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McKlein illustra il WRC in Rallying: il libro ufficiale

The show must go on, lo spettacolo deve continuare. Il titolo della canzone dei The Queen si presta perfettamente al Campionato del Mondo Rally 2020. A marzo, proprio quando il virus Covid-19 ha iniziato a diffondersi rapidamente in Europa, il WRC era in Messico, completando prematuramente il terzo round della stagione.

Come tutti gli sport professionali, il rally si è fermato immediatamente. Sarebbero passati quasi sei mesi prima che il WRC ripartisse, in grande stile, in una nuova sede, in Estonia. Da quel momento, a settembre, lo spettacolo è tornato alla grande. Per molti, il 2020 sarà l’anno da cercare di dimenticare, ma nel WRC si è rivelato un anno davvero memorabile.

Nuove sfide, nuovi rally, nuove rivalità e un nuovo nome in cima al campionato: il gallese Elfyn Evans sembrava essere l’uomo da prendere, ma alla fine Sébastien Ogier ha prevalso ancora una volta. Rallying 2020 – Moving Moments è il resoconto definitivo di questa storica stagione WRC, in parole e immagini (414 a colori).

Oltre al WRC, questo libro include recensioni delle stagioni WRC2, WRC3, JWRC e del Campionato Europeo, oltre a colorati retroscena che hanno avuto un impatto sul rally nel 2020. Questo è solo un assaggio di quello che c’è dentro Rallying 2020 – Moving Moments, un must-have per tutti gli appassionati!

la scheda

RALLYING 2020

Autori: Colin McMaster, David Evans

Copertina: rigida

Pagine: 224

Immagini: centinaia a colori

Formato: 30 x 21 cm

Editore: McKlein Publishing

Prezzo: 50 euro

Peso: 1,4 chilogrammi

ISBN: 978-3947156320

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Subaru Rally, la grande avventura giapponese on the road

Subaru Rally è l’opera che racconta dalla seconda metà degli anni Sessanta la leggenda Subaru nello sport più bello del mondo. Dai tempi pionieristici a quelli della Leone RX Turbo fino alla Impreza WRC, passando per la Vivo Super KKK, la Legacy RS 4WD Turbo e la Impreza 555 Wrx Turbo. Storie, manager che hanno dato vita al “sogno blu”, uomini (piloti e copiloti) che hanno contribuito a rendere un sogno di tanti in realtà: Colin McRae, Richard Burns, Petter Solberg, Marrku Alén, Juha Kankkunen, Ari Vatanen, Piero Liatti, Carlos Sainz e Tommi Makinen a Possum Bourne, Francois Chatriot, Alister McRae, Xavier Pons, Bruno Thiry e Simon Jean Joseph e tanti tanti altri protagonisti di quell’indimenticabile e indimenticato periodo.

Subaru Rally è un supplemento della nostra collana editoriale “Storie di Rally”, conta 260 pagine, quasi 500 splendide foto a colori, in alcuni casi rare, e racconta curiosità su personaggi e vetture, schede tecniche di tutte le versioni delle auto da rally Subaru e tanto altro. Firmato da Marco Cariati, come da tradizione, sono disponibili due versioni una a copertina morbida (clicca qui) e una a copertina rigida (clicca qui), entrambe stampate su pregiata carta patinata lucida e stampa premium. Un libro da collezione molto particolare. Non ingombrante ma ricco di informazioni.

Un viaggio meraviglioso che parte da una domanda tipicamente giornalistica: ma chi l’avrebbe detto che in poco più di dieci anni la Subaru si sarebbe trasformata da marchio pressoché sconosciuto, almeno nella vecchia Europa, a punto di riferimento del rallysmo mondiale? Eppure è successo ed ancora oggi, otto anni dopo l’addio dei giapponesi al mondo delle corse su strada, dire Subaru equivale a dire rally. Le conoscenze tecniche degli ingegneri del Sol Levante unite al fiuto per il businnes ed alle ottime capacità manageriali di David Richards hanno creato il mix perfetto, la classe innata di Colin McRae è stata la classica ciliegina sulla torta che ha trasformato la Subaru Impreza nella degna erede della Lancia Delta.

A metà degli anni Ottanta il marchio giapponese, abbastanza diffuso nel sud-est asiatico ed in Oceania, era visto come il partner perfetto per allevatori e per gente che utilizzava l’auto per lavoro. Le vetture Subaru, brand della Fuji Heavy Industries, erano considerate robuste ed affidabili a discapito del comfort e, cosa importante nel settore delle competizioni, delle prestazioni. Il loro grande punto a favore è che nascono già a quattro ruote motrici, aspetto importante per chi deve lavorare in campagna ma a quei tempi fattore importante anche per chi vuole avvicinarsi alle corse. Infatti il debutto, all’inizio del 1981, dell’Audi Quattro a trazione integrale aveva trasformato radicalmente l’atteggiamento del mondo rallistico verso questa soluzione tecnica.

Ecco che, in quei primi anni Ottanta, qualche preparatore seguito in maniera più o meno… amichevole dalla Fuji Heavy Industries si cimenta nella preparazione di vetture Subaru per i rally. Il primo risultato di rilievo arriva nel 1983 quando il neozelandese Possum Bourne nella gara di casa valida per il Mondiale Rally ottiene la vittoria in Gruppo A al volante di una RX, nome con cui la Leone era commercializzata fuori dal Giappone, un coupé a motore aspirato. Il successo passa quasi inosservato perché all’epoca il palcoscenico era pressoché tutto occupato dalle performanti vetture di Gruppo B, ma è comunque un primo passo. Nel 1985 i giapponesi sfornano la RX Turbo: la potenza sale a circa 190 cavalli e quindi si può nutrire qualche speranza di fare bene nelle corse.

I tecnici della Casa madre allestiscono alcuni esemplari della RX Turbo Gruppo A per le corse africane dove la potenza conta meno dell’affidabilità, vero e proprio punto di forza delle Subaru. Nel 1985 Carlo Vitulli si piazza decimo al Safari vincendo il Gruppo A, l’anno dopo lo specialista locale Mike Kirkland ripete il successo nel Turismo preparato finendo al sesto posto dell’assoluta. Nel 1987 seguiranno altre buone prove sempre al Safari con Per Eklund ed Ari Vatanen (al rientro due anni dopo l’incidente in Argentina) ed in Nuova Zelanda con Bourne.

