCORONI-BRUSADELLI (Skoda Fabia) a 4’57.9; 8. BABUIN-SPINAZZÈ (Ford Fiesta) a 5’22.0; 9. PROSDOCIMO-ZANET (Skoda Fabia) a 6’56.3; 10. ROVATTI-CAVICCHI (Peugeot 208) a 7’36.0; 11. CARNIELLO-ZILLE (Peugeot 207) a 8’02.3; 12. TOMASSO-PICENO (Peugeot 208 Gti) a 8’50.2; 13. MARTINIS-MIRABELLA (Renault Clio) a 8’54.7; 14. CASELLA-ARLOTTA (Peugeot 208) a 9’18.4; 15. TARGON-DI GIUSTO (Honda Civic Type R) a 9’27.1; 16. BUIATTI-BARICHELLO (Ford Fiesta MK8) a 9’40.9; 17. SARTOR-TESSARO (Peugeot 208) a 9’45.5; 18. BÃœHLER-ZANNI (Peugeot 208 Vti) a 10’06.2; 19. POLISINI-PASCALE (Mitsubushi Lancer Evo X) a 10’50.6; 20. ZANOTTI-BERNARDI (Peugeot 208) a 10’51.7; 21. BELLI-COSTI (Mitsubushi Lancer Evo X) a 11’01.1; 22. ZORRA-CARBOGNANI (Peugeot 208) a 11’12.6; 23. ZANOTTO-BUCCINO (Peugeot 208) a 11’13.7; 24. ANCILLOTTI-SANESI (Peugeot 208) a 11’15.8; 25. PARONUZZI-ALTINIER (Peugeot 208) a 12’01.5; 26. TRINCA COLONEL-TRECCANI (Citroen Saxo Vts) a 12’15.2; 27. BEARZI-PRIZZON (Renault Clio 1.6 16v) a 12’21.2; 28. DELLA MAGGIORA-FAVALI (Renault Clio) a 12’46.3; 29. FIORESE-GUADAGNIN (Mitsubushi Lancer Evo X) a 13’13.1; 30. FAVARO-PAVAN (Ford Fiesta) a 13’14.1; 31. SIVILOTTI-MUIN (Peugeot 208) a 13’17.3; 32. GUGLIELMETTI-GUGLIELMETTI (Citroen Saxo) a 13’46.7; 33. PIZZINATO-COLLINI (Fiat Cinquecento Sp.) a 16’27.8; 34. TOFFOLO-BIASIO (Peugeot 106 Rallye) a 16’30.6; 35. LUSSO-DEL FRARI (Renault Clio Rs Sport) a 17’24.1; 36. MAGLIONI-ALFIERI (Peugeot 106) a 17’47.7; 37. GARDINI-DE VINCENZI (Citroen Saxo) a 18’20.4; 38. MARCON-MOSENA (Peugeot 106 Rallye) a 20’34.5; 39. LANTERI-LANTERI (Renault Twingo) a 21’15.5; 40. CATALINI-SALOTTI (Renault Twingo) a 21’23.3; 41. CERIALI-FERRARIS POTINO (Renault Twingo) a 23’05.7; 42. PELOSI-GUZZI (Renault Twingo) a 26’15.3; 43. GABRIELE-PIANON (Citroen Saxo Vts) a 26’46.4; 44. SPORZON-BALDAN (Peugeot 106) a 27’05.9;

Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici dopo il Rally Adriatico

Il primo round del nuovo Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici è stato un successo. La neonata competizione ideata e promossa da ACI Sport, con la collaborazione di Yokohama come unico fornitore ufficiale per gli penumatici, ha preso inizio al Rally Adriatico in coincidenza della prima gara del CIRT. È stato un debutto piuttosto positivo per i partecipanti al Trofeo, sempre competitivi, spesso vicini alla top ten nella gara marchigiana.

