La Peugeot 208 R2B

Preparatori organizzatori e scuderie: pronti ma fermi

Il presente preoccupa, il futuro fa paura. Ma da Nord a Sud, isole incluse, c’è voglia di ripartire, di rimboccarsi le maniche. È stato un incidente. I rallysti ci sono abituati. A condizione che si riparta. È quanto emerge da una nostra “inchiesta” che ha coinvolto tantissimi preparatori, noleggiatori, organizzatori e scuderie ai quali abbiamo posto tre domande. La prima: cosa hai ricevuto, sino ad ora, da Governo e federazione per affrontare l’emergenza coronavirus?

La seconda: cosa ti aspetti e di cosa avresti bisogno in questo momento? La terza domanda: di cosa c’è bisogno, secondo te, per la ripartenza del settore? La vita e le abitudini che credevamo consolidate, sono state improvvisamente stravolte. Le mura domestiche sembrano solo apparentemente un rifugio sicuro. La TV, i giornali e i social sono gli unici strumenti per capire un presente confuso, fatto di ignoranza, paura, solidarietà e immancabili cattiverie o furbate.

È più importante che mai capire il presente, leggere e interpretare gli stati d’animo delle persone, altrimenti non si può riuscire a tratteggiare il futuro che, per certi punti di vista, fa ancora più paura. I rally stanno pagando un prezzo altissimo. Eventi cancellati, altri immaginando un domani ancora difficile preventivamente rinviati. Un calendario da ridisegnare ma con tre o al massimo quattro mesi disponibili, se va bene.

E una speranza: che nel 2021 un calendario ci sia davvero. Il motorsport non è solo spettacolo e divertimento e si tocca con mano che, attualmente, è in sofferenza e guarda al futuro con grande preoccupazione, scetticismo e speranza. Perché c’è bisogno di sperare. In questo momento più che mai.

Nord

Friuli

MARCO DE CECCO, FRIULMOTOR

“Abbiamo annullato due mesi di lavoro e chissà a quanto altro dovremo rinunciare: abbiamo cinque vetture in officina: due Hyundai R5, una Peugeot R5, una R2 ed una Focus WRC. Dovevamo disputare un buon numero di programmi ma ora… Per un mese ce la possiamo cavare ma non sappiamo quanto potrà durare questa pausa: è per questo che abbiamo fatto richiesta per la cassa integrazione dei nostri dipendenti. Ci siamo informati per eventuali finanziamenti o prestiti ma non si riesce a capire: quel che è certo è che hanno speso molte parole fino ad ora ma in quanto a fatti i procede molto a rilento. Per quanto riguarda Aci Sport, nessuno si è fatto vivo: solo la fiduciaria friulana ci ha contattato per dire che stavano valutando il da farsi ma poi più nulla. Oggettivamente la situazione è difficile ed imprevedibile per tutti e la gestione non è per nulla semplice, basti vedere come le disposizioni vengono annunciate o cambiate da un giorno con l’altro. La speranza è che qualcuno si attivi. Aspettative non ne ho; ho solo speranze e cioè che si risolva tutto rapidamente altrimenti prevedo brutte conseguenze sia in ambito lavorativo che sportivo. Molti sponsor si tireranno indietro quindi, ammesso di ripartire, la domanda è: come? Aci Sport non può certo restituirci i capitali persi o il lavoro non svolto, questo è ovvio. Credo che per ripartire correttamente si dovranno agevolare gli organizzatori: so che molte spese federali gravano su di loro e se vogliamo riprendere con le corse dobbiamo aiutare chi le organizza, nella la speranza, magari, che riducendo loro i costi possano calare anche le tasse di iscrizione per i concorrenti. Noi siamo stati contattati per la proposta di gare in circuito e l’abbiamo sottoscritta pur con una perplessità: hanno bloccato la Formula Uno e il Wrc, come potrebbero dare l’ok per queste gare? E’ lodevole che qualcuno pensi a come riprendere il cammino lasciato ma penso anche che, viste le difficoltà, se si arriverà ad avere i permessi per correre in pista, non saremo lontani dal riprendere con i rally tradizionali”.

ROBERTO BERTOLUTTI, RB MOTORSPORT

“Sino ad oggi non abbiamo avuto nessun tipo di aiuto, da nessuna parte, ed infatti sono stato costretto a mettere in cassa integrazione i miei dipendenti. Da stato e federazione non mi aspettavo una situazione diversa. Quello che conta, prima di tutto, è uscire da questa emergenza a livello nazionale ed internazionale. Finché non usciremo da questo tunnel l’economia non ripartirà e, di conseguenza, tutto il motorsport zoppicherà. Abbiamo bisogno di tranquillità economica, primo elemento e cardine per la ripartenza. Una volta che l’economia troverà stabilità allora potremo tornare a parlare di motorsport. Abbiamo bisogno di finanziamenti agevolati per poter coprire questa situazione di mancate entrate, derivante dall’assenza di gare. In previsione futura ci vorrà anche maggiore chiarezza nel nostro settore, da parte del governo e della federazione, con delle regole ben precise su come rimettere in moto il nostro ambiente”.

