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Alpine A110 RGT debutta nell’ERC con Zelindo Melegari

Dopo aver stupito tutti al Rally Mont Blanc la Alpine A110 RGT – accreditata di ben 330 CV – farà il suo debutto nel Campionato Europeo Rally in occasione del nuovo appuntamento portoghese del Rally Fafe Montelongo su asfalto in programma nel primo weekend di ottobre.

La vettura curata dalla francese Chazel Technologie Course sarà portata in gara da Zelindo Melegari, attuale leader della classifica ERC2, categoria in cui rientrano anche le RGT. Da notare che il debutto nel campionato europeo della nuova vettura avviene esattamente a cinquant’anni di distanza dalla vittoria del titolo continentale 1970 della quasi omonima Alpine A110 1600 con Jean-Claude Andruet.

Il pilota emiliano, che abbandona così la sua Subaru, ed il team francese potrebbero disputare insieme anche i prossimi appuntamenti del ERC.

La nuova Alpine Renault A110 Rally ritrova il suo passato

Dall’annuncio effettuato lo scorso maggio, l’Alpine A110 Rally suscita la curiosità e l’entusiasmo dei concorrenti, degli appassionati e degli osservatori del mondo dello sport automobilistico. Progettata e messa a punto da Signatech in base alle indicazioni generali di Alpine, la versione rally dell’Alpine A110 riprende il telaio in alluminio leggero e agile delle Alpine A110 GT4 e Cup, derivato dal modello di serie.

Il telaio è stato oggetto di ulteriori modifiche per rispondere a tutte le specificità delle sue future applicazioni. Tra queste, si annovera l’introduzione di sospensioni a tre vie con finecorsa idraulici, di un nuovo impianto frenante Brembo e di dispositivi di sicurezza tipici della disciplina come la roll-bar integrale omologata FIA e i sedili sportivi con cintura a sei punti.

Associato alla trasmissione sequenziale a sei rapporti (più retromarcia) e al differenziale a slittamento limitato, il motore 4 cilindri turbo da 1,8 litri proveniente dai modelli di serie è stato a sua volta soggetto a un trattamento apposito per renderlo adatto ai rally. Oltre all’intervento sulla curva della coppia, anche la potenza è stata portata a più di 300 CV.

Dopo una fase di burn-in sul circuito di Lurcy-Lévis, l’Alpine A110 Rally ha cominciato il suo intenso programma di sviluppo in particolare con Emmanuel Guigou, più volte Campione di Francia su due ruote motrici, e Laurent Pellier, Campione di Francia Junior nel 2015.

Sono loro che effettueranno la maggior parte dei test di messa a punto per provare l’affidabilità del modello e stabilire i settaggi di base. Anche altri piloti daranno un contributo per rendere l’Alpine 110 Rally quanto più possibile versatile, facile da guidare e accessibile affinché tutti – professionisti, gentleman driver e giovani promettenti – possano sfruttare tutto il suo potenziale con efficacia e piacere.

Nel frattempo, Signatech e Alpine lavorano per ottenere l’omologazione FIA R-GT, il cui processo è tuttora in corso con la collaborazione della Federazione Francese dello Sport Automobilistico. Il processo, che giungerà a termine nelle prossime settimane, aprirà la strada alla commercializzazione e successivamente alla consegna delle prime unità dell’Alpine A110 Rally a inizio 2020, la data programmata per il suo esordio nel mondo delle gare.

Lo scorso weekend l’Alpine A110 Rally è stata esposta al pubblico a Morzine, al centro del parco assistenza del Rally Mont-Blanc Morzine, sede della sesta tappa del Campionato di Francia FFSA Rally.

Scheda tecnica

  • Motore turbo da 1,8 litri; più di 300 CV DIN
  • Trasmissione sequenziale 6 rapporti / differenziale a slittamento limitato
  • Roll-bar integrale omologata FIA
  • Sedili sportivi Sabelt + cintura a 6 punti
  • Impianto frenante Brembo
  • ABS Bosch Motorsports
  • Volante con paddle + display integrati
  • Dispositivo antislittamento configurabile
  • Serbatoio 65 litri omologato FIA FT3

Jean-Luc Therier adieu: morto un grande interprete dei rally

Il mondo dei rally resta orfano di Jean-Luc Therier. La morte se lo è preso il 31 luglio 2019, a 74 anni, a Neufchâtel-en-Bray, una piccola città della Normandia. Lì, Jean-Luc Thérier era famoso al pari di David Douillet, campione olimpico di judo. Era famoso quanto il piccolo formaggio morbido a forma di cuore, che prende il nome da questa città, e che era diventato anche il suo soprannome: Neufchâtelois.

Nato a Hodeng-au-Bosc il 7 ottobre del 1945, da giovane ha corso per la prima volta in kart a quindici anni, diventando campione tre anni dopo, all’età di 18 anni. Con le auto arriva a vincere con la Citroen 11 (vincitore a Foucarmont) e con la Dyane (vincitore a Gournay-en-Bray).

Thérier e Alpine, indissolubilmente legati. Tra il 1966 e il 1975 e tra il 1982 e il 1984, Jean-Luc ottiene un grandissimo successo, ma non abbandona mai il suo garage di Neufchâtel-en-Bray. Come un albero, anche lui ha radici. E molto profonde. Dal 1976 e il 1982, ‘tradisce’ l’Alpine con Toyota. Ma poi torna, e di corsa. Alpine era la sua famiglia.

Durante la stagione 1973, la più bella per lui, quella in cui avrebbe vinto il Mondiale Rally (se fosse stato istituito), insieme a Bernard Darniche, Jean Pierre Nicolas e Jean-Claude Andruet si era guadagnato il soprannome di quarto moschettieri. Sì, perché lui, faceva parte dei Tre Moschettieri dei rally che, come nel romanzo di Dumas, sono quattro. E lui era il quarto, il più coraggioso.