Stefano Marrini progetta la stagione 2020

Stefano Marrini riparte dalla prossima Dakar Rally

Stefano Marrini in questa stagione 2019 si è divertito, ma adesso è ora di pensare alla stagione automobilistica sportiva 2020, praticamente dietro l’angolo, visto che inizierà già a gennaio.

Ci eravamo lasciati con due belle vittorie: gruppo N in Moldovia e SSV a San Marino…

“Sì, questa stagione mi sta e ci sta regalando grandi soddisfazioni. Però mi piace pensare di aver dato io in qualche modo una grossa mano alla fortuna con il reset/restart che mi sono imposto ad inizio 2018 già al rientro dal Sud America, dalla mia ultima Dakar”.

E proprio di questo vogliamo parlare: Dakar 2020, ci sarai?

“Certo che sì: ci sarò, ci saremo! A dire il vero ho convalidato la mia partecipazione già qualche mese fa, proprio nei giorni del San Marino. Ma ora è tempo di ufficializzare la cosa. Col fido Beppino (ndr: Giuseppe Fanetti) e con Marco Blanc stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli per questa nuova avventura. Nuova in tutti i sensi e nuova per tutti, dato che il 2020 segnerà il ritorno da questa parte del globo della Dakar e il suo debutto negli Emirati Arabi”.

Pagina bianca, paginetta nuova quindi per la tua Dakar 2020…

“Sì e no. Anche se Gennaio rappresenterà un debutto per tutti e tutti ripartiremo da zero, in fin dei conti questa per me sarà la 6ª partecipazione alla madre di tutte le marathon. La sabbia è sempre sabbia, il deserto è comunque deserto e su quelle dune a dire il vero io ho già avuto modo di macinare non pochi chilometri, sia in gara qualche anno fa al Sealine sia in puro training con Nasser Al-Attiyah”.

Comunque nuovi territori, un nuovo format, Dakar – Chapter 3 recita la comunicazione ufficiale. E tu come hai preparato e come ti stai preparando per la tua Dakar-Chapter 6?

“Dopo un anno di stop, anche qua mi piace pensare che la preparazione per questo ritorno in realtà sia iniziata da tempo, appena rientrati in Italia dopo la sfortunata Dakar 2018. In questi anni ho letto di tutto e di più, anzi … di meno sul nostro conto. Cose che nemmeno io sapevo. La realtà è che con il mio piccolo team di amici, con tutti i miei più fidati collaboratori e sostenitori ci siamo sempre preparati al meglio per tutte le 5 Dakar cui abbiamo preso parte finora”.

Le Havre, Novembre 2017: pronti all’imbarco per il Sud America, per la Dakar 2018

“Dopo la prima partecipazione 2012 con Ralliart Italy siamo tornati nel 2015 in forma totalmente privata, tutto fatto in casa. Nei due anni successivi abbiamo stretto accordi e abbiamo potuto contare sulla proficua collaborazione di strutture e team locali. Nel 2018 ci siamo portati da casa un nostro truck assistenza tutto per noi, allestito per l’occasione e con tutti i ricambi necessari a ricostruire da zero la nostra Land Cruiser se ce ne fosse stato bisogno. Ma la componente avventura della Dakar ci ha sempre presentato un conto salatissimo o la sfortuna (per chi ci crede) ci ha sempre voltato le spalle, stoppando i nostri sogni di gloria di volta in volta con una fantasia perversa, con anomalie e guasti sempre (quasi sempre) da due lire, ma sempre micidiali. Così, a Febbraio 2018 ho deciso di anticipare le cose e di voltare pagina io, provando a cambiare approccio. Non solo nei confronti della Dakar, ma di tutta la mia visione globale della “sfida”, sia sportiva che professionale”.

Stefano Marrini spettatore…

“Prima di tutto ho lavorato a fondo su me stesso, sulla mia preparazione fisico/mentale. Poi ho cominciato a passare in rassegna ogni singolo dettaglio tecnico, umano della struttura che nel tempo abbiamo costruito assieme, soppesando e rivalutando alla bisogna ogni singolo elemento”.

Un bel erase & rewind insomma, con quali risultati?