Tra i piloti iscritti al monomarca svetta su tutti il giovane trevigiano Mattia Codato. Il driver classe 1991 infatti a sfruttato al meglio la sua Mitsubishi Lancer Evo X, sempre in coppia con Christian Dinale, approfittando delle difficoltà dei rivali per lanciarsi verso la prima vittoria della stagione. Una prestazione che rischiava di essere compromessa all’inizio del rally, quando già sulla PS “Colognola” Codato iniziava a lamentare problemi al cambio. La conoscenza della vettura e delle strade bianche dell’Adriatico, vista la partecipazione al CIRT dello scorso anno, hanno avvantaggiato l’equipaggio Codato-Dinale fino al successo.

“Sono veramente contento – dichiara Codato al traguardo – per questa prima vittoria. Devo dire che sembrava un rally complicato e lo è stato per tutti. Mentre correvamo continuava ad entrare spesso la 1a marcia e ho dovuto lottare ad ogni cambio tornante. Poi nella fase centrale abbiamo pagato una scelta di gomme forse non ideale, ci aspettavamo condizioni meteo diverse. Fortunatamente, grazie al gran lavoro della squadra e all’ottimo supporto degli pneumatici Yokohama siamo riusciti a portarla fino in fondo, ottenendo un risultato importante per il Trofeo. Credo che questa competizione sia una buona iniziativa, oltre che un’opportunità per chi partecipa, ma anche per il pubblico di rivedere all’opera queste vetture sempre competitive e spettacolari. È stata una prima battaglia avvincente e ora iniziamo a pensare al Rally Italia Sardegna”.

Alle spalle di Codato secondo posto per il compagno di squadra James Bardini. Il pilota veneto, insieme alla giovane navigatrice Barbara Bogoni, ha portato fino in fondo la Subaru Impreza nonostante alcune difficoltà. Sofferto per lui soprattutto il primo loop di prove, quando il feeling non ottimale con la nuova vettura lo ha portato a diversi errori e un’uscita di strada sulla lunga “Due Laghi”. Bardini ne è uscito con l’esperienza e prendendo continuità sulla Subaru ha portato a casa punti importanti guardando alla classifica del Trofeo.

Il Rally Adriatico si è quindi confermata una gara intensa e selettiva. Lo hanno dimostrato i diversi ritiri, in tutte le classi. Per quanto riguarda le N4 in corsa per il Trofeo Gruppo N la vittima illustre è stata Pier Giorgio Bedini, affiancato da Marco Pollicino, che si era portato al comando della speciale classifica per gran parte della corsa ma è stato costretto a fermarsi sulla PS 8 “Dei Laghi”. Sulla lunga prova speciale Bedini ha riscontrato la rottura di un tubo dei freni della sua Lancer Evo X, terminando così con il ritiro.

Rally sfortunato anche per Christian Gabbarrini. Il pilota di Foligno era partito alla grande aggiudicandosi la prova d’apertura, rifilando 3.5’’ a Bedini per posizionarsi in prima posizione nel Trofeo. L’ottima prova è stata compromessa subito dopo, quando Gabbarrini, nell’equipaggio tutto umbro insieme a Paolo Galli, ha avuto problemi al radiatore della Subaru Impreza rientrando anticipatamente in assistenza per il ritiro definitivo dopo poco più di 5 km di gara. Ora le 4×4 gommate Yokohama seguiranno il calendario CIRT verso l’importante e atteso Rally Italia Sardegna, l’ottavo appuntamento del World Rally Championship.

Nikolay Gryazin: ‘In Italia sterrati come in Finlandia’

Un 26° Rally Adriatico sfortunato per Nikolay Gryazin e Yaroslav Fedorov che, in lotta per la vittoria con i francesi Consani-De La Haye, sono purtroppo usciti di scena durante la PS6 Avenale di 5,18 chilometri nel tentativo proprio di intaccare la leadership dei transalpini. Con RS e oltre, Gryazin non ne fa mistero. Sfortuna sì, ma ”abbiamo esagerato”.

“Sulla PS6 abbiamo continuato a spingere e in una curva abbiamo colpito un terrapieno. L’auto è finita su due ruote e non è stato possibile tenerla. Ci siamo schiantati contro gli alberi, strappando la ruota posteriore sinistra. Stiamo entrambi bene, ma la gara per noi è finita”, ha detto Gryazin in quel momento.

