Il Rally MonteCarlo Historique non partiva da Milano dagli anni Trenta

Rally MonteCarlo Historique: dopo quasi 90 anni, il via da Milano

C’è anche un grande impegno della Scuderia Milano Autostoriche nel ritorno in Italia della partenza della ventiduesima edizione del Rally MonteCarlo Historique. Era dagli anni Trenta che il rally più famoso del mondo non partiva dal capoluogo lombardo. Ai tempi la prima tappa di concentrazione della gara prendeva il via da molte di più delle attuali sette città europee per l’avvicinamento al Principato dove affrontavano prove di abilità e di velocità. Non deve meravigliare quindi che in quelle edizioni degli anni ruggenti avessero preso il via dalla “madonnina” lombardo solo tre sparute vetture.

Oggi, col rally storico, è tutto diverso: da Milano muoveranno venerdì sera 1 febbraio 2019 addirittura 65 equipaggi, a cui si aggiungono altre 20 vetture che avranno preso il via il giorno precedente da Atene per raggiungere la città meneghina, e che da qui si accoderanno al lungo primo trasferimento della gara di quasi 900 chilometri. In contemporanea con Atene e Milano, altre vetture inizieranno il loro percorso di concentrazione da Glasgow, da Bad Homburg in Germania, da Barcellona, da Reims in Francia e da Montecarlo stessa, per convergere tutte assieme nella mattinata di sabato 2 febbraio a Buis de Baronnies, nel Drome Provenzale, per dare inizio alle 15 prove di selezione che, dopo 4 giorni e oltre 2500 chilometri di gara, assegneranno l’alloro del vincitore del XXII Rally MonteCarlo Historique ad uno soltanto dei 330 equipaggi al via.

L’impegno della Scuderia Milano Autostoriche, unico team vincitore quattro volte del MonteCarlo Historique, di cui tre volte consecutive nelle ultime tre edizioni, in concerto con l’Automobile Club Milano, sempre attento a valorizzare le competizioni di alto livello sul suo territorio di competenza, ha fatto sì che gli organizzatori dell’Automobile Club Monaco mettessero di nuovo in elenco Milano, assegnandole un ruolo di prestigio con un elevato numero di posti a disposizione per la partenza. Ottantacinque auto costruite tra il 1955 e il 1980, il 1° febbraio, saliranno sul palco di partenza posizionato a ridosso della sede milanese dell’Automobile Club per iniziare la lunga maratona invernale sulle Alpi francesi.

La partecipazione italiana, come di consueto di altissimo livello quanto a piloti e vetture, è sempre molto consistente, con oltre 40 equipaggi al via. Lo scorso anno proprio Gianmaria Aghem e Mauro Cumino sulla Lancia Fulvia Coupé della Scuderia Milano Autostoriche si aggiudicarono la classifica assoluta, bissando il successo del 2015 di Peter Zanchi e Giovanni Agnese sulla Golf GTI sempre con i colori del sodalizio milanese, che a loro volta rinverdirono il trionfo degli altri alfieri meneghini Mario Sala e Maurizio Torlasco con la Porsche 911 nel 2011.

La Milano Autostoriche si ripresenta anche quest’anno in blocco alla partenza della sua città con due squadre agguerrite, facendo affidamento sui migliori specialisti della categoria, dai vincitori del 2015 Zanchi-Agnese su Lancia Fulvia HF a Aiolfi-Zambianchi e Senna-Moretti su Lancia Beta Coupé, da Marcattilj-Giammarino su Triumph TR2 a Schon-Merenda sulla stessa Lancia Beta Montecarlo con cui corsero il “Monte” a metà anni Settanta, da Bergamaschi-Soffritti su VW Maggiolone ex-works a Fontanella-Scrivani su Fiat 128 Rally, da De Angelis-Sisti su Ritmo 60 a Kofler-Gaioni sulla piccolissima Steyer Puch 500, e poi ancora Bugatti-Bugatti su Ford Escort Mexico, Bertolini-Bertolini e Canella-Arena su Lancia Fulvia Coupé, Cabella-Corinti su Triumph TR3, Angelino-Angelino su Fiat 131 Racing, Venturelli-Venturelli su Porsche 911, Mattioli-Pensotti su Fiat 124 Abarth, Laura-Risso su A112 Abarth, Bicciato-Mattiuzzi su Renault Dauphine, per un totale di diciotto macchine, cioè quasi la metà dei concorrenti italiani.

La Fiat Ritmo del 1978 allestita dalla Promotor

La Fiat Ritmo del 1978 allestita dalla Promotor

Tra gli oltre trecento iscritti del ventiduesimo Rally MonteCarlo Historique, in programma dal 30 gennaio al 6 febbraio 2019, ci saranno anche due equipaggi portacolori della Promotor Classic e del Club Officina Ferrarese: Alessio De Angelis con Sergio Sisti e Roberto Angelino con il figlio Edoardo prenderanno il via della lunga maratona invernale a bordo di una Fiat Ritmo del 1978 e di una Fiat 131 Racing del 1979, entrambe preparate e allestite dalla Promotor Classic di Ferrara. Due vetture scelte non caso, ma come tributo alla storia dell’automobilismo sportivo italiano che nei rally ha scritto le sue pagine più entusiasmanti.

Nel Rally MonteCarlo 1980, ad esempio, al volante di una Ritmo della squadra ufficiale Fiat, il grande Attilio Bettega segnò il miglior tempo assoluto nella prova speciale – completamente innevata – del Col de Turini, battendo vetture molto più prestazionali come le Fiat 131 Abarth, Lancia Stratos, Porsche 911 e Opel Ascona. La 131 Abarth, invece, ha conquistato tre titoli mondiali rally nel 1977, 1978 e 1980.

Anche il team ferrarese punta a prestazioni di rilievo in questo MonteCarlo Historique 2019, in particolare da parte del duo De Angelis-Sisti: l’uno, pluricampione italiano di Rally Raid, l’altro già vincitore della Mille Miglia rievocativa e campione italiano di regolarità. I due specialisti sono pronti per il grande slam sulle prove speciali del “Monte-Carlo”, che affronteranno insieme per la quarta volta consecutiva. Quest’anno, però, c’è ancora più voglia di riscatto dopo una vittoria sfiorata nell’edizione 2018, quando l’equipaggio ha occupato la quarta posizione assoluta fino alle ultime prove sul Col del Turini, bloccati poi da un altro concorrente che ha fatto ritardare tutti quelli in coda.

Le due vetture sono state allestite specificatamente per l’evento, che di fatto inaugura la stagione sportiva 2019. Una preparazione ad hoc per poter affrontare gli oltre 5.000 chilometri del percorso di gara con l’incognita delle condizioni meteo: sulle montagne francesi si può trovare asciutto, pioggia, e spesso neve e ghiaccio. Per questo diventa fondamentale anche la preparazione pre-gara con le ricognizioni del percorso e la sistemazione dei punti di assistenza: proprio come accadeva nei più avventurosi rally d’antan.

Dopo oltre 2500 chilometri di gara, 15 prove di selezione cronometrate, una innumerevole serie di passi alpini da superare nelle più imprevedibili condizioni climatiche invernali, i superstiti dei trecento e trenta partiti dalle 7 città europee concluderanno finalmente la loro fatica all’alba del 6 febbraio sul porto del Principato dopo aver percorso l’ultima famosissima e impegnativa prova del Col de Turini, la prova icona del Rally MonteCarlo.