Ormai il dato era tratto: sul mercato, nel 1989, appare la Legacy RS 4WD Turbo a tre volumi che riprende alcune soluzioni tecniche della RX Turbo come le quattro ruote motrici, il motore boxer che, essendo “piatto”, contribuisce ad abbassare i pesi, e le sospensioni indipendenti su tutte e quattro le ruote. Dall’altra parte del mondo, in Gran Bretagna, la Prodrive di David Richards è alla ricerca di una vettura con cui sostituire la Bmw M3 Gruppo A la cui competitività è limitata ai rally su asfalto. A Bambury mettono gli occhi sulla Legacy e ritengono che sia una buona base per sviluppare un’auto per le corse.

I tecnici si mettono all’opera mentre a Richards tocca il compito di coinvolgere i vertici di Fuji Heavy Industries, cosa che gli riesce perfettamente: nel 1990 inizia, tra lo scetticismo degli avversari, l’avventura iridata della Legacy. Il tempo di sviluppare la vettura e di far crescere la promessa Colin McRae e nel 1993 la giapponesona vince la sua prima gara iridata in Nuova Zelanda. Dopo di lei arriverà la Impreza, prima in versione Gruppo A e poi nella più potente versione WRC, ed assieme a lei altre 46 vittorie mondiali, tre titoli Costruttori e tre titoli tra i Piloti con McRae, Richard Burns e Petter Solberg. Una serie di successi che consegnano Subaru alla storia delle corse ed al cuore degli appassionati.

la scheda

SUBARU RALLY

Autore: Marco Cariati

Copertina: rigida e morbida

Immagini: quasi 500 a colori

Pagine: 260

Formato: 15,22 x 22,99 centimetri

Prezzo: 38 euro (copertina morbida) 42 euro (copertina rigida)

Peso: 610 grammi

ISBN: 9798667110460

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La Lancia Delta Gruppo A in due volumi dell’ASI

La Lancia Delta Gruppo A è una delle vetture da corsa più vincenti di tutti i tempi. Un mito, che ha raccolto 46 successi in gare di Mondiale Rally e conquistato sei titoli Costruttori consecutivamente, più quattro titoli iridati Piloti con Biasion e Kank kunen. Un elogio del made in Italy che non può e non deve cadere nel dimenticatoio e che l’ASI ha deciso di celebrare con due volumi scritti dal giornalista Sergio Remondino e dall’ingegnere Sergio Limone.

Nel primo volume, arricchito dalla prefazione di Miki Biasion, vengono ripercorse le gesta sportive della Delta Gruppo A, con le relative schede tecniche ed i disegni in trasparenza di tutte le versioni. Corredano questa parte le bellissime ed esclusive immagini originali di Actualfoto.

Poi, ad arricchire ulteriormente l’opera, c’è una seconda parte relativa ai test ed agli sviluppi scritta da uno dei principali artefici dei successi Delta, l’ingegnere Sergio Limone. Il progettista torinese rivela una serie di informazioni, con un testo esauriente e ricco di particolari inediti scritto a quattro mani con Luca Gastaldi. Completano questa sezione del primo volume le rarissime immagini scattate all’epoca dallo stesso Limone ed un documento unico: la lista completa di tutte le Delta realizzate all’Abarth, con tutte le informazioni relative ad ogni esemplare.

la scheda

LANCIA DELTA GRUPPO A

Autori: Sergio Remondino e Sergio Limone

Copertina: rigida

Pagine: 272

Immagini: oltre 400 in bianco e nero e a colori

Formato: 21 x 29,7 cm

Editore: ASI

Prezzo: 50 euro

Peso: 1,6 chilogrammi

ISBN: 978-8898344734

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Lele Pinto: vita e carriera in un fantastico libro

“Un paese Di… Pinto. 1975, Suvereto, Coppa Liburna. Una Stratos biancorossverde e Lele in fuga per la vittoria. Viaggio in un mondo che c’è più dentro la storia di un ragazzino che con quelle immagini ha ricevuto il suo battesimo da corsa. L’esplosione di una passione. Abbagliati dalla batteria di fari supplementari, stordito dal rombo lacerante del motore, mitragliato da una fittissima pioggia di fastidiosissimi sassolini, soffocato da un’opprimente ondata di polvere. Una Lancia Stratos con i colori Alitalia entra completamente di traverso nel mio cuore. Ho otto anni. E quella è la prima cosa che vedo nella mia vita. Succede di notte. A Suvereto, un paesino in provincia di Livorno”.

Il racconto è del direttore di Autosprint, Andrea Cordovani. Ed l’attacco della prefazione del nuovo libro “Lele Pinto – la pista, i rally i collaudi” del trio Bandini-Carrara-Parra, solito a sorprese editoriali molto apprezzate perché equiparabili a lavori artigianali di massima qualità Passione, competenza, ricerca. Tre parole chiave che hanno guidato gli autori nella raccolta di storie, informazioni e riflessioni su un grande pilota italiano, che non ha avuto in realtà la fama e la gloria che meritava.

Pinto, uno dei primi piloti italiani professionisti tra gli anni Sessanta e Settanta. Diviene pilota seguendo il fratello maggiore Enrico, campione italiano di velocità in circuito nel 1966 su Fiat Abarth 595. Correndo con Fiat e Lancia, Lele diviene uno dei portacolori del rallysmo italiano. Si cimenta con successo anche in qualche cronoscalata, la sua partecipazione nel 1970, alla Iglesias-Sant’Angelo, con conseguente vittoria nell’assoluta è ancor oggi nell’albo della corsa sarda, conseguita a bordo di un prototipo Lancia FM Special, su base Lancia Fulvia.

La sua migliore stagione resta il 1972 con la Fiat 124 Sport Spider, quando vince il Campionato Europeo Rally e la Mitropa Rally Cup, trionfando in sei rally: Costa Brava, Hessen, Semperit, Polonia, Jugoslavia e Mille Minuti. Nel 1974, sempre a bordo della Fiat 124 Abarth, vince il Rally del Portogallo, valido per il Mondiale Rally.

In seguito torna alla Lancia, e a bordo della Stratos arriva terzo nel Rally del Portogallo e nel Rally di Sanremo 1976, e ottiene il secondo posto al Tour de Corse 1977, fino ad arrivare a ricoprire per molti anni il ruolo di collaudatore nel Gruppo Fiat-Lancia.

Un personaggio che ha scritto pagine indelebili del rallysmo italiano, Lele Pinto. Storia e storie del nostro sport che rischiavano di andare perse, se Mauro Parra, titolare di Saradecals, non avesse raccolto tutto in uno splendido volume di 180 pagine in carta patinata e ricco di foto inedite in bianco e nero e a colori, firmate Actualfoto e Attualfoto, ossia Roberto Piccinini e Antonio Biasioli.