Gryazin e Fedorov, portacolori del team italiano Movisport, erano al Rally Adriatico per preparare la partecipazione al 53° Vodafone Rally de Portugal. Nei giorni di test antecedenti la gara tricolore, i due hanno provato con due differenti Skoda Fabia R5.

Non è la prima volta che gareggiate in Italia, ma è la vostra prima su terra. Cosa ne pensate del livello del Campionato Italiano Rally Terra? qual è la vostra impressione sulla tipologia delle prove…

“Concorrenti tutti estremamente veloci, anche se molti di loro avevano già avuto esperienza su queste strade, ma proprio per questo è stato ancora più interessante gareggiare qui. Beh, trovo difficile poter paragonare queste speciali con altre già affrontante anche nel WRC2. Certamente sterrati tosti, simili a quelli della Finlandia”.

  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico
  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico
  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico
  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico

Indipendentemente dalla vostra uscita di scena anticipata, avete trovato utile partecipare a questa competizione in vista del vostro prossimo appuntamento nel WRC2 al Rally de Portugal?

“Sì, assolutamente. Abbiamo utilizzato alcune soluzioni che porteremo in Portogallo, come la scelta degli pneumatici per esempio, optando per la mescola dura che avremmo a disposizione nel mondiale, ma che ovviamente male si adattava a questo sterrato scivoloso”.

Una gara impressionante, fino all’uscita di strada. Forse avete spinto un po’ troppo.

“L’obiettivo era superare Consani in classifica generale, dopo che il primo giro di speciali ci aveva impedito di spingere a causa delle gomme fredde. Come ti ho detto proprio per la scelta che abbiamo effettuato in vista del prossimo appuntamento del WRC2. Durante il secondo “loop” di prove il grip è migliorato e così abbiamo deciso di spingere, ma credo che abbiamo esagerato”.

Un’ultima domanda sulle due giornate di test che avete effettuato nei giorni precedenti il Rally Adriatico: avete utilizzato due vetture. Avete provato differenti soluzioni?

“Esatto, abbiamo lavorato molto sul set-up durante il primo giorno, testando soluzioni diverse su entrambe le vetture. Il secondo giorno è piovuto ed il fondo molto scivoloso è risultato utile per poter avere anche dei riferimenti in preparazione di un assetto da bagnato”.

CIRT, al Rally Adriatico: passa lo ‘straniero’

Partito. Il Campionato Italiano Rally Terra ha preso il via con la partenza del 26° Rally Adriatico, primo appuntamento del calendario. La gara organizzata da PRS Group ha vissuto oggi la vigilia, con la preparazione delle vetture e i primi affondi nello shakedown del pomeriggio. In serata i 47 equipaggi verificati si sono avvicendati sul palco in Piazza Vittorio Emanuele II per la cerimonia iniziale nel centro di Cingoli.

Tra i più attesi sicuramente il vincitore delle ultime sei edizioni del Rally Adriatico il veronese Umberto Scandola, al debutto sulla Hyundai i20 R5 con l’altra novità degli pneumatici Michelin. Attenzione rivolta anche verso il campione in carica CIR Paolo Andreucci, quest’anno a tutti gli effetti nel Cir Terra affiancato da Rudy Briani, sempre sulla Peugeot 208 T16 R5 ma con MM Motorsport e la scuderia Maranello Corse.

Oltre ai nuovi big della serie ci sono i veterani del CIRT, tutti armati di Skoda Fabia R5 e con ambizioni da vertice. Favoriti tra i terraioli il vice campione padovano Nicolò Marchioro, vincitore per il Terra nelle ultime due edizioni dell’Adriatico, il vicentino Giacomo Costenaro, vincitore delle prime due gare di Campionato nel 2018 e il sanmarinese Daniele Ceccoli, lo scorso anno in corsa fino all’ultimo per il titolo tricolore.

Da seguire anche il debutto stagionale su terra per i ragazzi di Aci Team Italia. Sono in 7, tutti armati di Ford Fiesta R2B, chiamati al secondo round del Cir Junior. Interessante anche la sfida integrale per il Trofeo Gruppo N – 4 Ruote Motrici che propone il confronto tra le potenti Mitsubishi Lancer Evo X di Pier Giorgio Bendini e Mattia Codato con le Subaru Impreza di James Bardini, Christian Gabbarrini e il sanmarinese Stefano Guerra.

