Barcella e Ghidotti hanno vinto la Winter Marathon 2019

A Guido Barcella e Ombretta Ghidotti la Winter Marathon

Dopo il secondo posto del 2018, Guido Barcella e Ombretta Ghidotti centrano il successo vincendo il Trofeo UBI Banca e due prestigiosi orologi Eberhard riservati al primo classificato della Winter Marathon, conclusasi alle 23.20 di venerdì 25 gennaio con la tradizionale passerella in Piazza Righi a Madonna di Campiglio.

I coniugi bergamaschi conquistano con merito la trentunesima edizione dell’evento di apertura della stagione sportiva, caratterizzato da due tappe affrontate dai Concorrenti con cielo completamente sereno e freddo intenso e costante (che ha raggiunto anche i -14°C sul Passo Pordoi). Completano il podio la Fiat C del 1938 di Franco Spagnoli e Giuseppe Parisi, vincitori dell’edizione 2016 e a lungo in prima posizione prima di un errore di passaggio a poche prove dal termine, seguiti dai torinesi Gianmaria Aghem e Rossella Conti sulla medesima Lancia Fulvia Coupé 1.2 del 1965 vincitrice del Rally MonteCarlo Historique 2018.

Piena soddisfazione da parte degli organizzatori per una gara chiusa nel migliore dei modi e senza intoppi sia dal punto sportivo che soprattutto da quello relativo alla sicurezza, costantemente garantita dai numerosi mezzi di soccorso al seguito dei concorrenti e al sistema di tracking GPS installato da RDS Italia su ciascuna vettura di concorrenti e staff, che ha permesso alla Direzione di Gara di conoscerne il posizionamento in tempo reale.

Nonostante le complicazioni legate alle condizioni atmosferiche e alla tipicità della manifestazione sono state validate tutte le 71 prove previste (65 cronometrate e 6 di media), grazie anche al prezioso lavoro svolto da Cronometristi e Commissari di Percorso. L’evento, aperto ufficialmente giovedì 24 gennaio con le verifiche al Savoia Palace Hotel, è proseguito nella serata con la Tappa 1 che ha impegnato i Concorrenti in un percorso di 40 km attraverso la Val Rendena con partenza in Piazza Righi a Campiglio e arrivo in Località Patascoss con il suggestivo dinner party nell’omonimo Rifugio con spettacolare vista sulle piste da sci.

Dopo le 16 prove cronometrate di Carisolo, Bocenago e lungo la salita verso il Patascoss, la gara entrava già nel vivo con i primi equipaggi racchiusi in poche penalità: Spagnoli-Parisi prendevano la testa con 95,22 seguiti da Lorenzo e Mario Turelli su Lancia Aprilia del 1937 con 98,64,Barcella-Ghidotti con 117,36 e tallonati a breve distanza da Riboldi-Sabbadini (vincitori della Winter Marathon 2018) su Fiat 508 S Balilla Sport del 1933 con 118,37 e da Pini-Galletti su Porsche 356 A Coupé del 1956, fermi a 126,36.

Spagnoli e Parisi si sono classificati secondi alla Winter Marathon 2019

Spagnoli e Parisi si sono classificati secondi alla Winter Marathon 2019

A sei prove dal termine comandano Spagnoli e Parisi

La classifica parziale di tappa – valida per il Trofeo APT – premiava i primi 3 equipaggi con altrettanti cesti di prodotti tipici oltre a due soggiorni rispettivamente di un weekend (al 2°) e una settimana (al 1°) a Madonna di Campiglio offerti dall’azienda di promozione turistica locale. Venerdì 25 gennaio alle 11.00 – sempre da Piazza Righi – la partenza della Tappa 2 con gli equipaggi accolti dagli applausi degli appassionati presenti per assistere allo spettacolo delle auto storiche presentate dall’inconfondibile voce di Guido Schittone.

La prima parte di percorso – attraverso Val di Sole, Val di Non e Passo Mendola (m. 1363) – portava i concorrenti alla sosta per il pranzo al Safety Park di Vadena (Bz), seguita dalle prove cronometrate sui tornanti di Collepietra e sul suggestivo Passo Costalunga (m. 1752), letteralmente squarciato dai disastri dovuti al maltempo di fine novembre, fino al Controllo Orario di Mazzin. La classifica parziale al momento vedeva al comando Turelli seguito da Barcella e Spagnoli, ma la situazione era destinata a subire uno scossone decisivo dopo le impegnative PC dei Passi Sella (m. 2240), Gardena (m. 2121) e Pordoi (m. 2239) – nuovamente affrontati con un suggestivo tramonto – e dove alcuni dei protagonisti incappavano in gravi errori che compromettevano la posizione nella classifica generale.

Il primo a farne le spese era Turelli cui un ritardo sul Passo Gardena pregiudicava la gara, concedendo a Spagnoli e Barcella di giocarsi la vittoria finale; dopo la PC 54 infatti i due guidavano la classifica rispettivamente con 350,52 e 378,16 penalità con un buon vantaggio su Aghem (autore di un’ottima rimonta a quota 435, 60), Sala-Cioffi su Lancia Aprilia del 1937 con 449, 36 e subito dietro Alberto Riboldi con 454,86.

Dopo la sosta per la cena al caratteristico Hotel Lupo Bianco a Canazei, dove i Concorrenti hanno goduto di alcuni piatti tipici locali riscaldandosi dalle rigide temperature esterne, la gara ripartiva in direzione Passo Lavazè raggiunto dopo aver percorso buona parte della Val di Fassa: la salita verso quello che solo in apparenza si preannunciava uno dei Passi meno impegnativi (m. 1808) ha invece riservato non poche sorprese con Spagnoli e Barcella che accusavano un errore di passaggio quasi simile rispettivamente nella PC56 (+0”.30) e nella PC 58 (+0”.26), con conseguente accorciamento della graduatoria.

