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Loran dice basta e annuncia azioni legali a sua tutela

Prende una piega ancor più spiacevole di quella che si preannunciava la nota vicenda dei “Chiodi di Montalcino“, a conferma di diversi problemi ambientali mai risolti che ci sono nel CIR. Dalle polemiche e dalle indagini federali, si è gradualmente passati alle minacce più o meno velate di esposti, denunce, persone seguite. Nonostante le forature riguardassero le vetture di Simone Campedelli e Luca Rossetti, sui social è stata tirata inspiegabilmente in ballo anche la Loran che dice basta e che si è rivolta ad un avvocato.

La squadra di Lorella Rinna ha festeggiato a “metà” il titolo tricolore perché – nonostante RS e oltre si sia impegnato a più riprese a ribadire che Giandomenico Basso è meritatamente campione – diversi detrattori, tifosi e leoni da tastiera sui social hanno fatto a più riprese allusioni offensive e irriverenti verso un successo, quello del campione veneto, che resta cristallino e indiscutibile. Basso è il pilota che ha vinto di più e che aveva più punti. Per questo Loran dice basta.

“Quale titolare e legale rappresentante della Loran, fresca vincitrice del titolo italiano CIR 2019 unitamente all’equipaggiamento composto dal pilota Basso e dal navigatore Granai, intendo anzitutto stigmatizzare con assoluta fermezza i gravi comportamenti di contenuto diffamatorio e calunnioso che, ormai da giorni, su vari profili sociali, anche attribuibili ad addetti ai lavori ai quali, evidentemente, il risultato non è piaciuto, sta caratterizzando i commenti in ordine, appunto, al verdetto conclusivo della stagione”.

“Comunico altresì di aver mandato al nostro legale di fiducia, Marco Maietta, di Frosinone di valutare ogni e qualsivoglia azione a tutela del buon nome e della reputazione della società, che sarà tutelata in ogni sede competente, anche attraverso la presentazione di esposti e denunce all’autorità penale per la giusta censura di tali, inspiegabili ed inaccettabili comportamenti, che nulla hanno a che vedere con i valori dello sport”.

CIR e CIWRC: approvate le date dei calendari gare

Sono stati approvati i calendari gare dei rally per la stagione agonistica CIR e CIWRC 2020. L’assemblea degli organizzatori, alla presenza della Commissione Rally ACI Sport presieduta da Daniele Settimo, si è tenuta questa mattina presso la sede romana dell’Automobile Club D’Italia.

Definiti tutti i calendari delle serie CIR e CIWRC ed assegnate le date di svolgimento per il Campionato Italiano Rally, Campionato Italiano Rally WRC, Campionato Italiani Rally Terra, oltre alla definizione delle date per le gare con validità di Coppa Rally di Zona per le 9 aree in cui è suddivisa l’Italia rallistica e la Finale per la Coppa Italia al Trofeo ACI Como.

Campionato Italiano Rally (date relative al week end di riferimento):

15 Marzo: 43° Rally del Ciocco e Valle del Serchio (LU)

19 Aprile: 44° Rally 1000 Miglia (BS)

10 Maggio: 104^ Targa Florio (PA)

7 Giugno: Rally Italia Sardegna (SS – OT)

26 Luglio: Rally di Roma Capitale

27 Settembre: 67° Rallye Sanremo (IM)

18 Ottobre: 38° Rally 2 Valli (VR)

22 Novembre: 11° Tuscan Rewind (SI)

Campionato Italiano Rally WRC (date relative al week end di riferimento):

26 Aprile: 53° Rallye Elba (LI)

31 Maggio: 53° Rally del Salento (LE)

28 Giugno: 37° Rally della Marca (TV)

2 Agosto: 14°Rally di Alba (CN)

30 Agosto: 56° Rally Friuli Venezia Giulia Alpi Orientali (UD)

13 Settembre: 40° Rally San Martino di Castrozza (TN)

Campionato Italiano Rally Terra (date relative al week end di riferimento):

5 Aprile: Rally del Vermentino (SS)

3 Maggio: 27° Rally Adriatico (MC)

7 Giugno: Rally Italia Sardegna (SS – OT)

12 Luglio: 48° San Marino Rally (RSM)

4 Ottobre: 12° Rally Liburna (SI)

22 Novembre: 11° Tuscan Rewind (SI)

Finale Coppa Italia: 8 Novembre: Trofeo ACI Como

Davide Nicelli centra il podio del Peugeot Rally

Il Campionato Italiano Rally si è chiuso con il Rally Tuscan Rewind dopo un’intensa annata. La vittoria finale è andata a Basso. Anche gli altri titoli sono stati assegnati nell’ultima prova della serie tricolore. Tra questi il trofeo Peugeot, dove si è imposto Griso, che ha conquistato la gara toscana e la classifica generale dopo aver lottato con Davide Nicelli.

