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CIR, Rally di Sanremo: ecco come sarà l’edizione 2020

“Nonostante le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, l’edizione 2020 del Rally di Sanremo sarà un evento elettrizzante”. Ne è assolutamente certo Sergio Maiga, che guida il comitato organizzatore della gara ligure, giunta alla 67esima edizione e che apre le iscrizioni mercoledì 12 agosto, come vuole la direttiva FIA e della 35esima edizione del Sanremo Rally Storico, che si svolgerà lo stesso giorno, sabato 3 ottobre, e sulle stesse strade. “Per evitare assembramenti abbiamo scelto prove speciali nelle zone più alte delle Alpi Marittime, alle spalle di Sanremo, andando a ripescare tratti che negli anni hanno fatto la storia della gara” afferma Maiga.

Passo Teglia (Km 9,17) – La prova si snoda fra i comuni di Rezzo e Molini di Triora. Il semaforo verde è posto a una quindicina di chilometri dall’abitato di Rezzo, nella Valle della Giara; la speciale inizia con un tratto di circa 800 metri in salita verso il Passo Teglia, posto a 1385 metri di altitudine, per poi tuffarsi per gli altri 8,3 km in discesa fino a raggiungere la periferia dell’abitato di Andagna, borgata nel comune di Molini di Triora nell’Alta Valle Argentina a circa 730 metri di altitudine. “La prova ha un andamento misto veloce, con qualche tornante in discesa che la rallentano leggermente pur mantenendo un ritmo elevato. Negli anni la strada è stata messa in sicurezza con i guardrail che evitano le uscite verso valle. È una classica del Sanremo e venne affrontata per l’ultima volta nel 2016, partendo in prossimità dell’abitato di Rezzo (era denominata Bosco di Rezzo e misurava 25 km) e in entrambi i passaggi il miglior tempo venne registrato da Paolo Andreucci-Anna Andreussi. Nel passato si partiva molto più vicino a Rezzo, poi evitammo il primo tratto in quanto il fondo era troppo irregolare e non garantiva sicurezza. La scelta di partire quest’anno così in alto è dovuta al fatto di rimanere più possibile lontano dai centri abitati” sottolinea Maiga che precisa. “Una scelta sofferta, ma necessaria per evitare gli assembramenti”.

Questo tratto di strada è stato teatro di un episodio entrato nella storia del rally. “Nel 1969 le prove speciali in questa zona erano sterrate e in rapida sequenza e sconsigliavano agli equipaggi di fare assistenza fra una e l’altra perdendo tempo. Con uno di quei colpi di genio, che lo hanno reso famoso, Cesare Fiorio, allora  giovane direttore sportivo della Lancia, mandò una vettura assistenza con i meccanici fra Borgomaro e Pigna portando gomme chiodate per permettere ai suoi piloti di affrontare la successiva prova speciale innevata con grande trazione. Tutti pensarono che Fiorio fosse impazzito a perdere tempo in quell’operazione, che invece si rivelò vincente. Infatti tre Lancia Fulvia HF monopolizzarono l’intero podio della gara. Vinsero Källström-Häggbom  davanti a Aaltonen-Liddon e Barbasio-Sodano. Un vero colpo di teatro, spettacolare e vincente”. Una strategia che Cesare Fiorio ripropose a Montecarlo nel 1983 cambiando gomme addirittura in prova speciale. Vincendo ancora.

Langan (Km 11.24) – Dopo il Teglia il rally propone un breve trasferimento, rimanendo sempre nel comune di Molini di Triora per incontrare un’altra delle classiche della gara ligure: il Langan. Solo 4,63 km senza caschi, giusto il tempo per tirare il fiato, ed ecco la seconda prova speciale della gara, che scatta un chilometro circa fuori dall’abitato di Molini di Triora (460 metri sul livello del mare) con una ripida salita verso il Langan senza raggiungere la vetta del monte. Infatti a 1,5 chilometri dallo scollinamento, il rally volta a sinistra scalando la salita che porta al Monte Ceppo, prima di continuare su un falsopiano di quasi quattro chilometri  per terminare il tratto cronometrato di fronte alla chiesetta di San Giovanni. “Abbiamo potuto recuperare la parte bassa della prova in quanto la strada è stata recentemente ripristinata consentendo il passaggio delle vetture da rally in speciale” sottolinea Maiga, precisando come anche questa prova, tutta in salita, sia “piuttosto veloce caratterizzata da tornanti molto larghi che non fanno perdere il ritmo ai concorrenti”. Come molte prove del rally di Sanremo, anche questa speciale ha scritto le sue brave pagine di storia. “In particolare è rimasta negli annali la sfida del 1976 fra Sandro Munari (in quell’epoca affiancato da Silvio Maiga, fratello dell’attuale organizzatore) e Bjiorn Waldegaard” ricorda Maiga. “Le Stratos stavano dominando la gara con quattro vetture ai primi quattro posti in classifica. Ma il divario fra Waldegaard e Munari in cima alla classifica era irrisorio, e continuando a spingere a fondo rischiavano di incappare in qualche guaio. Cesare Fiorio impose ai suoi due piloti una direttiva draconiana: chi avesse segnato il miglior tempo sul Langan sarebbe stato il vincitore a Sanremo 1976. Il miglior riscontro cronometro lo ottenne lo svedese e fu lui a vincere quella 18esima edizione del Rally Sanremo”.

