Approvate le date dei calendari gare

Rally e Covid-19, Fase 2: Aci Sport presenta il piano sanitario

Il 4 maggio 2020 si entrerà nella Fase 2. Un parziale allentamento delle misure di contenimento previste dall’inizio del lockdown per la pandemia di coronavirus. Nella videoconferenza stampa del 26 aprile 2020 del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sono state annunciate le principali novità in vigore dal 4 maggio in poi. Anche i rally, inizialmente quasi inavvertitamente, passano dal lockdown totale ad una riapertura molto graduale. Aci Sport e Federazione Motociclistica Italiana, congiuntamente, presentano oggi pomeriggio (28 aprile) al CONI, il nuovo piano sanitario per fare ripartire le competizioni tutte, siano esse su strada o in autodromo.

In particolare, per quanto riguarda l’attività “sportiva e motoria”, il presidente del Consiglio dei Ministri ha spiegato che: “Per consentire una graduale ripresa delle attività sportive, saranno consentite dal 4 maggio le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionali dal Coni e dalle federazioni, ma solo nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, evitando assembramenti. Dunque allenamenti a porte chiuse per le discipline individuali”.

Si ampliano anche le distanze consentite per poter svolgere le attività motoria e sportiva, dunque non sarà più obbligatorio restare “in prossimità” della propria abitazione: “Ora per fare attività fisica ci si potrà allontanare dalla propria abitazione – ha aggiunto il premier – ma rispettando la distanza di almeno due metri dalle altre persone se si tratta di attività sportiva più dinamica, mentre basterà un metro se si tratta di semplice attività motoria”.

Sembrerà poco, ma se viene permesso di scaldare i muscoli, è perché nei programmi si tornerà a competere. Cosa potrebbe minare questo processo apparentemente lineare? Un’ondata di ritorno nei contagi. Un nuovo picco. Con certezza matematica, il mese di maggio sarà un mese di rinvii e annullamenti. In Friuli, molte gare stanno decidendo se passare direttamente al 2021. Tra queste il Rally delle Alpi Orientali, ma l’organizzatore dice che la gara si farà.

In Veneto, il Bellunese è stato rinviato ma si teme l’annullamento. In Puglia stessa sorte è toccata al Salento, prova del CIWRC. E la stessa cosa pare destinata a succedere in altre regioni, come Piemonte, Toscana, Emilia… Rinvii che diventeranno annullamenti sono previsti anche nel mese di giugno, che però verso la fine, dovrebbe invece regalare la prospettiva della ripartenza, che non si esclude entro metà luglio. Il tutto si fonda, come avevamo anticipato, sul fatto che i rally non sono classificati come uno “sport di contatto”. Ovviamente, questo è solo l’aspetto burocratico.

Diverso è poi confrontarsi con realtà locali e problemi che il Covid-19 ha innescato. La crisi economica genera grande incertezza su tutti i mercati e gli sponsor sono al momento latitanti. Quindi, chi riuscirà ad organizzare gare? In pochi e certamente poche. Una stima non ufficiale vede oltre il 70% delle gare messe a calendario a rischio di non effettuazione. Non a caso, Aci Sport sonderà gli organizzatori e inserirà nel nuovo calendario solo le gare che, per disponibilità economica e territoriale, riusciranno a garantire la regolare disputa. Le altre passano alla prossima stagione conservando validità e coefficienti.

Cosa prevede il piano di Aci Sport

Se, come si spera, andasse tutto bene in base a quanto dichiarato dal presidente del Consiglio nel corso della stampa sulla Fase 2 – dal 4 maggio 2020, rispettando le debite distanze, si potrà tornare in sella per svolgere attività motoria e sportiva individualmente in bicicletta anche lontano da casa, fermo restando il divieto di uscire fuori dai confini della propria Regione e rispettando – città per città – le ulteriori disposizioni dei sindaci che potranno emanare ordinanze ad hoc per quanto riguarda l’accesso a ville, parchi pubblici e aree verdi per evitare assembramenti e/o in caso di necessità contingenti.

Da qui si dovrebbe passare ad una fase successiva (Fase 2/B?) in cui rientreranno anche le corse. Secondo il piano sanitario stilato da Aci Sport e FMI, con un casco integrale e il sottocasco si potrà evitare l’uso della mascherina. Agli ufficiali di gara sarà aggiunto anche l’uso della visiera, oltre che della mascherina e dei guanti. In sintonia con il concetto di “gara a porte chiuse”, grosse modifiche per partenza, arrivo, parco assistenza, verifiche, prove speciali. E si cercherà di ridurre il numero di persone sin qui coinvolte attraverso il ricorso all’informatica (ma dovranno essercene di nuove per i controlli).

Saranno invece ancora proibiti gli sport di squadra tranne per i professionisti e per gli atleti di interesse nazionale, quindi niente calcio, calcio a 5, volley, basket, pallanuoto, rugby, baseball, softball, pallamano e simili. Anche il nuoto in piscina sarà off-limits, anche se si sta pensando, come per il calcio, ad una deroga per i grandi campioni. Nel nuovo Decreto non se ne fa cenno, ma sembra probabile che la data per l’ok agli allenamenti per questi sport possa essere il 18 maggio, dopo l’uscita di un nuovo DPCM.

Anche gli sport che prevedono un contatto fisico, come judo, karate, taekwondo, lotta ed arti marziali in genere non saranno ancora permessi, insieme a tutte le attività che prevedono l’uso di strutture al chiuso come palestre, centri fitness, centri benessere, piscine e simili. Anche in questo caso al momento non è stata ipotizzata nessuna data per la loro riapertura, che potrebbe slittare a dopo l’8 giugno.