Gatti-Mori all'Appennino Reggiano 2018 nella foto di Massimo Carpeggiani

Rally Appennino Reggiano: la carica dei 106 tra IRCup e nazionale

Quota cento(sei) fa deflagrare la febbre a quaranta per il Rally Appennino Reggiano. Sono infatti 106 gli iscritti alla 40° edizione del rally organizzato da Grassano Rally Team in sinergia con Automobile Club Reggio Emilia: riscontro di grande rilievo – risale al 2001 l’ultima occasione nella quale la gara reggiana andò in tripla cifra –, al quale si abbina l’elevato tasso qualitativo dei concorrenti che hanno deciso di sfidarsi nella prima prova della International Rally Cup 2019.

Ad alimentare l’attesa per la corsa che scatterà dal centro di Reggio Emilia sabato 6 aprile alle 15.01 è la presenza di alcuni big del rallysmo tricolore e di un po’ tutti i migliori piloti locali (sono 32 i piloti targati Reggio Emilia): un mix esplosivo che promette d’infiammare il prossimo fine settimana. E che rende il pronostico un autentico rompicapo, con almeno quattro gli equipaggi fortemente indiziati di giocarsi il gradino centrale del podio. Il giovane talento varesino Damiano De Tommaso, affiancato dalla pugliese Giorgia Ascalone su una Skoda Fabia di classe R5, va a caccia del terzo sigillo di una carriera fulminante (lo scorso anno ha vinto i titoli italiani Junior e Due Ruote Motrici) ma anche per presentare il proprio biglietto di visita all’esordio nella International Rally Cup.

Il ventitreenne di Ispra dovrà fare i conti con i lariani Alessandro Re e Mauro Turati (pure su Skoda Fabia), già splendidi protagonisti della passata edizione della IRCup e con gli altri comaschi Porro-Cargnelutti (Ford Fiesta – WRC), pure loro volti nuovi nella serie dedicata ai rally Internazionali su asfalto; non meno ambizioso il rubierese Antonio Rusce (sempre con il lucchese Sauro Farnocchia), che non ha resistito alla tentazione di tentare il bis del brillante successo colto nella gara di casa due anni. Rusce correrà con l’attesa Volkswagen Polo (R5), apparsa molto competitiva all’esordio sulle strade italiane.

Puntano ad inserirsi nella bagarre al vertice anche gli altri locali Tosi-Del Barba (Skoda Fabia), desiderosi di riscattare l’amaro epilogo della passata edizione dell’Appennino e mostratisi decisamente in palla nella prima uscita stagionale. Da seguire le restanti vetture della classe regina al via (entrambe Ford Fiesta), affidate ai parmensi Federici-Bardini e Rabaglia-Mometti, ma anche l’altra Polo degli aretini Cresci-Ciabatti e le Skoda Fabia dei modenesi Riccardo Gatti (con il reggiano Marco Mori) e Paolo Zanni (con Faustino Mucci). Questi ultimi due sognano di ripetere la superba prova del 2018, conclusa sul podio di San Polo d’Enza. Altre quattro Skoda Fabia vedranno impegnati i lombardi Roncoroni-Brusadelli, gli estrosi siciliani Di Benedetto-Longo, i liguri Giacobone-Cicognini ed i piemontesi Guerra-Salinetti.

Promettono di calamitare l’attenzione anche altri due locali: Ivan Ferrarotti (che dividerà la Renault Clio R3T con il bresciano Manuel Fenoli) sfrutterà le strade di casa come ultimo banco di prova prima di tuffarsi nella nuova sfida francese, mente Marco Belli (con il pavullese Andrea Albertini su Mitsubishi Evo X – R4), alla trentunesima partecipazione consecutiva all’Appennino Reggiano, ha tutte le carte in regola per recitare un ruolo da protagonista.

Duelli interessanti in vista in un po’ tutte le altre classi, fra le quali svetta la R2B: venti le vetture ai nastri di partenza, per lo più Peugeot 208 impegnate nel competitivo trofeo monomarca 208 Rally Pro proposto dalla casa del Leone: qui, il pisano Michele Rovatti (con alle note il bolognese Matteo Cavicchi) è il grande favorito della vigilia.

