Una delle vetture della Milano Autostoriche impegnate al Rally MonteCarlo

Rally MonteCarlo Historique: sul podio De Angelis, Sisti, Canella e Arena

Quarta vittoria consecutiva della Scuderia Milano Autostoriche al Rallye Montecarlo Historique, un vero record se si somma anche la quinta affermazione ottenuta nel 2010. E altrettanto rimarchevoli le prestazioni singole dei suoi equipaggi, secondi, terzi e decimi assoluti a fine gara su 314 partiti, senza dimenticare l’eccellente exploit iniziale che portava ben cinque vetture della scuderia tra i primi 15 assoluti.

Questo, in sintesi, il risultato della Milano Autostoriche alla ventiduesima edizione del rally monegasco storico. Una gara per molti versi difficile, caratterizzata da abbondanti nevicate, innevamento pesante della prima parte del percorso, trasformatosi in ghiaccio via via che il meteo volgeva al bello. Cinque giorni di prove cronometrate in queste condizioni la dicono lunga sulle difficoltà che tutti i concorrenti hanno dovuto affrontare nei quasi 3000 chilometri del percorso. Si comincia con la spettacolare parata del via a Milano, fortemente voluta dai vertici dalla scuderia, in una piazza Duomo imbiancata dai fiocchi di neve.

Il rally inizia subito benissimo per la squadra milanese, che al termine della seconda tappa vede Canella-Arena su Lancia Fulvia Coupé al 2° posto assoluto davanti a Schon-Merenda su Lancia Beta Montecarlo terzi e De Angelis-Sisti su Fiat Ritmo 60 quarti, per continuare con Zanchi-Agnese su Lancia Fulvia HF e Bergamaschi-Soffritti su VW Maggiolone 1303S rispettivamente 11esimi e 15esimi. Ma il momento di euforia dura poco, perché già a inizio della terza tappa arriva la doccia fredda.

Iniziano Schon-Merenda, partiti per primi da Valence, che si innevano irrimediabilmente sulla settima prova e verranno rimessi in strada dopo 6 ore per riprendere sportivamente la gara solo per onore di firma. Poi è la volta di Bergamaschi-Soffritti, noni a partire, che rompono il radiatore dell’olio del loro Maggiolone Salzburg sulla prova successiva e devono ritirarsi col motore fuso. Subito dopo abbandonano anche Marcattilj-Giammarino che danneggiano la scatola del differenziale della Triumph TR2 su un masso.

A metà della terza tappa la scuderia ha però ancora validi protagonisti in cima alla classifica: Canella-Arena sono ancora secondi assoluti, De Angelis-Sisti ancora terzi e Zanchi-Agnese hanno guadagnato la quinta piazza, con Fontanella-Scrivani su Fiat 128 e Aiolfi-Zambianchi su Beta Coupé rispettivamente undicesimi e quindicesimi in piena rimonta. Ma un guaio allo spinterogeno fa piombare Fontanella addirittura oltre l’80^ posizione.

Si riprende per la quarta tappa con questo ordine di classifica senza grossi scossoni fino all’arrivo provvisorio a Monaco. I 261 superstiti ripartono alle 20.30 del martedì per affrontare l’ultima notte, la più difficile e selettiva del rally: i piloti della Milano Autostoriche in predicato per un risultato di prestigio sono quattro, rispettivamente Canella secondo, De Angelis terzo, Zanchi nono e Aiolfi diciottesimo al posto assoluto.

Il Col de Turini è come sempre selettivo, e De Angelis-Sisti riescono a sopravanzare i compagni di squadra Canella-Arena ma non ce la fanno a colmare il gap con i francesi che guidano la classifica provvisoria da inizio gara, Badosa-Reidl su una performantissima Renault R8 di 1600 cc. All’alba del mercoledì sul palco di arrivo di MonteCarlo transitano dunque vittoriosi Badosa-Reidl davanti a De Angelis-Sisti e Canella-Arena che ce l’hanno messa tutta per recuperare il pur contenuto distacco.

Quarti a sorpresa i lituani Raisys-Zakmans su una mastodontica Jaguar XK 150 Coupé, che precedono le Porsche 911 dei francesi Gaubert-Gaubert e dei norvegesi Granerud-Lie. Zanchi-Agnese concludono al decimo posto, mentre Aiolfi-Zambianchi scivolano in ventiduesima piazza. Fontanella-Scrivani fanno un incredibile recupero chiudendo al cinquantaquattresimo posto, preceduti dai fratelli Bertolini su Lancia Fulvia Coupé al trentacinquesimo posto.

Venturelli-Melli sono sessantesimi con la Porsche, mentre gli altri equipaggi della scuderia sono più distanziati: Angelino-Angelino ottantaseiesimi con la Fiat 131 Racing, Senna-Moretti centoquattordicesimi con la Beta Coupé, Kofler-Gaioni centoventiquattresimi con la piccola Steyr Puch 650, Cabella-Corinti centoquarantunesimi con la Triumph TR3, Mattioli-Pensotti centonovantatreesimi con la Fiat 124 Abarth, Laura-Risso duecentoventitreesimi con la Autobianchi A 112 Abarth, Schon-Merenda duecentoventiseiesimi dopo le sei ore perse nell’innevamento della Beta Montecarlo, Bicciato-Mattiuzzi duecentoquarantunesimi su Alfa Romeo Dauphine.

Bugatti padre e figlio invece danno forfait nell’ultima notte per problemi tecnici alla loro Ford Escort Mexico. Dei 314 partenti terminano la gara 247 equipaggi. Alla Scuderia Milano Autostoriche va ancora una volta, come detto, la vittoria nella ambita categoria “equipe”, calando il quarto asso di un poker che si rinnova consecutivamente da quattro anni in una sorta di record che diventa sempre più difficile eguagliare, a conferma della preparazione e dello spirito di squadra dei suoi piloti.

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