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Campionato Italiano Rally Asfalto 2020: esclusi i top driver

Fra le novità di contorno per il CIR 2020 ci sarà anche una sostanziale modifica al CIRA, cioè del titolo per i piloti privati legato alle sole gare di asfalto del Tricolore. Constatato che quest’anno il titolo è già nuovamente andato ad Andrea Crugnola, e che il varesino è anche in lizza per lo scudetto assoluto, ACI Sport si prepara a modificare il regolamento per evitare una sovrapposizione del genere.

Dal 2020, infatti, il titolo CIRA dovrebbe passare passerà al secondo classificato nel caso in cui il vincitore risultasse anche fra i primi tre della classifica finale del CIR. Esclusi dal CIRA sin dall’inizio i piloti prioritari FIA, quelli che hanno vinto il CIRA l’anno precedente, i vincitori assoluti di gare CIR e i primi tre della classifica finale del CIR dell’anno prima

Pensando al Campionato Italiano Rally 2020 e dintorni

Sta per arrivare il tempo delle decisioni sui regolamenti per la stagione 2020. Al faldone delle proposte elaborate a livello regionale dai fiduciari ACI Sport proviamo ad aggiungere anche le nostre – in qualche caso provocatorie – per CIR e dintorni con destinazione Commissione Rally prima e Giunta Sportiva poi.

VIA GLI SCARTI. Almeno per il titolo assoluto. Con le vetture odierne le rotture meccaniche sono una rara eccezione, quindi i ritiri o i ritardi sono soprattutto frutto di errori. Allora perché non premiare anche l’affidabilità oltre alla velocità? In fondo gli scarti già sono scomparsi ai vertici del motorsport mondiale…

RALLY D’ITALIA EVOLUTION. La classifica del CIR è eloquente: il Rally d’Italia con la formula Gara 1 – Gara 2 alla fine è risultato costosissimo e quasi ininfluente, visto che quei punticini finiranno negli scarti. Un bene che nel 2020 i “nostri” partiranno in mezzo a quelli del WRC e non più in coda. Ma non basta. Perché non lasciarla come gara unica a coeff. 1,5, con eventuali punti di tappa solo per chi si dovesse ritirare?

CIRA DA GENTLEMANIZZARE. Secondo anno di CIRA e secondo titolo per Andrea Crugnola. Che è si un privato come status, ma anche un semiprofessionista di fatto. Forse è il caso di rendere più a portata di gentleman la serie, magari ad iniziare dall’esclusione di chi lo ha già vinto.

JUNIOR DA RIVEDERE. La prima edizione del nuovo Junior monovettura e monogestione ha detto che sarebbe meglio affinarne la formula e magari l’obiettivo immediato (cioè il premio). Catapultare i nostri direttamente nel mondiale junior (Sardegna docet) è un azzardo per poca dimestichezza con la terra: si potrebbe fare un primo passo nel ERC: costa meno ed ha un calendario più equilibrato fra terra e asfalto. Guarda caso nel ERC 2019 i titoli Junior sono andati al pilota supportato economicamente dalla federazione ceca (Filip Mares) fra le 4×4, e a quello del team della federazione spagnola (Efren Llarena) fra le 2RM. I risparmi conseguenti potrebbero essere investiti gara per gara in premi in denaro o in riduzione delle franchigie. E magari con limite d’età più basso e/o stop a chi ha già avuto opportunità significative.

2RM DA RILANCIARE. La R2, alla vigilia dell’avvento delle nuove 208 e Clio R2C, è categoria sempre più importante, elemento centrale fra le R1 di base e le R5 di vertice. Vale quindi la pena di ripensare in un modo più immediato e comprensibile il mondo delle 2 ruote motrici. Secondo il principio che la semplicità e confronto diretto sono sempre preferibili, perché non passare ai punti per classifica stralcio delle Gr.R genere (dunque escluse solo le fuori omologazione) abbandonando quella con i punti per classe? Anche il numero di gare a calendario e/o dei risultati utili va ridotto per rendere il CIR 2RM più accessibile. E magari consentendo – come già avviene nel ERC – un numero di pneumatici per gara più basso rispetto alle 4×4. Senza scordare che qualche tangibile premio sarebbe il benvenuto.

