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Rally Valli Ossolane: toh, chi si rivede…

Daniele Nicolini al Rally Valli Ossolane

Il Vali Ossolane a pochi giorni dal via: l’elenco iscritti è stato pubblicato, le prove speciali già descritte e visionate (sabato scorso ci sono state le ricognizioni), le prime livree spuntano sui social network e nei luoghi di ritrovo iniziano già le “scommesse da bar” su chi sarà il vincitore. Lontani dai riflettori, mescolati in un elenco iscritti che ha toccato ben quota 115 equipaggi, figurano anche due piloti di un certo spessore: Daniele Nicolini e Gualtiero Pastore. Sono due della vecchia guardia, di quelli che non badano tanto all’estetica quanto alla sostanza ed anche per questo motivo, pur non avendo mai vinto una edizione del Valli Ossolane, sono tra i principali beniamini dei tifosi.

Entrambi hanno iniziato le rispettive avventure rallystiche con il Valli Ossolane e da quella loro prima volta non hanno mai perso un’edizione. “Il mio debutto risale al 1985 – racconta Daniele Nicolini: iniziai con una A112 e da allora ho utilizzato tutte le auto possibili ed immaginabili: dalla Ford Sierra alla Renault Clio R3, dalla Honda Civic alla Lancia Delta: non mi sono mai fatto mancare nulla anche perché con quella del prossimo weekend sarà la mia 36° partecipazione!”
“Io invece ho iniziato più tardi pur essendo un suo coetaneo” – replica Gualtiero Pastore, per tutti Walter che sui documenti ha riportato la data 1956. “La prima licenza l’ho staccata nel 1995 usando una Renault Clio Williams gruppo N. Da allora sempre presente!”.

Nicolini, classe 1963, di Valli Ossolane ne ha collezionati molti ma a tre di essi è particolarmente affezionato: “quello dell’esordio, quello del podio sfiorato e quello della prima volta in S1600. Il debutto non si scorda mai e ogni tanto ripenso alle prime prove speciali della mia vita. Poi, ovviamente, non posso dimenticare il 4° assoluto ad inizio anni ’90 con la Sierra due volumi. Che brividi! Invece ricordo le sensazioni che provai quando salii per la prima volta sulla Clio S1600: era il 2002 ed fui il 2° in Italia a portarla in gara dopo l’ufficiale Longhi,: quello fu un momento cruciale perché dalle auto caserecce passai ad una vettura professionale di un team super quale Munaretto: la S1600 era ed è una vera auto da corsa!”.

“Io ho ricordi da più punti di vista: quello da spettatore che ha caratterizzato la prima parte di passione, quella si sponsor ed infine quella di driver. Da ragazzo l’idolo principale era Franco Uzzeni: lui andava maledettamente forte, usava dei bolidi dal rombo assordante quanto affascinante- su tutte le Porsche – ed era una persona alla mano, sempre cordiale: come non tifarlo? Poi ho iniziato a sponsorizzare, tramite la mia Carrozzeria, Piero Longhi; infine la scelta di essere direttamente protagonista. Nel 2006 ho finito in terza posizione sulla Clio Williams: un podio è qualcosa di indescrivibile; si calcoli poi che a parte in una circostanza ho sempre gareggiato con Massimo Tarrano: siamo inseparabili!”.

“Le speciali sono le classiche del Valli sebbene la Montecrestese si faccia in senso invertito rispetto alla tradizione – argomenta Nicolini – così la trovo meno affascinante come del resto lo è la Cannobina che per sottendere alla normative di sicurezza ha tante chicane. Questo però fa parte dei giochi; speriamo che davvero possa arrivare una validità importante perché la gara lo merita; più di così ad oggi è difficile fare per via della scarsità di altre speciali con un chilometraggio sufficiente”.

“Trovo che New Turbomark abbia fatto un buon lavoro – dice Pastore – ed è un peccato che solo tre svizzeri abbiano deciso di prender parte al Valli Ossolane. Si poteva tranquillamente arrivare a 130 auto ma non è un problema; è già una cifra record questa! Sembra di ritornare ai fasti di un tempo nel correre questa gara. Le speciali sono impegnative ed io… ritornerà dopo 11 anni, sula Montcrestese. Dalla tragica edizione 2008 non passo da quelle parti e so che sarà particolare farlo ora perché verranno alla mente amici, ricordi…”.

Ricordi anche più lontani e rievocativi; Nicolini ne cita uno: “sono di Montecrestese, dove ancora oggi ho una concessionaria Hyundai: quando eravamo ragazzi le ricognizioni non erano regolamentate e dal mercoledì ci si trovava sui muretti dell’inversione per vedere chi provava con le vetture da gara. Addirittura c’erano piloti celebri che ogni tanto caricavano un tifoso per fargli provare l’ebbrezza di qualche traverso”.

“Speriamo nel bel tempo: questa edizione, per come è strutturata, merita le migliori condizioni possibili” conclude “il Lumaca”. Gualtiero Pastore e Massimo Tarrano saranno al via con una Renault Clio S1600 del team Erreffe con il numero 35. Sarà invece il 39 il numero di Daniele Nicolini che, con Fabio Ciamparini, utilizzerà una Clio R3C della Gima. Gli anni passano, le colonne restano, con la stessa grinta di sempre!