Vignai (13,60 km) – La terza e ultima prova della tornata cronometrata è la più lunga della gara. Denominata Vignai, altro nome storico del Sanremo, scatta dal comune di Bajardo per concludersi in quello di Badalucco, divisa dalla prova precedente da appena 8,63 km. “Questa è una prova che non abbiamo mai proposto in questa configurazione. Totalmente in discesa prende il via da località San Bernardo per scendere a Vignai e concludersi in località Madonna della Neve in prossimità di Badalucco. Pur essendo tutta in discesa non è velocissima, in quanto vi sono pochissimi allunghi; anche se non ci sono tornanti secchi, vi sono moltissime curve in sequenza che ne rallentano il ritmo. Anche in questo caso abbiamo scelto una strada caratterizzata da una completa protezione verso valle per garantire la sicurezza dei concorrenti”.

Le prove speciali del 67° Rally Sanremo (oltre che del 35° Sanremo Rally Storico, del 12° Rally Leggenda e della Coppa dei Fiori) finiscono qui. Gli equipaggi, terminata la speciale di Vignai, affrontano in discesa i 38,94 km che li porteranno verso gli spazi della Vecchia Stazione a Sanremo dove si fermeranno per il riordino cui farà seguito il parco assistenza sul Lungomare delle Nazioni; prima di iniziare un’altra tornata su Passo Teglia-Langan e Vignai, oppure, al termine della giornata, proclamare il vincitore sul palco arrivi posto sul Lungomare delle Nazioni. “La scelta di questo tracciato è anche condizionata dall’attuale normativa Covid -19 che vuole gli eventi sportivi senza pubblico. Questi tre percorsi storici, che hanno fatto nel tempo la storia del Sanremo, hanno il vantaggio di essere distanti dai centri abitati e facilmente controllabili negli accessi” precisa Sergio Maiga.

Il 67° Rally di Sanremo richiamerà i concorrenti venerdì 2 ottobre per le verifiche sportive mattutine, cui farà seguito nel pomeriggio lo Shake Down. La parte agonistica si svolgerà in un’unica giornata, sabato 3 ottobre, con partenza alle 7.10 del mattino di sabato 3 ottobre, quando le vetture usciranno dal parco assistenza per dirigersi sul classico trittico di prove di Passo Teglia, Langan e Vignai, prima di tornare a Sanremo per il riordino e l’assistenza che terranno fermi gli equipaggi in riva al mare per quasi due ore. Nel primo pomeriggio nuovo giro sulle tre prove, ancora un riordino e parco assistenza a partire dalle 15.50 per chiudere in serata con il terzo e ultimo passaggio su Passo Teglia, Langan e Vignai, prima di tornare nell’area della Vecchia Stazione per la conclusione della gara. Il 67° Rally Sanremo si sviluppa su 340,62 chilometri di percorso, 102,03 di tratti cronometrati suddivisi in tre prove speciali da ripetere tre volte. La gara è valida come terza prova del Campionato Italiano Rally per il Campionato Italiano Rally Junior, la Coppa Italia Rally Zona 2, il Renault Clio Trophy Italia, la Suzuki Rally Cup, la Peugeot 208 Rally Cup Top e come terzo appuntamento del Campionato Rally Liguria.

