Le prove speciali del Rally Valli Ossolane

Rally Valli Ossolane: i piloti ci guidano in prova speciale

Al Rally Valli Ossolane, Piero Longhi ci guida in prova. ”Sono passati molti anni dal mio ultimo Valli Ossolane; ricordo che l’Aurano era una speciale proprio differente dalle altre: il misto veloce nel primo tratto si spezzava continuamente con i tornanti a salire. Era un cambio drastico rispetto alle speciali precedenti come ad esempio la Cannobina, decisamente più veloce; questo però è ed è stato uno dei motivi per cui i concorrenti hanno sempre amato il Valli Ossolane; si trova di tutto, dalla salita alla discesa, dal largo veloce allo stretto lento, tornanti spettacolari, inversioni strette e passaggi nei paesini. Un rally tosto per piloti veri”. Inizia da qui, una guida a puntate delle PS del Rally Valli Ossolane.

Ma chi sarà mai questo Piero Longhi? Nato a Borgomanero nel 1965, Piero Longhi è uno dei piloti di maggior successo a livello nazionale ed anche uno dei pochi ad aver svolto la professione di pilota sia in ambito rally che in ambito pista. Il driver di Paruzzaro ha vinto per due volte il Campionato Italiano Rally nel 2000 a bordo di una Toyota Corolla Wrc e nel 2005 su una Subaru Impreza gr.N. Nel 2011 ha vinto il Campionato Sloveno su Skoda Fabia S2000. L’albo d’oro del Valli Ossolane lo consacra per due volte vincitore: nel 1988 con “Swilly” Leonardi su Renault 5 Gt Turbo e nel 1990 con Pietro Carraro su Lancia Delta Integrale.

Ora torniamo al Rally Valli Ossolane suscita un interesse oltre misura nei concorrenti e nel pubblico. Se alcune volte in passato si è dovuti ricorrere alle estrazioni per eliminare gli esuberi, è vero anche che il pubblico ha sempre reso magnifica la cornice di contorno ad una gara ben radicata nel territorio che, per la cinquantacinquesima volta, è pronto ad abbracciare ancora i bolidi del rally.

Da quest’anno poi, l’attesa ha quell’effervescenza tipica delle grandi occasioni frutto di elementi di novità: per la prima volta infatti, sarà la scuderia New Turbomark ad organizzare la corsa ossolana avvalendosi di quella grande esperienza che proprio già al Rubinetto, al Lana e al 2Laghi ha mostrato sul territorio regionale. Venerdì 24 maggio si scioglieranno gli indugi con l’apertura delle iscrizioni che daranno le prime indicazioni attorno alla voglia dei concorrenti di essere al via. Si correrà infatti sabato 22 e domenica 23 giugno prossimi su un tracciato lungo quanto una gara di Campionato Italiano.

Centoventi chilometri spartiti tra le dieci prove speciali di una gara che è disegnata per confermare le alte aspettative di tutti. I tratti individuati dalla New Turbomark sono quelli di Zornasco (5,20km), Cannobina (24), Crodo-Mozzio (9,50), Aurano (12,10) e Montecrestese (9,30). La tappa del sabato non sarà certo un semplice “aperitivo” bensì un succoso susseguirsi di curve… d’altri tempi: a farla da padrone saranno le prove di Aurano e della Cannobina (la più lunga della corsa con ben 24 chilometri per passaggio!) mentre domenica ci saranno due “tris” più brevi ma altrettanto intensi.

I concorrenti non potranno che apprezzare

“Siamo convinti di aver strutturato un rally molto bello che i concorrenti non potranno che apprezzare”, dice Claudio Zagami presidente di New Turbomark. Ora dunque largo alle iscrizioni. Infatti, la scuderia New Turbomark conta già la bellezza di 105 iscritti calcolando che ancora non sono giunte le adesioni dei piloti svizzeri che prenderanno parte al massimo campionato elvetico per cui la corsa è valida. Un successo incredibile che non fa che confermare l’amore e l’attenzione che i concorrenti hanno da sempre verso questa gara che risulta tra le più antiche d’Italia.

