Ronde Val Merula: la consacrazione di Fabio Andolfi sulle strade di casa

Fino a pochi giorni dal via della sesta edizione della Ronde Val Merula si poteva immaginare un elenco partenti di primordine, ma il fuoco alle fiamme è stato dato da Giandomenico Basso che ha confermato la sua presenza nella gara ligure alla guida di una Skoda Fabia R5. Di lì a poco si è capito con la pubblicazione degli iscritti che si era in presenza di un “prologo” del CIR 2019. E non solo.

Fabio Andolfi, Stefano Albertini e Kevin Gilardoni oltre al “francesino volante” Jean-Baptiste Franceschi a contendere la vittoria a Basso. Fin dallo shakedown è stato chiaro che nessuno avesse voglia di mollare un centimetro, vuoi per la difficoltà tipica dei piloti di rapportarsi con il numero due, vuoi per dimostrare a chi di dovere, in un momento di firme sui contratti, il proprio valore, qualora ve ne fosse bisogno.

Ed è così che Fabio Andolfi si è calato nella Skoda Fabia R5 della RS Sport insieme a Simone Scattolin con l’unico obiettivo, mai dichiarato, ma ben presente nella propria testa: vincere. E così è stato: una vittoria assoluta sulle strade di casa davanti a Giandomenico Basso e Stefano Albertini. Tutti e tre su Skoda Fabia R5, tutti e tre a battagliare nella quattro prove a pochi decimi uno dall’altro.

Una gara pazzesca che si risolve sull’ultima ripetizione di questa prova che ha mostrato quattro lati di sé diversi uno dall’altro, grazie ad un meteo in continua evoluzione; ma proprio nel passaggio più difficile, quello finale, il campioncino ligure tira fuori gli artigli e, su strada umida e con chiazze di bagnato, stampa lo scratch a coronamento di una giornata per lui indimenticabile tanto da voler far salire sul palco i genitori per festeggiare con loro.

Giandomenico, vittorioso del terzo tratto di gara, chiude a 4.2 secondi da Andolfi e appena arriva all’ultimo CO, prima di salire sul palco, abbraccia forte il rivale e si congratula sinceramente: bell’immagine di questo sport che ogni tanto pare avere più tifosi che appassionati. Ma questo non oggi, in una cornice di pubblico degna di un rally internazionale, tutti ad applaudire i tre talenti che hanno fatto gioire con le loro evoluzioni gli spettatori.

Peccato per Stefano Albertini che, complice un testa coda ad inizio della terza prova, si trova a non potersi giocare la vittoria nella SS4 accusando un ritardo finale di 23″7 secondi. Ma le sorprese non sono finite qui: Jean Baptiste Franceschi, navigato da Florian Haut-Labourdette, non è arrivato ad Andora in punta di piedi, al contrario fa capire subito di che piede è fatto. Tre quarti tempi assoluti gli assicurano la piazza finale ai margini del podio davanti a Arzà, ottimo all’esordio in R5, e Kevin Gilardoni, il quale all’inizio fa fatica a capire la Hyundai con le nuove gomme Michelin ma in un crescendo finale, ferma il cronometro sul quarto tempo parziale dell’ultima essesse.

Davvero una splendida gara di apertura su fondo catramato in Italia: tante sfide decise per manciate di secondi anche nelle classi minori, oltre cento iscritti, atmosfera da evento di rilevanza ben oltre di un rally di zona, e soprattutto una organizzazione, quella della Sport Infinity, maiuscola. Formula azzeccata con partenza ed arrivo in centro città a due passi dal mare e percorso su una prova storica, tecnica e che contiene tutto quanto possa far emergere sia dal mezzo meccanico che dal manico del pilota. Ci saranno sicuramente degli sviluppi dopo questo Rally: abbiamo ascoltato tante ipotesi interessanti in ottica campionato italiano e non solo, e i telefoni dei team manager, piloti, navigatori, sponsor squilleranno parecchio. Fin da stasera.

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