Niente da fare per Davide Nicelli che, per oltre metà stagione, fino al Rally Due Valli, aveva cullato il sogno di conquistare il prestigioso trofeo. Il driver pavese non c’è l’ha fatta a riportarsi in vetta al Peugeot, chiudendo al quarto posto la prova toscana e quindi sul terzo gradino del podio la classifica finale del “Leone”. Si è riscattato con il primo posto nel 2 Ruote Motrici, prima affermazione stagionale davanti al pilota Peugeot Italia Ciuffi.

“Ci abbiamo provato fino all’ultimo, purtroppo è andata male – spiega Davide Nicelli – è mancata la ciliegina sulla torta ma la nostra stagione è stata straordinaria. Sono cresciuto tanto rispetto a un anno fa e questa è la cosa più importante in vista del mio futuro”.

“Fino al Due Valli siamo rimasti sempre al comando del trofeo, quindi questo dimostra che abbiamo mantenuto un ottimo passo, lottando con i migliori e soprattutto in sei gare di campionato mai un ritiro, cosa non così scontata nel Cir”, prosegue Davide Nicelli.

“Grazie al mio team By Bianchi, a Fabrizio, Daniele e a tutti i ragazzi, un grazie al mio navigatore Alessandro Mattioda, come un fratello maggiore per me, alla mia scuderia capitanata dal mitico Paolo Benvenuti, a Paolo Andreucci e Anna Andreussi, un grazie di cuore a tutti i miei sponsor, fans, amici, ma il grazie più grosso va al boss, mio padre, la figura più importante che ci sia nelle gare e nella mia vita”.

Tubi dei freni tagliati a Giacomo Guglielmini: la denuncia

Non solo chiodi al Tuscan Rewind. La Peugeot 208 R2 di Giacomo Guglielmini è stata sabotata da mano ignota nel parco chiuso, un’area che in teoria dovrebbe essere sorvegliata. Sta di fatto che lo sfortunato pilota si è ritrovato i tubi dei freni tagliati. Una operazione eseguita a regola d’arte. Fatta certamente da un professionista, non da un stupido passato per caso.

“Quello che è successo stanotte, i tubi dei freni tagliati durante il riordino notturno a Buonconvento, è stato denunciato alle forze dell’ordine. Perché chiunque abbia tagliato di netto i tubi dei freni della nostra 208 R2 va punito. Ci sentiamo in dovere di ricordare che questo gravissimo gesto, eseguito a regola d’arte, oltre ad essere anti-sportivo è fortunatamente punibile penalmente”, denuncia la MM Motorsport”.

“Voglio fare un applauso ai ragazzi della mia squadra che in soli 12 minuti hanno risolto il problema dei tubi dei freni tagliati, permettendo così a Giacomo e Simone di lottarsi il campionato fino all’ultimo chilometro. Bravi Giacomo Guglielmini e Simone Giorgio per aver mantenuto ugualmente la concentrazione per tutta la durata della vostra gara. Moralmente siete voi i vincitori”, ha detto Manuela Martinelli.

CIR, Orange 1 Racing: Donazzan annuncia l’addio

Se si corre dietro ai leoni da tastiera di Facebook o Twitter, Orange 1 Racing cercava una scusa per ritirarsi. Ma si tratta della classica fake news da social. Una nuova forma di bullismo digitale. Quello che è certo sta nei fatti: Orange 1 Racing puntava al titolo. Lo ha sfiorato e nel team c’è la consapevolezza che il tricolore era alla loro portata.

Spesso, Campedelli-Canton sono rimasti inchiodati in questa stagione del CIR appena conclusa. Peccato, forse non sarebbe cambiato nulla nel risultato, ma certamente Armando Donazzan non avrebbe avuto l’amaro in bocca lasciato dai boicottaggi subiti da Simone Campedelli e Tania Canton. Preso atto di ciò, la squadra ha annunciato il ritiro dal Campionato Italiano Rally.