A proposito di Cir Junior. Il Campionato Italiano Rally Junior 2019 debutta sulla Terra nel 26° Rally Adriatico. I 7 equipaggi di ACI Team Italia hanno partecipato questa sera alla cerimonia di partenza della gara marchigiana nel centro di Cingoli. Per i talenti portacolori della Nazionale si tratta del secondo appuntamento stagionale, dopo il debutto su asfalto nel Rallye Sanremo.

I partecipanti al Campionato Italiano Rally Junior 2019
I partecipanti al Campionato Italiano Rally Junior 2019

Stavolta la curiosità è tutta sull’approccio dei giovani piloti rispetto alle selettive strade bianche del maceratese. Il meteo rimane incerto, ma gli equipaggi potranno confidare sull’affidabilità degli pneumatici Pirelli. Quasi tutti i ragazzi hanno già partecipato in passato, con fortune alterne, al Rally Adriatico. Tra i più attesi sicuramente il siciliano Marco Pollara, il migliore tra le Ford Fiesta R2B di Motorsport Italia nel rally d’apertura.

Atteso al riscatto il molisano Giuseppe Testa, mentre vogliono migliorare le ultime prestazioni all’Adriatico il cuneese Giorgio Bernardi, secondo in Liguria, il toscano Mattia Vita, terzo a Sanremo e il bresciano Luca Bottarelli. Proverà a migliorarsi anche il piacentino Andrea Mazzocchi, apparso in forma sugli asfalti del ponente ligure ma sfortunato nelle ultime edizioni del Rally Adriatico. Sarà il debutto assoluto nelle Marche e la seconda gara su terra invece per il campano Pasquale Pucella.

Dalla mattina di sabato 4 maggio, si inizierà a fare sul serio con le 11 prove speciali, 93,93 chilometri di crono in un percorso complessivo di 318,06 km. L’arrivo e la cerimonia di premiazione, sempre nel centro di Cingoli, sono previsti per le ore 19.30.

Le vetture sono ripartite in prima mattinata per sfidarsi sulle piesse rese ancora più interessanti dalla pioggia caduta durante tutta la notte. Quindi da osservare anche il confronto tra gli pneumatici e le diverse scelte degli equipaggi. Onore ed oneri del numero 1 per Umberto Scandola, che partirà per primo sulla Hyundai i20 R5. La PS1 Colognola ha visto la partenza lanciata di Stephane Consani, il più disinvolto sulla prova corta d’apertura del Rally Adriatico.

Un gran debutto per il giovane pilota francese che ha chiuso con il miglior tempo sulla Skoda Fabia R5 in 3’39.8. Alle sue spalle subito convincete l’approccio del varesino Andrea Crugnola, qui nel CIR Terra da outsider su Fabia R5. Completa il terzetto di testa l’altro outsider di lusso per la gara marchigiana, il giovane russo Nikolay Gryazin anche lui su Fabia R5. Quindi, si fa interessante da subito il Rally Adriatico, con gli equipaggi che si sono lanciati nell’intensa giornata di gara aspettando, vista la pioggia, un fondo bagnato. In realtà il primo tratto si è riscontrato per gran parte asciutto e molti protagonisti hanno pagato la scelta degli pneumatici.

Giacomo Costenaro e Justin bardini sulla Skoda Fabia R5
Giacomo Costenaro e Justin bardini sulla Skoda Fabia R5

Partenza ragionata quindi per i big del Cirt, che non hanno preso rischi. Paolo Andreucci quarto in prova a +4’’9 sulla Peugeot 208 T16 R5, davanti a Giacomo Costenaro a 5’’8 su Fabia R5, sesto il veronese Umberto Scandola con Hyundai i20. Piuttosto cauto Daniele Ceccoli (Fabia R5) settimo a 7”7. Appena 2 decimi più lento Nicolò Marchioro (Fabia R5) rammaricato per la scelta errata degli penumatici sui tratti di prova rimasti asciutti. Completano la top ten provvisoria il rientrante nel Cir Andrea Dalmazzini, che vuole riprendere il feeling con la terra sulla Ford Fiesta R5, e Gigi Ricci, lui al debutto sulla nuova i20 R5.