Da Zanche con la sua Porsche Gruppo B al Rally di Sanremo
Da Zanche con la sua Porsche Gruppo B al Rally di Sanremo

Così il Rally Sanremo Storico e il Sanremo Legenda

Il 35° Sanremo Rally Storico seguirà la gara valevole per il Campionato Italiano Rally, come ormai accade dall’edizione del 2014, partendo dal parco assistenza di Lungomare delle Nazioni alle 9.56 per effettuare un doppio passaggio su Passo Teglia-Langan e Vignai, inframmezzato da un riordino parco assistenza a Sanremo a partire dalle ore 13.33 e chiudere la gara negli spazi della Vecchia Stazione alle 18.16. Il Sanremo Rally Storico ha uno sviluppo di 227,08 chilometri, 68,02 cronometrati suddivisi in tre prove speciali ripetute due volte. La gara storica è la prova di apertura Campionato Rally Liguria-Primo Canale per le auto storiche per il Trofeo Rally Zona, e la Michelin Historic Rally Cup.

Fra il rally moderno valido per il CIR e lo storico si inserirà il Sanremo Leggenda, giunto alla sua dodicesima edizione, che prenderà il via dal parco assistenza alle ore 8.26 affronterà le tre prove di Passo Teglia-Langan e Vignai, tornerà a Sanremo per il riordino e parco assistenza alle ore 11,43, uscirne alle 1.43 per ripetere le prove di Langan e Vignai, tornare alla Vecchia Stazione per terminare la gara alle 17.01. Il percorso del Sanremo Leggenda misura 204,19 chilometri di cui 58,85 cronometrati suddivisi in cinque prove speciali. Il Sanremo Leggenda è valido come quarto rally del Campionato Rally Liguria e per il Trofeo Twingo R1, e il Trofeo Corri con Clio N3.

“In questi sei mesi molte cose sono cambiate, ma abbiamo lavorato intensamente per proporre la migliore delle gare possibili, rispettando le restrizioni che l’emergenza COVID impone”, esordisce Sergio Maiga, presidente del comitato organizzatore. “Abbiamo dovuto riunire il rally storico con il 67° Rally Sanremo per auto moderne, rinunciando a proporre due eventi separati, come avevamo messo a calendario a inizio anno”, commenta Maiga. “La struttura della gara, prevede l’effettuazione di un doppio passaggio sulle tre prove speciali di Passo Teglia, Langan e Vignai, rivedute e corrette, proposte in un format in gran parte inedito. Queste tre prove rappresentavano una delle due tappe della gara storica di aprile, allora valida per il Campionato Europeo Autostoriche.

Le avevamo scelte per mettere sullo stesso piano concorrenti italiani e stranieri, che avrebbero affrontato strade nuove per tutti”, spiega ancora Maiga, che annuncia: “Per il 2021 torneremo nel Campionato Europeo Auto Storiche e il Sanremo Rally Storico si svilupperà su due giornate, come è tradizione, riproponendo su una tappa questo percorso”. Un’occasione quindi per i concorrenti che il prossimo anno daranno la caccia al titolo continentale o italiano di specialità, per fare conoscenza con queste prove, strutturate in modo inedito.

Il 35° Sanremo Rally Storico seguirà la gara valevole per il Campionato Italiano Rally, come ormai accade dall’edizione del 2014, partendo dal parco assistenza nell’area della Vecchia Stazione alle 9.46 di sabato 3 ottobre, per effettuare un doppio passaggio su Passo Teglia-Langan e Vignai, inframmezzato da un riordino-parco assistenza a Sanremo a partire dalle ore 13.33 e chiudere la gara negli spazi della Vecchia Stazione alle 18.16. Il Sanremo Rally Storico ha uno sviluppo di 235,08 chilometri, 68,02 cronometrati suddivisi in tre prove speciali ripetute due volte. La gara storica è la prova di apertura Campionato Rally Liguria-Primo Canale per le auto storiche per il Trofeo Rally Zona, e la Michelin Historic Rally Cup. Le iscrizioni saranno aperte da mercoledì 2 a mercoledì 23 settembre.

CIWRC 2020: San Martino di Castrozza attende le WRC Tricolore

L’estate, dopo ferragosto, declina verso la parabola struggente delle giornate che si accorciano. Ma il San Martino (4/5 settembre), prova del CIWRC, è una risorsa di entusiasmo sempre pronta a riaccendere i cuori in primo luogo dei Primierotti. Passione e desiderio di derapata e controsterzo, uno scherzo alla vita, l’audacia di un colpo di mano sui tornanti con l’eco dei motori a rimbalzare tra le valli attigue. E al cospetto delle Pale dolomitiche, una storia di emozioni che si rinnova.

