Non perderti nessuna notizia sulle corse del Campionato Italiano Rally. Entra e scopri le news sulla tua tipologia di competizione preferita.

Caso Rally di San Marino: la sentenza dice ”Andreucci è innocente”

Giustizia è stata fatta per Paolo Andreucci e Francesco Pinelli a distanza di un mese dal Rally di San Marino: il pilota è innocente, come il copilota, la scuderia e il preparatore. Il ricorso di Paolo Andreucci contro la esclusione al rally di San Marino ha avuto successo e il TNA della FAMS ha ripristinato la classifica di gara in cui figurava al terzo posto (confermandolo così anche al comando del CIRT alla vigilia del Rally Adriatico) restituendo al pilota il deposito cauzionale di 3.000 Euro del ricorso.

Lo avevamo anticipato (in questo editoriale), ma ovviamente non potevamo sostituirci al giudice sportivo. Ucci-Pinelli erano stati esclusi dalla classifica della competizione sammarinese perché in verifica la loro vettura non si era spenta alla prova effettuata con una pallina da tennis. Come noto la squalifica era arrivata alle due di notte in quanto la sua vettura non si spegneva occludendo il foro d’aspirazione – da cui dovrebbe passare tutta l’aria per la combustione – pur in presenza di una flangia verificata regolare. L’appello si è incentrato proprio sul concetto che potesse esserci un’altra fonte incidentale di aria trascurata e in grado di far restare in moto la vettura.

La successiva verifica più approfondita effettuata dal perito ingegner Roberto De Felice a metà settembre sulla vettura – sino ad allora rimasta chiusa in un garage a San Marino – ha confermato la correttezza tecnica dell’operato dei commissari tecnici di gara, ma ha anche indicato che andava approfondito il motivo di questo. E così facendo il perito nominato dalla FAMS ha evidenziato che il mancato spegnimento era riconducibile alla caduta di un O-Ring, innescata dal suo errato montaggio che l’ha probabilmente danneggiata e fatta cadere.

In tal modo si è creato un ulteriore orifizio – senza bypassare la flangia ma a valle del compressore – che consentiva al motore di restare in moto, mentre nel normale funzionamento senza la guarnizione ciò non causava un aumento dell’aria aspirata bensì una perdita anche di prestazioni.

Marquito Bulacia al via del Rally Adriatico accende la sfida

Al via del Rally dell’Adriatico, prova di Campionato Italiano Rally Terra e del Challenge Raceday Ronde Terra, ci sarà anche il giovanissimo pilota sudamericano su cui Meteco Corse ha scommesso per il 2020. Il simpaticissimo Marquito Bulacia transiterà sulla pedana di partenza con la potente Skoda Fabia R5 della Free Rally Team, con cui ha già dimostrato di essere davvero veloce e competitivo, e con gli adesivi di RS e oltre.

La squadra di Marquito Bulacia sta ultimando la preparazione dell’auto con cui, senza false modestie, si punta a giocarsela fino in fondo per un posto importante e… perché no? Giocarsela fino in fondo anche per un titolo che non sembra poi così irraggiungibile. La certezza è che se il CIRT 2019 ha parlato francese – quest’anno Consanni ha deciso di non correre più in Italia – nel 2020 si corre il rischio di aver un CIRT che parli spagnolo. Con influenze lombardo-piemontesi.

A conferma ulteriore, se servisse, di quanto i giovani italiani vadano d’accordo con i rally su terra…

Caso Paolo Andreucci: scoperta la causa

A inizio settimana a San Marino si è aperto il garage in cui era custodita la Citroen C3 R5 del team PRT dopo la squalifica al termine del Rally di San Marino che se confermata priverebbe Paolo Andreucci del terzo posto finale e quindi del primato in classifica generale.

Come noto la vettura non si era spenta “tappando” l’accesso dell’aria al motore attraverso la flangia da 32 mm, verificata come regolare. Il team aveva da subito ipotizzato che il mancato spegnimento fosse dovuto all’ingresso accidentale di aria da un altro punto dell’aspirazione. E a quanto ci risulta la cosa è stata confermata.

L’origine sarebbe una guarnizione del turbo che si è staccata (e pare addirittura ritrovata sulla slitta motore): ciò avrebbe permesso l’ingresso di un minimo di aria, ininfluente sulle prestazioni ma tale da consentire al motore di restare in moto. Ripristinata la guarnizione, la vettura si sarebbe regolarmente spenta.

Visto le nuove normative FIA, che differenziano i provvedimenti secondo tre fasce di gravità, a questo punto è ipotizzabile la revoca della massima punizione. Decisione prima di fine mese in tempo perché prima dell’Adriatico, prossimo appuntamento del CIRT, tutto sia chiarito.

Classifiche CIRT a confronto

Senza squalifica Andreucci

1. Andreucci 25 punti, 2. Campedelli 24, 3. Ceccoli 16, 4. Costenaro e Bulacia 15.

Con la squalifica Andreucci

1. Campedelli 24 punti, 2. Ceccoli 18, 3. Costenaro 16, 4. Andreucci e Bulacia 15.