Primi affondi anche per il Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici, con il sanmarinese Stefano Guerra che è partito subito con un buon passo sulla Subaru Impreza STI, davanti all’altra Impreza del marchigiano Christian Gabbarrini e Pier Giorgio Bedini, anche lui nel tentativo di riprendere il ritmo sulla Mitsubishi Lancer Evo X. Tra i giovani di Aci Team Italia al debutto su terra per il Cir Junior il miglior crono sulla Colognola è stato del piacentino Andrea Mazzocchi. Secondo tra le Ford Fiesta R2B il leader siciliano Marco Pollara a 1”5, terzo il bresciano Luca Bottarelli a 1”8.

Sulla PS2 Avenale rileva il comando delle operazioni Crugnola, che stacca Gryazin di 0″4 e Consanni di 1”8. Scandola è quarto a 5”6 e Andreucci chiude la top five a 6”1. La PS3 Castel Sant’Angelo vede imporsi Gryazin: 7’38”7 il suo tempo sui 10,60 chilometri della prova. Il secondo miglior tempo è quello di Consanni, che accusa un distacco di appena 0″1 dal vincitore di prova e torna al comando della classifica assoluta per 0”3 su Gryazin e 1”1 su Crugnola. Quarto tempo in prova per un regolare Andreucci e quinto per il veloce Dalmazzini.

In un Cir 2019 tiratissimo, forse troppo, non c’è un attimo per respirare. Neppure finita una PS ne ricomincia un’altra. Un giro di, a volte, noiose e cortissime speciali. Sulla PS4 Dei Laghi, 11,93 chilometri, nell’ordine, Consanni (7’21”5), Gryazin (a 2”5) e Crugnola (a 6”7) sono sempre il trio di testa seguito da Marchioro, Andreucci, Scandola, Ceccoli, Ricci, Hoelbling e Succi. Dunque, Consanni resta leader e comanda per 2”8 su Gryazin e per 7”8 su Crugnola. Andreucci è quarto, ma staccato di 25”5.

Il Rally Adriatico è ripartito per il secondo giro di prove. Sulla ripetizione della Colognola Nikolay Gryazin su Skoda Fabia R5 passa forte e strappa lo scratch in 3’37”6. Ora il russo è secondo assoluto appena 1”3 da Consani. Il francese del Campionato Italiano Rally Terra, anche lui su Fabia R5 inizia a controllare la vetta e si mantiene al primo posto. Sempre sul podio virtuale della gara, anche lui su R5 boema, il varesino Andrea Crunogla che si gira sulla PS5 ma riprende regolarmente la corsa perdendo 14”8.

Peccato per Gryazin costretto al ritiro
Peccato per Nickolay Gryazin costretto al ritiro

Si avvicina nello specchietto Paolo Andreucci sulla Peugeot 208 T16 R5, ora secondo del Terra e quarto assoluto a 6 secondi di svantaggio da Crugnola. Milgiora la prestazione di Nicolò Marchioro su Fabia R5, che sembra aver risolto i problemi di assetto del primo giro segnando il terzo tempo assoluto in questa speciale. Ora il padovano è terzo tra gli iscritti Cirt. Ancora in ritardo Umberto Scandola sulla Hyundai i20 R5 come il sanmarinese Daniele Ceccoli su Fabia R5, rispettivamente in sesta e settima posizione.

Si sa, i rally sono un’incognita e così finisce sul più bello l’esperienza di Nickolay Gryazin con Yaroslav Fedorov nel Rally Adriatico. Il pilota russo classe 1997 è ripartito forte per il secondo giro di prove vincendo sulla Colognola per avvicinarsi alla vetta della classifica assoluta. Alla ripetizione della PS6 Avenale, Gryazin esce di strada con la Skoda Fabia R5 e si ritira anticipatamente. Dopo la PS6, in testa rimane quindi il francese Stephane Consani (Fabia R5), con Andrea Crugnola (Fabia R5) che ritorna alle sue spalle mentre Paolo Andreucci (Peugeot 208 T16 R5) si inserisce sul podio provvisorio della gara. Si avvicina Nicolò Marchioro (Fabia R5) ora quarto assoluto a 4”6 da Andreucci e terzo del Cirt.