San Martino di Castrozza come superbo palcoscenico dove tutti possono sentirsi protagonisti, dal primo all’ultimo equipaggio in gara, sulle orme dei pionieri Cavallari-Munari, cercando ognuno il proprio spazio di gloria tra Campionato Italiano Wrc, Coppa Italia, Historique. Poco importa che quest’anno sarà tutto diverso, con l’agenda di precauzioni dettata da mister Covid-19 e un format Acisport volto a ridimensionare i percorsi e azzerare le prove spettacolo, agevolando gli sforzi degli organizzatori per contenere i costi dell’impresa.

L’importante sarà esserci comunque e sfidare doppiamente il cronometro su Manghen, Val Malene e Gobbera. La riscossa generale passa anche attraverso l’impegno dei rallisti per andare oltre gli ostacoli del momento. Un rombo di ottimismo in onore del 40° Rally San Martino di Castrozza.

San Martino di Castrozza e il Manghen

 I rallisti duri e puri lo chiedono sempre: “Ma quest’anno c’è il Manghen?”. E dipende spesso da una risposta affermativa se poi decidono di iscriversi al Rallye San Martino, perché la prova speciale che transita a quota 2047 sulla catena del Lagorai fa parte del mito, racchiude storie incredibili, consegna porzioni di orgoglio a ogni equipaggio che si migliora tra un giro e l’altro. Il Rallye 2020 la proporrà due volte sabato 5 settembre: ps 1 alle 9:47, ps 4 alle 14:47. Tracciato immutato rispetto alla scorsa edizione: 22,01 km che daranno l’imprinting di gara a tutti i concorrenti, orfani della prova spettacolo del venerdì sera che serviva a entrare nel clima di derapata e controsterzo senza distacchi profondi.

Mister Covid-19, ormai colpevole di ogni mutazione (anche di sé stesso..), ha costretto gli organizzatori dei rally a evitare situazione di contatto con il pubblico, allontanando la corsa dai centri abitati. Quindi niente sfida cittadina a San Martino, si comincerà col Manghen e per assistere al ripetersi del rito rombante bisognerà arrampicarsi dove osano le aquile. Sul piano dei ricordi, uno speciale ce l’hanno senza dubbio Michele Piccolotto e Gianni Marchi, quando nel 2010 la loro Fiat Punto S2000 restò per quasi mezza misura sull’orlo del precipizio.

“Avevamo preso un bel ritmo – racconta il driver bassanese – e la macchina non era malvagia. Subito dopo il passo comincia la discesa, c’è una curva a sinistra che chiude e invece di scalare misi dentro una marcia. Incredibilmente riuscii a bloccare l’auto in bilico sopra un masso con due ruote all’aria. Gianni aprì la porta e mi disse “guarda Michele che sotto non c’è niente”. Allora con circospezione, cercando di evitare il minimo basculamento dell’auto, decidemmo di uscire dal retro, prima lui e poi io, fuori dal portellone posteriore infilandoci tra il roll-bar. Avventura a lieto fine, altrimenti non sarei qui a raccontarla”. Da allora ad inizio discesa è stata sistemata una barriera protettiva in cemento.

Tutti i partecipanti della gara CIWRC 2020

Il Campionato Italiano WRC si affaccia al secondo appuntamento stagionale nel 40° Rallye San Martino di Castrozza e Primiero. La classica gara organizzata dalla San Martino Corse cade quest’anno a metà del percorso tricolore riservato alle World Rally Car, che si ritroveranno nuovamente al cospetto delle Pale Dolomitiche per la sfida in programma sabato 5 settembre. Sono 136 le vetture iscritte alla doppia gara. 29 autostoriche per l’Historic Rallye affiancate alle 106 moderne in corsa sia per il Campionato che per la 3^ Zona della Coppa Rally di Zona ACI Sport. A queste si aggiunge in testa una WRC Plus, Ford Fiesta di ultima generazione guidata da Giorgio De Tisi che sarà trasparente ai fini del risultato.

Dopo lo spettacolo inaugurale andato in scena ad Alba sembra che stiamo per assistere ad un episodio che avrà un peso specifico importante per la classifica assoluta di Campionato. San Martino infatti potrebbe iniziare a tracciare gli equilibri del CIWRC, dopo un primo round che non ha spostato molto in termini di classifica vista la presenza di diversi outsider provenienti dal Mondiale Rally. Stavolta i riflettori saranno tutti per i big dell’Italiano al volante delle WRC ed R5.
7 le World Rally Car candidate al vertice a San Martino di Castrozza.