“Aneddoti ce ne sarebbero tanti, ma rammento come fosse ieri una prova molto particolare in funzione del Safari Rally. Era fine novembre 1987 e, prima di partire per l’Africa, per il primo ciclo di prove in loco, in preparazione della vittoriosa gara del 1988, facemmo il “test guadi” utilizzando una profonda e lunga buca piena di acqua che era disponibile alla Mandria, in un tracciato normalmente usato per veicoli militari. Provammo e riprovammo, non ricordo quante volte, restando nei primi tentativi regolarmente bloccati in mezzo al percorso, appesi al roll-bar per evitare l’acqua (gelida che raggiungeva i cuscini dei sedili, attesa che un trattore ci tirasse fuori”. Solo uno dei tanti aneddoti che arricchivano la vita di Lele Pinto, raccontati da Vittorio Roberti nella prefazione di questo nuovo libro.

Siamo solo a pagina 16 e la curiosità diventa voracità. Da leggere e da rileggere. Con immagini uniche in cui perdersi, studiando i dettagli più banali come le pietre che schizzano via in curva a mo’ di colpi di mitraglietta. La carriera sportiva dettagliatamente ricostruita e le sue macchine. Persino l’Osella delle cronoscalate. Racconti e illustrazioni. Fino alla carriera da collaudatore.

la scheda

LELE PINTO – LA PISTA, I RALLY, I COLLAUDI

Autori: Mauro Parra, Luca Bandini, Alessandro Carrara

Copertina: morbida

Pagine: 184

Immagini: oltre 200 in bianco e nero e a colori

Formato: 21 x 29,7 cm

Editore: Seradecals

Prezzo: 35 euro

Peso: 1,4 chilogrammi

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Una vita da Rally: in libreria quella di Massimo Grosso

Una vita da Rally, il racconto in chiave ironica e divertente di un ragazzino che, nato fra automobili e profumo di olio e di benzina respirati nell’officina del papà, sogna il mondo colorato e rombante dei rally. Un ambiente al quale si avvicina con discrezione, ma che riuscirà col tempo a trasformare da fantasie di un ragazzino che fantasticava osservando un poster della Fiat 131 Abarth Rally (non uno qualunque) nella realtà di una vita intera vissuta intensamente fra le auto da corsa.

Inutile negarlo. Una parte di noi rimane bambina. Con i sogni e i desideri nati nell’età dell’incoscienza mai sopiti del tutto. “Una vita da Rally” inizia dalle fantasie di un ragazzino che lavorava nell’officina di papà. Irrimediabilmente attratto da quel mondo rumoroso e colorato delle auto da rally che aveva imparato a conoscere attraverso le fotografie e soprattutto da quel poster appeso in officina che raffigurava la 131 Abarth.

Forse non ha mai smesso di sognare quel ragazzino. Anche oggi dove a 57 anni suonati ha deciso di raccontare la sua storia attraverso alcuni aneddoti, assolutamente autentici, che hanno accompagnato oltre trentacinque anni di carriera nel mondo dei rally. Lo ha fatto quasi sempre con ironia, con l’obiettivo di rendere divertente il suo racconto. Perché in fondo si cresce e si invecchia, ma dentro ad ognuno di noi rimane sempre una piccola parte che rimane bambino. Per incontrarlo è sufficiente fare un viaggio nel proprio passato.

L’autore, Massimo Grosso, giornalista sportivo, è passato da giovane inviato di una radio privata a reporter per alcune riviste specializzate nazionali, senza dimenticare che nell’ambiente delle corse, soprattutto in Piemonte, è conosciuto come speaker di numerose manifestazioni automobilistiche. Il libro può essere richiesto direttamente all’autore, acquistato sugli store di Amazon, su Lulu.com, oppure si può ordinare presso tutte le librerie delle vostre città.

la scheda

UNA VITA DA RALLY

Autore: Massimo Grosso

Copertina: morbida

Pagine: 184

Immagini: oltre 100 in bianco e nero e a colori

Formato: 15,2 x 22,9 cm

Editore: Youcanprint

Prezzo: 23 euro

Peso: 411 grammi

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Il Campionato Italiano Rally dalle origini ad oggi

Nel 2021 il Campionato Italiano festeggia il suo sessantesimo anno di età. La prima edizione si disputò infatti nel 1961, iniziando dalla Coppa Riviera di Ponente. C’è voluto qualche anno perché la specialità trovasse una sua dimensione affrancandosi da formule troppo legate alla regolarità o più velocistiche.

Oggi, il Campionato Italiano Rally (abbreviato come CIR) è il più importante campionato automobilistico per vetture da rally, organizzato dall’organizzazione ACI Sport, a livello nazionale. Composto da una serie di prove di rally sul territorio nazionale, su asfalto e su terra, che assegnano al termine di ogni stagione il titolo nazionale della specialità.

Il Campionato Italiano Rally è composto da un numero variabile di gare che vengono disputate in varie Regioni italiane tra la primavera e l’autunno. In particolare è composto da gare di abilità e a cronometro da disputare su diversi fondi stradali, per le quali il regolamento più recente prevede una lunghezza minima del percorso.

All’inizio nascono le prime due “scuole”: quella ligure, rappresentata da Gigi Taramazzo, da Leo Cella e Franco Patria, e quella veneta con il primo “super campione”, Arnaldo Cavallari, “scopritore” di Sandro Munari, che presto, anche grazie all’impegno di Lancia e Fiat, renderà popolare il rally “made in Italy” nel mondo. In questo scenario, negli anni, si susseguono nomi del calibro di Miki Biasion, Dario Cerrato sino a Paolo Andreucci.

Legato, soprattutto nei suoi primi anni, alla storia sportiva della Lancia che ne ha vinte ben 27 edizioni, il Campionato Italiano Rally dimostra con il passare del tempo di essere uno dei campionati più validi e completi della specialità. Grandi campioni si sono affrontati lungo le prove speciali di questo Campionato, così come alcune delle manifestazioni che ne hanno fatto da sempre parte, come il Rally di Sanremo, sono poi diventate appuntamenti del Campionato del Mondo Rally.