Sulla PS7 Castel Sant’Angelo vince Marchioro: 7’30”0. Alle sue spalle, a 1”4, c’è Crugnola e a 2″5 Consanni, che resta leader della gara con 18”4 su Crugnola. Quarto tempo assoluto per Ricci, che anticipa Paolo Andreucci. Il campione toscano è ora terzo nella classifica assoluta della gara. A quattro prove dal termine di questa boucle su terra, le intenzioni del driver francese sono chiare. Crugnola cerca di recuperare i secondi di distacco, o quantomeno di contenerli, e ha le possibilità di farlo, visto che con Gryazin fuori c’è un pensiero in meno.

La PS8 Dei Laghi vede imporsi di nuovo Consanni, che la smette di gestire e sferra l’attacco. Marchioro è secondo a 1″3, Andreucci è terzo a 3″6. Quarto tempo per Scandola e quinto per Ricci. Consanni è ancora leader e ora comanda con 31″8 su Machioro e con 34”1 su Andreucci. Problemi in prova per Crugnola (“ho forato la gomma anteriore sinistra e mi sono fermato a cambiarla”), che chiude con un trentaseiesimo tempo che lo fa sprofondare in trentesima posizione assoluta. Scandola è quarto e Ceccoli si porta in quinta posizione assoluta, davanti a Ricci, Hoelbling, Dalmazzini, Versace e Cobbe.

Dunque, Andrea Crungola si fa da parte per la lotta al vertice del Rally Adriatico. Il pilota del Cirt si è girato durante il secondo passaggio sulla prova Dei Laghi, la speciale meno corta del rally. Testacoda e toccata sulla Skoda Fabia R5 che gli hanno causato una foratura, facendo perdere a più di 8′ in prova. Dopo l’assistenza Crungola ripartirà comunque per il finale di gara.

Ora per il podio assoluto è una corsa riservata ai protagonisti del Campionato Italiano Rally Terra, con Stephane Consani (Skoda Fabia R5) che piazza lo scratch anche sulla PS8 consolidando la sua leadership. Da segnalare il rendimento al debutto stagionale sulle strade bianche dei giovani di Aci Team Italia. Al comando della gara per il Cir Junior c’è il bresciano Luca Bottarelli, autore di 3 scratch su 8 prove disputate. Dietro di lui veloce tra le Ford Fiesta R2B anche il siciliano Marco Pollara, secondo a 3”6. Si riprende il terzo posto Andrea Mazzocchi a 17”2.

Per quanto riguarda il Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici è stato protagonista per gran parte della gara Pier Giorgio Bedini, che si è però trovato costretto al ritiro sulla PS8 per un problema ai freni della sua Mitsubishi Lancer Evo X. Guadagna ora il comando della speciale classifica tra le vetture gommate Yokohama il giovane vicentino Mattia Codato, sempre su Lancer Evo X, davanti al rivale James Bardini su Subaru Impreza STI.

Sulla PS9 Avenale, la terzultima di questo Rally Adriatico 2019, è Marchioro a farsi furbo e a rischiare il tutto per tutto. E gli va bene: vince. Crugnola è secondo, staccato di appena 1″1. Terzo tempo di Scandola che fa meglio di Ucci e si ritrova staccato di soli 1″8 dal vincitore della PS. Quinto si piazza Gigi Ricci. Solo un ottavo tempo per Consanni, che continua a comandare la gara, ma Marchioro è a 26″1, mentre Ucci è terzo a 30″7.