Il Campione in carica Luca Pedersoli tornerà al volante della sua Citroen DS3 WRC insieme ad Anna Tomasi dopo la parentesi occasionale ad Alba, dove è stato protagonista dello show riservato alle Plus. Dovrà però riprendere subito il ritmo di gara sulla vettura del double chevron per candidarsi nuovamente alla corsa per il titolo. Il tricolore 2019 lo conquistarono un anno fa proprio nel round trentino. Si rinnoverà quindi la sfida a tre con Corrado Fontana e Simone Miele, gli stessi che proprio impegnati per la vetta assoluta nella passata edizione. Il comasco affiancato da Nicola Arena è riuscito a mostrare solo a tratti le potenzialità della sua Hyundai i20 WRC nel primo round e proverà a ripartire proprio dai due scratch segnati in Piemonte. È necessariamente uno dei favoriti, come il rivale varesino andato molto bene soprattutto ai primi passaggi di Alba e nuovamente alla guida di DS3 WRC con alle note Roberto Mometti.

Se si parla di volti noti del CIWRC, ecco una vecchia conoscenza che torna a calcare gli asfalti della serie a distanza di un anno. L’ultima apparizione fu proprio nell’ultimo San Martino per il comasco Paolo Porro, che ci riprova con Paolo Cargnelutti sulla Ford Fiesta WRC. Stessa vettura anche per il bresciano Gianluigi Niboli con Giuseppe Peli e per Valter Gentilini con Giulia Zanchetta. Ha voglia di continuare a stupire pubblico e appassionati anche il gentleman driver Luigi Fontana insieme a Giovanni Agnese, anche lui su i20 WRC come il figlio Corrado.

Occhi puntati anche sulle 23 R5, dato che alcuni driver di spessore hanno già dimostrato ad Alba che possono stare davanti alle World Rally Car e inserirsi per la corsa al titolo Assoluto. A partire da Luca Rossetti, il migliore del CIWRC nella prima uscita stagionale durante la quale è stato secondo solo ai big stranieri provenienti dal Mondiale Rally. Il friulano riparte dalle ottime indicazioni raccolte al debutto sulla Hyundai i20 R5 navigato da Manuel Fenoli. Replicare la prestazione del Round 1 è l’obiettivo anche per il driver di Biella Corrado Pinzano sul Volkswagen Polo con Marco Zegna, che dovrà provare però ad aumentare il passo per confermare il primato di categoria acquisito lo scorso anno.

Di avversari infatti ce ne sono molti, come il catanese Andrea Nucita che cercherà riscatto dopo la “falsa partenza” di Alba, rally concluso con il ritiro al debutto sulla i20 R5 in coppia con il fratello Giuseppe. Prova a prendere continuità anche il piacentino Andrea Carella, che vuole cancellare il ritiro della prima gara e dare continuità al podio nella CRZ conquistato al Ciocco con Enrico Bracchi sulla Skoda Fabia Evo. Vuole prendere ritmo anche Alessandro Gino, che insieme a Daniele Michi si appresta al suo secondo rally sulla Fabia R5, come il trevigiano Rudy Andriolo di nuovo presente insieme a Manuel Menegon, Paolo Benvenuti con Jasmine Manfredi e il ceccanese Stefano Liburdi navigato da Andrea Colapietro, tutti armati della vettura ceca.

Diversi anche i rientri in scena tra le fila del CIWRC. Vecchie conoscenze che hanno spesso fatto bene a San Martino, molto quotati anche per la lotta nella 3^ Zona come Efrem Bianco, su altra Fabia R5 e Matteo Daprà sulle strade di casa al volante di i20 NG, quindi l’immancabile driver di San Martino Pierleonardo Bancher, anche lui sulla vettura boema.

Alla flotta di vetture R5 si aggiungono 10 equipaggi in gara sulle Super 1600. L’uomo di punta è ancora Roberto Vescovi, che è ripartito da leader di classe insieme a Giancarla Guzzi sulla sua Renault Clio. Anche stavolta dovrà vedersela con diversi rivali tra i quali il bresciano Ilario Bondioni con Sofia D’Ambrosio, anche loro già presenti nel cuneese sulla Clio.
Sarà affollata come sempre la classe R2. Attesi in 13 allo start, tra i quali molti giovani interessanti come il trentino Fabio Farina su Peugeot 208, già visto all’opera nel CIR, impegnato stavolta sulle strade amiche. Quindi il vicentino Andrea Scalzotto, che proverà il salto di categoria sulla piccola vettura del Leone oltre al ritorno in Campionato del bresciano Gianluca Saresera e Rizziero Zigliani, già protagonista un anno fa su 208.