A 6 prove dalla fine, con le 100 vetture giunte al nuovo Controllo Orario in centro a Bolzano allestito con il supporto del locale Veteran Car Team in Piazza Walther (riservata per l’occasione e ricca di curiosi affascinati dal passaggio delle auto d’epoca), la situazione vedeva sempre Spagnoli e Parisi al comando (415,38) con un buon margine su Barcella (441,73), più distaccati seguivano Riboldi (486,78), Aghem (496,65) e Sala (516,49).

Aghem e Conti completano il podio della Winter Marathon

Aghem e Conti completano il podio della Winter Marathon

Barcella e Ghidotti rilevano la leadership della gara

Con la Winter Marathon avviata verso il bis di Spagnoli-Parisi, l’equipaggio bresciano incappava in una serie di passaggi poco lucidi che li portava a totalizzare ben 37 penalità nelle ultime 6 PC contro le 22 di Barcella che, di fatto, aumentavano in modo sostanziale il distacco fra i due e non più compensabile con il coefficiente maggiormente favorevole alla Fiat 508 C di Spagnoli che si doveva accontentare del secondo gradino del podio superato da Barcella, per la prima volta nel prestigioso Albo d’Oro della competizione.

A completare il podio Aghem-Conti autori di una gara molto regolare chiusa con soddisfazione a bordo della decorata Lancia Fulvia Coupé 1.2 del 1965, quarto posto per Sala-Cioffi e quinto per Bertoli-Gamba, bravi a rimontare alcune posizioni sulla Fiat 508 C del 1938. A completare la top ten Fontana-Scozzesi (Lancia Fulvia Coupè 1.2 del 1965), Pini-Galletti, la Innocenti Mini Cooper 1300 del 1973 di Angelo Seneci e Sonia Cipriani, navigatrice non vedente del Progetto MITE (sostenuti nell’occasione da UBI Banca), Peli-Donà (Porsche 911 L, 1968) e infine Riccardo e Federico Riboldi (fratello e figlio di Alberto) su Fiat 508 C del 1939, che facevano loro questa prima sfida in famiglia per un grosso ritardo accusato nella PC 63 da Alberto nella PC 63 che costava a lui e al navigatore Sabbadini un podio ormai certo.

Gli altri risultati: tra le Scuderie successo per la Franciacorta Motori, capace di piazzare 3 equipaggi nei primi 10 posti e a seguire Emmebi 70 e Brescia Corse. Emanuela Cinelli ed Elisabetta Roselli vincono invece la speciale graduatoria per gli equipaggi femminili (Fiat OSCA 1500 Cabriolet del 1963) mentre il miglior equipaggio interamente straniero è quello composto dai simpatici giapponesi Hiromichi Fukuda e Makoto Hirai su Fiat 850 Coupé del 1965.

Primo equipaggio Under 30 quello formato dai ‘classe 2000’ Zeno Mion e Nadia Guidoccio su Fiat 850 S del 1964. Primi della speciale classifica delle Prove di Media (con graduatoria a parte e quindi non conteggiate nella Winter Marathon) i bresciani Ezio Sala e Gianluca Cioffi (Lancia Aprilia del 1937) con solo 3 penalità sulle 6 PM previste, seguiti da Piona-Colpani (Porsche 356 A Speedster, 1956) e Argenti-Amorosa (Porsche 911 T 2.2, 1969) entrambi con 4 penalità.

La Winter Marathon è come sempre proseguita nel pomeriggio di sabato 26 gennaio con i due classici trofei sul lago ghiacciato, disputati sotto un caldo sole che ha permesso di godere di un gradevole spettacolo in quello che rappresenta uno dei momenti più caratteristici della manifestazione. Due trofei che hanno avuto un unico protagonista: la Fiat 508 S Balilla Sport del 1933 di Alberto Riboldi e Paolo Sabbadini che hanno letteralmente sbaragliato la concorrenza riscattando una Winter Marathon piuttosto sfortunata.

Nel Trofeo Digitech, riservato a tutte le vetture anteguerra in gara, la coppia bresciana si è imposta con un tempo di 58″.00 netto aggiudicandosi il prezioso “Borino S” messo in palio dall’azienda leader nei servizi di cronometraggio sportivo; a completare il podio le Lancia Aprilia di Salvaterra-Pizzi (57″.96) e Sala-Cioffi (57″.93) vincitori di un pressostato “Sentinel”. Nel Trofeo Eberhard, in cui erano ammessi i primi 32 equipaggi classificati della Winter Marathon, i portacolori della scuderia Franciacorta Motori hanno avuto la meglio in finale ‘vendicandosi’ di Riccardo e Federico Riboldi grazie al tempo di 58″.01 di poco migliore del 57″.94 realizzato dai secondi classificati.

Terza posizione per Marco Gatta e Luigi Maffina (Brescia Corse, Porsche 356 A Coupé del 1959) che hanno prevalso con un tempo di 58″.04 sull’equipaggio del progetto MITE Seneci-Cipriani, autori di un 57″.95. Le premiazioni del Trofeo Eberhard, con importanti riconoscimenti ai primi tre equipaggi classificati tra cui un orologio Eberhard destinato a Riboldi-Sabbadini, si sono svolte subito dopo la finale alla presenza di Mario Peserico, AD di Eberhard Italia, e del Campione del Mondo Rally 1988-1989 Miki Biasion, brand ambassador della maison svizzera.

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