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La nuova sfida di Bernard Darniche: la conquista della FFSA

Il sei volte vincitore del Tour de Corse, Bernard Darniche, ha deciso di correre per la presidenza della FFSA e la corrente politica che lo sostiene in questa gara è “Per una nuova FFSA”. In un’intervista, il francese ha dichiarato: “Penso a tutti gli appassionati che non possono praticare lo sport che amano per una questione di costi. Penso a chi è escluso da prezzi alti e da troppe regole che rendono complessa la pratica. Dopo questa crisi sarà necessario partire con soluzioni semplici e “a basso costo” per consentire di correre anche a chi è rimasto in disparte per anni”.

“Penso a tutti i giovani e ai meno giovani che rinunciano al karting, ad esempio, per la folle escalation dei costi. Seguendo mio nipote Hugo per 3 anni di karting, sono rimasto scioccato dal fatto che ai bambini di 14 anni fossero offerti test a 4.500 euro al giorno. E non avevo ancora visto niente perché per giocarsi la vittoria in F4 presso la FFSA Academy, il prezzo del pacchetto arrivava a 75.000 euro a stagione”, ha detto ancora Bernard Darniche commentando l’orientamento dell’attuale gestione della FFSA.

“La drammaticità di questi momenti e la crisi in cui è precipitato lo sport automobilistico gestito dall’attuale governance della FFSA, mi ha fatto capire l’urgenza di una “rottura” con l’attuale linea politica. Sento come mio dovere rinnovarla. Sono in debito con la moltitudine di praticanti e volontari che lo sperano che qualcosa cambi”. Potrebbero sembrare le parole di un politico italiano, invece no. Sono dette con serietà da un campione ancor più serio: Bernard Darniche, che ha deciso di correre per il vertice della FFSA alle prossime elezioni.

Dunque, una nuova sfida per il grande Bernard Darniche, non più un giovincello di primo pelo: “A 78 anni, un buon stile di vita e il ciclismo mi hanno tenuto in gran forma. Mi sento pronto ad aiutare una nuova squadra per quattro anni e provare a rilanciare lo sport che amo. Non posso pensare che vinceremo, ma il massiccio sostegno della base dimostra che stiamo combattendo per una causa giusta, con la strategia giusta e con le persone giuste. La situazione attuale si presta. Se non lo facciamo ora, quando lo faremo? Se non lo faremo noi, chi lo farebbe?”.

Destra 3 Lunga Chiude: storie di Carlo Cavicchi

Destra 3 Lunga Chiude – Quando i rally avevano un’anima. O meglio, quando i rally erano Rally, accadevano cose spesso sopra le righe e ripassarle fa bene, perché sembrano delle favole romanzate quando invece erano soltanto la regola. Basta leggerne una per sera e la notte si sognerà.

A far sognare sono certo le storie, i racconti ma anche i protagonisti: da Andruet a Bettega, da Cerrato a Mikkola, da Pinto a Fassina passando attraverso Trombotto, Verini, Pregliasco, Barbasio e Ballestrieri. Tutta gente che, per davvero, ha scritto la storia del rally. Il tutto raccontato da un grande scrittore del settore quale Carlo Cavicchi.

I rally di ieri, quelli che attraversano trent’anni dal 1960 al 1990, non erano semplici corse, bensì un concentrato di avventure. Erano esageratamente lunghi, martoriati da strade dal fondo impossibile con piloti preparati sempre al peggio. Notte e giorno, sole battente e pioggia vigliacca, poi neve e nebbia, polvere e verglas. Chi guidava doveva farlo a bordo di automobili che si rompevano sistemate su gomme incapaci di reggere le asperità.

Un contesto perfetto per generare storie incredibili. Ecco allora una raccolta di storie, molti dei quali si fa fatica a trovarne traccia, che possono aiutare chi c’era all’epoca a ricordare e chi allora non c’era e vuole sapere. Pagina dopo pagina va in rassegna un’era irripetibile dove in scena non ci sono esclusivamente i vincenti, bensì i contorni delle imprese, le sconfitte con la stessa dignità dei successi, i dolorosi ordini di scuderia così come i gesti generosi di chi sapeva rinunciare a una vittoria per aiutare un collega in difficoltà.

Nella prefazione di “Destra 3 lunga chiude – Quando i rally avevano un’anima” Carlo Cavicchi scrive: “Più che delle storie sono delle favole vere e come in tutte le favole c’è il buono e lo sconfitto, il generoso e il furbo, in tutte le stagioni a tutte le temperature, sotto la pioggia, in mezzo alla neve e nel deserto. In scena non ci sono soltanto i piloti vincenti, ma anche quelli sconfitti o traditi dal mezzo meccanico e qualche volta dal compagno di squadra”.

L’esperto di comunicazione automtive Luca Pazielli, in una sua recensione su Autologia aggiunge: “Rauno Aaltonen e Pentti Airikkala non sono certo noti come i nostri Munari o Ballestrieri, le vittorie della Datsun e della Saab non hanno scaldato i tifosi quanto le sfide tra Fiat e Lancia, ma in ogni capitolo, per il lettore, ci sarà la sorpresa di qualcosa che Cavicchi ha vissuto da testimone. Non gli è certamente sfuggito anche il duro lavoro svolto dai meccanici durante le assistenze, a loro è dedicato un intero capitolo, che fa capire quanto sia stato prezioso il loro contributo nelle vittorie”.

I personaggi che l’autore ha scelto quali protagonisti del volume sono: Rauno Aaltonen, Erik Carlsson, Pentti Airikkala, Markku Alén, Jean-Claude Andruet, Fulvio Bacchelli, Amilcare Ballestrieri, Sergio Barbasio, Attilio Bettega, Miki Biasion, Marc Birley, Tony Carello, Dario Cerrato, Jim Clark, Bernard Darniche, Per Eklund, Tony Fall, Guy Fréquelin, Kyösti Hämäläinen.

E ancora, Paddy Hopkirk, Harry Källström, Simo Lampinen, Bosse Ljungfeldt, Timo Makinen, Shekhar Mehta, Hannu Mikkola, Michèle Mouton, Sandro Munari, Federico Ormezzano, Alcide Paganelli, Raffaele Pinto, Fabrizia Pons, Mauro Pregliasco, Carlos Reutemann, Walter Röhrl, Carlos Sainz, Joginder Singh, Jean-Luc Thérier, Pauli Toivonen, “Tony” (Tony Fassina).

la scheda

DESTRA 3 LUNGA CHIUDE

Autore: Carlo Cavicchi

Volumi: collana editoriale Grandi corse su strada e rallies

Copertina: rigida

Pagine: 238

Immagini: 21 in bianco e nero e 76 a colori

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 21 euro

Peso: 540 grammi

ISBN: 978-8-8791166-6-4

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