Diversi giovani hanno risposto alla chiamata del San Martino anche in classe R1. Il valtellinese Nicolas Parolaro su Ford Fiesta, il veronese Paolo Strabello su Suzuki Swift e il vicentino Nicola Cazzaro su Clio, anche lui presente nei primi appuntamenti del CIR.

Più di 100 iscritti al Rally del Tirreno, ma la gara rimane a porte chiuse

Gran numero di adesioni riscosse nel primo evento post lockdown in Sicilia, la 17° edizione del Rally del Tirreno. La gara della Top Competition, classico appuntamento dell’estate sportiva siciliana, vedrà al via 85 concorrenti fra le vetture moderne e 18 fra le storiche.

Reduci da una buona prestazione sugli asfalti europei del Rally di Roma Capitale, partiranno con il numero ‘1’ sulle portiere partiranno i palermitani, portacolori della Island Motorsport, Alessio Profeta e Sergio Raccuia al volante della fida Skoda Fabia R5, seguiti dal giovane Ernesto Riolo, per l’occasione affiancato dall’esperto Gianfranco Rappa, al secondo rally sulla Peugeot 208 R5. Sempre tra le auto a trazione integrale, immancabile presenza nella gara di casa per il messinese Angelo Di Dio navigato da Antonio Marino sulla Mitsubishi EVO X.

Anche il piemontese VM Motor Team si prepara ad una trasferta impegnativa del Rally del Tirreno, con l’equipaggio formato da Daniele Ferroto e dal navigatore siciliano Franco Schepis impegnato al Rally del Tirreno. La gara valida per il Challenge Rally zona 8 si correrà in notturna, con il via allo scoccare della mezzanotte di domenica 9 agosto ed arrivo previsto per le 8.30, dopo sei prove speciali ed un totale di 57 chilometri cronometrati.

Alti e bassi nello scorso weekend per la scuderia guidata da Moreno Voltan, che torna dal Rally di Alba con un ottimo secondo posto in classe N3 per Claudio Nebiolo e Martina Morosino su Renault Clio. Decima piazza in R2B per Pierluigi Maurino e ed Andrea Bruno su Peugeot 208, mentre sono stati costretti al ritiro Camere – Demartini (Renault clio Super 1.6) e Pollino Sbicego (Peugeot 106 A6). Al Rally di Salsomaggiore Terme Giuseppe Bevacqua e Nicola Berutti hanno chiuso al quindicesimo posto a bordo di una Skoda Fabia R5.

Importanti nomi al Rally del Tirreno anche fra le vetture storiche dove spiccano la presenza dei vincitori del 2° Raggruppamento 2019 Giovanni Spinnato e Fabio Mellina su Porsche 911 nei colori Island Motorsport, ma anche dei corleonesi della Project Team Antonio Di Lorenzo e Franco Cardella che puntano al 3° raggruppamento con la Porsche 911, per il 4° Raggruppamento sarà il cefaludese tricolore Angelo Lombardo, che sulla fidata Porsche portacolori RO-Racing, sarà navigato da Ratnayake Harshana, coequipier dello Sri Lanka. Passa alla potente Porsche 911 di 3° Raggruppamento anche il giovanissimo madonita Pierluigi Fullone con l’esperto Alessandro Failla, dopo i tanti successi in 1° Raggruppamento su BMW.

L’edizione numero diciassette del Rally del Tirreno è stata ampiamente rivisitata per adeguarsi alle stringenti normative anti contagio. Con la cancellazione del triplo passaggio sulla classica ‘Roccavaldina’, il numero di prove speciali scende da nove a sei per circa 57,60 chilometri cronometrati sulle P.S. ‘Colli 4 Strade’ e ‘Rometta’. In contrasto con il Rally di Alba e il Rally Città di Arezzo – Crete Senesi Valtiberina, il Tirreno mantiene un format blindato vietando dunque l’accesso alle prove speciali per il pubblico e parco assistenza aperto solo per gli addetti ai lavori.