Orange 1 Racing non voleva ritirarsi dal CIR. Aveva un programma ben definito. Il 18 febbraio 2019, Armando Donazzan, riferendosi alla stagione precedente, spiegava “Partiamo facendo un passo indietro. Perché come tutti sanno l’anno scorso non sono rimasto affatto contento di come siano andate certe cose. Potevo essere convinto a fare un’altra stagione nel CIR soltanto con la garanzia di avere una squadra di massimo livello, sia sotto l’aspetto di partner tecnici che di guida. Ed io credo che Simone Campedelli sia in assoluto il migliore: lo ha dimostrato sino ad ora, e da lì sono cominciate le trattative interne”.

La squadra c’era, la vettura pure, il pilota e la copilota hanno dato tutto, coraggio e passione, inseguendo il sogno tricolore. Arrivare all’ultima gara di campionato con la possibilità di giocarsela ancora, fino all’ultima prova, significa che sulla Orange 1, sulla sua stagione e sul suo equipaggio c’è davvero poco da dire. E loro hanno poco da recriminare.

Si è parlato di “fallosità” di Simone Campedelli. Bisognerebbe anche contare quante forature lo hanno spesso inchiodato ad un risultato non in linea con le sue capacità, ancor meno con le sue potenzialità. Un conto è scegliere di sbagliare, un conto è se qualcuno sceglie di metterti i bastoni tra le ruote. Pardon, i chiodi nelle ruote. Diventa come combattere contro i mulini a vento.

“Anche qui in Toscana nulla di diverso dal solito e gara nuovamente falsata da forature dovute a chiodi messi da mitomani che in modo molto preciso, scientifico hanno falsato deliberatamente il risultato. E’ questo non solo nei nostri confronti ma anche per il team Citroen ( Rossetti ) che questa volta ha ufficialmente postato la prova ma nulla di diverso rispetto a Roma, Friuli, Verona”, spiega Donazzan.

Poi l’annuncio: “Ufficialmente Orange 1 non parteciperà mai più a manifestazioni di rally in Italia perché chi deve far rispettare le regole mai agisce per tutelare questo fantastico sport. Abbiamo già più volte fatto report con prove chiare sulla situazione e ci è stato chiesto di non alzare i toni e che una soluzione forte sarebbe stata trovata ma nulla di nulla”. Peccato, il CIR perde una squadra seria e si poteva evitare. Questi sono i danni di cui i rally italiani farebbero a meno.

Chiodi di Montalcino: per favore silenzio

La notizia dell’esposto presentato da Simone Campedelli prima e da Luca Rossetti poi relativa ai chiodi di Montalcino, con la consegna dei pneumatici incriminati, ha inevitabilmente generato discussioni, anche con interpretazioni fuori luogo. Basso e Granai hanno vinto e lo hanno fatto nel modo più limpido e meritato (hanno fatto più punti e vinto più gare di tutti) e non esistono reclami contro il vincitore o contro il verdetto.

I team di Campedelli e Rossetti hanno scelto di far presente l’accaduto consegnando (era già successo con meno clamore al Due Valli) ai commissari tecnici quanto induce al sospetto di sabotaggio (alias foratura causata da chiodi intenzionalmente posizionati da ignoti).

Demandando così ad ACI Sport ogni valutazione sull’accaduto in sede di omologazione del risultato del Tuscan Rewind, un atto che avviene per tutti i rally per avvallarne la regolarità di svolgimento dopo l’esame dell’incartamento. Il precedente del San Martino di Castrozza 2012 è una rarità, addirittura forse un unicum, ma esiste.

Nessuno ha puntato il dito contro qualcuno in particolare, né esplicitamente né sottotraccia. Ma resta il dato oggettivo che questa storia dei sabotaggi ed in particolare dei chiodi (ma ci sono anche i tubi freno tagliati a Guglielmini) sta diventando una sorta di ossessionante ritornello che fa solo danni a tutto e a tutti, in primis alla stessa specialità.

Questo è il problema, non la fantastica vittoria di Basso in una stagione dove ha dovuto battere non solo gli avversari ma anche le difficoltà che gli si sono via via e di cui il cambio del team in corsa è stato solo un esempio.

Aci Sport se ci sei batti un chiodo e (questa volta) apri gli occhi

I chiodi, sfusi o ben saldati sulle piastre, non hanno pietà di nessuno, ma combinazione colpiscono sempre i vincenti: questo, ormai, lo sappiamo tutti. Lo sa anche Aci Sport che sono anni che i chiodi, buttati in prova speciale da inetti, decidono le sorti del Campionato Italiano Rally. Mano ignota, dicono. Cervello vuoto, vien da pensare.

