Steve Matterne e Rik Vanlessen

Muore il copilota Rik Vanlessen in un incidente al Rally du Condroz

Un incidente come quelli che, per fortuna, capitano di rado. Ma quando San Rally volta le spalle, o perché impegnato altrove o perché non si sa, la tragedia è inevitabile. Il rallysmo oggi piange la morte di Rik Vanlessen. Il 3 novembre 2018 si trasforma da un giorno di festa in un giorno di lutto. Un giorno nero per i rally. In Belgio, al Rally du Condroz, sulla prova speciale numero 6, si è verificato un terribile incidente mortale. La Skoda Fabia R5 di Steve Matterne esce di strada, schizza via impazzita e colpisce in pieno un palo. L’impatto è terribile. Gli echi della botta gelano gli animi. Si spera nella robustezza di una vettura da rally di nuova generazione. Steve Matterne esce praticamente illeso dalla vettura. Non è in pericolo di vita. Anche tra il pubblico, che era numerosissimo e assiepato ai bordi della PS, non ci sono né feriti né morti.

Invece, Rik Vanlessen, il copilota di Matterne, non risponde. L’amico di diverse sfide adrenaliniche al limite della vita, non dà segni di vita. Non è svenuto. Se n’è andato. L’energia cinetica generata dal violentissimo impatto cotro il palo si è scaricata all’interno dell’abitacolo, sul roll-bar. I sedili sono un corpo unico col roll-bar e il corpo umano è un ottimo conduttore di energia. In sostanza, Vanlessen ha fatto da parafulmine. E non ha retto. Una cosa simile, ma con un decesso decisamente più lungo era avvenuto in Italia, al Rally del Salento del 2003, era il 20 giugno, quando dopo un violentissimo impatto contro un trullo, Andrea Aghini esce praticamente illeso dalla Peugeot 206 Super 1600, mentre Loris Roggia ci lascia la vita. Anche in quell’occasione è l’energia cinetica generata dall’impatto a uccidere il copilota.

La prova speciale numero 6 del Rally du Condroz è stata neutralizzata e la direzione di gara ha deciso di rispettare le norme sportive e ha fatto proseguire la competizione sulle due prove successive. Quando si è diffusa la notizia della morte di Rik Vanlessen, la gara aveva terminato le prime otto PS e aveva come leader l’equipaggio francese composto da Stephane Lefebvre e Portier, sulla Citroen C3 R5. Appena saputo dell’incidente mortale, l’equipaggio terzo assoluto formato da Princen-Kaspers, su una Skoda Fabia R5, ha consegnato la tabella tempi e si è volontariamente ritirato dalla corsa.