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Rally di Turchia 2019: Citroen fa doppietta dopo quattro anni

Calore intenso. Sentieri di montagna disseminati di rocce. Pioggia forte. Il venerdì del Rally di Turchia 2019 (qui la nostra diretta web) è stato duro come poche volte nel WRC. Tenere il piede destro ben piantato a terra non era un’opzione se si voleva essere nella lotta per il podio due giorni dopo. E in Citroen Racing lo sapevano bene. Tre settimane prima del Turchia 2019, il team era disperato: dopo aver lottato al Deutschland con un grave problema sconosciuto che causava sottosterzi sulla C3 WRC Plus, si arrivava in Turchia con una grave incognita.

Invece, Sébastien Ogier ed Esapekka Lappi hanno consegnato la prima doppietta alla squadra francese dopo l’Argentina 2015. Ogier ha ricevuto la maggior parte degli elogi e ha riacceso la lotta al titolo con un’audace scommessa sugli pneumatici sabato mattina, prima di controllare il rally per tutta la seconda metà del suo svolgimento. Altrettanto impressionante è stato Lappi, in testa da venerdì mattina fino a quando un piccolo errore ha permesso al compagno di squadra di andare avanti.

Il Rally di Turchia 2019 è stata l’occasione per Ott Tanak di mettere alcune dita, se non un’intera mano, sul titolo Piloti. Un vantaggio di 33 punti prima dell’evento significava che un altro risultato vincente per l’uomo del momento del WRC avrebbe lasciato i rivali Thierry Neuville e Ogier con una montagna da scalare. Per fortuna non andò così. Spazzare le strade lo ha ostacolato per tutto il venerdì, una foratura è costata più tempo e poi il guasto della centralina elettronica nella sua Toyota Yaris WRC Plus il sabato lo ha messo da parte per il resto della tappa.

Ha recuperato il massimo dei punti bonus dalla power stage dopo un’audace scommessa: correre per tutta la domenica mattina senza ruota di scorta nel tentativo di risparmiare peso. Ma quel vantaggio di 33 punti è stato ridotto a 17, poiché il messaggio di Ogier era ed è rimasto chiarissimo: “Tieni le mani lontane dal mio trofeo”. E quando Ogier ha a disposizione una vettura efficace, non basterebbero due Ott Tanak per acciuffarlo.

La prova di apertura di sabato a Yesilbelde non era per deboli di cuore. Si tratta di una delle PS più contorte che ci siano nel Mondiale Rally, lunga 33 chilometri (una sola PS lunga più del Rally Targa Florio 2020, 64 chilometri disputati), e solo a metà tratto i piloti trovano un rettilineo degno di questo nome per tirare il fiato.

Neuville ha iniziato dietro Ogier di 0”7. Quasi mezz’ora dopo ha concluso a più di 4 minuti e 40 secondi dal suo rivale nella corsa al titolo, dopo essere uscito di strada con la Hyundai i20 WRC Plus e averla messa su un fianco. Panico. Dodici mesi prima le sue speranze di vincere il titolo avevano subito un duro colpo quando il suo supporto della sospensione anteriore sinistra ha perforato il cofano nella stessa prova speciale.

Quando il leader del WRC 2 Pro, Gus Greensmith, ha tirato la Ford Fiesta R5 contro un albero, dopo l’arrivo della penultima prova di Cicekli, le sue speranze di assicurarsi la vittoria nella categoria erano ormai quasi inesistenti. Ci sarebbe voluto quasi un miracolo. E infatti, ingegno, determinazione e un buon piede destro molto pesante e in “vecchio stile” sono stati il mix che ha rimesso la macchina sulla strada e ha assicurato il massimo dei punti.

Giovanni Trinca Colonel, i rally a Sondrio e il ”suo” Coppa

Nella serata di lunedì 7 settembre si è spento Giovanni Trinca Colonel, presidente dell’Aci Sondrio che negli anni ha ricoperto svariati incarichi nell’ambito dell’Ente Automobilistico e per parecchi lustri è stato colonna portante e “patron” vecchio stile del Rally Coppa Valtellina.

Un brutto male se lo è portato via all’età di 72 anni dopo una lunga malattia che non gli ha dato scampo. Trinca ha rappresentato il rallysmo della provincia di Sondrio per parecchi anni facendo identificare il Coppa come la “sua” gara. Spesso burbero e scontroso, Trinca era però il classico uomo capace di dare tutto sé stesso per gli amici e per le proprie passioni.

E’ questo un anno in cui la Lombardia rallystica può solo raccogliere i cocci di un epoca che è chiaramente al tramonto. Il Covid ha annullato tutte le gare fin qui a calendario ed il sentore è che alcune resteranno al palo anche nel 2021. Nel frattempo, ben tre dei suoi fari si sono spenti: Gigi Bigatti, icona del motorsport pavese e rappresentante presso gli organi federali, Enrico Manzoni, organizzatore comasco degli anni ’90 e primi 2000 ed ora Giovanni Trinca Colonel.