Il volume ripercorre questa lunga storia dalle origini sino ad oggi con una sezione introduttiva dedicata ai “primordi”, dal 1961 al 1970. Specifici capitoli trattano gli “anni d’oro” – dal 1970 al 1999 – per poi arrivare ad un lungo capitolo finale che si spinge sino ai nostri giorni. L’opera, riccamente illustrata con materiale per lo più inedito, è completata dalle classifiche di tutti i rally, riportando per ognuno gli equipaggi che sono finiti sul podio. Un volume per gli appassionati e per i neofiti ma anche un indispensabile strumento per gli addetti ai lavori.

la scheda

CAMPIONATO ITALIANO RALLY DALLE ORIGINI AD OGGI

Autore: Franco Carmignani

Copertina: rigida

Pagine: 288

Immagini: in bianco e nero e a colori

Formato: 24 x 27 cm

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: disponibile da ottobre

Peso: 1,1 chilogrammi

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100 anni di Storie di Rally 2: appuntamento con la storia

Una storia, quella dei rally, raccontata in cinquantasette storie e centinaia di aneddoti, come era già avvenuto con “100 anni di Storie di Rally 1”, che tanti consensi ha riscosso sia in Italia sia all’estero. E proprio cogliendo la voglia di storie e aneddoti collocati temporalmente, con netto anticipo su quelli che erano i programmi originali, è arrivato anche “100 anni di Storie di Rally 2”, un altro elegantissimo volume che è da leggere tutto d’un sorso e da abbinare – non è un obbligo, ma è vivamente consigliato – al primo volume.

“100 anni di Storie di Rally 2” rappresenta un altro viaggio dalle origini del rallysmo ad oggi che i lettori faranno insieme a noi, attraverso la selezione delle storie più belle pubblicate sul nostro sito e riadattate ad un volume da collezione stampato su una bellissima carta. In quest’opera sono presenti anche alcune inedite immagini legate ad alcune storie, mentre “100 anni di Storie di Rally 1” è senza immagini. Una storia tante storie, una lettura tante letture per non dimenticare, per sapere e per tramandare.

Scoprire che cosa erano i rally per meglio comprendere cosa sono diventati nel Terzo Millennio. Di seguito le storie trattate nel libro, aneddoti esclusi: Claudio Maglioli: il Mago dei motori; Flying Finn: passione e professione; La Scuderia Lancia e le radici della HF; Jolly Club, una storia firmata Angiolini; La storiaccia delle Mini al “Monte” 1966; Il MonteCarlo 1968 dice Porsche 911; La verità sulla nascita della Stratos HF; La prima del Sanremo iridato a Sestriere; Rally Race 1972: viaggio senza ritorno; Quel Rally Londra-Sahara-Monaco 1954; Il WRC 1974 e la crisi petrolifera; RAC 1976: che botta Heinz Walter Schewe; L’errore che costò il titolo a Besozzi; Il RAC 1979 e le previsioni Fiat per il 1980; Virgilio Conrero prepara l’assalto al CIR; Targa Florio 1980: “il Prete” centra “Vuda”; Toivonen e l’attacco di panico vincente.

E ancora: Quel Sanremo 1981 firmato Mouton-Pons; Le Talbot Sunbeam Lotus campionesse; Peugeot 505 TD: la sfida diesel nei rally; Gruppo B, sogni e incubi col senno di poi; Henri e l’escalation al vertice del Gruppo B; KKK aiuta il rivale Alen al RAC 1985; Kankkunen vince il Rally di Svezia 1986; KKK e le due dita umane nel radiatore; Acropoli 1986: Ericsson aiuta Blomqvist; Safari 1986: la doppietta Toyota; Gruppo S, Gruppo A, “Brodini” e WRC; “Monte” 1987: il debutto della Delta HF; Alen “sfortunato” navigatore di Pinto; Biasion e il primo titolo con la Delta HF; Franco Cunico e i suoi Rally di Piancavallo; WRC 1995, il Mondiale delle sorprese.

Non è finita: Il Tour de Corse beffa per Bruno Thiry; Liatti e il test pre-Sanremo della Seat; Higgins batte Cunico al Memorial Bettega; Dal fallimento in F1 nasce la 206 WRC; Marcus Gronholm incubo di Jani Pasonen; Petter Solberg e la “prima” al RIS; Australia 2004: Loeb in fuga su Rovanpera; Giandomenico Basso sul tetto d’Europa; Svezia 2004: impresa straordinaria; WRC 2012: stagione di grandi cambiamenti; Come chiudere la carriera da campione; Citroen Sport dice basta: via dal WRC; Carlos Sainz vince la terza Dakar Rally; Compagnia della spinta: il bello dei rally; Corsi e ricorsi storici del rally di Svezia; La prima di un gallese in Svezia su “terra”; Herman Jenny, papà del Costa Smeralda; All’Aci piaceva tanto la Targa Florio; Martin Holmes: l’uomo, la penna, i rally; Il WRC 2020 fermato dall’epidemia di Covid; Il ritorno di Giorgioni-Boglietti nei rally, eccetera…

Questo libro arricchisce la saga della Collana Editoriale Storie di Rally, confermando la sua innata predisposizione nel raccontare la storia dei rally attraverso aneddoti ordinati cronologicamente e l’importanza dell’integrazione tra sito internet e mezzo di comunicazione cartacea. Un libro che non deve mancare nella collezione di un vero appassionato di rally.

la scheda

100 ANNI DI STORIE DI RALLY 2

Autore: Marco Cariati

Collana: Storie di Rally

Copertina: rigida o morbida

Pagine: 224

Immagini: diverse in bianco e nero

Formato: 16 x 23 cm

Editore: Storie di Rally

Prezzo: 20 euro (copertina morbida) 25 (copertina rigida)

Peso: 458 grammi

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Carriere Spezzate: Leo Cella e Franco Patria by Renato Ronco

Franco Patria e Leo Cella erano due ragazzi vissuti a Sanremo, ai margini della terra di Liguria. Quindi ai margini di un’Italia contadina e montanara, ma benestante e ricca di nascenti opportunità. Li accomuna, oltre al tragico destino, l’essere cresciuti lontano dai gangli del motorismo agonistico italiano, finendo per diventarne degli eroi e, al contempo, delle vittime da sacrificare sull’altare della velocità. Due talenti eccezionali. Due carriere, le loro, ricche di soddisfazioni e circondate da altrettanta invidia. Dai rally alla pista rapidamente avevano scalato le tappe del successo per arrivare entrambi alle soglie del mito: l’ingaggio alla Ferrari.

Ma la vita può ribaltare tutto in qualunque momento. Può tenderti trappole anche mortali quando meno te lo aspetti, anche quando sei ad un metro dalla realizzazione di un sogno. Ne è un esempio Henri Toivonen, deceduto troppo presto nell’anno che avrebbe dovuto consacrarlo a campione del mondo rally e che invece ce lo consegnò morto e vittima di una politica economica e sportiva che non aveva nulla di umano. Forse sarà per questo che ogni pilota la vive a 13.000 giri. Come Toivonen, ne sono un esempio, ancor prima, Leo Cella e Franco Patria.

