Le statistiche dei Campionati Italiani Rally

Aci Sport e la ‘rivoluzione’ del Cir Junior

Aci Sport ha confezionato la rivoluzione di Aci Team Italia, ‘rivoluzionando’ a cascata il Cir Junior – che di fatto non può che scomparire – il Cir stesso ed i suoi trofei monomarca e persino il Supercorso Federale, che da premio per chi si è messo maggiormente in luce diventa il preambolo (a pagamento) per prepararsi al nuovo progetto Junior 2019 con canoni ripresi dal mondiale Junior: macchine tutte uguali (Ford Fiesta R2T by M-Sport secondo logica) gestite da un unico promoter. Un progetto – va detto – affascinante e più razionale del precedente. Ma che porta con sé anche aspetti non esaltanti e un dubbio di fondo: si troveranno i piloti per attuarlo?

Il nuovo Junior non calcherebbe più solo le strade del Cir. Specie ora che il Cir, salvo auspicati ripensamenti (Scandola e Campedelli sono dichiaratamente e giustamente contro l’asfaltizzazione), pare limiterà lo sterrato al Rally d’Italia. Dunque uno Junior trasversale: probabilmente tre gare di terra dal Crt, un paio di rally d’asfalto e la prova del mondiale rally in Sardegna. Insomma per prepararsi al futuro gli Junior nel Cir – con le sue gare così diverse da quelle iridate – non ci possono più stare.

Segno che il Cir non può essere propedeutico per chi spera di crescere a livello internazionale. Semmai il contrario: andare all’estero per farsi notare e poi, nel caso, riproporsi in Italia. Per il momento possiamo solo vedere se e cosa sarà di Fabio Andolfi. Non solo, il Cir che si regge quantitativamente parecchio sui trofei (circa metà dei partecipanti abituali) e sullo Junior dovrà affrontare questa potenziale ‘rivalità’, visto che il bacino d’utenza del nuovo junior è per buona parte lo stesso dei trofei monomarca. Addirittura identico per Peugeot, che sinora per il suo top ha messo in palio un sedile ufficiale, implicitamente indirizzato al Cir Junior e che ora dovrà decidere se cambiare o addirittura cassare l’opportunità. Idem per Suzuki e Renault, che si trovano ad avere – sui giovani – la concorrenza di Aci Sport. Lo stesso ente che ha caldeggiato lo spostamento dei monomarca nel Cir… Magari sarà l’occasione per esercitare la fantasia ed inventarsi qualcosa di nuovo, rendendo pan per focaccia… Intanto gli organizzatori a Verona hanno chiesto sostegno economico ad Aci…

Ma com’è il nuovo progetto Junior? Ricalca l’esempio del mondiale Junior: un lotto di vetture tutte uguali e gestite da una sola entità (promoter definito da un bando) ad un prezzo complessivo prestabilito sulla carta competitivo: pare cinquantamila euro, escluse spese personali e franchigie. Il premio per il vincitore: centomila euro e le gomme per prendere parte al mondiale Junior 2020. Un buon punto di partenza, ma certo non tutto il budget necessario.

Tutto questo ammesso e non concesso che il nuovo progetto Junior trovi un numero di aspiranti sufficienti (auspicati 10), magari fra i trenta Under 25 invitati a partecipare al Supercorso Federale, che nel caso pagheranno cinquemila, scontabili poi dal costo del programma Junior. Dove sta l’ostacolo? Innanzitutto nei cinquemila del Supercorso: da sborsare subito, persino dai vincitori di titoli. Quanti avrebbero la certezza di raccimolare i restanti quarantacinquemila? Il prezzo di per sé è competitivo: ma è un’altra storia se implica un impegno senza possibilità d’uscita (con un paio di franchigie si sforerebbe di parecchio) e sapendo che uno solo sarà l’eletto. L’unico precedente progetto del genere (Citroen Italia nel 2012 con la Ds3 R1 nel CIR con in premio una stagione da ufficiale nel CIR seguente con la R3T) non ebbe seguito per mancanza di aderenti. Allora bisognava fare una fidejussione da trentanovemila euro

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Facci sapere qual è la tua opinione?