Quindi, dopo i chiodi del Tuscan Rewind, che si fa? Assuefarsi o indignarsi? Denunciare, diciamo noi di RS e oltre, che siamo felicemente liberi e indipendenti, e che per questo veniamo pressati oltre misura da fabbricatori di sogni e spacciatori di promesse. Ci siamo complimentati con Basso e Granai per il successo conseguito grazie all’impegno di Metior e dei suoi meccanici. E continuiamo a pensare che il driver Veneto sia un campione. Ma c’è un ma che non riguarda Basso.

“È oggettivo che io e Rossetti, avevamo una sfida più grande – è il pensiero di Simone Campedelli -. Il campionato delle forature. Sei io in quattro gare (una a Roma, due a udine più un chiodo che non è affondato nella gomma, due a Montalcino)
tre lui in due gare ( due a Verona, una a Montalcino). Dietro di noi c’è Crugnola con una sola foratura, a Roma. Mi chiedono del CIR 2020: se queste sono le premesse, correteci voi!”, dice Simone Campedelli. E ha ragione.

Bene, noi pretendiamo chiarezza dalla federazione sportiva Aci Sport. Pretendiamo che le testimonianze e i camera car, come le gomme con i chiodi consegnate a chi di dovere, non diventino cimeli di una pessima abitudine che a noi e a tutti i veri sportivi non piace. Vogliamo un CIR pulito da qualunque potenziale dubbio.

Ricordate i famigerati chiodi di Aosta 1986? Mica pensate che sono serviti solo ad assicurare la vittoria a Dario Cerrato, certamente inconsapevole ed estraneo ad un gesto così grave? Fecero rischiare la vita e misero la parola fine alla carriera di Andrea Zanussi e di Popi Amati.

Francamente, ci auguriamo che la Federazione sportiva, che vide e si “dimenticò” dei chiodi di Aosta e come di quelli di tutti gli altri anni a seguire, fino ad arrivare ai chiodi del Due Valli 2018, decida di aprire gli occhi.

In un mondo in cui non puoi fare un bisognino per strada senza essere filmato e diventare protagonista tuo malgrado su YouTube, non poteva essere possibile non produrre prove digitali e reali.

Cara Aci Sport, dacci il nostro campione italiano, ma non lasciare dubbi e soprattutto non esagerare. Non serve annullare o non convalidare la gara. Pensa a tutti i concorrenti e non solo ai primi quattro.

Prendi in considerazione di annullare il risultato della prova speciale in cui si è consumato il gesto che rientra a pieno nel concetto di antisportività. In questo modo, se qualcuno avesse messo i chiodi in prova speciale per fare vincere qualcun altro, avrebbe danneggiato irreversibilmente l’equipaggio che voleva aiutare.

Poi, visto che siamo nel 2019, cara Aci Sport potresti pensare di dotarti di un regolamento chiaro che scoraggi e penalizzi questi gesti. Magari, appunto, In fondo è solo dal 1986 che ci sono equipaggi che rischiano la vita per il sacro fuoco della passione. I rally e i campionati non si boicottano. Si vincono.

Giandomenico Basso campione d’Italia sotto esposto

Il finale allo stesso tempo più bello e più brutto per il Campionato Italiano Rally che nell’arco dell’ultima gara ha visto passare lo scudetto del campione d’italia da tutti e quattro i candidati. Si è partiti con Basso in odore di titolo, poi è toccato a Simone Campedelli. Poi sembrava inevitabile che Andrea Crugnola dovesse diventare il campione. Al via dell’ultima prova il titolo era di Luca Rossetti, al traguardo di nuovo di Giandomenico Basso e Lorenzo Granai.

Ma in mezzo tutto il sapore della lotta per il titolo di campione d’italia e l’amaro delle nefandezze. Dalla squalifica (spinta in ingresso all’ultimo parco assistenza per rottura del motorino d’avviamento) di uno splendido Scandola neo leader della gara, alla foratura lenta che ha attardato il leader Campedelli, attribuita ad un chiodo. Sino alla foratura conclusiva di Rossetti, anch’essa attribuita ad un intervento intenzionale (e il friulano si è subito fermato per “salvare” la gomma che lo dovrebbe testimoniare insieme al suo cameracar).

Prova speciale finale, vittoria e titolo a Giandomenico Basso, che ha concluso davanti a Crugnola (frenato sull’ultimo tratto dalla pioggia che ha in parte risparmiato un Basso comunque stratosferico) e al funambolico Paolo Andreucci.
Ma commissari tecnici che hanno ricevuto e “piombato” la gomma incriminata di Campedelli prima e richiesto e fatto altrettanto con quella di Rossetti poi. Ora il tutto, insieme all’esposto dei due team interessati, prenderà la strada di Roma, dove verrà deciso se omologare o meno il risultato finale.

