Paolo Andreucci resta in orbita Peugeot Italia anche per il 2019

Paolo Andreucci lascia il Cir, ma resta con Peugeot: diventa coach

Il Paolino Nazionale ha deciso e ha tolto il ‘tappo’ al mercato piloti. Niente Skoda Fabia R5 e niente DP Autosport, che a questo punto, come avevamo anticipato sia sul sito sia sulla rivista in edicola, potrebbero portare avanti una eventuale trattativa con Giandomenico Basso, fino ad ora davvero molto poco fortunato nel trovare un sedile per la stagione ormai alle porte. Dunque, Paolo Andreucci non sarà al via del Cir 2019, ma è sempre stato l’uomo Peugeot nei rally italiani e ha intenzione di restarlo per il 2019 e anche per il 2020. E chissenefrega se la 208 T16 plurititolata è una vettura obsoleta. Gli appassionati e i fans continueranno a sognare.

Ucci e Ussi, un binomio indissolubile e splendido, che ci ha regalato delle edizioni combattutissime del Campionato Italiano Rally, restano fedeli a Peugeot Italia, di cui Paolo diventa coach, un testimonial, un ambasciatore. Come fu Erik Carlsson per Saab. L’undici volte campione italiano rally, che come detto non sarà al via nel Cir 2019, non difenderà l’ultimo titolo conquistato. Ma resterà nell’orbita della filiale italiana del Costruttore francese. Per lui non c’è un posto dietro ad una scrivania, in una stanza piena di foto con tutti i successi suoi e di Peugeot Italia nei rally.

Per lui c’è la possibilità di disputare delle gare spot, che il campione toscano sceglierà di volta in volta, e di far nascere la nuova Peugeot 208 Turbo, che arriverà tra poco meno di dodici mesi. Esatto, nel 2020. Paolo, nato a Castelnuovo di Garfagnana, il 21 aprile 1965, si è aggiudicato in carriera undici scudetti tricolore, per la precisione nel 2001, 2003, 2006, 2009, 2010, 2011, 2012, 2014, 2015, 2017 e 2018 e per meriti sportivi legati ai rally è stato insignito della cittadinanza onoraria dei comuni siciliani di Scillato e Santa Teresa di Riva.

In gioventù ha praticato lo sci ad alto livello agonistico venendo anche convocato per la Nazionale Azzurra, ma ha dovuto abbandonarlo per il fisico esile ed un brutto infortunio al ginocchio. Prima di esordire al volante di una Renault 5 GT Turbo, correva di nascosto con l’auto di sua mamma e ciò era possibile grazie al fatto che, all’epoca, era permesso correre anche con auto strettamente di serie. Anche questo contribuisce a rendere Paolo Andreucci un pilota eccezionale.

Siamo nel 1987 quando Ucci passa ai rally. Come detto esordisce nella gara di casa, il Rally Il Ciocco e valle del Serchio, organizzato dall’omonima tenuta di Barga, con una Renault 5 GT Turbo. Figura come navigatore, ma in realtà è lui a guidare. Quella gara finisce con un mesto ritiro sotto il diluvio, proprio quando era terzo assoluto. L’anno successivo è secondo nel Trofeo Fiat Uno. Successivamente disputa alcune stagioni per Lancia, Peugeot e Renault. Proprio con la Renault, Andreucci si esalta nel Campionato Italiano prima con la Clio Williams e poi con l’indimenticabile Megane Maxi, portando più volte a casa il titolo nazionale delle 2 Ruote Motrici. Un destino già scritto quello del campione garfagnino. Un destino che lo ha condotto da Peugeot Italia. Altro che Skoda!

2 commenti
  1. Albatrox
    Albatrox dice:

    Non ho parole… Quando pensi che sarà in Cir spettacolare perché finalmemte Ucci avrà un degno avversario e ci sarà da sputar sangue questo si ritira così fa la figura chi esce a testa alta…troppo facile Paolo, troppo facile!

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