Le prove speciali sotto la lente di ingrandimento – Inizia da questo comunicato il percorso di avvicinamento all’edizione numero 55 del Valli Ossolane. Abbiamo interpellato alcuni dei piloti più rappresentativi di questa corsa che sono strettamente legati alla gara: è a loro che abbiamo chiesto di descrivere le speciali di quest’anno. Piero Longhi, Fabrizio Margaroli, Marco Laurini, Erminio Barbieri e Davide Caffoni ci hanno accompagneranno virtualmente sulle strade di Aurano, Cannobina, Crodo-Mozzio, Zornasco e Montecrestese con le descrizioni delle strade e dei loro personali ricordi. La prima “puntata” è focalizzata sulla prima e terza prova, l’Aurano. Allacciatevi le cinture: si parte.

Le prove speciali del Rally Valli Ossolane
Le prove speciali del Rally Valli Ossolane

La guida dei piloti alle PS del Rally Valli Ossolane

PS 1-3 Aurano (12,10 km, sabato 15 giugno, 14:23 e 18:39)

Sempre uguale rispetto al passato, l’Aurano è stata utilizzata anche in occasione del 111’, il rally di “casa mia”; sarà la speciale di apertura del rally e dopo la Cannobina è quella più lunga con i suoi 12 chilometri. La prova inizia da Ramello, frazione di Cambiasca, con un misto veloce che viaggia in costa e che dopo il primo tratto si lascia a sinistra il bivio per Intragna e Gabbio situato su una destra insidiosa. Attraverso il passaggio su alcuni ponticelli stretti si inizia a percorrere un sottobosco nel quale i ritmi sono sempre sostenuti; l’asfalto è in buone condizioni e si arriva a gran velocità ad un altro bivio dove un susseguirsi di “destra-sinistra” è da farsi quasi in apnea. Il ritmo è spezzato da un tornante sinistro che inizia a far crescere i percentili di pendenza della salita che prosegue con un’altra serie di tornanti separati da curve veloci e da non sottovalutare. In totale i tornanti sono ben sedici e quasi tutti abbastanza stretti: conterà molto farli bene per cercare di ripartire al meglio per perdere il minor tempo possibile.

Per il pubblico: Prova ostica per il pubblico: pochi gli accessi come i punti utili per assistere in piena sicurezza. L’inizio prova facilmente raggiungibile da Cambiasca è quello più agevole dove però bisogna selezionare bene la postazione visto che le auto transitano veloci e la carreggiata è stretta con muri e bosco che si affacciano sulla strada impedendo lo stazionamento. Meglio stare nei bivi o nei tornanti nella seconda metà di prova pur considerando che l’accesso è permesso arrivando da Piancavallo.

La prova speciale numero 2 Canobbina

PS 2-4 Cannobina (24,0 km, sabato 22 giugno, 15.47 e 20.03)

Proseguiamo il percorso di avvicinamento all’edizione numero 55 del Valli Ossolane. Dopo aver sentito Piero Longhi che ha raccontato della prova Aurano, è il turno di Fabrizio Margaroli che ci guiderà sulle strade della Cannobina.

La prova è simile ma non uguale al passato: in questa versione non è mai stata fatta – spiega il pilota Fabrizio Margaroli. Si parte da Traffiume, la principale frazion di Cannobio; l’inizio è nuovo: i primi cinquecento metri sono costituiti da una strada veloce e “comune” che portano ad una spettacolare rotonda e da lì ci si immette nella celebre salita che entra nella valle costeggiando il fiume Cannobino che dà nome alla valle. Il primo tratto consiste in una salita dolce almeno fino al decimo chilometro circa, dove iniziava la Prova dello scorso anno. Da lì (bivio di Gurro) aumenta la pendenza. La strada presenta generalmente un fondo regolare ed è rinomata per essere molto veloce e scorrevole. Solo dopo il paese di Lunecco la carreggiata si stringe e regala pochi tornanti: alcuni aperti ed altri secchi. La prova si sviluppa in lunghezza. Finito lo stretto si allarga nuovamente e diventa velocissima con tratti in cui si può quasi arrivare a limitatore: un tornantone destro “immenso” che si fa a velocità sostenuta e addirittura in 2° marcia è situato appena prima delle gallerie, tunnel ben illuminati e nei quali, nonostante le apparenze, la macchina “sta”. Dopo un chilometro di arriva a Finero con uno spettacolare tornante in mezzo al paese sempre affollato di gente. Ancora un altro chilometro e si scollina in località Pian dei Sali e si imbocca una discesa lunga e ripida: ci sono solo due tornanti e per questo, per spezzare le alte velocità medie, gli organizzatori ricorreranno ad alcune chicane: questa + una discesa veramente tosta! Il fine prova è a Malesco all’altezza delle prime case. SI tratta di una prova speciale che richiede i cosiddetti attributi sia per la capacità di guida che per la concentrazione; Anche io meteo la condiziona: se dovesse fare caldo si arriva cotti mentre se dovesse piovere si rischia di rimanere in prova un’eternità. Uno dei “segreti” di questa prova, è quello di cercare di prendere un bel ritmo e capire dove e come cambiarlo: se ci si perde nei cambi ritmo “non se ne esce più” e si perde un sacco di tempo. Sarà la prova che definirà il distacco maggiore anche se penso che pure Aurano influirà sulla classifica.