Inevitabile andare indietro con la memoria a quando, per analoga contingenza, venne annullata nel post gara una prova al San Martino di Castrozza riconsegnando a posteriori ad Umberto Scandola, in quel caso la vittima del sabotaggio, la vittoria.

Che ci siano realmente i presupposti per fare altrettanto è tutto da verificare, ma è innegabile che la possibilità ci sia. Sarebbe il più triste dei finali per una splendida lotta sportiva fra quattro campioni, lotta a questo punto già macchiata dal sospetto (che aveva già fatto capolino a Due Valli e Friuli

Il Tuscan Rewind assegna il titolo CIR 2019 a Basso-Granai

Un tricolore storico, quello ottenuto da Giandomenico Basso e Lorenzo Granai alla guida della loro Skoda Fabia R5, non fosse altro perché conquistato al fotofinish, con ben quattro equipaggi che si sono presentati al via dell’ultima gara, il Tuscan Rewind, ancora con la possibilità di vincere il Campionato.

Oltre a Basso al via della bella gara toscana si erano infatti presentati, con ampie possibilità di successo, anche Luca Rossetti, Citroen C3 R5, Andrea Crugnola, VW Polo R5 e Simone Campedelli, Ford Fiesta R5. Un finale straordinario per una serie tricolore 2019 che, comunque, è stata sicuramente la più belle e combattuta degli ultimi anni.

Vince quindi gara e titolo, Giandomenico Basso da Cavaso del Tomba, in coppia con il toscano Lorenzo Granai, due grandi interpreti del rallismo tricolore, che hanno ottenuto il successo con la loro Skoda schierata in maniera del tutto privata da Metior Sport e Loran. Gli altri escono tutti a testa alta consci di avere condotto una stagione straordinario.

Primo fra tutti Andrea Crugnola, VW Polo divisa con Pietro Elia Ometto, il più privato forse tra i pretendenti al titolo. Sempre velocissimo in tutte le gare, subito dal via del campionato il pilota di Varese si è alternato alla guida della Polo, e di una Skoda Fabia R5, entrambe seguite dall’HK Racing.

Con il varesino della VW da sottolineare anche le grandi stagioni di Luca Rossetti, in coppia con Eleonora Mori, partito con l’handicap di portare per la prima volta in gara nel CIR la Citroen C3 R5 ufficiale, che ha comunque lottato fino ad una prova dal termine della gara, quando al comando ed in grado di puntare al titolo, è stato rallentato da una foratura. Foratura che ha allontanato dal vertice e dalla possibile vittoria tricolore anche un altro grande protagonista dell’annata.

Simone Campedelli, in coppia con Tania Canton. Il romagnolo e la Ford preparata ufficialmente dalla M-Sport e portata in gara dalla Orange1 Racing hanno dimostrato comunque di essere pronti per traguardi importanti. La Ford si aggiudica comunque il titolo italiano Costruttori assoluto poiché la situazione di vantaggio rispetto alla concorrente Citroen rimane invariata. Entrambe i piloti di punta infatti risultano fuori dalla zona punti.

Nella festa per il tricolore uno spazio se lo è ricavato Paolo Andreucci, in coppia con Rudy Briani, che con la sua Peugeot 208 R5 è arrivato terzo in gara e primo tra i partecipanti al Campionato Italiano Rally Terra. Il tricolore Terra vede l’ormai ex campione italiano secondo assoluto, dietro al francese Stephane Consani, già trionfatore della serie, qui sfortunatissimo con un’uscita di strada durante lo shakedown che gli ha impedito di prendere parte alla gara.

Andreucci chiude il Tuscan davanti Giacomo Costenaro, secondo in coppia Justin Bardin su Skoda Fabia R5. Completa il podio del CIRT il veronese Luca Hoelbling insieme a Federico Fiorini al volante della Hyundai i20 R5. Sfortunati protagonisti della gara del Terra sono stati Umberto Scandola (Hyundai i20 R5), autore di una gara perfetta e costretto al ritiro quando era al primo posto assoluto del Tuscan e Nicolò Marchioro, che si ritira nelle prime battute di gara sulla Fabia R5 ma chiude comunque la stagione da terzo del Campionato. Nel Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici, la vittoria in gara va a Christian Gabbarrini, Subaru Impreza Sti.

