Copertina RS RallySlalom Settembre 2021

Settembre, mese di ”conti” in sospeso

Mese importante e impegnativo quello di settembre. Per tutti gli sportivi significa avviarsi verso il capitolo finale della stagione. Il CIR annuncia duelli serrati per la vittoria ed anche il CIRA. Un po’ meno il CIWRC, che ha bisogno di profonde riforme: la prima di tutte sarà proprio capire se questo è il Campionato Italiano delle WRC o a cosa vuole assomigliare. La Coppa Rally di Zona corre verso la sua nuova finale, il Rally Città di Modena, che intanto inizia a svelare i suoi dettagli e che si annuncia come una grande festa, la grande festa del rallysmo cadetto, quello che una volta era animato dalle Peugeot 205 GTI e dalle Peugeot 106 Rallye e che oggi si combatte, quasi al pari del CIR, del CIRA e del CIWRC, con le ben più potenti e performanti R5 e Rally2. Alla vigilia della finale ci si chiede se questo cambiamento sia il frutto di una professionalizzazione di quella che rappresenta di fatto la serie di accesso al rallysmo nazionale? Cioè, per capirci, la CRZ si è arricchita e di conseguenza i suoi piloti sono diventati dei semi-professionisti? Così non sembrerebbe.

Gli appunti di gara dei primi sette mesi dell’anno, quindi elaborati a fine luglio (mancano quelli di agosto perché al momento di mandare in stampa questo numero di RallySlalom e oltre il mese non era completato) ci raccontano di 55 rally per auto moderne con al via un totale complessivo di 4.984 equipaggi. La media è letteralmente stratosferica – se paragonata agli ultimi anni – di 91 auto da corsa ogni rally. E nei rally storici, visto che sempre rally sono? Si parla di 27 rally e complessivamente 788 iscritti, con una media di 29 auto per gara. Davide Caffoni, Luca Pedersoli e Marco Signor avevano vinto ciascuno 3 rally a testa, ma Pedersoli si era aggiudicato 20 prove speciali, Giandomenico Basso 18, Giacomo Scattolon 14 e Signor 11. Come da pronostico, la vettura con più vittorie in prova speciale è la Skoda Fabia R5 (190 PS vinte), segue la Volkswagen Polo GTI (59) e ultima è la Hyundai i20 R5 (44).

Se i numeri hanno un valore indiscutibile, il resto dei nostri appunti evidenzia come al cambio vetture/potenze nella Coppa Rally di Zona abbia contribuito il taglio dei chilometri e delle tempistiche (gare più facili, veloci e spesso senza strategia) e il conseguente e preoccupante abbassamento dei prezzi delle vetture a noleggio che corrono nella classe regina. Sia chiaro, non è un atto d’accusa nei confronti della federazione, che ha sempre ribadito la propria buona fede fondata sul dialogo con le parti interessate, seppure è noto che la lobby degli organizzatori in federazione pesa politicamente più della rappresentanza dei preparatori.

Però, da mesi, capita di raccogliere preoccupate lamentele non tanto sul numero di partecipazioni in gara che ogni team ha, ma per quelli che saranno i conti a fine anno a fronte degli investimenti fatti. Tradotto in due parole: c’è un grande timore di passare da uno stato di benessere ad uno di sopravvivenza a fronte di uscite invariate e, anzi, appesantite dagli acquisti. E poi ci sono i rischi da doversi prendere. Non parlo dei rischi legati al “Motorsport is dangerous”, bensì a quelli imprenditoriali ed economici, quelli legati agli acquisti. Tutte le auto da rally acquistate all’estero, che sono la maggior parte e andando di questo passo diventeranno la quasi totalità, vengono regolarmente immatricolate e targate e, una volta giunte in Italia, dovrebbero essere iscritte al PRA e ottenere la documentazione italiana. Ma non si può. O meglio, si può solo rischiando con dei precisi escamotage (all’interno di questo stesso numero trovate un approfondimento dedicato al problema).

Anche in questo caso, sembra puerile puntare il dito contro chi cerca l’escamotage per sopravvivere (specialmente se queste persone non perdono occasione per segnalare il problema a chi di dovere), quando la responsabilità è in un buco normativo grande quanto Giove e davanti agli occhi di tutti da decenni. La maggior parte, se non tutti i Paesi civili hanno legiferato in tema di auto da corsa. Ma in Italia non si riesce. E pensare che, in passato, ci hanno provato parlamentari, senatori e persino lo stesso Automobile Club d’Italia aveva promesso di risolvere il problema, poi in parte mitigato solo per quel che riguardava i sequestri dei libretti e l’invio a revisione delle vetture da corsa che venivano fermate dalle pattuglie nei tratti di trasferimento dei vari rally.

A ciò si aggiungono le continue difficoltà che gli ufficiali di gara riscontrano durante le operazioni di verifica. Non perdetevi, sempre all’interno di questo numero della rivista, l’inchiesta svolta sull’argomento. In uno dei nostri viaggi abbiamo incontrato un tecnico che ci ha rivelato alcune sue preoccupazioni, documentandoci il tutto, e abbiamo deciso di dargli voce concedendo l’anonimato. Lo facciamo a tutela del contraccolpo che potrebbe avere con la “clausola compromissoria”, la regola federale che impedisce a chicchessia di fare rivelazioni che possano mettere in cattiva luce la stessa federazione sportiva o il suo operato, e perché riteniamo invece importanti gli argomenti affrontati, certi che i tecnici federali siano molto preparati al vertice e decisamente meno alla base. Anche in questo caso, non spetta a noi risolvere il problema, ma è nostro dovere segnalarlo visto che dal Rally Città di Torino 2020 al Rally di Salsomaggiore 2021 si sono verificate una serie di preoccupanti anomalie che meriterebbero un chiarimento, qualche scusa e una risoluzione.

Infine, ma non ultima per importanza, “Buon compleanno Dario” è la nostra cover story che richiama l’attenzione sull’importante traguardo che Cerrato festeggerà il 28 di settembre 2021. Ed è per questo che,noi che siamo molto rispettosi del rallysmo e della sua storia, siamo andati a trovarlo a La Felicina, nel mese di agosto. Volevamo salutarlo e passare con lui qualche ora a base di pane e rally. Ne è nata un’intervista molto interessante, che in parte riscrive la storia e che vi proponiamo in versione tagliata nelle prossime pagine e che troverete presto in versione integrale su YouTube e sulla corposa monografia a cui stiamo lavorando, che sarà pronta a brevissimo.

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