SCADUTE IN CODA. Suzuki di fatto l’ha già chiesto esplicitamente: le fuori omologazione partano dopo le auto di corrente omologazione. Forse impopolare ma logico, anche perché le R1 e affini contemporanei sono un elemento sportivamente e quantitativamente sempre più importante nell’ambito del Tricolore. La cosa creerebbe problemi di gestione della gara? Se nel mondiale fanno già qualcosa di simile, con le auto del nazionale in coda a quelle del WRC, vuol dire che volendo si può fare.

BYE BYE STORICHE. A Udine, e non è certo la prima volta, è riesploso il problema della difficile coabitazione di vetture storiche e moderne, specie quando sono le prime a partire davanti. Quindi è tempo di mettere mano alle gare con troppe sottogare e comunque di privilegiare il rally CIR. Non a caso lo stesso Sanremo – che per primo ha mescolato le auto delle due epoche – intende ridividerle, spostando le moderne a fine settembre e lasciando ad aprile le sole classiche.

Poi ci sarebbe da lavorare sul fascino del prodotto, sulle tristi prove spettacolo, sulle partenze carbonare, sui parchi assistenza, ecc. Ma questo è un altro capitolo…

Questo è l’editoriale del direttore di RS e oltre di ottobre 2019

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Copertina RS ottobre 2019
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Andrea Crugnola è di nuovo campione italiano rally asfalto

Andrea Crugnola sicuramente avrebbe preferito portare in porto la vittoria che aveva in pugno al Ciocco e che oggi gli consentirebbe di essere virtualmente in vetta e guardare al titolo assoluto, ma può comunque in parte consolarsi con il titolo del titolo del Campionato Italiano Rally Asfalto 2019, che con il risultato del Friuli ha aritmeticamente vinto per il secondo anno consecutivo e con una gara di anticipo.

Infatti, ormai nessuno può fare meglio dei 60 punti che il pilota varesino già vanta in classifica CIRA, dato che il suo più immediato inseguitore, che ora è Antonio Rusce per il gioco degli scarti anche in caso di vittoria a Verona non potrà arrivare oltre quota 55,5. Sicuramente questo risultato può offrire a Crugnola, che corre con la vettura della HK Racing di Felice Re, lo spunto per cercare di chiudere dalla sua la lotta per il tricolore.

Rally del Friuli, Andrea Crugnola suona la carica nel CIR

Reduce dal brillante successo ottenuto al Rally di Roma Capitale, il portacolori della Scuderia Gass Racing è pronto a dare battaglia nella cinquantacinquesima edizione del Rally del Friuli Venezia Giulia deciso a vendere cara la pelle e a giocarsi il primo dei tre match-ball utili per portare a casa il Tricolore Rally.

Il rallysta varesino, come sempre in coppia con Pietro Ometto, sarà di nuovo al volante della Skoda Fabia R5 deciso a ben figurare tra le strade friulane anche per mantenere ben salda la leadership nella classifica riservata al Campionato Italiano Rally Asfalto.

In terra friulana la Scuderia Gass Racing di Albino Gabriel tornerà di nuovo a competere nella categoria riservata alle Due Ruote Motrici con due Fiesta R2B, la prima delle quali sarà condotta dall’ex campione RGT 2017 Fabrizio Andolfi navigato da Stefano Savoia mentre la seconda sarà portata in gara da Stefano Cossetti, direttore della rivista Tutto Rally, navigato per l’occasione dalla trentenne friulana Elisa Tassile.

Dopo la shakedown di venerdì mattina, la gara avrà inizio nel pomeriggio con la prova spettacolo a inseguimento che si disputerà presso la città fiera di Torreano di Martignacco La lunghezza del percorso sarà di circa quattrocento chilometri, centocinquanta dei quali destinati alle impegnative prove speciali che andranno poi a definire la classifica finale della gara che terminerà a Udine nel pomeriggio di sabato.