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Tornano le fiamme: rally e sicurezza, catalizzatore sì o no?

Brugnato, Golfo dei Poeti 2019, manifestazione organizzata con cura dalla LanternaRally. Lungo l’ultima prova speciale la Renault Clio R3C condotta da Andrea Saccheggiani e Manuel Tamagnini usciva di strada a bassa velocità, difficile persino quantificare il danno riportato. Sotto di lei il manto erboso, reso secco dalla calura estiva, miccia per un rapido quanto ingiusto incendio alla vettura dopo il contatto con l’impianto di scarico.

Saccheggiani azionava l’estinguente in dotazione e supportato solo da alcuni equipaggi, tentava di salvare la Clio operando all’esterno, ma le fiamme si propagavano, distruggevano la berlinetta francese e la vegetazione intorno. Albino Condrò, sul palco d’arrivo, descriveva l’impotenza dell’equipaggio emiliano nel salvare una vettura assai costosa, e di proprietà, alzava la voce e denunciava il noto problema dei catalizzatori.

RS e oltre ha voluto approfondire l’accaduto proprio con Andrea Saccheggiani, che in esclusiva, attraverso il nostro giornale si fa portavoce per l’abolizione del catalizzatore sulle vetture da Rally. “Dopo il mio incidente al Golfo dei Poeti e tutte le conseguenze subite, sono intenzionato a proseguire nella mia polemica, a fare realmente qualcosa di concreto, informare e coinvolgere tutti i conduttori e gli appassionati per chiedere, insieme, una revisione del regolamento e garantire una maggiore sicurezza durante le gare!”.

Lo dice con la rabbia e la frustrazione di chi ha perso il culmine di tanti sforzi, tanto lavoro e spese folli nel nome di una grande passione. “Non mi limito ad alzare la voce sui social network, mi batterò e farò il possibile per andare fino in fondo alla faccenda, non accetto la scena che ho visto, anni di sacrifici svenire così, mi stanno contattando numerosi proprietari di auto da corsa, però non vorrei spaventarli, sto facendo tutto per il bene di questa disciplina, per far sì che si continui ancora meglio e ci siano sempre più protagonisti”. Non è un semplice appello, quello di Andrea Saccheggiani, è un allarme sicurezza e un grido di dolore e passione.

Tutto questo, inevitabilmente, si inserisce impietosamente all’interno di un’analisi a più ampio raggio: “Mi sembra assurdo che nelle corse su pista il catalizzatore non sia obbligatorio, loro corrono prevalentemente sull’asfalto ed in caso di emergenza hanno ghiaia e vie di fuga, nei rally ci si butta magari all’interno di un fitto bosco”. Catalizzatore che per definizione viene utilizzato per ridurre le emissioni inquinanti…

La Renault Clio R3T di Andrea Saccheggiani
La Renault Clio R3T di Andrea Saccheggiani

“Non capisco perché dobbiamo montare sulle vetture un catalizzatore metallico che comunque ha una resa minima in confronto ad uno ceramico, il discorso non mi sembra sensato. Temo abbia inquinato più il mio incendio che tutti gli equipaggi iscritti al Golfo dei Poeti, o peggio quelli impegnati a correre in tutta Italia quella domenica”. Domenica che per Saccheggiani si è prolungata fino alla tarda serata.

Com’è classico che sia, oltre al danno c’è la beffa: dopo la visita in direzione gara è arrivata la denuncia dalla Guardia Forestale per il danneggiamento dell’ambiente circostante all’incendio, una beffa crudele. “Ormai i miei danni li ho e me li tengo ma dobbiamo risolvere questa problematica, il mio augurio è di radunare tanti protagonisti ed arrivare ad un cambiamento, poteva succedere qualcosa di ancora più grave”.