Tornando al nuovo libro (Carriere Spezzate – Leo Cella e Franco Patria) della voce storica dei rally iridati di TMC – Tele MonteCarlo, il giornalista Renato Ronco, Franco Patria, ci lasciò proprio quando era ormai nell’anticamera di Maranello. E l’altro, Leo Cella, che nella stanza del “Drake” era entrato, aveva preferito rinviare l’approccio per eccesso di scrupolo e senso di responsabilità. Due caratteri diversi per due piloti fortissimi. Il paradosso: Patria, istintivo ed aggressivo, muore giovanissimo da fermo per l’errore fatale di un altro pilota sulla pista di Monthlery. E Cella, preciso, metodico e prudente, muore in un test banale sulla pista di Balocco con un’Alfa Romeo Sport “33” che lo tradisce.

Il racconto delle due carriere che in parte s’intrecciano, si uniscono, si susseguono racconta lo spaccato di un’epoca, ricostruendone alla perfezione l’ambiente, quello del mondo delle competizioni automobilistiche degli anni Sessanta del Novecento che continua ad affascinare enormemente gli appassionati. Storie di sport vissuto al limite e goduto solo in parte. Storie di carriere incrociate e di carriere spezzate. L’opera, edita dalla Ephedis dei fratelli Borgogno, è prenotabile attraverso il sito della casa editrice al costo di 20 euro.

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CARRIERE SPEZZATE – LEO CELLA E FRANCO PATRIA

Autore: Renato Ronco

Collana: Reparto Corse Lancia

Copertina: morbida

Pagine: 160

Immagini: diverse in bianco e nero

Formato: 14 x 21 cm

Editore: Ephedis Edizioni

Prezzo: 20 euro

Peso: 280 grammi

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Toivo, l’opera italiana completa su Henri Toivonen

Toivo è il soprannome con cui gli amici e la squadra avevano ribattezzato Henri Toivonen, figlio del campione europeo Pauli e fratello maggiore di Harri. Undici capitoli tematici – arricchiti da 170 splendide immagini a colori e in bianco e nero (Centro Storico Fiat, Archive Terre de Blanche, Manrico Martella, Sergio Biancolli, Foto Don, PhotoRally, Fabrizio Longarini, Marco Lolli Ceroni, Enzo Cortesi, Mauro Celidoni e tanti tanti altri) su carta fotografica, di cui tante inedite – ricostruiscono la vita, la carriera sportiva e la morte del Flying Finn che non fu mai campione del mondo in un libro che fa sognare e riflettere.

La prima domanda che l’autore si è posto è stata: cosa ha causato l’incidente della S4 di Toivonen-Cresto? Un malore, una nota sbagliata, un guasto meccanico? Una serie di combinazioni disgraziate? Seguendo una traccia scovata anni fa, il giornalista e nostro direttore, Marco Cariati, ha scoperto che non è vero che della Delta S4 di Henri Toivonen e Sergio Cresto non era rimasto nulla, a parte il telaio fumante e annerito, perché tutto era stato divorato dalle fiamme, smentendo con foto e racconti le cronache dell’epoca, che potrebbero anche essere state condizionate da forti pressioni di uomini Fiat.

Infatti, più distante dalla vettura bruciata c’era un pezzo della sospensione della S4 di Henri Toivonen tranciato di netto. Qualcuno, come avveniva all’epoca, lo prese e lo portò a casa. La Gendarmeria non gli disse nulla. Ma Cariati ha ritrovato il pezzo e il proprietario e lo ha fotografato (solo il pezzo), raccogliendo la storia del suo custode (a cui concede l’anonimato, per ovvi motivi).

Toivo, l'opera italiana completa su Henri Toivonen
Toivo, l’opera italiana completa su Henri Toivonen

La lunga e faticosa ricerca che ha portato alla nascita di questo volume non dimostra con certezza che sia stato un guasto meccanico a provocare l’uscita della S4 in Corsica, ma quantomeno rimette in discussione tutta la tesi che vuole che l’incidente mortale di Toivo al Tour de Corse 1986 possa essere stato causato solo da un malore di Toivo.

Nelle pagine si apre il mondo di Henri Toivonen. Gli inizi, il kart, i rally, le gare in pista e i suoi navigatori, le chance iridate, la sua corsa simbolo e le cronache delle principali battaglie che hanno condizionato la sua carriera, presentandolo al mondo come il predestinato del team Lancia Martini Racing, la storia vettura simbolo dei successi e della morte e i capitoli finali dedicati al papà, al fratello e al suo ultimo copilota. Non potevano mancare, e infatti non mancano, le statistiche complete dei Campionati del Mondo ed Europeo Rally, oltre al cronologico di tutte le competizioni disputate.

Autore del volume è Marco Cariati, giornalista professionista, direttore responsabile di Storie di Rally e redattore della rivista RS e oltre. Toivo è il primo supplemento cartaceo del 2020 del nostro giornale e per ora è in vendita nella versione a copertina morbida (28,50 euro) o nella elegantissima versione a copertina rigida (32,50 euro) sul sito di Lulu Press. Dal mese di maggio, l’edizione a copertina rigida sarà distribuita anche nelle principali librerie: Feltrinelli, Hoepli, Mondadori, Amazon…

la scheda

TOIVO

Autori: Marco Cariati

Collana: Storie di Rally

Copertina: rigida e morbida

Pagine: 154

Formato: 15,24 x 22,86 cm

Editore: Storie di Rally

Prezzo: 28 euro (copertina morbida) 30 (copertina rigida)

Peso: 536 grammi

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Dedicato a Mauro Nesti: ”Grazie Mauro” di Gianni Tomazzoni

”Grazie Mauro” è il libro dedicato al Re delle cronoscalate europee e italiane Mauro Nesti. Storia, storie, immagini uniche e splendide in una vetrina di pregiata carta patinata lucida a colori e in bianco e nero del più grande “salitaro” vissuto a cavallo tra la seconda metà degli anni Trenta e i primi quindici del Terzo Millennio. A scriverlo con impetuosa passione è stato da Gianni Tomazzoni, reporter e fotografo di lunga data, poi importatore Norma per l’Italia e infine autore indipendente di libri da collezione dedicati ai grandi nomi delle cronoscalate.