Con loro se ne va un’epoca fatta di passione cristallina, di pionieri, di gare vere, organizzate “a la moda vegia”- per dirla coma avrebbe detto Enrico Manzoni- e di un modo di concepire le corse che oggi, ahinoi, pare superato. Tutti loro, insieme a Sergio Barelli e ad Eligio Butturini, scomparsi negli scorsi anni, hanno contribuito a portare a grandi livelli l’automobilismo sportivo lombardo, lo stesso che ora langue e pure piange.

Maira ed Elena, le ”baby” che sognano di fare strada nei rally

In due fanno poco più di 31 anni e mezzo. Sono davvero “baby” per l’automobilismo. Ma i segni distintivi di Maira Zanotti – 16 anni e mezzo, modenese – ed Elena Fiocco – 15 anni appena traguardati, di Verona – vanno ben oltre: ad accomunare le due ragazze sono un DNA contraddistinto da cromosomi rallystici (entrambe sono figlie d’arte) ed una passione sconfinata per i motori, le corse e, in particolare, appunto per i nostri amati rally. Così, non stupisce che le due amiche abbiano fatto il loro esordio ieri, allo slalom di Polinago, né che lo abbiano portato a termine nel migliore dei modi, ovvero portando la loro Opel Corsa GSI 16V al quarto posto della Classe Rally 1600.

Insomma, in attesa di un rally vero, lo scatenato baby equipaggio rosa ha lasciato subito il segno, facendo notizia non solo per la giovanissima età, ma soprattutto dimostrando di saper mettere a frutto gl’insegnamenti dei genitori. Indicazione che lascia ben sperare in un bel futuro rallystico per le due amiche, le quali intanto si godono le emozioni vissute sulle strade dell’appennino modenese: “Questo debutto non poteva andare meglio – esclama Maira -! A parte il divertimento, credo che siamo state brave ad interpretare la macchina e la prova, disegnando le traiettorie giuste anche grazie alle note perfettamente dettate da Elena; questo ci ha permesso di abbassare i tempi da una frazione all’altra, e peccato per il testa-coda dell’ultimo passaggio. Ma sono felice perché con Elena ci siamo trovate in perfetta sintonia anche in abitacolo, e quanto di buono abbiamo fatto, lo abbiamo conquistato insieme, lavorando di squadra. Se c’è una cosa che posso dire di aver capito in quest’occasione è che la macchina si guida in due…”.

A seguire Maira ed Elena c’erano ovviamente i genitori, figure fondamentali non solo nel trasmettere loro la passione per i rally, ma pure nel plasmare quest’avventura nata quasi per gioco pochi mesi fa (“Ci siamo conosciute un anno fa in occasione del rally di Modena – ricorda Maira – ma quest’idea di correre insieme è sorta in occasione di una cena tra le nostre famiglie, lo scorso inverno, poco prima del lockdown”); anche la Opel Corsa è stata infatti preparata in sinergia tra la ben nota New Star3 e la scuderia Eurosport.

La neo pilota era assistita da papà Mauro, l’amica navigatrice da papà Daniele e mamma Anna Dusi (la quale, per vivere questo esordio della figlia, ha ridotto al minimo le ore di sonno dopo aver corso sabato a San Martino di Castrozza). A motore spento, le ragazze inquadrano il ruolo dei rispettivi genitori in questa giornata indimenticabile: “Papà Mauro è stato bravissimo – sorride Maira -, mi ha travasato tutte le sue conoscenze sino all’ultimo, poi la domenica si è fatto da parto, invitandoci a correre e… sbagliare con le nostre teste, insomma, a costruirci la nostra esperienza. Ma devo ringraziare anche Daniele Fiocco, gran pilota e pure lui molto carino nel darmi indicazioni preziose”. Le fa eco Elena: “Mamma Anna mi ha sempre spronata a seguire le sue orme e, appena c’è stata l’occasione di fare un primo test in pista, mi ha subito aiutata a scrivere le note e nel capire come leggerle, con quale ritmo”.

Rotto il ghiaccio, Maira ed Elena non vedono l’ora di tornare a condividere l’abitacolo di una vettura: “Vogliamo correre nei rally, appena sarà possibile ci vedrete impegnate lì – chiude entusiastica Maira -. Scambiarci i ruoli? No, vogliamo correre sempre insieme, ma entrambe siamo felicissime di quello che abbiamo appena iniziato a fare. E io ho una navigatrice che m’invidiano tutti…”. Di sicuro, la prossima uscita dell’equipaggio Zanotti-Fiocco sarà griffata Lady Rally Verona: le ragazze, infatti, saranno portacolori dell’associazione creata quattro anni fa, tra le altre, da Anna Dusi e che si prefigge di dare battaglia all’inaccettabile piaga della violenza ai danni delle donne.