Thierry Neuville, Rally di Croazia 2021

Rally di Croazia verso il WRC 2022 e 2023: manca la firma

Il Rally di Croazia, o Croatia Rally, è stato promosso a pieni voti dalla FIA e dal Promoter WRC che, pur non potendo ammetterlo pubblicamente, è stato affascinato dal fiume di pubblico che si è riversato ovunque. Ma a convincere tutti sono state le difficoltà tecniche regalate ai piloti, che le hanno tradotte in spettacolo, da questa competizione. Promosso significa che la gara balcanica resterà nel calendario WRC fino al 2023 incluso.

Di dubbi ce n’erano pochi, in realtà, anche se a pesare un tanto al chilo la situazione che stiamo vivendo con la pandemia, da cui presumibilmente inizieremo ad uscire solo nel 2002. Dunque, il Croatia Rally tornerà sia nel 2022 che nel 2023. A confermarlo direttamente il presidente del Comitato organizzatore Daniel Šaškin, che ha rivelato: “Sul tavolo c’è già un accordo biennale”. Manca solo la firma”.

“Per noi è fondamentale avere la certezza di essere inseriti nel calendario WRC in modo da poter poi lavorare sereni – spiega Daniel Šaškin –. È incredibile che ci sia stata offerta quest’opportunità ancor prima della valutazione finale dal parte della WRC. Direi che l’esame è stato superato a pieni voti. Gli apprezzamenti stanno arrivando da ogni dove, dai piloti ai giornalisti passando per gli addetti ai lavori. È una soddisfazione immensa”.

Ma in tutto ciò c’è un aspetto politico molto importante. Infatti, “il futuro del Croatia Rally è in mano allo Stato. Abbiamo bisogno di un supporto concreto e diretto. Quest’anno il Ministero del Turismo e dello Sport ha stanziato 1,5 milioni di kune per finanziare l’evento e ne siamo riconoscenti, ma d’ora in avanti quest’importo dovrà essere nell’ordine degli euro”.

“Ogni giorno lungo il percorso c’erano disseminate 50 mila persone. Se non ci si fosse messa di mezzo la pandemia saremmo arrivati anche a mezzo milione”, ha sottolineato Šaškin, citando come esempio il Rally del Portogallo che viene seguito dal vivo mediamente da oltre 900 mila appassionati, generando quindi un indotto pari a circa 70 milioni di euro.