Un esistenza quella di Mauro Nesti da Bardalone, un piccolo borgo della montagna pistoiese, dedicata interamente nelle corse, impostata su delle regole ben precise finalizzate al raggiungimento degli obbiettivi prefissati. Un rapporto quello con il mezzo meccanico come con se stesso, che definire maniacale appare fin troppo riduttivo. Mai un’ombra di polvere sulla carrozzeria, mai una goccia d’olio nemmeno nell’angolo più remoto della vettura, mai un adesivo dello sponsor applicato male ma, soprattutto mai un capello fuori posto, nemmeno al termine della cronoscalata più impegnativa.

“Grazie Mauro” è stato pubblicato nel 2016, tre anni dopo la morte, avvenuta il 13 novembre 2013, e conta 220 pagine con quasi 240 foto del campione europeo salite. Diciassette volte campione italiano e nove volte campione europeo: un mito. Mauro Nesti nella sua lunghissima carriera di pilota automobilistico ha vinto tutto ciò che nelle corse in salita poteva essere vinto, pennellando traiettorie impossibili agli altri, sfiorando enormi tronchi di alberi montagna a più di 200 all’ora. Roba per gente con tanto di pelo sullo stomaco. E questa biografia è il giusto omaggio a un grande uomo, che nella prefazione viene ricordato anche dalla figlia Alessandra Nesti.

Gianni Tomazzoni parla di Mauro Nesti raccontando l’uomo, che non può essere mai disgiunto dal pilota e viceversa. All’interno del libro ci sono anche una ventina di testimonianze di amici, meccanici e piloti che hanno fatto parte della vita del campione e, ovviamente, storielle e aneddoti assolutamente inediti. Ha vinto un totale di quasi cinquecento cronoscalate in trenta anni di carriera. Numeri da record e da brividi, che gli sono valse il soprannome di “Re delle Montagne”.

Come spesso accade in quegli anni, Mauro Nesti inizia la sua carriera, non ancora ventenne, nelle corse in moto. Nel 1953 partecipa al Campionato Italiano di Velocità sia nella classe 125 sia nella 250. Guida una MV Agusta. E proprio la MV, nel 1955, quindi due anni dopo, lo sceglie per guidare le moto ufficiali, ma la carriera di pilota motociclistico si ferma a causa del tragico incidente del 1955 alla 24 ore di Le Mans che fa sospendere tutte le attività motociclistiche in Europa.

Negli anni Sessanta passa alle quattro ruote. Già nel 1963 partecipa al Campionato Italiano Velocità al volante di un’Abarth 850 di serie del cugino. Poi corre il Campionato Italiano Formula 3 con la Tecno. Ma per il momento fa registrare costanza e regolarità. Nulla di eccezionale all’orizzonte. Nei primi anni Settanta le scarse possibilità economiche spingono Mauro Nesti sulla soglia del ritiro, visto che non è in grado di acquistare un’auto sufficientemente competitiva per ottenere risultati di rilievo.

Ma proprio quando sta per mollare tutto arriva uno sponsor, la ditta Cebora di Cadriano (Bologna) specializzata in macchine per la saldatura, e grazie al loro contributo Mauro Nesti riesce ad acquistare una Chevron 2000 con la quale vince subito la Cesana-Sestriere del 1972. Quello stesso anno si aggiudica anche la prima delle sue quattordici Rieti-Terminillo e delle nove Trento-Bondone.

E’ tutto un susseguirsi di successi, sulle salite d’Italia e d’Europa, come nell’impegnativa Sillano-Ospedaletto che dominerà in lungo e in largo per tre edizioni consecutive, dal 1973 al 1975. Nesti è il nuovo beniamino del pubblico, che porta nuova linfa alle cronoscalate: velocissimo, simpatico, educato e ironico. “Ho fatto tre curve alla grande: peccato che non c’era un bar. Mi sarei pagato da bere”, una dele sue frasi che meglio aiuta a comprendere i personaggio. Un personaggio che va conosciuto a fondo per essere davvero apprezzato e goduto al massimo. Da studiare, appunto, attraverso l’opera “Grazie Mauro”.

Per acquistarlo bisogna contattare l’autore gtfoto@libero.it

la scheda

GRAZIE MAURO

Autore: Gianni Tomazzoni

Copertina: rigida

Pagine: 220

Formato: 30 x 25 centimetri

Immagini: oltre 230 a colori e in bianco e nero

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 40 euro

Peso: 1,3 chilogrammi

Da grande sarò un Potarally: autobiografia di Nicola Berutti

”Da grande sarò un Potarally”, il libro (il primo per la verità) del navigatore piemontese Nicola Berutti. La prefazione è stata scritta dalla pilota Rachele Somaschini e tutto il ricavato delle vendite è destinato al progetto #CorrerePerUnRespiro che sostiene la Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica Onlus.

“Quando qualcuno mi chiedeva che cosa avrei voluto fare da grande, già a 2-3 anni avevo le idee ben chiare ed andavo in giro dicendo a tutti che avrei fatto il “potarally” – ci racconta “Nick” Berutti -. Fino all’età di 4-5 anni non parlavo molto bene, avevo difficoltà di pronuncia. Ma nel mio personalissimo vocabolario “potarally” significava pilota di rally. Anche se non ho fatto il pilota ma il navigatore, direi che ho pienamente realizzato il mio sogno di bambino. E mi sento alquanto fortunato per questo”

“Il libro tratta della mia storia – prosegue “Nick” Berutti – da quando i miei genitori mi hanno portato a “vedere” il mio primo rally, che avevo quaranta giorni di vita e dove mi si è pure staccato il cordone ombelicale nell’attesa di una PS, fino alle mie gare da navigatore e all’esperienza durata cinque anni come direttore sportivo, prima nel WTCC e poi nel WTCR, culminati con la vittoria del titolo con Tarquini nel 2018″.

Dalla fine del 2018, Nicola Berutti si prende una pausa di riflessione dal motorsport “per mia scelta e, poco tempo dopo seguono le mie dimissioni da BRC, finendo a fare il professore di Scienze Motorie in una scuola secondaria. Sarei dovuto rientrare full time, ad inizio 2020, come team coordinator nel programma BRC-MRF di Breen, ma l’emergenza Covid-19 ha cambiato i miei piani ed al momento ho preferito tenermi il mio posto di lavoro da dipendente pubblico piuttosto che aprire di nuovo la partita IVA e… dover navigare molto a vista”.

