RS settembre

Problemi in PS: dammi solo 1′, anzi 2′

Da ben più di un anno – parlando con i piloti e i copiloti, che di solito incontro durante le verifiche, perché in quelle occasioni si ha ancora modo di parlare senza le tensioni della gara, io e i miei colleghi sentiamo continue lamentele sui rischi che si corrono, sovente, in prova speciale: abbiamo voluto approfondire la richiesta corale della concessione dei 2 minuti tra la partenza dell’ultimo equipaggio di una determinata classe e quella del primo di una classe superiore.

Il numero di RS che state per sfogliare è davvero tutto nuovo, ma mantiene il vecchio prezzo di copertina di 5 euro, nonostante i continui aumenti di costi che stiamo sostenendo. Di questo devo ringraziare i nostri sostenitori e il nostro editore. Vi eviterò volentieri discorsi sulla “fragranza” della carta e sul “profumo” dell’inchiostro (comunque inebriante come quello della benzina) e andrò diritto al punto: dopo 13 anni, il nostro giornale aveva bisogno di cambiare veste (solo parzialmente rinnovata in precedenza), dopo aver radicalmente modificato molti dei suoi contenuti tra il 2021 e il 2022. Studiando la nuova impostazione abbiamo applicato anche determinate richieste che ci erano pervenute da alcuni di voi. Non è stata una sfida facile, ma speriamo di essere riusciti a soddisfare le vostre esigenze coniugando più fattori: leggibilità, sportività, eleganza, dinamismo e modernità. Sarete voi, come sempre, a giudicare il nostro operato. E al vostro giudizio ci rimettiamo.

Non solo grafica, ovviamente, ma contenuti. Da ben più di un anno – parlando con i piloti e i copiloti, che di solito incontro durante le verifiche, perché in quelle occasioni si ha ancora modo di parlare senza le tensioni della gara, io e i miei colleghi sentiamo continue lamentele sui rischi che si corrono, sovente, in prova speciale: abbiamo voluto approfondire la richiesta corale della concessione dei 2 minuti tra la partenza dell’ultimo equipaggio di una determinata classe e quella del primo di una classe superiore. Il perché è noto anche ai sassi: in genere, si fa partire ultimo il meno veloce di una classe e, quindi, 1 minuto dopo si fa partire il primo (in genere il più veloce) della classe superiore (dove corrono vetture più potenti). Quindi, in PS si rischia di acchiappare chi ti è davanti. E spesso lo si acchiappa, rischiando molto e lasciando 6 litri di liquidi nella tuta ignifuga. Ve lo raccontiamo con un importante corredo fotografico, abbinato ad alcune delle più rappresentative testimonianze che abbiamo raccolto. L’auspicio è che si faccia qualcosa o da un punto di vista regolamentare o usando il buon senso, e in questo ultimo caso mi rivolgo ai direttori di gara.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Simone Campedelli, che finalmente è tornato a correre e a vincere in Italia, dopo una non breve pausa anche condivisibile. E abbiamo voluto accendere i riflettori sulla Sardegna, afflitta da una situazione kafkiana. Piena zeppa di appassionati, di splendida terra e magnifici paesaggi, sede di test dei team del Mondiale Rally e di eventi unici, come il Rally Italia Sardegna e le gare iridate off road, ma la stagione rallystica per i sardi parte realmente ora, tranne che per quei pochi fortunati che hanno trovato il budget per disputare a maggio la prova italiana del WRC. Tra l’altro, un numero di gare di poco superiore alla metà delle dita di una mano. In un contesto come questo, se gli organizzatori del Rally Terra Sarda avessero chiesto di poter organizzare un rally da 60 chilometri al sabato e un altro da 60 chilometri alla domenica, bisognava dire subito di sì. Lo hanno chiesto, ma alla fine non se n’è fatto ugualmente nulla.

Affettuosamente