Sebastien Ogier: ''Penso al mondo che soffre, ma tornerei a Monza''

Sebastien Ogier: ”Penso alla sofferenza, tornerei a Monza”

Che stagione 2020 è stata… Quando si è riusciti a correre nel WRC sembrava che quasi ci si dovesse vergognare di farlo, perché spesso l’opinione pubblica non comprende cosa vuol dire sport a livello professionistico. Ma eccoci alla fine, che ci regala dopo uno spettacolo incredibile il settimo titolo iridato di Sébastien Ogier. Il francese è arrivato a Monza come il secondo favorito rispetto al suo compagno di squadra Elfyn Evans. È stato tutto un otto volante. Ma come si sente ora Ogier, dopo aver conquistato il campionato numero 7?

“Ovviamente mi sento benissimo. Non siamo arrivati a Monza con la carta vincente tra le mani – spiega Sébastien Ogier -. La stagione è stata sicuramente speciale, molto più breve del previsto ma, come ho detto, tagliando il traguardo, sono contento. Però, non salto per aria. Non è il momento di festeggiare, penso che il mondo intero sia in una situazione difficile, molte persone stanno soffrendo in questo momento, ritengo giusto mantenere un profilo basso e dedicare la mia felicità a chi soffre”.

Ma sul piano tecnico è innegabile che il duo Ogier-Ingrassia abbia lavorato ottimamente. “Certo, e sono soddisfatto per il fatto che abbiamo fatto abbastanza bene il nostro lavoro, ma spero che presto si possa festeggiare anche per aver superato questa situazione surreale – aggiunge il sette volte campione del mondo rally -. Questa breve stagione è stata… Con Julien, siamo contenti delle prestazioni. Uno dei momenti peggiori è stato il Rally di Turchia, dove abbiamo perso la testa della classifica. Dopodiché, non sapendo quanti rally sarebbero realmente rimasti, ne è nato un silenzioso psico-dramma. Non è una sfida facile quella da cui non puoi tornare indietro”.

“Siamo arrivati nella seconda gara italiana valida per il WRC con uno svantaggio di 14 punti, sapendo che l’unica possibilità che avevamo era quella di mettere sotto pressione Elfyn Evans e provare a vincere il rally, costringendolo a segnare sempre il tempo migliore se voleva rimanere in testa. Alla fine, ha funzionato bene – sostiene Sébastien Ogier -. Ovviamente, quando è successo l’incidente ad Elfyn non sono saltato in aria dalla gioia perché è un mio compagno di squadra e perché in quel momento ci siamo persi il titolo Costruttori. Non potevo godermelo. Ma significava anche che se avessi finito la gara, avrei potuto agguantare il mio settimo titolo. E oggi siamo qui a parlarne. Quindi sono contento, molto felice per tutta la squadra”.

Quando molte persone hanno visto che Monza era l’ultimo round del WRC, si aspettavano di vedere forse solo usare il circuito, come si fa per il Rally Show, anche perché così aveva annunciato il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, in diverse interviste. Qualcuno scriveva: “Sarà facile per il pilota là fuori. Una passeggiata nel parco, non sarà problema”. E invece… “A un certo punto, abbiamo anche pensato: sarà abbastanza impegnativo per fare davvero un evento da Mondiale Rally? Penso che dobbiamo congratularci con l’organizzatore. Le persone che hanno realizzato l’evento e ci hanno dato la possibilità di gareggiare questo fine settimana, perché alla fine è stato sicuramente un weekend molto impegnativo. E penso anche che questo misto di spettacolo, oltre a queste bellissime PS in montagna, sia stata una bella sfida per tutti noi. Vale la pena averlo come evento del Campionato del Mondo Rally. Perché non tornare in futuro, avendo forse anche più tempo per prepararlo e renderlo ancora migliore, ancora più rally?”.

Congratulazioni agli organizzatori, allora? “Abbiamo avuto la possibilità di finire il nostro Campionato in modo sicuro. È stato bello e faticoso. Perché non tornare in futuro? Ma con molti fans. Potrebbe anche essere una bella idea”.