Un altro risultato di rilievo a Montalcino lo hanno ottenuto Rentato Travaglia, che chiude quarto assoluto con Luca Gelli sulla Fabia R5 e Tony Cairoli con Anna Tomasi, bravi con altra R5 boema con ottimi tempi riuscendo ad inserirsi tra i primi dieci. Tra i titoli tricolore ancora in palio al Tuscan sono stati assegnati il Campionato Italiano Costruttori alla Ford mentre il tricolore Due Ruote Motrici va alla Peugeot. Nel CIR Due Ruote Motrici, la gara toscana è andata a Davide Nicelli Jr su Peugeot 208 R2, davanti agli equipaggi femminili di Rachele Somaschini, Citroen DS3 R3T e Patrizia Perosino, altra 208 R2.

Fuori dai giochi i campioni italiani Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella con la Peugeot 208 R2 ufficiale per il già ottenuto titoli tricolori nel Campionato Junior e nel Due Ruote Motrici hanno commesso un piccolo errore hanno preso un muro a metà gara. In scena sugli sterrati del Tuscan anche il duello finale tra le Ford Fiesta R2 dei giovanissimi CIR Junior Andrea Mazzocchi e Silvia Gallotti nello scontro diretto con i campioni italiani junior Marco Pollara insieme a Rosario Siragusano. Nel trofeo firmato da Peugeot la vittoria è andata della gara e del monomarca a Michele Griso con la 208 R2B.

Crugnola in testa alla prima giornata del rally

Il Tuscan Rewind, ultima gara del Campionato Italiano Rally, è iniziato con la speciale San Giovanni d’Asso (2,08 km). Una sola prova speciale quella “televisiva” che ha dato spettacolo e che ha visto terminare al primo posto un velocissimo Andrea Crugnola con la Volkswagen Polo R5 divisa con Pietro Ometto realizzando il tempo di 1’22.9. Il pilota varesino ha preceduto due dei suoi principali avversari, Simone Campedelli e Luca Rossetti.

Il romagnolo in coppia con Tania Canton su Ford Fiesta R5 e il pordenonese insieme ad Eleonora Mori con la Citroen C3 hanno chiuso entrambi ad un decimo di secondo da Crugnola. Dietro i primi tre si è piazzato il veronese Umberto Scandola con Guido D’Amore con la Hyundai I20 R5, primo tra i protagonisti del tricolore Terra, seguito dalla Fabia di un bravissimo Robert Consani, fratello del Campione Italiano Terra Stephan, incappato in un’uscita di strada sullo shakedown di questa mattina.

A seguire un’altra Hyundai i20, quella di Alessandro Taddei ed Andrea Gaspari. Scivola dietro il capoclassifica del CIR, Giandomenico Basso con Lorenzo Granai su Skoda Fabia R5 a pari merito con Antonio Cairoli in coppia con Anna Tomasi con una Skoda Fabia R5, a otto decimi dalla vetta. Si inserisce nei primi dieci Edoardo Bresolin con la Skoda Fabia R5. Stesso tempo per due grandi nomi, il toscano Paolo Andreucci con la sua Peugeot 208 R5 e il trentino Renato Travaglia molto veloce con una Fabia R5.

Campedelli leader ad inizio del Day 2 del Tuscan Rewind

Parte subito con il piede giusto Simone Campedelli con la sua Ford Fiesta R5 che fa segnare il miglior tempo in 6’45.2 sulla PS2. Il romagnolo mette diversi secondi tra sé e i diretti avversari per la corsa al titolo e si porta momentaneamente al comando della classifica assoluta di gara. Alle sue spalle la battaglia si fa interessante.

Infatti realizzano lo stesso crono Luca Rossetti e il driver del CIRT Umberto Scandola, entrambi a +3.7’’ da Campedelli su questa speciale. Il friulano sulla Citroen C3 R5 ora si propone al secondo posto assoluto, mentre il terraiolo veronese sulla Hyundai i20 R5 è ora terzo assoluto e nel tentativo di inserirsi tra i big del CIR potrebbe, in questo modo, togliere punti per la corsa allo scudetto.

Scandola è quindi primo nella gara del Campionato Italiano Rally Terra. Quarto tempo al primo passaggio sulla “Pieve a salti” per Giandomenico Basso su Skoda Fabia R5 a +4.3’’, che perde qualche secondo di troppo in un’incertezza ad un bivio su asfalto. Situazione simile anche per Andrea Crugnola su Volkswagen Polo, uno dei quattro alfieri in corsa per il titolo, che invece paga ben 8.5’’ secondi di margine e scivola diverse posizioni indietro anche in classifica generale. Ora è a 8.4’’ complessivi da Campedelli.