”Da grande sarò un Potarally”, il libro di Nicola Berutti è in vendita in formato cartaceo, è una autobiografia di 155 pagine con copertina flessibile. L’opera è acquistabile su Amazon.it, al prezzo di dieci euro (più spese di spedizione). Inoltre, si può trovare presso la Libreria Banco Rivendita di Storie, in piazza Santa Maria Maggiore 7/B a Mondovì, nel Cuneese. Il ricavato andrà in beneficenza nella speranza di sostenere la ricerca sulla fibrosi cistica, che è la malattia genetica grave più diffusa.

La fibrosi cistica è una patologia multiorgano, che colpisce soprattutto l’apparato respiratorio e quello digerente. Dovuta ad un gene alterato, cioè mutato, chiamato gene CFTR (che è l’acronimo di cystic fibrosis transmembrane regulator), che determina la produzione di muco eccessivamente denso, causa l’otturazione dei bronchi e porta a infezioni respiratorie ripetute, ostruisce il pancreas e impedisce che gli enzimi pancreatici raggiungano l’intestino, di conseguenza i cibi non possono essere digeriti e assimilati.

Seppure il grado di coinvolgimento differisca anche notevolmente da persona a persona, la persistenza dell’infezione e dell’infiammazione polmonare, che causa il deterioramento progressivo del tessuto polmonare, è la maggior causa di morbilità nei pazienti FC.

la scheda

DA GRANDE SARÒ UN POTARALLY

Autore: Nicola Berutti

Copertina: morbida

Pagine: 155

Formato: 15,22 x 22,99 centimetri

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 10 euro

Peso: 259 grammi

ISBN: 9798647070159

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Amilcare Ballestrieri sulla Lancia Fulvia: 1968-1974

Sei anni unici e intensi quelli di matrimonio tra la Lancia Fulvia e Amilcare Ballestrieri. Dal 1968 al 1974, per la precisione. E a proposito di precisione: sei anni di rally, di vittorie e di sconfitte, raccolti e raccontati in cronologico e gara per gara, con dovizia di particolari tecnici e rare immagini, da “Lady Fulvia”, al secolo Francesca Pasetti, con Ernst Marquart.

Amilcare Ballestrieri, uno tra i più forti piloti italiani di rally e soprattutto uno dei più amati. Ligure dei primissimi anni Cinquanta, ottimo pilota e soprattutto grande uomo con una dedizione verso gli altri. Vero uomo di squadra. Il pilota sanremese iniziò nella metà degli anni Sessanta col motociclismo ottenendo ottimi risultati.

Nella sua carriera Lancia pilotò con successo la Lancia Fulvia 1.6 Coupé HF, vincendo il Campionato Italiano Rally del 1973 assieme a Silvio Maiga (periodo a cui è dedicato, appunto, il libro della Pasetti) poi sulla Stratos ed in seguito sulla Lancia Beta Coupé. Dopo un’esperienza in Alfa Romeo, ha concluso la sua carriera in Opel, prima come pilota poi come direttore sportivo. Al termine della carriera agonistica si è dedicato per molti anni, come istruttore, ai corsi di guida sicura e di velocità.

Amilcar, questo il suo soprannome, oltre ad essere stato ottimo istruttore alla Scuola Federale Rally di Vallelunga insieme ad un certo Mario Mannucci, è proprio quello che si può definire una “persona vera”. Fino alla fine ha sempre avuto l’entusiasmo e l’energia di un ragazzino (classe 1935). E una stretta di mano tanto energica da restare impressa.

A proposito, di energie di un ragazzino: su una motard MotoBi 250 ufficiale (c’era anche Agostini), nel 2008, si è visto all’opera alla rievocazione del Circuito di Ospedaletti: ancora ci metteva tutto se stesso anche lì, pur avendo confessato che non era più salito su una moto dagli anni Sessanta. Davvero un campione di sport e di umanità. Un libro che facesse rivivere il periodo Fulvia di Ballestrieri ci voleva assolutamente.

L’opera è realizzata con copertina rigida, ricca di immagini a colori e in bianco e nero, molte delle quali assolutamente inedite, e stampata su carta patinata opaca di ottima qualità. Gli autori hanno condensato in cento e sedici pagine classifiche, cronache, storie e aneddoti sul grande campione. Ci sono ancora poche copie disponibili. Chi fosse interessato può scrivere a redazione@storiedirally.it.

la scheda

AMILCARE BALLESTRIERI SULLA LANCIA FULVIA 1968-1974

Autore: Francesca Pasetti ed Ernst Marquart

Copertina: rigida

Pagine: 116

Formato: 19 x 27 centimetri

Immagini: centinaia a colori e in bianco e nero

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 45 euro

Peso: 478 grammi

ISBN: 9783200055889

Il Gruppo A al centro della nuova opera di McKlein

Dopo diversi incidenti mortali, nel 1986, le auto del Gruppo B furono escluse dai rally e il progetto del futuro Gruppo S naufragò miseramente in favore del Gruppo A. In questo contesto e con i nuovi orientamenti FISA (all’epoca non si chiamava ancora FIA), che sotto la pressione mediatica decisero per dei rally più lenti e più brevi, le auto da strada del Gruppo A, in cui bastava una produzione minima di 5.000 esemplari, divennero la formula migliore per lo sport. La classe regina del Mondiale Rally per anni divenne la A8, destinata ad evolvere nella A8/WRC e alla fine semplicemente WRC, con dei prototipi che ricalcano la concezione filosofica dell’abortito Gruppo S.

I primi anni del Gruppo A videro un dominio quasi completo da parte della Lancia – con la Delta HF 8V, Delta HF 16V e Delta Evoluzione – prima che la Toyota diventasse il loro principale avversario nella corsa al titolo. Ma siccome l’appetito vien mangiando, i successi della squadra di Ove Andersson attirarono altri Costruttori: Mitsubishi, Ford e Subaru si unirono alla Toyota come protagonisti, tutti con auto a quattro ruote motrici, tutte edizioni speciali e limitate delle turbocompresse che producevano in serie.

Questa fantastica storia è raccontata con dovizia di particolari nel nuovo libro, disponibile in inglese o in tedesco, di McKlein, “Group A – When rallying created road car icons” (Gruppe A – Rallye-Wolfe im Schafspelz nella versione tedesca). L’opera, imperdibile per un vero collezionista, copre i dieci anni dal 1987 al 1996 e offre una panoramica dei principali rally, delle più incredibili auto da rally e degli equipaggi, oltre che delle squadre ufficiali. Vengono riassunte anche le normative internazionali – sia tecniche sia sportive – così come i risultati e tante storie di incidenti e gare. Come tutti i libri di McKlein sono presenti generose immagini con le loro splendide fotografie.