Trentotto gli equipaggi iscritti al rally Nazionale che scatterà in coda all’Internazionale. Sei le vetture di classe R5 previste al via, tra le quali la Peugeot 208 del matildico Roberto Vellani e del pavullese Luca Amadori recitare il ruolo dell’auto da battere. Principali rivali dovrebbero essere le Skoda Fabia dei parmigiani Castagnoli-Minetti e del modenese Alex Beggi (con l’aretino Filippo Alicervi) e la Hyundai i20 degli altri ‘canarini’ Rossi-Gozzo. Molto interessante il ritorno all’azione di Davide Gatti, con Maurizio Barone su una Mitsubishi Evo X di classe R4.

Tra gli spunti più interessanti si segnalano i due esordienti ‘eccellenti’: il rally Internazionale proporrà l’ex crossista di Carpineti Matteo Bonini (per anni protagonista nel Mondiale motocross, nel quale ha corso in squadra anche con Tony Cairoli, nonché pluricampione italiano di motocross e supercross), che correrà con la parmense Giancarla Guzzi su Renault Clio (R3C); la corsa Nazionale vedrà in azione l’ex motonauta di Calerno Lorenzo Grossi (vice campione del mondo negli anni 90 e più volte secondo nella F2 tricolore).

Come sempre, Grassano Rally Team ha progettato la gara dando particolare risalto alla sicurezza: in questo senso, al solito, si è lavorato in simbiotica sinergia con il direttore di gara Simone Bettati. Ogni postazione dei commissari di percorso sarà dunque dotata di un estintore e sarà in contatto diretto con la direzione gara, per consentire una più immediata reazione in caso di emergenza. Il piano sicurezza prevede anche la protezione dei punti potenzialmente pericolosi (alberi, guard-rail ed altri tipi di ostacoli). Non meno importante notare la capillare presenza dei commissari di percorso sulle prove speciali: le postazioni saranno dislocate a non più di 200/250 metri l’una dall’altra.

L’argomento sicurezza introduce un altro aspetto decisamente interessante. Avete idea di quante persone lavorino dietro le quinte di questo 40° Rally Appennino Reggiano? ‘Beh, siamo oltre le trecento unità. La parte del leone la fanno proprio i commissari di percorso, circa 240 presenti suddivisi sulle quattro prove speciali, poi vi sono 10 verificatori sportivi, 4 verificatori tecnici, 4 commissari sportivi e 2 commissari tecnici, senza dimenticare i 2 direttori di gara. I ‘leoni’ della CEA (specialisti antincendio) saranno 6, poi ci sono i numerosi operatori del 118 (14 le ambulanze dislocate sul percorso, con altrettanti medici rianimatori a bordo, più gli infermieri). Infine, ma non ultimi, i preziosi volontari: una cinquantina circa’, spiegano gli organizzatori.

Sabato si accenderanno finalmente i motori: dalle 8 alle 12 si svolgerà lo shake-down (prove con auto da gare su un tratto di strada chiuso al traffico (dalle 7.30 alle 12.30); in particolare, l’interruzione interesserà la provinciale 73 dalle vicinanze del centro di San Polo alla frazione di Sedignano. Le auto affluiranno poi tra le 12.30 e le 13.30 in piazza della Vittoria, nel pieno centro di Reggio Emilia. Nell’ora e mezza che intercorrerà da questo momento alla partenza dal rally (15.01), sul palco partenza si alterneranno le autorità locali ed alcuni degli equipaggi più rappresentativi della storia della gara, con i quali si darà vita ad un amarcord per celebrare le prime quaranta edizioni dell’Appennino Reggiano: un succoso antipasto che scalderà gli animi dei presenti.

Dalle 15.01, poi, via alle due gare, con la disputa delle prime quattro prove speciali; la prima giornata di gara terminerà, per il primo equipaggio, alle 21.36, con l’ingresso nel riordino notturno di Ciano. Domenica, il rally riprenderà alle 7.20 per dare vita alle restanti sei prove speciali (quattro per la gara Nazionale, che terminerà alle 16). La bandiera a scacchi, in via 24 Maggio a San Polo d’Enza, alle 17.46. La direzione, la segreteria e l’albo di gara saranno situate presso la Sede dell’Associazione Alpini di Canossa (via dei Martiri 1/1, nelle vicinanze dei riordino), mentre la sala stampa sarà ubicata presso il Comune di San Polo d’Enza (via IV Novembre).