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Aci Sport discute format e protocolli dei rally 2020

“Organizzato dalla Commissione Rally e dal suo Presidente Daniele Settimo, si è svolto ieri un incontro in video conferenza, tra la Federazione, gli Organizzatori Rally delle serie titolate – Campionato Italiano Rally, Campionato Italiano Rally Terra, Campionato Italiano WRC – gli organizzatori delle gare del secondo semestre della Coppa Rally di Zona ACI Sport, i rappresentanti delle serie IRC e Race Day, allargato anche ai Costruttori di Pneumatici”, lo afferma Aci Sport in un comunicato stampa.

A rappresentare la federazione c’era Marco Ferrari, il direttore generale di Aci Sport Marco Rogano, il oresidente della Commissione Rally Daniele Settimo e Luciano Tedeschini, Responsabile sicurezza rally.

In apertura dopo l’introduzione di Marco Ferrari, che ha analizzato quanto la Federazione ha fatto in questi ultimi mesi, si è passati ad una breve presentazione del nuovo Format proposto per le serie ed i singoli rally 2020.

In particolare al numero di gare previste per ogni serie, alla limitazione della durata delle competizioni, alla riduzione del numero massimo delle prove speciali e alla riduzione del chilometraggio delle stesse. Tutti elementi che hanno lo scopo di portare per gli organizzatori una riduzione dei costi e la facilitazione nell’ottenimento dei permessi.

La riunione ha avuto come principale obiettivo quello di illustrare il nuovo “Protocollo tecnico-sportivo-sanitario Rally” messo a punto dalla Federazione, insieme alla Commissione Medico Sportiva, che entrerà in vigore alla ripresa dell’attività sportiva agonistica.

Nel protocollo sono indicate tutte le modalità operative alle quali gli organizzatori si dovranno attenere nella messa a punto delle loro gare. Un dettagliato documento che consente ora di passare concretamente alla fase operativa.

Il protocollo non verrà ancora pubblicato fino a quando non si avrà indicazione dal Governo della data di ripartenza delle attività stesse. Solo in quel momento si potrà mettere a punto il documento definitivo, con le possibili novità dettate dalla situazione sanitaria e dai nuovi decreti del governo.

L’incontro è poi servito a valutare lo stato dell’arte di ogni evento, la volontà o meno del singolo organizzatore di realizzarlo, le problematiche relative a ciascuna realtà territoriale anche a livello normativo e di rilascio permessi. Unanime comunque il desiderio di ripartire al più presto e l’impegno al massimo rispetto delle regole dettate dalla Federazione.

A questa riunione seguirà a breve un altro incontro che vedrà protagonisti gli Organizzatori del primo semestre 2020 delle gare Coppa Rally di Zona.

Riammessi i copiloti nei test, consentiti gli spostamenti

Stop alle polemiche, sportivamente motivate, che erano sorte nei giorni immediatamente successivi all’approvazione da parte della Giunta Sportiva del regolamento sanitario per l’effettuazione dei test delle vetture rally sulle strade pubbliche. In origine, il regolamento emanato da Aci Sport, che si rifaceva a direttive più rigide, prevedeva l’ammissione ai test/allenamenti del solo pilota. A metterci una pezza, combinazione, è stato il Governo.

Infatti, con una nota stampa, la federazione ha chiarito che “alcune importanti novità, per quanto riguarda lo svolgimento dei test, sono state introdotte dal DPCM pubblicato 17 maggio”. In particolare, la lettera e) del DPCM del 17 maggio 2020, che inizialmente poneva limitazioni esageratamente restrittive, ha chiarito ogni dubbio all’approvazione definitiva, a parte quello dei costi che un test rallystico avrà nel 2020 con tutte le nuove imposizioni anti-coronavirus.

Proviamo a capirne di più:

La lettera e) delle nuove disposizioni governative prevede che: “Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Allo scopo di consentire la graduale ripresa delle attività sportive, nel rispetto di prioritarie esigenze di tutela della salute connesse al rischio di diffusione da COVID-19, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse”.

A salvare capre e cavoli, è la parte finale, il primo capoverso: “I soli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, dal CIP e dalle rispettive Federazioni, in vista della loro partecipazione a competizioni di livello nazionale ed internazionale, possono spostarsi da una Regione all’altra, previa convocazione della Federazione di appartenenza”.

In tal caso l’organizzatore o l’atleta dovranno fare richiesta alla Segreteria di competenza. “La federazione Aci Sport ha emanato un protocollo sanitario per lo svolgimento degli allenamenti/test in conformità con le linee guida stabilite dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio per lo Sport in collaborazione con il CONI, il CIP e la FMSI, a cui gli organizzatori ed atleti dovranno attenersi”, precisa la federazione.

Con il DPCM del 17 maggio per quanto concerne i rally, possono partecipare ai test di allenamento anche i secondi conduttori seguendo le stesse disposizioni stabilite nel protocollo per il primo conduttore. Un po’ come con la storia delle autocertificazioni, è probabile che a breve possa ulteriormente migliorare qualcosa. O anche no.