Anche sulla PS10 Castel Sant’Angelo, è Marchioro il più veloce. Scatenatissimo, sigla un bel 7’23”1. Crugnola è secondo a 4″5, Ricci è terzo a 5″7, Consanni è quarto a 7″4 e resta leader della gara per 18″7 su Marchioro e 34″9 su Andreucci. Scandola è quinto e Ucci è tranquillamente sesto, con un podio ormai quasi suo. Sembra profilarsi la quarta piazza assoluta per Scandola e la quinta per Ceccoli.

Classifica assoluta dopo la PS10

1.Consani in 53’59.3; 2. Marchioro a 18.7 3. Andreucci a 34.9 4. Scandola a 42.9 5. Ceccoli a 1.07.2 6. Ricci a 1.19.3 7. Hoelbling a 2.18.7 8. Dalmazzini a 2.34.8 9. Versace a 3.00.8 10. Cobbe a 3.06.3

Con la PS11 Dei Laghi si conclude il Rally dell’Adriatico numero 26. Questo è il terzo passaggio sulla questa prova. Il meteo regge e tutto è pronto per l’ultima sfida cronometrata. In testa, a controllare un cospicuo vantaggio, il giovane francese Stephane Consani, con la Skoda Fabia di Erreffe mentre i suoi due principali avversari odierni, Nikolay Gryazin e Andrea Crugnola, hanno avuto una sorte avversa, il primo per uscita di strada ed il secondo per una foratura che lo ha costretto alla fermata in prova e quindi all’addio alla lotta per le prime posizioni.

L’ultimo tratto cronometrato si rivela una formalità. Il più veloce è sempre Marchioro, che stacca Crugnola di 3″7 e Consani di 3″9. Il francese va a vincere la gara con un tempo totale di 1.01’18″4, appena 11″8 su Marchioro e 36″5 su Andreucci. In quarta posizione si ferma Scandola, seguito da un ottimo Ceccoli. Seguono Ricci, Hoelbling,Dalmazzini, Versace e Cobbe.

Umberto Scandola: ‘Mi stimola ripartire da zero’

“Nuova vettura, nuovi obiettivi e un programma che sta prendendo forma giorno dopo giorno. Dopo parecchi anni passati con un altro costruttore, che ringrazio per le opportunità che ci ha offerto, io e la mia squadra voltiamo pagina e ci buttiamo in un nuovo progetto con l’entusiasmo dei giorni migliori. Non è stata una scelta facile ma dopo aver provato la Hyundai i20 R5 abbiamo deciso di concentrare i nostri sforzi su una vettura che riteniamo molto competitiva e affidabile con ampi margini di crescita”, sono le parole di Riccardo Scandola fratello di Umberto e Team Principal della squadra.

I primi due esemplari della vettura coreana sono già arrivati a Settimo di Pescantina (VR) sede di S.A. Motorsport, dove i tecnici del team hanno iniziato a prendere confidenza con la parte meccanica. In previsione dell’imminente debutto agonistico sulla terra si è svolta la prima sessione di test assieme anche al partner tecnico Michelin che sarà fornitore ufficiale dei pneumatici per la vettura di Umberto Scandola.

“E sempre un’emozione affrontare un nuovo viaggio” racconta Umberto Scandola. “Mi stimola molto l’idea di ripartire da zero con nuovi obiettivi e mi piace anche il colore azzurro N il brand Hyundai N delle vetture sportive e da competizione. Già nei primi km al volante della i20 R5 mi sono trovato molto bene ed è stato interessante confrontarsi con i tecnici della casa madre”.

Umberto aggiunge: “Tornare a lavorare con gli ingegneri di una squadra ufficiale è un impegno ma anche un grosso stimolo per dare il 100% nei prossimi mesi. Siamo consapevoli di essere solo all’inizio di un progetto importante e in questa fase bisognerà cercare di recuperare l’eventuale divario che potremmo avere dalle squadre che già da tempo lavorano sulle loro vetture: ma so di poter contare su un gruppo di lavoro molto professionale che mi permetterà di bruciare le tappe. In questa prima fase iniziale penso che non sia opportuno fare proclami troppo ambiziosi, ma quando si entra in una competizione l’obiettivo principale è sempre quello di vincere”.