MATTEO BEARZI, RALLY VALLI DELLA CARNIA

“Fino ad oggi non abbiamo ricevuto niente, nemmeno qualche proposta, idea o qualche comunicazione ufficiale. Tutte le notizie che sappiamo le leggiamo, come tutti, sui mezzi di informazione. Immagino che la nostra federazione sia in attesa delle decisioni governative per poi decidere come muoversi e cosa proporci. Noi abbiamo avuto la “fortuna” che tutto questo sia iniziato quando non avevamo ancora investito molti soldi. Il danno, per ora, non è così grande rispetto a chi si è visto annullare la gara una settimana prima. Per la ripartenza del settore in primis c’è il bisogno di capire come si dovranno affrontare i problemi in materia sanitaria e gestione degli spazi, per avere un distanziamento sociale. Non è una cosa semplicissima che perché l’organizzatore avrà il dovere di garantire a tutti gli attori (piloti, team, pubblico, operatori, commissari, etc.) la sicurezza sanitaria. Pensare di far rispettare certe restrizioni, in prova speciale oppure durante le premiazioni sul palco d’arrivo, la vedo difficile se non impossibile. Non è come nel calcio dove puoi far giocare le partite a porte chiuse. Io credo e spero che il 2020 sarà un anno sabbatico per ripartire alla grande, con un 2021 favoloso.

Trentino Alto Adige

DIEGO GONZO, CLACSON MOTORSPORT

“Per il momento non abbiamo ricevuto nulla dal governo e dalla federazione. Abbiamo fatto la richiesta per il contributo di 600 euro e vediamo quando arriverà, anche se sarà soltanto una goccia in mezzo al mare. Il problema principale di noi noleggiatori, avendo il mercato fermo, è incentrato sulle spese fisse. Tasse varie, affitto, luce, assicurazione e così via. Sarebbe utile avere queste spese azzerate, almeno ridotte all’osso, per evitare di finire in fondo al pozzo, calcolando che prima del 2021 non ripartiremo. La vedo davvero molto dura per la nostra ripartenza. Prima deve rimettersi in moto tutta l’economia italiana e poi, forse, tornerà attivo il motorsport. Bisognerebbe rivedere pesantemente due fattori, spese di iscrizione e di gomme. Non possiamo essere sempre noi noleggiatori a dover abbassare i prezzi perchè questi due fattori, spesso, costano di più della vettura da gara. Guardando al futuro post Covid sono sempre più convinto che questo settore non ripartirà oppure, se lo farà, ci vorranno anni per tornare ai livelli precedenti la pandemia”.

SILVANO PINTARELLI, PINTARALLY MOTORSPORT

“L’unica cosa che ho ricevuto sono due mascherine dai nostri Vigili del Fuoco, come tutti penso. Mi aspetto che la federazione trovi delle soluzioni, il prima possibile anche se in tono riduttivo, sempre restando ancorati al principio della sicurezza sanitaria. Dietro alle competizioni vivono delle famiglie pur essendo le gare non prioritarie. Pensare ad una soluzione per la ripartenza è molto difficile da dire in questo momento. Dobbiamo cambiare un po’ il nostro sistema di vita a contatto con gli altri. Ripartire sarà difficile per tutti, in particolare per le risorse finanziarie che fa girare questo indotto. Trovare motivazioni valide per attrarre i partner che sostengono il motorsport sarà impresa ardua. Parlando con i nostri abbiamo trovato delle difficoltà, pur cercando una soluzione perchè credono in noi. Come dice Trump bisogna ripartire il prima possibile altrimenti non lo faremo più”.

Questo è un contenuto premium. Continua la tua lettura sul giornale. Scarica l’app o accedi da PC, abbonati e immergiti nella tua più grande passione

Quanto costa abbonarsi ad RS e oltre

  • Registrarsi per attivare un account è del tutto gratuito
  • Le nostre app sono gratuite
  • Dopo aver effettuato la registrazione (clicca qui), ci si potrà abbonare

Si avranno tre opzioni di acquisto, che riportiamo di seguito:

  • La singola copia di RS a 2 euro
  • L’abbonamento digitale di 12 numeri (12 mesi) a 25 euro*
  • L’abbonamento Plus digitale rivista cartacea + rivista elettronica di 12 numeri (12 mesi) a 60 euro*

Si può scegliere se leggere il giornale sul PC o su smartphone e tablet (tramite l’apposita app di Android e IOS) o se farsi leggere gli articoli, ascoltandone i contenuti. Si può accedere all’archivio storico di RS gratuitamente per tutta la durata dell’abbonamento.