Nello specifico, sono diverse le tematiche trattate. Dalle motivazioni che portarono ad un cambiamento così radicale rispetto al Gruppo B e al previsto Gruppo S, le difficoltà iniziali causate soprattutto dalla mancanza di sufficienti automobili ad alta tecnologia, resoconti dettagliati di ogni anno del Mondiale e dei singoli rally, la storia delle evoluzioni delle prestazioni delle auto che erano state realizzate in 5.000 esemplari. E ancora, descrizioni dettagliate di ogni team e di ciascun Costruttore che ha animato quel periodo storico, oltre ai risultati degli eventi del Campionato del Mondo Rally dal 1987 al 1996 e le motivazioni che portarono al declino del Gruppo A nel Mondiale in favore delle WRC.

Miki Biasion e quelle 17 fantastiche favole Mondiali

Miki Biasion e il periodo d’oro che lo avrebbe consegnato alla storia come il più grande rallista italiano di sempre. Un viaggio unico nella carriera di un grande campione. Un percorso che trova la sua massima elevazione nella stagione 1989, l’edizione numero 17 del massimo campionato di rally.

Miki Biasion e il periodo d’oro che lo avrebbe consegnato alla storia come il più grande rallista italiano di sempre. Il “nostro” Miki è uno dei migliori dieci rallisti di quella magnifica storia racchiusa in cinque lettere, rally: due volte campione del mondo, vincitore di 17 gare titolate, tra le quali spiccano le doppiette nel mitico Rally di MonteCarlo e, specialmente, le due consecutive nel leggendario Safari in Kenya.

Un viaggio unico nella carriera di un grande campione. Un percorso che trova la sua massima elevazione nella stagione 1989, l’edizione numero 17 del massimo campionato di rally. L’anno in cui ad aggiudicarsi il titolo piloti fu, per il secondo anno consecutivo, proprio il pilota italiano Miki Biasion. La stagione era composta da 13 rally, con alcune modifiche rispetto quella precedente.

Il WRC aveva lasciato il Nord America, eliminando l’Olympus Rally dal calendario gare e inserendo al suo posto il Rally di Australia. Un’anomalia nel calendario gare fu che, in quel 1989, il Rally di Svezia e il Rally di MonteCarlo sono stati spostati di date, con l’evento svedese ad inaugurare il Mondiale. Fu la seconda e ultima volta che il MonteCarlo non inaugurò la stagione fino al 2009.

Martini Lancia continuò a dominare lo sport per il terzo anno nel 1989, vincendo i primi sei rally in cui venivano assegnati i punti per il titolo Costruttori e alla fine conquistò il titolo con Miki Biasion e grazie al finlandese Markku Alen e al francese Bruno Saby, con il fondamentale suppirto del francese Didier Auriol, dello svedese Mikael Ericsson e del pilota argentino Jorge Recalde .

Libri su Storie di Rally

la scheda

17 FAVOLE MONDIALI

Autore: Miki Biasion

Copertina: morbida

Immagini: 85 a colori

Pagine: 128

Formato: 25 x 23,7 cm

Editore: Artioli

Prezzo: 30,00 euro

Peso: 630 grammi

ISBN: 978-8-8779217-0-3

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100 anni di Storie di Rally in un elegante volume

Una storia, quella dei rally, raccontata in tante storie, 74 per la precisione e circa 200 brevi aneddoti. Il tutto raccolto in 280 pagine. Questo è “100 anni di Storie di Rally”, nuova opera curata dal “nostro” Marco Cariati e dalla redazione di Storiedirally.it che ha riadattato e trasferito su carta le storie più belle e più lette del sito, dopo averle riordinate in un percorso cronologico che – partendo da Carlo Abarth, un po’ più anziano del Rally di MonteCarlo, e passando attraverso storia e aneddoti sul Rally di Sanremo, Cesare Fiorio, Rally di Svezia, Lancia, Tour de Corse, Safari Rally, Sandro Munari, Ove Andersson, David Richards, Stig Blomqvist, Attilio Bettega, Walter Rohrl, Henri Toivonen, Miki Biasion, Carlos Sainz e molti altri – attraversa le varie epoche del rallismo internazionale e italiano.

“100 anni di Storie di Rally” arriva fino ai tempi più moderni del rallismo, quelli di Alex Fiorio e Giandomenico Basso emergenti nel Trofei Fiat Rally, o quelli ancor più recenti con i vari Andrea Aghini, Andrea Dallavilla, Marcus Gronholm, Paolo Andreucci, Jari-Matti Latvala, Petter Solberg, Richard Burns, Sebastien Loeb, eccetera, impegnati rispettivamente a cercare il proprio meritato momento di gloria. E poi c’è la contemporaneità. Giorni, quelli odierni, che raccontano di un italiano emergente, come Andrea Crugnola, di un italiano sul tetto del mondo, come Andrea Adamo, e della “scuola francese di rally” mestamente ritirata dal WRC. Ma non solo.

Tematiche punteggiate nel libro con una o più storie, aneddoti esclusi: Carlo Abarth, Rally di MonteCarlo, Virgilio Conrero, Rally d’Italia, Cesare Fiorio, Rally di Svezia, Lancia nei rally, Tour de Corse, La grande sfida di BMC, Safari Rally, Mini, Walter Rohrl, WRC, Rally del Marocco, Sandro Munari, La famiglia Scandola, Rally Nuova Zelanda, Campionato Autobianchi A112 Abarth, Ove Andersson, Rally del Portogallo, Lancia-Martini, Seat Panda 45 e rally, Miki Biasion, Stig Blomqvist, Audi Quattro, Peugeot 205 T16, David Richards e Prodrive, Gianni Delzoppo, Lancia Delta, Campionato Fiat Uno, Attilio Bettega, Ayrton Senna, Campionato Italiano Rally 1986, 2 maggio 1986.

E poi ancora: Rally della Lana 1986, Paolo Andreucci, Rally di Sanremo 1988, Tripletta Lancia 1989, 1000 Laghi 1990, Rally di Spagna 1991, Subaru Impreza 555, Trofeo Fiat Cinquecento, RAC 1997, Rally di Finlandia 1998, RAC 1998, Rally di Aosta 1998, Richard Burns, Ari Vatanen, Subaru Impreza P2000, Markko Martin, Rally del Giappone, Mexico Rally, la stagione degli addii nel WRC, Rally Costa Smeralda 2010, Andrea Crugnola, Jari-Matti Latvala, Olivier Quesnel su Loeb e Ogier, WRC 2017, Hyundai e Adamo, Citroen World Rally Team.