“In tanti pensano che il debutto con la nuova i20 al Rally dell’Adriatico sarà più semplice per me e Guido perché abbiamo vinto le ultime sei edizioni della gara, ma questo sarà solo uno dei tanti stimoli in un campionato italiano che quest’anno vedrà al via i migliori team e gli specialisti di questo fondo a partire dal campione italiano in carica”, conclude Umberto Scandola. In attesa di vedere la vettura di Umberto Scandola e Guido D’Amore con il numero 1 sulle fiancate, impegnata nei 94 km delle 12 prove speciali del 26° Rally dell’Adriatico, è stata definita la livrea dell’auto. Una seconda Hyundai i20 R5 New Generation del team S.A. Motorsport sarà portata in gara da Luca Hoelbling e Mauro Grassi.

Paolo Andreucci ha scelto Rudy Briani e sogna il RIS

E’ un Paolo Andreucci pimpante e fiducioso quello che si prepara a tornare in abitacolo per giocarsi il successo nel Campionato Italiano Rally Terra. “L’avevo promesso che avrei continuano a correre, anche se al di fuori del Cir ed accanto al mio nuovo ruolo di tutor Peugeot – spiega Paolo in esclusiva a RS e oltre -. Ho sempre amato lo sterrato quindi mi ripresento su questo fondo con la 208 T16 della MM – grazie all’appoggio di Peletto, Fiamm, Easy Pay, Studio Strambi e Pirelli – con tutte le intenzioni di fare bene. I presupposti ci sono tutti e anche la prospettiva di ritrovarmi con fior di avversari, come Scandola e Longhi”.

Ucci prosegue anticipandoci che “per affrontare la stagione ho scelto di avere al mio fianco Rudy Briani, mantovano di nascita ma garfagnino di adozione. Per me una vecchia conoscenza, visto che da anni è al mio fianco nei test, anche se in gara sarà quasi un battesimo. L’unico precedente che ricordo è stato in un raid di qualche anno fa”. Dunque nessun ritiro dalle competizioni per il “nostro” Paolo. Ma esiste un programma? “Il mio programma? L’intero CIRT”. E chissà che nel CIRT 2019 non ci scappi anche la Sardegna…

Cirt 2019, Giuseppe Testa sulla terra marchigiana

Nella settimana che porta al 26° Rally Adriatico, evento come sempre molto atteso per le spettacolari prove speciali che lo compongono, arriva la conferma che anche Giuseppe Testa sarà della partita. La gara marchigiana non solo aprirà il Cirt 2019 ma sarà valida anche per il Campionato Italiano Rally Junior, giunto alla seconda prova dopo il debutto stagionale avvenuto al Rally Sanremo.

A Cingoli ci sarà anche Testa junior che, coadiuvato alle note dal fido Massimo Bizzocchi, ritroverà la Ford Fiesta R2T della serie tricolore. Il giovane driver molisano, dopo il weekend sfortunato nella Città dei Fiori, è pronto a lasciarsi alle spalle i guai meccanici in cui è incappato sulla Mini Ronde, mentre era al comando della graduatoria e a riscattarsi facendo parlare ancora il cronometro per sé. La competizione partirà sabato mattina con la PS Colognola 1 e proporrà agli equipaggi un totale di 93,93 chilometri cronometrati. Clicca qui per il programma completo.

Terra Tricolore per Stephane Consani

L’Erreffe Rally Team-Bardahl annuncia che Stephane Consani sarà al via del Campionato italiano Rally Terra con una Skoda Fabia R5 gommata Pirelli. Dopo il brillante secondo posto ottenuto con la Ford Fiesta in occasione del Liburna Terra, arriva dunque la candidatura al Cirt per l’asso di Aix en Provence che lo scorso 20 marzo ha compiuto 28 anni.

Insieme a lui ci sarà Thibault de la Haye, navigatore che nel suo prestigioso curriculum vanta già parecchie gare con Chardonnet, Buffier, Ciamin, Robert Consani e Puppo. A spalleggiare il programma dell’equipaggio transalpino sarà la scuderia Project Team. Il primo impegno sarà dunque sugli sterrati delle Marche con il Rally Adriatico in programma i prossimi 3 e 4 maggio.