“Più che un erase direi un remix. Cancellare quanto di buono creato con fatica in tutti questi anni sarebbe stato controproducente. Mi sono semplicemente impegnato in una rivalutazione globale delle mie attività sportive e professionali per cercare di valorizzarle il più possibile e coordinarle al meglio delle mie possibilità. In quest’ottica, come ebbi modo di raccontare al tempo, la decisione 12 mesi fa di non riprovarci non fu per nulla tragica o dolorosa, anzi. Il nostro e il mio obiettivo per la Dakar rimane sempre quello di puntare al traguardo finale. Ma semplicemente, serenamente sentivo che ancora non eravamo pronti e non mi andava di partire quasi per forza, quasi come fosse una tradizione, un obbligo, un’abitudine. Così ci siamo presi tutti un anno di pausa”.

Ma solamente dalla Dakar?

“Al di là di successi ed insuccessi, il risultato personale più grande ed immediato è stato quello di una maggiore serenità generale. Liberarsi di pesi inutili, superflui o controproducenti mi ha consentito di affrontare ogni obiettivo con una nuova leggerezza, ma sempre con la determinazione necessaria per raggiungerlo. Non ti so dire se le recenti vittorie e le coppe portate a casa siano un risultato tangibile di questo cambio di mentalità. Sono cose che fanno ovviamente piacere, come potrei dire di no? Ma l’obiettivo finale rimane sempre e comunque la meta, la vetta, il traguardo, la conclusione della gara. Ovviamente anche per questa prossima Dakar”

Qualche dettaglio in più? E come mai questa gita al Rallye du Maroc?

“Al 5 Gennaio ormai manca poco, manca tanto, stiamo ancora definendo gli ultimi dettagli per la prossima Dakar. Oltre all’iscrizione confermata, di sicuro al momento abbiamo solamente il mezzo: lo stesso Yamaha YXZ 1000R che ho assaggiato positivamente a San Marino e che Marco Blanc mi metterà a disposizione anche per la Dakar 2020. La mia partecipazione al Rallye du Maroc avrebbe dovuto essere un’altra opportunità, un ultimo test pre-Dakar già in programma da inizio stagione, ma sfumato nell’ultimo mese per motivi di lavoro. Situazione risolta, impossibile però organizzare in tempi stretti una proficua partecipazione al rally. Per la Dakar mi farò bastare i chilometri di test coperti al San Marino. Ad ogni modo ho deciso comunque di esserci in Marocco, occasione ghiotta per completare il quadro della nostra Dakar 2020. Saranno presenti tutti i protagonisti del FIA Cross Country World Cup, di cui il Marouc rappresenta l’ultima prova 2019. Ci saranno il rookie di lusso Fernando Alonso, la chioccia Carlos Sainz, mi devo vedere con Nasser e Mattheu sia per la Dakar che per altre trattative Atakama Bike. Per me una gita quindi sì, ma senza mai perdere di vista il lavoro. Ho altri appuntamenti in agenda in questi giorni e dall’Argentina mi raggiungerà anche il mio storico copilota Nicolas Garcia. Dopo la nostra reunion positiva al Manateq Qatar Rally di Marzo (7° assoluti, 2° di gruppo N) e il suo debutto in off-road al Baja 500 Romania dovremo fare il punto e verificare la possibilità di affrontare assieme anche la prossima Dakar. In Marocco poi mi aspetta anche il buon Marco Blanc, con cui abbiamo organizzato uno/due giorni di test e dune”.

Un bel programmino quindi, per la settimana entrante e per la tua prossima Dakar…

“Sono molto fiducioso. Il passaggio dal nostro poderoso ma ancora tremendamente acerbo Land Cruiser al Yamaha SSV non lo vedo affatto come un downgrade, ma come una scelta che mi affascina e che credo porterà bene. La nostra parola d’ordine per la Dakar 2020 è “leggerezza”, anche se in realtà abbiamo messo non poca carne al fuoco. Come ogni altra nostra partecipazione precedente abbiamo i mezzi per fare bene e a Gennaio affronteremo questa nuova avventura side by side, fianco a fianco ad un altro rookie di lusso alla Dakar, l’amico Elvis Borsoi. Elvis è fresco di debutto, ottimo 3° SSV al recente Panafrica Rally di fine Settembre, sempre in Marocco e in coppia con Stefano Pelloni che lo navigherà anche alla Dakar”.

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