Il quinto crono è dell’outsider Renato Travaglia su Skoda Fabia R5 a+5.2” davanti a Paolo Andreucci a +6.6 su Peugeot 208 R5. Il campione in carica uscente è ora secondo per il CIRT, a distanza di 3.7” sull’attuale leader Scandola. Stesso tempo di Andreucci per Alessandro Taddei, sempre tra i più veloci qui al Tuscan al volante della Hyundai i20 R5. Dietro di lui un’altro polveroso, Nicolò Marchioro su Fabia R5 che paga un distacco di 7.6” da Campedelli e 3.9” da Scandola. Marchioro ora è terzo per la gara del Terra.

Completano la top ten assoluta Edoardo Bresolin, con la sua R5 ceca a + 7.7, davanti a Tony Cairoli anche lui su Fabia, che continua ad offrire una prestazione da sottolineare. Il pluricampione mondiale di motocross chiude a +8.1 questa piesse.

Simone Campedelli e Tania Canton al Tuscan Rewind
Simone Campedelli e Tania Canton al Tuscan Rewind

Nella lunga prova speciale numero 3, “Torrenieri-Castiglioni del Bosco 1” (27,39 km), prosegue la velocità di Simone Campedelli insieme a Tania Canton con la Fiesta, ancora davanti con due decimi di vantaggio sul primo equipaggio del CIRT Scandola-D’Amore con la Hyundai i20 R5.

In questa prova, partita con cinque minuti di ritardo, Più staccati gli altri protagonisti di cinque secondi netti il trevigiano Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5 davanti di quattro decimi ad Andrea Crugnola. Quinto crono per il pordenonese Rossetti con la C3 R5.

Tra i protagonisti del CIRT, in questa prova si segnala l’usicta di strada per Nicolò Marchioro con la Skoda Fabia R5 che si ritira, mentre Andrea Dalmazzini che ha lamentato un guasto meccanico è riuscito a ripartire. Fabrizio Bianchi incidente con la Skoda Fabia, nessun problema per equipaggi, arriva anche il ritiro di Boni mentre GIuseppe Messori riscontra un guasto meccanico.

Riscontra problemi già questa mattina Mattia Codato si è ritirato in trasferimento con la Mitsubishi Lancer Evo X, destino simile per Filippo Baldinini altra Mitsubishi per incidente. In questa prova tra i piloti su Peugeot 208 R2 risulta l’incidente di Filippo Epis.

Nel Tricolore Due Ruote Motrici miglior crono di Davide Nicelli Jr ( Peugeot 208 R2) seguito da Rachele Somaschini (Citroen DS3 R3T) e il campione Tommaso Ciuffi (Peugeot 208 R2B). In questa prova numero tre, prosegue la corsa tra le Ford Fiesta R2 del CIR Junior dove è ancora il piacentino Andrea Mazzocchi che rifila altri 18”8 al palermitano Marco Pollara.

La prova numero quattro, “La Sesta” di 7,18 km, vede il tempo ex aequo realizzato da Andrea Crugnola con la Polo e da Luca Rossetti della Citroen. Sempre qui uno dei protgonisti del Terra, Tullio Luigi Versace rimane coinvolto in un incindente senza conseguente per equipaggio con la Skoda Fabia R5.

Situazione a metà giornata di gara

Metà giornata al 10° Tuscan Rewind, tempo incerto, e verdetti finali ancora dubbiosi. Al momento questa è la top ten provvisoria dopo quattro prove speciali disputate:

1. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) in 29’41.4; 2. Scandola-D’Amore (Hyundai I20 R5) a 4.5; 3. Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) a 8.6; 4. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) a 11.1; 5. Crugnola-Ometto (Volkswagen Polo R5) a 13.1; 6. Travaglia-Gelli (Skoda Fabia R5) a 20.9; 7. Andreucci-Briani (Peugeot 208 R5) a 21.9; 8. Bresolin-Pollet (Skoda Fabia R5) a 22.9; 9. Taddei-Gaspari (Hyundai I20 R5) a 23.1; 10. Cairoli-Tomasi (Skoda Fabia R5) a 30.5.