Per il pubblico: La speciale è accessibile entrando o dall’inizio o dal fine prova. Punti intermedi non ce ne sono anche se a mio avviso è più bella la parte finale. L’aggiunta della rotonda di inizio prova è però un catalizzatore di attenzioni: si è ancora a Cannobio e quindi ci sarà molto pubblico; inoltre la rotonda si percorre contromano e in spazzolata: spettacolo garantito!

Ricordo: Nel 2010 quando ho vinto la prima volta insieme a Conti, ero con una 207 S2000: ero 2° dietro a Canella e mancava solo la Cannobina. Ci siamo buttati a rotta di collo e abbiamo recuperato circa 7” secondi riuscendo a scavalcare l’avversario e ad arrivare primi. L’anno successivo siamo partiti ancora da secondi con solo 2” di gap da Bocchio, abbiamo recuperato un secondo sulla Cannobina ma alla fine abbiamo perso la gara per 1” con grande delusione.

PS5-8 Zornasco (domenica 23 giugno, 8:00 e 14:40)

La prova speciale numero 5 e numero 8, la PS Zornasco, ci viene descritta, spiegata e analizzata da Erminio Barbieri, che ha iniziato a correre nei rally nel 1997 e da allora ha collezionato svariate presenze al Valli Ossolane dove per due volte si è classificato 7° assoluto. Quest’anno gareggerà su una Skoda Fabia R5 del team Balbosca insieme a Sofia D’Ambrosio

Descrizione: Zornasco è la prova più corta del rally: è uno stage “collaudato” fin dagli anni ’90. Alcuni anni fa è stata proposta al contrario con il nome JB17 in onore di Jules Bianchi, pilota di Formula Uno che era da poco scomparso: i suoi nonni risiedevano qui. E’ una speciale che non è troppo tecnica e non sarà nemmeno decisiva visto anche il chilometraggio ridotto; sarà però interessante ed utile ai concorrenti per entrare appieno nel ritmo gara domenicale giacché è il primo crono della giornata. Si parte dall’abitato di Zornasco e si passa per i paesi di Craveggia, Toceno e Crana. E’ una prova molto larga e veloce che privilegia gli amanti delle traiettorie. Salendo si trovano solo tre tornanti ed un’inversione: sono comunque ampi e chi vuole fare spettacolo lo fa a suon di freni a mano. Nei pressi del cimitero di Craveggia ci sarà una “variante”: si entrerà in un piazzale dove verrà allestita una mini gimkana prima della re-immissione sulla strada classica. Finite queste curve c’è un lunghissimo rettilineo che sarà spezzato da due chicane; suggestivo il passaggio dal paesino di Vocogno contraddistinto dal fondo in pavé: lì la strada è stretta; da Toceno si scende con curve e controcurve decisamente veloci su carreggiata larga. I distacchi saranno contenuti come storicamente è sempre accaduto. La speciale per come si presenta è tutta in piena sicurezza e sono pochi gli interventi di chi lavora per allestire il percorso al fine di preservare l’incolumità di pubblico e partecipanti.

Per il pubblico: Passando da Prestinone è possibile andare all’inversione di Craveggia situata dopo circa un chilometro e mezzo dalla partenza. Sempre da Prestinone, a piedi si arriva nella parte centrale della “piesse” sul rettilineo che congiunge Toceno con Craveggia. Il fine prova a Crana è raggiungibile da Santa Maria Maggiore.

Il mio ricordo: Sono di Santa Maria Maggiore e questa è sicuramente la prova di casa. Spesso è stata affollata da molto pubblico. Siccome è stata usata alcune volte come prova d’apertura e solitamente si partiva il sabato sera, la Zornasco è stata la prova nella quale ho corso per la prima volta con la fanaliera supplementare. Ricordo la suggestione di salire tra ali di folla con il fascio luminoso a perforare il buio della notte!