Max Rendina ha un sogno: portare un giovane italiano nel WRC

Max Rendina: ‘Voglio portare un giovane nel WRC in tre anni’

Quattro chiacchiere con Max Rendina sul finire del 2018 per comprendere meglio i suoi obiettivi imprenditoriali nei rally del 2019, specialmente dopo aver saputo che la sua Motorsport Italia ha vinto la gara che gli assegna la gestione delle Ford Fiesta del Campionato Italiano Rally Junior 2019. “Voglio scoprire un giovane e portarlo nel WRCnel giro di tre anni. Non è un’idea, è un sogno, come ne avevo tanti. Mi impegnerò per realizzarlo, come ho realizzato gli altri”, racconta a RS Rally e Slalom. Max, “romano de Roma”, come si suol dire in gergo, nasce il 25 febbraio 1974. Il prossimo anno compirà 45 anni. Per capirci, un non anziano. Un diversamente giovane con la giusta maturità per dare qualcosa di importante allo sport. Cosa rara nello sport dell’auto.

Max è pilota, direttore tecnico e tester, ma soprattutto campione del mondo rally Produzione nel 2014 e campione italiano rally Produzione due anni prima di vincere il Mondiale Gruppo N con la Mitsubishi Lancer. È laureato in scienze bancarie e assicurative, è una persona meticolosa e testarda. E ama circondarsi di gente competente. Infatti, sulla breccia nei rally da più di una decina d’anni, si sta rivelando un imprenditore capace e di successo sin dal 1993, anno in cui fonda il Roma Club e, prima dell’avvento di Roma Store, una serie di negozi di abbigliamento sportivo giallorosso. Ecco, il calcio, forse, è il suo unico difetto.

Ironie a parte, cosa spera Max Rendina?

“Nell’aiuto e nel sostegno dell’Aci Sport, che per la verità non manca – dice -. Il 2019 sarà l’ennesima prova del 9. Un anno davvero particolare, che richiederà investimenti importanti. Sarà divertente gestire le vetture del Cir Junior, questo mi permetterà di valutare meglio qualche giovane talento su cui puntare per il mio sogno personale”.

Chi potrebbe mai essere, hai già adocchiato qualcuno?

“Non sarebbe corretto fare nomi. Anzi, non sarebbe giusto. Secondo me ci sono due ragazzi che hanno tutte le carte in regola per emergere velocemente. Però, magari, verrà fuori qualcuno che mi stupirà davvero… Mi piacerebbe accompagnarne almeno uno nel WRC, nel giro di tre anni. Sarebbe bellissimo vedere di nuovo la bandiera tricolore nel Mondiale Rally. Io il Mondiale volevo farlo e un titolo iridato l’ho vinto. Se riesco a farne vincere un altro ad un mio connazionale mi sentirei professionalmente e umanamente completo”.

Quanto ti costa la gestione del programma del Campionato Italiano Rally Junior?

“Così su due piedi devo tirare fuori circa 1 milione e 400 mila euro. Le Fiesta sono dieci e costano 75 mila euro l’una e siamo già a 775 mila. Considera che le vetture sono solo una parte. Circa la metà. C’è da mettere su un’organizzazione in grado di gestirle e di risolvere qualunque problematica senza intoppi. E poi, l’ospitality, i gazebo, tendoni, le persone. Sei a sfiorare il milione e mezzo. Ma è una sfida che vogliamo vincere. Non abbiamo paura di niente e non ci tireremo indietro. Offriremo, come sempre, la massima qualità”.

E poi c’è il Rally di Roma Capitale, anche quest’anno prova dell’Europeo Rally, oltre che del Campionato Italiano…

“Per il Rally di Roma siamo già partiti con l’organizzazione. L’anno scorso è stato un successo, per l’anno che verrà dobbiamo confermare la qualità e creare una gara bella, divertente e che sia ben vista e ben voluta dalle località che andrà a toccare”.

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