La situazione provvisoria nel tricolore rally Due Motrici comanda la classifica generale Davide Nicelli Jr. seguito da Tommaso Ciuffi che ha commesso un piccolo errore prendendo un muretto con la sua 208 R2. Terza Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T. Per quanto riguarda i due giovani dello Junior comanda Andrea Mazzocchi con 30” di vantaggio su Marco Pollara che non riesce a trovare il giusto ritmo e il giusto set up a bordo della Ford Fiesta R2.

Andrea Crugnola al Tuscan Rewind 2019
Andrea Crugnola al Tuscan Rewind 2019

Ovviamente, i colpi di scena di questa decima edizione del Tuscan Rewind, atto decisivo del Tricolore Rally. La lunga prova “Torrenieri-Castiglioni del Bosco 2″ di 27, 39 km, vede Simone Campedelli incappato in una probabile foratura alla sua Ford FIesta R5 visti i 27”7 persi in questa prova speciale.

Miglior crono qui per un soddisfatto Andrea Crugnola con la VW Polo R5, seguito da vicino dal terraiolo Umberto Scandola, con la Hyundai I20 R5 a soli otto decimi di secondo. Il veronese a soli otto decimi di secondo con questo risultato passa al comando della classifica generale del Tuscan.

Terzo crono nella PS6 per Luca Rossetti con la Citroen C3 R5 a 3”9. Abbassa di venti secondo il suo tempo Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5. Veloce ancora il toscano Paolo Andreucci con il quinto tempo con la Peugeot 208 davanti al pilota greco Papadimitriou con la Skoda Fabia R5.

Giandomenico Basso e Lorenzo Granai su Skoda Fabia R5 si aggiudicano “La Sesta” di 7,18 km (e il titolo tricolore di campioni italiani rally 2019) seguiti dalle vetture di Rossetti, Citroen e Scandola, Hyundai. Distacchi minimi tra i protagonisti del Tuscan con Rossetti che ha terminato la prova ad un solo decimo di secondo da Basso, e  portandosi cosi al top della classifica assoluta. Terzo il “terraiolo” Scandola con la Hyundai in questa prova.

Soffre qualcosa Andrea Crugnola con la sua Polo in questa prova terminando dietro alla Ford di Simone Campedelli e alla Peugeot Paolo Andreucci. Il toscano commette qualche piccolo errore di guida, ma è ancora li. Cairoli si lamenta di aver perso tempo sulla prova precedente anche se il suo feeling con la SKoda è aumenta sempre di più. Bene anche il siciliano Alessio Profeta altra vettura boema tra i piloti del CIR Assoluto qui per fare soprattutto esperienza sui fondi sterrati.

Tra le altre belle sfide, nello Junior tra le Fiesta R2, bis di Pollara-Siragusano contro la coppia Mazzocchi-Gallotti. Mentre tra i partecipanti al Tricolore Due Ruote Motrici rimane in testa Davide Nicelli Jr. , davanti ai due equipaggi femminili Somaschini-Lombardi e Perosino-Verzoletto, su Peugeot 208 R2. Nel monomarca firmato Peugeot il comando è sempre nelle mani di Michele Griso in coppia con Lucato.

Clamoroso, Tony Cairoli sogna un futuro nel WRC 2

Tony Cairoli, impegnato in gara al Tuscan Rewind, rivela che la competizione toscana per lui è un test speciale, una presa di contatto con uno sport che lo appassiona tanto, in vista di un impegno futuro nei rally della serie iridata, nel WRC 2. Il centauro lo ha annunciato a chiare lettere, specificando che non intende lasciare le due ruote, ma il giorno in cui dovrà ritirarsi dal motociclismo professionistico, gli piacerebbe corre nei rally. Magari nel WRC 2.

Il nove volte campione del mondo di motocross (sei titoli consecutivi dal 2009 al 2014) è uno dei piloti più forti di sempre nella sua specialità. Si è presentato al via della gara con una Skoda Fabia R5, esemplare fornito dalla bergamasca PA Racing, sul quale sarà affiancato dalla trevigiana Anna Tomasi, campionessa italiana WRC 2019 con Luca Pedersoli. A prescindere da come Tony Cairoli concluderà il suo impegno toscano, ci auguriamo di vederlo presto nel WRC 2.

A proposito di motociclisti da rally, giorni fa anche Alessandro Lupino si è messo in gioco con il rally. Il pilota di Viterbo, pluricampione italiano di motocross, ha gareggiato all’autodromo di Franciacorta, in occasione della tredicesima edizione del Franciacorta rally show. Anche per lui a disposizione una Skoda Fabia R5 della scuderia P.A. Racing, navigato da Alessandro Perico.