Paolo Andreucci esprime i suoi personali auguri di Natale ai lettori di RS e oltre

Paolo Andreucci: auguri di buon Natale ai lettori di RS e oltre (VIDEO)

Paolo Andreucci, undici volte campione italiano rally, esprime i suoi personali auguri di buon Natale ai lettori di RS e oltre. Fategli gli auguri anche voi nei messaggi qui sotto, sul nostro canale Youtube o sulla nostra pagina Facebook. Ha promesso che li leggerà tutti. Ucci nasce a Castelnuovo di Garfagnana il 21 aprile 1965 e vince il Campionato Italiano Rally 2001, 2003, 2006, 2009, 2010, 2011, 2012, 2014, 2015, 2017, 2018. È cittadino onorario dei comuni siciliani di Scillato e Santa Teresa di Riva. In gioventù praticò lo sci ad alto livello venendo anche convocato per la Nazionale Azzurra, ma dovette abbandonarlo per il fisico esile ed un infortunio al ginocchio.

Prima di esordire al volante di una Renault 5 GT Turbo, correva di nascosto con l’auto di sua mamma. Questo è stato possibile grazie al fatto che, all’epoca, era permesso correre anche con auto strettamente di serie. Quando suo padre Piero Leonardo Andreucci lo vide correre per la prima volta, presso la tenuta del Ciocco a Barga esclamò: “Ma che si mette a fare quel matto del mi figliolo…”. Passa ai rally nel 1987 esordendo nella gara di casa, il Rally del Ciocco, organizzato dall’omonima tenuta di Barga, con una Renault 5 GT Turbo. Figurava come navigatore ma in realtà era lui a guidare: prima di ritirarsi sotto il diluvio era terzo assoluto.

L’anno successivo è secondo nel Trofeo Fiat Uno. Corre alcune stagioni per Lancia, Peugeot e Renault. Proprio con la Renault Andreucci si esalta nel Campionato Italiano prima con la Clio Williams e poi con la Megane Maxi portando più volte a casa il titolo nazionale delle 2 ruote motrici. Nel 1999 Andreucci sceglie la Subaru per cercare di conquistare il campionato assoluto: prima con la Impreza WRX e poi con la versione WRC Andreucci lotta soprattutto nel 2000 con Andrea Aghini, Piero Longhi, Gianfranco Cunico.

Nel 2001 passa alla Ford Focus WRC e conquista il suo primo Campionato Italiano Rally, davanti a Renato Travaglia. In questa stagione Andreucci inizia inoltre la lunga collaborazione con la navigatrice friulana Anna Andreussi, sua compagna nella vita di tutti i giorni, che tuttora si occupa di dettare le note al pilota garfagnino. Nel 2002 passa alla Fiat con la quale resta 5 anni vincendo altre due volte il Campionato Italiano Rally, rispettivamente nel 2003 con la Punto S1600 e nel 2006 con la Grande Punto S2000.

Nella stagione 2006, sempre in coppia con la navigatrice Anna Andreussi, vive una delle sue stagioni migliori, vincendo i rally del Ciocco, delle Alpi Orientali, il 1000 Miglia, il Rallye Sanremo, il Targa Florio, il Costa Smeralda e il Rally San Crispino, tutte prove valide per il Campionato italiano Rally che lo incoroneranno appunto campione tricolore della specialità. Nel 2007 passa alla Mitsubishi Lancer Evo IX di Gruppo N di Ralliart Italia: nonostante l’inferiorità del mezzo rispetto alle S2000 nelle gare su asfalto vince tre prove del Campionato Italiano Rally: il Rally del Ciocco, il Rally Targa Florio e il Rally San Crispino.

Alla fine della stagione chiude terzo in campionato dietro a Giandomenico Basso su Fiat Grande Punto Abarth S2000 ed a Luca Rossetti sulla debuttante Peugeot 207 S2000. La stagione 2008 vede Andreucci continuare con la Mitsubishi Lancer Evo IX: dopo aver vinto il 1000 Miglia, il San Crispino e il Costa Smeralda conclude il campionato al secondo posto, alle spalle di Rossetti (sempre alla guida della Peugeot 207 S2000).

Nel 2009 è al volante di una vettura di categoria Super 2000, in questo caso la Peugeot 207 S2000 della Racing Lions contro cui aveva combattuto l’anno prima. L’inizio di stagione è vincente, con il successo al Rally dell’Adriatico, battendo il rivale Luca Rossetti (passato alla Grande Punto S2000). L’annata nel campionato italiano prosegue con le vittorie a San Marino e nel Costa Smeralda che lo porteranno a diventare il Campione Italiano Rally, facendo vincere inoltre il titolo costruttori alla Peugeot. Il resto è storia contemporanea…

Auguri caro Paolo!

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